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Tecnologie e infrastrutture strategiche: Ministero della Difesa, MUR e MIMIT in visita a UniTS

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Rafforzare la collaborazione tra istituzioni, università, enti di ricerca e imprese per sviluppare le competenze e le tecnologie necessarie alla competitività e alla sicurezza del Paese e dell’Europa. È questo il tema al centro dell’incontro che si è svolto all’Università di Trieste con una delegazione del Ministero della Difesa, del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e della Regione Friuli Venezia Giulia.

Le tecnologie strategiche al centro della nuova Europa.

L’incontro si è ispirato al contesto creato dalla Strategic Technologies for Europe Platform (STEP), l’iniziativa europea che sostiene lo sviluppo e la diffusione di tecnologie considerate strategiche per la competitività, la sicurezza e l’autonomia tecnologica dell’Unione.

Sono tre, in particolare, gli ambiti di interesse: Digitale e deep tech, Biotecnologie e Tecnologie pulite.

È proprio sulla capacità di formare le competenze necessarie in questi settori che università e ricerca sono chiamate a svolgere un ruolo determinante.

L’incontro ha confermato la volontà condivisa di sviluppare nuove sinergie per sostenere la crescita delle tecnologie strategiche individuate dall’Unione europea, coniugando innovazione, sostenibilità e competitività e mantenendo al centro le esigenze delle persone e della società.

In questo percorso, l’Università di Trieste intende consolidare il proprio ruolo di snodo tra formazione, ricerca, istituzioni e sistema produttivo, contribuendo alla preparazione delle professionalità necessarie per progettare e gestire le tecnologie e le infrastrutture strategiche del futuro. In questo scenario, UniTS può mettere a disposizione competenze multidisciplinari in numerosi settori: dalle tecnologie quantistiche alla fisica e all’informatica, dall’ingegneria alle infrastrutture energetiche, dalla logistica alle tecnologie per la sostenibilità.

La visita della delegazione si è conclusa ad Area Science Park di Basovizza, nei laboratori UniTS ArQuS – Artificial Quantum SystemsQCI – Quantum Communication and Information.

I componenti della delegazione.

La Rettrice ha incontrato l’Ammiraglio di Divisione Vito Lacerenza, Vice Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa, e il Contrammiraglio Vincenzo Pullez, Capo dell’Ufficio studi strategici e innovazione tecnologica.

Per il MUR era presente Francesco Ciardiello, della Segreteria tecnica della Direzione generale della ricerca per la programmazione dei finanziamenti e per l’innovazione tecnologica, mentre per il MIMIT ha partecipato Gianluigi Sechi, consulente del Ministero. La Regione Friuli Venezia Giulia era rappresentata da Ketty Segatti, Direttore centrale dell’Unità Operativa Specialistica Ricerca, Innovazione, Fondo sociale europeo plus e altri fondi comunitari, da Luciana Grimani, Posizione organizzativa Ricerca, sviluppo e innovazione, e da Michela Giarle, Posizione organizzativa Progetti strategici e collaborazioni europee e internazionali in materia di ricerca e innovazione.

Per UniTS hanno partecipato Angelo Bassi, coordinatore dei progetti di Fisica Quantistica e il Prof. Giorgio Sulligoi, Direttore del Dipartimento di Ingegneria e Architettura. 

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Al centro dell’incontro formazione, ricerca, trasferimento tecnologico e sviluppo delle competenze per le tecnologie strategiche europee
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UniTS e Questura di Trieste, firmato un protocollo d'intesa

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L'Università di Trieste e la Questura di Trieste hanno sottoscritto un protocollo d'intesa con cui le parti si impegnano, nell'ambito e nel rispetto delle rispettive specificità e finalità istituzionali, a promuovere, sviluppare e consolidare opportunità e iniziative di collaborazione. L'accordo è stato firmato dalla Rettrice Donata Vianelli e dalla Questore di Trieste Lilia Fredella.

La collaborazione riguarderà diversi ambiti. Sono previsti programmi di alta formazione, seminari e moduli didattici integrativi realizzati con il contributo di esperti della Polizia di Stato, insieme a incontri e convegni formativi rivolti a personale docente e studenti dell'Università sulle tematiche di competenza della Polizia di Stato di interesse per l'Ateneo. 

Analoghe iniziative formative saranno organizzate per dirigenti e personale della Questura di Trieste, con approfondimenti sugli aspetti normativi legati alla loro attività. Il protocollo prevede inoltre incontri informativi dedicati a studentesse e studenti interessati a intraprendere la carriera nella Polizia di Stato, e la partecipazione della Polizia di Stato al Career Day organizzato periodicamente dall'Ateneo.

Tra gli altri impegni figurano un'assistenza dedicata per le pratiche di docenti e studenti stranieri dell'Università, lo sviluppo di progetti di studio congiunti su temi di comune interesse — con particolare attenzione all'ambito scientifico e tecnologico — e l'attivazione di tirocini curriculari e borse di ricerca per gli studenti dell'Ateneo da svolgersi presso la Questura. 

UniTS e Questura collaboreranno inoltre in attività di ricerca comuni finalizzate alla redazione di pubblicazioni, oltre che nella realizzazione di iniziative di informazione, comunicazione istituzionale ed eventi dedicati.

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L'accordo apre una nuova collaborazione tra i due enti su formazione, ricerca e orientamento professionale
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Presentato ufficialmente il programma di Trieste Next 2026

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Presentata a Milano l’edizione 2026 di Trieste Next: il Festival della ricerca scientifica, di cui l’Università di Trieste è co-promotrice fin dal suo avvio, si svolgerà da venerdì 25 a domenica 27 settembre.
UniTS contribuisce alla quindicesima edizione, intitolata La forma del pensiero. Interazioni tra cervelli e intelligenze, con un programma molto ampio, costruito attorno all’idea che il pensiero non sia un fenomeno isolato, ma frutto di interazioni tra cervelli, corpi, tecnologie, saperi e contesti.

Gli eventi speciali di UniTS
Saranno tutti a cura di UniTS i grandi appuntamenti di Trieste Next 2006: venerdì 25 settembre, dalle 20.30 alle 22.30 al Teatro Verdi, la serata speciale «La forma del pensiero» vedrà protagonisti Lambros Malafouris, professore di Cognitive and Anthropological Archaeology all’Università di Oxford, con la lectio «Strange people. How things make us who we are», moderata da Gabriele Beccaria, e, a seguire, alle 21.30, il filosofo, saggista e psicoanalista Umberto Galimberti con «Le disavventure della verità».. Sabato 26 settembre l’evento speciale “Essere e pensiero” vedrà l’intervento dello psichiatra e scrittore Vittorino Andreoli, mentre la nota sociolinguista Vera Gheno, nel panel “Il sapere non è solitario”, finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dialogherà con l’assessora regionale Alessia Rosolen e la rettrice UniTS Donata Vianelli intorno all’idea di un sapere condiviso costruito attraverso relazioni e contaminazioni. Sempre sabato, in serata, la scienza incontrerà la musica: l’evoluzionista e filosofo della scienza Telmo Pievani dialogherà con i Deproducers – Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo e Riccardo Sinigallia – in uno spettacolo, intitolato “DNA – Lo spettacolo che fa suonare la scienza”che intreccia divulgazione scientifica e linguaggi musicali.

Incontri con la scienza
Uno dei nuclei principali del programma di talk riguarderà il funzionamento del cervello e i processi attraverso cui impariamo, percepiamo e costruiamo conoscenza. “Cervelli che imparano. Percepire, pensare, immaginare” affronterà l’apprendimento mettendo in dialogo neuroscienze cognitive, anatomia, neurodiversità e pedagogia, per esplorare come il pensiero emerga dall’interazione dinamica tra cervelli, corpi e ambienti. A questo tema si collegherà il confronto internazionale “What is scientific learning today?”, dedicato all’evoluzione dell’apprendimento scientifico con particolare attenzione al ruolo dell’intelligenza artificiale nell’educazione.

Il tema educativo sarà presente anche in “Insegnare nell’era delle intelligenze plurali”, che mette a confronto scuola, università e formazione manageriale per interrogarsi sulle competenze necessarie ai cittadini di domani. 

La riflessione sull’intelligenza artificiale, centrale in questa edizione, sarà affrontata non soltanto come tecnologia, ma come questione culturale, economica, politica ed etica. Il programma dedicato a questa tematica è arricchito dalle collaborazioni tra UniTS, società ed enti.

La partnership tra l’ateneo e AgorAI Innovation Hub s.p.a. delinea due approfondimenti: “AI per chi? Innovazione, responsabilità e competitività: il modello AGORAI tra pubblico e privato” esplorerà il rapporto tra ricerca, imprese e istituzioni, chiedendosi come trasformare l’IA in una leva di sviluppo che tenga insieme competitività, fiducia, responsabilità e tutela dei valori democratici. “Does AI Think? How?” sarà un dialogo tra filosofia, scienza cognitiva e ricerca sull’IA dedicato alla domanda se le macchine possano realmente pensare o se simulino i processi del pensiero. 

Anche dalla collaborazione tra UniTS e Data Science & Artificial Intelligence Foundation ETS nascono due talk. Durante “Rethinking Sustainable AI: Cost or Source of Value?” si proporrà di superare l’idea di etica e sostenibilità come semplici vincoli all’innovazione, per valutarle come possibili fonti di valore economico e vantaggio competitivo. L’intelligenza artificiale come strumento di supporto sarà analizzata nel panel “Gestione dei rischi naturali tra intelligenza artificiale e umana”: previsione, modellazione e valutazione della pericolosità potranno beneficiare delle nuove metodologie di IA, senza però prescindere dall’esperienza, dall’interpretazione e dalla responsabilità umana.

Sul versante della società e delle identità, “Ripensare il corpo femminile nell’ecosistema digitale” indagherà invece il ruolo degli ambienti digitali nella costruzione degli stereotipi di genere, nelle rappresentazioni dei corpi e nelle forme di violenza e resistenza mediate dalla tecnologia.

Il confronto con il cervello umano sarà ripreso in “Dentro la mente: macchine intelligenti e cervelli umani a confronto”, che porterà sul palco giovani ricercatrici e ricercatori impegnati su grandi modelli linguistici, neuroscienze, IA simbolica e calcolo ad alte prestazioni.

Un altro asse del programma riguarda le applicazioni dell’intelligenza nel campo della salute e della gestione dei problemi complessi. “Tra mente e algoritmo: la medicina che cambia” analizzerà il modo in cui l’IA sta entrando nei processi decisionali clinici, dalla diagnosi alla terapia, mettendo a fuoco benefici, limiti, bias e questioni etiche.

Su un piano complementare, “Science that tells its story: stories that make Innovation in medicine Possible” metterà al centro il rapporto tra ricerca scientifica, pazienti e fiducia. Il racconto della ricerca diventa così parte dell’innovazione stessa, anche attraverso la presentazione del fumetto The restored heart.

Il programma affronta anche il rapporto tra intelligenza e mondo naturale. “Piante intelligenti: un equivoco semantico?” propone una riflessione scientifica su percezione, adattamento e comunicazione delle piante, interrogando criticamente l’uso di concetti come “comportamento”, “apprendimento” e “cognizione” quando vengono applicati agli organismi vegetali.

Il tema della conoscenza si apre inoltre alle fonti e alla loro affidabilità in “La maieutica del sapere: come il cervello scopre. Dialogo tra fonti storiche e nuove sorgenti artificiali”, che mette in relazione archeologia, statistica, bioinformatica e IA per discutere il valore delle fonti, la verifica delle informazioni e i processi attraverso cui il cervello costruisce e valida il sapere.

Le attività per le scuole 
Le attività per le scuole trasformano l’apprendimento in esperienza attraverso partecipazione, gioco e confronto. “Pensiero divergente: l’inedito senza età” propone un percorso ispirato alla Philosophy for Children, mentre “Pensare giocando. Cervelli, regole e intelligenze in azione” utilizza giochi da tavolo e game design per esplorare strategie, decisioni, collaborazione e differenze tra intelligenza umana e artificiale.

Gli spazi espositivi: la ricerca da vivere e sperimentare
Dal 25 al 27 settembre, UniTS offre come ogni anno lo spazio interattivo più ampio di Trieste NEXT. Otto le proposte, tra cui “Cheers to Science”, “Indovina il Paese!”, “La mente in gioco”, “Dal Sole al movimento” e “gECO podcast”.

Uno spazio sarà dedicato ai 50 anni dal terremoto del Friuli, attraverso la storia del monitoraggio sismico e della ricerca dell’Ateneo, mentre un altro presenterà l’Impegno pubblico e sociale e il ruolo della Terza Missione all’Università di Trieste.

La Notte dei Ricercatori
Nell’ambito della Notte dei Ricercatori SHARPER, “Moda sostenibile: ma come ti vesti?! Scoprilo giocando” affronterà il tema della sostenibilità attraverso quiz, simulazioni e attività interattive sul ciclo di vita degli abiti e sulle scelte di consumo. Sempre nel programma della manifestazione, la sezione “Un’ora con il ricercatore” vedrà Marco Franceschi (MIGe) protagonista dell’incontro “Il respiro della Terra: le Dolomiti come testimoni del ciclo del carbonio”, rivolto alle scuole. Sotto i portici del Municipio torna anche Street Science, ciclo di brevi conferenze “di strada” pensate per avvicinare il pubblico ai temi della ricerca in modo semplice e accessibile. Marko Mihajlović (Università di Trieste) interverrà sul tema “Dare una mano al cuore: materiali intelligenti per aiutare le sue cellule”.

Trieste Next è promosso da Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste, Gruppo NEM Nord-Est Multimedia/Il NordEst/Il Piccolo, Area Science Park, OGS-Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, SISSA-Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati. Co-promotrice è la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. 

Curato da Eventi NEM, il festival è un progetto di Trieste Città della Conoscenza e si avvale della collaborazione con l’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano. 

È realizzato con la collaborazione di Fondazione CRTrieste, con il patrocinio di Consiglio Nazionale delle Ricerche, INAF - Istituto Nazionale di Astrofisica, INFN - Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Main partner della manifestazione è Generali. Partner sono AcegasApsAmga, AgorAI Innovation Hub spa, Data Science and Artificial Intelligence Foundation ETS, EstEnergy, Gruppo Hera, Insiel. Content Partner sono Fondazione AIRC, Eurobiohightech, Fondazione Telethon. Partner tecnico è APLEONA.

Tutti gli incontri sono accessibili gratuitamente, su prenotazione

Anche quest’anno la maggior parte degli incontri di Trieste Next si potrà seguire anche in diretta streaming sul canale YouTube del festival.

Il programma completo e aggiornato è disponibile sul sito www.triestenext.it

Il programma UniTS a Trieste Next 2026

Gli appuntamenti UniTS di venerdì 25 settembre

Gli appuntamenti UniTS di sabato 26 settembre

Gli appuntamenti UniTS di domenica 27 settembre

Le attività UniTS in piazza Unità

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UniTS, co-promotrice della manifestazione, fa incontrare la scienza e la cittadinanza attraverso quattro grandi eventi, 15 incontri divulgativi e 8 spazi espositivi in piazza
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Dalle profondità della Norvegia, la Geofisica al servizio della transizione energetica

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Come seguire il comportamento di un gas una volta iniettato nelle profondità della Terra? È questa la sfida al centro di SBEM (Svelvik Borehole Electromagnetic Monitoring), la campagna sperimentale condotta in Norvegia da un team del Gruppo di Geofisica d’Esplorazione del Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze (MIGE) dell’Università di Trieste.

L’esperimento si è svolto presso lo Svelvik CO₂ Field Lab, vicino a Oslo, una struttura di ricerca gestita dal centro norvegese SINTEF e progettata per testare, in condizioni controllate ma realistiche, tecnologie destinate al monitoraggio dello stoccaggio sotterraneo dei gas.

Al centro della campagna SBEM c’è il monitoraggio elettromagnetico in pozzo, una tecnica geofisica sperimentata per ricostruire la distribuzione e l’evoluzione del gas iniettato nel sottosuolo. Una capacità cruciale per lo sviluppo sicuro ed economicamente sostenibile sia della cattura, utilizzo e stoccaggio della CO₂ (CCUS), sia dello stoccaggio sotterraneo dell’idrogeno.

Un laboratorio internazionale per portare la ricerca “sul campo”

Lo Svelvik CO₂ Field Lab rappresenta un ponte tra la ricerca di laboratorio e le future applicazioni su scala industriale. La possibilità per il gruppo dell’Università di Trieste di accedere alla struttura e realizzare la campagna sperimentale è stata resa possibile da Geo-INQUIRE (Geosphere INfrastructures for QUestions into Integrated REsearch), progetto finanziato nell’ambito di Horizon Europe che favorisce l’accesso transnazionale alle principali infrastrutture di ricerca geoscientifica europee.

La proposta presentata dal team triestino è stata selezionata attraverso una procedura competitiva nell’ambito del bando Geo-INQUIRE, consentendo ai ricercatori di progettare e realizzare direttamente sul campo l’attività sperimentale.

Dalla proposta alla ricerca sul campo: la formazione passa dall’esperienza

Un elemento distintivo del progetto è stato il coinvolgimento diretto dei dottorandi Elisa Ligas e Giovanni Pantaleo, che hanno seguito l’intero percorso della ricerca: dalla preparazione della proposta alla progettazione dell’acquisizione geofisica, dalla messa a punto della strumentazione alle attività sul campo, fino all’elaborazione, all’analisi e all’interpretazione dei dati.

“Questo progetto dimostra ciò che l’Università di Trieste offre ai suoi studenti e dottorandi: la possibilità di progettare e condurre un’attività di ricerca originale all’avanguardia della tecnologia attuale, in stretta collaborazione con organizzazioni internazionali di ricerca e industriali”, sottolinea Michele Pipan, coordinatore del Gruppo di Geofisica d’Esplorazione e del Corso di Laurea Magistrale in Geofisica e Geodati “Esperienze come questa a Svelvik trasformano i dottorandi in ricercatori indipendenti, pronti a contribuire alle tecnologie necessarie per la transizione energetica.”

Le attività in Norvegia sono condotte nell'ambito del Progetto FUSE.

Progetto FUSE  (UNITS-UNIUD-OGS)

Lo stoccaggio sotterraneo di idrogeno (UHS) e le riserve di idrogeno naturale ("bianco") si stanno affermando come componenti chiave della strategia europea di transizione energetica, offrendo soluzioni su larga scala, flessibili e a basse emissioni di carbonio che possono contribuire a mitigare l'intermittenza di alcune energie rinnovabili e a rafforzare la sicurezza energetica.

Il raggiungimento degli obiettivi della Strategia europea per l'idrogeno e delle roadmap globali per le emissioni nette zero richiede solide prove geoscientifiche e capacità tecnologiche avanzate per identificare, caratterizzare e monitorare i giacimenti geologici idonei. La riduzione dei rischi delle operazioni nel sottosuolo – dal punto di vista tecnico, ambientale e dei rischi geologici – richiede nuove infrastrutture di ricerca integrate.

Il progetto FUSE, avviato nell'aprile 2025, risponde a questa esigenza. Sviluppato attraverso una partnership strategica tra OGS, l'Università di Trieste e l'Università di Udine, FUSE sta costruendo un'infrastruttura aperta e distribuita che combina strumentazione geofisica all'avanguardia, strutture di laboratorio e ambienti di modellazione multiscala. L'infrastruttura integra sistemi di registrazione geofisica di pozzo, dispositivi sismici, geoelettrici ed elettromagnetici, soluzioni di monitoraggio a fibra ottica e con vibratori orbitali, nonché capacità di rilevamento magnetico e gravimetrico aereo/tramite droni, insieme a piattaforme di laboratorio avanzate per la petrofisica e la fluidodinamica. L'insieme di questi componenti consentirà una migliore visualizzazione, sperimentazione e simulazione delle interazioni idrogeno-roccia-fluido in Italia e altrove.

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Team UniTS sperimenta a Svelvik nuove tecniche per monitorare lo stoccaggio sotterraneo di CO₂ e idrogeno
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UniTS e Università di Rijeka, si rinsalda la collaborazione scientifica e didattica

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Con un incontro ufficiale, UniTS e l’Università di Rijeka (UNIRI) hanno avviato il potenziamento della loro collaborazione: punto di partenza comune un forte orientamento alla ricerca, all’innovazione, al rapporto con il territorio e la posizione strategica nell’area dell’Alto Adriatico.

Tra le prime iniziative individuate per concretizzare l’intesa, l’organizzazione di Joint Research Day Seminars dedicati inizialmente a tre ambiti: Ingegneria navale, Blue Economy e Fisica.

I due atenei esploreranno in futuro possibili collaborazioni in altri campi strategici.

La collaborazione potrà estendersi anche alla componente amministrativa e studentesca, attraverso staff meeting, programmi dedicati alla student entrepreneurship, iniziative per il trasferimento tecnologico e opportunità di Erasmus Traineeship.

L’incontro riprende un rapporto avviato già nel 2001, che ha portato negli anni a quasi un centinaio di pubblicazioni scientifiche congiunte e alla copartecipazione a NAHV - North Adriatic Hydrogen Valley, il grande progetto europeo dedicato allo sviluppo dell’economia dell’idrogeno rinnovabile nell’area dell’Alto Adriatico nato da un’idea UniTS.

Al meeting hanno partecipato per UNIRI il Rettore Goran Hauser, il Prorettore per i Progetti Strategici Goran Vukelić e il Prorettore per la Digitalizzazione e lo Sviluppo Marin Karuza. Per UniTS presenti la Rettrice Donata Vianelli, il Prorettore alla Ricerca Paolo Fornasiero, il Prorettore ai Rapporti con le imprese e il territorio Guido Bortoluzzi e il Delegato al Trasferimento tecnologico e ai Rapporti con gli Enti di Ricerca Erik Vesselli.

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I due atenei condividono la posizione strategica nell’Alto Adriatico
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International business, al via l’evento mondiale di X-Culture

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È iniziata a Trieste la X-Culture Global Business Week, la settimana internazionale che fino all’8 agosto trasforma la città in un laboratorio globale di international business. L’Università di Trieste ospita e organizza per la prima volta l’evento conclusivo del programma che mette in relazione università, studenti e imprese attraverso un’esperienza diretta di sviluppo di progetti aziendali e collaborazione multiculturale.

L’edizione triestina, organizzata dal Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche “Bruno de Finetti” – DEAMS insieme al comitato internazionale di X-Culture, riunisce quasi 150 studenti selezionati provenienti da 36 Paesi, insieme a docenti, ricercatori, manager e professionisti di diversi continenti.

Le sessioni plenarie si svolgono nella sede di MIB Trieste School of Management, partner dell’evento, mentre le premiazioni avranno luogo venerdì 7 agosto, durante la serata conclusiva, che comprenderà anche la cena di gala in piazzale Europa.

L’evento rappresenta il momento culminante di un percorso formativo internazionale unico per dimensioni e struttura. Nato nel 2010, X-Culture ha coinvolto complessivamente oltre 130.000 studenti di 701 università e 115 Paesi, riuniti in più di 16.000 team internazionali. I partecipanti lavorano a distanza, comunicando in inglese attraverso fusi orari, culture e percorsi accademici differenti, per elaborare soluzioni a problemi reali presentati da aziende di tutto il mondo.

A Trieste sono arrivati alcuni dei migliori studenti dell’edizione 2026, selezionati sulla base dei risultati ottenuti durante la fase internazionale online. Tra loro ci sono anche sette studentesse e studenti dell’Università di Trieste, la cui partecipazione è sostenuta dal DEAMS e dalla Fondazione Pietro Pittini, da tempo impegnata nel promuovere opportunità di formazione e internazionalizzazione rivolte ai giovani.

Lead Host dell’iniziativa è la rettrice Donata Vianelli, docente di Marketing internazionale e Cross Cultural, che negli ultimi quindici anni ha coinvolto nel progetto più di 700 studentesse e studenti dell’Università di Trieste.

«La Global Business Week offre agli studenti un’esperienza che riproduce in modo molto concreto la complessità del lavoro internazionale: persone con lingue, culture e percorsi differenti chiamate a costruire insieme soluzioni per imprese reali. Allo stesso tempo, iniziative di questo tipo rafforzano il ruolo di Trieste come piattaforma internazionale di formazione e innovazione, capace di attrarre talenti, generare connessioni con il sistema produttivo e contribuire allo sviluppo economico del territorio attraverso l’apertura globale dell’Università», sottolinea Donata Vianelli.

L’organizzazione coinvolge direttamente i docenti UniTS Guido Bortoluzzi, anche direttore accademico dell’MBA in International Business di MIB, Andrea Tracogna, che riveste anche il ruolo di Dean al MIB, e Rubina Romanello, oltre alla ricercatrice Chiara Marinelli, al docente del MIB Stefano Pilotto, allo staff amministrativo dell’Ateneo e a una decina di studenti impegnati nella preparazione e nella gestione dell’evento.

Università e aziende insieme su sfide concrete

Elemento centrale della Global Business Week è la collaborazione tra l’Università e le aziende e organizzazioni partner, alcune delle quali rappresentative del sistema economico e culturale del Friuli Venezia Giulia: Assicurazioni Generali, Barilla, Modiano, Fondazione ITS – International Talent Support, Associazione Caffè Trieste e Genuino.

Gli studenti si confrontano con manager e professionisti e sono chiamati a sviluppare analisi, strategie e possibili soluzioni per i casi e i problemi concreti proposti dalle organizzazioni partner.

La collaborazione consente agli studenti internazionali di conoscere imprese, filiere produttive e realtà del territorio, offrendo allo stesso tempo alle organizzazioni coinvolte l’opportunità di raccogliere idee e prospettive elaborate da giovani talenti provenienti da contesti culturali e universitari molto diversi.

Docenti di riferimento internazionale

Tra le figure accademiche più influenti presenti a Trieste c’è Vasyl “Vas” Taras, professore di International Business alla University of North Carolina at Greensboro, fondatore di X-Culture e tra i massimi esperti di team multiculturali e di gruppi di lavoro globali che collaborano a distanza.

Coinvolti inoltre 22 docenti ed esperti internazionali di business, provenienti da università e istituzioni di diversi Paesi. Tra questi Richard Griffith, professore di Psicologia industriale e organizzativa al Florida Institute of Technology e direttore dell’Institute for Culture, Collaboration and Management, con competenze che spaziano dall’international management alla collaborazione interculturale e allo sviluppo delle capacità necessarie per lavorare in contesti internazionali complessi.

Una settimana di lavoro come consulenti internazionali

Nel corso della Global Business Week i partecipanti incontrano i referenti delle aziende, analizzano le sfide assegnate, visitano sedi e realtà produttive e prendono parte a workshop, sessioni formative e attività di mentoring con docenti internazionali.

I gruppi elaboreranno le proprie proposte, sottoponendole a una prima valutazione della faculty per perfezionarle. Al termine della settimana presenteranno le raccomandazioni strategiche ai rappresentanti delle aziende e a una giuria internazionale di docenti. Le soluzioni migliori saranno premiate durante la cerimonia conclusiva.

Il programma comprende anche momenti dedicati alla conoscenza di Trieste, del suo sistema scientifico e della sua storia economica e internazionale.

L'evento è sostenuto da ARDiS – Agenzia regionale per il diritto allo studio, Fondazione Pietro Pittini, illycaffè, MIB Trieste School of Management, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Trieste Trasporti. Il gruppo internazionale di studenti e docenti ha ricevuto al suo arrivo a Trieste anche il benvenuto di Confcommercio Trieste e FIPE.

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UniTS ospita la Global Business Week dell’iniziativa nata negli USA: oltre 120 studenti provenienti da università di 29 Paesi e sei continenti al lavoro in team multiculturali sulle sfide proposte dalle aziende del territorio
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XIV Summer School Ciamician: giovani ricercatori a confronto sulla transizione energetica

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Si è conclusa la XIV edizione della Summer School Ciamician, promossa dal Dipartimento di Ingegneria e Architettura di UniTS. Diciannove studenti e dottorandi da sette Paesi si sono ritrovati al Passo Monte Croce Comelico, nel cuore delle Dolomiti, per approfondire i temi della transizione energetica insieme ad alcuni tra i maggiori esperti del settore.

I partecipanti, selezionati tra circa quaranta candidature provenienti da università italiane ed europee, hanno seguito un percorso interdisciplinare dedicato alle principali sfide della decarbonizzazione: materiali sostenibili per l'edilizia, fonti rinnovabili, evoluzione del sistema elettrico, mobilità sostenibile, materie prime critiche e implicazioni economiche, sociali, geopolitiche e normative della transizione energetica.

La scuola ha riunito 22 docenti provenienti da università, enti di ricerca e aziende italiane ed europee, tra cui University College London, Technische Universität München, Hasselt University, Politecnico di Milano, Università di Padova, Università di Salerno, Area Science Park e CNR-INM. Ad aprire i lavori il climatologo Filippo Giorgi, tra gli autori premiati con il Nobel per la Pace 2007 assegnato all'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). Tra i relatori anche Paul Ekins (UCL) e Carlo Bottasso (TUM), figure di riferimento a livello internazionale.

Sei partecipanti hanno potuto beneficiare di una borsa a copertura della quota di iscrizione grazie al sostegno di Edilgroup, holding impegnata nello sviluppo di soluzioni sostenibili per il settore delle costruzioni, comparto strategico per la riduzione delle emissioni di CO₂ e il raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica.

Intitolata al chimico triestino Giacomo Ciamician, tra i primi studiosi a intuire il potenziale dell'energia solare, la Summer School è nata nel 2010 ed è stata co-fondata dal Rettore emerito dell'Università di Trieste Maurizio Fermeglia, recentemente scomparso, al quale questa edizione è stata dedicata.

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Nel cuore delle Dolomiti, studenti ed esperti internazionali hanno analizzato le sfide del settore
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iNEST, si conclude con successo uno dei principali Ecosistemi dell'Innovazione finanziati dal PNRR

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L'Università di Trieste è tra i protagonisti del successo di iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem, uno dei principali Ecosistemi dell'Innovazione finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che si conclude con il pieno raggiungimento degli obiettivi progettuali. Il rapporto finale dei revisori scientifici indipendenti certifica infatti il completamento di tutte le attività previste, riconoscendo all'iniziativa un impatto significativo sul piano scientifico, economico e sociale.

UniTS ha svolto un ruolo di primo piano nello Spoke 8, dedicato alle tecnologie marittime, marine e delle acque interne, sviluppato in collaborazione con il Polo Tecnologico Alto Adriatico, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, OGS - Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale e le Università di Padova, Trento, Ca’ Foscari Venezia e Iuav.

Il progetto ha affrontato alcune delle principali sfide legate alla sostenibilità ambientale e alla resilienza climatica dell'Alto Adriatico, valorizzando il patrimonio di competenze scientifiche presente sul territorio e promuovendo il trasferimento delle conoscenze verso il sistema produttivo.

Le attività dello Spoke 8 si sono concentrate su cinque linee di ricerca strategiche: la biologia degli ecosistemi marini, la gestione dei rischi fisici e chimici e del loro impatto sull'idrosfera, il trasporto costiero sostenibile, la pianificazione integrata terra-mare e lo sviluppo del Digital Twin dell'Alto Adriatico. Attraverso l'integrazione di dati ambientali, modelli previsionali, algoritmi di intelligenza artificiale e sistemi avanzati di visualizzazione sono stati sviluppati strumenti innovativi a supporto dei processi decisionali, con importanti ricadute per la gestione sostenibile delle aree costiere.

Accanto alle attività di ricerca, particolare attenzione è stata dedicata al trasferimento tecnologico. In questo ambito sono stati realizzati una piattaforma digitale per favorire l'incontro tra ricerca, imprese e investitori e un servizio di informazione scientifica e tecnologica dedicato alla diffusione di opportunità, risultati della ricerca e buone pratiche dell'ecosistema.

Punto di riferimento è stato il Lab Village ospitato all'Urban Center di Trieste, luogo di incontro tra ricercatori, imprese, startup e istituzioni, nato per accelerare i processi di innovazione e favorire la nascita di nuove collaborazioni.

In generale, i risultati conseguiti da iNEST testimoniano la dimensione e l'efficacia dell'iniziativa. Nei quasi quattro anni di attività l'ecosistema ha prodotto 977 pubblicazioni scientifiche, coinvolto 517 ricercatrici e ricercatori, sostenuto 99 progetti dedicati ai giovani ricercatori e finanziato, attraverso 35 bandi a cascata, oltre 200 progetti realizzati da imprese, PMI, enti pubblici e amministrazioni regionali. 

 

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UniTS protagonista per le tecnologie marittime con lo Spoke 8
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Roberto Di Lenarda nominato Socio Benemerito dell'Associazione Nazionale Carabinieri

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Roberto Di Lenarda, già Rettore dell'Università di Trieste e attuale Presidente della Conferenza permanente dei collegi di area medica, ha ricevuto la qualifica di Socio Benemerito dell'Associazione Nazionale Carabinieri.

L'attestato gli è stato consegnato dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Trieste, Colonnello Gianluca Migliozzi, nel corso di una cerimonia al Comando Provinciale. Il riconoscimento premia il contributo e la collaborazione che il prof. Di Lenarda ha offerto negli anni all'Arma dei Carabinieri e alle iniziative promosse dall'Associazione Nazionale Carabinieri, consolidando una proficua sinergia istituzionale.

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Il riconoscimento consolida la sinergia tra UniTS e l'Arma
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Alla ricerca di acqua dolce in fondo al mare: missione RESCUE in Adriatico

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Mappare gli acquiferi a oltre 400 metri sotto il fondale marino nell’area costiera tra Jesolo e Lignano. È quanto realizzato nella missione appena conclusa grazie al progetto RESCUE e svoltasi a bordo della nave da ricerca Laura Bassi dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS.

RESCUE, progetto coordinato dall’Università degli Studi di Trieste e di cui l’OGS è partner, mira infatti a rafforzare la sicurezza idrica attraverso la ricerca e l'innovazione per localizzare l'acqua dolce in acquiferi costieri e offshore inesplorati. Sulla base di recenti scoperte scientifiche, il progetto sta mappando acquiferi profondi (oltre 400 metri) a bassa salinità, sia a terra che in mare, che in un contesto come quello attuale in cui le risorse idriche dolci nelle regioni costiere sono sottoposte a una crescente pressione dovuta alla crescita demografica, all'inquinamento e al cambiamento climatico, potrebbero integrare le forniture di acqua potabile, per l'agricoltura e per l'industria, contribuendo al contempo a ridurre i costi della desalinizzazione.

A bordo della Laura Bassi erano presenti ricercatori e studenti dell’OGS, dell’Università di Trieste, dell’Università di Pisa, del CNR-ISMAR di Bologna, dell’Università di Malta e del Monterey Bay Aquarium Research Institute (MBARI), in California. 

Durante la campagna sono state condotte indagini geofisiche di sismica a riflessione per ottenere immagini ecografiche del sottosuolo marino e di mappatura del fondale. Inoltre, per la prima volta sono state eseguite indagini di tipo elettromagnetico con lo scopo di identificare la presenza di acquiferi di acqua dolce nel sottosuolo marino. Le indagini, che non hanno coinvolto attività di campionamento del fondale, hanno interessato un’area a circa 10 km dalla costa dalla città di Jesolo in provincia di Venezia, fino al delta del Tagliamento, al largo di Lignano.

Le indagini sono state eseguite in ottime condizioni ambientali e tutto si è svolto secondo i piani. I dati sono di ottima qualità ma richiederanno molti mesi di elaborazione in laboratorio a terra prima di poter confermare la presenza degli acquiferi nel sottosuolo marino dell’Alto Adriatico” ha detto Cristina Corradin, ricercatrice dell’OGS e coordinatrice scientifica della spedizione.

“Le operazioni hanno richiesto l’integrazione di diverse strumentazioni geofisiche e una stretta collaborazione tra i diversi gruppi di ricerca, personale tecnico-scientifico ed equipaggio della nave”, ha spiegato Daniela Accettella dell’OGS e capomissione a bordo della Laura Bassi.

“Dopo due anni di attività scientifica, il team RESCUE ha applicato i metodi geofisici integrati innovativi per lo studio delle falde acquifere profonde offshore ad una delle aree di studio più promettenti: i fondali dell’Alto Adriatico e del Friuli-Venezia Giulia in particolare. La raccolta di nuovi dati migliorerà la comprensione delle risorse idriche nella regione e contribuirà ad affrontare le carenze d'acqua associate al cambiamento climatico e agli eventi estremi, come l'ondata di caldo e la siccità che attualmente colpiscono l'Europa" ha detto il Prof. Michele Pipan dell’Università di Trieste, Coordinatore del progetto RESCUE.

Questa spedizione oceanografica ha posto le basi per un secondo progetto finanziato dall’associazione intergovernativa europea JPI Oceans che su iniziativa di Malta e Italia ha finanziato un progetto di ricerca che porterà alla conferma della presenza di acqua dolce nel sottosuolo dell’Alto Adriatico tramite un sondaggio del sottosuolo in mare, il primo in Europa. Il progetto, coordinato dall’Università di Malta, con la partecipazione di OGS, Università di Trieste, Polo Tecnologico dell’Alto Adriatico e di altri istituti tedeschi e greci, beneficia di un finanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Il progetto RESCUE

RESCUE - Resources in Coastal Groundwater Under Hydroclimatic Extremes è un progetto cofinanziato dalla Partnership Water4All e dall’Unione Europea. Affronta il tema della scarsità d’acqua nelle regioni costiere attraverso lo studio delle falde acquifere presenti a grande profondità e sotto i fondali marini. L’iniziativa prevede la mappatura di queste risorse, la valutazione della loro sostenibilità e la definizione di politiche mirate al loro utilizzo.  L’Università degli Studi di Trieste coordina il progetto mentre l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS è partner. Gli altri partner sono: University of Derby (Regno Unito), Ruden AS (Norvegia) e l’Università di Malta. 

Abstract
A bordo della nave da ricerca Laura Bassi, in collaborazione con OGS
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