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FameLab, il talent show della comunicazione scientifica, apre per la prima volta al pubblico, non solo alle scuole. L’appuntamento è per giovedì 23 aprile 2026 dalle ore 18 al Teatro Miela

La tappa triestina della competizione vedrà susseguirsi sul palco ricercatori e ricercatrici chiamati a raccontare un tema scientifico in soli 3 minuti, senza slide né supporti visivi: solo parole, idee e capacità di coinvolgere. Una gara che premia non solo la preparazione scientifica, ma anche chiarezza, carisma e capacità di conquistare il pubblico. 

Quest’anno Trieste porterà sul palco candidati provenienti da Università di Trieste, Area Science Park, IRCCS Burlo Garofolo, ICTP, INFN Trieste, OGS, SISSA, Università di Udine e persino dall’Università di Catania. I primi due classificati accederanno alla Finale Nazionale di FameLab Italia e a una masterclass sulla comunicazione scientifica, oltre a ricevere un premio in denaro. Il vincitore o la vincitrice potranno inoltre partecipare come uditore/uditrice a un corso del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste.  Il vincitore o la vincitrice nazionale rappresenterà l’Italia alla finale internazionale di FameLab.

Durante la serata al Miela verrà proiettato, in collaborazione con Trieste Science+Fiction Festival – La Cappella Underground, il cortometraggio "Il criaturo sintetico" di Sarah Narducci. Il film racconta di un mondo in cui le nascite sono controllate. Adele e Filippo, una coppia in crisi a causa di una difficile situazione abitativa, tentano il test per ottenere la patente di genitorialità, con l’obiettivo di accedere a un appartamento nel lussuoso Quartiere dei Bambini.

Ideato nel 2005 dal Cheltenham Science Festival, dal 2012 FameLab si svolge anche in Italia, organizzato da Psiquadro Perugia. 

FameLab 2026 coinvolge cinque città: Bari, Cosenza, Ferrara, Genova e Trieste, dove la selezione locale è organizzata da Immaginario Scientifico, Università di Trieste, Università di Udine, SISSA e Comune di Trieste, nell’ambito del Protocollo Trieste Città della Conoscenza. Con oltre 1.500 ricercatori coinvolti e 28 città partecipanti negli anni, FameLab rappresenta una delle principali piattaforme di incontro tra scienza e pubblico, offrendo l’opportunità di vivere la scienza dal vivo, fuori dai contesti accademici, e di scoprirne il lato più umano, diretto e coinvolgente.

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Il talent show della comunicazione scientifica si svolgerà giovedì 23 aprile al Teatro Miela
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Dalle idee all’impresa: al via la nuova edizione dell’Innovators Community Lab

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Relazioni, confronto e contaminazione tra competenze diverse: all’insegna di questi concetti si è svolto l’evento di apertura della nuova edizione dell’Innovators Community Lab, il percorso dell’Università di Trieste dedicato alla formazione all’innovazione e alla cultura imprenditoriale.

Nel corso dell’inaugurazione è stato presentato il percorso 2026 del laboratorio, che accompagnerà per un anno 29 studenti e studentesse dell’Ateneo nello sviluppo di competenze trasversali utili alla creazione d’impresa, anche attraverso il confronto diretto con il mondo produttivo e con figure provenienti da contesti aziendali e professionali diversi.

La selezione è avvenuta attraverso una valutazione comparativa dei curricula e un colloquio motivazionale, nel quale sono stati presi in considerazione la propensione all’innovazione e al lavoro in team, la creatività, la flessibilità mentale, la curiosità e lo spirito critico. La commissione dell’Ateneo ha inoltre valutato il profilo formativo, le eventuali esperienze internazionali, le competenze tecniche o creative, la conoscenza della lingua inglese, richiesta almeno a livello B2, e gli eventuali video-pitch facoltativi presentati dai candidati.

L’evento è stato aperto dall’introduzione del prof. Erik Vesselli, Delegato al Trasferimento Tecnologico e Rapporti con gli Enti di Ricerca, a cui è seguita la tavola rotonda “L’importanza del network nel fare impresa”, moderata da Cristiano Degano, con gli interventi di Antonio Iannamorelli, Head of Institutional Networking di TIM, Angelo Manca, Direttore Generale del Polo del Gusto, Francesco De Michelis, Amministratore delegato di MITO Technology, e Stefano Cocchieri, Past Senior Vice President Unicredit e co-founder di KLARO.

A seguire, i nuovi ICLabbers 2026 si sono presentati raccontando i progetti e le idee imprenditoriali su cui lavoreranno nei prossimi mesi. Ne emerge un gruppo composito con provenienze, oltre che dall’Italia, da Iran, Turchia, Ucraina e Camerun. I partecipanti selezionati rappresentano tutti i livelli della formazione universitaria: 18 frequentano corsi di laurea triennale, 9 corsi di laurea magistrale, di cui 4 a ciclo unico, e 2 sono dottorandi.

Anche le proposte presentate durante l’inaugurazione restituiscono bene l’ampiezza degli interessi coinvolti. C’è chi vuole trasformare l’esperienza maturata nella gestione di un brand di abbigliamento in Iran in una linea di moda sostenibile da sviluppare in Europa, chi immagina una app per aiutare gli studenti internazionali a trovare contatti utili e soluzioni condivise ai problemi più comuni, a partire dall’alloggio, e chi lavora su soluzioni ad alta componente tecnologica come una piattaforma blockchain di nuova generazione o sistemi AR/VR e digital twin per visualizzare il funzionamento interno di macchine complesse.

Non mancano idee legate alla sostenibilità e all’innovazione industriale, come i progetti per robot autonomi in grado di pulire le carene delle navi riducendo tempi, costi e impatto ambientale, o strumenti pensati per rendere più rapidi e precisi gli interventi di soccorso in montagna attraverso una rete intelligente di segnalazione dei passaggi lungo i sentieri.

Sono emerse anche proposte che intrecciano innovazione, territorio e impatto sociale: dalla realizzazione di mappe di suscettibilità al rischio idrogeologico basate su dati satellitari e machine learning interpretabile, a un software fondato sull’intelligenza artificiale per supportare il monitoraggio dei vigneti e migliorare l’uso delle risorse in agricoltura, fino a una piattaforma per favorire l’incontro tra startup e investitori privati attraverso forme di micro-investimento.

In ambito medico, ad esempio, è stata presentata una proposta centrata sulla prevenzione, la nutrizione e gli stili di vita sani per ridurre l’incidenza di patologie evitabili, mentre dall’area giuridica arrivano sia una piattaforma digitale per mettere in contatto cittadini e artigiani impegnati nelle ristrutturazioni, sia un’app dedicata al mondo del caffè, pensata per informare, confrontare prodotti e costruire una community di utenti.

Le idee di sviluppo imprenditoriale hanno toccato anche la progettazione di un braccio robotico per la chirurgia orale integrato con sistemi di intelligenza artificiale e il riciclo avanzato dei materiali compositi, in particolare delle fibre di vetro rinforzate, in un’ottica di economia circolare.

Al termine del percorso gli studenti matureranno crediti formativi universitari; inoltre, i cinque migliori progetti riceveranno un assegno da 5 mila euro ciascuno e, per i primi due classificati, è previsto anche un viaggio di formazione internazionale con visite in centri di alta innovazione.

«L'ICL – spiega il prof. Erik Vesselli – offre ai nostri studenti l'opportunità di un percorso di capacitazione in un contesto di co-working, creando un ambiente fertile per l'innovazione ed il maturare di proposte generative. Nel percorso formativo di uno studente questa esperienza consente di mettere al centro le motivazioni ed ultimamente il senso, il cui spazio è sempre più spesso ormai sostituito da quello di scopo. Burocrazia, procedure, indicatori, valutazioni, anche e soprattutto a livello istituzionale, tendono a ridurre tutto a prestazione misurabile, mentre è invece il senso ad essere legato al meccanismo generativo, portando all'innovazione. Sta in questo, appunto, il senso della nostra proposta».

«Gli studenti selezionati – sottolinea Salvatore Dore, coordinatore del percorso ICLab - sono eterogenei per formazione e provenienza: lo consideriamo un significativo valore aggiunto. La molteplicità di esperienze e di visioni favorirà la crescita delle competenze personali dei partecipanti attraverso le dinamiche di collaborazione e di lavoro in team. Questi elementi accelerano sia la creatività sia la solidità necessarie per lo sviluppo di progetti imprenditoriali».

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Dalla moda sostenibile alla robotica, dall’intelligenza artificiale alla blue economy: selezionati 29 studenti, con una forte presenza internazionale, provenienti da corsi di laurea triennale, magistrale e di dottorato
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Settimana per la Pace: l’Università di Trieste promuove un ciclo di lezioni aperte alla città

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In un tempo segnato dal riaccendersi di conflitti e tensioni internazionali, l’Università di Trieste promuove la Settimana per la Pace, un ciclo di lezioni multidisciplinari, che vuole rappresentare il contributo dei saperi accademici per superare l’attuale clima di guerra. 

L’iniziativa dell’Ateneo, che si colloca nell’ambito della Rete delle Università per la Pace (RUNIPACE), si svolgerà dal 13 al 17 aprile prossimi, con l’obiettivo di sostenere e diffondere il concetto di pace, attraverso il contributo scientifico di docenti e ricercatori di diverse discipline. Le lezioni saranno aperte alla comunità studentesca e alla cittadinanza, anche da remoto.

Nel corso della settimana si parlerà, tra l’altro, dell’ambivalenza della ricerca scientifica tra impieghi civili e militari, dei grandi negoziati di pace del Novecento, del valore della diversità genetica come testimonianza di una storia umana condivisa, dell’attualità dell’articolo 11 della Costituzione, dei modelli matematici che aiutano a comprendere la cooperazione e il conflitto, del ruolo della pace come condizione essenziale per la ricerca e l’educazione, dell’incidenza dei valori nelle decisioni aziendali, del nesso tra uso delle risorse, sostenibilità e guerra, dei meccanismi psicologici e neurobiologici che possono alimentare o contrastare la violenza, fino al contributo della pedagogia nella costruzione di una cultura della convivenza.

“La Settimana per la Pace – spiega il prof. Giuseppe Pascale del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali di UniTS che coordina l’iniziativa – nasce con l’obiettivo di offrire uno spazio di confronto e dialogo, mettendo a tema la pace non in astratto, ma attraverso le prospettive e gli strumenti propri delle diverse aree scientifiche che caratterizzano i dieci Dipartimenti dell’Università di Trieste. Ne emerge un percorso corale e interdisciplinare, in cui la pace viene letta di volta in volta come questione storica e politica, principio costituzionale, responsabilità educativa, equilibrio tra cooperazione e conflitto, ma anche come sfida che interroga la scienza, le tecnologie, la salute mentale, l’etica delle decisioni economiche e il rapporto tra sostenibilità e futuro dell’umanità”.


 

PROGRAMMA

Lunedì 13 aprile, ore 9-11 
Fisica tra guerra e pace: dal progetto Manhattan alle tecnologie quantistiche   
Prof Daniele Coslovich, prof. Fabio Benatti, prof. Fulvio Parmigiani   
La lezione ripercorre il rapporto, spesso problematico, tra fisica e guerra a partire dalle ricerche legate al progetto Manhattan, soffermandosi sullo sviluppo delle simulazioni Monte Carlo e sulla successiva riflessione della comunità scientifica sugli usi militari della ricerca. Lo sguardo si estende poi all’attualità delle tecnologie quantistiche, il cui potenziale resta segnato da una duplice possibilità: applicazioni pacifiche e impieghi militari.

Lunedì 13 aprile, ore 16-17         
La pace fragile. Analisi breve dei grandi negoziati di pace del XX secolo         
Prof.ssa Giulia Caccamo 
Attraverso una rilettura dei grandi accordi seguiti ai due conflitti mondiali, la lezione mette in evidenza i limiti, le promesse e le contraddizioni dei negoziati che hanno segnato il Novecento. Dalla Società delle Nazioni al sistema bipolare fino al dopo 1989, il percorso proposto invita a riflettere su quanto le architetture della pace possano rivelarsi instabili se non affrontano davvero le cause profonde dei conflitti.

Martedì 14 aprile, ore 9-10         
Diversità genetica e popolazione                   
Prof. Pio D’Adamo 
La genetica delle popolazioni viene qui proposta come una chiave per leggere la storia dell’umanità in termini di connessioni, migrazioni e mescolamenti continui. I moderni studi sul DNA mostrano infatti con chiarezza che ciò che accomuna gli esseri umani è molto più rilevante di ciò che li distingue, offrendo un messaggio scientifico di forte valore culturale: la diversità è parte di una storia comune.

Martedì 14 aprile, ore 11.15-12.45         
L’articolo 11 della Costituzione: profili nazionali e sovranazionali       
Prof. Gian Paolo Dolso, prof. Paolo Giangaspero, prof. Stefano Amadeo    
La lezione approfondisce la portata dell’articolo 11 della Costituzione italiana, sia come fondamento dell’apertura dell’ordinamento italiano al diritto internazionale e dell’Unione europea, sia come ripudio della guerra quale strumento di risoluzione delle controversie. In una fase storica segnata dalla crisi del multilateralismo e dal riemergere di rivendicazioni aggressive, il richiamo alla sua forza precettiva assume un significato particolarmente attuale.

Martedì 14 aprile, ore 14-15        
Teoria dei giochi non cooperativa: pace e conflitti  
Prof. Michele Cirafici       
A partire dai concetti fondamentali della teoria matematica dei giochi, la lezione esplora il modo in cui molte dinamiche sociali e politiche possano essere interpretate come interazioni strategiche tra soggetti razionali. Dall’equilibrio di Nash ai giochi ripetuti e ai modelli evolutivi, l’incontro mostra come la cooperazione possa emergere, consolidarsi o fallire, aiutando a comprendere meglio le logiche del conflitto e della convivenza.

Mercoledì 15 aprile, ore 9-11      
La Pace come requisito essenziale per le attività di Ricerca, Sviluppo ed Educazione: applicazioni pacifiche di Cartografia, GNSS e Droni         
Prof.ssa Raffaela Cefalo, dr. Fikrey Tesfay Tewelde 
La lezione mette in luce il valore della pace come condizione necessaria per lo sviluppo della ricerca, dell’innovazione e dei processi educativi, soffermandosi sulle applicazioni pacifiche di cartografia, sistemi di navigazione satellitare e droni. A questa prospettiva si affianca la testimonianza del visiting researcher Fikrey Tesfay Tewelde, che porterà il caso del Tigray, nel nord dell’Etiopia, per riflettere sul legame tra pace e diritto all’educazione.

Mercoledì 15 aprile, ore 14-16    
Valori, etica e decisioni aziendali        
Prof. Fabrizio Rossi         
L’incontro analizza il ruolo dei valori e dell’etica nelle decisioni d’impresa, con particolare attenzione all’influenza che convinzioni religiose, fattori culturali e dimensioni immateriali possono esercitare su propensione al rischio, investimenti, governance e sostenibilità. Una riflessione che invita a considerare i processi economici anche alla luce delle responsabilità sociali e del valore di lungo periodo.

Giovedì 16 aprile, ore 14-15                  
Dal fertilizzante alle armi chimiche: il famoso e famigerato Fritz Haber   
Prof. Federico Rosei        
Prendendo spunto dalla figura di Fritz Haber, scienziato capace di incarnare insieme progresso e distruzione, la lezione affronta l’ambivalenza della scienza e il rapporto tra sostenibilità, sfruttamento delle risorse e conflitti. Il tema della pace viene così collegato alla crisi ambientale, alle migrazioni, alla competizione per le risorse e alla responsabilità della ricerca nel cercare soluzioni che non alimentino nuove forme di violenza.

Giovedì 16 aprile, ore 16-18       
Psicologia e neuroscienze per la pace          
Prof. Fabio Del Missier, prof. Enrico Tongiorgi        
La lezione affronta il contributo di psicologia e neuroscienze alla comprensione dei meccanismi che possono sostenere la guerra o favorire la pace. Da un lato verranno illustrati il ruolo della paura, della propaganda e delle reazioni neurobiologiche, nonché gli effetti traumatici della guerra sulla salute mentale; dall’altro si rifletterà sui processi attraverso cui le persone possono attenuare il proprio senso morale fino a diventare complici di violenze e crimini, individuando possibili strategie di contrasto.

Venerdì 17 aprile, ore 13-15       
Educazione e pace. Letture pedagogiche      
Prof. Giancarlo Gola        
L’ultima lezione propone una lettura pedagogica della pace come costruzione culturale e pratica educativa. Attraverso figure come Maria Montessori, Aldo Capitini, Mario Lodi e Johan Galtung, il percorso mostra come autonomia, nonviolenza, partecipazione, cooperazione e dialogo possano diventare strumenti concreti per formare una cultura della convivenza. Il richiamo al recente rapporto UNESCO invita infine a ripensare l’educazione stessa come leva per un futuro più giusto, pacifico e sostenibile.

Per partecipare in remoto: https://portale.units.it/sites/default/files/2026-03/Program%20Pace%2013-17apr26.pdf          orld.it; hebrew@iol.it 

Abstract
Dal 13 al 17 aprile, dieci incontri, nell’ambito di RUNIPACE, per promuovere una cultura della pace attraverso la diplomazia, la genetica, il diritto, l’economia, le neuroscienze, la pedagogia e la sostenibilità
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Screening epatologici gratuiti e webinar informativo per la cittadinanza

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In occasione della Giornata Mondiale del Fegato (World Liver Day), che si celebra il 19 aprile 2026, la comunità scientifica richiama l’attenzione sull’importanza della prevenzione e della promozione della salute epatica attraverso il tema di quest’anno: “Solid Habits, Strong Liver” (Abitudini solide, fegato forte).

Promossa dalle principali società scientifiche internazionali di epatologia (EASL, AASLD, ALEH, APASL e SOLDA), la campagna mira a sensibilizzare cittadini, istituzioni e operatori sanitari sull’impatto globale delle malattie epatiche e sul ruolo determinante degli stili di vita.

Un problema globale in crescita. Le malattie del fegato rappresentano una sfida sanitaria di rilievo: circa 1,5 miliardi di persone nel mondo che convivono con patologie epatiche croniche, ogni anno si registrano circa 2 milioni di decessi, fino a un terzo della popolazione adulta globale è affetto da MASLD (steatosi epatica associata a disfunzione metabolica).  Si tratta spesso di condizioni silenti, che possono evolvere in fibrosi, cirrosi e tumore del fegato se non diagnosticate e trattate precocemente.

“La campagna 2026 ci ricorda che anche piccoli cambiamenti quotidiani possono avere un impatto importante sulla salute del fegato", spiega la prof.ssa Lory Crocè, professore associato di gastroenterologia dell’Università di Trieste e direttore della SC UCO Clinica Patologie del Fegato di ASUGI. "Le indicazioni principali sono quattro: seguire un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali e grassi sani, limitando zuccheri e alimenti ultra-processati; praticare attività fisica con regolarità, perché il movimento aiuta a ridurre il grasso epatico e a migliorare il metabolismo anche senza una perdita di peso significativa; ridurre o evitare il consumo di alcol, che resta una delle strategie più efficaci per prevenire danni epatici; e sottoporsi a controlli periodici, essenziali per individuare precocemente eventuali danni, soprattutto nei soggetti a rischio".

In questa occasione, la UCO Clinica Patologie del Fegato, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Mediche Chirurgiche e della Salute dell'Università di Trieste, la Lega Italiana Lotta Tumori LILT, e la Fondazione Italiana Fegato, promuove un’iniziativa rivolta alla popolazione di Trieste, Monfalcone e Gorizia, con attività di prevenzione, informazione e screening gratuiti programmata in data 20 aprile.

WEBINAR INFORMATIVO
L’iniziativa sarà presentata in modalità webinar l’8 aprile 2026 alle ore 14:30 dalla sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Trieste.
Saranno presenti o in collegamento rappresentanti ASUGI (Clinica Patologie del Fegato, Dipartimento Dipendenze Legali), Dipartimento di Scienze Mediche Chirurgiche e della Salute dell'Università di Trieste, Lega Italiana Lotta Tumori LILT, Fondazione Italiana Fegato, Associazioni Pazienti.

SCREENING GRATUITI
Saranno offerti gratuitamente:
- Screening per Epatite C (prelievo ematico per nati 1969 –1989 e test capillare per altri cittadini non coinvolti per fascia di età nello Screening Regionale);
- Utilizzare una chatbot di intelligenza artificiale generativa per chiedere informazioni in tempo reale sull’infezione da Epatite C;
- Fibroscan (elastografia epatica) per valutazione della fibrosi epatica;
- Interventi di educazione alimentare e promozione di corretti stili di vita con dietista esperto nel trattamento della steatosi epatica;
- Valutazione attività fisica con la Presenza del dott. Alex Buoite Stella, Fisiologo dell’esercizio;
- Informazioni sulla ricerca corrente in collaborazione con FIF.

PRENOTAZIONI
Telefono: 040-3992953
Dal 7 aprile al 15 aprile 2026
Dal martedì al venerdì, ore 11:00–12:00

Abstract
Iniziative in occasione della Giornata Mondiale del Fegato promosse da ASUGI, con UniTS , LILT e FIF
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Due dispositivi di ultima generazione in dotazione alle cliniche universitarie di Urologia e Neurologia

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Sono stati presentati oggi i due dispositivi DUOLITH® SD1 T-TOP ULTRA, strumenti di ultima generazione per la terapia a onde d’urto che, grazie a una donazione da parte della Fondazione CRTrieste, saranno a disposizione delle cliniche universitarie di Urologia e Neurologia. 

Le apparecchiature entrano nella dotazione dell’Università di Trieste, attraverso il Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, e saranno nella disponibilità dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina.

La tecnologia a onde d’urto rappresenta una soluzione terapeutica avanzata e non invasiva, in grado di favorire la rigenerazione dei tessuti e la neoformazione di nuovi vasi sanguigni. Grazie a queste caratteristiche, i dispositivi consentono di ampliare le possibilità di trattamento in diversi ambiti clinici, con benefici significativi per i pazienti in termini di efficacia, sicurezza e qualità della vita.

Applicazioni in ambito urologico
Uno dei dispositivi sarà utilizzato presso la Clinica Urologica, diretta dal prof. Giovanni Liguori, per il trattamento non invasivo della disfunzione erettile, della malattia di La Peyronie e del dolore urologico cronico.

La disfunzione erettile è una condizione molto diffusa, che in Italia interessa circa il 13% della popolazione maschile adulta, con una prevalenza che aumenta progressivamente con l’età. Anche la malattia di La Peyronie, spesso sotto diagnosticata, ha un impatto rilevante sul piano funzionale e psicologico.

L’introduzione della terapia a onde d’urto consente di offrire trattamenti mirati e minimamente invasivi, particolarmente efficaci nei casi di origine vascolare e utili anche nel contesto della riabilitazione dopo trattamenti oncologici, come quelli per tumori della prostata e del colon-retto. In questo ambito, la Clinica Urologica opera attraverso un approccio multidisciplinare, accompagnando il paziente lungo tutto il percorso di cura.

Applicazioni in ambito neurologico
Il secondo dispositivo sarà impiegato presso la Clinica Neurologica, diretta dal prof. Paolo Manganotti, per il trattamento degli spasmi e del dolore in pazienti affetti da patologie neurologiche quali ictus, sclerosi multipla, malattia di Parkinson e distonie.

In questo contesto, l’associazione tra onde d’urto e tossina botulinica consente di ridurre dolore e contratture muscolari, migliorando la mobilità e la qualità della vita dei pazienti, sia nelle fasi acute sia in quelle croniche delle malattie neurologiche.

Negli ultimi anni, l’impiego di questa tecnologia ha già permesso di trattare numerosi pazienti ambulatoriali, con risultati significativi in termini di riduzione del dolore e miglioramento funzionale.

La donazione della Fondazione CRTrieste rappresenta un contributo concreto allo sviluppo tecnologico della sanità pubblica e al miglioramento dei percorsi di cura, valorizzando la collaborazione tra Università di Trieste e ASUGI.

Abstract
Grazie alla donazione della Fondazione CRTrieste, saranno possibili terapie avanzate e non invasive con tecnologia a onde d’urto
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Business Care International Award 2026: premiato il dottor Aldostefano Porcari alla Camera dei Deputati

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Aldostefano Porcari, già assegnista di ricerca del Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell’Università di Trieste, dove si è specializzato in Cardiologia, è tra i vincitori del Business Care International Award 2026. Il riconoscimento internazionale, ideato da Massimo Veccia, celebra personalità e istituzioni capaci di rappresentare nel mondo i valori dell’eccellenza italiana, del dialogo e della cooperazione tra culture e nazioni.

La cerimonia si è svolta nella Sala della Regina della Camera dei Deputati e ha riunito figure provenienti da mondi diversi – impresa, diplomazia, cultura, innovazione e ricerca – accomunate da una forte proiezione internazionale.

Porcari, già Dottore di Ricerca presso University College London ed il National Amyloidosis Centre di Londra, è attualmente medico cardiologo presso l’Ospedale di Cattinara. È stato premiato per il suo contributo alla diagnosi e alla cura dell’amiloidosi cardiaca, ambito nel quale il suo lavoro ha già ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il Melvin Judkins Early Career Award dell’American Heart Association, il William W. Parmley Young Author Achievement Award dell’American College of Cardiology ed il titolo di miglior ricercatore under 35 della Società Europea di Cardiologia. Porcari è inoltre incluso nella “World’s Top 2% Scientists List 2024” (la classifica del 2% degli scienziati più citati al mondo) stilata dall’Università di Stanford in collaborazione con la casa editrice Elsevier.

“La ricerca non è fatta solo di grandi scoperte – ha dichiarato Porcari -, ma di piccoli passi, di domande, di errori, che nel tempo costruiscono conoscenza. Ma è attraverso il dialogo e la collaborazione oltre i propri confini che tutto questo diventa progresso, capace di rispondere alle sfide globali, migliorare l'assistenza ai pazienti e ridurre le disuguaglianze sociali nell'accesso alle cure. Nella mia esperienza è proprio in questo percorso, fatto di condivisione, che la ricerca contribuisce a convogliare le migliori energie umane per raggiungere traguardi comuni, superando divisioni e conflitti”.

Nell’occasione il giovane cardiologo ha voluto ricordare gli elementi più importanti che hanno accompagnato la sua formazione: “La mia fortuna è stata incontrare in Italia, negli Stati Uniti ed in Inghilterra, persone che uniscono l’amore per la scoperta a quello per il malato, consentendomi di arricchire quanto appreso nella mia formazione presso il Campus Bio-Medico di Roma e dal prof. Gianfranco Sinagra a Trieste”.

Il riconoscimento attribuito a Porcari richiama l’attenzione sul valore dei giovani profili della ricerca italiana capaci di distinguersi in contesti internazionali, coniugando qualità scientifica, visione e collaborazione.

Tra gli altri premiati figurano esponenti di primo piano del mondo dell’impresa, della diplomazia, della cultura e dell’innovazione come Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Claudia Cremonini, vicepresidente di Cremonini S.p.A., Fabrizio Di Michele, già Console generale d’Italia a New York, Sebastiano Fanizza, imprenditore nel settore dello yachting e dei luxury brand, Milena Lerario, CEO di e-GEOS, Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild, Chiara Sbarigia, presidente dell’Associazione Produttori Audiovisivi, Sabrina Zappia, presidente degli Italian & International Patrons of the Art dei Musei Vaticani, e Marco Nodari, musicista e compositore. Una menzione speciale è andata inoltre all’Associazione della Stampa Estera in Italia, rappresentata dalla presidente Elena Postelnicu.

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Il cardiologo, già assegnista di ricerca UniTS, ha ricevuto il premio internazionale che celebra l’eccellenza italiana della ricerca
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Giornata Internazionale dell'Endometriosi: Università di Trieste e IRCCS Burlo Garofolo impegnati contro la malattia

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Il 28 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell'Endometriosi, istituita nel 2014 per richiamare l'attenzione su una patologia cronica e spesso invalidante che colpisce circa 3 milioni di donne in Italia e oltre 175 milioni nel mondo.

L'Università di Trieste e l'IRCCS Burlo Garofolo sono impegnati da molti anni nel trattamento della malattia, che provoca sintomi molto dolorosi e stanchezza fisica e può causare sub-fertilità o infertilità.

La Clinica Ostetrica e Ginecologica, insieme al Gruppo Multidisciplinare Endometriosi, composto da diversi specialisti dell’IRCCS e dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano-Isontina, assicura la presa in carico completa delle donne affette da questa patologia. Il percorso comprende la diagnosi avanzata, i trattamenti medici, gli interventi chirurgici mini-invasivi, la preservazione della fertilità e, nei diversi casi, anche il supporto psicologico, i trattamenti di fecondazione assistita in presenza di infertilità secondaria alla malattia e la gestione delle gravidanze complicate.

Accanto all’attività clinica, è particolarmente significativo anche l’impegno nella ricerca della Clinica Ostetrica e Ginecologica, che da molti anni, con i suoi medici e le sue ricercatrici, si avvale della collaborazione di strutture dell’Università di Trieste e dell’IRCCS Burlo Garofolo per approfondire numerosi aspetti della malattia. Gli studi attivati, i cui risultati vengono pubblicati su qualificate riviste scientifiche internazionali, puntano a chiarire le possibili cause dell’endometriosi, a partire dai meccanismi immunologici, in sinergia con il Dipartimento di Scienze della Vita di UniTS, dai fattori ereditari, in collaborazione con la SC di Genetica Medica, e dal ruolo degli inquinanti, grazie al lavoro di ricercatrici dell’IRCCS e del Sincrotrone Elettra.

Altri studi riguardano la possibilità di una diagnosi precoce, anche in età adolescenziale, attraverso la messa a punto di test da eseguire sulle urine, sviluppati con l’impegno di ricercatrici del Burlo. Ulteriori linee di ricerca sono dedicate alla valutazione del ruolo del microbioma nell’evoluzione della malattia e dei sintomi, con la collaborazione della SC di Diagnostica avanzata microbiologica traslazionale

Grande attenzione è riservata anche agli aspetti epidemiologici della patologia e alle possibilità di una diagnosi precoce, in collaborazione con la SC di Epidemiologia Clinica del Burlo. All’IRCCS è inoltre affidata la gestione del Registro Regionale dell’Endometriosi, fra i primi registri al mondo istituiti per questa patologia.

La Clinica Ostetrica e Ginecologica è impegnata anche nella formazione avanzata di specialisti ginecologi, attivando da anni un Master di II livello di Chirurgia Ginecologica in Laparoscopia, nel quale viene dato ampio spazio anche ai trattamenti avanzati dell’endometriosi, oltre a corsi specifici dedicati. A questo si affianca, da molti anni, l’organizzazione di numerosi eventi congressuali rivolti a professionisti sanitari di diverse specialità. 

Inoltre, con la collaborazione dell’Associazione Endometriosi FVG, la Clinica svolge anche un’importante attività di informazione e divulgazione rivolta al grande pubblico, con l’obiettivo di accrescere la conoscenza delle diverse problematiche legate alla malattia.

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Dalla diagnosi precoce alla chirurgia mini-invasiva, dalla ricerca alla formazione: un'azione multidisciplinare per accompagnare le donne con endometriosi
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Le pallavoliste del CUS centrano la promozione!

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Un cammino quasi perfetto per un gruppo, affiatato e coeso, capace di dominare il campionato dalla prima giornata.

Dopo due anni la squadra di pallavolo femminile del CUS Trieste torna in Serie D: la squadra di coach Federico Vivona ha conquistato aritmeticamente la promozione alla Serie maggiore nel penultimo turno del Campionato Territoriale di Prima Divisione, dopo aver superato con un netto 3-0 (25-21, 25-12, 25-14) l’Azzurra RdR tra le mura amiche della Palestra di Via Monte Cengio. 

Le universitarie hanno giocato una partita, valevole per la 21ᵅ Giornata, ai limiti della perfezione, reagendo al meglio dopo il primo match point fallito lo scorso sabato con la seconda della classe, ovvero la Triestina Volley (impostasi al termine di una partita combattuta per 3-0 (27-25 27-25 27-25), e anticipando la festa prima dell’ultima partita prevista il 10 aprile in casa del Centro Coselli. 

“Questa promozione - racconta a caldo l’allenatore Federico Vivona - ripaga il lavoro e i sacrifici fatti negli ultimi due anni. La chiave di questa stagione formidabile, che ad una partita dal termine ci ha visto vincere 20 match e perderne solamente uno lo scorso sabato, è stato il gruppo, un gruppo omogeneo che mi ha permesso di far giocare, anche nel match decisivo, tutti gli elementi a mia disposizione. Contro l’Azzurra abbiamo iniziato un pò contratti, con nella testa ancora qualche strascico dello stop di sabato, ma poi le ragazze si sono sciolte e hanno disputato una grande partita”.

Contro l’Azzurra, il CUS Trieste ha faticato soltanto nel primo set quando le padrone di casa hanno preso il largo “solamente” nel finale, trascinate dai servizi vincenti di De Vidovich. Dopo aver messo in cassetto il set d’apertura per 25-21 negli altri due set non c’è stata partita il CUS che ha sempre comandato le operazioni di gioco e non rischiando nulla.

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Le universitarie ritornano in serie D dopo aver dominato il campionato fin dalla prima giornata
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Dal sorriso al benessere: UniTS promuove la prevenzione orale per la salute degli studenti

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Una bocca in salute non riguarda soltanto i denti: parla di prevenzione, qualità della vita, benessere psicologico e capacità di intercettare precocemente fragilità e patologie. Intorno a questi temi si è svolto “Dal sorriso al benessere. Prevenzione orale e salute generale negli studenti universitari”, l’incontro in cui è stata presentata alla comunità studentesca la possibilità di accedere a visite odontoiatriche gratuite.

L’iniziativa, promossa dalla delegata della Rettrice per il Benessere studentesco e inclusione Vanessa Nicolin in collaborazione con il Corso di Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi dentaria, ha valorizzato l’impegno dei docenti e delle docenti di UniTS nel promuovere una cultura della prevenzione rivolta in particolare alla popolazione studentesca.

Dopo il saluto istituzionale della rettrice Donata Vianelli, gli interventi dei docenti UniTS hanno spiegato quanto la bocca non sia un ambito separato dal resto dell’organismo, ma un osservatorio importante sullo stato di salute complessivo della persona, anche in relazione alla qualità della vita, alla sfera psicologica e alla possibilità di intercettare precocemente situazioni di fragilità.

Ad aprire gli interventi è stato Roberto Di Lenarda, che ha richiamato il rapporto stretto tra salute orale e salute generale, sottolineando come le patologie del cavo orale non riguardino soltanto un aspetto specialistico o estetico, ma rappresentino un tema di salute pubblica con ricadute rilevanti sulla qualità della vita. Al centro del suo intervento, il ruolo dell’infiammazione cronica come possibile elemento di connessione tra bocca e organismo e la necessità di considerare la prevenzione orale come parte integrante della tutela della salute complessiva della persona.

Su questa linea si sono inseriti i contributi di Federico Berton, Giulia Ottaviani e Katia Rupel, che hanno riportato l’attenzione su alcuni strumenti concreti di prevenzione rivolti anche alla popolazione studentesca. Berton ha insistito in particolare sull’importanza dell’igiene orale quotidiana e della pulizia degli spazi interdentali, richiamando anche il peso che le abitudini alimentari possono avere sulla salute della bocca, soprattutto in una fascia d’età in cui il consumo frequente di bevande zuccherate o acide può favorire processi di demineralizzazione dello smalto.

Ottaviani e Rupel hanno affrontato invece il tema della diagnosi precoce del carcinoma orale, soffermandosi sui principali fattori di rischio e sull’importanza dello screening e della prevenzione, anche in relazione alla diffusione dell’HPV. In questo quadro è stato richiamato anche il tema della vaccinazione, con particolare attenzione alla necessità di rafforzare l’informazione e l’adesione tra i più giovani.

Milena Cadenaro ha dedicato il suo intervento ai traumi dentali, evidenziando quanto la tempestività dell’intervento sia decisiva nei casi di emergenza e richiamando l’attenzione su comportamenti corretti che possono fare la differenza nelle prime fasi successive a un trauma. Tra gli strumenti utili segnalati nel corso dell’incontro, anche l’app ToothSOS, sviluppata dalla International Association of Dental Traumatology, pensata per fornire indicazioni pratiche nelle situazioni di urgenza.

Con Luca Contardo il focus si è spostato sul ruolo del sorriso e dell’ortodonzia nella dimensione psicologica e sociale, mettendo in evidenza il legame tra salute orale, autostima, qualità delle relazioni e percezione di sé. Giulio Marchesi ha invece approfondito il rapporto tra segnali orali e disturbi del comportamento alimentare, sottolineando come l’odontoiatra possa contribuire a riconoscere precocemente situazioni di fragilità che richiedono attenzione e presa in carico multidisciplinare.

Accanto alla sensibilizzazione, l’iniziativa ha presentato alla comunità studentesca la possibilità di accedere a 200 visite odontoiatriche gratuite, previste in quattro giornate presso la Clinica Odontoiatrica dell’Ospedale Maggiore.

Le visite saranno effettuate dagli studenti del sesto anno del Corso di Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi dentaria, sotto la supervisione dei docenti. Un’impostazione che rafforza anche il valore formativo dell’iniziativa e la sua vicinanza alla popolazione studentesca.

Gli studenti e le studentesse UniTS potranno prenotare la visita accedendo con le proprie credenziali istituzionali al seguente link: https://moodle2.units.it/course/view.php?id=16528.

Una volta effettuato l’accesso, ciascuno potrà scegliere l’orario di preferenza tra quelli disponibili nelle diverse giornate programmate, con la possibilità di modificare la prenotazione fino a esaurimento delle disponibilità.

Nel corso dell’incontro è stato ricordato che è inoltre attivo per le emergenze il Pronto Soccorso Odontoiatrico dell’Ospedale Maggiore, accessibile direttamente in caso di trauma o dolore acuto.

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L’evento ha toccato i temi della salute orale, del benessere generale e della prevenzione. Al via visite odontoiatriche gratuite dedicate agli studenti
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Seed funding Transform4Europe: finanziati due nuovi progetti UniTS

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L’Università di Trieste rafforza la propria partecipazione a Transform4Europe (T4EU), l’Alleanza universitaria europea che promuove percorsi condivisi di ricerca, didattica e innovazione tra atenei partner. Nel secondo bando di seed funding di T4EU, due proposte coordinate da UniTS sono state selezionate tra i progetti vincitori: entrambe arrivano dal Dipartimento di Studi Umanistici (DISU) e sono guidate dai proff. Federico Baricci e Paolo Sorzio.

I seed funding sono finanziamenti agili e mirati pensati per far crescere nuove collaborazioni internazionali: sostengono attività di avvio – come progettazione congiunta, sviluppo di contenuti, incontri di lavoro e primi output – che permettono ai team di trasformare un’idea in un’iniziativa strutturata. Tra gli obiettivi principali del programma rientra anche la promozione di progetti orientati alla creazione di percorsi formativi congiunti e microcredenziali. Per quanto riguarda la durata, ogni progetto può estendersi da dodici a quattordici mesi. Nel programma T4EU i contributi arrivano fino a 22.000 euro e coprono al massimo l’80 per cento dei costi complessivi, con una quota di cofinanziamento a carico dei partner. 

Un master congiunto sulle lingue romanze: PLURIEL

Il progetto coordinato dal prof. Federico Baricci, con la prof.ssa Sergia Adamo, punta alla creazione di un programma congiunto per una laurea magistrale (master) intitolata provvisoriamente PLURIEL – Plurilinguismo e Interculturalità negli Spazi delle Lingue Romanze, sviluppata insieme a tre università partner: Université Jean Monnet de Saint-Étienne (Francia), Universidad de Alicante (Spagna) e Universidade Católica Portuguesa (Portogallo).

Per UniTS l’output più rilevante è l’avvio di un percorso formativo internazionale capace di unire competenze linguistiche e culturali su quattro lingue romanze (italiano, francese, spagnolo e portoghese), con una forte dimensione di interculturalità e lavoro in équipe plurilingui. Il programma prevede inoltre mobilità obbligatoria al terzo semestre presso uno degli atenei partner e un tirocinio internazionale al quarto semestre, rafforzando l’attrattività dell’offerta e la costruzione di profili professionali orientati alla comunicazione interculturale, alla progettazione culturale e alla cooperazione.

Critical Pedagogy: microcredenziali e linee guida per una scuola democratica

Il progetto coordinato dal prof. Paolo Sorzio, con le proff. Caterina Bembich e Barbara Bocchi, durerà 14 mesi e dispone di un budget di 22.000 euro. I partner coinvolti sono la University of Primorska (Slovenia) e la Vytautas Magnus University di Kaunas (Lituania).

L’iniziativa è orientata allo sviluppo di microcredenziali dedicate ai princìpi e alle buone pratiche della Critical Pedagogy, un approccio che riflette criticamente sui presupposti della didattica e mira a creare ambienti di apprendimento capaci di sostenere competenze avanzate: ragionare nell’incertezza, porre problemi complessi, riconoscere e affrontare i temi della cittadinanza attiva.

«Gli obiettivi del progetto sono l’analisi critica degli impliciti della pratica scolastica che possono ostacolare la piena partecipazione di tutte le studentesse e di tutti gli studenti e l’elaborazione di linee guida per una scuola democratica», spiega il prof. Sorzio.

Per UniTS l’output atteso è duplice: da un lato la produzione di contenuti formativi certificabili, modulari e trasferibili (microcredenziali), dall’altro la definizione di indicazioni operative che possano sostenere una didattica più inclusiva e consapevole, rafforzando la capacità dell’Ateneo di contribuire a iniziative educative europee e di costruire percorsi replicabili anche in raccordo con scuole e territorio.

Una traiettoria già avviata: i progetti UniTS del 2024

Il successo nel secondo bando si inserisce in una traiettoria già avviata da UniTS nei seed funding T4EU. Nel 2024, infatti, l’Ateneo aveva ottenuto altri due progetti presentati dal Dipartimento di Economia, Management, Matematica e Statistica (DEAMS) con la prof.ssa Rubina Romanello.

Tra gli output: un programma di faculty exchange su innovazione d’impresa e sostenibilità (con Università di Alicante e Università del Litorale/Primorska) e un progetto sul ruolo delle università T4EU nel sostenere innovazioni sociali in economia circolare, concluso a dicembre 2025.

Insieme, questi risultati mostrano come l’Alleanza Transform4Europe stia diventando per UniTS un’area sempre più strategica per sviluppare iniziative congiunte, mettere in rete competenze complementari e far maturare progetti in grado di generare risultati tangibili – dalla costruzione di nuovi percorsi formativi internazionali a strumenti innovativi per la formazione, fino a collaborazioni di ricerca e trasferimento di conoscenze.

Prossime opportunità: aperta la terza call

La terza call del Seed Funding Programme si è appena conclusa e seguirà una quarta call, con pubblicazione prevista a inizio maggio 2026.

Tutti i dettagli (requisiti, importi e modalità di partecipazione) sono disponibili nella pagina ufficiale del programma: https://transform4europe.eu/seed-funding-programme/#grant-amounts

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Un master congiunto e microcredenziali: le iniziative del DiSU guardano a una didattica internazionale e innovativa
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