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International business, al via l’evento mondiale di X-Culture

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È iniziata a Trieste la X-Culture Global Business Week, la settimana internazionale che fino all’8 agosto trasforma la città in un laboratorio globale di international business. L’Università di Trieste ospita e organizza per la prima volta l’evento conclusivo del programma che mette in relazione università, studenti e imprese attraverso un’esperienza diretta di sviluppo di progetti aziendali e collaborazione multiculturale.

L’edizione triestina, organizzata dal Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche “Bruno de Finetti” – DEAMS insieme al comitato internazionale di X-Culture, riunisce quasi 150 studenti selezionati provenienti da 36 Paesi, insieme a docenti, ricercatori, manager e professionisti di diversi continenti.

Le sessioni plenarie si svolgono nella sede di MIB Trieste School of Management, partner dell’evento, mentre le premiazioni avranno luogo venerdì 7 agosto, durante la serata conclusiva, che comprenderà anche la cena di gala in piazzale Europa.

L’evento rappresenta il momento culminante di un percorso formativo internazionale unico per dimensioni e struttura. Nato nel 2010, X-Culture ha coinvolto complessivamente oltre 130.000 studenti di 701 università e 115 Paesi, riuniti in più di 16.000 team internazionali. I partecipanti lavorano a distanza, comunicando in inglese attraverso fusi orari, culture e percorsi accademici differenti, per elaborare soluzioni a problemi reali presentati da aziende di tutto il mondo.

A Trieste sono arrivati alcuni dei migliori studenti dell’edizione 2026, selezionati sulla base dei risultati ottenuti durante la fase internazionale online. Tra loro ci sono anche sette studentesse e studenti dell’Università di Trieste, la cui partecipazione è sostenuta dal DEAMS e dalla Fondazione Pietro Pittini, da tempo impegnata nel promuovere opportunità di formazione e internazionalizzazione rivolte ai giovani.

Lead Host dell’iniziativa è la rettrice Donata Vianelli, docente di Marketing internazionale e Cross Cultural, che negli ultimi quindici anni ha coinvolto nel progetto più di 700 studentesse e studenti dell’Università di Trieste.

«La Global Business Week offre agli studenti un’esperienza che riproduce in modo molto concreto la complessità del lavoro internazionale: persone con lingue, culture e percorsi differenti chiamate a costruire insieme soluzioni per imprese reali. Allo stesso tempo, iniziative di questo tipo rafforzano il ruolo di Trieste come piattaforma internazionale di formazione e innovazione, capace di attrarre talenti, generare connessioni con il sistema produttivo e contribuire allo sviluppo economico del territorio attraverso l’apertura globale dell’Università», sottolinea Donata Vianelli.

L’organizzazione coinvolge direttamente i docenti UniTS Guido Bortoluzzi, anche direttore accademico dell’MBA in International Business di MIB, Andrea Tracogna, che riveste anche il ruolo di Dean al MIB, e Rubina Romanello, oltre alla ricercatrice Chiara Marinelli, al docente del MIB Stefano Pilotto, allo staff amministrativo dell’Ateneo e a una decina di studenti impegnati nella preparazione e nella gestione dell’evento.

Università e aziende insieme su sfide concrete

Elemento centrale della Global Business Week è la collaborazione tra l’Università e le aziende e organizzazioni partner, alcune delle quali rappresentative del sistema economico e culturale del Friuli Venezia Giulia: Assicurazioni Generali, Barilla, Modiano, Fondazione ITS – International Talent Support, Associazione Caffè Trieste e Genuino.

Gli studenti si confrontano con manager e professionisti e sono chiamati a sviluppare analisi, strategie e possibili soluzioni per i casi e i problemi concreti proposti dalle organizzazioni partner.

La collaborazione consente agli studenti internazionali di conoscere imprese, filiere produttive e realtà del territorio, offrendo allo stesso tempo alle organizzazioni coinvolte l’opportunità di raccogliere idee e prospettive elaborate da giovani talenti provenienti da contesti culturali e universitari molto diversi.

Docenti di riferimento internazionale

Tra le figure accademiche più influenti presenti a Trieste c’è Vasyl “Vas” Taras, professore di International Business alla University of North Carolina at Greensboro, fondatore di X-Culture e tra i massimi esperti di team multiculturali e di gruppi di lavoro globali che collaborano a distanza.

Coinvolti inoltre 22 docenti ed esperti internazionali di business, provenienti da università e istituzioni di diversi Paesi. Tra questi Richard Griffith, professore di Psicologia industriale e organizzativa al Florida Institute of Technology e direttore dell’Institute for Culture, Collaboration and Management, con competenze che spaziano dall’international management alla collaborazione interculturale e allo sviluppo delle capacità necessarie per lavorare in contesti internazionali complessi.

Una settimana di lavoro come consulenti internazionali

Nel corso della Global Business Week i partecipanti incontrano i referenti delle aziende, analizzano le sfide assegnate, visitano sedi e realtà produttive e prendono parte a workshop, sessioni formative e attività di mentoring con docenti internazionali.

I gruppi elaboreranno le proprie proposte, sottoponendole a una prima valutazione della faculty per perfezionarle. Al termine della settimana presenteranno le raccomandazioni strategiche ai rappresentanti delle aziende e a una giuria internazionale di docenti. Le soluzioni migliori saranno premiate durante la cerimonia conclusiva.

Il programma comprende anche momenti dedicati alla conoscenza di Trieste, del suo sistema scientifico e della sua storia economica e internazionale.

L'evento è sostenuto da ARDiS – Agenzia regionale per il diritto allo studio, Fondazione Pietro Pittini, illycaffè, MIB Trieste School of Management, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Trieste Trasporti. Il gruppo internazionale di studenti e docenti ha ricevuto al suo arrivo a Trieste anche il benvenuto di Confcommercio Trieste e FIPE.

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UniTS ospita la Global Business Week dell’iniziativa nata negli USA: oltre 120 studenti provenienti da università di 29 Paesi e sei continenti al lavoro in team multiculturali sulle sfide proposte dalle aziende del territorio
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XIV Summer School Ciamician: giovani ricercatori a confronto sulla transizione energetica

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Si è conclusa la XIV edizione della Summer School Ciamician, promossa dal Dipartimento di Ingegneria e Architettura di UniTS. Diciannove studenti e dottorandi da sette Paesi si sono ritrovati al Passo Monte Croce Comelico, nel cuore delle Dolomiti, per approfondire i temi della transizione energetica insieme ad alcuni tra i maggiori esperti del settore.

I partecipanti, selezionati tra circa quaranta candidature provenienti da università italiane ed europee, hanno seguito un percorso interdisciplinare dedicato alle principali sfide della decarbonizzazione: materiali sostenibili per l'edilizia, fonti rinnovabili, evoluzione del sistema elettrico, mobilità sostenibile, materie prime critiche e implicazioni economiche, sociali, geopolitiche e normative della transizione energetica.

La scuola ha riunito 22 docenti provenienti da università, enti di ricerca e aziende italiane ed europee, tra cui University College London, Technische Universität München, Hasselt University, Politecnico di Milano, Università di Padova, Università di Salerno, Area Science Park e CNR-INM. Ad aprire i lavori il climatologo Filippo Giorgi, tra gli autori premiati con il Nobel per la Pace 2007 assegnato all'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). Tra i relatori anche Paul Ekins (UCL) e Carlo Bottasso (TUM), figure di riferimento a livello internazionale.

Sei partecipanti hanno potuto beneficiare di una borsa a copertura della quota di iscrizione grazie al sostegno di Edilgroup, holding impegnata nello sviluppo di soluzioni sostenibili per il settore delle costruzioni, comparto strategico per la riduzione delle emissioni di CO₂ e il raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica.

Intitolata al chimico triestino Giacomo Ciamician, tra i primi studiosi a intuire il potenziale dell'energia solare, la Summer School è nata nel 2010 ed è stata co-fondata dal Rettore emerito dell'Università di Trieste Maurizio Fermeglia, recentemente scomparso, al quale questa edizione è stata dedicata.

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Nel cuore delle Dolomiti, studenti ed esperti internazionali hanno analizzato le sfide del settore
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iNEST, si conclude con successo uno dei principali Ecosistemi dell'Innovazione finanziati dal PNRR

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L'Università di Trieste è tra i protagonisti del successo di iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem, uno dei principali Ecosistemi dell'Innovazione finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che si conclude con il pieno raggiungimento degli obiettivi progettuali. Il rapporto finale dei revisori scientifici indipendenti certifica infatti il completamento di tutte le attività previste, riconoscendo all'iniziativa un impatto significativo sul piano scientifico, economico e sociale.

UniTS ha svolto un ruolo di primo piano nello Spoke 8, dedicato alle tecnologie marittime, marine e delle acque interne, sviluppato in collaborazione con il Polo Tecnologico Alto Adriatico, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, OGS - Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale e le Università di Padova, Trento, Ca’ Foscari Venezia e Iuav.

Il progetto ha affrontato alcune delle principali sfide legate alla sostenibilità ambientale e alla resilienza climatica dell'Alto Adriatico, valorizzando il patrimonio di competenze scientifiche presente sul territorio e promuovendo il trasferimento delle conoscenze verso il sistema produttivo.

Le attività dello Spoke 8 si sono concentrate su cinque linee di ricerca strategiche: la biologia degli ecosistemi marini, la gestione dei rischi fisici e chimici e del loro impatto sull'idrosfera, il trasporto costiero sostenibile, la pianificazione integrata terra-mare e lo sviluppo del Digital Twin dell'Alto Adriatico. Attraverso l'integrazione di dati ambientali, modelli previsionali, algoritmi di intelligenza artificiale e sistemi avanzati di visualizzazione sono stati sviluppati strumenti innovativi a supporto dei processi decisionali, con importanti ricadute per la gestione sostenibile delle aree costiere.

Accanto alle attività di ricerca, particolare attenzione è stata dedicata al trasferimento tecnologico. In questo ambito sono stati realizzati una piattaforma digitale per favorire l'incontro tra ricerca, imprese e investitori e un servizio di informazione scientifica e tecnologica dedicato alla diffusione di opportunità, risultati della ricerca e buone pratiche dell'ecosistema.

Punto di riferimento è stato il Lab Village ospitato all'Urban Center di Trieste, luogo di incontro tra ricercatori, imprese, startup e istituzioni, nato per accelerare i processi di innovazione e favorire la nascita di nuove collaborazioni.

In generale, i risultati conseguiti da iNEST testimoniano la dimensione e l'efficacia dell'iniziativa. Nei quasi quattro anni di attività l'ecosistema ha prodotto 977 pubblicazioni scientifiche, coinvolto 517 ricercatrici e ricercatori, sostenuto 99 progetti dedicati ai giovani ricercatori e finanziato, attraverso 35 bandi a cascata, oltre 200 progetti realizzati da imprese, PMI, enti pubblici e amministrazioni regionali. 

 

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UniTS protagonista per le tecnologie marittime con lo Spoke 8
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Roberto Di Lenarda nominato Socio Benemerito dell'Associazione Nazionale Carabinieri

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Roberto Di Lenarda, già Rettore dell'Università di Trieste e attuale Presidente della Conferenza permanente dei collegi di area medica, ha ricevuto la qualifica di Socio Benemerito dell'Associazione Nazionale Carabinieri.

L'attestato gli è stato consegnato dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Trieste, Colonnello Gianluca Migliozzi, nel corso di una cerimonia al Comando Provinciale. Il riconoscimento premia il contributo e la collaborazione che il prof. Di Lenarda ha offerto negli anni all'Arma dei Carabinieri e alle iniziative promosse dall'Associazione Nazionale Carabinieri, consolidando una proficua sinergia istituzionale.

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Il riconoscimento consolida la sinergia tra UniTS e l'Arma
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Alla ricerca di acqua dolce in fondo al mare: missione RESCUE in Adriatico

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Mappare gli acquiferi a oltre 400 metri sotto il fondale marino nell’area costiera tra Jesolo e Lignano. È quanto realizzato nella missione appena conclusa grazie al progetto RESCUE e svoltasi a bordo della nave da ricerca Laura Bassi dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS.

RESCUE, progetto coordinato dall’Università degli Studi di Trieste e di cui l’OGS è partner, mira infatti a rafforzare la sicurezza idrica attraverso la ricerca e l'innovazione per localizzare l'acqua dolce in acquiferi costieri e offshore inesplorati. Sulla base di recenti scoperte scientifiche, il progetto sta mappando acquiferi profondi (oltre 400 metri) a bassa salinità, sia a terra che in mare, che in un contesto come quello attuale in cui le risorse idriche dolci nelle regioni costiere sono sottoposte a una crescente pressione dovuta alla crescita demografica, all'inquinamento e al cambiamento climatico, potrebbero integrare le forniture di acqua potabile, per l'agricoltura e per l'industria, contribuendo al contempo a ridurre i costi della desalinizzazione.

A bordo della Laura Bassi erano presenti ricercatori e studenti dell’OGS, dell’Università di Trieste, dell’Università di Pisa, del CNR-ISMAR di Bologna, dell’Università di Malta e del Monterey Bay Aquarium Research Institute (MBARI), in California. 

Durante la campagna sono state condotte indagini geofisiche di sismica a riflessione per ottenere immagini ecografiche del sottosuolo marino e di mappatura del fondale. Inoltre, per la prima volta sono state eseguite indagini di tipo elettromagnetico con lo scopo di identificare la presenza di acquiferi di acqua dolce nel sottosuolo marino. Le indagini, che non hanno coinvolto attività di campionamento del fondale, hanno interessato un’area a circa 10 km dalla costa dalla città di Jesolo in provincia di Venezia, fino al delta del Tagliamento, al largo di Lignano.

Le indagini sono state eseguite in ottime condizioni ambientali e tutto si è svolto secondo i piani. I dati sono di ottima qualità ma richiederanno molti mesi di elaborazione in laboratorio a terra prima di poter confermare la presenza degli acquiferi nel sottosuolo marino dell’Alto Adriatico” ha detto Cristina Corradin, ricercatrice dell’OGS e coordinatrice scientifica della spedizione.

“Le operazioni hanno richiesto l’integrazione di diverse strumentazioni geofisiche e una stretta collaborazione tra i diversi gruppi di ricerca, personale tecnico-scientifico ed equipaggio della nave”, ha spiegato Daniela Accettella dell’OGS e capomissione a bordo della Laura Bassi.

“Dopo due anni di attività scientifica, il team RESCUE ha applicato i metodi geofisici integrati innovativi per lo studio delle falde acquifere profonde offshore ad una delle aree di studio più promettenti: i fondali dell’Alto Adriatico e del Friuli-Venezia Giulia in particolare. La raccolta di nuovi dati migliorerà la comprensione delle risorse idriche nella regione e contribuirà ad affrontare le carenze d'acqua associate al cambiamento climatico e agli eventi estremi, come l'ondata di caldo e la siccità che attualmente colpiscono l'Europa" ha detto il Prof. Michele Pipan dell’Università di Trieste, Coordinatore del progetto RESCUE.

Questa spedizione oceanografica ha posto le basi per un secondo progetto finanziato dall’associazione intergovernativa europea JPI Oceans che su iniziativa di Malta e Italia ha finanziato un progetto di ricerca che porterà alla conferma della presenza di acqua dolce nel sottosuolo dell’Alto Adriatico tramite un sondaggio del sottosuolo in mare, il primo in Europa. Il progetto, coordinato dall’Università di Malta, con la partecipazione di OGS, Università di Trieste, Polo Tecnologico dell’Alto Adriatico e di altri istituti tedeschi e greci, beneficia di un finanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Il progetto RESCUE

RESCUE - Resources in Coastal Groundwater Under Hydroclimatic Extremes è un progetto cofinanziato dalla Partnership Water4All e dall’Unione Europea. Affronta il tema della scarsità d’acqua nelle regioni costiere attraverso lo studio delle falde acquifere presenti a grande profondità e sotto i fondali marini. L’iniziativa prevede la mappatura di queste risorse, la valutazione della loro sostenibilità e la definizione di politiche mirate al loro utilizzo.  L’Università degli Studi di Trieste coordina il progetto mentre l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS è partner. Gli altri partner sono: University of Derby (Regno Unito), Ruden AS (Norvegia) e l’Università di Malta. 

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A bordo della nave da ricerca Laura Bassi, in collaborazione con OGS
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Roberto Scarciglia nominato Professore Onorario

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Il professor Roberto Scarciglia, già ordinario di Diritto pubblico comparato, è stato nominato Professore Onorario dell'Università di Trieste.

Il prestigioso riconoscimento, conferito a docenti che si sono distinti per l'eccellenza dell'attività scientifica e accademica, assume un significato particolare per l'Ateneo: Scarciglia è infatti il primo docente del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali (DiSPeS) a esserne insignito.

La sua carriera all'Università di Trieste è iniziata nel 1996 come ricercatore ed è proseguita fino al ruolo di professore ordinario, ricoperto dal 2001 al 2021. Nel corso di oltre venticinque anni di attività ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo del diritto pubblico comparato e alla crescita del Dipartimento, assumendo importanti responsabilità accademiche, tra cui quelle di Preside della Facoltà di Scienze Politiche, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e, successivamente, del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali.

Studioso di riconosciuta autorevolezza nel panorama del diritto comparato, è Associate Member dell'International Academy of Comparative Law di Parigi e membro di numerose associazioni scientifiche nazionali e internazionali. Ha coordinato progetti di ricerca italiani ed europei, promosso collaborazioni accademiche con numerosi atenei stranieri e svolto attività di insegnamento e ricerca come visiting professor in prestigiose università europee, tra cui Cambridge, Paris 1 Panthéon-Sorbonne, Barcellona e Francoforte.

La sua attività scientifica, testimoniata da un'ampia produzione di monografie, volumi e saggi pubblicati anche da editori internazionali, ha contribuito allo sviluppo degli studi sul diritto pubblico comparato, sulla metodologia della comparazione giuridica, sul pluralismo giuridico e, negli ultimi anni, sulle implicazioni dell'intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie per gli ordinamenti pubblici.

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E’ il primo docente del DiSPeS a ricevere il riconoscimento
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Maria Carolina Foi eletta membro della Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung

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Maria Carolina Foi, Ordinaria di Letteratura tedesca al Dipartimento di Studi Umanistici, è stata eletta membro dell’Accademia tedesca per la lingua e la letteratura (Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung). Fondata nel 1949 con sede a Darmstadt, l'Accademia riunisce scrittori, studiosi e intellettuali che hanno dato e danno un contributo di spicco alla cultura di lingua tedesca. Ne fanno parte anche giuristi e scienziati che si contraddistinguono per una particolare sensibilità letteraria. Tra i suoi membri, personalità come Hannah Arendt a Jürgen Habermas, Ingeborg Bachmann ed Elias Canetti. L'Accademia assegna inoltre il Georg-Büchner-Preis, il più prestigioso premio letterario alla carriera destinato agli autori di lingua tedesca.

Dopo i primi anni di formazione in Giurisprudenza all'Università di Padova, Maria Carolina Foi si è laureata in Letteratura tedesca all'Università di Trieste sotto la guida di Claudio Magris. 

In seguito, ha ottenuto importanti borse di ricerca del DAAD, del Ministero della cultura austriaco, della Fondazione Alexander von Humboldt. E’ stata External Senior Fellow del Freiburg Institute for Advanced Studies. Dal 2008 è professoressa ordinaria di Letteratura tedesca all’Università di Trieste. I suoi principali interessi di ricerca riguardano i rapporti tra letteratura e diritto, il modernismo viennese, il transfer culturale italo-tedesco. Ha tradotto e curato edizioni italiane di classici come Heine e Schiller. 

Dal 2020 al 2024 è stata Direttrice di chiara fama dell'Istituto Italiano di Cultura di Berlino su nomina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale. Nel 2025 è entrata nella giuria del Deutscher Buchpreis, il più importante premio assegnato ogni anno al miglior romanzo di lingua tedesca.

L’elezione a membro all'Accademia tedesca per la lingua e la letteratura conferma il profilo internazionale della professoressa Foi e rappresenta un motivo di particolare orgoglio e per l'Università di Trieste, che vede riconosciuto il valore della propria ricerca in una delle più prestigiose istituzioni culturali europee.

 

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L’Accademia tedesca per la lingua e la letteratura è l'istituzione che accoglie le più significative voci della cultura germanofona
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Stefano Parolai al Senato della Repubblica per un confronto sulla prevenzione del rischio sismico

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UniTS è stata rappresentata da Stefano Parolai, direttore del Dipartimento di Matematica e Geoscienze, all'incontro "Prevenzione del rischio sismico in Italia", ospitato al Senato della Repubblica.

Nel corso dell'evento, che ha riunito istituzioni, esperti e rappresentanti del sistema nazionale di protezione civile, il prof. Parolai ha illustrato il contributo che la comunità scientifica offre al Servizio Nazionale della Protezione Civile, evidenziando il ruolo fondamentale della ricerca nella conoscenza dei fenomeni sismici, nella valutazione del rischio e nel supporto alle decisioni per la tutela della popolazione.

La partecipazione del docente si inserisce nel suo incarico di Sostituto del Referente del Settore rischio sismico della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei Grandi Rischi, organismo di consulenza tecnico-scientifica del Dipartimento della Protezione Civile. La Commissione riunisce esperti di riconosciuta competenza provenienti dal mondo accademico e dagli enti di ricerca e fornisce valutazioni scientifiche sui principali rischi naturali e antropici, contribuendo alle attività di previsione, prevenzione e gestione delle emergenze.

La presenza di  Parolai in questo organismo rappresenta un importante riconoscimento delle competenze espresse dall'Università di Trieste nel campo delle geoscienze e della sismologia. Il coinvolgimento di un docente dell'Ateneo in un organismo strategico per il Paese conferma il contributo che la ricerca universitaria può offrire alle istituzioni nella definizione di politiche efficaci per la riduzione del rischio e la sicurezza delle comunità.

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Il Direttore del Dipartimento di Matematica e Geoscienze fa parte della Commissione nazionale per la previsione e prevenzione dei Grandi Rischi
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Fauna selvatica a Trieste: i risultati del primo studio con metodi all’avanguardia

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Quali mammiferi vivono nel territorio comunale di Trieste? Dove si concentrano? Quanto sono numerosi? Per la prima volta è possibile rispondere a queste domande grazie a una ricerca coordinata da Alessio Mortelliti, docente di Ecologia al Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste.

Lo studio rappresenta la prima indagine sistematica mai condotta nel Comune di Trieste sulla presenza, la distribuzione e l'abbondanza dei mammiferi di media e grande taglia. Un lavoro che colma una significativa lacuna nelle conoscenze del patrimonio naturale cittadino e mette a disposizione dati fondamentali per la tutela della biodiversità e la pianificazione del territorio.

La ricerca è stata realizzata tra novembre 2025 e febbraio 2026 utilizzando una metodologia completamente non invasiva basata sul fototrappolaggio. Sono state installate 156 fototrappole, organizzate in 78 siti di monitoraggio distribuiti negli habitat naturali e periurbani del Comune, per un totale di oltre 2.300 notti di osservazione. Le telecamere, attivate automaticamente dal passaggio degli animali, hanno consentito di documentare la presenza della fauna senza interferire con il suo comportamento.

Complessivamente sono state rilevate 18 specie di mammiferi, confermando l'elevato valore naturalistico del territorio triestino. Tra le specie più diffuse il capriolo, il cinghiale e lo sciacallo dorato. Di particolare interesse i rilevamenti di gatto selvatico e puzzola, specie di rilevanza conservazionistica la cui presenza in un contesto così vicino alla città rappresenta un dato di grande valore scientifico.

Oltre ad effettuare una checklist delle specie presenti, i ricercatori hanno elaborato, attraverso modelli statistici avanzati, le prime mappe della probabilità di presenza e dell'abbondanza delle diverse specie nei vari ambienti del territorio comunale, dalle aree forestali agli ambienti carsici, fino alle zone agricole e periurbane. Queste informazioni permetteranno di comprendere meglio il rapporto tra fauna e habitat e di individuare le aree dove alcune specie risultano maggiormente concentrate.

"I risultati mostrano che Trieste ospita una comunità di mammiferi particolarmente ricca e diversificata", spiega Alessio Mortelliti "Non si tratta di un fenomeno legato ai cambiamenti climatici, ma della particolare posizione del territorio triestino, strettamente connesso dal punto di vista ecologico con il Carso e con le aree naturali della Slovenia. Questa continuità ambientale, insieme all'espansione dei boschi sul Carso negli ultimi decenni, ha favorito la presenza di numerose specie selvatiche anche vicino alla città."

I dati raccolti costituiscono uno strumento prezioso per aggiornare le conoscenze sulla fauna del territorio comunale e potranno supportare le future attività di conservazione della biodiversità, la gestione faunistica e la pianificazione urbanistica e ambientale del Comune di Trieste.

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UniTS rileva 18 specie, tra cui gatto selvatico e la rarissima puzzola
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Generazione d’impresa: premiata la collaborazione tra Confcommercio Trieste e Innovators Community Lab di UniTS

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Il progetto "Generazione Impresa – Giovani Imprenditori di Confcommercio Trieste incontrano l'Innovators Community Lab (ICL)", nato dalla collaborazione tra il Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio Trieste e l'Innovators Community Lab dell'Università di Trieste, è tra i vincitori della seconda edizione del riconoscimento "Best Practices GGI 2026", promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio Nazionale.

Il premio, assegnato da una commissione nazionale sulla base della qualità e dell'impatto delle candidature presentate, valorizza progetti capaci di trasformare idee e competenze in opportunità concrete per il territorio, le imprese e la comunità.

Il progetto nasce con l'obiettivo di costruire un ponte stabile tra il mondo accademico e quello imprenditoriale attraverso un format innovativo di Business Speed Dating, durante il quale studenti, dottorandi, giovani ricercatori e imprenditori si confronteranno a partire da settembre in incontri brevi e strutturati, seguiti da un momento di networking.

L'iniziativa vuole favorire la diffusione della cultura d'impresa tra le nuove generazioni, stimolare lo sviluppo di competenze imprenditoriali e creare occasioni concrete di confronto tra idee innovative e bisogni del mercato. Gli imprenditori metteranno a disposizione la propria esperienza e visione strategica, mentre gli studenti potranno presentare progetti, sperimentare soluzioni e ricevere feedback utili per il loro percorso di crescita.

L'Innovators Community Lab dell'Università di Trieste contribuirà alla realizzazione del progetto mettendo a disposizione i propri spazi, coinvolgendo studenti, dottorandi e giovani ricercatori e supportando la progettazione e la facilitazione degli incontri. L'ICL offrirà inoltre competenze nei campi dell'innovazione, della prototipazione, del design thinking e della modellazione di business, favorendo la contaminazione tra ricerca, formazione e impresa.

L'iniziativa si inserisce nella missione dell'Innovators Community Lab di promuovere un dialogo strutturato tra università e sistema produttivo locale, valorizzando il ruolo degli imprenditori come mentori e quello degli studenti come protagonisti dell'innovazione. Il riconoscimento nazionale conferma il valore di un modello di collaborazione che punta a generare nuove competenze, relazioni e opportunità di sviluppo per il territorio.

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Il progetto congiunto ha ottenuto il riconoscimento "Best Practices GGI 2026" del Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio Nazionale
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