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Valutazione qualità della Ricerca 2020-2024: UniTS prima in Italia in 5 discipline

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Il Rapporto Finale della Valutazione della Qualità della Ricerca 2020-2024 (VQR4) di ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) colloca l’Università di Trieste prima tra gli atenei italiani nei seguenti settori scientifici disciplinari:

- Composizione architettonica e urbana
- Chimica generale e inorganica
- Genetica medica
- Fisica per le scienze della vita, l'ambiente e i beni culturali
- Psicologia sociale

UniTS risulta inoltre seconda nei settori:

- Chimica fisica
- Geologia stratigrafica e sedimentologia
- Anatomia patologica
- Malattie dell'apparato cardiovascolare 

“Il risultato dell’ultima indagine ANVUR fotografa un Ateneo con una valutazione complessiva delle pubblicazioni al di sopra della media nazionale, dove si promuovono i ricercatori meritevoli e, soprattutto, fucina di ricerca con un forte impatto sulla società – commenta Paolo Fornasiero, Prorettore alla Ricerca – gli ultimi dati presentati potrebbero anche essere sottostimati in quanto discipline che impiegano pochi ricercatori, o che non hanno presentato almeno 10 lavori scientifici, per privacy non sono considerate nel rapporto”.

Il rapporto finale conferma i dati diffusi da ANVUR lo scorso 16 aprile: non solo la valutazione media delle 1.789 pubblicazioni sottoposte alla valutazione è superiore a quella nazionale, ma per quanto riguarda la valorizzazione delle conoscenze, ossia l'impatto della ricerca sul territorio e la società, l'Ateneo si posiziona al sesto posto.

La VQR4 fotografa i risultati della produzione scientifica, delle attività di valorizzazione delle conoscenze, della capacità di attrarre progetti competitivi internazionali e, per la prima volta in via sperimentale e limitatamente agli enti di ricerca e alle istituzioni volontarie, delle infrastrutture di ricerca

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Anvur colloca l’Ateneo ai vertici nazionali
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Il cordoglio UniTS per Fulvio Costantinides

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L’Università di Trieste, il Dipartimento di Medicina e la Scuola di Specializzazione in Medicina Legale esprimono il loro cordoglio per la scomparsa del Dott. Fulvio Costantinides, già Ricercatore di Medicina Legale.

Laureatosi in Medicina e Chirurgia a UniTS, il Dott. Costantinides è stato uno dei primi ad acquisire, nella Scuola di Trieste, il Diploma di Specialità in Medicina Legale (1981). Da subito, si occupò di indagini di sopralluogo e accertamenti su cadavere (ispezioni esterne ed autopsie), attività che ha praticato a favore dell’Autorità Giudiziaria con grande entusiasmo sino al termine della sua carriera.

Docente preparato ed empatico, era un coroner della rigorosa impostazione metodologica, con innate capacità analitiche, sintetiche e intuitive. I colleghi lo ricordano come un Medico Legale preparato e rigoroso quando affrontava i casi peritali, un ambito nel quale il confronto era sempre permesso, aperto e franco pur rimanendo nell’ambito della più stretta osservanza delle regole procedurali. 

Sempre presente, disponibile e pronto a mettersi in gioco, ha insegnato la Patologia Forense ad almeno due generazioni di Medici Legali. 

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Fu ricercatore di Medicina Legale
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La Royal Society of Chemistry premia UniTS per risultati scientifici di eccellenza

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La Royal Society of Chemistry ha conferito a Federico Rosei il Centenary Prize for Chemistry and Communication 2026Il riconoscimento gli è stato attribuito per il contributo alla progettazione, sintesi e caratterizzazione di nanomateriali con applicazioni nel campo delle energie rinnovabili, oltre che per la sua eccellenza nella comunicazione scientifica.

Il premio fa parte dei Research & Innovation Prizes della Royal Society of Chemistry, istituiti per celebrare persone straordinarie che promuovono il progresso delle scienze chimiche sia nel mondo accademico che nell’industria. Nella lista dei vincitori delle edizioni precedenti troviamo oltre 20 premi Nobel.

“Si tratta di un grande onore, soprattutto guardando la lista dei premiati in anni passati”, commenta il prof. Rosei.

L’Università di Trieste è anche tra i vincitori dell’Environment, Sustainability and Energy Horizon Prize 2026, assieme al Dalian Institute of Chemical Physics della Chinese Academy of Sciences (Cina).

Il riconoscimento premia lo sviluppo di nuovi approcci fotocatalitici per la produzione di idrogeno solare a partire da biomasse sostenibili, una tecnologia promettente per la transizione energetica e la decarbonizzazione.

Per l’Università di Trieste il team comprende i proff. Tiziano Montini e Paolo Fornasiero, Prorettore alla Ricerca. Il gruppo internazionale include inoltre i proff. Nenchao Luo e Feng Wang del Dalian Institute of Chemical Physics, partner di una collaborazione scientifica consolidata da oltre dieci anni.

La cooperazione tra i due gruppi è stata sostenuta nel tempo dal programma bilaterale finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e dal Ministero della Scienza e della Tecnologia della Repubblica Popolare Cinese (MOST), a testimonianza del valore strategico delle relazioni scientifiche tra Italia e Cina.

«Questo prestigioso riconoscimento conferma come solo attraverso collaborazioni internazionali solide e di lungo periodo sia possibile affrontare e risolvere le grandi sfide globali, dall’energia sostenibile alla tutela dell’ambiente», sottolineano i ricercatori coinvolti.

A commento del conferimento dei premi ai ricercatori UniTS, Helen Pain, Amministratrice Delegata della Royal Society of Chemistry, ha dichiarato:

«La chimica e i chimici sono presenti ovunque nella vita quotidiana e nella nostra società, e i nostri premi vogliono celebrare questa pervasività. I vincitori dei premi Research & Innovation comprendono gruppi e singoli individui, professori e studiosi, nonché persone provenienti da tutto il mondo e attive in una vasta gamma di ruoli e settori. Il contributo di ciascuno svolge un ruolo fondamentale nell’avanzamento della conoscenza umana e nel miglioramento del mondo in cui viviamo. Desidero porgere le mie più sentite congratulazioni ai docenti dell’Università di Trieste. Vincere un premio della RSC rappresenta un risultato straordinario: entrano a far parte di un prestigioso elenco di premiati che ha preso il via oltre 150 anni fa e comprende diverse decine di persone che hanno successivamente ricevuto il Premio Nobel”.

La Royal Society of Chemistry è un’organizzazione internazionale che mette in contatto gli scienziati chimici tra loro, con altri scienziati e con la società nel suo complesso. Fondata nel 1841 e con sede a Londra, conta oltre 60.000 membri tra gli scienziati chimici a livello internazionale.

FOTO: Federico Rosei, Paolo Fornasiero e Tiziano Montini

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Tre docenti del Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche, Paolo Fornasiero, Tiziano Montini e Federico Rosei premiati per le loro attività di ricerca
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Trovato il granato su Marte: è un nuovo tassello nella storia geologica del pianeta rosso

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Uno studio internazionale ha svelato un nuovo tassello del puzzle geologico di Marte. La ricerca guidata da Brock University (St. Catharines, ON, Canada), in collaborazione con il Royal Ontario Museum (Toronto, ON, Canada) e con il contributo dell’Università di Trieste, ha identificato per la prima volta la presenza di granato in una meteorite marziana, aprendo nuove prospettive sulla complessità dei processi che hanno modellato il pianeta rosso.

Allo studio, pubblicato sulla rivista internazionale peer-reviewed Geochemical Perspectives Letters della European Association of Geochemistry, ha partecipato la ricercatrice dell'ateneo triestino Ana Černok.

Il granato è un minerale molto comune sulla Terra, spesso associato a rocce metamorfiche e a processi che avvengono in condizioni di alte temperature, pressioni elevate o in presenza di fluidi caldi. Finora, tuttavia, non era mai stato riconosciuto in campioni provenienti da Marte né direttamente sulla superficie marziana. La sua identificazione amplia quindi la diversità mineralogica nota del pianeta e suggerisce la possibilità che Marte abbia conosciuto processi geologici più complessi di quanto documentato finora.

Il campione analizzato è un frammento della meteorite marziana NWA 8171, conservata nelle collezioni del Royal Ontario Museum. Durante le analisi mineralogiche e chimiche, il gruppo di ricerca ha individuato una composizione inattesa, inizialmente ricondotta a un minerale più comune come il pirosseno. Ulteriori verifiche, condotte con strumentazioni specialistiche, hanno invece permesso di riconoscere la presenza del granato.

La scoperta potrebbe indicare l’esistenza di una tipologia di roccia marziana finora sconosciuta, formatasi attraverso processi metamorfici, metasomatici o nuove forme di differenziazione magmatica. Gli autori dello studio mantengono tuttavia una posizione cauta: saranno necessarie ulteriori indagini, in particolare sulle firme isotopiche del campione, per stabilire se il granato si sia formato effettivamente su Marte o se abbia un’origine “extra-marziana”, legata a un corpo celeste successivamente incorporato nella superficie del pianeta.

Il contributo di Ana Černok si è concentrato sull’interpretazione mineralogica e geochimica del campione, valorizzando la sua esperienza nello studio delle meteoriti e dei materiali planetari. La collaborazione scientifica nasce nell’ambito del percorso di dottorato della prima autrice, Tanya Kizovski, allora al Royal Ontario Museum di Toronto e oggi docente a Brock University, al quale Černok ha contribuito come componente del team di supervisione e mentor scientifico.

«Se gli elementi chimici sono le lettere dell’alfabeto, allora i minerali sono le parole con cui i pianeti raccontano la loro storia – spiega Ana Černok –. Scoprire un nuovo minerale su un altro mondo è come ritrovare una parola perduta di un’antica lingua. Il granato ci racconta che Marte ha vissuto processi geologici più complessi di quanto pensassimo e aggiunge un nuovo tassello alla storia della sua evoluzione».

Il lavoro rappresenta il risultato di una collaborazione internazionale che coinvolge istituzioni di Canada, Regno Unito e Italia, tra cui Brock University, Royal Ontario Museum, University of Toronto, University of Portsmouth, The Open University e Università di Trieste.

******************

Lo studio Expanding Mars’ lithologic diversity: discovery of a garnet-bearing clast in NWA 8171 è stato pubblicato su Geochemical Perspectives Letters.

Publication link https://doi.org/10.7185/geochemlet.2619

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Identificato per la prima volta il minerale in una meteorite marziana, grazie a uno studio internazionale guidato da Brock University e Royal Ontario Museum con la collaborazione dell'Università di Trieste
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Oltre l’effetto calmante: nuovo studio rivela come il movimento ritmico può suscitare stati piacevoli nei pulcini

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Uno studio pubblicato su Annals of the New York Academy of Sciences ha rilevato, in modo inatteso, che i movimenti ritmici passivi, come il dondolio o le oscillazioni simili al trasporto, possono modificare lo stato emotivo dei pulcini domestici, inducendo sia risposte di calma sia risposte piacevoli. La ricerca, condotta da Cinzia Chiandetti, Andrea Dissegna e Paolo Gallina dell’Università di Trieste e Lorenzo Scalera dell’Università di Udine, indaga gli effetti del movimento ritmico in animali non appartenenti alla classe dei mammiferi.

Nei mammiferi, il movimento passivo ritmico lento è da tempo riconosciuto come una componente rilevante delle cure parentali: può ridurre il pianto, abbassare la frequenza cardiaca e favorire l’addormentamento. Nell’essere umano, inoltre, osservazioni di carattere aneddotico suggeriscono che movimenti ritmici più rapidi nei neonati e nei bambini piccoli, come il lancio giocoso in aria, il dondolio sull’altalena o le giostre come le montagne russe, possano suscitare piacere ed eccitazione.

Per verificare se questi effetti siano presenti anche al di fuori dei mammiferi, e per comprendere quando il movimento passi da una funzione prevalentemente calmante a una potenzialmente piacevole, il gruppo di ricerca ha osservato pulcini domestici mentre venivano sottoposti a dondolio. L’impiego dei pulcini per studiare questo fenomeno rappresenta un elemento inedito: questi animali, infatti, sono in grado di camminare subito dopo la schiusa e, a differenza dei piccoli dei mammiferi, non vengono trasportati dalla madre.

Nel corso dell’esperimento, i singoli pulcini sono stati collocati all’interno di una scatola opaca collegata a un braccio robotico di precisione, programmato per riprodurre movimenti di dondolio e oscillazioni simili al trasporto, variandone frequenza lenta o rapida e direzione orizzontale o verticale. Lo stato emotivo degli animali è stato monitorato in modo non invasivo attraverso la registrazione delle vocalizzazioni.

I risultati mostrano che il dondolio lento e i movimenti lenti simili al trasporto determinano una riduzione dei cosiddetti “richiami di contatto”, vocalizzazioni associate a condizioni di disagio, isolamento o separazione. Questo dato richiama gli effetti calmanti del trasporto materno già documentati nei mammiferi.

Un risultato particolarmente significativo riguarda però la possibilità che specifiche forme di movimento ritmico inducano anche una risposta positiva. Quando i pulcini venivano esposti a un dondolio orizzontale rapido o a movimenti rapidi simili al trasporto, emettevano infatti un numero significativamente maggiore di vocalizzazioni affiliative i cosiddetti brood calls normalmente prodotte in contesti sicuri e socialmente favorevoli, e considerate indicatori di uno stato piacevole.

Nel loro insieme, i risultati suggeriscono che gli effetti calmanti del trasporto e del dondolio osservati nei mammiferi possano derivare da una sensibilità diffusa degli animali al ritmo e al movimento.

Come osservano gli autori dello studio: “I nostri risultati ampliano l’ambito funzionale della stimolazione ritmica, configurandola come un regolatore dello stato affettivo, capace di produrre sia effetti calmanti sia esperienze piacevoli lungo diverse linee evolutive dei vertebrati”.

Poiché, nella loro storia naturale, i pulcini non sperimentano il trasporto materno, la loro sensibilità al movimento ritmico sembra riflettere un meccanismo profondamente conservato nei vertebrati, più che una risposta a specifiche strategie di cura parentale.

 

Annals of the New York Academy of Sciences è una rivista multidisciplinare con oltre due secoli di storia, che pubblica articoli di ricerca, rassegne e contributi prospettici ad alto impatto, dedicati a progressi significativi in tutti gli ambiti della conoscenza scientifica.

La rivista ha un profilo autenticamente multidisciplinare e accoglie contributi di ricercatori di tutto il mondo nelle scienze della vita, nelle scienze fisiche, nelle scienze sociali e comportamentali, nelle scienze ambientali e nelle aree di intersezione tra questi settori.

www.nyas.org.

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Pubblicata su Annals of the News York Academy of Sciences, la ricerca suggerisce l’esistenza di meccanismi profondamente conservati nei vertebrati
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Federico Donelli nominato Research Fellow del Wilson Center di Washington

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La ricerca dell’Università di Trieste entra nel cuore del dibattito internazionale sulle nuove geografie della sicurezza globale. Federico Donelli, docente di Relazioni Internazionali al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali – DiSPeS, è stato nominato Research Fellow del Wilson Center di Washington per l’anno 2026-2027.

Il prestigioso centro statunitense, istituito dal Congresso degli Stati Uniti nel 1968 come memoriale nazionale dedicato al presidente Woodrow Wilson, è oggi uno dei principali luoghi di confronto tra ricerca, analisi geopolitica e politiche pubbliche. La sua missione è offrire a decisori istituzionali e opinione pubblica contributi indipendenti e non partisan sui grandi temi delle relazioni internazionali, favorendo il dialogo tra mondo accademico, istituzioni e policy making.

La nuova classe di Research Fellows, presentata ufficialmente a Washington il 9 giugno, riunisce studiosi, esperti, giornalisti e intellettuali pubblici selezionati attraverso una procedura competitiva internazionale. I fellows saranno impegnati in progetti di ricerca pensati per collegare la produzione scientifica alle principali sfide della politica estera contemporanea.

In questo contesto Donelli svilupperà il progetto “Great and Middle Power Competition in the Red Sea: Hybrid Security Orders and U.S. Strategic Interests”, dedicato alla competizione tra grandi e medie potenze nella regione del Mar Rosso e alle sue implicazioni per gli equilibri politici, economici e di sicurezza.

Il Mar Rosso è oggi uno dei passaggi più sensibili dello scenario globale: un corridoio marittimo essenziale tra Mediterraneo, Oceano Indiano e Indo-Pacifico, attraversato da interessi strategici, commerciali e militari sempre più intrecciati. La ricerca analizzerà il ruolo di attori come Stati Uniti, Cina, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, osservando come la loro presenza interagisca con contesti locali frammentati e con forme ibride di governance della sicurezza.

Al centro del progetto ci sarà quindi non solo la competizione tra potenze, ma anche il modo in cui gli attori locali si adattano, reagiscono e talvolta sfruttano il coinvolgimento esterno, contribuendo a ridefinire gli assetti regionali. Il percorso di ricerca si baserà su analisi qualitativa, interviste, lavoro sul campo e studio della documentazione disponibile.

I risultati confluiranno in uno studio accademico e in una monografia del Wilson Center rivolta anche ai decisori pubblici, con l’obiettivo di offrire chiavi di lettura e raccomandazioni fondate su evidenze.

La nomina rappresenta un importante riconoscimento internazionale per l’attività scientifica di Donelli, in particolare rivolta allo studio delle trasformazioni degli equilibri globali. Le sue ricerche si concentrano sulla politica internazionale e sulla sicurezza del Medio Oriente e dell’Africa, con particolare attenzione alle strategie degli attori regionali ed extra-regionali.

Donelli è autore di articoli pubblicati su riviste internazionali come International Affairs, Third World Quarterly, Small Wars & Insurgencies e The International Spectator. Tra le sue pubblicazioni figurano inoltre i volumi Turkey in Africa: Turkey’s Strategic Involvement in Sub-Saharan Africa e Power Competition in the Red Sea: Testing the Post-Liberal International Order.

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Il docente UniTS svilupperà un progetto sulla competizione tra grandi e medie potenze nel Mar Rosso, area strategica per la sicurezza internazionale e i collegamenti tra Europa e Indo-Pacifico
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Bloomsday 2026 con la direzione scientifica di UniTS

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Dal 13 al 16 giugno Trieste celebra il genio letterario di James Joyce con la 17ª edizione di #BloomsdayTrieste, quest'anno focalizzata sul secondo capitolo dell'Ulisse, Nestore, e sui grandi dilemmi dell'identità e della storia.

L’Università di Trieste, attraverso il Dipartimento di Studi Umanistici, resta una colonna della manifestazione, curandone non solo la solida intelaiatura scientifica e quella organizzativa, ma anche l'anima creativa, grazie ai contributi dei docenti Laura Pelaschiar e Paolo Quazzolo.

Attraverso approfondimenti esegetici nei caffè storici, visite guidate e una suggestiva trasposizione teatrale che vedrà salire sul palco del Rossetti docenti, laureati e dottorandi dell'Ateneo, UniTS traduce un capolavoro della letteratura del Novecento in un patrimonio vivo e condiviso con l'intera cittadinanza.

Gli appuntamenti promossi dall’Università di Trieste nel PROGRAMMA di questa edizione:

  • SABATO 13 GIUGNO

ore 11 | Antico Caffè San Marco (Via Cesare Battisti 18)
Nestore in mezz'ora

L'ormai tradizionale e atteso appuntamento di approfondimento flash sui singoli capitoli dell'Ulisse si concentra quest'anno su Nestore. L'incontro è pensato per svelare la struttura, i simboli e i significati del secondo capitolo del capolavoro joyciano in una formula agile e accessibile a tutti. La guida di questo percorso esegetico è affidata a Laura Pelaschiar, docente dell'Università degli Studi di Trieste e curatrice del Museo Joyce, nella storica cornice del Caffè San Marco.

ore 20 | Teatro Politeama Rossetti (Largo Giorgio Gaber 1)
Circe & Nestore – Trasposizione teatrale

Evento centrale della programmazione serale, lo spettacolo propone un'ambiziosa rielaborazione drammaturgica che unisce i capitoli *Circe* e *Nestore*. L'adattamento del testo e la regia sono firmati a quattro mani da Laura Pelaschiar e Paolo Quazzolo, docenti dell'Ateneo triestino. La produzione si distingue per una fortissima sinergia accademica: oltre alla direzione scientifica e registica, la messinscena vede salire sul palcoscenico del Rossetti un nucleo di dottorandi e laureati dell'Università degli Studi di Trieste, nello specifico Elisa Mariuz, Valeria Piraino, Federica Rufolo e Tommaso Piccolo, trasformando la ricerca letteraria in azione scenica.

  • DOMENICA 14 GIUGNO

ore 11 | Spazio Forum – Museo LETS (Piazza Hortis 4)
Museo Joyce Tour

Una visita guidata tematica all'interno delle sale del Museo Joyce per esplorare la fitta rete di relazioni, suggestioni e permanenze reali che hanno legato lo scrittore irlandese alla città di Trieste. L'itinerario tra i documenti e i materiali d'archivio è condotto da Laura Pelaschiar (Università degli Studi di Trieste), che illustrerà l'impatto decisivo degli anni triestini sulla genesi dell'Ulisse.

ore 12 | Spazio Forum – Museo LETS (Piazza Hortis 4)
JJ Walking Tour

Subito dopo la visita museale, prende il via l'itinerario a piedi attraverso i luoghi simbolo della Trieste di James Joyce. Le tappe cittadine, i palazzi e le strade frequentate dall'autore si trasformano nel palcoscenico di un racconto itinerante. La passeggiata culturale è guidata da Laura Pelaschiar con il contributo e la partecipazione del professor Paolo Quazzolo (Università degli Studi di Trieste), offrendo al pubblico un'analisi sul campo rigorosa e al contempo divulgativa.

ore 20 | Teatro Politeama Rossetti (Largo Giorgio Gaber 1)
Circe & Nestore – Trasposizione teatrale (Replica)

A chiusura delle giornate dedicate alle celebrazioni joyciane, viene proposta la replica serale della trasposizione teatrale. Un'ulteriore occasione per il pubblico di assistere allo spettacolo nato dalla collaborazione scientifico-artistica dei docenti, ricercatori e studenti dell'Ateneo giuliano.

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Dal 13 al 16 giugno torna la manifestazione dedicata all’Ulisse di Joyce. L’Ateneo cura letture esegetiche, una trasposizione teatrale e tour culturali
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Scomparsa Antonio Bava: il ricordo di UniTS

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L'Università di Trieste esprime cordoglio per la scomparsa di Antonio Bava, già Professore Ordinario di Fisiologia.

Laureato all'Università di Catania, il professor Bava ha dedicato la propria attività scientifica allo studio dei meccanismi neurofisiologici del linguaggio, delle sue basi funzionali e delle principali sedi di elaborazione cerebrale. I suoi contributi hanno riguardato inoltre le funzioni del cervelletto e le relazioni tra questa struttura e altre aree del sistema nervoso centrale, nonché la neurofisiologia e la neuropatologia clinica.

Studioso di riconosciuto valore, fu organizzatore del primo congresso nazionale della Società Italiana di Primatologia, della quale ricoprì anche la presidenza per diversi anni. Ha svolto all'Università di Trieste un'intensa attività didattica nei corsi dell'area sanitaria e di psicologia, trasmettendo a generazioni di studenti la passione per la Fisiologia.

I colleghi ne ricordano la vasta cultura, il rigore scientifico e la generosità intellettuale, gli studenti l'entusiasmo contagioso e la straordinaria capacità di insegnare e comunicare il sapere. 

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E' stato Professore Ordinario di Fisiologia
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AlmaLaurea 2026: exploit UniTS con le Lauree Magistrali in crescita su occupazione, attrattività e mobilità internazionale

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I laureati magistrali dell’Università di Trieste a cinque anni dalla laurea si collocano ai vertici regionali e nazionali in termini di occupazione, livello di stipendio e mobilità internazionale durante il percorso di studi. Risultati costruiti dall’ateneo con politiche di valorizzazione dei percorsi di secondo livello che hanno prodotto un ottimo 47% di studenti provenienti da altre regioni italiane e un quasi 7% dall’estero.

È quanto emerge dal XXVII Rapporto AlmaLaurea, che ha analizzato le performance degli studenti laureati nel 2025.

In dettaglio, a cinque anni dalla Laurea, l’occupazione dei laureati magistrali raggiunge il 97,3%, superando il dato regionale (96,5%) e quello nazionale (94,4%), mentre la retribuzione mensile arriva in media a 2.023 euro (1.977 in FVG, 1.903 in Italia). Dati in netta crescita rispetto al 2025, quando l’occupazione di questa tipologia di laureati era stabile al 93%.

Le Lauree Magistrali UniTS si confermano attrattive: il 47% degli studenti arriva da altre regioni italiane, (la media nazionale non arriva al 30%), mentre il 6,7% da altri Paesi, con una crescita di quasi un punto percentuale rispetto all’anno scorso.

Sale anche la quota dei laureati magistrali che hanno partecipato a un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal proprio corso di Laurea: si sale dal 13% del 2025 al 16.1% odierno.

Ottime anche le performance dei laureati triennali.

A un anno dal conseguimento del titolo, l’87% dei laureati triennali che non proseguono gli studi risulta occupato (lo scorso anno si registrava l’84,8%), contro l’81,2% della media nazionale e l’85,4% del Friuli Venezia Giulia. La retribuzione netta mensile è di 1.543 euro, superiore alla media nazionale (1.491 euro).

A confermare l’elevata qualità dell’esperienza accademica a Trieste sono anche i giudizi generali degli studenti: l’89% si dichiara complessivamente soddisfatto del proprio percorso universitario, con valutazioni molto positive anche sul rapporto con i docenti (87%), sul carico di studio (83%) e sulle attività e infrastrutture didattiche (86,5%).

Il XXVII Rapporto AlmaLaurea ha analizzato le performance di oltre 335 mila laureati del 2025 in 81 atenei italiani, tra cui i 3.326 dell’Ateneo triestino: 1.917 di primo livello, 1.026 magistrali biennali e 383 a ciclo unico.

UniTS, con il suo Career Service, svolge attività di placement e orientamento al lavoro per studenti e studentesse, laureati e laureate e PhD: l’obiettivo è ridurre il più possibile i tempi di ingresso nel mercato del lavoro degli studenti https://amm.units.it/placement

Tutte le informazioni sull’offerta formativa UniTS su https://units.it/immatricolazioni26

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Dati sopra la media nazionale e regionale anche sulle Lauree Triennali
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Raman Summer School 2026: conclusa la prima edizione della scuola estiva sulla spettroscopia Raman

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Si è conclusa la prima edizione della Raman Spectroscopy Summer School: Principles and Applications (RAMSS 2026), ospitata nella Sala Cappella dell'ex Ospedale Militare di Trieste, sede del Collegio di Merito Luciano Fonda di UniTS.

Tutti i 20 posti disponibili sono stati occupati da dottorandi, ricercatori post-dottorato e professionisti provenienti da tutta Italia, a conferma del vivo interesse della comunità scientifica per questa tecnica analitica.

La spettroscopia Raman è una tecnica di analisi che permette di capire di quali sostanze è composto un materiale e come sono organizzate le sue molecole, senza doverlo danneggiare o alterare. Funziona illuminando il campione prescelto con un raggio laser. La maggior parte della luce viene riflessa senza modifiche, ma una piccola parte interagisce con le molecole del materiale e cambia leggermente energia. Analizzando queste variazioni, gli scienziati ottengono una sorta di "impronta digitale" molecolare che consente di identificare la composizione chimica del campione.

La Summer School ha alternato lezioni frontali, sessioni pratiche su strumentazione reale e un laboratorio di analisi dei dati spettroscopici. Il corpo docente ha riunito otto specialisti: per l'Università di Trieste, Alois Bonifacio, Stefano Fornasaro, Vanni Lughi e Valter Sergo. A questi si sono aggiunti Ivano Alessandri (Università di Brescia), Stefano Legnaioli (CNR-ICCOM, Pisa), Barbara Rossi (Elettra – Sincrotrone Trieste) e Giorgia Sciutto (Università di Bologna), con competenze che hanno spaziato dalla biomedicina alla scienza dei materiali, dalla catalisi alla conservazione dei beni culturali.

La scuola ha ricevuto il patrocinio della Società Chimica Italiana (SCI), attraverso le Divisioni di Chimica Analitica e Chimica per le Tecnologie, che hanno messo a disposizione 4 borse di studio a copertura dei costi di iscrizione per altrettanti partecipanti meritevoli.

L'evento è stato organizzato dal comitato locale dell'Ateneo triestino, composto da Alois Bonifacio, Gianpiero Adami (co-direttori della scuola) e Stefano Fornasaro.

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L’evento, che punta a diventare punto di riferimento per l’approfondimento di questa tecnica diagnostica, è stato organizzato dai proff. UniTS Alois Bonifacio e Gianpiero Adami
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