Giornata dell’Europa: dalla Dichiarazione Schuman alla competizione globale odierna Read more about Giornata dell’Europa: dalla Dichiarazione Schuman alla competizione globale odierna Immagine Titolo (55).jpg Data notizia Fri, 08/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Testo notizia Il 9 maggio si celebra la Giornata dell'Europa, che ricorda la dichiarazione Schuman del 1950, l’atto politico da cui prese avvio il processo di integrazione europea. È l’occasione per tornare al punto d’origine di un progetto che ha trasformato la cooperazione tra Stati in una struttura stabile di pace, diritto, crescita economica e presenza internazionale.La proposta avanzata dal ministro degli Esteri francese Robert Schuman prevedeva di mettere in comune la produzione franco-tedesca di carbone e acciaio, aprendola agli altri Paesi europei. Da quel primo nucleo prese forma la Comunità europea del carbone e dell’acciaio, premessa delle successive Comunità europee e dell’attuale Unione europea. La scelta non era soltanto economica: carbone e acciaio erano al centro dell’industria, della ricostruzione e della stessa possibilità di fare la guerra. Metterli sotto una gestione comune significava costruire un vincolo concreto tra Paesi che fino a pochi anni prima si erano combattuti.«Con la Dichiarazione del 9 maggio 1950 — osserva Georg Meyr, docente di Storia delle Relazioni internazionali — Robert Schuman propose un nuovo modello di relazioni internazionali, andando ben oltre la logica di una semplice collaborazione economica fra Stati». Il contesto era quello di un’Europa uscita a fatica dalla Seconda guerra mondiale e dal tramonto del proprio primato globale, consumato nelle fratture della prima metà del Novecento.La forza della proposta stava proprio nel suo realismo visionario. Non immaginava l’Europa come un edificio compiuto, ma come un processo: partire da funzioni essenziali, costruire istituzioni comuni, rendere progressivamente conveniente e necessario ciò che prima sembrava impossibile. Il comparto carbo-siderurgico, ricorda Meyr, era stato uno dei luoghi più sensibili delle tensioni tra Francia e Germania; la sua gestione sovranazionale indicava una via nuova, aperta agli Stati pronti ad aderire. Belgio, Italia, Lussemburgo e Olanda lo fecero immediatamente, mentre la geopolitica del tempo escludeva di fatto i Paesi sotto influenza sovietica.In questo metodo si trova uno degli elementi più originali dell’integrazione europea: non l’abolizione degli Stati, ma la costruzione graduale di una sovranità condivisa. «Solo l’approccio funzionalistico — sottolinea Meyr — rende in prospettiva immaginabile la realizzazione degli Stati Uniti d’Europa».Quella intuizione politica ha avuto nel tempo una traduzione giuridica sempre più ampia. «L’Unione europea — spiega Giuseppe Pascale, docente di Diritto internazionale — non sempre è stata una Unione». Le sue radici affondano nelle Comunità economiche europee, istituite nel 1957 con i Trattati di Roma, in cui gli Stati agivano prevalentemente secondo il metodo intergovernativo e con decisioni adottate quasi sempre all’unanimità.Da allora, il quadro è cambiato in modo profondo. L’Unione europea attuale è retta dal Trattato di Lisbona del 2007, cioè dall’insieme del Trattato sull’Unione europea e del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Ma soprattutto ha esteso il proprio campo di azione ben oltre il mercato comune originario. «Le Comunità — ricorda Pascale — non avevano competenza in materia di tutela dei diritti fondamentali né prevedevano una cittadinanza europea comune. In questi ambiti, invece, l’Unione europea oggi è competente, con innumerevoli vantaggi per chiunque viva sul suolo europeo».È uno dei passaggi meno visibili, ma più incisivi della costruzione europea: il mercato è diventato anche spazio di cittadinanza, le istituzioni economiche hanno generato diritti, procedure, tutele, forme di rappresentanza e strumenti di azione comune. Anche il processo decisionale mostra questa trasformazione. La maggior parte degli atti dell’Unione, sottolinea Pascale, non viene più adottata all’unanimità ma a maggioranza, segno di una crescente interconnessione tra gli Stati membri e di una solidarietà istituzionale divenuta parte dell’ordinamento europeo.L’UE si è inoltre dotata di regole giuridiche nell’ambito delle relazioni diplomatiche e di propri agenti diplomatici che la rappresentano negli Stati terzi e presso altre organizzazioni internazionali, nel quadro del Servizio europeo per l’azione esterna. «L’impianto federalista, dal 1957 a oggi — conclude Pascale — ha dunque fatto molti passi avanti anche e principalmente sul piano giuridico».La domanda, oggi, è se questa architettura sia sufficiente in un contesto internazionale più frammentato e competitivo. Per Federico Donelli, docente di Relazioni internazionali, l’Unione europea resta «uno dei pochi attori capaci di combinare peso economico, forza regolativa e vocazione multilaterale». È una combinazione rara, che ha reso l’Europa influente non solo per ciò che produce o scambia, ma per le regole, gli standard e i principi che è in grado di proiettare all’esterno.Le crisi degli ultimi anni hanno però mostrato i limiti di un modello che, per incidere davvero, deve essere sostenuto da una maggiore capacità di azione. Industria, energia, tecnologia e sicurezza sono diventate dimensioni centrali nei rapporti di forza globali. In questa prospettiva, Donelli richiama l’agenda Draghi, che ha posto al centro investimenti comuni, innovazione, difesa, riduzione delle dipendenze strategiche e maggiore integrazione dei mercati europei.«Per contare davvero nel mondo — osserva Donelli — l’UE è chiamata a trasformare la propria interdipendenza interna in potenza politica esterna, superando frammentazioni decisionali e ritardi nell’attuazione delle politiche comuni». La sfida non è replicare i modelli tradizionali della forza, ma dotarsi della capacità di difendere e promuovere i propri interessi senza rinunciare alla propria specificità normativa.In un sistema in cui commercio, energia e tecnologia sono sempre più spesso usati dagli attori globali come leve di potere, l’Europa non può limitarsi a essere un grande mercato regolato. Deve continuare a essere un progetto fondato su diritto, cooperazione e valori, ma con strumenti più rapidi, coesi e incisivi.C’è poi un altro aspetto, spesso trascurato nel dibattito pubblico: il ruolo dell’Europa nel progressivo avvicinamento tra economie partite da condizioni molto diverse. «Chi critica l’Unione Europea — afferma Luciano Mauro, docente di Economia politica — spesso dimentica che la sua storia è anche una storia di convergenza, cioè di riduzione delle distanze economiche tra europei».Dal Trattato di Roma del 1957 in poi, l’integrazione ha favorito crescita e recupero dei Paesi meno ricchi. L’ingresso dell’Irlanda nel 1973, della Grecia nel 1981, di Spagna e Portogallo nel 1986 portò nelle Comunità economie ancora lontane dal nucleo più sviluppato. Negli anni Ottanta, ricorda Mauro, la Spagna era circa al 70-75% della media europea, mentre il Portogallo si collocava intorno al 55-60%. Dopo il mercato unico del 1992, fondi strutturali e investimenti esteri contribuirono a ridurre il divario.Un processo analogo ha riguardato l’allargamento a Est del 2004-2007. La Polonia, ad esempio, è passata da circa il 51-52% della media UE nel 2004 a circa l’80% negli anni recenti. «Convergenza significa questo — spiega Mauro —: chi parte più indietro può avvicinarsi ai più ricchi. In concreto, significa più uguaglianza tra cittadini europei».La dimensione economica, in questa lettura, non è separata da quella politica. L’integrazione europea non ha solo creato un mercato più ampio, ma ha contribuito a ridurre differenze storiche tra Paesi, territori e cittadini. Per Mauro, rifiutare l’Unione significa spesso rifiutare anche questa riduzione delle distanze: «forse è proprio questo che ai nazionalismi non piace».Ne emerge un’immagine dell’Europa lontana sia dalla celebrazione retorica sia dalla critica semplificata. L’Unione è insieme memoria storica, ordinamento giuridico, spazio economico di convergenza e attore internazionale ancora incompiuto. La sua forza è stata trasformare interessi nazionali in istituzioni comuni; la sua difficoltà, oggi, è riuscire a farlo con sufficiente rapidità in un mondo in cui competizione strategica, transizioni tecnologiche, dipendenze energetiche e nuove fratture politiche chiedono decisioni più tempestive.Questa riflessione si inserisce anche nella storia dell’Università di Trieste e del suo radicamento a Gorizia. Il corso di laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche, nato nel 1989 nel Polo Universitario Goriziano e celebrato nel 2024 a trentacinque anni dalla fondazione, rappresenta da tempo uno spazio di formazione e analisi dedicato alle relazioni internazionali, alla diplomazia, alla politica europea, all’economia internazionale e ai sistemi politici comparati.Gorizia, città di confine e oggi laboratorio europeo, rende particolarmente concreto il senso di questa riflessione. Qui l’Europa non è soltanto un quadro istituzionale, ma una realtà che attraversa territori, lingue, memorie e pratiche quotidiane. In un luogo segnato dalla storia del Novecento e dalle sue linee di frattura, studiare l’Europa significa leggere da vicino ciò che l’integrazione ha reso possibile e le questioni che restano ancora aperte.Anche per questo, la Giornata dell’Europa offre l’occasione per collegare memoria, formazione e responsabilità civile. A Gorizia, nei percorsi oggi dedicati alla diplomazia e alla cooperazione internazionale, il progetto europeo continua a essere studiato non come un’eredità acquisita, ma come un processo storico, giuridico, economico e politico da comprendere nella sua evoluzione e nelle sue sfide presenti. Abstract Il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali in una lettura a più voci del progetto che ha cambiato la storia del continente Mostra nel diario Off
Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: stand informativo in Piazzale Europa Read more about Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: stand informativo in Piazzale Europa Immagine WhatsApp Image 2026-05-05 at 10.03.31.jpeg Data notizia Fri, 08/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Enti e aziende Territorio e società Testo notizia UniTS celebra la Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: l’8 maggio le volontarie e i volontari del Comitato di Trieste saranno presenti nel parcheggio del Campus di Piazzale Europa dalle 9.00 alle 15.00 con uno stand informativo.Lo spazio offrirà dimostrazioni pratiche di primo soccorso, prevenzione alcologica in riferimento alla guida sicura e attività di sensibilizzazione sugli emblemi fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: Umanità, Imparzialità, Neutralità, Indipendenza, Volontariato, Unità e Universalità.Sarà inoltre presentata la campagna “Health Care in Danger / Non sono un bersaglio”, dedicata alla protezione del personale sanitario e umanitario nei contesti di crisi.La ricorrenza, istituita in occasione dell’anniversario della nascita di Henry Dunant, fondatore del Movimento, rappresenta un momento di riconoscimento dell’impegno di milioni di volontarie e volontari, operatrici e operatori umanitari che, ogni giorno, agiscono in tutto il mondo per prevenire e alleviare la sofferenza umana, tutelare la dignità delle persone e sostenere le comunità più vulnerabili. Abstract L’ateneo si colorerà di rosso nella notte dell’8 maggio Mostra nel diario Off
Vaccini, corso online gratuito per saperne di più Read more about Vaccini, corso online gratuito per saperne di più Immagine WhatsApp Image 2026-05-07 at 10.08.08 (1).jpeg Data notizia Thu, 07/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Quando si parla di vaccini è importante trovare risposte affidabili in mezzo al mare di informazioni che inonda il web. Nasce da qui Vaccinare bimbi e bimbe: una scelta consapevole, un viaggio di in-formazione virtuale completamente gratuito che accompagna mamme, papà, nonni, futuri genitori e chiunque voglia approfondire il tema, offrendo un punto di riferimento scientifico, chiaro e indipendente.In sette tappe, il corso tocca tutti gli aspetti essenziali delle vaccinazioni pediatriche. Si parte dalle basi: che cosa sono i vaccini, come proteggono il singolo bambino e l’intera comunità, quali tipologie di vaccini esistono e come si differenziano, come funziona il calendario vaccinale e perché i richiami sono fondamentali. Seguono poi le risposte alle domande che più preoccupano: quali controlli attraversa un vaccino prima di essere autorizzato? E dopo? Quali sono le vere controindicazioni alla vaccinazione?Il viaggio si conclude fornendo indicazioni su dove trovare informazioni attendibili e aggiornate sui vaccini e uno sguardo alle novità della ricerca scientifica nel campo vaccinale.Alla realizzazione del corso hanno contribuito i professionisti dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste e dell’Università di Trieste. Il gruppo di lavoro è composto dal prof. Gabriele Stocco (Specialista in Farmacologia e Tossicologia Clinica e docente UniTS), dalla dott.ssa Anna Arbo (che guida la struttura di Farmacia del Burlo), dal prof. AlbertoTommasini (Direttore del laboratorio di Pediatria del Burlo e docente di Pediatria e Patologia a UniTS), dal dott. Giuliano Ponis (specializzando in Farmacologia e Tossicologia Clinica e ricercatore sanitario del Laboratorio di Diagnostica Avanzata Traslazionale) e dalla dott.ssa Beatrice Geo (specializzanda in Farmacologia e Tossicologia Clinica e farmacista borsista del progetto COSIsiFA).COSISIFA. Il corso s’inserisce nel progettoCOSIsiFA – Comunicazione, Sensibilizzazione e Informazione su un uso Sicuro e appropriato dei FArmaci, promosso e finanziato da AIFA (l'Agenzia Italiana del Farmaco), che coinvolge 60 Centri distribuiti in tutta Italia. Si tratta di una delle più ampie iniziative nazionali per promuovere un uso informato, critico e consapevole dei farmaci. Abstract UniTS e IRCCS materno - infantile Burlo Garofolo hanno collaborato alla realizzazione del corso pensato per i genitori Mostra nel diario Off
C’è tanta UniTS alla Maker Faire Trieste del 9 e 10 maggio 2026! Read more about C’è tanta UniTS alla Maker Faire Trieste del 9 e 10 maggio 2026! Immagine Progetto senza titolo (73).png Data notizia Thu, 07/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Futuri studenti Studenti iscritti Territorio e società Testo notizia I tre team universitari Audace Sailing Team, Astreo, UniTS Racing Team racconteranno alla Maker Faire Trieste le loro attività rispettivamente in ambito velico, aerospaziale e automobilistico svelando anche i loro programmi futuri.Appuntamento – talk con i ragazzi dei team sabato 9 maggio dalle 12.20 alle 13.20 nel tendone aperto al pubblico in Piazza dell’Unità d’Italia.A seguire anche i rappresentanti del Gruppo Astrofili Universitario di Trieste.Per tutti e due giorni di manifestazione Astreo e UniTS Racing Team allestiranno un banchetto espositivo e informativo delle loro attività.Maker Faire, sostenuto da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, è un raduno di personaggi curiosi ed affascinanti, che vogliono imparare tecniche nuove e amano condividere quello che fanno. Dagli ingegneri agli artisti, dagli scienziati agli artigiani, Maker Faire è il posto dove tutti questi “maker” possono dimostrare al pubblico i loro hobby, invenzioni e creazioni. Abstract Audace Sailing Team, Astreo e Racing Team in Piazza Unità Mostra nel diario Off
Minerali critici e terre rare, un policy report di Federico Donelli analizza il ruolo della Turchia nelle strategie europee Read more about Minerali critici e terre rare, un policy report di Federico Donelli analizza il ruolo della Turchia nelle strategie europee Immagine Titolo (54).jpg Data notizia Wed, 06/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Testo notizia La sicurezza delle catene di approvvigionamento è oggi uno dei nodi centrali per l’Unione europea, soprattutto in settori strategici come quelli dei minerali critici e delle terre rare. Da questo punto di vista prende le mosse il nuovo policy report di Federico Donelli, docente di Relazioni internazionali dell’Università di Trieste, e Riccardo Gasco, che individua nella Turchia un possibile interlocutore per rafforzare la resilienza industriale europea.Pubblicato dall’Istanbul Political Research Institute (IstanPol) come policy report della serie Foreign Policy Program (aprile 2026-004), con il contributo della Friedrich-Ebert-Stiftung Foundation Turkey Representation, il lavoro, intitolato Critical Minerals, Rare Earths, and the Türkiye–EU Partnership. Supply Chain Resilience and the Restructuring of the Global Order, analizza il rapporto tra materie prime strategiche, sicurezza economica e politica industriale europea, soffermandosi sul ruolo che la Turchia potrebbe assumere nella costruzione di filiere più resilienti.Il report evidenzia come le catene di approvvigionamento abbiano assunto un rilievo crescente nella competizione internazionale e richiama, in particolare, il tema della lavorazione e della raffinazione delle terre rare. Secondo gli autori, è soprattutto in questo segmento della filiera che si misura oggi una delle principali vulnerabilità europee, anche alla luce della forte concentrazione di capacità in Cina.In questo quadro, la Turchia viene indicata come un interlocutore di potenziale interesse per l’Unione europea, sia per la prossimità geografica sia per la presenza di una base industriale, di capacità di raffinazione e di un legame economico già consolidato con il mercato europeo. Il paper sottolinea inoltre l’esistenza di una strategia nazionale turca orientata al rafforzamento del settore dei minerali critici e richiama, tra gli elementi di attenzione, anche il ruolo già svolto dal Paese in alcune filiere di approvvigionamento.Accanto a queste potenzialità, lo studio richiama i limiti dell’attuale quadro europeo. Gli autori osservano infatti che il Critical Raw Materials Act, pur fissando obiettivi strategici rilevanti, incontra ancora difficoltà nella fase di attuazione. Allo stesso tempo, il report segnala per la Turchia alcuni nodi aperti, legati alla governance del settore minerario, agli standard ambientali, alla certificazione dei giacimenti e al contesto politico e diplomatico entro cui si sviluppano le relazioni con Bruxelles.“Il lavoro – spiega Federico Donelli – collega, inoltre, il tema dei minerali critici alla più ampia evoluzione dell’ordine internazionale. In questa prospettiva, il conflitto con l’Iran viene richiamato come un fattore che ha contribuito a rendere ancora più evidente l’intreccio tra energia, logistica, industria della difesa e approvvigionamento di materie prime, rafforzando la necessità, per l’Europa, di dotarsi di strumenti più efficaci di resilienza economica e strategica”.Nella parte conclusiva, il report formula sei raccomandazioni rivolte alla Commissione europea, agli Stati membri e al governo turco. Tra queste, gli autori indicano l’opportunità di avviare un partenariato strategico formale tra Unione europea e Turchia sulle materie prime critiche, di orientare investimenti europei verso infrastrutture di lavorazione e raffinazione in territorio turco e di istituire un gruppo di lavoro congiunto dedicato alla resilienza delle supply chain e alla modernizzazione dell’Unione doganale.Il paper suggerisce inoltre di valorizzare l’attuale fase di instabilità regionale per rafforzare il coordinamento tra le due parti anche sul piano energetico, di sviluppare un impianto pilota congiunto per il trattamento delle terre rare e di assicurare una presenza europea più tempestiva nei principali contesti internazionali in cui si definiscono priorità e assetti del settore.Il contributo di Federico Donelli si inserisce nel suo percorso di ricerca dedicato ai nuovi assetti geopolitici e al ruolo degli attori regionali nello spazio euro-mediterraneo, mediorientale e africano. In questo caso, il focus sul rapporto tra Unione europea e Turchia offre una chiave di lettura su un dossier che interessa direttamente la politica industriale, la sicurezza economica e il posizionamento internazionale dell’Europa. Abstract Pubblicato dall’Istanbul Political Research Institute, il contributo approfondisce il rapporto tra materie prime strategiche, sicurezza economica e politica industriale europea Mostra nel diario Off
Al via la XV edizione di Rose Libri Musica Vino Read more about Al via la XV edizione di Rose Libri Musica Vino Immagine Progetto senza titolo (72).png Data notizia Tue, 05/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Impegno pubblico e sociale Destinatari target Studenti iscritti Enti e aziende Territorio e società Testo notizia È in partenza la XV edizione di Rose Libri Musica Vino, promossa dalla cooperativa sociale Agricola Monte San Pantaleone e dall’Università degli Studi di Trieste, che si terrà tutti i venerdì di maggio a partire dall’8 nel Roseto del Parco di San Giovanni, un luogo che è l’emblema del possibile e la testimonianza di come anche nel buio più profondo si possano accendere luci per coltivare speranza e fiducia nell’umanità, per continuare a vivere e non semplicemente ad esistere, per «cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio», per dirla con Calvino.Si comincia venerdì 8 maggio con il libro “Donne che pensano di notte” (Bottega Errante Edizioni, 2025) di Silvana Dragutinovic ed Enzo Martines, la storia vera di una donna che ha lottato con tutte le sue forze per cambiare il proprio destino.Nada, la protagonista, nasce in Croazia e trascorre i primi anni della sua infanzia con i nonni in un mondo sicuro e accogliente. A soli otto anni i genitori la portano via: il suo nuovo destino l’aspetta in un campo rom, in Italia. Un universo regolato da codici ferrei, dove ogni gesto è controllato, dove le donne portano il peso più grande e le bambine non hanno diritto a studiare. La realtà è fatta di frustate del padre, di botte e violenze del marito a cui viene venduta come sposa bambina a soli 14 anni. A 17 anni subisce una violenza da parte di un gruppo di ragazzi italiani. Per sopravvivere a tutto questo decide di farsi arrestare, l’estremo tentativo per mettere al sicuro sé stessa e i suoi figli. Non solo non trova protezione nell’istituto di pena, ma viene condannata a morte dalla sua stessa comunità. La fuga finale e l’intervento dei carabinieri saranno la svolta nella vita di Nada e l’inizio della sua rinascita.Un romanzo che non è solo una storia personale, ma un racconto collettivo che vuole dare voce alle donne che non riescono a chiedere aiuto per paura che la società non sia in grado di accoglierle, per la precarietà economica, per la mancanza di fiducia nelle istituzioni. Un romanzo che è anche una denuncia diretta al sistema di protezione delle donne maltrattate, ai suoi limiti e alle sue contraddizioni. Un romanzo che vuol essere una luce per tutte le donne che si trovano all’inferno e non trovano una via d’uscita.Alle ore 18 gli autori dialogheranno con Federica Anastasia, psicologa e docente di Abusi e violenze contro le donne e i minori all’Università di Trieste.Prima dell’appuntamento con il libro a inaugurare la giornata ci sarà la passeggiata tra le rose guidata da Donata Degrassi, volontaria degli Amici del Roseto, che racconterà la storia del roseto diffuso del Parco di San Giovanni e descriverà le “famiglie” di rose che in quel luogo hanno trovato casa: la partenza è fissata alle ore 16 con ritrovo all’ingresso del roseto.Al termine della conversazione attorno a “Donne che pensano di notte”, alle ore 19, Simonetta Lorigliola, giornalista e autrice, esperta di cultura materiale, dialogherà con il vignaiolo Marco Pinat, che a Savorgnano del Torre (Udine) cura piccoli vigneti storici senza mai dimenticare i valori ambientali, la conservazione del paesaggio e la salute del consumatore. Le sue piccole vigne, divise in diversi appezzamenti per un totale di un solo ettaro e mezzo, sono testimonianze della viticoltura storica friulana: in particolare, sia le uve tocai (da cui nasce il suo Friulano) sia le uve refosco (da cui l’omonimo Refosco dal peduncolo rosso) appartengono a vecchie tipologie di vitigni, abbandonati quasi da tutti perché, pur producendo uve intense e succose, danno produzioni molto limitate.A conclusione della giornata inaugurale andrà in scena la musica con Katy Maurel e Tony Kozina, in arte Deep Souls, un duo che spazia dalla musica pop al jazz standards fino alla bossanova brasiliana: venerdì 8 maggio in Roseto darà voce a grandi interpreti femminili come Aretha Franklin, Mina, Lady Gaga, Tracy Chapman, Mia Martini, Ornella Vanoni, Adele, Ella Fitzgerald, Whitney Houston.Confermata infine anche quest’anno l’attenzione ai bambini e alle bambine (dai 5 ai 12 anni, anche più piccoli se accompagnati), per i quali Minimu propone dalle 16 alle 17.30 un laboratorio dal titolo Fiori e Parole, attività per la quale è gradita la prenotazione al numero +39 349 3256747 ed è richiesto un contributo di 10,00 euro.In caso di maltempo gli incontri si terranno al teatro Franca e Franco Basaglia. Abstract Primo appuntamento venerdì 8 maggio dalle 16 nel roseto del Parco di San Giovanni Mostra nel diario Off
La rettrice dell'Università Cattolica del Portogallo in visita a UniTS Read more about La rettrice dell'Università Cattolica del Portogallo in visita a UniTS Immagine Titolo (53).jpg Data notizia Mon, 04/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Internazionale Testo notizia UniTS ha accolto oggi Isabel Capeloa Gil, rettrice dell’Università Cattolica del Portogallo di Lisbona. Scopo della visita il rafforzamento della collaborazione tra i due atenei nell’ambito dell’Alleanza Transform4Europe (T4EU) e per l’internazionalizzazione dei percorsi di Dottorato.In dettaglio, a seguito della Summer School dottorale organizzata nel 2025 dal C.U.R. E. (Centro Interdiscipinare di Studi Avanzati) della Università di Saarbrücken con il Zentrum für Literaturforschung di Berlino, in programma anche per il 2026, la prof.ssa Maria Carolina Foi, docente di Letteratura tedesca a UniTS, ha aperto la collaborazione tra UniTS e l’Università Cattolica del Portogallo in ambito dottorale.Collaborazione che si aggiunge a quelle già esistenti nelle attività di T4EU e nella progettazione congiunta di una nuova laurea Magistrale in lingue romanze, assieme anche alle Università di Alicante e alla “Jean Monnet” di Saint Etienne.Presenti all’incontro la rettrice Donata Vianelli, Alberto Pallavicini, referente per l'Alleanza Europea Transform4Europe, Maria Carolina Foi, docente di Letteratura tedesca e Sergia Adamo, docente di Critica Letteraria e Letterature Comparate, direttrice vicaria del DiSU. Abstract La rettrice Vianelli, assieme ai proff. Pallavicini, Foi e Adamo, hanno incontrato la massima autorità dell'ateneo portoghese, partner di T4EU Mostra nel diario Off
UniTS e Fondazione Pittini rinnovano la convenzione quadro Read more about UniTS e Fondazione Pittini rinnovano la convenzione quadro Immagine Titolo (52).jpg Data notizia Thu, 30/04/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia L’Università di Trieste e la Fondazione Pietro Pittini rinnovano la convenzione quadro dedicata allo sviluppo di iniziative comuni nell’ambito della cultura d’impresa, della sostenibilità, dell’autoimprenditorialità e dell’innovazione sociale.L’accordo, approvato dal Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo e firmato dalla rettrice Donata Vianelli e dalla presidente Marina Pittini, consolida un rapporto orientato alla costruzione di opportunità formative, progettuali e di crescita per studenti, laureati e giovani del territorio.La Fondazione Pietro Pittini opera come ente filantropico con particolare attenzione allo sviluppo educativo, occupazionale, sociale e culturale, rivolgendosi in modo prioritario a bambini, giovani e persone in condizioni di fragilità. Segue inoltre i temi dell’orientamento al lavoro e del raccordo tra formazione e impresa. In questa prospettiva, il dialogo con l’Università consente di mettere in relazione competenze accademiche, progettualità sociali ed esigenze del mondo produttivo.La convenzione prevede la possibilità di realizzare seminari, conferenze, attività formative e divulgative su temi quali creazione d’impresa, sostenibilità, processi di innovazione sociale e trasferimento della conoscenza. Tra gli ambiti previsti rientrano anche la preparazione di tesi, lo svolgimento di stage e tirocini, l’attivazione di borse di avviamento alla ricerca e premi di laurea.Le attività condivise potranno favorire occasioni di contaminazione interdisciplinare e intersettoriale, con l’obiettivo di generare impatto sociale attraverso il confronto tra saperi, esperienze e competenze diverse. L’intesa rafforza così un percorso coerente con la Terza missione dell’Ateneo e con l’impegno della Fondazione nel sostenere iniziative capaci di avvicinare formazione, impresa, innovazione e responsabilità sociale. Abstract Prosegue la collaborazione su cultura d’impresa, sostenibilità, innovazione sociale e percorsi formativi rivolti alle giovani generazioni Mostra nel diario Off
Ricerca UniTS: produttiva, meritocratica e d’impatto per la società Read more about Ricerca UniTS: produttiva, meritocratica e d’impatto per la società Immagine UniTS minerva (1).jpg Data notizia Wed, 29/04/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Società e territorio Destinatari canale Ateneo Ricerca Impegno pubblico e sociale Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Seconda a parimerito con Ca' Foscari di Venezia tra gli atenei di media dimensione del NordEst nella valutazione delle pubblicazioni scientifiche di ricercatori che hanno ottenuto un avanzamento di carriera tra il 2020 e il 2024 e in nona posizione tra gli atenei italiani.Seconda tra tutte le Università del Nordest per la valorizzazione delle conoscenze/impegno pubblico e sociale e settima a livello nazionale, davanti anche ad atenei di mega dimensioni.Dalla prima fotografia emersa dalla Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2020-2024 realizzata da ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), UniTS emerge come un ateneo con una valutazione complessiva delle pubblicazioni al di sopra della media nazionale, dove si promuovono i ricercatori meritevoli e, soprattutto, fucina di Ricerca con un forte impatto sulla società.Quest’ultimo indicatore, in dettaglio, valuta il valore generato “fuori dall’Università” in termini di ricadute su territorio e società: progetti sociali, territoriali e lifelong learning, public engagement, ricerche con impatto su salute, benessere, sostenibilità e inclusione, trasferimento tecnologico e imprenditorialità accademica.La VQR ha valutato articoli, monografie e altri contributi di ricerca pari a 199.816 prodotti rispetto ai circa 182.000 presentati nella precedente indagine 2015-2019. I ricercatori accreditati sono stati oltre 75.800. È aumentato anche il numero delle Università prese in considerazione, salite a 100. I lavori sono stati suddivisi tra 19 Gruppi di Esperti della Valutazione (GEV), complessivamente composti da 719 esperti disciplinari e 37 esperti interdisciplinari provenienti da Istituzioni italiane e non. Nella valutazione sono stati inoltre coinvolti oltre 6.740 revisori esterni internazionali. Abstract Ateneo promosso anche in base ai nuovi risultati della Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) di ANVUR Mostra nel diario Off
Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro Read more about Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro Immagine Progetto senza titolo - 2026-04-28T110317.080.png Data notizia Tue, 28/04/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Enti e aziende Territorio e società Testo notizia L’università di Trieste in occasione del 28 aprile, data individuata dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) come Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, partecipa ad un’iniziativa congiunta per rafforzare, a livello accademico e territoriale, la cultura della prevenzione e della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, di studio e di vita.In questa occasione gli Atenei si uniscono per realizzare un’iniziativa dal grande valore simbolico e divulgativo: studenti, personale docente e tecnico-amministrativo saranno coinvolti in una simulazione di un evento emergenziale e nella conseguente prova di evacuazione contemporaneamente nelle diverse sedi universitarie, in edifici particolarmente rappresentativi.La prova di evacuazione sarà conseguente alla simulazione di una situazione di emergenza, con la contestuale attivazione dei sistemi di allarme e l’applicazione delle procedure previste dai piani di sicurezza ed emergenza di ciascun Ateneo. I partecipanti saranno chiamati a interrompere temporaneamente le attività didattiche, di ricerca e amministrative per dirigersi ordinatamente e con la dovuta calma verso un “Punto di raccolta” sicuro predefinito, seguendo la segnaletica di sicurezza e le indicazioni del personale addetto alle emergenze.L’iniziativa permetterà di verificare l’efficacia delle procedure operative di emergenza, il coordinamento tra le diverse strutture, la tempestività delle comunicazioni, la capacità di risposta del personale, studenti e utenti coinvolti e permetterà di rafforzare la cultura della prevenzione e della sicurezza all’interno della comunità accademica.La simulazione rappresenterà, inoltre, un’occasione più generale di sensibilizzazione sull’importanza della preparazione e della auto-responsabilità e proattività in caso di evento critico e/o emergenziale.L’iniziativa è promossa nell’ambito della rete di coordinamento dei Servizi di Prevenzione e Protezione delle Università italiane, con il sostegno della Commissione Sicurezza ed Antincendio della CRUI, e si configura come prima azione congiunta a livello inter-ateneo che ben si inserisce nel progetto “Atenei Uniti per una Sicurezza Condivisa”.La progettualità punta ad essere un impegno collettivo volto a trasformare la sicurezza da obbligo normativo a valore condiviso. Le università, anche attraverso i rispettivi Servizi di Prevenzione e Protezione che operano in sinergia tra loro, assumono un ruolo strategico nel promuovere un cambiamento culturale strutturale e duraturo, nel mentre, possono costituire un autentico motore di cambiamento, capace di incidere in maniera sostanziale sui comportamenti, sia dei singoli che collettivi, affinché la “prevenzione” e il “prendersi cura della propria e altrui salute e sicurezza” diventino parte integrante di ciascuno di noi.L’Università di Trieste con la sua Rettrice, Donata Vianelli, promuove l’iniziativa perchè ogni azione finalizzata ad aumentare la sensibilità e la consapevolezza sulle tematiche della sicurezza rappresenta un piccolo ma sostanziale passo verso l’accrescimento della cultura della prevenzione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Abstract UniTS aderisce al progetto “Atenei Uniti per una Sicurezza Condivisa” Mostra nel diario Off