Premiazione 100 migliori imprese dell’Isontino nella sede UniTS di Gorizia Read more about Premiazione 100 migliori imprese dell’Isontino nella sede UniTS di Gorizia Immagine Progetto senza titolo (58).png Data notizia Tue, 17/02/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Il Conference Center del polo goriziano di UniTS ospiterà la presentazione della ricerca sulle 100 migliori imprese dell'Isontino, curata da Post Imprese e Nord Est Multimedia. L’evento premia le aziende leader nei settori produttivi, logistici e commerciali della zona, focalizzandosi su crescita e competitività. Nel corso dell’evento saranno analizzate le sfide delle imprese in mercati incerti e le strategie per continuare a crescere. Alla tavola rotonda “Continuare a crescere” partecipa anche Guido Bortoluzzi, Prorettore UniTS per i Rapporti con le imprese e il territorio.Programma ore 17 Introduce Giorgia Pacino, giornalista Il Piccolo ore 17.05 | Saluti istituzionali Tiziano Portelli, Presidente Banca Cassa Rurale FVG ore 17.10 | Presentazione della ricerca Le 100 migliori imprese dell’Isontino ore 17.15 LE SFIDE DELLE IMPRESE Intervengono Simone Areddia, socio e membro CdA G.S.A. General Ship Arrangement Michela Cecotti, presidente Sultan Società Benefit Christian Marega, direttore generale e membro del CdA SCS Group Gianluca Polensig, amministratore unico Eltec Lift ore 17.55 CONTINUARE A CRESCERE Intervengono Guido Bortoluzzi, prorettore UniTS per i Rapporti con le imprese e il territorio Enzo Colombo, legale rappresentante C&C Costruzioni Gennaro Coretti, presidente Adria Ship Enrico Florian, amministratore delegato Iskralegno ore 18.35 COMPETERE NEI MERCATI NELL'ERA DELL'INCERTEZZA Intervengono Morris Cernic, direttore generale Nord Composites Italia Matteo Gianesini, amministratore delegato Gianesini Erminio Andrea Musig, direttore generale Banca Cassa Rurale FVG Conduce gli incontriGiorgia Pacino, giornalista Il Piccolo Iscrizioni gratuite Abstract A Gorizia il 19 febbraio dalle 17. Partecipa Guido Bortoluzzi, prorettore per i Rapporti con le imprese e il territorio Mostra nel diario Off
M’illumino di Meno 2026: l’Università di Trieste dà voce alla Scienza per la sostenibilità Read more about M’illumino di Meno 2026: l’Università di Trieste dà voce alla Scienza per la sostenibilità Immagine WhatsApp Image 2026-02-16 at 09.08.08.jpeg Data notizia Mon, 16/02/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Impegno pubblico e sociale Destinatari target Territorio e società Testo notizia L’Università di Trieste aderisce alla XXII edizione di M’illumino di Meno, la Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili che nel 2026 è dedicata al ruolo della scienza nella transizione ecologica.In linea con il tema di quest’anno, M’illumino di Scienza”, l’Ateneo conferma lo sviluppo sostenibile come valore fondante della propria identità, integrando didattica, ricerca e buone pratiche per contrastare il cambiamento climatico. Dal 2012, sotto la guida dell’Energy Manager di Ateneo, sono stati realizzati interventi strutturali significativi: nuova centrale termica con passaggio dall’olio combustibile al gas metano, illuminazione interamente a LED e impianti fotovoltaici per quasi 1 MW di potenza complessiva. Azioni che hanno consentito una riduzione di circa il 40% dei consumi energetici complessivi.Cuore delle attività scientifiche sul tema è il Centro Interdipartimentale “Giacomo Ciamician”, punto di riferimento su energia, ambiente e trasporti, impegnato in ricerca d’avanguardia, trasferimento tecnologico, formazione e supporto ai decisori pubblici e privati. Tra i filoni strategici di ricerca relativi al risparmio energetico spiccano quelli sulle comunità energetiche rinnovabili, l’idrogeno, l’integrazione dei veicoli elettrici con le reti elettriche, il fotovoltaico e i sistemi di accumulo – inclusi riuso e riciclo delle batterie – anche attraverso strumenti di intelligenza artificiale.UniTS offre all’interno della sua offerta formativa anche il corso di Laurea Magistrale Engineering for the Energy Transition, unico a livello internazionale e che quest’anno laureerà i primi professionisti, attesissimi dal mondo del lavoro. In preparazione della Giornata, infine, l’Ateneo ha organizzato il workshop “Isola di calore urbana e cambiamento climatico: modellazione e politiche di mitigazione“ nell’ambito del progetto PRIN PNRR CriStAll “Climate Resilient Strategies by Archetype-based Urban Energy Modelling” cui hanno partecipato il Politecnico di Torino, La libera università di Bolzano e l'Università di Trieste. Oltre a illustrare le attività e i risultati principali del progetto, il Workshop ha presentato diverse iniziative e risultati relativi alle attività intraprese in Friuli Venezia Giulia da ARPA FVG, Regione e ATER Trieste per affrontare le problematiche legate all’innalzamento delle temperature in ambito urbano. Abstract Il 16 febbraio le luci della facciata dell’ateneo saranno abbassate per sottolineare l’importanza del risparmio energetico Mostra nel diario Off
Giornata mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza: colmare il divario di genere nel settore AI Read more about Giornata mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza: colmare il divario di genere nel settore AI Immagine Titolo (70).jpg Data notizia Wed, 11/02/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Territorio e società Testo notizia L’11 febbraio si celebra la Giornata mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza, promossa dalle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione su un divario di genere che riguarda ancora oggi tutti i livelli delle discipline scientifiche e tecnologiche.Il tema scelto per il 2026, “Synergizing AI, Social Science, STEM and Finance”, invita a guardare oltre le sole competenze tecniche e a considerare lo sviluppo scientifico come il risultato di quattro dimensioni intrecciate: intelligenza artificiale, scienze sociali, discipline STEM e strumenti finanziari capaci di sostenere ricerca e innovazione nel lungo periodo.L’intelligenza artificiale, in particolare, rappresenta oggi un potente acceleratore di cambiamento: dalla diagnostica medica alla modellazione climatica, dalla gestione dei dati alla trasformazione dei processi produttivi. Ma senza interventi mirati, i benefici dell’AI rischiano di concentrarsi in modo diseguale, ampliando divari già esistenti, compreso quello di genere.Secondo Interface, think tank europeo specializzato in tecnologia dell’informazione e politiche pubbliche, le donne rappresentano solo il 22% dei talenti nel campo dell’intelligenza artificiale a livello globale, con una presenza ancora più ridotta nelle posizioni apicali: meno del 14% ricopre ruoli dirigenziali senior nel settore AI. Nonostante la crescita di iniziative per promuovere le discipline STEM tra le ragazze, il percorso verso una partecipazione equilibrata è ancora incompleto.In questo quadro si inserisce la riflessione della prof.ssa Teresa Scantamburlo, docente dell’Università di Trieste impegnata nel campo dell’informatica e dell’intelligenza artificiale, che richiama l’attenzione sul legame tra etica e sviluppo tecnologico.«Mi sono avvicinata all’informatica – spiega la docente del Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze - grazie a un’intuizione che continua ad appassionarmi: il legame profondo tra l’approccio computazionale alla soluzione dei problemi e le sue implicazioni filosofiche e sociali». Un nesso che oggi emerge con particolare forza nello sviluppo dell’AI, i cui effetti incidono concretamente su educazione, lavoro, organizzazione sociale e ambiente.«Per governare questi cambiamenti – sostiene Scantamburlo - è necessario promuovere un modello di sviluppo più sostenibile e umano. In questo percorso, una maggiore presenza e partecipazione femminile può contribuire in modo significativo a rafforzare una visione più equa e responsabile dello sviluppo tecnologico». Abstract Teresa Scantamburlo (MIGe): «Una maggiore partecipazione femminile può rafforzare una visione più equa e responsabile dello sviluppo tecnologico» Mostra nel diario Off
Supporto agli enti locali e formazione del personale: firmata la convenzione tra IUSLIT, ANCI FVG e ComPA FVG Read more about Supporto agli enti locali e formazione del personale: firmata la convenzione tra IUSLIT, ANCI FVG e ComPA FVG Immagine Titolo (71).jpg Data notizia Thu, 12/02/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Testo notizia Rafforzare le competenze di funzionari e dirigenti della pubblica amministrazione locale e regionale, costruire percorsi formativi avanzati e mettere a sistema ricerca e pratica amministrativa: con questi obiettivi è stata sottoscritta oggi una convenzione di collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione (IUSLIT) dell’Università di Trieste, l’ANCI FVG - Associazione Nazionale Comuni Italiani del Friuli Venezia Giulia e COMPA FVG, la Scuola di Formazione del Comparto Unico della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Centro di Competenza.La firma, avvenuta nella Sala Cammarata dell’Ateneo triestino, si inserisce in una fase di trasformazione dell’assetto istituzionale regionale, legata alla reintroduzione delle Province in Friuli Venezia Giulia a seguito della modifica dello Statuto speciale. In questo quadro, la convenzione intende offrire un supporto strutturato agli enti locali, promuovendo un confronto stabile su temi giuridico-istituzionali, organizzativi e gestionali e accompagnando l’adeguamento delle amministrazioni al nuovo scenario.All’incontro sono intervenuti la Magnifica Rettrice, Donata Vianelli, il Direttore del Dipartimento IUSLIT, Gian Paolo Dolso, il Presidente di ANCI FVG, Dorino Favot, e il Presidente di COMPA FVG, Rodolfo Ziberna, insieme all’Assessore regionale alle Autonomie locali, Funzione pubblica, Sicurezza e Immigrazione, Pierpaolo Roberti. Presenti anche il Segretario generale di ANCI FVG, Alessandro Fabbro, il Direttore generale di COMPA FVG, Daniele Gortan, e il Consigliere nazionale ANCI, Mirko Martini.Nel concreto, l’accordo prevede un coinvolgimento attivo dell’Università di Trieste nella progettazione e realizzazione di percorsi formativi destinati al personale delle amministrazioni locali e regionali, con particolare attenzione alle esigenze che emergono nel passaggio al nuovo assetto istituzionale. L’Ateneo contribuirà con ricerca applicata, analisi comparata dei modelli di governance territoriale, elaborazione di materiali didattici, docenze specialistiche e supporto scientifico alle attività di COMPA FVG.La collaborazione si tradurrà inoltre nello sviluppo di seminari tematici, laboratori di approfondimento, programmi di aggiornamento professionale e momenti di confronto tra accademia e amministrazioni, con l’obiettivo di rafforzare le competenze giuridiche, amministrative e organizzative richieste a chi opera nei processi di governo del territorio.«Questa convenzione - sostiene la rettrice Vianelli - rafforza il dialogo tra Università di Trieste e istituzioni territoriali: mettere in relazione sapere accademico e prassi amministrativa significa investire su una gestione più consapevole ed efficace dei processi, soprattutto in una fase di cambiamento come quella che accompagna la reintroduzione delle Province». «Il Dipartimento di Scienze Giuridiche - spiega il direttore di IUSLIT Dolso - mette a disposizione competenze scientifiche e didattiche per costruire percorsi formativi solidi e aggiornati, capaci di rispondere ai bisogni reali delle amministrazioni e di sostenere la qualità delle decisioni nel nuovo assetto istituzionale regionale».«La sottoscrizione dell’accordo costituisce un’importante collaborazione tra la parte accademica, di formazione e il sistema della autonomie locali perché unendo l’impegno dei diversi attori istituzionali, è possibile ottnere una migliore gestione ed organizzazione degli enti locali, a favore di un migliore servizio ai cittadini», sostiene Presidente ANCI FVG Favot. «Assicurare formazione ed aggiornamento a dirigenti e funzionari della amministrazione regionale e degli enti locali consentirà una risposta alle esigenze del governo del territorio più adeguata alle necessità ed aspettative di una comunità in continua evoluzione, con benefici per cittadini ed imprese. Una sfida alla quale ComPA, Anci, Regione ed Università sono pronti e senza dubbio all'altezza», afferma il Presidente di COMPA FVG Ziberna. Abstract La collaborazione riguarderà temi giuridico-istituzionali, organizzativi e gestionali e accompagnerà l’adeguamento delle amministrazioni alla reintroduzione delle Province Mostra nel diario Off
Un metodo “bayesiano” per leggere le firme mutazionali dei tumori e identificare sottotipi clinicamente rilevanti Read more about Un metodo “bayesiano” per leggere le firme mutazionali dei tumori e identificare sottotipi clinicamente rilevanti Immagine Titolo (72).jpg Data notizia Fri, 13/02/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Post lauream Testo notizia Ogni tumore porta con sé una sorta di impronta digitale: un insieme di mutazioni che racconta, indirettamente, i processi biologici che le hanno generate – dagli errori di replicazione del DNA ai difetti dei meccanismi di riparazione, fino a specifiche esposizioni o trattamenti. Partendo da questa idea di “firma” (mutational signature), un gruppo di ricerca dell’Università di Trieste, composta da studentesse e studenti del corso di dottorato in Applied Data Science and Artificial Intelligence coordinati dal prof. Giulio Caravagna, ha sviluppato BASCULE, un framework statistico che usa la statistica bayesiana per integrare conoscenze già disponibili e aggiornare l’analisi alla luce di nuovi dati: l’obiettivo è rendere più robusta l’identificazione delle firme mutazionali, favorire la scoperta di segnali non ancora catalogati e raggruppare i campioni in sottotipi molecolari interpretabili. Lo studio, pubblicato su Genome Biology, vede come primi autori Elena Buscaroli e Azad Sadr. Nel DNA delle cellule tumorali le mutazioni non compaiono in modo casuale: tendono a concentrarsi in combinazioni ricorrenti. Questi pattern – le firme mutazionali – possono essere letti come l’effetto cumulativo di specifici processi mutageni. In altre parole, osservando che tipo di mutazioni prevalgono e come si distribuiscono, è possibile risalire a ipotesi plausibili su ciò che ha guidato l’evoluzione del tumore.Negli ultimi anni, grazie a grandi dataset genomici, sono stati proposti diversi cataloghi di firme. Tuttavia, cataloghi costruiti con metodi differenti possono non essere pienamente sovrapponibili, e l’analisi rischia di diventare difficile da confrontare o da standardizzare.BASCULE nasce per affrontare proprio questo punto: sfruttare i cataloghi esistenti come base informativa, senza rinunciare alla possibilità di individuare firme nuove quando i dati lo suggeriscono.Il metodo adotta un’impostazione bayesiana: in pratica, invece di trattare l’analisi come una “pagina bianca”, introduce una conoscenza iniziale (i priors, cioè informazioni pregresse plausibili) e la aggiorna con l’evidenza osservata nei dati. Questo approccio è particolarmente utile quando si lavora con segnali complessi: permette di ancorare l’interpretazione a ciò che è già noto, ma anche di quantificare in modo più chiaro l’incertezza e di riconoscere quando emerge qualcosa di davvero distinto dalle firme già catalogate. Una volta stimato, per ciascun campione, quanto ciascuna firma mutazionale sia “presente” (in pratica, quanto pesa nel profilo di mutazioni osservato), BASCULE permette anche di mettere insieme i campioni che si assomigliano, formando gruppi con caratteristiche condivise. L’idea è trasformare un’informazione tecnica in una lettura più immediata, che aiuti a riconoscere sottotipi di tumore e, quando i dati lo consentono, a collegarli a differenze cliniche.Nel lavoro, che nasce come output di un progetto finanziato da AIRC, gli autori mostrano che questo approccio riesce a ritrovare sottotipi già noti in diversi tumori e, in alcune coorti per cui sono disponibili informazioni cliniche, a individuare gruppi associati a esiti diversi. In questa prospettiva, le firme mutazionali non sono solo una “descrizione” delle mutazioni, ma diventano uno strumento per interpretare meglio la storia biologica del tumore e distinguere profili di pazienti.“BASCULE – spiega Giulio Caravagna, docente di Informatica al Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze - è uno strumento che ci permette di analizzare contemporaneamente un grande numero di pazienti, identificando nuovi gruppi di tumori che hanno firme mutazionali simili fra loro. Questo tipo di approccio è alla base della cosiddetta “stratificazione” dei pazienti oncologi, uno dei passi più importanti per la medicina di precisione moderna. Lavorando a livello di segnature mutazionali riusciamo quindi a catalogare i nostri pazienti e determinare quei sottogruppi in cui il danno al DNA segue regole precise”.Lo studio è frutto di un lavoro a cui hanno contribuito anche Human Technopole (Computational Biology Research Centre, Milano), Area Science Park (Research and Technology Institute, Trieste) e l’Università di Milano-Bicocca. Abstract Il framework BASCULE è frutto del lavoro di un gruppo di studenti del dottorato in Applied Data Science and Artificial Intelligence coordinato da Giulio Caravagna Mostra nel diario Off
Scomparsa Annamaria Ducaton: UniTS custodisce 28 tele del ciclo “La donna del mare” Read more about Scomparsa Annamaria Ducaton: UniTS custodisce 28 tele del ciclo “La donna del mare” Immagine Progetto senza titolo (57).png Data notizia Tue, 10/02/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Territorio e società Testo notizia L’arte ci guida nello sguardo e, ogni giorno, esercita la nostra sensibilità al mondo, ed è per questo che l’Università degli Studi di Trieste si unisce al cordoglio per la scomparsa di Annamaria Ducaton, artista triestina la cui opera ha saputo coniugare intensità poetica e rigore compositivo.Il legame con l’Ateneo si è fatto particolarmente significativo in occasione delle celebrazioni per il Centenario. Nel 2024 Annamaria Ducaton ha donato allo smaTs (Sistema Museale di Ateneo) il ciclo “La donna del mare”, composto da 28 opere ispirate al dramma di Henrik Ibsen. Una donazione preziosa che UniTS ha avuto modo di valorizzare anche attraverso l’esposizione dell’intero ciclo nella sede di Gorizia (ottobre–dicembre 2025) che presto diventerà una galleria stabile.In questo lavoro Annamaria Ducaton intreccia immagini personali e simboli universali, facendo dialogare tempo, memoria e identità in una trama visiva capace di toccare chi guarda con discrezione e profondità.Nel valorizzare il ciclo “La donna del mare”, UniTS custodisce anche un lascito di rara intensità, un’opera che continuerà a parlare, dentro e fuori l’Ateneo, con la voce silenziosa e necessaria dell’arte.«Der bodde en underlig gråsprængt en på den yderste nøgne ø»Henrik Ibsen«Viveva un uomo stranamente ingrigito / sull’ultima isola nuda.» Abstract La donazione dell’artista triestina diventerà una mostra permanente Mostra nel diario Off
Il presidente del TAR FVG in visita a UniTS Read more about Il presidente del TAR FVG in visita a UniTS Immagine Titolo (69).jpg Data notizia Tue, 10/02/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Testo notizia L’Università di Trieste ha ospitato il presidente del Tribunale amministrativo regionale per il Friuli Venezia Giulia Carlo Modica de Mohac, che ha fatto visita alla rettrice Donata Vianelli.All’incontro erano presenti anche il direttore generale Marco Porzionato e il delegato della rettrice agli Affari generali e legali Gian Paolo Dolso, direttore del dipartimento IUSLIT.L’incontro è stato utile a consolidare i rapporti tra le due istituzioni, anche nella prospettiva di iniziative comuni, in particolare in favore degli studenti e delle studentesse dell’Università di Trieste che potrebbero beneficiare di nuove opportunità nell’ambito dei tirocini formativi curriculari.Il presidente Modica de Mohac ha dimostrato interesse nei confronti di questa iniziativa e auspicato ulteriori forme di collaborazione tra l’Ateneo e il Tribunale amministrativo regionale. Abstract Al vaglio iniziative comuni, in particolare in favore degli studenti Mostra nel diario Off
UniTS celebra il Giorno del Ricordo Read more about UniTS celebra il Giorno del Ricordo Immagine Progetto senza titolo (84).png Data notizia Mon, 09/02/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Territorio e società Testo notizia Il 10 febbraio 1947 venne firmato il Trattato di Pace di Parigi, che confermava l'annessione alla Jugoslavia di quasi tutta la Venezia Giulia, di Fiume e di Zara, già occupate militarmente. Il Giorno del Ricordo è stato istituito per conservare la memoria dell’esodo giuliano, fiumano e dalmata e delle tragedie avvenute sul confine orientale.“Ricordare i massacri delle foibe e la tragedia dell’esodo, nel quadro della storia ampia e complessa del nostro confine orientale, può rappresentare un antidoto critico contro i nazionalismi e le ideologie oppressive e autoritarie di ieri e oggi —suggerisce Patrick Karlsen, Professore associato di Storia contemporanea a UniTS — La frontiera adriatica, con il suo intreccio transnazionale di identità e culture, ci insegna che la coesione delle società contemporanee dipende anche dalla capacità di integrare le memorie difficili e di ascoltare il “dolore degli altri”, rafforzando i legami della cittadinanza democratica e il senso di appartenenza a una comune storia europea”.Il docente sarà ospite nello speciale di Rainews24 “FOIBE, il dovere del ricordo” in diretta dal Magazzino 18 il 10 febbraio dalle 13.35 alle 14.Intervistati anche Piero Delbello, Direttore IRCI (Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata), Fiore Filippaz, Esule istriana, e la ricercatrice Giovanna Penna. Per commemorare la giornata, infine, la facciata UniTS si illuminerà con il colori della bandiera italiana. «L’esilio non è soltanto lasciare una terra, ma continuare a portarla dentro senza potervi tornare» Fulvio Tomizza Abstract Il 10 febbraio Patrick Karlsen, docente di Storia contemporanea, in diretta dalle 13.35 nello speciale “Foibe, il dovere del ricordo” su Rainews24 Mostra nel diario Off
World Cancer Day: la ricerca illumina il futuro Read more about World Cancer Day: la ricerca illumina il futuro Immagine Titolo (37).jpg Data notizia Wed, 04/02/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Territorio e società Testo notizia La Giornata Mondiale contro il Cancro (World Cancer Day), che si celebra il 4 febbraio, è un momento in cui la comunità scientifica e quella sanitaria rinnovano l’impegno con cui affrontano la malattia. Due i concetti chiave: prevenzione e cura.La prevenzione passa da stili di vita consapevoli e dall’adesione agli screening oncologici; la cura si fonda su diagnosi sempre più precise e su terapie innovative che, in molti ambiti, stanno migliorando sopravvivenza e qualità della vita. Progressi resi possibili anche dal lavoro della ricerca — dalle scienze di base alle tecnologie diagnostiche, fino ai nuovi approcci terapeutici — che illumina il percorso verso cure più efficaci e un futuro migliore nella lotta contro il cancro.In Italia, le stime più recenti indicano circa 390.000 nuove diagnosi ogni anno, con una mortalità oncologica in calo e, a seconda della patologia, con buone possibilità di guarigione.In occasione del World Cancer Day l’Università di Trieste vuole illuminare almeno una parte dell’intensa attività della ricerca sul cancro, condotta dalle ricercatrici e dai ricercatori del Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, attraverso una piccola selezione di linee di ricerca attualmente attive. Non un quadro esaustivo, ma una panoramica che sottolinea la multidisciplinarità dei progetti in corso, con l’obiettivo comune di comprendere meglio la malattia e migliorare l’assistenza ai pazienti.Un tratto distintivo di questi team è la frequente presenza di ricercatrici e ricercatori junior che lavorano in collaborazione con docenti e clinici, all’insegna di una trasmissione di competenze. I progetti UniTS portano nei laboratori e nei reparti una nuova generazione di ricercatori che sarà protagonista di un’importante trasformazione tecnologica. Perché la ricerca è un processo di continuità e innovazione.E siccome la ricerca illumina il futuro della lotta contro il cancro, nella serata del 4 febbraio la facciata dell’edificio centrale dell’Università di Trieste sarà illuminata di blu e arancio, colori ufficiali di questa giornata di sensibilizzazione, come segno visibile di attenzione e di sostegno a chi studia, cura e affronta la malattia ogni giorno.*******************************Serena Zacchigna e i dottorandi di Biomedicina molecolare — Perché il cuore è “protetto” dal cancro: la pista delle forze meccanicheI tumori cardiaci, primitivi e metastatici, sono estremamente rari e le ragioni di questa rarità non sono ancora chiarite. L’ipotesi di Serena Zacchigna è che un ruolo chiave sia svolto dalle forze meccaniche generate dal battito cardiaco.Queste sollecitazioni, continue e ritmiche, potrebbero ostacolare la proliferazione delle cellule — incluse quelle tumorali. A partire da questa intuizione, il gruppo sta lavorando a approcci terapeutici innovativi, tra cui un robot indossabile progettato per riprodurre la dinamica meccanica del cuore e rallentare la crescita di cellule tumorali, ad esempio a livello della pelle o della ghiandola mammaria. Alle attività di ricerca partecipano i dottorandi UniTS Maryen Vasanthakumar, Francesco Longo, Simon Cotic, Matteo Riccio, Nicoletta Bartoloni e Ilaria Del Giudice.Mauro Giuffrè — Cancro del fegato: l’AI come alleata nelle decisioni cliniche L’attività di Mauro Giuffrè si colloca tra epatologia clinica, oncologia e intelligenza artificiale, con un focus sull’epatocarcinoma (HCC).Negli ultimi anni ha lavorato allo sviluppo e alla validazione di modelli avanzati di AI generativa — inclusi large language models e sistemi multi‑agente — pensati per supportare il processo decisionale clinico nella gestione dei pazienti, in aderenza alle linee guida internazionali e ai dati del mondo reale.Dopo tre anni di ricerca alla Yale School of Medicine, dal 15 dicembre 2025 è Ricercatore a Tempo Determinato (RTT) al DSM dell’Università di Trieste, dove prosegue l’attività nel campo della computational hepatology e della digital health. Nel 2024–2025 è stato selezionato come vincitore della fellowship dell’American‑Italian Cancer Foundation.Raffaella Franca — Leucemia linfoblastica acuta pediatrica: terapie personalizzate e biomarcatori di rischioLa leucemia linfoblastica acuta (LLA) è la neoplasia più frequente in età pediatrica. Grazie ai progressi della ricerca, oggi la sopravvivenza a 5 anni raggiunge circa il 90%; restano però possibili effetti avversi gravi, spesso imprevedibili, che possono complicare il percorso di cura.Il gruppo di Farmacologia del DSM (dott.ssa Raffaella Franca, prof. Giuseppe Stocco) collabora da anni con l’Oncoematologia Pediatrica dell’IRCCS Burlo Garofolo (dr. Marco Rabusin) e con la rete AIEOP per sviluppare progetti di personalizzazione della terapia.Le attività mirano a identificare biomarcatori predittivi — fattori genetici e livelli di esposizione ai farmaci — associati a reazioni avverse o a fallimento terapeutico, e a chiarirne i meccanismi molecolari. Il lavoro coinvolge anche giovani ricercatori UniTS, tra cui Maria Irshad (dottorato in Medicina Personalizzata e Terapie Innovative) e Antimo Tessitore (Scuola di Specialità in Pediatria).Valerio Iebba — Microbiota e risposta alle terapie: biomarcatori e modelli predittiviLa ricerca di Valerio Iebba esplora il ruolo del microbiota — l’insieme dei microrganismi che convivono con noi — nel modulare infiammazione e sistema immunitario, con un obiettivo specifico: capire come influenzi la risposta alle cure oncologiche.Attraverso intelligenza artificiale e analisi bioinformatiche avanzate, il gruppo lavora per isolare ceppi specifici e identificare biomarcatori predittivi, con l’ambizione di costruire modelli personalizzati capaci di prevedere l’efficacia dei farmaci e, quando necessario, guidare strategie per “correggere” un microbiota in disequilibrio.Il lavoro si sviluppa in rete con collaborazioni internazionali, tra cui Istituto Gustave Roussy e Centro di Ricerca Cordeliers (Parigi), Università di Kyoto, QIBEBT (Cina) e Università Salvador de Bahia.Alice Tassinari (specializzanda) con Francesca Rui — Screening mirato per la diagnosi precoce del tumore del polmone (Progetto SINTESI)Il Progetto SINTESI sviluppa uno screening mirato del tumore del polmone rivolto a persone ad alto rischio: fumatori o ex‑fumatori con una pregressa esposizione ad amianto.Il percorso prevede una breve intervista anamnestica strutturata e una TC del torace. L’obiettivo è intercettare segnali iniziali e arrivare prima alla diagnosi, quando i trattamenti possono essere più efficaci, raccogliendo dati utili a definire un modello di prevenzione chiaro e replicabile anche in altri contesti.Per i fumatori è previsto anche l’orientamento a un percorso di cessazione presso il Centro di prevenzione e cura del tabagismo. La linea è seguita da Alice Tassinari (supervisor Francesca Rui) e si inserisce in un lavoro multidisciplinare che coinvolge anche profili junior.Flavia D’Agostin (borsista) con Francesca Larese Filon — Tumori naso‑sinusali di origine professionale (Progetto RENATUNS)I tumori naso‑sinusali possono essere associati a esposizioni professionali, in particolare a polveri di legno e polveri di cuoio. Presso l’UCO di Medicina del Lavoro è attivo il centro regionale che valuta la storia espositiva e l’associazione con la patologia.L’attività, collegata alla rete nazionale di studio, supporta anche l’avvio delle pratiche per il riconoscimento della malattia professionale da parte dell’INAIL, quando ne ricorrono le condizioni. La linea è seguita da Flavia D’Agostin nell’ambito del Progetto RENATUNS. Jessica Granzotto (specializzanda) — Origine professionale del tumore del polmone nel percorso di cura (PDTA)La valutazione della possibile origine professionale del tumore del polmone rientra nelle attività del progetto RENATUNS/RENOCCAM, in collaborazione con l’Università di Milano e l’INAIL.L’obiettivo è identificare, accanto al fumo e all’amianto, altre possibili esposizioni lavorative che possono aver contribuito alla malattia — ad esempio in ambiti come ferriera, saldatura, verniciatura, catrame — offrendo ai pazienti un approfondimento dedicato e l’accesso ai benefici previsti.L’UCO di Medicina del Lavoro ha un CUP dedicato alle visite di valutazione. La linea è seguita da Jessica Granzotto, specializzanda in Medicina del Lavoro.Giovanni Sorrentino — La “fisica” del tumore: meccanobiologia per aumentare l’efficacia dei farmaciLa ricerca di Giovanni Sorrentino, finanziata da AIRC, studia il cancro da un’angolazione meno nota: non solo le cellule, ma anche le proprietà fisiche del tumore.Un tumore può diventare più rigido o più fluido del tessuto sano, e questi cambiamenti possono influenzare la crescita e la risposta ai farmaci. La meccanobiologia dei tumori analizza come durezza, compressione e architettura del tessuto possano favorire la progressione e rendere alcune terapie meno efficaci.Comprendere questi meccanismi può suggerire strategie per aumentare l’efficacia dei trattamenti intervenendo non solo sulla biologia, ma anche sulla “meccanica” del tumore. Tra i progetti coordinati: AIRC Start‑Up Grant, Worldwide Cancer Research e PRIN.Katia Rupel e Giulia Ottaviani — Carcinoma del cavo orale: prevenzione, laser e complicanze delle terapieGiulia Ottaviani e Katia Rupel, con il dottorando Edgar Keller, svolgono attività clinica e di ricerca presso l’Ambulatorio di Medicina e Patologia Orale della SC Clinica di Chirurgia Maxillofacciale e Odontostomatologica, dedicandosi a prevenzione, diagnosi e follow‑up di pazienti con carcinoma del cavo orale.Il gruppo collabora con le SC di Ematologia, Radioterapia e Oncologia per la gestione delle complicanze orali legate alle terapie anticancro. Un filone di ricerca clinica studia le proprietà terapeutiche e preventive della luce laser per ridurre effetti avversi che incidono sulla qualità di vita e sull’aderenza ai trattamenti.Accanto alla clinica, una parte rilevante dell’attività riguarda la divulgazione: strategie innovative per aumentare consapevolezza e prevenzione di un tumore spesso poco conosciuto, con iniziative rivolte a studenti delle scuole secondarie del territorio.Manuela Mastronardi — Chirurgia oncologica del colon‑retto: IA per la formazione, medicina di precisione e sostenibilitàLa ricerca di Manuela Mastronardi è focalizzata sulla chirurgia del tumore del colon‑retto, con attenzione a formazione avanzata, ricerca traslazionale e sostenibilità.Tra i filoni principali: l’impiego dell’intelligenza artificiale per il training in chirurgia oncologica del retto; lo sviluppo di modelli biologici personalizzati per predire la risposta alle terapie in ottica di medicina di precisione; la valutazione di indicatori di qualità come il Textbook Outcome; il confronto tra strategie di trattamento nei casi complessi, inclusi i contesti di urgenza.Un ulteriore ambito è la green surgery, con progetti orientati a ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare l’uso delle risorse, mantenendo standard elevati di sicurezza e appropriatezza oncologica. Abstract Una panoramica di alcune innovative linee di ricerca sul cancro del DSM, a cui partecipa una nuova generazione di ricercatrici e ricercatori Mostra nel diario Off
UniTS e ICTP lanciano il primo Master al mondo in Metrologia delle radiazioni ionizzanti Read more about UniTS e ICTP lanciano il primo Master al mondo in Metrologia delle radiazioni ionizzanti Immagine Titolo (68).jpg Data notizia Thu, 05/02/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Studiare Destinatari target Futuri studenti Studenti iscritti Post lauream Testo notizia Misure accurate sono alla base di ogni diagnosi efficace e trattamento sicuro. È da questa esigenza fondamentale per la sicurezza dei pazienti che nasce a Trieste il primo Master universitario al mondo in Metrologia delle radiazioni, lanciato in collaborazione dal Centro internazionale di fisica teorica Abdus Salam di Trieste e dall’Università di Trieste. Questo nuovo percorso biennale, che ha preso il via il 26 gennaio, fa parte del Master di Studi Avanzati in Fisica Medica, ed è co-finanziato dall'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA). Le tecnologie mediche che fanno uso delle radiazioni, che comprendono tecniche molto diffuse come le radiografie, le TAC, o la radioterapia, permettono ogni anno di salvare molte vite. Utilizzarle per realizzare diagnosi e trattamenti adeguati e sicuri richiede professionisti altamente specializzati in grado di eseguire la calibrazione degli strumenti e assistere il personale medico nell'utilizzo dei risultati della calibrazione per garantire la sicurezza e l'efficacia della diagnostica e del trattamento con radiazioni. Il nuovo percorso in metrologia delle radiazioni a Trieste fornirà a un piccolo gruppo di studentesse e studenti selezionati, principalmente del Sud globale, le competenze manageriali e tecniche necessarie per diventare metrologi delle radiazioni qualificati nei loro paesi. Una volta laureati, i metrologi delle radiazioni lavoreranno in Laboratori di dosimetria secondari, centri istituiti dall'AIEA e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per assicurare la dosimetria delle radiazioni in conformità con le norme internazionali di sicurezza. Il loro lavoro consisterà nell’utilizzare le attrezzature specifiche necessarie alla misurazione delle radiazioni, effettuare le calibrazioni, valutarne i risultati e emettere i certificati di calibrazione.Quattro studenti provenienti da Venezuela, Nigeria, Kenya e Sudafrica hanno già iniziato il loro percorso formativo. Durante il primo anno frequenteranno le lezioni del Master di Studi Avanzati in Fisica Medica, con corsi aggiuntivi incentrati sulla misurazione delle dosi e sulla calibrazione. Sono in corso discussioni con l'Agenzia nazionale italiana per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) per fornire parte del tirocinio previsto per il secondo anno, presso l'Istituto Nazionale di Metrologia delle Radiazioni Ionizzanti (INMRI-ENEA) a Roma o presso l'AIEA a Vienna, in Austria.“Misurazioni accurate sono fondamentali per un uso sicuro ed efficace delle radiazioni ionizzanti. Questo programma di master all'avanguardia è un investimento strategico che sosterrà la salute e la sicurezza globali nell'uso delle radiazioni ionizzanti, formando esperti che garantiranno che le dosi di radiazioni diagnostiche e terapeutiche siano somministrate con precisione e standardizzate in tutto il mondo, ottimizzando l'esposizione dei pazienti e migliorando l'assistenza sanitaria”, ha affermato Mauro Carrara, capo della Sezione Dosimetria e Fisica delle Radiazioni Mediche dell'AIEA.“Secondo le linee guida internazionali, prima di intraprendere un tirocinio e poi svolgere la professione, il fisico medico e l’esperto di metrologia delle radiazioni necessitano di un’appropriata istruzione post-laurea – ha aggiunto Donata Vianelli, rettrice dell’Università di Trieste – il nostro Master di Studi Avanzati in Fisica Medica garantisce tutte le competenze necessarie all’ingresso in ospedale o in un centro di metrologia”.“Siamo grati all'AIEA, all'Università di Trieste e a tutti i nostri partner per la collaborazione e gli sforzi profusi nel creare insieme un programma di fisica medica solido e di successo. Si tratta di un meraviglioso esempio di collaborazione multilaterale volta a rispondere alla crescente necessità in tutto il mondo di competenze scientifiche in questo importante settore. Il lavoro che abbiamo svolto insieme ha aperto la strada alla nuova specializzazione in metrologia delle radiazioni. Siamo entusiasti di sostenere la formazione di professionisti che svolgeranno un ruolo fondamentale in questo campo", ha dichiarato Atish Dabholkar, direttore dell'ICTP. Master di Studi Avanzati in Fisica Medica (MMP)Il Master di Studi Avanzati in Fisica Medica (MMP) è un programma di formazione della durata di due anni gestito congiuntamente dall'ICTP e dall'Università di Trieste. Il programma offre a giovani laureati in fisica o in discipline affini (provenienti principalmente dai paesi in via di sviluppo) una formazione post-laurea teorica e clinica che consente loro di ottenere il riconoscimento come fisici medici clinici nei propri paesi d'origine. Il programma comprende un anno di corsi di base e avanzati (tenuti in inglese) preparati con l'assistenza di esperti dell'ICTP, dell'Università di Trieste, dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) e di consulenti esterni nominati. Segue un anno di formazione clinica professionale presso un reparto di fisica medica di un ospedale italiano appartenente alla rete di formazione del programma.Finora, quasi 190 fisici medici hanno completato il programma, lanciato nel 2014. Provengono da oltre 70 paesi diversi, principalmente del Sud del mondo. Circa 90 di loro provengono dall'Africa, 44 dall'Asia, 41 dall'America Latina e dai Caraibi, 14 dall'Europa e 1 dall'Oceania. Quasi il 40% di loro sono donne.Dal prossimo anno accademico, una nuova collaborazione con l'Università delle Nazioni Unite, attraverso l'International Institute for Global Health, arricchirà l’offerta formativa di entrambi i percorsi del Master di Studi Avanzati in Fisica Medica proponendo un corso di Etica medica e su tematiche di accesso alle cure a livello globale.Il MMP è co-sponsorizzato dall'AIEA e sostenuto dall'Organizzazione Internazionale di Fisica Medica (IOMP), dalla Federazione Europea delle Organizzazioni di Fisica Medica (EFOMP) e dall'Associazione Italiana di Fisica Medica (AIFM), in collaborazione con l'ospedale universitario di Trieste. Il programma di master è accreditato dall'Organizzazione Internazionale di Fisica Medica (IOMP). Abstract Il nuovo percorso formativo permetterà a studenti e studentesse del Sud globale di acquisire competenze chiave per garantire la sicurezza dei pazienti e la precisione delle diagnosi Mostra nel diario Off