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Tecnologie quantistiche: presentati in Regione i progetti Quasar FVG e Q – Connect FVG

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“Le tecnologie quantistiche definiranno i prossimi decenni, non solo per gli Stati e i territori ma per le imprese e le singole persone: Regione FVG lo ha intuito nel 2018 e da allora continua a investire risorse e a sostenere progetti curati dal nostro sistema universitario. Q-Connect FVG e Quasar-FVG riguardano aspetti di enorme strategicità come la sicurezza delle connessioni e la creazione di computer quantistici”.

È la sintesi con cui l’assessore regionale all’Università e alla Ricerca Alessia Rosolen ha commentato oggi nel corso di una conferenza stampa la presentazione dei due nuovi progetti coordinati dagli atenei di Trieste e Udine, con la collaborazione di Cnr-Ino, Cnr-Iom, Sissa e Sincrotrone.

“La quantistica, insieme all’idrogeno – ha ricordato Rosolen – è la traiettoria privilegiata su cui il Friuli Venezia Giulia ha puntato per essere all’avanguardia in un’ottica di sviluppo di sistema, entro il quale i benefici devono cioè riguardare l’intera complessità dei soggetti, dagli enti di ricerca alle istituzioni, dalle imprese ai singoli cittadini”.

"La collaborazione con la Regione FVG è stata fondamentale per riconoscere le potenzialità del settore delle tecnologie quantistiche, su cui abbiamo investito molto a livello territoriale. I progetti presentati oggi pongono l'Università di Trieste come protagonista sul territorio nazionale, con opportunità a livello internazionale sia per la ricerca di base che per le applicazioni con aziende di vari settori. Siamo già un passo avanti a livello nazionale grazie alla stretta partnership con il territorio regionale", ha aggiunto la Rettrice UniTS, Donata Vianelli.

Il ruolo di UniTS

L’Università di Trieste, con il prof. Angelo Bassi, coordina il progetto QUASAR FVG che ha come obiettivo lo sviluppo di nuovi protocolli sperimentali, teorici e algoritmici per la computazione e la simulazione quantistica. Il ruolo è stato affidato a UniTS in virtù dei laboratori del gruppo ArQuS (Sistemi Quantistici Artificiali) dell’ateneo, gestiti dal prof. Francesco Scazza e dal dott. Matteo Marinelli.

Il prof. Scazza coordina un laboratorio che si focalizza sulla simulazione di sistemi quantistici complessi, sfruttando il raffreddamento, l’intrappolamento e il controllo di atomi a due elettroni. Utilizzando tecniche di manipolazione ottica ad alta precisione e spettroscopia é possibile raggiungere il controllo del singolo atomo.

Il nuovo laboratorio in fase di realizzazione è coordinato dal dott. Marinelli, e si occuperà invece nello specifico di realizzare nuove interfacce tra atomi e fotoni per la computazione quantistica modulare.

I laboratori, unici a livello nazionale per gli ambiti di ricerca su cui sono impegnati, assieme alle competenze teoriche che hanno fatto assegnare al Dipartimento di Fisica di UniTS il certificato di Eccellenza del Ministero dell’Università e della Ricerca, forniscono il contesto sperimentale e tecnologico ideale per lo sviluppo del progetto QUASAR FVG.

UniTS, inoltre, partecipa come partner al progetto Q - Connect FVG in virtù del collegamento quantistico esistente tra UniTS e UniUD, inaugurato nel febbraio 2025 nella sede dell’ateneo giuliano ed embrione di un’infrastruttura che ambisce a diventare un modello per l’Italia e l’Europa.

 

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Riguardano la sicurezza delle comunicazioni e lo sviluppo computazionale
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Giornata Internazionale dell'Endometriosi: Università di Trieste e IRCCS Burlo Garofolo impegnati contro la malattia

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Il 28 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell'Endometriosi, istituita nel 2014 per richiamare l'attenzione su una patologia cronica e spesso invalidante che colpisce circa 3 milioni di donne in Italia e oltre 175 milioni nel mondo.

L'Università di Trieste e l'IRCCS Burlo Garofolo sono impegnati da molti anni nel trattamento della malattia, che provoca sintomi molto dolorosi e stanchezza fisica e può causare sub-fertilità o infertilità.

La Clinica Ostetrica e Ginecologica, insieme al Gruppo Multidisciplinare Endometriosi, composto da diversi specialisti dell’IRCCS e dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano-Isontina, assicura la presa in carico completa delle donne affette da questa patologia. Il percorso comprende la diagnosi avanzata, i trattamenti medici, gli interventi chirurgici mini-invasivi, la preservazione della fertilità e, nei diversi casi, anche il supporto psicologico, i trattamenti di fecondazione assistita in presenza di infertilità secondaria alla malattia e la gestione delle gravidanze complicate.

Accanto all’attività clinica, è particolarmente significativo anche l’impegno nella ricerca della Clinica Ostetrica e Ginecologica, che da molti anni, con i suoi medici e le sue ricercatrici, si avvale della collaborazione di strutture dell’Università di Trieste e dell’IRCCS Burlo Garofolo per approfondire numerosi aspetti della malattia. Gli studi attivati, i cui risultati vengono pubblicati su qualificate riviste scientifiche internazionali, puntano a chiarire le possibili cause dell’endometriosi, a partire dai meccanismi immunologici, in sinergia con il Dipartimento di Scienze della Vita di UniTS, dai fattori ereditari, in collaborazione con la SC di Genetica Medica, e dal ruolo degli inquinanti, grazie al lavoro di ricercatrici dell’IRCCS e del Sincrotrone Elettra.

Altri studi riguardano la possibilità di una diagnosi precoce, anche in età adolescenziale, attraverso la messa a punto di test da eseguire sulle urine, sviluppati con l’impegno di ricercatrici del Burlo. Ulteriori linee di ricerca sono dedicate alla valutazione del ruolo del microbioma nell’evoluzione della malattia e dei sintomi, con la collaborazione della SC di Diagnostica avanzata microbiologica traslazionale

Grande attenzione è riservata anche agli aspetti epidemiologici della patologia e alle possibilità di una diagnosi precoce, in collaborazione con la SC di Epidemiologia Clinica del Burlo. All’IRCCS è inoltre affidata la gestione del Registro Regionale dell’Endometriosi, fra i primi registri al mondo istituiti per questa patologia.

La Clinica Ostetrica e Ginecologica è impegnata anche nella formazione avanzata di specialisti ginecologi, attivando da anni un Master di II livello di Chirurgia Ginecologica in Laparoscopia, nel quale viene dato ampio spazio anche ai trattamenti avanzati dell’endometriosi, oltre a corsi specifici dedicati. A questo si affianca, da molti anni, l’organizzazione di numerosi eventi congressuali rivolti a professionisti sanitari di diverse specialità. 

Inoltre, con la collaborazione dell’Associazione Endometriosi FVG, la Clinica svolge anche un’importante attività di informazione e divulgazione rivolta al grande pubblico, con l’obiettivo di accrescere la conoscenza delle diverse problematiche legate alla malattia.

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Dalla diagnosi precoce alla chirurgia mini-invasiva, dalla ricerca alla formazione: un'azione multidisciplinare per accompagnare le donne con endometriosi
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T4EU: organizzato il primo Pupil’s Lab al Collegio del Mondo Unito di Duino

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Il laboratorio “Energy Transition Lab: Think and Design the Future”, condotto dalla dott.ssa Valentina Bologna, docente di Fisica, ha declinato il tema centrale della knowledge entrepreneurship in chiave scientifica, coinvolgendo attivamente gli studenti in un percorso esperienziale e interdisciplinare.

L’obiettivo dell’attività è stato quello di trasformare i partecipanti in veri e propri “Knowledge Entrepreneurs”, figure capaci di mettere le proprie competenze al servizio della società e dell’ambiente, contribuendo in modo concreto ad affrontare le sfide della transizione energetica.

Attraverso il metodo del Design Thinking, il laboratorio ha guidato gli studenti in un processo che, partendo dall’analisi teorica, li ha condotti alla progettazione di soluzioni creative e innovative, valorizzando il ruolo attivo e centrale dei partecipanti.

Il percorso si è articolato in diverse fasi operative. Dopo il “warming up”, in cui gli studenti hanno riflettuto sulle proprie conoscenze pregresse e sul ruolo che aspirano a ricoprire nel cambiamento, si è passati a una fase di analisi tecnica basata su casi studio internazionali, tra cui il potenziale dell’idrogeno verde in Cile e le raccomandazioni dell’International Energy Agency al G7 sulla decarbonizzazione del settore siderurgico.

La fase centrale del laboratorio ha visto i partecipanti impegnati in un processo strutturato di Design Thinking, articolato nelle fasi di comprensione del problema, definizione, ideazione e condivisione delle soluzioni.

I gruppi hanno sviluppato proposte progettuali innovative, poi presentate e discusse in un’ottica collaborativa.

Con questa iniziativa, l’Università di Trieste conferma il suo impegno nella promozione di una didattica innovativa e orientata all’impatto, in linea con gli obiettivi dell’Alleanza Transform4Europe.

 

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Il Laboratorio ha declinato il tema centrale della knowledge entrepreneurship
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Le pallavoliste del CUS centrano la promozione!

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Un cammino quasi perfetto per un gruppo, affiatato e coeso, capace di dominare il campionato dalla prima giornata.

Dopo due anni la squadra di pallavolo femminile del CUS Trieste torna in Serie D: la squadra di coach Federico Vivona ha conquistato aritmeticamente la promozione alla Serie maggiore nel penultimo turno del Campionato Territoriale di Prima Divisione, dopo aver superato con un netto 3-0 (25-21, 25-12, 25-14) l’Azzurra RdR tra le mura amiche della Palestra di Via Monte Cengio. 

Le universitarie hanno giocato una partita, valevole per la 21ᵅ Giornata, ai limiti della perfezione, reagendo al meglio dopo il primo match point fallito lo scorso sabato con la seconda della classe, ovvero la Triestina Volley (impostasi al termine di una partita combattuta per 3-0 (27-25 27-25 27-25), e anticipando la festa prima dell’ultima partita prevista il 10 aprile in casa del Centro Coselli. 

“Questa promozione - racconta a caldo l’allenatore Federico Vivona - ripaga il lavoro e i sacrifici fatti negli ultimi due anni. La chiave di questa stagione formidabile, che ad una partita dal termine ci ha visto vincere 20 match e perderne solamente uno lo scorso sabato, è stato il gruppo, un gruppo omogeneo che mi ha permesso di far giocare, anche nel match decisivo, tutti gli elementi a mia disposizione. Contro l’Azzurra abbiamo iniziato un pò contratti, con nella testa ancora qualche strascico dello stop di sabato, ma poi le ragazze si sono sciolte e hanno disputato una grande partita”.

Contro l’Azzurra, il CUS Trieste ha faticato soltanto nel primo set quando le padrone di casa hanno preso il largo “solamente” nel finale, trascinate dai servizi vincenti di De Vidovich. Dopo aver messo in cassetto il set d’apertura per 25-21 negli altri due set non c’è stata partita il CUS che ha sempre comandato le operazioni di gioco e non rischiando nulla.

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Le universitarie ritornano in serie D dopo aver dominato il campionato fin dalla prima giornata
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Scomparso Luciano Campanacci, uno dei maestri italiani della Medicina Interna

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E’ mancato il Prof. Luciano Campanacci, uno dei Maestri della Medicina Interna italiani. Fra qualche giorno, avrebbe compiuto 96 anni.

Nato a Parma e laureatosi a pieni voti a Bologna, è stato prima allievo a Roma del Prof. Cataldo Cassano, presso l’Istituto di Patologia Medica, poi del Prof. Ernico Fiaschi, presso la Patologia Medica dell’Università di Padova. In questo periodo soggiornò più volte all’estero, contribuì alla fondazione della Scuola di Nefrologia e alla costituzione, tra i primi in Italia, del servizio di emodialisi di cui fu Direttore fin dall’inizio. 

Nel 1974, in qualità di Professore Ordinario di Medicina Interna, si trasferì a Trieste come Direttore dell’Istituto di Patologia Medica, diventato poi Medicina Clinica, portando da Padova alcuni collaboratori, fra i quali il Prof. Guarnieri. 

A Trieste, il Prof. Campanacci fondò un’apprezzata Scuola di Nefrologia, oltre ad aver diretto e fatto crescere quella di Medicina Interna. Si circondò di collaboratori di cui favorì la crescita professionale indirizzandoli, oltre che alla Nefrologia, anche verso altre branche della Medicina Interna, quali la Gastroenterologia, l’Ematologia, l’Endocrinologia, l’Epatologia e stimolandoli a numerosi soggiorni all’estero. Alcuni di loro si sono poi dedicati allo studio dell’Ipertensione Arteriosa costituendo un Gruppo  noto in Italia e partecipando, come soci fondatori, alla nascita della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa.         

Molti dei suoi allievi hanno raggiunto posizioni apicali sia nel mondo accademico che in quello clinico a Trieste e in Regione.

E’ stato Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, partecipando in qualità di relatore a numerosi congressi scientifici.

Per i suoi allievi, è stato un Maestro validissimo, rigoroso, incalzante, sempre disponibile e aperto.

L’Università di Trieste lo ricorda con grande stima e affetto per l’encomiabile attività svolta con studenti e colleghi.

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Il ricordo di UniTS
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“La riserva invisibile: acqua dolce sotto il mare”: UniTS e OGS per la Giornata Mondiale dell’Acqua

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In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, l’Università di Trieste organizza insieme all’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale l’evento “La riserva invisibile: acqua dolce sotto il mare”, in programma lunedì 23 marzo, dalle 10.00 alle 12.15 in Sala Tessitori (Palazzo del Consiglio di Regione Autonoma FVG, Piazza Oberdan 5).

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, è aperta al pubblico e intende sensibilizzare sul tema della gestione sostenibile delle risorse idriche, presentando i risultati del progetto RESCUE (RESources in Coastal groundwater Under hydroclimatic Extremes) dedicato allo studio delle riserve di acqua dolce nei fondali marini dell’Alto Adriatico.

Coordinato dall’Università di Trieste e avviato nel 2024, il progetto coinvolge un consorzio internazionale composto da OGS, Ruden AS, Università di Derby e Università di Malta. 

La partecipazione è gratuita, previa registrazione.

Programma

10.00 – 10.15 Introduzione ai lavori
Ketty Segatti, Direttore Unità operativa specialistica ricerca, innovazione, fondo sociale europeo plus e altri fondi comunitari, Regione Autonoma FVG
Paola Del Negro, Direttrice Generale OGS

10.15 – 11.15 Pillole di informazione
Modera: Maria Cristina Pedicchio, Presidente APRE Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea

Le acque dolci sotto i mari – Angelo Camerlenghi, OGS
L’Alto Adriatico – Cristina Corradin, OGS
Cosa fare di quest’acqua – Luca Zini, Università di Trieste
Di chi è quest’acqua – Emma Mazzotta, OGS
Le acque sotterranee marine: storia e società – Corinna Guerra, Università Ca’ Foscari

11.15 – 12.00 Tavola rotonda
Modera: Franco Scolari, Direttore Generale Polo Tecnologico Alto Adriatico

Paolo De Alti, Direttore Servizio Gestione Risorse Idriche, Regione Autonoma FVG
Maurizio Spoto, Responsabile Area Marina Protetta di Miramare
Michele Pipan, Coordinatore Progetto RESCUE, Università di Trieste
Franco Clementin, Presidente CIA Agricoltori Italiani del Friuli Venezia Giulia
Rodolfo Tlustos, Plastidite, Confindustria Alto Adriatico

12.00 – 12.15 Conclusioni e lancio della community
Maria Cristina Pedicchio, Presidente APRE - Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea

 

 

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Evento aperto a tutti lunedì 23 marzo in Sala Tessitori, Palazzo del Consiglio di Regione Autonoma FVG, Piazza Oberdan 5
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Dal sorriso al benessere: UniTS promuove la prevenzione orale per la salute degli studenti

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Una bocca in salute non riguarda soltanto i denti: parla di prevenzione, qualità della vita, benessere psicologico e capacità di intercettare precocemente fragilità e patologie. Intorno a questi temi si è svolto “Dal sorriso al benessere. Prevenzione orale e salute generale negli studenti universitari”, l’incontro in cui è stata presentata alla comunità studentesca la possibilità di accedere a visite odontoiatriche gratuite.

L’iniziativa, promossa dalla delegata della Rettrice per il Benessere studentesco e inclusione Vanessa Nicolin in collaborazione con il Corso di Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi dentaria, ha valorizzato l’impegno dei docenti e delle docenti di UniTS nel promuovere una cultura della prevenzione rivolta in particolare alla popolazione studentesca.

Dopo il saluto istituzionale della rettrice Donata Vianelli, gli interventi dei docenti UniTS hanno spiegato quanto la bocca non sia un ambito separato dal resto dell’organismo, ma un osservatorio importante sullo stato di salute complessivo della persona, anche in relazione alla qualità della vita, alla sfera psicologica e alla possibilità di intercettare precocemente situazioni di fragilità.

Ad aprire gli interventi è stato Roberto Di Lenarda, che ha richiamato il rapporto stretto tra salute orale e salute generale, sottolineando come le patologie del cavo orale non riguardino soltanto un aspetto specialistico o estetico, ma rappresentino un tema di salute pubblica con ricadute rilevanti sulla qualità della vita. Al centro del suo intervento, il ruolo dell’infiammazione cronica come possibile elemento di connessione tra bocca e organismo e la necessità di considerare la prevenzione orale come parte integrante della tutela della salute complessiva della persona.

Su questa linea si sono inseriti i contributi di Federico Berton, Giulia Ottaviani e Katia Rupel, che hanno riportato l’attenzione su alcuni strumenti concreti di prevenzione rivolti anche alla popolazione studentesca. Berton ha insistito in particolare sull’importanza dell’igiene orale quotidiana e della pulizia degli spazi interdentali, richiamando anche il peso che le abitudini alimentari possono avere sulla salute della bocca, soprattutto in una fascia d’età in cui il consumo frequente di bevande zuccherate o acide può favorire processi di demineralizzazione dello smalto.

Ottaviani e Rupel hanno affrontato invece il tema della diagnosi precoce del carcinoma orale, soffermandosi sui principali fattori di rischio e sull’importanza dello screening e della prevenzione, anche in relazione alla diffusione dell’HPV. In questo quadro è stato richiamato anche il tema della vaccinazione, con particolare attenzione alla necessità di rafforzare l’informazione e l’adesione tra i più giovani.

Milena Cadenaro ha dedicato il suo intervento ai traumi dentali, evidenziando quanto la tempestività dell’intervento sia decisiva nei casi di emergenza e richiamando l’attenzione su comportamenti corretti che possono fare la differenza nelle prime fasi successive a un trauma. Tra gli strumenti utili segnalati nel corso dell’incontro, anche l’app ToothSOS, sviluppata dalla International Association of Dental Traumatology, pensata per fornire indicazioni pratiche nelle situazioni di urgenza.

Con Luca Contardo il focus si è spostato sul ruolo del sorriso e dell’ortodonzia nella dimensione psicologica e sociale, mettendo in evidenza il legame tra salute orale, autostima, qualità delle relazioni e percezione di sé. Giulio Marchesi ha invece approfondito il rapporto tra segnali orali e disturbi del comportamento alimentare, sottolineando come l’odontoiatra possa contribuire a riconoscere precocemente situazioni di fragilità che richiedono attenzione e presa in carico multidisciplinare.

Accanto alla sensibilizzazione, l’iniziativa ha presentato alla comunità studentesca la possibilità di accedere a 200 visite odontoiatriche gratuite, previste in quattro giornate presso la Clinica Odontoiatrica dell’Ospedale Maggiore.

Le visite saranno effettuate dagli studenti del sesto anno del Corso di Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi dentaria, sotto la supervisione dei docenti. Un’impostazione che rafforza anche il valore formativo dell’iniziativa e la sua vicinanza alla popolazione studentesca.

Gli studenti e le studentesse UniTS potranno prenotare la visita accedendo con le proprie credenziali istituzionali al seguente link: https://moodle2.units.it/course/view.php?id=16528.

Una volta effettuato l’accesso, ciascuno potrà scegliere l’orario di preferenza tra quelli disponibili nelle diverse giornate programmate, con la possibilità di modificare la prenotazione fino a esaurimento delle disponibilità.

Nel corso dell’incontro è stato ricordato che è inoltre attivo per le emergenze il Pronto Soccorso Odontoiatrico dell’Ospedale Maggiore, accessibile direttamente in caso di trauma o dolore acuto.

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L’evento ha toccato i temi della salute orale, del benessere generale e della prevenzione. Al via visite odontoiatriche gratuite dedicate agli studenti
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Consorzio iNEST: a Trieste incontro internazionale su innovazione, resilienza e Blue Economy

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Grazie alle attività sviluppate dal consorzio iNEST, finanziato dal PNRR, Trieste si conferma come nodo strategico per lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative nel settore marittimo, favorendo sinergie tra ricerca, industria e governance pubblica.

Collaborazioni che sono state al centro del workshop internazionale “Marine Digital Twins: coasts, ports and infrastructures for sustainable management, system integration and blue economy development”, un’iniziativa che ha mostrato risultati ed attività in corso legate a soluzioni digitali avanzate per la gestione sostenibile dei sistemi marini e costieri.

L’evento ha infatti riunito a Trieste rappresentanti del mondo accademico, enti di ricerca – in particolare l’OGS-Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale –, autorità pubbliche, autorità portuali e stakeholder industriali, promuovendo un dialogo strutturato sull’utilizzo dei Marine Digital Twins (MDT) come strumenti chiave per la transizione verde e digitale del settore marittimo: un’importante occasione di networking e co-design, finalizzata allo sviluppo di future proposte progettuali e al consolidamento di partenariati internazionali nel settore dei digital twins marini.

 Marine Digital Twins per la transizione verde e digitale

I Marine Digital Twins rappresentano una tecnologia abilitante per l’integrazione di dati ambientali e infrastrutturali, il monitoraggio in tempo reale e la simulazione di scenari complessi, supportando politiche basate su evidenze scientifiche e processi decisionali più efficienti.

Nel corso del workshop sono stati presentati i risultati delle attività sviluppate dalle Università di Trieste Padova, Venezia e Trento e dall’OGS nell’ambito di iNEST Spoke 8 per l’area dell’Alto Adriatico, insieme a casi applicativi quali DIGITPORTS in cui è attrice primaria l’Autorità dei Porti di Trieste e Monfalcone, e il progetto GEMINI sviluppato da un consorzio di aziende finanziato da INEST: sono state evidenziate le potenzialità dei Digital Twins a sostegno della resilienza delle infrastrutture, delle conformità ambientali  e per l’ottimizzazione delle operazioni portuali.

 

Cooperazione internazionale e dimensione macro-regionale

Il workshop - coordinato da Pierluigi Barbieri del DSCF dell’Università di Trieste - ha inoltre rafforzato la dimensione internazionale e macro-regionale dell’iniziativa, grazie alla partecipazione di esperti del Middle East Technical University (METU) di Ankara e Mersin, tra cui Mustafa Yücel ed Elif Sürer, che hanno presentato risultati e tecnologie, sviluppate per la realizzazione di Digital Twins nel bacino del Mar Nero.

Il confronto ha evidenziato l’importanza di un approccio coordinato tra diversi bacini marini europei e limitrofi, in linea con le strategie dell’Unione Europea per la cooperazione territoriale e la gestione sostenibile delle risorse marine. Sono state presentate collaborazioni che vedono

l’insediamento di un desk del centro tecnologico Tekmer NETZERO di Ankara presso il lab village all’Urban Center di Trieste, gestito dal Polo Tecnologico Alto Adriatico.


Verso ecosistemi digitali integrati per il mare

Le sessioni di discussione hanno sottolineato il potenziale dei Marine Digital Twins nel supportare la pianificazione integrata delle aree costiere, la gestione intelligente delle infrastrutture portuali, lo sviluppo della Blue Economy, la resilienza ai cambiamenti climatici. È emersa la necessità di rafforzare l’interoperabilità dei dati, l’integrazione tra piattaforme digitali e il coinvolgimento attivo degli stakeholder pubblici e privati.

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Concluso il workshop "“Marine Digital Twins: coasts, ports and infrastructures for sustainable management, system integration and blue economy development”
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Seed funding Transform4Europe: finanziati due nuovi progetti UniTS

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L’Università di Trieste rafforza la propria partecipazione a Transform4Europe (T4EU), l’Alleanza universitaria europea che promuove percorsi condivisi di ricerca, didattica e innovazione tra atenei partner. Nel secondo bando di seed funding di T4EU, due proposte coordinate da UniTS sono state selezionate tra i progetti vincitori: entrambe arrivano dal Dipartimento di Studi Umanistici (DISU) e sono guidate dai proff. Federico Baricci e Paolo Sorzio.

I seed funding sono finanziamenti agili e mirati pensati per far crescere nuove collaborazioni internazionali: sostengono attività di avvio – come progettazione congiunta, sviluppo di contenuti, incontri di lavoro e primi output – che permettono ai team di trasformare un’idea in un’iniziativa strutturata. Tra gli obiettivi principali del programma rientra anche la promozione di progetti orientati alla creazione di percorsi formativi congiunti e microcredenziali. Per quanto riguarda la durata, ogni progetto può estendersi da dodici a quattordici mesi. Nel programma T4EU i contributi arrivano fino a 22.000 euro e coprono al massimo l’80 per cento dei costi complessivi, con una quota di cofinanziamento a carico dei partner. 

Un master congiunto sulle lingue romanze: PLURIEL

Il progetto coordinato dal prof. Federico Baricci, con la prof.ssa Sergia Adamo, punta alla creazione di un programma congiunto per una laurea magistrale (master) intitolata provvisoriamente PLURIEL – Plurilinguismo e Interculturalità negli Spazi delle Lingue Romanze, sviluppata insieme a tre università partner: Université Jean Monnet de Saint-Étienne (Francia), Universidad de Alicante (Spagna) e Universidade Católica Portuguesa (Portogallo).

Per UniTS l’output più rilevante è l’avvio di un percorso formativo internazionale capace di unire competenze linguistiche e culturali su quattro lingue romanze (italiano, francese, spagnolo e portoghese), con una forte dimensione di interculturalità e lavoro in équipe plurilingui. Il programma prevede inoltre mobilità obbligatoria al terzo semestre presso uno degli atenei partner e un tirocinio internazionale al quarto semestre, rafforzando l’attrattività dell’offerta e la costruzione di profili professionali orientati alla comunicazione interculturale, alla progettazione culturale e alla cooperazione.

Critical Pedagogy: microcredenziali e linee guida per una scuola democratica

Il progetto coordinato dal prof. Paolo Sorzio, con le proff. Caterina Bembich e Barbara Bocchi, durerà 14 mesi e dispone di un budget di 22.000 euro. I partner coinvolti sono la University of Primorska (Slovenia) e la Vytautas Magnus University di Kaunas (Lituania).

L’iniziativa è orientata allo sviluppo di microcredenziali dedicate ai princìpi e alle buone pratiche della Critical Pedagogy, un approccio che riflette criticamente sui presupposti della didattica e mira a creare ambienti di apprendimento capaci di sostenere competenze avanzate: ragionare nell’incertezza, porre problemi complessi, riconoscere e affrontare i temi della cittadinanza attiva.

«Gli obiettivi del progetto sono l’analisi critica degli impliciti della pratica scolastica che possono ostacolare la piena partecipazione di tutte le studentesse e di tutti gli studenti e l’elaborazione di linee guida per una scuola democratica», spiega il prof. Sorzio.

Per UniTS l’output atteso è duplice: da un lato la produzione di contenuti formativi certificabili, modulari e trasferibili (microcredenziali), dall’altro la definizione di indicazioni operative che possano sostenere una didattica più inclusiva e consapevole, rafforzando la capacità dell’Ateneo di contribuire a iniziative educative europee e di costruire percorsi replicabili anche in raccordo con scuole e territorio.

Una traiettoria già avviata: i progetti UniTS del 2024

Il successo nel secondo bando si inserisce in una traiettoria già avviata da UniTS nei seed funding T4EU. Nel 2024, infatti, l’Ateneo aveva ottenuto altri due progetti presentati dal Dipartimento di Economia, Management, Matematica e Statistica (DEAMS) con la prof.ssa Rubina Romanello.

Tra gli output: un programma di faculty exchange su innovazione d’impresa e sostenibilità (con Università di Alicante e Università del Litorale/Primorska) e un progetto sul ruolo delle università T4EU nel sostenere innovazioni sociali in economia circolare, concluso a dicembre 2025.

Insieme, questi risultati mostrano come l’Alleanza Transform4Europe stia diventando per UniTS un’area sempre più strategica per sviluppare iniziative congiunte, mettere in rete competenze complementari e far maturare progetti in grado di generare risultati tangibili – dalla costruzione di nuovi percorsi formativi internazionali a strumenti innovativi per la formazione, fino a collaborazioni di ricerca e trasferimento di conoscenze.

Prossime opportunità: aperta la terza call

La terza call del Seed Funding Programme si è appena conclusa e seguirà una quarta call, con pubblicazione prevista a inizio maggio 2026.

Tutti i dettagli (requisiti, importi e modalità di partecipazione) sono disponibili nella pagina ufficiale del programma: https://transform4europe.eu/seed-funding-programme/#grant-amounts

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Un master congiunto e microcredenziali: le iniziative del DiSU guardano a una didattica internazionale e innovativa
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Università e futuro del Nordest: a confronto le rettrici di UniTS e Ca’ Foscari

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Demografia, trasformazione digitale e fuga dei talenti al centro dell’incontro promosso dalla Fondazione Portogruaro Campus, che ha visto dialogare le rettrici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Tiziana Lippiello, e di UniTS, Donata Vianelli.

Il confronto ha evidenziato il ruolo strategico delle università come motori di sviluppo culturale, sociale ed economico, capaci di sostenere innovazione, ricerca e competitività territoriale. In particolare, è emersa la necessità di rafforzare il legame tra atenei, sistema produttivo e territori per affrontare le sfide dell’economia della conoscenza.

Focus sul Nordest, area chiamata a trattenere talenti e a valorizzare il dialogo con le imprese, anche alla luce dei dati sulla mobilità giovanile: oltre 450mila italiani hanno trasferito la residenza all’estero tra il 2011 e il 2021.

Tra i temi chiave anche l’impatto della demografia sul sistema universitario, il calo delle immatricolazioni e la necessità di rendere gli atenei più attrattivi a livello internazionale.

«Il tema della fuga dei talenti va affrontato con uno sguardo ampio: l’internazionalizzazione è un valore e studiare all’estero rappresenta un’opportunità importante per i nostri studenti, ma è altrettanto necessario costruire le condizioni perché le competenze acquisite possano tornare a generare valore nei territori di partenza», ha sottolineato la rettrice Lippiello «Oggi pesano molto la competitività salariale di altri Paesi, la chiarezza delle prospettive professionali e, in alcuni ambiti come le discipline STEM, anche la tendenza di alcune aziende ad assorbire i giovani prima del completamento del percorso universitario».

«L’impatto della dinamica demografica sulle università è già oggi molto evidente e, per certi aspetti, arriva prima che in altri settori. Il calo delle immatricolazioni si intreccia con altre criticità strutturali, come la difficoltà di offrire prospettive competitive rispetto ad altri Paesi europei e il permanere di ostacoli nei percorsi di carriera, a partire da quelli femminili», ha evidenziato la rettrice Vianelli «Le università non possono intervenire direttamente sulle tendenze demografiche, ma possono e devono rafforzare la propria capacità di accompagnare gli studenti, rendersi più attrattive anche sul piano internazionale e costruire contesti sempre più favorevoli alla formazione e alla crescita delle persone».

Presente all’incontro anche Massimo Forliti, consigliere della Fondazione Portogruaro Campus.

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L’incontro è stato organizzato dalla Fondazione Portogruaro Campus
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