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Porti, popolazioni, società in un'area di frontiera: sette incontri per leggere la storia giuliana tra migrazioni, identità e memorie

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Dai porti romani di Aquileia e Tergeste alla cantieristica di Monfalcone, dalla Trieste “multiculturale” alle memorie delle due guerre mondiali a Gorizia, fino alla storia della Regione Friuli Venezia Giulia: sette tappe per attraversare duemila anni di trasformazioni, frontiere e convivenze nell’area giuliana. 

Intorno a questi ed altri temi si svilupperà “Porti, popolazioni, società in un’area di frontiera”, il ciclo di seminari divulgativi promosso dall’Università di Trieste attraverso il Dipartimento di Studi Umanistici (DiSU), con il fondamentale contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Il percorso, che prende il via mercoledì 21 gennaio, legge la storia giuliana tra migrazioni, identità e memorie.

L’iniziativa è concepita come itinerante e si articolerà in sei incontri aperti al pubblico che toccheranno quattro città del Friuli Venezia Giulia - TriesteGorizia, Grado e Ronchi dei Legionari - con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico ampio, interessato ad approfondire alcuni aspetti cruciali della storia giuliana di lungo periodo nella nostra regione. 

«I sei incontri - spiega Tullia Catalan, docente di Storia contemporanea dell'Università di Trieste e coordinatrice scientifica del progetto - vedranno storici ed esperti confrontarsi in una prospettiva interdisciplinare, su temi quali la portualità dell'area dalle origini romane ai suoi sviluppi odierni, i confini sociali, nazionali e linguistici propri di un'area di frontiera, le memorie dei due conflitti mondiali, le trasformazioni economiche e i flussi migratori di ieri e di oggi». 

Si tratta di tematiche su cui l'Università di Trieste è impegnata anche in una prospettiva internazionale attraverso Transform4Europe, l'Alleanza europea di atenei che UniTS ha contribuito a fondare e che valorizza l'importanza del ruolo delle università nei territori di confine.

All'organizzazione degli incontri hanno collaborato attivamente le istituzioni del territorio. «A Trieste, Grado, Ronchi e Gorizia si sono offerte di ospitare e di promuovere gli eventi - sottolinea Catalan - a testimonianza dei buoni rapporti che l'Ateneo triestino ha stretto negli anni con le realtà culturali dell'area giuliana». 

L'evento conclusivo, dedicato alla nascita e allo sviluppo della Regione Friuli Venezia Giulia, avrà luogo a Trieste il 17 aprile 2026 e sarà organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici e del patrimonio culturale dell'Università di Udine.


Programma

21 gennaio, ore 16.30, Sala Costantinides del Civico Museo Sartorio (Largo Papa Giovanni XXIII, 1), Trieste
Alla scoperta del mondo antico: i due porti romani e le popolazioni di Aquileia e Tergeste
con Fulvia Mainardis (UniTS), Emanuela Murgia (UniTS), Monica Chiabà (UniTS) e Tullia Catalan (UniTS)

Le origini romane dei due porti e la loro vocazione commerciale verranno ripercorse attraverso le testimonianze archeologiche di Trieste ed Aquileia. Gli esperti ci racconteranno la società nei due porti, ci parleranno dei commerci marittimi e delle varie genti che sono transitate attraverso la regione portando nuove lingue, culture e saperi.


25 febbraio, ore 16.30, Sala Costantinides del Civico Museo Sartorio (Largo Papa Giovanni XXIII, 1), Trieste
Ricchi e poveri a Trieste dal Medioevo all'età contemporanea
con Miriam Davide (UniTS), Andrea Scartabellati (ricercatore indipendente), Antonio Trampus (Università Ca' Foscari Venezia) e Tullia Catalan (UniTS)

La società locale e la sua popolazione verranno analizzate dagli esperti delle varie epoche attraverso le lenti della giustizia sociale; della filantropia e della beneficenza, con uno sguardo sulla vita quotidiana e sui bisogni di una popolazione multi-etnica e multi-religiosa. Ci si soffermerà su istituzioni importanti come l'Istituto Generale del Poveri visto nelle sue trasformazioni dal periodo asburgico a quello fascista per arrivare al suo ruolo importante odierno in un'ottica di welfare contemporaneo.


4 marzo, ore 16.30, Sala conferenze del Consorzio Culturale del Monfalconese (Piazza Unità d'Italia, 24), Ronchi dei Legionari
La cantieristica e la città. Il "cantiere" Monfalcone dall'Ottocento a oggi
con Massimo Degrassi (UniTS), Giuseppe Grimaldi (UniTS), Giulio Mellinato (Università degli Studi di Milano-Bicocca) e Tullia Catalan (UniTS) 

L'incontro mira a ripercorrere la storia del rapporto fra il cantiere navale e la città dal periodo asburgico ad oggi. Attraverso la storia del lavoro, la storia dei mutamenti degli spazi urbani legati al cantiere (la factory town) e la storia delle migrazioni verranno ricostruite le tappe della trasformazione di Monfalcone in un odierno laboratorio della globalizzazione del lavoro.


5 marzo, ore 16.30, Sala del Consiglio Comunale di Grado, (Municipio, Piazza Biagio Marin, 4), Grado
Grado fra Austria e Italia. La vocazione turistica di una città di mare
con Massimo Degrassi (UniTS), Luciano Cicogna (Comune di Grado), Paride Camuffo (ricercatore indipendente) e Tullia Catalan (UniTS)

L'attrattività turistica di Grado va fatta risalire all'Ottocento, quando essa divenne luogo di cure marine e di riposo estivo per la borghesia austriaca. Ciò portò alla trasformazione architettonica dei suoi spazi urbani, all'organizzazione di una sociabilità stagionale destinata a durare nel tempo e al suo trasformarsi con il trascorrere del tempo in un luogo di cura particolarmente apprezzato dal turismo fino a oggi. Grado può essere infatti vista come un laboratorio del turismo sostenibile contemporaneo, grazie a questa sua vocazione di lungo periodo.


30 marzo, ore 16.30, Sala conferenze dei Musei provinciali di Gorizia, (Borgo castello, 13), Gorizia
Monumenti, musei e memorie delle due guerre mondiali a Gorizia
con Massimo Baioni (Università Statale di Milano), Massimo Degrassi (UniTS); Alessandro Cattunar (Associazione Quarantasettezeroquattro) e Tullia Catalan (UniTS)

Gorizia è stata pesantemente segnata dalle violenze delle due guerre mondiali, che hanno lasciato i loro segni e testimonianze di memoria materiali e immateriali. Essa rappresenta oggi la città simbolo dei proficui e pacifici rapporti fra Italia e Slovenia e il confine è diventato un luogo di attraversamenti di culture, anche attraverso la sua musealizzazione da entrambe le parti. L'incontro si incentrerà attraverso voci diverse su tutti questi aspetti.


1° aprile, ore 16.30, Sala Costantinides del Civico Museo Sartorio (Largo Papa Giovanni XXIII, 1), Trieste
Città multiculturale; "Città italianissima"; Città della scienza: Trieste fra Ottocento e Novecento
con Luca Giuseppe Manenti (Società internazionale di divulgazione Manlio Cecovini per gli studi storici sociali ed etici), Tullia Catalan (UniTS), Elisabetta Vezzosi (UniTS) e Alessandro Carrieri (UniTS)

Il grande porto asburgico, crocevia di culture e religioni, dopo la I guerra mondiale subì una profonda trasformazione, subendo ingenti trasformazioni nella sua popolazione in seguito a migrazioni e immigrazioni e a una politica di nazionalizzazione delle masse voluta dall'Italia. Il confine con l'Europa dell'Est divenne per lungo tempo un muro, contrapponendo violentemente fra loro sloveni ed italiani. Tale clima perdurò anche dopo la seconda guerra mondiale, per allentarsi con la generale distensione avvenuta fra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, grazie anche al ruolo svolto in città dalla cultura e dalla scienza, veri e propri ponti verso l'Est anche durante la Guerra fredda.

 

17 aprile, ore 16.30, Sala multimediale Tessitori del Palazzo della Regione FVG, (Piazza Guglielmo Oberdan, 5), Trieste
Friuli-Venezia Giulia 1963-2025. Istituzione e storia di una regione a statuto speciale
con Raoul Pupo (UniTS), Igor Guardiancich (Università degli Studi di Padova), Patrick Karlsen (UniTS), Tullia Catalan (UniTS), Elena D’Orlando (Università degli Studi di Udine), Andrea Tilatti (Università degli Studi di Udine) e Andrea Zannini (Università degli Studi di Udine).

L'evento conclusivo si svolgerà in collaborazione tra le Università di Trieste e di Udine sulla tematica della costituzione e del successivo sviluppo della Regione Friuli Venezia Giulia, come regione a statuto speciale, istituita con legge costituzionale 31 gennaio 1963. L’incontro terrà in considerazione sia gli aspetti giuridici della costituzione della Regione, ma anche le motivazioni storiche fondative della medesima.

 

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Al via il 21 gennaio la rassegna promossa dal Dipartimento di Studi Umanistici che toccherà quattro città del Friuli Venezia Giulia
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Firmata con ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e Regione FVG una nuova convenzione per la Carta Geologica d’Italia

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Firmata una convenzione tra UniTS, ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – e Regione Friuli Venezia Giulia per la realizzazione del Foglio CARG “Cividale”, nell’ambito del programma nazionale per la Carta Geologica d’Italia. 

Per Foglio CARG si intende una porzione del territorio nazionale, corrispondente a un’area cartografica definita, per la quale viene prodotta una carta geologica ufficiale dello Stato alla scala 1:50.000, corredata da una banca dati e da una relazione illustrativa.

Il Progetto CARG (CARtografia Geologica e Geotematica) è un programma nazionale coordinato da ISPRA, finalizzato alla realizzazione e all’aggiornamento della Carta Geologica ufficiale d’Italia. Le attività comprendono rilievi geologici di dettaglio, analisi stratigrafiche e strutturali e l’organizzazione dei dati in una banca dati geologica nazionale.

I prodotti del Progetto CARG costituiscono una base conoscitiva fondamentale per la pianificazione territoriale, per il supporto alle politiche di sviluppo sostenibile e per la prevenzione e mitigazione dei rischi naturali, in particolare quelli idrogeologici e sismici. Le carte sono utilizzate da enti pubblici, amministrazioni locali e professionisti come riferimento tecnico per la gestione del territorio, la progettazione di infrastrutture e la tutela dell’ambiente.

La convenzione rientra in un più ampio quadro di attività svolte da UniTS negli ultimi quattro anni nell’ambito del Progetto CARG. Durante questo periodo sono stati realizzati, o sono attualmente in lavorazione, altri due Fogli CARG: “Trieste–Caresana” e “Gorizia”. Il finanziamento complessivo dei tre Fogli coordinati dall’Ateneo si aggira attorno a 1.700.000 euro, provenienti in larga parte da ISPRA e in parte da Regione FVG.

Il responsabile scientifico dei progetti coordinati dall’Università di Trieste è Lorenzo Bonini, professore associato di Geologia al Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze (MIGe).

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UniTS protagonista nel Progetto CARG (CARtografia Geologica e Geotematica)
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Quarant’anni di Capitali Europee della Cultura (ECoC): online il volume EUT

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Architecture and city. Learning from European Capitals of Culture” è scaricabile gratuitamente dal catalogo EUT – Edizioni Università di Trieste.

Il volume esplora quarant’anni del Programma Capitale Europea della Cultura come strumento di trasformazione e rigenerazione urbana: è il primo tentativo organico di “mettere in fila” le Capitali europee della cultura da Atene 1985 a Nova Gorica/Gorizia 2025 confrontandole sistematicamente ed evidenziando il rapporto tra Programma, evento, esiti e, soprattutto, legacy, ovvero la loro eredità urbana e architettonica. 

Tra casi studio, saggi e mappature, gli autori Thomas Bisiani, Sonia Prestamburgo e Adriano Venudo di UniTS raccontano come l’architettura, gli eventi temporanei, l’arte, le manifestazioni e le strategie culturali possano generare nuovi futuri urbani.

Un viaggio collettivo e interdisciplinare che esplora l’immagine della città e ne progetta la realtà in divenire.

“Architecture and city. Learning from European Capitals of Culture” è esito delle attività didattiche e di ricerca sviluppate nel RRR Lab (aa. 2023–24 e 2024–25), con il contributo dei collettivi studenteschi COLGO! e VAGO. 

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Da Atene 1985 a Nova Gorica/Gorizia 2025, “Architecture and city. Learning from European Capitals of Culture” traccia l’evoluzione del Programma ECoC 
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Arte e genetica: quando la Gioconda rivela i suoi segreti clinici

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Cosa si nasconde dietro lo sguardo enigmatico della Gioconda? E se quegli occhi, quel volto, quella postura celassero indizi clinici che per secoli sono sfuggiti agli storici dell'arte? Quegli occhi leggermente distanti, quel collo particolare, quella postura insolita che sono sempre stati interpretati come scelte estetiche, oggi trovano una possibile spiegazione grazie alle tecnologie genomiche. "Arte e genetica: la diversità come unicità", progetto dell'Università di Trieste finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, porta dal 3 al 10 febbraio in sei città della regione una rassegna a ingresso libero che sfida le categorie tradizionali della divulgazione scientifica.

Al centro c'è l'iconodiagnostica, disciplina che applica le conoscenze mediche allo studio delle opere d'arte per riconoscere sintomi e segni clinici nei personaggi raffigurati. Un approccio che permette di rileggere i capolavori con occhi nuovi: quei dettagli che un tempo venivano considerati stranezze o particolarità estetiche ora trovano una possibile spiegazione scientifica a livello molecolare.

A Trieste il Politeama Rossetti diventa il cuore pulsante della rassegna con due giornate dense di appuntamenti. Mercoledì 4 febbraio la Sala Bartoli propone un doppio percorso tra scienza e teatro. Alle 16.30 va in scena "Interpretare l'arte con la genetica: dai dipinti al codice della vita", laboratorio scientifico curato dalla prof.ssa Giorgia Girotto, docente del Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell'Università di Trieste, dove genetisti, ricercatori e una testimonial speciale accompagnano il pubblico in un'esperienza interattiva. Quiz, sfide di squadra e giochi di osservazione trasformano i partecipanti nei veri protagonisti, chiamati a riconoscere nelle opere d'arte quegli indizi che raccontano storie di malattie rare e diversità genetica. Alle 19 il palco accoglie "Icone imperfette", spettacolo teatrale scritto e interpretato da Diana Höbel che esplora un parallelismo affascinante: come l'attore osserva gli altri per coglierne l'essenza, così il genetista sa "guardare" il paziente per individuare anomalie e arrivare a una diagnosi. Con ironia e leggerezza, i soggetti dipinti prendono voce e riflettono sulla propria immagine, rivelando come anche le icone più celebri nascondano una profonda e sorprendente umanità.

Venerdì 6 febbraio, nella Sala 1954, alle 16.30 va in scena "L'imperfezione perfetta: quando la malattia si fa arte", laboratorio artistico con Giacomo Andrea Faroldi e Francesca Boldrin, drammaturgia e regia di Paolo Quazzolo, consulenza storico-artistica di Massimo Degrassi. Utilizzando gli stilemi del teatro di narrazione, due attori coadiuvati da immagini descrivono celebri quadri rivelando le relazioni tra i personaggi raffigurati e le patologie ipotizzate, inquadrando storicamente i dipinti in un excursus tra storia dell'arte e medicina. L'interazione continua con il pubblico trasforma lo spettacolo in un'esperienza partecipativa che offre la possibilità di riscoprire opere conosciutissime da una prospettiva inedita.

La rassegna attraversa l'intera regione con appuntamenti che alternano i due format, laboratorio artistico e laboratorio scientifico, in diverse sedi: il 3 febbraio alle 16.30 al Museo Ugo Carà di Muggia (laboratorio artistico), il 7 febbraio alle 16.30 alla Sala dell'Hotel Ai Dogi di Palmanova (laboratorio artistico), l'8 febbraio al Teatro San Giorgio di Udine con doppio appuntamento (laboratorio scientifico alle 16.30 e spettacolo teatrale "Icone imperfette" alle 19), il 9 febbraio a Palazzo Coronini Cronberg di Gorizia con entrambe le proposte (laboratorio artistico alle 15 e laboratorio scientifico alle 17), il 10 febbraio alle 16.30 al Convento San Francesco di Pordenone (laboratorio artistico).

Il progetto, ideato dal Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell'Università di Trieste sotto la responsabilità scientifica di Giorgia Girotto, anche Direttrice del Laboratorio di Genomica e Bioinformatica dell'IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, nasce dalla convinzione che arte e genetica condividano uno stesso cuore concettuale: lo studio della variazione e di come da essa nascano forme uniche. Un'attenzione particolare è dedicata alle malattie genetiche rare, che attraverso teatro e arte escono dall'astrazione per diventare storie riconoscibili e profondamente umane. L'empatia è il cuore pulsante del progetto: andare oltre la diagnosi per incontrare la persona nella sua interezza.

L’iniziativa è realizzata in partenariato con IRCCS materno infantile Burlo Garofolo, Stazione Rogers, Immaginario scientifico e Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con il Comune di Muggia e il Comune di Udine.


Programma  

Le iscrizioni agli appuntamenti (tutti a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria) vanno effettuate sulla piattaforma Eventbrite  

All’interno del programma sono disponibili i QR code per l’iscrizione agli incontri (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria).

Informazioni: arte.genetica@units.it 

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Un viaggio inedito tra capolavori dell'arte e diagnosi molecolari in sette appuntamenti che toccano tutte le province del Friuli Venezia Giulia
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“Ingenio al femminile”: il premio per la migliore tesi di Dottorato va a Giulia Saccomano

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La quinta edizione del Premio “Ingenio al femminile”, nella categoria “Migliore tesi di Dottorato”, va quest’anno alla dottoranda UniTS Giulia Saccomano per il suo lavoro «From pixels to diagnosis: applications of X-ray Virtual Histology (XVH) in clinical pathology».

Promosso dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri per contribuire alla valorizzazione dei talenti e delle professionalità femminili dell’ingegneria, il Premio è quest’anno ispirato al tema «Intelligenza Artificiale per le nuove sfide del 2050».

Questa la motivazione:

“L’esame istopatologico tradizionale fornisce immagini bidimensionali vincolate al piano di taglio del campione istologico. La XVH è invece una tecnica che consente osservazioni tridimensionali ad alta risoluzione, in modo non distruttivo, preservando la struttura dell’organo sottoposto ad esame. Il lavoro di ricerca ha previsto l'integrazione di algoritmi avanzati di deep learning per gestire e analizzare i grandi insiemi di dati XVH. Con una segmentazione automatizzata dell’organo nelle immagini XVH si migliora l'identificazione di caratteristiche critiche come l'architettura cellulare e i margini di una massa tumorale, potendo anche calcolare con esattezza i valori dei marcatori prognostici senza bisogno di sezionare fisicamente la parte interessata. Il lavoro di ricerca ha portato all'integrazione tra imaging clinicodiagnostico del Dip. di Anatomia patologica dell’Ospedale di Trieste e imaging fisico-sperimentale del Sincrotrone Elettra di Trieste, e all’applicazione di algoritmi di IA, in collaborazione con il Computational Pathology Group presso Radboud UMC (Paesi Bassi), per migliorare la segmentazione automatica delle masse tumorali e superare i limiti dell’istopatologia tradizionale”.

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La dottoranda UniTS ha presentato la migliore tesi ispirata al tema «Intelligenza Artificiale per le nuove sfide del 2050»
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UniTS e Alpen-Adria Universität di Klagenfurt: visita della rettrice Ada Pellert

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L’Università di Trieste ha accolto in visita la rettrice dell’Alpen-Adria Universität di Klagenfurt, Ada Pellert, per consolidare lo stretto rapporto tra i due atenei in ambito didattico, di ricerca e per aprire nuove opportunità di cooperazione sui temi della sostenibilità e terza missione. Attenzione particolare è stata riservata ai rapporti con il mondo economico-produttivo.

La rettrice Vianelli ha ricordato nel corso dell’incontro i punti chiave della collaborazione con l’ateneo austriaco: gli accordi di scambio attivi in varie aree di studio e Dipartimenti nell’ambito della mobilità Erasmus+, l’impegno congiunto nella Summer School di Bovec e la partecipazione comune alle attività della Conferenza dei Rettori delle Università della Regione Alpe Adria.

Di grande interesse reciproco lavorare sull’apertura in futuro di percorsi comuni nella formazione all'imprenditorialità e nell’area dell'Intelligenza Artificiale, oltre che sullo sviluppo di maggiori connessioni tra Ricerca e industrie del territorio. Confermato inoltre l'impegno a rafforzare le collaborazioni già esistenti nelle aree di Scienze Politiche e Scienze Internazionali, Ingegneria e Studi Umanistici.

 

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Poste le basi per un ampliamento della collaborazione
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Economia del mare, UniTS presenta “Leap to blue”: quasi 3 mln in voucher per le PMI

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Rafforzare la competitività delle PMI attraverso lo sviluppo di competenze strategiche, l’accesso a servizi qualificati e la costruzione di collaborazioni transfrontaliere lungo la filiera dell’economia del mare. Sono questi gli obiettivi di LEAP TO BLUE – Unleash the potential for joint transition in the blue economy, progetto del Programma Interreg Italia–Croazia 2021–2027 presentato oggi all’Università di Trieste, che è partner dell’iniziativa attraverso il Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche (DEAMS).

L’Ateneo triestino partecipa al progetto all’interno di un partenariato guidato dall’Università di Zara (Lead partner) e composto anche da Unioncamere del Veneto, ARTI Puglia – Agenzia Regionale per la Tecnologia, il Trasferimento tecnologico e l'Innovazione, Università di Zagabria – FER e Croatian Chamber of Economy.

LEAP TO BLUE è un progetto OSI – Operation of Strategic Importance, cioè un’operazione di cooperazione transfrontaliera a valenza strategica individuata dal Programma Interreg Italia–Croazia 2021–2027 per rispondere a bisogni comuni dei territori che si affacciano sull’Adriatico con soluzioni condivise e ad alto impatto. Con una durata di 36 mesi fino a giugno 2028 e un budget complessivo di circa 6,1 milioni di euro, il progetto sostiene la doppia transizione digitale e verde delle imprese della blue economy attraverso un modello integrato che combina capacity building, cioè formazione e rafforzamento delle competenze e delle capacità organizzative, e matchmaking e networking, ovvero l’incontro tra domanda e offerta e la costruzione di reti di collaborazione tra imprese e attori dell’ecosistema dell’innovazione. 

«L’Università di Trieste – spiega Rubina Romanello, docente di Economia e Gestione delle Imprese e responsabile scientifica del progetto per l’Ateneo – si focalizza in particolare su attività di upskilling, cioè il potenziamento delle competenze già presenti, e di reskilling, la riqualificazione verso nuove competenze, per sostenere lo sviluppo del capitale umano e favorire innovazione, sostenibilità e crescita».

«In qualità di capofila l’Università di Zara sarà il cuore scientifico del progetto – sostiene Andrea Vitlov dell’Università di Zara, communication manager di LEAP TO BLUE -. Il nostro obiettivo è tradurre i risultati della ricerca in soluzioni pratiche che aiutino a far crescere la blue economy, tutelando al contempo la salute del nostro ambiente. Ci auguriamo che il progetto possa diventare un modello per il futuro, dimostrando che successo economico e sostenibilità ambientale possano procedere di pari passo».

In quanto OSI, LEAP TO BLUE rientra tra i progetti più strutturati e finanziariamente rilevanti del Programma, realizzati da partenariati altamente qualificati e orientati a risultati concreti, come la sperimentazione di nuovi servizi e soluzioni e lo sviluppo di percorsi congiunti in settori strategici per l’area adriatica.

I sei partner del progetto definiranno un catalogo di servizi rivolto alle aziende: l’accesso sarà regolato da un sistema di voucher che saranno disponibili attraverso due call in programma rispettivamente nell’autunno 2026 e nell’estate 2027. I servizi che il progetto intende offrire alle PMI riguardano l’internazionalizzazione, l’offerta di alta formazione (su digitale e ESG) e aggiornamento delle competenze (upskilling) e la capacità di innovazione e trasferimento tecnologico, con l’obiettivo di accompagnare le imprese nelle transizioni in corso e rafforzarne la capacità di competere.

«LEAP TO BLUE – afferma Jelena Grancarić Milin, responsabile del Dipartimento di Trasferimento Tecnologico dell’Università di Zara - intende offrire alle PMI della blue economy, attraverso una combinazione di voucher e iniziative dedicate, un accesso rapido a competenze specialistiche, capacità e partnership transfrontaliere in grado di promuovere innovazione e crescita dei mercati».

«Il progetto – riprende Romanello – dispone infatti di quasi tre milioni di euro destinati al finanziamento di 162 voucher, per servizi di valore medio pari a 18 mila euro per impresa. L’Università di Trieste potrà stanziare oltre 400 mila euro per sostenere percorsi di formazione e sviluppo di competenze in chiave digitale e ambientale».        
I voucher saranno assegnati a coppie di imprese composte da un’azienda italiana e da una croata, con l’obiettivo di attivare 81 partnership transfrontaliere e favorire collaborazioni stabili lungo la filiera adriatica della blue economy. I servizi finanziati saranno erogati gratuitamente alle imprese, nel rispetto del quadro regolatorio applicabile, compreso quello relativo agli aiuti di Stato, secondo le modalità previste dal Programma.

Dopo la presentazione ufficiale alla stampa, l’Università di Trieste ospita nel pomeriggio il workshop regionale “LEAP TO BLUE: Opportunità e Servizi per le PMI nella Blue Economy” per approfondire strumenti, servizi e opportunità del progetto e contribuire alla definizione di un’offerta realmente coerente con i bisogni delle imprese.        

L’appuntamento è rivolto al target del progetto: le piccole e medie imprese attive nei settori dell’economia del mare e gli attori della formazione, della ricerca e del supporto all’innovazione. «Il workshop  chiarisce Guido Bortoluzzi, prorettore ai rapporti con le imprese e il territorio, Università di Trieste  è pensato per mettere a confronto PMI e stakeholder del territorio e raccogliere feedback attivi utili a definire un catalogo di servizi adeguato alle necessità delle aziende, sia nei contenuti sia nelle modalità di accesso». 

L’incontro ha in programma anche una sessione di approfondimento dedicata alle principali sfide per le PMI con gli interventi tra gli altri di Francesco Venier, docente UniTS e MiB ed esperto di innovazione organizzativa, Carlo Poloni docente UNITS e Presidente di ESTECO, Luca Braidotti, docente UniTS e CEO di Sipeom Srl, e Bostjan Lozer, advisor strategico su modelli di business. 

 

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Il progetto del programma Interreg ITA-CRO sostiene la doppia transizione verde e digitale. L’Università di Trieste si occuperà di formazione e capacity building delle imprese
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Porte Aperte a Gorizia 2026: l’evento di orientamento attrae oltre 430 ragazzi

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Il Polo di Gorizia di UniTS si conferma attrattivo: sono oltre 430 i ragazzi che hanno affollato la sede di via Alviano 18 per assistere alla presentazione dell’offerta formativa isontina.

I corsi di laurea in Scienze internazionali e diplomatiche, Assistenza sanitaria,  Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro e Architettura, forti degli ottimi risultati occupazionali, hanno attratto ragazzi interessati non solo dal territorio ma anche da fuori regione e dall’estero.

L’Ufficio Orientamento di Ateneo ha fornito ai visitatori tutte le informazioni necessarie all’iscrizione, organizzato presentazioni dedicate a ciascun corso di laurea e ai numerosi laboratori didattici presenti nel polo goriziano.

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Adesioni anche da fuori regione e dall’estero
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Il monologo “Il Valzer della bugia” apre l’edizione 2026 di "Orientati a cambiare il mondo, per un futuro sostenibile"

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E’ entrata nel vivo l’edizione 2026 di "Orientati a cambiare il mondo, per un futuro sostenibile", il programma PNRR dell’Ufficio Orientamento dell'Università di Trieste che propone corsi gratuiti sul tema della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Fino al 23 gennaio, 2.409 studenti e studentesse delle classi terze delle scuole secondarie di secondo grado, provenienti da 16 istituti della Regione, assisteranno in giornate diverse al primo modulo del progetto che propone la rappresentazione teatrale di Teatro Bandito "Il Valzer della bugia" di e con Francesca Zoccarato, attrice e alumna UniTS, ispirato al libro “La bugia che salvò il mondo” di Nicoletta Bortolotti.

Allestito per i ragazzi nella Sala Luttazzi di Porto Vecchio, il monologo racconta la storia di Giovanni Borromeo, primario dell'Ospedale Fatebenefratelli di Roma, che nel 1938 si inventò una malattia inesistente, il Morbo di K, per salvare molti ebrei dalla deportazione.

Un tema forte che invita a una riflessione profonda sul tema della “scelta”.

Al termine della rappresentazione, i due psicologi Alan Mattiassi e Anna Di Francia guidano i ragazzi alla scoperta di sé, delle proprie emozioni, della valenza dell'errore nel processo di scelta.

"Il primo dei 4 moduli è un apripista ai temi dell’orientamento: non parliamo dei corsi di studio, ma vogliamo accompagnare gli studenti al lessico e alla grammatica della “scelta” immaginando non solo che nel loro futuro ci possa essere un corso universitario, ma pensando anche a tutte quelle scelte, facili o difficili, che ogni giorno ciascuno di noi compie. Nei moduli PNRR parleremo di sostenibilità, ambientale, sociale, economica, ma con questo primo modulo entriamo nel mondo del teatro e del gioco – spiega Elisabetta Madriz, delegata della Rettrice alle Progettualità per l'Orientamento - Nella prima parte si assiste al monologo di Francesca Zoccarato, subito dopo l’attrice dialoga con i ragazzi sui temi trattati iniziando così a costruire il lessico della scelta, fatto di fatica, paura, pausa, compagni di viaggio, sogni, speranza, obiettivi, traguardi, resilienza, solitudine, presenza. Nella seconda parte si dà spazio alla leggerezza: insieme agli psicologi tutti partecipano a un gioco che aiuta a fare esercizi di scelta e diventa emblematico della vita, del decidere da che parte stare e perché, del fare scelte consapevoli e dell’essere responsabili, per noi e per le comunità grandi e piccole di cui facciamo parte."

A febbraio prenderanno il via il secondo e terzo modulo, che si svolgeranno nelle aule UniTS, che consisteranno in corsi tenuti dai docenti universitari dell’ateneo sui temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Il programma PNRR si concluderà con un incontro finale negli Istituti partecipanti in cui verranno introdotti argomenti di orientamento universitario con testimonianze di studenti tutor.  

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Il progetto di orientamento attivo di UniTS, in questi giorni in Sala Luttazzi a Porto Vecchio, coinvolge 2.400 ragazzi delle classi terze delle scuole secondarie di secondo grado della Regione
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UniTS riapre le immatricolazioni per tutti gli studenti e studentesse

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UniTS, che è oggi uno dei pochissimi atenei in Italia ad aver ottenuto la fascia A nell’accreditamento ministeriale, apre una finestra straordinaria di immatricolazioni da oggi 14 gennaio al 6 marzo 2026 per quasi tutti i Corsi di studio ad accesso libero. 

“Abbiamo voluto offrire una soluzione efficace per gli studenti che hanno frequentato il Semestre Aperto per l’accesso ai Corsi di Laurea in Medicina e chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria”, spiega la rettrice Donata Vianelli. “Chi non è riuscito a conseguire i crediti necessari, ha da oggi un ampio ventaglio di possibilità per proseguire il suo percorso universitario. Ma abbiamo colto l’occasione per offrire questa opportunità anche a tutti gli studenti e le studentesse che avevano scelto di posticipare l’iscrizione all’università e non si erano iscritti al semestre autunnale”.

Per tutti, quindi anche per i diplomati che non si sono iscritti all’università entro i termini classici, sono a disposizione fino al 6 marzo ben 15 percorsi nelle macro - aree delle Scienze sociali e umanistiche e Tecnologiche-Scientifiche.  

Questi i corsi aperti

Giurisprudenza (laurea magistrale a ciclo unico), Scienze politiche e dell’amministrazione, Discipline storiche e filosofiche, Lettere, Lingue e letterature straniere, Chimica, Fisica, Ingegneria civile e ambientale, Ingegneria elettronica e informatica, Ingegneria industriale, Ingegneria navale, Matematica, Statistica per l’assicurazione e business analytics, Geologia, Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura

Si tratta di corsi dove esistono ancora dei posti disponibili e per i quali l’Ateneo ha attivato anche percorsi di tutorato per supportare gli studenti che si iscrivono solo al secondo semestre. 

Per informazioni è possibile contattare l’Ufficio Orientamento di Ateneo.

Lauree Magistrali

Resta invariata invece la scadenza del 30 marzo 2026 per le immatricolazioni alle Lauree Magistrali ad accesso libero.

Abstract
La finestra straordinaria di iscrizioni è rivolta a tutti gli studenti interessati, anche per quanti non sono in posizione utile nella graduatoria del Semestre Aperto di Medicina e Odontoiatria
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