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Studenti particolarmente meritevoli, migliori matricole e PHD Award: consegnati i premi

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In occasione della Cerimonia di inaugurazione del 103° Anno Accademico sono stati conferiti premi a studenti meritevoli, alle migliori matricole e i PHD Innovation Award. 

 

Premio della Fondazione Università degli Studi di Trieste (FUST)

La FUST eroga premi dell’importo medio di 2.500 € a studenti dei Corsi di laurea Triennale e Magistrale UniTS particolarmente meritevoli. 

Questi gli studenti e le studentesse che hanno ricevuto il premio consegnato dalla Rettrice Donata Vianelli e dal prof. Paolo Rosato, rispettivamente Presidente e Vicepresidente FUST:

Nicole Romano - Corso di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria

Dipartimento universitario clinico di scienze mediche, chirurgiche e della salute

Lorenzo Santagati - Corso di laurea in Infermieristica

Dipartimento universitario clinico di scienze mediche, chirurgiche e della salute

Gaia Modugno - Corso di laurea in Professioni sanitarie 

Dipartimento universitario clinico di scienze mediche, chirurgiche e della salute

Jessica Rigoni – Corso di laurea in Medicina e Chirurgia

Dipartimento universitario clinico di scienze mediche, chirurgiche e della salute

Matilde Millo – Corso di laurea magistrale in Ingegneria clinica

Dipartimento di ingegneria e architettura

Giada Citraro - Corso di laurea magistrale in Ingegneria clinica 

Dipartimento di ingegneria e architettura

Lara Baschino – Corso laurea magistrale in Filosofia

Dipartimento di Studi Umanistici

Leonardo Francesco Barutta – Corso di laurea in Scienze internazionali e diplomatiche

Dipartimento di Studi Politici e Sociali

Manuel Caraba - Corso di laurea magistrale in Fisica

Dipartimento di Fisica

Matilde Sfiligoi - Corso di laurea magistrale in Chimica in memoria di Marta Gianelli

Dipartimento di scienze chimiche e farmaceutiche 

Elga Zonero – Corso di laurea in Geologia

Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze

 

Premio alle matricole meritevoli 2024 – ’25 – Fondazione CRTrieste (NELLA FOTO IN HOME PAGE)

Il contributo di 1.500 Euro, sostenuto da Fondazione CRTrieste per valorizzare il merito, incentivare l’eccellenza e promuovere un ambiente accademico che stimoli l’impegno e la crescita personale, è stato consegnato dalla Rettrice Donata Vianelli, e dal dott. Massimo Paniccia, Presidente Fondazione CRTrieste, a:

Gian Alejandro Avallone

Dipartimento di Scienze economiche, aziendali, matematiche e statistiche

Matteo Bellomo

Dipartimento universitario clinico di Scienze mediche, chirurgiche e della salute

Enrico Deiana

Dipartimento di Ingegneria e Architettura

Alessandro De Nardo

Dipartimento di Fisica

Simona Greco

Dipartimento di Scienze giuridiche, del linguaggio, dell’interpretazione e della traduzione

Desiree Krejner

Dipartimento di Scienze politiche e sociali

Nicola Giovanni Lughi

Dipartimento di Scienze della Vita

Priscilla Matteuzzi

Dipartimento di Studi Umanistici

Marco Mongera

Dipartimento di Scienze chimiche e farmaceutiche

Christian Viler

Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze

 

Phd Innovation Awards

Sono cinque i Dottori di Ricerca UniTS premiati con 3.000 euro ciascuno per il PHD Innovation Award, il premio pensato per celebrare il merito, l’innovazione e la creatività dei giovani scienziati. Il contributo è devoluto dalla Fondazione CRTrieste.

Hanno consegnato i premi la Rettrice, Massimo Paniccia, Presidente Fondazione CRTrieste e Francesco Longo, Delegato ai Dottorati di Ricerca.

Karim Abdel Hady - Corso di Dottorato in Chimica

Alessandro Thomas Muzi Falconi - Corso di Dottorato in Fisica 

Mauro Giuffrè - Corso di Dottorato in Applied Data Science and Artificial Intelligence

Vittoria Berutto - Corso di Dottorato in Biomedicina molecolare

Marika Gobbo - Corso di Dottorato in Neuroscienze e Scienze cognitive

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L’inaugurazione del nuovo anno accademico ha ospitato le cerimonie di conferimento
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Inaugurato il 103° Anno Accademico

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Cresce l'Università di Trieste e rafforza il suo impegno per lo sviluppo del territorio, puntando su ricerca, innovazione e collaborazione con istituzioni e imprese. In occasione dell'inaugurazione del 103° anno accademico, la rettrice Donata Vianelli rilancia la sfida di un Ateneo capace di affrontare le criticità con spirito propositivo.

«Il nostro Ateneo sceglie di reagire con decisione, trasformando la complessità del presente in un forte impulso al cambiamento», ha dichiarato la Rettrice, richiamando la necessità di coniugare pragmatismo, capacità progettuale e visione del futuro, in un contesto internazionale segnato da conflitti e in una fase complessa per il sistema universitario, dopo la conclusione dei finanziamenti straordinari del PNRR.

Rivolgendosi agli studenti che provengono da zone di conflitto, Vianelli ha poi voluto sottolineare che: “A tutti loro va la vicinanza, la solidarietà e il sostegno concreto della nostra università, che deve rimanere sempre un luogo sicuro di accoglienza, dialogo e libero confronto”.

Crescono studenti e attrattività

I numeri confermano il dinamismo dell'Ateneo: l'anno accademico 2025/2026 si è chiuso con quasi 19.000 iscritti, che superano i 20.800 considerando dottorandi e corsisti di master. Le immatricolazioni al nuovo anno accademico sono aumentate del 22,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, frutto di un’attività di orientamento strategica e capillare.

La comunità studentesca UniTS rappresenta oggi circa il 10% della popolazione di Trieste.

La crescita si fonda sulla qualità dell'offerta formativa, sull'internazionalizzazione e sulle prospettive occupazionali: per i laureati magistrali i tassi di occupazione sfiorano il 100%, con retribuzioni superiori alla media nazionale. UniTS figura inoltre nell’élite degli atenei italiani valutati dal Ministero in Fascia A, corrispondente al giudizio di piena soddisfazione. L'aumento degli studenti ha reso urgente ampliare e rinnovare aule, sale studio, residenze e spazi di aggregazione. «Se UniTS cresce, è anche merito di una Regione sempre più forte e attrattiva», ha sottolineato Vianelli, indicando nella collaborazione tra Università, istituzioni e territorio la chiave per rispondere alle nuove esigenze e trasformare gli investimenti sugli spazi in un'opportunità di rigenerazione anche urbana e sociale.

Ricerca e imprese: la conoscenza diventa innovazione

La ricerca resta uno dei pilastri di UniTS, con investimenti nelle infrastrutture dedicate a idrogeno, tecnologie quantistiche, intelligenza artificiale, medicina e cambiamenti climatici, senza dimenticare la ricerca umanistica e sociale che rappresenta i fondamenti della nostra società.

Laboratori e infrastrutture, nelle parole della Rettrice, sono pensati come luoghi aperti alla collaborazione con gli enti di ricerca e il sistema produttivo, per creare valore e attrarre investimenti anche attraverso il trasferimento tecnologico.

Nel 2026 l'Ateneo ha avviato 8 progetti del Fondo Italiano per la Scienza, per circa 8 milioni di euro, ai quali si aggiungono 10 progetti PRIN per oltre 2 milioni di euro e la partecipazione ai programmi europei di ricerca.

Il collegamento con il sistema produttivo passa anche dal sostegno all'imprenditorialità e agli spin-off accademici, dall'Innovators Community Lab e dai team studenteschi: sono circa 200 gli studenti coinvolti nei tre team universitari Astreo, Racing Team e Audace Sailing Team, impegnati in progetti di innovazione sostenibile che vanno dall'ingegneria, alla nautica, alla motoristica fino alle tecnologie spaziali.

Un'alleanza strategica con il territorio

La crescita dell'Ateneo si inserisce in una strategia condivisa con gli enti del territorio e il sistema produttivo. Il nuovo Piano strategico 2027-2032, che sarà presentato nei prossimi mesi, nasce da un percorso di ascolto corale.

L'obiettivo è costruire conoscenza insieme a imprese, istituzioni e cittadini, rafforzando anche il ruolo dei poli territoriali di Gorizia, Portogruaro e Pordenone.

“I Comuni, le Camere di Commercio e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, insieme a un tessuto produttivo, industriale e culturale dinamico e collaborativo, confermano quotidianamente la centralità della nostra Università nello sviluppo economico e sociale dell’intera comunità - ha sottolineato Vianelli - Accanto a noi abbiamo anche realtà importanti come la Fondazione CRTrieste, la Fondazione Beneficentia Stiftung e le Fondazioni Benefiche Alberto e Kathleen Casali, che desidero ringraziare per la loro generosità. Ma anche benefattori, che ogni anno ci aiutano perché credono nella nostra comunità”.

Sul fronte dell'impatto sociale, la recente Valutazione della qualità della Ricerca ha collocato UniTS all'8° posto assoluto tra gli atenei italiani e al 6° tra le università statali per la terza missione.

Apertura internazionale e responsabilità sociale

L'internazionalizzazione resta una priorità, attraverso l'alleanza europea Transform4Europe, lo sviluppo di percorsi formativi condivisi e il rafforzamento dei servizi per gli studenti internazionali. In un contesto segnato da conflitti e tensioni geopolitiche, l'Ateneo conferma inoltre il proprio impegno per l'accoglienza e il sostegno agli studenti provenienti dalle aree di guerra.

Una prospettiva che pone al centro la capacità di fare rete e di rispondere con soluzioni concrete alle sfide della crescita, mettendo la qualità della formazione, la ricerca e l'innovazione al servizio delle nuove generazioni e dell'intera comunità.

Nel corso della cerimonia sono state premiate le matricole meritevoli dell’Anno Accademico 2025-‘26, consegnati i premi del PhD Innovation Award, entrambi finanziati da Fondazione CRTrieste, e quelli devoluti dalla Fondazione Università degli Studi di Trieste (FUST).

Hanno preso parte alla cerimonia Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Alessandro Basso, Sindaco di Pordenone, Luigi Toffolo, Sindaco di Portogruaro, Rodolfo Ziberna, Sindaco di Gorizia e Roberto Dipiazza, Sindaco di Trieste. Sono intervenuti anche la Presidentessa del Consiglio degli Studenti Emma Cerato, la Rappresentante del Personale Tecnico-Amministrativo Rossella Lucchini, mentre la prolusione è stata affidata a Simone Arnaldi, professore ordinario di Sociologia Generale del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, “Scienza e diplomazia fra cooperazione e competizione”. La Lectio Magistralis è stata tenuta infine da Domenico Giardini, professore ordinario di Sismologia e Geodinamica, ETH Zurich, “Terremoti e rischio sismico”.

Esecuzioni vocali e strumentali a cura del Coro e Orchestra dell’Università degli Studi di Trieste, direttore M. Riccardo Cossi.

 

Leggi gli interventi

Relazione della Magnifica Rettrice Donata Vianelli

Intervento della Presidentessa del Consiglio degli Studenti Emma Cerato

Intervento della Rappresentante del Personale Tecnico-Amministrativo Rossella Lucchini 

Prolusione del prof. Simone Arnaldi (DISPES)

Lectio magistralis del prof. Domenico Giardini (ETH Zurich) - asbtract

 

 

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L’Ateneo cresce ancora e rilancia la collaborazione con territorio e sistema produttivo
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A Elvio Guagnini la massima onorificenza dell’Università nazionale di Rosario

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Elvio Guagnini, critico letterario, saggista e professore emerito dell’Università degli Studi di Trieste, ha ricevuto dalla Universidad Nacional de Rosario, in Argentina, la sua massima onorificenza accademica, in riconoscimento della sua eccezionale carriera scientifica e didattica.

Studioso di riferimento nel campo della letteratura italiana, Guagnini ha dedicato la propria attività di ricerca a numerosi ambiti, dalla letteratura di viaggio alla cultura del Settecento, fino agli autori e ai temi della tradizione letteraria giuliana tra Settecento e Novecento. I suoi studi hanno contribuito ad approfondire il dialogo tra letteratura, storia e cultura.

Il riconoscimento conferito dall’ateneo argentino valorizza una lunga carriera accademica e rappresenta motivo di prestigio anche per l’Università di Trieste, dove Guagnini si è formato e ha svolto la propria attività di docente e ricercatore.

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L’ateneo argentino premia il professore emerito dell’Università di Trieste per la sua carriera accademica e il contributo agli studi letterari
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Sicurezza sul lavoro, premiati quattro laureati dell’Università di Trieste

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Dai rischi del trasporto marittimo di veicoli elettrici alla tutela di chi lavora nei vigneti, esposto al caldo e al sole: la ricerca sulla sicurezza sul lavoro ha portato tre premi di laurea e un riconoscimento a quattro laureati dell’Università di Trieste.

A Jacopo Boschian, laureato in Ingegneria meccanica, è andato il premio in memoria di Francesco Pinna, studente dell’Università di Trieste che perse la vita il 12 dicembre 2011 nel crollo del palco per il concerto di Jovanotti, mentre lavorava al suo allestimento. Il premio, dedicato alla prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro, è stato consegnato da Maurizio De Blasio, assessore alle Politiche dell’educazione e della famiglia del Comune di Trieste.

Gaetano Restuccia, laureato in Ingegneria navale, ha ottenuto il premio FirEst-AiFOS per la tesi sulla gestione dei rischi legati al trasporto marittimo dei veicoli elettrici. Il premio è stato consegnato da Davide Degrassi, in rappresentanza di FirEst-AiFOS. Lo studio sui rischi dell’esposizione al calore e alla radiazione solare per i lavoratori vitivinicoli del Collio è valso invece ad Andrea Graba, laureato in Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, il premio della Fondazione Roberto Visintin, consegnato da Peter Tanghetti.

A Flavia Angheluta, laureata in Scienze e tecniche psicologiche, Giorgio Sclip ha consegnato il riconoscimento della Nazionale Italiana Sicurezza sul Lavoro.

La cerimonia si è svolta lunedì 12 ottobre nell’Aula Magna dell’Ateneo, durante SicurezzAccessibile, la giornata di studi promossa dall’Università di Trieste e dedicata quest’anno alla sicurezza stradale e alla mobilità.

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Tre premi di laurea e un riconoscimento per gli studi sulla salute e sulla prevenzione
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L’alimentazione in infanzia e adolescenza influisce sulla salute muscolare e metabolica di tutta la vita

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Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'Università di Trieste, della Fondazione Italiana Fegato e dell'Università di Padova e pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Nutrients, ha analizzato gli effetti di una dieta ricca di grassi e zuccheri sul muscolo scheletrico durante la crescita e la maturazione.

Quando pensiamo alle conseguenze di abitudini alimentari poco salutari, ci vengono solitamente in mente l'aumento di peso, l'obesità, il diabete o la steatosi epatica. Tuttavia, ciò che mangiamo può influenzare anche un'altra parte essenziale del nostro organismo: i muscoli.

I muscoli svolgono molte più funzioni di quella di permetterci di muoverci. Sono fondamentali per mantenere la nostra salute metabolica, aiutando l'organismo a utilizzare e regolare l'energia, in particolare gli zuccheri presenti nel sangue.

“Questo lavoro si inserisce in una collaborazione in cui studiamo l’impatto di una dieta ricca di grassi e zuccheri durante la crescita da diversi punti di vista e in diversi organi. In uno studio UniTS del 2024 ci siamo occupati dell’analisi delle proprietà morfo-funzionali del muscolo scheletrico -  spiega Emiliana Giacomello, ricercatrice UniTS coinvolta nel progetto -  avevamo dimostrato che la dieta ha effetti diversi sui muscoli di topi maschi e femmine. In questo nuovo studio abbiamo analizzato l’espressione genica del muscolo e i dati ottenuti suggeriscono che le risposte molecolari alla dieta differiscono tra i sessi e dipendono dalla fase di maturazione”.

Che cosa hanno scoperto i ricercatori, in dettaglio?

Osservando i topi, i ricercatori hanno esaminato come una dieta ricca di grassi e zuccheri influenzasse l'attività dei geni nel tessuto muscolare nelle diverse fasi dello sviluppo.

I risultati hanno evidenziato un aspetto interessante: i muscoli non rispondono alle diete poco salutari nello stesso modo a tutte le età, e maschi e femmine mostrano modalità di risposta differenti.

Nei topi di sesso femminile, le modifiche nell'attività genica erano più evidenti dopo un periodo relativamente breve di esposizione alla dieta poco salutare. Questi cambiamenti erano principalmente associati a processi coinvolti nella struttura muscolare e nell'organizzazione dei tessuti.

Nei topi di sesso maschile, la risposta iniziale era meno marcata, mentre cambiamenti più estesi emergevano dopo un'esposizione prolungata. Questi riguardavano geni associati al metabolismo energetico, all'utilizzo dei grassi e alla struttura muscolare.

È importante sottolineare che lo studio ha anche dimostrato come la normale crescita e maturazione influenzino profondamente la biologia muscolare. Ciò significa che gli effetti legati all'alimentazione devono essere interpretati tenendo conto della fase di sviluppo dell'organismo.

Perché è importante?

L'infanzia e l'adolescenza sono periodi cruciali, durante i quali organi e tessuti sono ancora in fase di sviluppo.

I risultati suggeriscono che le diete ricche di grassi e zuccheri possano influenzare i processi biologici dei muscoli fin dalle prime fasi della vita, anche se le conseguenze possono variare in funzione del sesso biologico e dello stadio di sviluppo.

Queste osservazioni sono particolarmente rilevanti perché i muscoli scheletrici sono strettamente collegati alla salute di altri organi, tra cui il fegato, e svolgono un ruolo essenziale nella regolazione della glicemia e del metabolismo generale.

Sebbene la ricerca sia stata condotta sui topi e siano necessari ulteriori studi per comprenderne le implicazioni per l'essere umano, i risultati offrono indicazioni preziose su come l'alimentazione possa interagire con i processi biologici che accompagnano la crescita.

Un messaggio per le famiglie: la prevenzione comincia presto

Una buona alimentazione non serve soltanto a mantenere un peso corporeo adeguato: contribuisce a sostenere lo sviluppo e il corretto funzionamento dell'intero organismo.

Promuovere un'alimentazione equilibrata e un'attività fisica regolare fin dalla più tenera età può contribuire a gettare le basi per una buona salute metabolica a lungo termine.

Nella foto: Seduti Emiliana Giacomello e Pablo Giraudi. In piedi Claudio Tiribelli, Luana Toniolo, Natalia Rosso e Silvia Gazzin.

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Studio di UniTS con Fondazione Italiana Fegato e Università di Padova pubblicato su “Nutrients”
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UniTS tra le sei buone pratiche premiate dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro

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Sei buone pratiche premiate e quattro menzioni speciali: sono i riconoscimenti assegnati nell’ambito del Premio CNEL “Impatto PA” 2026, che valorizza le esperienze più significative di innovazione e miglioramento dei servizi pubblici.

Tra i progetti premiati c’è anche quello dell’Università di Trieste: “Ecosistema educativo diffuso: promuovere un abitare e un apprendimento sostenibile”.

Il riconoscimento premia l’aver trasformato gli ambienti di apprendimento in uno strumento di partecipazione, benessere e rigenerazione, grazie alla collaborazione tra università, scuole, istituzioni e comunità locali, con al centro il protagonismo dei giovani e la sostenibilità del modello.

A ritirare il premio è stata la prof.ssa Gina Chianese, coordinatrice del corso di laurea magistrale in Coordinamento e gestione dei servizi educativi.

Giunto alla terza edizione, il premio valorizza le esperienze più significative di innovazione e miglioramento dei servizi pubblici, con particolare attenzione alla sostenibilità, al coinvolgimento degli stakeholder, ai risultati conseguiti e alla possibilità di trasferire le soluzioni adottate in altri contesti. Nelle edizione 2026 sono state 86 le pratiche segnalate.

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Ha ritirato il premio la professoressa Gina Chianese
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Bacino di Wilkes: scienziati internazionali chiedono di fare luce sull’ultima grande area inesplorata dell’Antartide

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Una regione dell’Antartide che potrebbe avere un impatto enorme sulla trasformazione del mondo naturale e della società umana è anche una delle meno conosciute ed esplorate dal punto di vista scientifico.

Una nuova revisione scientifica internazionale pubblicata su Nature Reviews Earth & Environment, a cui ha collaborato la borsista del Dipertimento MiGe di UniTS Fiorenza Torricella, lancia un appello per una campagna globale per studiare il bacino subglaciale di Wilkes, nell’Antartide orientale, una delle regioni più importanti della Terra per prevedere il futuro innalzamento del livello dei mari. Il bacino contiene infatti una quantità di ghiaccio sufficiente a provocare un aumento del livello medio dei mari di tre-quattro metri.

La revisione, guidata dal prof. Matt King, principal investigator dell’Australian Centre for Excellence in Antarctic Science e docente alla University of Tasmania, riunisce i risultati di studi di geologia, oceanografia, scienze del clima, osservazioni satellitari e modellistica della calotta glaciale per fare il punto su ciò che gli scienziati sanno sull’immenso bacino ricoperto di ghiaccio.

Lo studio conclude che le grandi lacune nei dati osservativi non consentono ancora di prevedere con sufficiente certezza quanto rapidamente potrebbero verificarsi i cambiamenti, né quali soglie climatiche potrebbero innescare un ritiro su larga scala della calotta glaciale.

«Il bacino di Wilkes è probabilmente l’ultima grande area inesplorata dell’Antartide», ha dichiarato King.

«Nessuna nave è mai arrivata a meno di 150 chilometri dal fronte di uno dei ghiacciai principali, il ghiacciaio Cook. Non disponiamo di dati di mappatura in situ dei fondali marini e abbiamo informazioni molto limitate sulle condizioni oceaniche che potrebbero determinare la fusione dei ghiacci in futuro».

Nonostante queste lacune conoscitive, le evidenze ricavate dai dati geologici indicano che il bacino, situato in gran parte nel Territorio antartico australiano, ha subito un significativo arretramento durante precedenti periodi caratterizzati da temperature più elevate. Questo solleva interrogativi su come potrebbe reagire ai futuri cambiamenti climatici.

«Le evidenze relative ai periodi caldi del passato sono sufficienti per far scattare un campanello d’allarme: abbiamo bisogno di comprendere molto meglio questa regione. Eppure è difficile trovare uno scienziato ancora in attività che vi sia stato», ha affermato il prof. King.

La revisione è stata realizzata con il contributo di ricercatori provenienti da 14 Paesi e lancia un appello per una risposta internazionale urgente, finalizzata a mappare la regione, migliorare le osservazioni dell’oceano e della calotta glaciale e ridurre l’incertezza sugli effetti futuri sul clima e sul livello dei mari.

«Se riusciremo a comprendere meglio questa regione e a prevederne con maggiore accuratezza l’evoluzione, saremo meglio preparati ad affrontare il futuro innalzamento del livello dei mari, gli impatti dei cambiamenti climatici e le conseguenze per le comunità costiere e le infrastrutture vulnerabili in Australia, nel Pacifico e in tutto il mondo», ha dichiarato il prof. King.

Lo studio è stato condotto dall’Australian Centre for Excellence in Antarctic Science (ACEAS) in collaborazione con l’Australian Antarctic Program Partnership (AAPP) e Securing Antarctica’s Environmental Future (SAEF). La ricerca contribuisce all’attuazione dell’Australian Antarctic Science Decadal Strategy 2025–2035.

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La fusione dei suoi ghiacci potrebbe causare un innalzamento di 3 - 4 metri del livello del mare
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World’s 2% Top Scientists 2026: i ricercatori UniTS sono 71

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Sono 71 i ricercatori scientifici attivi con affiliazione UniTS che compaiono nell’ultima indagine annuale “World’s 2% Top Scientists” elaborata dall’Università di Stanford in collaborazione con la casa editrice Elsevier. Il ranking, che considera complessivamente circa 9 milioni di studiosi inseriti nel database Scopus nel 2025, individua le personalità più citate nel mondo includendo 22 campi scientifici e 174 sottocampi secondo la classificazione standard Science-Metrix. A tale numero si aggiunge il contributo di colleghi emeriti o in quiescenza.

Questi i nomi dei ricercatori UniTS attualmente attivi e citati nella classifica per “singolo anno 2025” e/o nell’elenco long-career, divisi per Dipartimento (In grassetto i ricercatori tra i primi 100.000 al mondo):

DF: Angelo Bassi, Federico Becca, Fabio Benatti, Stefano Borgani, Pierre Thibault 

DEAMS: Giuseppe Borruso

DSV: Alberta Bergamo, Marco del Giudice, Andrea Nardini, Monia Renzi, Lucia Muggia, Maria Chiara Passolunghi, Alessandro Tossi, Mauro Tretiach, Aurelia Tubaro

DIA: Fulvio Babich, Sylvio Barbon Junior, Chiara Bedon, Alois Bonifacio, Gabriele Bulian, Alberto Carini, Natalino Gattesco, Massimiliano Gei, Mario Grassi, Vanni Lughi, Alessandro Massi Pavan, Thomas Parisini, Gianni Pedrizzetti, Sabrina Pricl, Valter Sergo, Giorgio Sulligoi, Alberto Tessarolo

DISPES: Mattia Zulianello

DSCF: Enzo Alessio, Massimiliano Pio Di Cagno, Paolo Fornasiero, Silvia Marchesan, Michele Melchionna, Tiziano Montini, Federico Rosei 

DSM: Rocco Barazzoni, Michele Bertolotto, Gianni Biolo, Paolo Boscolo Rizzo, Milena Cadenaro, Luca Cegolon, Marco Confalonieri, Adamo Pio D'Adamo, Mario D'Oria, Stefano di Bella, Giacomo Emmi, Paolo Gasparini, Mauro Giuffrè, Daniele Generali, Valerio Iebba, Francesca Larese Filon, Paolo Manganotti, Marco Merlo, Giuseppe Ricci, Barbara Ruaro, Gianfranco Sinagra, Giancarlo Tirelli, Serena Zacchigna, Iris Zalaudek

MiGe: Luca Bortolussi, Alberto D’Onofrio, Stefano Parolai, Alex Rodríguez

Tra i Professori Emeriti, Onorari, Senior o pensionati con affiliazione UniTS inclusi nella classifica ci sono ad esempio i professori Giovanni Alessandrini, Massimo Bovenzi, Jan Kaspar, Francesca Matteucci, Enzo Mitidieri, Giuliano Panza, Fulvio Parmigiani, Maurizio Prato, Gianni Sava ed Ennio Zangrando.

Ricordando che si tratta di una classifica puramente bibliometrica – commenta Paolo Fornasiero, prorettore alla Ricerca – e che va considerata uno strumento statistico, non un metro assoluto del valore scientifico, non posso che congratularmi con i colleghi delle aree bibliometriche che figurano tra gli studiosi più influenti e che, anche attraverso questo riconoscimento, contribuiscono a dare visibilità alla qualità della ricerca che si svolge nel nostro Ateneo».

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Il ranking dell’Università di Stanford considera circa 9 milioni di studiosi del database Scopus
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Ottobre Rosa: UniTS per la prevenzione e la salute delle donne

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L’Università di Trieste aderisce all’Ottobre Rosa, il mese dedicato alla sensibilizzazione sulla prevenzione del tumore al seno, con l’obiettivo di coinvolgere la comunità universitaria e promuovere una maggiore attenzione alla salute, a partire dalle generazioni più giovani.

«Promuovere il benessere in università significa anche offrire alle persone gli strumenti per compiere scelte consapevoli sulla propria salute – sottolinea Vanessa Nicolin, delegata al Benessere studentesco e inclusione –. Vogliamo coinvolgere soprattutto la comunità studentesca, creando occasioni in cui porre domande, chiarire dubbi e avvicinarsi alla prevenzione attraverso informazioni scientifiche e cliniche accessibili».

A questo scopo, giovedì 15 ottobre, dalle 14.30 alle 16.30, l’Aula Magna di piazzale Europa ospiterà l’incontro «Prevenzione al femminile: conoscere il proprio corpo, proteggere il proprio futuro», promosso da UniTS con LILT, ASUGI e IRCCS Burlo Garofolo. Rivolto a studentesse, studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, l’appuntamento permetterà di confrontarsi con le specialiste sui temi della prevenzione oncologica, della diagnosi e della familiarità, attraverso quiz, domande anonime e discussioni di casi clinici.

Da lunedì 12 a venerdì 16 ottobre la facciata dell’Ateneo sarà illuminata di rosa, come segno di adesione alla campagna e di vicinanza alle donne che affrontano la malattia.

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Un incontro con LILT, ASUGI e IRCCS Burlo Garofolo e la facciata illuminata di rosa dal 12 al 16 ottobre
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UniTS tra le eccellenze italiane dell’IA nel volume “Umanesimo Tecnologico” del MAECI

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L’Università di Trieste è tra le 84 eccellenze italiane selezionate per “Umanesimo Tecnologico. Le eccellenze italiane nell’Intelligenza Artificiale”, il volume realizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e curato scientificamente da AIRI – Associazione Italiana per la Ricerca Industriale.

Il volume raccoglie esperienze di università, centri di ricerca, imprese e startup che testimoniano il ruolo dell’Italia nello sviluppo di soluzioni di Intelligenza Artificiale applicate alla ricerca e all’industria.

Per UniTS, il contributo nasce nell’ambito del Corso di Studi in Ingegneria Navale, grazie alla collaborazione con Fincantieri. Nel volume è presentato un caso di studio sull’integrazione di sistemi di computer vision e algoritmi di Intelligenza Artificiale per il controllo e la valutazione delle saldature in cantiere. L’obiettivo è monitorare in modo capillare i giunti saldati e raccogliere in maniera strutturata le informazioni utili all’analisi dei difetti, contribuendo all’innovazione dei processi di controllo.

Accanto a questa esperienza, il volume presenta anche SIPEOM, spin-off dell’Università degli Studi di Trieste, nato per sviluppare strumenti digitali avanzati destinati alle compagnie armatoriali. Le soluzioni proposte supportano la gestione e la previsione dei costi operativi della flotta, la pianificazione economica e i processi decisionali, contribuendo a ridurre i rischi finanziari connessi all’evoluzione della normativa ambientale internazionale.

Il volume sarà diffuso a livello internazionale attraverso la rete delle Ambasciate, dei Consolati e degli Istituti Italiani di Cultura, con l’obiettivo di promuovere all’estero le competenze e le eccellenze italiane nei settori della ricerca, dell’innovazione e dell’Intelligenza Artificiale. Il progetto sarà inoltre presentato in occasione della Fiera del Libro di Guadalajara, in Messico, nell’ambito dell’edizione 2026, che vede l’Italia Paese Ospite d’Onore.

 

Nella foto: Luca Braidotti, Serena Bertagna e Vittorio Bucci, docenti nei corsi di studio in Ingegneria Navale e co-fondatori di SIPEOM 

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L’Ateneo è presente con un caso di studio sviluppato con Fincantieri e con lo spin-off SIPEOM
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