Il CUS Trieste vince la Barcolana Dragon Boat University Challenge 2026 Per saperne di più su Il CUS Trieste vince la Barcolana Dragon Boat University Challenge 2026 Immagine WhatsApp Image 2026-10-08 at 11.33.21.jpeg Data notizia Gio, 08/10/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Territorio e società Testo notizia La pioggia non ha fermato lo spettacolo della Barcolana Dragon Boat University Challenge, organizzata dal CUS Trieste in collaborazione con l'Università di Trieste, il CUS Venezia, la Società Velica di Barcola e Grignano e con il contributo del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia. La 3ᵅ edizione della sfida tra le imbarcazioni con testa e coda a forma di dragone (appunto le Dragon Boat) ha visto scendere in acqua i quattro CUS iscritti (ogni equipaggio aveva 8 vogatrici e 8 vogatori più un tamburino a dettare il ritmo delle pagaiate): Bari, Padova, Trieste e Udine. Sul campo gara di 180 m, disegnato tra l’inizio del Molo Audace e la Diga del Porto Vecchio, i padroni di casa del CUS Trieste si sono presi la scena dominando il Girone Eliminatorio all’italiana con tre successi in altrettante gare disputate. Nella classifica conclusiva il CUS Bari ha chiuso al secondo posto staccando il pass per la Finalissima grazie alla vittoria nello scontro diretto con il CUS Padova (3° nel Girone), mentre il CUS Udine ha concluso in ultima piazza con zero successi. Dopo una breve pausa sono andate in scena le due Finali con in palio i tre piazzamenti sul podio: nella Finale 3°/4° posto il CUS Padova ha avuto la meglio sul CUS Udine chiudendo 3°, mentre nella Finalissima 1°/2° posto il CUS Trieste non ha lasciato scampo al CUS Bari, comandando il duello fin dalle prime pagaiate e terminando la fatica a braccia alzate davanti ai pugliesi. Vedere tanti giovani, provenienti da atenei diversi, remare insieme - ha sottolineato la Rettrice dell’Università degli Studi di Trieste Donata Vianelli - è una testimonianza concreta della forza e della bellezza dello sport universitario. Nello sport si impara che nessun risultato importante si raggiunge da soli: servono fiducia, ascolto, impegno e la capacità di mettere le proprie energie al servizio della squadra. Sono valori che appartengono profondamente anche alla vita universitaria e che questa manifestazione riesce a esprimere con particolare efficacia. La Barcolana Dragon Boat Challenge è un’occasione di competizione, ma soprattutto di incontro, amicizia e condivisione, capace di avvicinare studenti e Università diverse attraverso un linguaggio comune”. “Giunta alla terza edizione - ha aggiunto il Presidente del CUS Trieste Michele Pipan - la Barcolana Dragon Boat University Challenge si è dimostrata, ancora una volta, una festa che tutta la nostra comunità universitaria sente particolarmente: le protagoniste e i protagonisti hanno l’opportunità di vivere in prima fila l’unicità della Barcolana e di portare in acqua l'idea di una comunità senza barriere. UNITS A VILLAGGIO BARCOLANAUniTS fino all’11 ottobre è presente al Villaggio Barcolana, in Piazza della Borsa, con il suo stand sul tema “Dal mare profondo allo spazio”, che proporrà una serie di talk a ingresso libero con temi che vanno dagli abissi alla superficie, dalla terra all’atmosfera e all’orbita. PROGRAMMA Abstract Dall’8 all’11 ottobre tutti invitati al Villaggio Barcolana allo stand UniTS in Piazza della Borsa Mostra nel diario Off
Casa dei Putti Danzanti ad Aquileia: dagli scavi archeologici 2026 nuove ipotesi Per saperne di più su Casa dei Putti Danzanti ad Aquileia: dagli scavi archeologici 2026 nuove ipotesi Immagine WhatsApp Image 2026-10-06 at 09.56.52.jpeg Data notizia Mar, 06/10/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Società e territorio Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Una nuova traccia potrebbe aiutare a ricostruire l’organizzazione di uno dei più importanti complessi residenziali dell’antica Aquileia. È quanto emerge dalla campagna di scavo 2026 condotta in concessione ministeriale dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste nella Casa dei Putti danzanti, una delle più estese e lussuose residenze tardoantiche della città.Le indagini hanno portato all’individuazione di quello che sembra essere il muro di chiusura perimetrale della Casa Ritter-Zàhony, struttura individuata negli anni Trenta da Giovanni Brusin e successivamente reinterrata. Si tratta, al momento, di un’ipotesi che dovrà essere verificata nelle prossime campagne, ma che potrebbe chiarire il rapporto tra le abitazioni precedenti e la grande residenza costruita a partire dalla metà del IV secolo d.C.Le ricerche dell’Università di Trieste, avviate oltre vent’anni fa su concessione del Ministero della Cultura, per il tramite della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Fondazione Aquileia, hanno progressivamente restituito l’immagine di una residenza di dimensioni eccezionali. Le evidenze oggi disponibili permettono di stimarne l’estensione in circa 10.000 metri quadrati.La monumentalità della Casa e la ricchezza dei suoi apparati decorativi – dai mosaici alle pitture, fino all’ampio impiego di marmi e al rinvenimento di una preziosa coppa diatreta in vetro dicroico, ovvero decorata con una tecnica molto raffinata che riproduce un motivo “a rete” – indicano una committenza di altissimo livello.Le campagne 2024-2026 hanno avuto tra i principali obiettivi la ricostruzione dell’organizzazione dell’insula prima e dopo la costruzione della Casa dei Putti danzanti e la definizione delle diverse fasi edilizie. In questo quadro si inserisce anche una recente importante riscoperta, finanziata da Fondazione Aquileia, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia: alla fine del 2025, nelle adiacenze dell’area archeologica dei fondi Cassis e della Casa dei Putti danzanti è stato rimesso in luce il mosaico del “Tappeto Fiorito”, la cui collocazione nel IV secolo d.C. sembra confermare l’ipotesi di una possibile relazione con la medesima committenza della Casa.La campagna di quest’anno dell’Università di Trieste ha coinvolto 15 studentesse e studenti, tra cui due dell’Università di Rijeka, con la quale UniTS collabora da tempo. Il cantiere rappresenta un importante momento di formazione per studenti, specializzandi e dottorandi, chiamati a confrontarsi direttamente con metodi e strumenti della ricerca archeologica.“È stata una prova faticosa, ma alla fine del tutto ripagata dalla curiosità che alimentava ogni picconata e dall’emozione di trovarsi davanti a una realtà nascosta da lunghissimo tempo”, commenta Irene Padova, studentessa di Lettere antiche a UniTS che ha partecipato alla campagna di scavi. Abstract Coinvolti 15 studenti Mostra nel diario Off
Al via il follow-up del progetto Parco Genetico FVG Per saperne di più su Al via il follow-up del progetto Parco Genetico FVG Immagine Progetto senza titolo (85).png Data notizia Lun, 05/10/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Dopo 18 anni dal primo studio, prende avvio il follow-up del progetto Parco Genetico del Friuli Venezia Giulia, che coinvolgerà i paesi di Erto e Casso, Sauris, San Martino del Carso, Resia, Illegio e Clauzetto. Le attività inizieranno a Sauris a partire dal 12 ottobre e proseguiranno poi con Illegio nel mese di novembre, San Martino del Carso a gennaio e, successivamente, negli altri comuni coinvolti.Il progetto, nato per studiare i fattori genetici e ambientali delle patologie e dei tratti complessi, nella sua prima edizione aveva coinvolto oltre 2.200 persone nei sei territori. Grazie ai dati raccolti, in questi anni i ricercatori sono stati in grado di avviare numerosi studi che hanno portato alla pubblicazione di oltre 60 articoli su prestigiose riviste scientifiche e ad instaurare collaborazioni con importanti consorzi internazionali.Il follow-up consolida la collaborazione tra IRCCS Burlo Garofolo e Università degli Studi di Trieste, con il prezioso supporto delle Fondazioni Casali e di BeneficentiaStiftung, e coinvolge numerosi giovani medici specializzandi e ricercatori, impegnati nelle attività di studio, raccolta dati e confronto con le comunità locali.Gli incontri rappresenteranno un’importante occasione per condividere i risultati raggiunti, raccogliere nuove informazioni e mantenere vivo il dialogo con le popolazioni. Il coinvolgimento diretto dei cittadini consentirà di approfondire gli aspetti legati alla storia, alla cultura e alle caratteristiche genetiche dei residenti di ogni territorio. Il follow-up permetterà, inoltre, di aggiornare i dati raccolti, verificare l’evoluzione del progetto e rafforzare la collaborazione tra ricercatori, amministrazioni locali e abitanti.“Tornare nei paesi coinvolti dopo tanti anni è un passaggio fondamentale per dare continuità al progetto e restituire alle comunità il valore delle informazioni raccolte”, sottolineano i promotori. “La partecipazione dei cittadini resta al centro di questo percorso”.Il calendario completo degli appuntamenti e le modalità di partecipazione saranno comunicati attraverso i canali ufficiali delle Amministrazioni coinvolte. Abstract A distanza di 18 anni, medici e ricercatori sono pronti a raccogliere nuove informazioni Mostra nel diario Off
BARCOLANA DRAGON BOAT UNIVERSITY CHALLENGE 2026 Per saperne di più su BARCOLANA DRAGON BOAT UNIVERSITY CHALLENGE 2026 Immagine WhatsApp Image 2026-09-30 at 14.02.25.jpeg Data notizia Ven, 02/10/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Una disciplina affascinante e ancora poco conosciuta, uno scenario spettacolare, un pomeriggio di sfide al cardiopalma e il valore del lavoro di squadra incrementato pagaiata dopo pagaiata. Dopo il grande successo delle prime due edizioni (2024 e 2025) ritorna mercoledì 7 ottobre 2026 l’appuntamento, inserito all’interno della 58ᵅ edizione della Barcolana, con la Barcolana Dragon Boat University Challenge, organizzata dal CUS Trieste in collaborazione con l'Università degli Studi di Trieste, il CUS Venezia, la Società Velica di Barcola e Grignano e con il contributo del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia. A partire dalle 14:00, sul campo gara di 180 m disegnato tra le Rive di Trieste (Molo Audace) e la Diga del Porto Vecchio, si farà sul serio con le sfide tra le imbarcazioni con testa e coda a forma di dragone (appunto le Dragon Boat) dei quattro CUS iscritti: Bari, Padova, Trieste e Udine. “La Barcolana Dragon Boat University Challenge - ha sottolineato la Rettrice dell’Università di Trieste Donata Vianelli - sarà anche quest’anno un’importante occasione per la nostra comunità: attraverso il CUS Trieste, le nostre studentesse e i nostri studenti potranno vivere un’esperienza di sport, confronto e aggregazione, mettendo in pratica i valori di collaborazione, inclusione e lavoro di squadra. Questa gara porterà UniTS “in acqua”. Dall’8 ottobre invece, in Piazza della Borsa, l’ateneo vi aspetta nel suo stand “Dal mare profondo allo spazio – Un viaggio attraverso l’innovazione negli ambienti estremi” con una serie di appuntamenti che uniranno sport e ricerca scientifica”. “Giunta alla terza edizione - ha aggiunto il Presidente del CUS Trieste Michele Pipan - la Barcolana Dragon Boat University Challenge è ormai una festa che la comunità universitaria sente propria: un'occasione per vivere la Barcolana da protagonisti e per portare in acqua l'idea di una comunità senza barriere, in cui ci si impegna insieme e l'avversario è l'amico che ci aiuta a crescere. Quest'anno la sfida ha un sapore speciale: mancano otto mesi ai Campionati Nazionali Universitari 2027, che a maggio porteranno nella nostra regione migliaia di atlete e atleti da tutti gli atenei italiani, impegnati in un ampio ventaglio di discipline, comprese quelle del mare. Un grande appuntamento che stiamo organizzando insieme agli amici e partner del CUS Udine, con il fondamentale sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia. Per questo siamo felici di rinnovare la festa dei Dragon Boat: più che una competizione, un momento per celebrare con la città e con gli ospiti della Barcolana i valori dell'impegno e della cooperazione che l'Università e il CUS promuovono ogni giorno”. “Il Dragon Boat - ha commentato il presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, Mitja Gialuz - ha qualcosa di profondamente vicino allo spirito di Barcolana: per andare veloci non basta la forza del singolo, bisogna trovare il ritmo degli altri. È un gesto semplice, ma racconta molto bene cosa significa essere un equipaggio e, in fondo, cosa significa “Be Barcolana”: partecipare, mettersi in gioco e costruire insieme qualcosa che da soli non sarebbe possibile. La Barcolana Dragon Boat University Challenge porta tutto questo nel cuore della manifestazione, coinvolgendo i giovani e il mondo universitario in una sfida spettacolare, capace di unire sport, energia e condivisione. Siamo felici che questa esperienza continui a crescere: vedere le studentesse e gli studenti scendere in acqua, confrontarsi e fare squadra è uno dei modi più belli per raccontare la Barcolana come luogo di incontro, aperto a discipline e comunità diverse”.Il programma della giornata.Mercoledì 7 ottobre l’evento inizierà alle 10:00 con l’arrivo delle Dragon Boat in Molo 0-Porto Vecchio a cui seguirà lo spostamento verso il Bacino San Giusto (antistante Piazza Unità), area in cui fino alle 13:00 si svolgerà una fase di allenamento. Alle 13:30 all’InfoPoint Barcolana di Piazza Unità si terrà l’imperdibile Cerimonia di benedizione delle Teste delle Dragon Boat secondo il rito tradizionale e nata per portare fortuna, prosperità e protezione agli equipaggi e alla barca stessa. Dalle 14:00 il campo gara di 180 m tra le Rive di Trieste (dalla Cima del Molo Audace) e la Diga del Porto Vecchio ospiterà le sfide in mare tra gli equipaggi composti da 16 componenti (8 vogatrici donne e 8 vogatori uomini) più 1 tamburino.Alle 18:15 circa all’InfoPoint di Piazza Unità, o in alternativa alla Sala FiloXenia di Riva 3 novembre, la Cerimonia di Premiazione. Abstract Appuntamento mercoledì 7 ottobre sul Molo Audace Mostra nel diario Off
L’imbarcazione “BAI – FLAX BANDIT” di Audace Sailing Team inserita nell'ADI DESIGN INDEX 2026 Per saperne di più su L’imbarcazione “BAI – FLAX BANDIT” di Audace Sailing Team inserita nell'ADI DESIGN INDEX 2026 Immagine Progetto senza titolo (84).png Data notizia Ven, 02/10/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Importante traguardo per il team studentesco Audace Sailing Team dell’Università di Trieste: il progetto del 2025 BAI – Flax Bandit è stato ufficialmente inserito all’interno dell’ADI Design Index 2026, la selezione annuale dell’ADI Associazione per il Disegno Industriale che raccoglie l'eccellenza del design e dell'innovazione italiana.Il progetto è stato selezionato dall’Osservatorio permanente del Design ADI nella categoria Ricerca per l'impresa, un riconoscimento che premia le migliori sperimentazioni di processo, i nuovi materiali sostenibili e le metodologie applicate al settore produttivo.La pubblicazione nell’ADI Design Index rappresenta il primo, fondamentale volume del ciclo biennale che raccoglie i prodotti e le ricerche abilitati ad aderire al Premio Compasso d’Oro ADI 2028, il più antico e autorevole riconoscimento mondiale nel campo del design. Nato nel 1954 e gestito da ADI dal 1956, il Compasso d’Oro premia la qualità progettuale e produttiva italiana, andandone a formare la Collezione Storica, dichiarata dal Ministero della Cultura come "bene di interesse nazionale".«Ottenere questo riconoscimento è un traguardo di grande valore per l'intero team. Premia il nostro impegno quotidiano nel "fare della ricerca un obiettivo per l'impresa" e nell'applicare la ricerca avanzata e la sostenibilità dei materiali al settore nautico», commenta l'ex Team Leader di Audace Sailing Team Pietro Miani.Nella foto: il Vice presidente della delegazione ADI FVG e coordinatore della commissione territoriale Friuli Venezia Giulia dell'Osservatorio permanente del design ADI, Giuseppe D'Orsi, l’ex Team Leader Audace, Pietro Miani, Simone Taglialatela, progettista dell'imbarcazione premiata, Arianna Guacci, Ex Segretaria Generale del Team e la Presidente Delegazione ADI FVG Nicla Indrigo. Abstract Il Moth sostenibile dell’Università di Trieste entra nella preselezione per il Premio Compasso d’Oro ADI 2028 nella categoria “Ricerca per l'impresa” Mostra nel diario Off
Sentenza Regeni: il messaggio della Rettrice Donata Vianelli Per saperne di più su Sentenza Regeni: il messaggio della Rettrice Donata Vianelli Immagine WhatsApp Image 2026-09-29 at 08.12.10.jpeg Data notizia Mar, 29/09/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Territorio e società Testo notizia La Corte d'Assise di Roma ha condannato a 10 anni i tre agenti egiziani accusati di avere sequestrato, torturato e ucciso Giulio Regeni al Cairo nel 2016. Il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif e i colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed.Il quarto imputato, il generale Tariq Sabir, è invece stato assolto.UniTS, parte delle 76 “Università per Giulio Regeni” che nei dieci anni di lotta per la giustizia ha sostenuto la famiglia Regeni nella sua battaglia per ottenere giustizia, vuole affiancarsi alle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:“Verità e giustizia non devono prestarsi a compromessi, non solo a tutela delle legittime aspettative dei familiari, ma a presidio dei principi fondanti del nostro ordinamento costituzionale. Queste parole oggi hanno trovato concretezza in una sentenza emessa nel nome del popolo italiano che costituisce appunto un presidio per tutti i Giulio e le Giulie del mondo".«La sentenza di oggi segna un passaggio importante nel lungo percorso verso la verità e la giustizia per Giulio Regeni e per la sua famiglia. È una giornata che porta con sé la consapevolezza che la ricerca della verità non può essere mai abbandonata – vuole sottolineare la Rettrice dell’Università di Trieste Donata Vianelli - Come Università di Trieste continueremo a ricordarlo e a difendere quei valori di libertà, ricerca e rispetto dei diritti che sono alla base della nostra comunità». Abstract “La ricerca della verità non può essere mai abbandonata” Mostra nel diario Off
L’Università di Trieste ricorda il professor Franco Cucchi Per saperne di più su L’Università di Trieste ricorda il professor Franco Cucchi Immagine Prof Cucchi.png Data notizia Lun, 28/09/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Territorio e società Testo notizia Con profondo cordoglio, l’Università degli Studi di Trieste ricorda il Prof. Franco Cucchi, stimato docente e ricercatore, che ha dedicato la sua lunga e intensa carriera accademica allo studio della geomorfologia e della geologia applicata, con una particolare e appassionata attenzione ai fenomeni e ai processi carsici. Laureatosi in Geologia nel 1972, Franco Cucchi ha intrapreso fin dagli inizi il percorso della ricerca scientifica, dapprima come borsista e contrattista e, dal 1981, come ricercatore presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi di Trieste. Nel 1988 divenne professore associato presso l’Istituto di Geografia e Oceanografia dell’Università di Messina, per poi rientrare nel 1991 a Trieste, dove dal 2002 ha ricoperto il ruolo di professore ordinario per il settore scientifico-disciplinare GEO/04 – Geografia Fisica e Geomorfologia. Nel corso della sua attività scientifica ha dedicato particolare impegno allo studio del carsismo, un ambito di ricerca che ha coltivato con rigore, entusiasmo e profonda passione, contribuendo alla conoscenza dei processi geomorfologici e dei paesaggi carsici. Padre della cartografia geologico-tecnica, ha saputo cogliere pionieristicamente l'importanza della conoscenza dettagliata del territorio spronando la condivisione e la diffusione dei dati pubblici. Stimato docente, internazionalmente conosciuto, ha saputo trasmettere agli studenti il proprio entusiasmo per lo studio e per la ricerca, accompagnandoli nel percorso di formazione con competenza e disponibilità. Allo stesso modo, ha condiviso con generosità conoscenze ed esperienze con i numerosi colleghi con i quali ha collaborato, contribuendo alla formazione di intere generazioni di professionisti e ricercatori. Per molti Franco Cucchi è stato non soltanto un autorevole studioso e un punto di riferimento nel campo della geomorfologia e del carsismo, ma anche un maestro di studi e di vita. La sua passione per la ricerca, la sua curiosità scientifica e la capacità di coinvolgere chi gli stava accanto hanno lasciato un segno profondo nella comunità accademica. Il suo insegnamento e il suo contributo alla ricerca rimarranno parte del patrimonio scientifico e umano dell’Università degli Studi di Trieste. Alla sua memoria va il nostro più sincero e affettuoso ricordo. Abstract Docente e studioso di riferimento nel campo della geomorfologia e del carsismo, ha dedicato la sua carriera alla ricerca, alla conoscenza del territorio e alla formazione di generazioni di studenti e ricercatori Mostra nel diario Off
Si chiude la XV° edizione di Trieste Next. Appuntamento dal 24 al 26 settembre 2027! Per saperne di più su Si chiude la XV° edizione di Trieste Next. Appuntamento dal 24 al 26 settembre 2027! Immagine WhatsApp Image 2026-09-27 at 12.41.07.jpeg Data notizia Dom, 27/09/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Impegno pubblico e sociale Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Curiosità, stupore, grande partecipazione. È stata un’edizione particolarmente apprezzata la quindicesima di Trieste Next, che si è chiusa con l’assegnazione ex aequo del premio Science Book of the Year a Beatrice Mautino (Vertigine - Mondadori) e Antonella Fioravanti (Viaggio nel mondo invisibile - Aboca Edizioni)(Le vincitrici nella foto con la giornalista Marinella Chirico, la Rettrice UniTS Donata Vianelli e l'Assessore alla Politiche dell'educazione e della famiglia del Comune di Trieste Maurizio De Blasio).Migliaia le persone che, insieme agli studenti e alle studentesse, hanno partecipato agli incontri e alle attività nel Villaggio della conoscenza. Oltre 300 gli scienziati e le scienziate protagonisti delle tre giornate, 31 gli spazi espositivi, 46 gli appuntamenti per le scuole che hanno coinvolto 2.340 studenti, dalle primarie all'ultimo anno delle superiori.200 i volontari di UniTS e più di 400 gli studenti e i ricercatori provenienti da tutta Europa grazie al progetto Trieste Next Academy, un programma intensivo pensato soprattutto per studenti universitari e giovani ricercatori: 3 giorni di formazione, incontri e networking all'interno del Festival della Ricerca scientifica.Tra le varie attività, 40 studenti di Academy hanno visitato i laboratori del Dipartimento di Scienze Mediche Chirurgiche e della Salute di UniTS (DSM).Durante la visita ai laboratori di Biomateriali della SC Clinica di chirurgia maxillofacciale e odontostomatologia, guidata da Gianluca Turco assieme a Barbara Medagli e al dottorando Lorenzo Mio, gli studenti hanno potuto scoprire come attraverso strumentazioni avanzate sia possibile individuare i migliori materiali a supporto della clinica, assicurando l’ ottimizzazione dei processi di cura. Nella visita al laboratorio di Biomeccanica della Palestra didattica del Corso di Laurea in Fisioterapia, coordinato da Manuela Deodato e da Gianluca Canton, la dottoranda Miriam Martini, il bioingegnere Francesco Bassi, assieme agli studenti Laura Mazzari, Mattia Nassimbeni e allo studente incoming Takuya Hamatani della Shinshu University (Giappone), i partecipanti hanno potuto sperimentare tecniche come l'elettromiografia di superficie e la videoanalisi del movimento, strumenti utilizzati sia per scopi di ricerca che per supportare la definizione dei protocolli di esercizio e di riabilitazione fisioterapica."Trieste Next rappresenta una delle migliori occasioni per far conoscere quello che facciamo quotidianamente nei laboratori e durante le attività didattiche. Grazie al Progetto Academy, un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo di studenti con un fondamentale respiro internazionale, permette al nostro Dipartimento di attraversare i suoi confini con format freschi e interattivi", hanno commentato Katia Rupel e Alex Buoite Stella, rispettivamente Delegati del DSM all'Orientamento in ingresso e alla Valorizzazione culturale e sociale. Abstract 40 studenti di Trieste Next Academy hanno visitato i laboratori del Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute Mostra nel diario On Periodo di permanenza in Magazine Lun, 28/09/2026 - 12:00 - Lun, 19/10/2026 - 12:00
Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato: UniTS si colora di blu Per saperne di più su Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato: UniTS si colora di blu Immagine facciata_blu.jpg Data notizia Ven, 25/09/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Impegno pubblico e sociale Destinatari target Territorio e società Testo notizia Il 27 settembre UniTS si colora di blu per la 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato,per rinnovare il proprio impegno nella ricerca, nella formazione e nella cooperazione territoriale, nella convinzione che l’istruzione rappresenti uno degli strumenti più efficaci per costruire società più inclusive, consapevoli e accoglienti.L’edizione 2026 è dedicata al tema “Anche uno solo di questi bambini”.“Le migrazioni sono un fenomeno strutturale della storia dell’umanità, ma vengono ancora troppo spesso rappresentate come un’emergenza o come un fenomeno fuori controllo – spiega Roberta Altin, Delegata alla Cooperazione allo sviluppo - I dati internazionali mostrano che i migranti rappresentano circa il 3,7% della popolazione mondiale. Ciò che è cresciuto significativamente negli ultimi anni è invece il numero delle persone costrette a spostarsi a causa di conflitti, persecuzioni, crisi umanitarie e cambiamenti ambientali. Particolarmente rilevante è la presenza di minori, che costituiscono circa il 39% della popolazione migrante: un dato che richiama l’attenzione sulla necessità di affrontare la mobilità umana come una sfida che riguarda il futuro delle nostre società”.Città di frontiera e crocevia di mobilità internazionali, Trieste è da oltre un decennio interessata dal transito e dall’accoglienza di minori stranieri provenienti soprattutto dal Sud e dall’Est globale, sia accompagnati sia soli. In questo contesto, l’Università di Trieste ha aderito nel 2024 al Protocollo d’intesa per la tutela dei Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) in Friuli Venezia Giulia, promosso insieme a UNICEF e ad altri enti regionali: Università di Udine, Garante regionale dei diritti della persona FVG, Tribunale per i Minorenni di Trieste, Soprintendenza ABAP FVG e Associazione Tutori Volontari FVG. L’obiettivo del Protocollo è stata la costruzione di una rete territoriale capace di garantire tutela, inclusione e opportunità ai minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio regionale. In tale ambito sono stati realizzati workshop, percorsi formativi, attività di ricerca e momenti di raccordo tra istituzioni e soggetti coinvolti nell’accoglienza.Parallelamente, attraverso diversi progetti finanziati dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI), l’Ateneo ha contribuito a promuovere l’inclusione scolastica e sociale dei giovani con background migratorio, contrastando la dispersione scolastica e offrendo a docenti ed educatori strumenti e metodologie volte a favorire la partecipazione e l’inclusione. Abstract Le parole della Delegata alla Cooperazione allo sviluppo Roberta Altin Mostra nel diario Off
Nascono i Poli universitari penitenziari della Regione FVG: il ruolo UniTS Per saperne di più su Nascono i Poli universitari penitenziari della Regione FVG: il ruolo UniTS Immagine WhatsApp Image 2026-09-24 at 09.28.58.jpeg Data notizia Gio, 24/09/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia “Il diritto allo studio negli Istituti di pena si consolida e diventa parte di una strategia regionale sempre più integrata. Insieme ai percorsi finalizzati all’acquisizione di competenze professionali per i detenuti, finanziati dalla Regione attraverso il Fondo sociale europeo, oggi offriamo un’ulteriore opportunità: la possibilità di conseguire una laurea. È un passo significativo, che amplia concretamente le possibilità di crescita, formazione e reinserimento delle persone recluse”. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Istruzione, formazione e università, Alessia Rosolen, intervenuta alla conferenza stampa di presentazione del progetto “I Poli del Friuli Venezia Giulia per il diritto allo studio universitario nella fase esecutiva della pena”, che entra ora nella fase operativa dopo la sottoscrizione, lo scorso 25 giugno, della Convenzione quadro tra Regione Friuli Venezia Giulia, Università degli Studi di Trieste, Università degli Studi di Udine, Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria (Prap Triveneto) e Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna (Uiepe).“La Convezione– precisa Stefano Ciampi, Delegato della Rettrice per la Semplificazione amministrativa e il Polo universitario penitenziario – presenta elementi distintivi e qualificanti rispetto alle omologhe iniziative nazionali . Queste ultime adottano di solito modelli fondati sul rapporto fra un ateneo e uno specifico istituto di pena, funzionale ad assicurare il diritto allo studio universitario ai detenuti. Il nostro disegno, invece, si distingue per alcune significative peculiarità. Anzitutto, fa leva su entrambi gli Atenei regionali, l’Università di Trieste e di Udine, che concorrono all’attività dei Poli in modo coordinato e paritetico. In secondo luogo, grazie all’intesa raggiunta con il Provveditorato regionale Amministrazione penitenziaria, le persone detenute in tutte le case circondariali regionali (Trieste, Udine, Pordenone, Gorizia e Tolmezzo) potranno beneficiare dei vantaggi legati all’operatività dei Poli. Ancora, l’attiva partecipazione dell’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione penale esterna per il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Trento e Bolzano consente di estendere la cerchia dei beneficiari a chi sconti la pena all’esterno del carcere, in misura alternativa alla detenzione (affidamento in prova, semilibertà, detenzione domiciliare), con un raggio di azione che, in questo caso, copre non solo il territorio regionale, ma anche quello del Veneto e delle Province autonome di Trento e Bolzano. Vi è, poi, la rilevantissima presenza della Regione Autonoma FVG tra le Parti firmatarie: solo eccezionalmente, su scala nazionale, si registrano analoghi livelli di coinvolgimento diretto, che vanno ben oltre le generiche forme di “supporto esterno”, per assumere, invece, un ruolo di responsabilità strategico ai fini dell’avvio e dello sviluppo dell’iniziativa, della sua promozione, del suo coordinamento e del relativo supporto finanziario”.“La Convezione firmata lo scorso giugno – conclude il prof. Ciampi – rivela un impianto complesso ed evoluto, tale da farne, probabilmente, un unicum a livello nazionale: essa costituisce il frutto di una forte convergenza istituzionale unica nel proprio genere, che consente di esprimere piena soddisfazione per un approdo che le Parti firmatarie hanno perseguito con grande determinazione, coronando uno sforzo ideativo e programmatico cominciato due anni fa". Abstract Firmato accordo per il diritto allo studio universitario durante l’esecuzione delle pene detentive. Caso unico a livello nazionale Mostra nel diario On Periodo di permanenza in Magazine Lun, 28/09/2026 - 12:00 - Mer, 21/10/2026 - 12:00