Studenti particolarmente meritevoli, migliori matricole e PHD Award: consegnati i premi Per saperne di più su Studenti particolarmente meritevoli, migliori matricole e PHD Award: consegnati i premi Immagine premiazioni_2 (2).jpg Data notizia Ven, 30/10/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia In occasione della Cerimonia di inaugurazione del 103° Anno Accademico sono stati conferiti premi a studenti meritevoli, alle migliori matricole e i PHD Innovation Award. Premio della Fondazione Università degli Studi di Trieste (FUST)La FUST eroga premi dell’importo medio di 2.500 € a studenti dei Corsi di laurea Triennale e Magistrale UniTS particolarmente meritevoli. Questi gli studenti e le studentesse che hanno ricevuto il premio consegnato dalla Rettrice Donata Vianelli e dal prof. Paolo Rosato, rispettivamente Presidente e Vicepresidente FUST:Nicole Romano - Corso di laurea in Odontoiatria e protesi dentariaDipartimento universitario clinico di scienze mediche, chirurgiche e della saluteLorenzo Santagati - Corso di laurea in InfermieristicaDipartimento universitario clinico di scienze mediche, chirurgiche e della saluteGaia Modugno - Corso di laurea in Professioni sanitarie Dipartimento universitario clinico di scienze mediche, chirurgiche e della saluteJessica Rigoni – Corso di laurea in Medicina e ChirurgiaDipartimento universitario clinico di scienze mediche, chirurgiche e della saluteMatilde Millo – Corso di laurea magistrale in Ingegneria clinicaDipartimento di ingegneria e architetturaGiada Citraro - Corso di laurea magistrale in Ingegneria clinica Dipartimento di ingegneria e architetturaLara Baschino – Corso laurea magistrale in FilosofiaDipartimento di Studi UmanisticiLeonardo Francesco Barutta – Corso di laurea in Scienze internazionali e diplomaticheDipartimento di Studi Politici e SocialiManuel Caraba - Corso di laurea magistrale in FisicaDipartimento di FisicaMatilde Sfiligoi - Corso di laurea magistrale in Chimica in memoria di Marta GianelliDipartimento di scienze chimiche e farmaceutiche Elga Zonero – Corso di laurea in GeologiaDipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze Premio alle matricole meritevoli 2024 – ’25 – Fondazione CRTrieste (NELLA FOTO IN HOME PAGE)Il contributo di 1.500 Euro, sostenuto da Fondazione CRTrieste per valorizzare il merito, incentivare l’eccellenza e promuovere un ambiente accademico che stimoli l’impegno e la crescita personale, è stato consegnato dalla Rettrice Donata Vianelli, e dal dott. Massimo Paniccia, Presidente Fondazione CRTrieste, a:Gian Alejandro AvalloneDipartimento di Scienze economiche, aziendali, matematiche e statisticheMatteo BellomoDipartimento universitario clinico di Scienze mediche, chirurgiche e della saluteEnrico DeianaDipartimento di Ingegneria e ArchitetturaAlessandro De NardoDipartimento di FisicaSimona GrecoDipartimento di Scienze giuridiche, del linguaggio, dell’interpretazione e della traduzioneDesiree KrejnerDipartimento di Scienze politiche e socialiNicola Giovanni LughiDipartimento di Scienze della VitaPriscilla MatteuzziDipartimento di Studi UmanisticiMarco MongeraDipartimento di Scienze chimiche e farmaceuticheChristian VilerDipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze Phd Innovation AwardsSono cinque i Dottori di Ricerca UniTS premiati con 3.000 euro ciascuno per il PHD Innovation Award, il premio pensato per celebrare il merito, l’innovazione e la creatività dei giovani scienziati. Il contributo è devoluto dalla Fondazione CRTrieste.Hanno consegnato i premi la Rettrice, Massimo Paniccia, Presidente Fondazione CRTrieste e Francesco Longo, Delegato ai Dottorati di Ricerca.Karim Abdel Hady - Corso di Dottorato in ChimicaAlessandro Thomas Muzi Falconi - Corso di Dottorato in Fisica Mauro Giuffrè - Corso di Dottorato in Applied Data Science and Artificial IntelligenceVittoria Berutto - Corso di Dottorato in Biomedicina molecolareMarika Gobbo - Corso di Dottorato in Neuroscienze e Scienze cognitive Abstract L’inaugurazione del nuovo anno accademico ha ospitato le cerimonie di conferimento Mostra nel diario Off Fotogallery
Inaugurato il 103° Anno Accademico Per saperne di più su Inaugurato il 103° Anno Accademico Immagine 2026_10_30_Inaugurazione AA_029 (1).jpg Data notizia Ven, 30/10/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Cresce l'Università di Trieste e rafforza il suo impegno per lo sviluppo del territorio, puntando su ricerca, innovazione e collaborazione con istituzioni e imprese. In occasione dell'inaugurazione del 103° anno accademico, la rettrice Donata Vianelli rilancia la sfida di un Ateneo capace di affrontare le criticità con spirito propositivo.«Il nostro Ateneo sceglie di reagire con decisione, trasformando la complessità del presente in un forte impulso al cambiamento», ha dichiarato la Rettrice, richiamando la necessità di coniugare pragmatismo, capacità progettuale e visione del futuro, in un contesto internazionale segnato da conflitti e in una fase complessa per il sistema universitario, dopo la conclusione dei finanziamenti straordinari del PNRR.Rivolgendosi agli studenti che provengono da zone di conflitto, Vianelli ha poi voluto sottolineare che: “A tutti loro va la vicinanza, la solidarietà e il sostegno concreto della nostra università, che deve rimanere sempre un luogo sicuro di accoglienza, dialogo e libero confronto”.Crescono studenti e attrattivitàI numeri confermano il dinamismo dell'Ateneo: l'anno accademico 2025/2026 si è chiuso con quasi 19.000 iscritti, che superano i 20.800 considerando dottorandi e corsisti di master. Le immatricolazioni al nuovo anno accademico sono aumentate del 22,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, frutto di un’attività di orientamento strategica e capillare.La comunità studentesca UniTS rappresenta oggi circa il 10% della popolazione di Trieste.La crescita si fonda sulla qualità dell'offerta formativa, sull'internazionalizzazione e sulle prospettive occupazionali: per i laureati magistrali i tassi di occupazione sfiorano il 100%, con retribuzioni superiori alla media nazionale. UniTS figura inoltre nell’élite degli atenei italiani valutati dal Ministero in Fascia A, corrispondente al giudizio di piena soddisfazione. L'aumento degli studenti ha reso urgente ampliare e rinnovare aule, sale studio, residenze e spazi di aggregazione. «Se UniTS cresce, è anche merito di una Regione sempre più forte e attrattiva», ha sottolineato Vianelli, indicando nella collaborazione tra Università, istituzioni e territorio la chiave per rispondere alle nuove esigenze e trasformare gli investimenti sugli spazi in un'opportunità di rigenerazione anche urbana e sociale.Ricerca e imprese: la conoscenza diventa innovazioneLa ricerca resta uno dei pilastri di UniTS, con investimenti nelle infrastrutture dedicate a idrogeno, tecnologie quantistiche, intelligenza artificiale, medicina e cambiamenti climatici, senza dimenticare la ricerca umanistica e sociale che rappresenta i fondamenti della nostra società.Laboratori e infrastrutture, nelle parole della Rettrice, sono pensati come luoghi aperti alla collaborazione con gli enti di ricerca e il sistema produttivo, per creare valore e attrarre investimenti anche attraverso il trasferimento tecnologico.Nel 2026 l'Ateneo ha avviato 8 progetti del Fondo Italiano per la Scienza, per circa 8 milioni di euro, ai quali si aggiungono 10 progetti PRIN per oltre 2 milioni di euro e la partecipazione ai programmi europei di ricerca.Il collegamento con il sistema produttivo passa anche dal sostegno all'imprenditorialità e agli spin-off accademici, dall'Innovators Community Lab e dai team studenteschi: sono circa 200 gli studenti coinvolti nei tre team universitari Astreo, Racing Team e Audace Sailing Team, impegnati in progetti di innovazione sostenibile che vanno dall'ingegneria, alla nautica, alla motoristica fino alle tecnologie spaziali.Un'alleanza strategica con il territorioLa crescita dell'Ateneo si inserisce in una strategia condivisa con gli enti del territorio e il sistema produttivo. Il nuovo Piano strategico 2027-2032, che sarà presentato nei prossimi mesi, nasce da un percorso di ascolto corale.L'obiettivo è costruire conoscenza insieme a imprese, istituzioni e cittadini, rafforzando anche il ruolo dei poli territoriali di Gorizia, Portogruaro e Pordenone.“I Comuni, le Camere di Commercio e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, insieme a un tessuto produttivo, industriale e culturale dinamico e collaborativo, confermano quotidianamente la centralità della nostra Università nello sviluppo economico e sociale dell’intera comunità - ha sottolineato Vianelli - Accanto a noi abbiamo anche realtà importanti come la Fondazione CRTrieste, la Fondazione Beneficentia Stiftung e le Fondazioni Benefiche Alberto e Kathleen Casali, che desidero ringraziare per la loro generosità. Ma anche benefattori, che ogni anno ci aiutano perché credono nella nostra comunità”.Sul fronte dell'impatto sociale, la recente Valutazione della qualità della Ricerca ha collocato UniTS all'8° posto assoluto tra gli atenei italiani e al 6° tra le università statali per la terza missione.Apertura internazionale e responsabilità socialeL'internazionalizzazione resta una priorità, attraverso l'alleanza europea Transform4Europe, lo sviluppo di percorsi formativi condivisi e il rafforzamento dei servizi per gli studenti internazionali. In un contesto segnato da conflitti e tensioni geopolitiche, l'Ateneo conferma inoltre il proprio impegno per l'accoglienza e il sostegno agli studenti provenienti dalle aree di guerra.Una prospettiva che pone al centro la capacità di fare rete e di rispondere con soluzioni concrete alle sfide della crescita, mettendo la qualità della formazione, la ricerca e l'innovazione al servizio delle nuove generazioni e dell'intera comunità.Nel corso della cerimonia sono state premiate le matricole meritevoli dell’Anno Accademico 2025-‘26, consegnati i premi del PhD Innovation Award, entrambi finanziati da Fondazione CRTrieste, e quelli devoluti dalla Fondazione Università degli Studi di Trieste (FUST).Hanno preso parte alla cerimonia Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Alessandro Basso, Sindaco di Pordenone, Luigi Toffolo, Sindaco di Portogruaro, Rodolfo Ziberna, Sindaco di Gorizia e Roberto Dipiazza, Sindaco di Trieste. Sono intervenuti anche la Presidentessa del Consiglio degli Studenti Emma Cerato, la Rappresentante del Personale Tecnico-Amministrativo Rossella Lucchini, mentre la prolusione è stata affidata a Simone Arnaldi, professore ordinario di Sociologia Generale del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, “Scienza e diplomazia fra cooperazione e competizione”. La Lectio Magistralis è stata tenuta infine da Domenico Giardini, professore ordinario di Sismologia e Geodinamica, ETH Zurich, “Terremoti e rischio sismico”.Esecuzioni vocali e strumentali a cura del Coro e Orchestra dell’Università degli Studi di Trieste, direttore M. Riccardo Cossi. Leggi gli interventiRelazione della Magnifica Rettrice Donata VianelliIntervento della Presidentessa del Consiglio degli Studenti Emma CeratoIntervento della Rappresentante del Personale Tecnico-Amministrativo Rossella Lucchini Prolusione del prof. Simone Arnaldi (DISPES)Lectio magistralis del prof. Domenico Giardini (ETH Zurich) - asbtract Abstract L’Ateneo cresce ancora e rilancia la collaborazione con territorio e sistema produttivo Mostra nel diario Off Fotogallery
A Elvio Guagnini la massima onorificenza dell’Università nazionale di Rosario Per saperne di più su A Elvio Guagnini la massima onorificenza dell’Università nazionale di Rosario Immagine Elvio Guagnini 1.png Data notizia Gio, 29/10/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Territorio e società Testo notizia Elvio Guagnini, critico letterario, saggista e professore emerito dell’Università degli Studi di Trieste, ha ricevuto dalla Universidad Nacional de Rosario, in Argentina, la sua massima onorificenza accademica, in riconoscimento della sua eccezionale carriera scientifica e didattica.Studioso di riferimento nel campo della letteratura italiana, Guagnini ha dedicato la propria attività di ricerca a numerosi ambiti, dalla letteratura di viaggio alla cultura del Settecento, fino agli autori e ai temi della tradizione letteraria giuliana tra Settecento e Novecento. I suoi studi hanno contribuito ad approfondire il dialogo tra letteratura, storia e cultura.Il riconoscimento conferito dall’ateneo argentino valorizza una lunga carriera accademica e rappresenta motivo di prestigio anche per l’Università di Trieste, dove Guagnini si è formato e ha svolto la propria attività di docente e ricercatore. Abstract L’ateneo argentino premia il professore emerito dell’Università di Trieste per la sua carriera accademica e il contributo agli studi letterari Mostra nel diario Off
Funi metalliche: il Lab “Domenico Di Santolo” accreditato per la taratura degli strumenti di controllo non distruttivi Per saperne di più su Funi metalliche: il Lab “Domenico Di Santolo” accreditato per la taratura degli strumenti di controllo non distruttivi Immagine Progetto senza titolo (89) (1).png Data notizia Mer, 28/10/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Il Laboratorio Controlli non distruttivi “Domenico Di Santolo” del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Trieste ha ottenuto l’accreditamento come laboratorio di taratura da parte di ACCREDIA.Si tratta di un risultato di particolare rilievo a livello internazionale: il laboratorio è infatti il primo in Europa ad aver ottenuto l’accreditamento per questa specifica attività secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, lo standard internazionale che definisce i requisiti per l'affidabilità dei laboratori di prova e taratura.L’accreditamento attesta la competenza e l’imparzialità del laboratorio nello svolgimento delle attività per cui è riconosciuto. Il risultato arriva al termine di un percorso di verifica durato circa quattro anni, che ha permesso di accertare il rispetto dei requisiti necessari a garantire l’affidabilità delle attività di taratura.Un contributo concreto alla sicurezzaAttivo da circa sessant’anni, il Laboratorio “Domenico Di Santolo” è specializzato nei controlli non distruttivi delle funi metalliche impiegate negli impianti funiviari e di sollevamento, in ambito montano e portuale.Questi controlli, effettuati mediante apparecchi che utilizzano il principio magneto-induttivo, permettono di individuare eventuali difetti nelle funi senza danneggiarle, verificandone dunque lo stato di integrità.Verificare che tali apparecchi funzionino correttamente e rispondano ai requisiti previsti dalle norme significa contribuire alla sicurezza degli impianti a fune e, di conseguenza, alla tutela di tutte le persone che li utilizzano ogni giorno: dagli sciatori ai turisti, fino a chi abita in località difficilmente raggiungibili altrimenti. Già da circa cinque anni il Laboratorio è l’unico in Italia abilitato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a certificare la conformità alle norme vigenti degli apparecchi utilizzati per questi controlli. Il nuovo accreditamento consolida ulteriormente questa posizione e apre prospettive di collaborazione anche a livello europeo.Ricerca, competenze e innovazioneTra le dotazioni di punta del laboratorio figura un emulatore di impianto a fune, realizzato negli anni Settanta e successivamente modificato. Questa struttura permette di riprodurre condizioni di funzionamento utili per le attività di verifica degli strumenti di controllo.L’attività del laboratorio integra servizi altamente specializzati, ricerca scientifica e supporto alla didattica, mettendo le competenze sviluppate in Ateneo al servizio di un settore in cui l’affidabilità delle misurazioni è essenziale.Con questo accreditamento, l’Università di Trieste raggiunge un traguardo di rilievo internazionale e conferma il valore di una ricerca capace di tradursi in applicazioni concrete, contribuendo alla sicurezza e all’affidabilità degli impianti a fune. Il team del laboratorio è composto da:Prof. Stefano Quaia, responsabile scientifico Ing. Cesare Ciriani, responsabile delle taratureIng. Andrea Cernigoi responsabile sistema di gestione qualitàMarco Sardoc, assistente alle taratureProf. Alberto Tessarolo, rappresentante della direzione per la qualità.Un prezioso contributo ai fini dell’accreditamento è stato inoltre fornito dalla Prof.ssa Lucia Parussini. Abstract Primo in Europa, offre un contributo concreto alla sicurezza degli impianti montani e portuali Mostra nel diario Off
Due anelli di gas attorno a una stella morta Per saperne di più su Due anelli di gas attorno a una stella morta Immagine Fortuna_Gentile_Fusillo_2026.jpg Data notizia Mar, 27/10/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Testo notizia Due anelli concentrici di gas, separati da una zona in cui il gas sembra essere assente e immersi in un più ampio disco di polveri, circondano la nana bianca WD J1328−1450, a circa 1.600 anni luce dalla Terra. È una struttura mai osservata prima attorno a una stella di questo tipo. Secondo gli autori, a generare il gas nei due anelli potrebbero essere due corpi planetari ancora integri, sopravvissuti alla distruzione del loro sistema.La scoperta è al centro dello studio A double debris disc around a white dwarf sculpted by two planetary bodies, pubblicato su Nature Astronomy, una delle principali riviste internazionali dedicate all’astronomia, all’astrofisica e alle scienze planetarie. Il gruppo internazionale è guidato da Nicola Pietro Gentile Fusillo, docente di Astronomia del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste e associato all’INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste.Quando una stella come il Sole esaurisce il proprio “carburante”, si trasforma in una nana bianca: un residuo stellare molto denso. Attorno a essa possono però continuare a orbitare per miliardi di anni frammenti di pianeti e asteroidi, che si scontrano e si disgregano lentamente. Studiare questi resti permette agli astronomi di ricostruire la composizione e la storia di sistemi planetari ormai giunti alla loro fase finale.Una scoperta inaspettataWD J1328−1450 era già nota per emettere più radiazione infrarossa del previsto, un segnale che spesso indica la presenza di polvere in orbita. Gentile Fusillo ha quindi osservato la stella con X-shooter, lo spettrografo del Very Large Telescope dell’European Southern Observatory (ESO), nel deserto dell’Atacama in Cile.I dati hanno rivelato qualcosa di mai visto prima. Nei 21 sistemi con dischi gassosi conosciuti finora, il gas in rotazione produce sempre un segnale con due picchi. Attorno a WD J1328−1450, invece, i picchi sono quattro: il segno che il gas è organizzato in due anelli concentrici distinti, separati da una zona in cui il gas non è stato rilevato.L’anello più interno si estende da circa 100.000 a 240.000 chilometri dalla nana bianca; quello esterno va da circa 375.000 chilometri a oltre 1,3 milioni di chilometri. Osservazioni ripetute tra il 2021 e il 2023 mostrano che questa struttura è rimasta stabile per oltre due anni.Cosa potrebbe averla creata«Non vediamo direttamente i due corpi planetari, ma possiamo riconoscere la loro probabile presenza dalla forma e dalla composizione del gas», spiega Gentile Fusillo. «È come ricostruire l’architettura di un sistema planetario distrutto a partire dalle tracce lasciate dai suoi ultimi pezzi. Per la prima volta vediamo che, anche attorno a una stella morta, può sopravvivere una configurazione così complessa».Un indizio importante viene dalla composizione chimica: nell’anello interno il magnesio è presente in abbondanza, mentre in quello esterno è molto più scarso rispetto al calcio. Questo suggerisce che il materiale provenga da due corpi diversi, formatisi in condizioni differenti, oppure da parti diverse di uno stesso corpo, come la crosta e il mantello di un pianeta.Secondo gli autori, due corpi planetari ancora integri orbiterebbero ciascuno all’interno del proprio anello. Interagendo con la polvere circostante, genererebbero il gas osservato; il gas, raffreddandosi, tornerebbe solido prima di potersi espandere, mantenendo così separati i due anelli.Per non essere disgregati dalle cosiddette forze mareali esercitate dalla nana bianca, i due corpi devono essere molto compatti e resistenti. Non è possibile misurarne direttamente le dimensioni, ma i modelli suggeriscono che il corpo più interno sia grande al massimo quanto un asteroide, mentre quello esterno potrebbe raggiungere, come dimensione massima, quella di Cerere, Plutone o persino della Luna.Perché è importanteLa scoperta mette in discussione le attuali teorie su come si formano ed evolvono i dischi di detriti e sull’origine del gas attorno alle nane bianche. Il lavoro apre nuove domande su come i sistemi planetari si trasformano dopo la morte della loro stella e su quale sarà il destino del nostro Sistema Solare.Boris Gänsicke, professore di Fisica all’Università di Warwick, ricorda: «Quando, vent’anni fa, il nostro gruppo scoprì il primo disco gassoso di detriti attorno a una nana bianca, non immaginavamo quanto questi sistemi ci avrebbero rivelato sul destino dei sistemi planetari. Tutti i dischi gassosi noti finora mostravano la stessa firma: trovarne due distinti attorno a una stessa nana bianca è quindi una vera sorpresa. Non vedo l’ora di avere osservazioni più dettagliate per capire quali corpi planetari possano aver modellato questo insolito sistema».Allo studio hanno collaborato anche ricercatori dell’Università di Warwick, della Universidad Técnica Federico Santa María, dell’Imperial College London e dell’Università di Kiel. Il lavoro è stato finanziato dal Programma “Rita Levi Montalcini” del Ministero dell’Università e della Ricerca e dallo European Research Council, nell’ambito del programma Horizon 2020.Nell'immagine, una rappresentazione artistica della nana bianca WD J1328−1450, circondata dai due dischi di detriti e dai corpi planetari ipotizzati nello studio. Crediti: Maria Cristina Fortuna e Nicola Gentile Fusillo, 2026 – CC BY-NC-SA 4.0. Abstract Lo studio guidato dall’Università di Trieste e pubblicato su Nature Astronomy descrive una struttura mai osservata prima, che potrebbe essere stata modellata da due corpi planetari sopravvissuti alla distruzione del sistema Mostra nel diario Off
Giurisprudenza apre l’anno accademico con una riflessione sul ruolo del Parlamento Per saperne di più su Giurisprudenza apre l’anno accademico con una riflessione sul ruolo del Parlamento Immagine Titolo (72).jpg Data notizia Lun, 26/10/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Testo notizia Il Parlamento come luogo d’incontro, nel quale legge, diritto e giustizia sono chiamati a riconoscersi reciprocamente. È stato il tema al centro della lectio di Federico Silvio Toniato, segretario generale del Senato della Repubblica, che ha inaugurato l’anno accademico 2026/2027 del corso di laurea magistrale in Giurisprudenza dell’Università di Trieste, nell’Aula Magna dell’edificio centrale.«Una legge contro il diritto non è legge; un diritto senza legge è arbitrio; una legge senza parlamento non è legge». Attorno a queste tre riflessioni Toniato ha sviluppato il suo intervento, intitolato «Il Parlamento tra Legge, Giustizia e Diritto», proponendo una riflessione sulla responsabilità delle istituzioni rappresentative e sul significato della funzione legislativa.Tre concetti distinti, quelli richiamati nel titolo. La legge è un atto, con un autore, una procedura e un testo. Il diritto è l’insieme di principi, istituti e tradizioni entro cui quell’atto acquista significato. La giustizia è invece un’esigenza mai del tutto soddisfatta, una domanda che interroga tanto le leggi quanto l’ordinamento. Il compito del Parlamento, nella lettura proposta da Toniato, è tenere aperto il confronto fra queste dimensioni, pur nella consapevolezza che non potranno mai coincidere pienamente.Attraverso un percorso dal diritto romano alla Costituzione, il segretario generale del Senato ha sottolineato come la legge debba essere coerente con i principi dell’ordinamento in cui si inserisce. Al tempo stesso, il diritto non può rinunciare alla legge senza perdere prevedibilità, uguaglianza e legittimazione democratica.Da qui la centralità del confronto parlamentare. Nelle democrazie contemporanee i cittadini deliberano attraverso i propri rappresentanti, riuniti in un’assemblea che discute, modifica i testi ed esercita il controllo. Per Toniato, il passaggio di una legge nelle Camere deve quindi corrispondere a una discussione effettiva: è attraverso questo lavoro che la legge può diventare un commune praeceptum, «un impegno comune della repubblica».La cerimonia si è aperta con i saluti di Gian Paolo Dolso, direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione, e di Nicola Muffato, coordinatore del corso di laurea in Giurisprudenza. La presentazione è stata affidata a Guido Rivosecchi, professore ordinario di Diritto costituzionale e pubblico all’Università di Padova. Abstract Il rapporto tra legge, diritto e giustizia e il valore del confronto democratico al centro della lectio inaugurale di Federico Silvio Toniato, segretario generale del Senato Mostra nel diario Off
Eolico offshore, UniTS nel progetto per una sottostazione elettrica galleggiante Per saperne di più su Eolico offshore, UniTS nel progetto per una sottostazione elettrica galleggiante Immagine Tre ricercatori osservano Trieste dall’alto.png Data notizia Lun, 26/10/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Enti e aziende Testo notizia Raccogliere l’energia prodotta dagli impianti eolici in mare aperto e trasferirla alla reteelettrica nazionale attraverso una sottostazione galleggiante. È l’obiettivo di PROFOSS, il progetto al quale partecipa l’Università di Trieste con il Dipartimento di Ingegneria e Architettura (DIA), beneficiario di un contributo di 495 mila euro per attività di integrazione tecnologica, gestione e controllo dei parchi eolici nel sistema elettrico nazionale.Promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito di Mission Innovation 2.0, l’iniziativa è guidata da Fincantieri e coinvolge RINA Consulting e il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Napoli Federico II, oltre all’Ateneo giuliano. Alle attività concorrono anche ENR - Ente Nazionale di Ricerca e promozione per la standardizzazione, Hitachi Energy e Meccano Engineering.La sottostazione costituisce il punto di raccordo tra gli aerogeneratori e la rete a terra: raccoglie l’elettricità generata dalle turbine e ne adegua la tensione per consentirne la trasmissione attraverso i cavi sottomarini. In una struttura galleggiante, queste funzioni devono essere assicurate anche in presenza dei movimenti provocati da vento e onde, che interessano sia le apparecchiature sia i collegamenti elettrici.PROFOSS punta a definire un concept modulare, adattabile a esigenze di potenza comprese tra 500 e 1.000 megawatt e capace di operare in mare con profondità sino a 1500 m, integrando la piattaforma e il sistema di ancoraggio con la parte superiore della struttura, il topside, che ospita gli impianti. Attenzione particolare è dedicata alla gestione coordinata dell’intero parco eolico, come elemento controllato che può fornire non solo energia, ma anche altri servizi alla rete elettrica nazionale.UniTS contribuisce al progetto tramite docenti e ricercatori afferenti al gruppo di ingegneria dell’energia elettrica del DIA, sotto la responsabilità scientifica dell’ing. Andrea Vicenzutti, ricercatore in sistemi elettrici per l’energia.«Il nostro contributo riguarda l’integrazione tecnologica, la gestione e il controllo dei sistemi elettrici per la produzione e il trasporto dell’energia eolica al largo delle coste italiane – spiega Vicenzutti –. Studiamo gli aerogeneratori e la sottostazione come parti di un unico sistema, concentrandoci sugli aspetti che ne determinano la fattibilità e l’efficienza: i requisiti tecnici dei collegamenti, gli impatti delle soluzioni adottate e il funzionamento coordinato dell’intero parco».Una prima attività riguarda l’analisi dello stato dell’arte scientifico e tecnologico e della normativa tecnica sulle interfacce tra sottostazione e Rete di Trasmissione Nazionale e tra sottostazione e aerogeneratori. In concreto, significa ricostruire le soluzioni disponibili e i requisiti che i diversi elementi devono rispettare per essere collegati e funzionare insieme. Su questo ambito il gruppo triestino ha già completato uno studio, raccolto in un rapporto dedicato.Il secondo ambito è l’analisi e la quantificazione degli impatti tecnico-economici e ambientali legati all’impiego su grande scala dei sistemi eolici offshore. Il lavoro considera congiuntamente aerogeneratori e sottostazione, valutando le prestazioni delle soluzioni tecnologiche in relazione ai costi e agli effetti sull’ambiente. Gli sviluppi riguardano anche l’impatto dell’interconnessione sottomarina in alta tensione, sia in corrente alternata (HVAC), che in corrente continua (HVDC).Il gruppo di ricerca si occupa inoltre della definizione e dello sviluppo del concept di un sistema automatico di gestione e controllo in tempo reale dell’intero campo eolico. L’obiettivo è individuare come coordinare il funzionamento delle diverse componenti (aerogeneratori, sottostazione, interconnessione alla rete elettrica nazionale) affinché operino come un unico impianto, contribuendo alla stabilità del sistema e alla continuità della trasmissione dell’energia verso terra, fornendo al contempo servizi di regolazione utili alla rete elettrica nazionale.«Attraverso la partecipazione a questo progetto – sottolinea il Prof. Giorgio Sulligoi, Direttore del DIA – l’Università di Trieste contribuisce a superare le attuali sfide tecnologiche e normative, favorendo la transizione verso sistemi energetici sostenibili e di nuova generazione nelle acque del Mediterraneo». Abstract All’Ateneo 495 mila euro per PROFOSS, l’iniziativa guidata da Fincantieri che studia come collegare i parchi eolici in mare aperto alla rete nazionale Mostra nel diario Off
Intitolato a Giovanni Sicuranza l’Image Processing Laboratory (IPL) di UniTS Per saperne di più su Intitolato a Giovanni Sicuranza l’Image Processing Laboratory (IPL) di UniTS Immagine Titolo (71).jpg Data notizia Ven, 23/10/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Testo notizia L’Università di Trieste rende omaggio al professor Giovanni L. Sicuranza, recentemente scomparso, intitolandogli il laboratorio IPL (Image Processing Laboratory), che aveva fondato nel 1980 e diretto fino al 2005. Un riconoscimento che celebra una carriera scientifica ai massimi livelli internazionali e il contributo determinante allo sviluppo della ricerca e alla formazione di nuove generazioni di studiosi.Il laboratorio IPL, del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, si occupa dello studio e dello sviluppo di metodi per elaborare segnali e immagini attraverso strumenti matematici e dell’ingegneria dell’informazione. Si tratta di un ambito di ricerca che trova applicazione in numerose tecnologie di uso quotidiano: dall’analisi e dal miglioramento delle immagini digitali all’elaborazione dei segnali audio, fino all’analisi automatica di oggetti nei video o di dialoghi nell’audio. In pratica, è il “motore” dei sistemi multimediali che tutti oggi usiamo. Nel corso degli anni, sotto la guida del professor Sicuranza, il laboratorio è diventato un centro di ricerca di primo piano nell’elaborazione non lineare dei segnali e delle immagini, acquisendo una riconosciuta dimensione internazionale.Professore di Elaborazione dei segnali e delle immagini e, successivamente, professore emerito dell’Università di Trieste, Sicuranza è stato tra i pionieri di un settore che ha contribuito a trasformare profondamente le tecnologie digitali. Le sue ricerche hanno affrontato temi diversi, dal filtraggio digitale all’elaborazione delle immagini, fino agli algoritmi per l’identificazione dei sistemi, la cancellazione dell’eco e il controllo attivo del rumore. Nel corso della sua carriera ha pubblicato oltre 200 lavori scientifici su riviste internazionali e atti di conferenze, ed è stato l’autore o curatore di quattro libri.Il suo impegno si è esteso ben oltre l’attività di ricerca. Attraverso il lavoro svolto all’interno del laboratorio, ha contribuito alla crescita di una comunità scientifica internazionale: molti studiosi formatisi in questo contesto ricoprono oggi ruoli di responsabilità in università, centri di ricerca e strutture di ricerca e sviluppo industriale in diversi Paesi. Abstract Omaggio a un pioniere dell’elaborazione digitale dei segnali e delle immagini, che ha contribuito a fare di Trieste un centro di riferimento internazionale Mostra nel diario Off
Transizione energetica, i primi tre laureati del corso magistrale UniTS Per saperne di più su Transizione energetica, i primi tre laureati del corso magistrale UniTS Immagine Laureati_EET_mezzobusto_1280x720.jpg Data notizia Gio, 22/10/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Studiare Destinatari target Studenti iscritti Testo notizia Marta Longo, Alberto Zamolo e Pavel Gardin sono i primi tre laureati del corso magistrale in Engineering for the Energy Transition dell’Università di Trieste. I loro lavori affrontano la trasformazione dei sistemi energetici su scale diverse: dalla pianificazione regionale alla gestione di una rete locale, fino all’analisi dei prezzi dell’elettricità.Marta Longo, con la tesi Modeling the Energy Transition in Friuli-Venezia Giulia – Scenario Analysis and Perspectives, ha studiato uno scenario al 2045 attraverso una simulazione oraria dell’intero sistema energetico regionale. I risultati indicano la possibilità di ridurre sensibilmente le emissioni puntando su fotovoltaico, idroelettrico, sistemi di accumulo e idrogeno verde. Resta aperta la sfida di un sistema alimentato interamente da fonti rinnovabili, per il quale lo studio individua margini di ulteriore sviluppo.Alberto Zamolo, con la tesi Performance Optimization of a Rural Microgrid Under Future Demand Scenarios Using Metaheuristic Algorithms, ha studiato l’ottimizzazione di una microrete fotovoltaica isolata a El Santuario, una comunità dell’Honduras. Dopo aver modellato l’impianto, ha applicato algoritmi di ottimizzazione per pianificare l’attivazione di nuove utenze destinate ad attività produttive e servizi alla comunità, individuate insieme agli abitanti. Il lavoro punta a sfruttare meglio l’energia solare disponibile mantenendo l’affidabilità della fornitura, così da accompagnare lo sviluppo locale.Pavel Gardin, nella tesi Wholesale Electricity Prices in Italy: Market Analysis, Price Drivers, Cross-Country Comparison and PUN Forecasting, ha analizzato le ragioni per cui i prezzi italiani dell’elettricità sono strutturalmente più elevati rispetto a quelli dei principali mercati europei, approfondendo il ruolo del gas naturale e delle fonti rinnovabili. Ha inoltre sviluppato un modello di apprendimento automatico, o machine learning, per prevedere il PUN, il Prezzo Unico Nazionale, cioè il prezzo all’ingrosso dell’elettricità sulla borsa italiana: il modello è trasparente, riproducibile e usa soltanto dati pubblici.Avviato nell’anno accademico 2024/2025, il corso del Dipartimento di Ingegneria e Architettura si svolge interamente in inglese e offre una preparazione avanzata sulla transizione energetica in ambito edilizio e industriale. Forma professionisti capaci di progettare sistemi più efficienti e sostenibili, valutando il rapporto tra le singole tecnologie e le infrastrutture nelle quali vengono impiegate.La formazione comprende la scelta di tecnologie, materiali, fonti e vettori energetici. Una parte centrale riguarda l’integrazione dei sistemi energetici ed edilizi con le reti elettriche, i dispositivi di accumulo e la mobilità sostenibile: ambiti che richiedono di coordinare produzione, disponibilità e consumo dell’energia.Alla preparazione ingegneristica si affiancano gli strumenti per valutare la fattibilità economica dei progetti, gli aspetti normativi e gestionali e le ricadute ambientali e sociali. L’obiettivo è fornire ai laureati le competenze per confrontare soluzioni alternative e orientare le scelte in funzione delle esigenze dei contesti in cui operano.Il percorso nasce dalla necessità di accompagnare con nuove professionalità una trasformazione che coinvolge imprese, amministrazioni e cittadini. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, il settore energetico è responsabile di circa il 75% delle emissioni globali di gas serra. Ridurre questo impatto richiede interventi sulle fonti utilizzate e sull’efficienza dei sistemi, mantenendo al centro l’accessibilità dell’energia e la sostenibilità dei costi.Alla progettazione del corso hanno contribuito organizzazioni pubbliche e private, che hanno segnalato la domanda di figure capaci di affiancare alle competenze specialistiche una conoscenza complessiva dei processi energetici.Gli ambiti professionali di impiego comprendono gli studi di progettazione e consulenza, le imprese del settore energetico, le aziende e gli enti impegnati nell’adeguamento di edifici e impianti, oltre alle attività di ricerca e sviluppo. Abstract Dagli scenari del Friuli Venezia Giulia alle microreti e ai mercati elettrici Mostra nel diario Off
Sicurezza sul lavoro, premiati quattro laureati dell’Università di Trieste Per saperne di più su Sicurezza sul lavoro, premiati quattro laureati dell’Università di Trieste Immagine Foto di gruppo con Relatori (1).jpeg Data notizia Mer, 21/10/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Territorio e società Testo notizia Dai rischi del trasporto marittimo di veicoli elettrici alla tutela di chi lavora nei vigneti, esposto al caldo e al sole: la ricerca sulla sicurezza sul lavoro ha portato tre premi di laurea e un riconoscimento a quattro laureati dell’Università di Trieste.A Jacopo Boschian, laureato in Ingegneria meccanica, è andato il premio in memoria di Francesco Pinna, studente dell’Università di Trieste che perse la vita il 12 dicembre 2011 nel crollo del palco per il concerto di Jovanotti, mentre lavorava al suo allestimento. Il premio, dedicato alla prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro, è stato consegnato da Maurizio De Blasio, assessore alle Politiche dell’educazione e della famiglia del Comune di Trieste.Gaetano Restuccia, laureato in Ingegneria navale, ha ottenuto il premio FirEst-AiFOS per la tesi sulla gestione dei rischi legati al trasporto marittimo dei veicoli elettrici. Il premio è stato consegnato da Davide Degrassi, in rappresentanza di FirEst-AiFOS. Lo studio sui rischi dell’esposizione al calore e alla radiazione solare per i lavoratori vitivinicoli del Collio è valso invece ad Andrea Graba, laureato in Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, il premio della Fondazione Roberto Visintin, consegnato da Peter Tanghetti.A Flavia Angheluta, laureata in Scienze e tecniche psicologiche, Giorgio Sclip ha consegnato il riconoscimento della Nazionale Italiana Sicurezza sul Lavoro.La cerimonia si è svolta lunedì 12 ottobre nell’Aula Magna dell’Ateneo, durante SicurezzAccessibile, la giornata di studi promossa dall’Università di Trieste e dedicata quest’anno alla sicurezza stradale e alla mobilità. Abstract Tre premi di laurea e un riconoscimento per gli studi sulla salute e sulla prevenzione Mostra nel diario Off