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Maria Carolina Foi eletta membro della Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung

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Maria Carolina Foi, Ordinaria di Letteratura tedesca al Dipartimento di Studi Umanistici, è stata eletta membro dell’Accademia tedesca per la lingua e la letteratura (Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung). Fondata nel 1949 con sede a Darmstadt, l'Accademia riunisce scrittori, studiosi e intellettuali che hanno dato e danno un contributo di spicco alla cultura di lingua tedesca. Ne fanno parte anche giuristi e scienziati che si contraddistinguono per una particolare sensibilità letteraria. Tra i suoi membri, personalità come Hannah Arendt a Jürgen Habermas, Ingeborg Bachmann ed Elias Canetti. L'Accademia assegna inoltre il Georg-Büchner-Preis, il più prestigioso premio letterario alla carriera destinato agli autori di lingua tedesca.

Dopo i primi anni di formazione in Giurisprudenza all'Università di Padova, Maria Carolina Foi si è laureata in Letteratura tedesca all'Università di Trieste sotto la guida di Claudio Magris. 

In seguito, ha ottenuto importanti borse di ricerca del DAAD, del Ministero della cultura austriaco, della Fondazione Alexander von Humboldt. E’ stata External Senior Fellow del Freiburg Institute for Advanced Studies. Dal 2008 è professoressa ordinaria di Letteratura tedesca all’Università di Trieste. I suoi principali interessi di ricerca riguardano i rapporti tra letteratura e diritto, il modernismo viennese, il transfer culturale italo-tedesco. Ha tradotto e curato edizioni italiane di classici come Heine e Schiller. 

Dal 2020 al 2024 è stata Direttrice di chiara fama dell'Istituto Italiano di Cultura di Berlino su nomina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale. Nel 2025 è entrata nella giuria del Deutscher Buchpreis, il più importante premio assegnato ogni anno al miglior romanzo di lingua tedesca.

L’elezione a membro all'Accademia tedesca per la lingua e la letteratura conferma il profilo internazionale della professoressa Foi e rappresenta un motivo di particolare orgoglio e per l'Università di Trieste, che vede riconosciuto il valore della propria ricerca in una delle più prestigiose istituzioni culturali europee.

 

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L’Accademia tedesca per la lingua e la letteratura è l'istituzione che accoglie le più significative voci della cultura germanofona
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Stefano Parolai al Senato della Repubblica per un confronto sulla prevenzione del rischio sismico

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UniTS è stata rappresentata da Stefano Parolai, direttore del Dipartimento di Matematica e Geoscienze, all'incontro "Prevenzione del rischio sismico in Italia", ospitato al Senato della Repubblica.

Nel corso dell'evento, che ha riunito istituzioni, esperti e rappresentanti del sistema nazionale di protezione civile, il prof. Parolai ha illustrato il contributo che la comunità scientifica offre al Servizio Nazionale della Protezione Civile, evidenziando il ruolo fondamentale della ricerca nella conoscenza dei fenomeni sismici, nella valutazione del rischio e nel supporto alle decisioni per la tutela della popolazione.

La partecipazione del docente si inserisce nel suo incarico di Sostituto del Referente del Settore rischio sismico della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei Grandi Rischi, organismo di consulenza tecnico-scientifica del Dipartimento della Protezione Civile. La Commissione riunisce esperti di riconosciuta competenza provenienti dal mondo accademico e dagli enti di ricerca e fornisce valutazioni scientifiche sui principali rischi naturali e antropici, contribuendo alle attività di previsione, prevenzione e gestione delle emergenze.

La presenza di  Parolai in questo organismo rappresenta un importante riconoscimento delle competenze espresse dall'Università di Trieste nel campo delle geoscienze e della sismologia. Il coinvolgimento di un docente dell'Ateneo in un organismo strategico per il Paese conferma il contributo che la ricerca universitaria può offrire alle istituzioni nella definizione di politiche efficaci per la riduzione del rischio e la sicurezza delle comunità.

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Il Direttore del Dipartimento di Matematica e Geoscienze fa parte della Commissione nazionale per la previsione e prevenzione dei Grandi Rischi
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Fauna selvatica a Trieste: i risultati del primo studio con metodi all’avanguardia

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Quali mammiferi vivono nel territorio comunale di Trieste? Dove si concentrano? Quanto sono numerosi? Per la prima volta è possibile rispondere a queste domande grazie a una ricerca coordinata da Alessio Mortelliti, docente di Ecologia al Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste.

Lo studio rappresenta la prima indagine sistematica mai condotta nel Comune di Trieste sulla presenza, la distribuzione e l'abbondanza dei mammiferi di media e grande taglia. Un lavoro che colma una significativa lacuna nelle conoscenze del patrimonio naturale cittadino e mette a disposizione dati fondamentali per la tutela della biodiversità e la pianificazione del territorio.

La ricerca è stata realizzata tra novembre 2025 e febbraio 2026 utilizzando una metodologia completamente non invasiva basata sul fototrappolaggio. Sono state installate 156 fototrappole, organizzate in 78 siti di monitoraggio distribuiti negli habitat naturali e periurbani del Comune, per un totale di oltre 2.300 notti di osservazione. Le telecamere, attivate automaticamente dal passaggio degli animali, hanno consentito di documentare la presenza della fauna senza interferire con il suo comportamento.

Complessivamente sono state rilevate 18 specie di mammiferi, confermando l'elevato valore naturalistico del territorio triestino. Tra le specie più diffuse il capriolo, il cinghiale e lo sciacallo dorato. Di particolare interesse i rilevamenti di gatto selvatico e puzzola, specie di rilevanza conservazionistica la cui presenza in un contesto così vicino alla città rappresenta un dato di grande valore scientifico.

Oltre ad effettuare una checklist delle specie presenti, i ricercatori hanno elaborato, attraverso modelli statistici avanzati, le prime mappe della probabilità di presenza e dell'abbondanza delle diverse specie nei vari ambienti del territorio comunale, dalle aree forestali agli ambienti carsici, fino alle zone agricole e periurbane. Queste informazioni permetteranno di comprendere meglio il rapporto tra fauna e habitat e di individuare le aree dove alcune specie risultano maggiormente concentrate.

"I risultati mostrano che Trieste ospita una comunità di mammiferi particolarmente ricca e diversificata", spiega Alessio Mortelliti "Non si tratta di un fenomeno legato ai cambiamenti climatici, ma della particolare posizione del territorio triestino, strettamente connesso dal punto di vista ecologico con il Carso e con le aree naturali della Slovenia. Questa continuità ambientale, insieme all'espansione dei boschi sul Carso negli ultimi decenni, ha favorito la presenza di numerose specie selvatiche anche vicino alla città."

I dati raccolti costituiscono uno strumento prezioso per aggiornare le conoscenze sulla fauna del territorio comunale e potranno supportare le future attività di conservazione della biodiversità, la gestione faunistica e la pianificazione urbanistica e ambientale del Comune di Trieste.

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UniTS rileva 18 specie, tra cui gatto selvatico e la rarissima puzzola
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Generazione d’impresa: premiata la collaborazione tra Confcommercio Trieste e Innovators Community Lab di UniTS

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Il progetto "Generazione Impresa – Giovani Imprenditori di Confcommercio Trieste incontrano l'Innovators Community Lab (ICL)", nato dalla collaborazione tra il Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio Trieste e l'Innovators Community Lab dell'Università di Trieste, è tra i vincitori della seconda edizione del riconoscimento "Best Practices GGI 2026", promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio Nazionale.

Il premio, assegnato da una commissione nazionale sulla base della qualità e dell'impatto delle candidature presentate, valorizza progetti capaci di trasformare idee e competenze in opportunità concrete per il territorio, le imprese e la comunità.

Il progetto nasce con l'obiettivo di costruire un ponte stabile tra il mondo accademico e quello imprenditoriale attraverso un format innovativo di Business Speed Dating, durante il quale studenti, dottorandi, giovani ricercatori e imprenditori si confronteranno a partire da settembre in incontri brevi e strutturati, seguiti da un momento di networking.

L'iniziativa vuole favorire la diffusione della cultura d'impresa tra le nuove generazioni, stimolare lo sviluppo di competenze imprenditoriali e creare occasioni concrete di confronto tra idee innovative e bisogni del mercato. Gli imprenditori metteranno a disposizione la propria esperienza e visione strategica, mentre gli studenti potranno presentare progetti, sperimentare soluzioni e ricevere feedback utili per il loro percorso di crescita.

L'Innovators Community Lab dell'Università di Trieste contribuirà alla realizzazione del progetto mettendo a disposizione i propri spazi, coinvolgendo studenti, dottorandi e giovani ricercatori e supportando la progettazione e la facilitazione degli incontri. L'ICL offrirà inoltre competenze nei campi dell'innovazione, della prototipazione, del design thinking e della modellazione di business, favorendo la contaminazione tra ricerca, formazione e impresa.

L'iniziativa si inserisce nella missione dell'Innovators Community Lab di promuovere un dialogo strutturato tra università e sistema produttivo locale, valorizzando il ruolo degli imprenditori come mentori e quello degli studenti come protagonisti dell'innovazione. Il riconoscimento nazionale conferma il valore di un modello di collaborazione che punta a generare nuove competenze, relazioni e opportunità di sviluppo per il territorio.

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Il progetto congiunto ha ottenuto il riconoscimento "Best Practices GGI 2026" del Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio Nazionale
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UniTS ricorda David Clyde Snelling, appena scomparso

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UniTS ricorda David Clyde Snelling, straordinaria figura di docente e di umanista, amante della storia e delle lingue, dell’arte e della musica, recentemente scomparso.

Arrivato a Trieste dall'Inghilterra all’inizio degli anni Settanta, trovò ben presto spazio nell’allora Scuola Interpreti (SSLMIT) come docente di interpretazione simultanea.

Ne sarebbe uscito più di 40 anni dopo, lasciando un segno indelebile nella Scuola di cui fu anche Direttore, e in generazioni di studenti di interpretazione molti dei quali, divenuti interpreti di conferenze, hanno saputo raggiungere, anche grazie ai suoi insegnamenti, i vertici della professione.

La sua poliedricità, la vivacità intellettuale, la finezza di analisi, il rigore didattico, la generosità nei rapporti con colleghi e studenti, la fitta rete di relazioni internazionali hanno dato un contributo fondamentale alla vita dell’istituzione, consolidandone e rafforzandone il prestigio nel mondo. 

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Fu Direttore della Scuola Interpreti, cui diede un contributo fondamentale
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Trieste Next 2026: ecco la cinquina dei finalisti del Premio Science Book of the Year

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Quattro donne e un uomo per cinque libri che attraversano la scienza dai microrganismi al senso del tatto. Antonella Fioravanti ci accompagna nel brulicare invisibile dei microrganismi che custodiscono gli equilibri del pianeta ("Viaggio nel mondo invisibile"). Vincenzo Levizzani dimostra come nebbia, vento e tempeste abbiano da sempre deciso le sorti della storia umana ("Storia del mondo in 10 tempeste"). C'è poi il sapere femminile rimasto per secoli ai margini della medicina ufficiale, a cui Daniela Minerva restituisce voce ("Medicina femminile plurale"), e la vertigine di chi si affida alla scienza nel momento più fragile, quello della malattia, raccontata da Beatrice Mautino ("Vertigine"). Chiude la cinquina il tatto, il senso più antico e oggi più trascurato, che Marta Paterlini riporta al centro della nostra umanità ("La pelle che pensa").

Sono questi i cinque titoli finalisti della quarta edizione del Premio Trieste Next - Science Book of the Year, promosso da ItalyPost e Comune di Trieste -Assessorato alle Politiche dell'Educazione, Scuola, Università, Ricerca, Lavoro e Innovazione, con la presidenza scientifica dell'Università di Trieste, all'interno del festival Trieste Next per dare risalto alla produzione editoriale più recente che racconta e analizza il mondo della scienza. 

La rosa dei finalisti è stata decretata dalla Giuria Scientifica del Premio, che ha selezionato cinque titoli tra gli oltre 60 libri candidati al Premio dalle case editrici. Gli autori finalisti parteciperanno alla quindicesima edizione di Trieste Next, intitolata "La forma del pensiero. Interazioni tra cervelli e intelligenze" e in programma dal 25 al 27 settembre a Trieste, quando il festival farà da vetrina agli incontri con i cinque finalisti, ciascuno introdotto da un giurato. A decretare il vincitore sarà la Giuria dei Lettori, composta da oltre 200 appassionati di divulgazione scientifica provenienti da tutta Italia, che premierà l'opera vincitrice domenica 27 settembre alle 11.30 sul palco di Trieste Next.

La Giuria Scientifica, presieduta da Donata Vianelli, rettrice dell'Università di Trieste, è composta da: Gabriele Beccaria (giornalista Tuttoscienze de La Stampa), Fabrizio Brancoli (vicedirettore Gruppo Nem Nord Est Multimedia), Maurizio De Blasio (assessore alle Politiche dell'Educazione, Scuola, Università, Ricerca, Lavoro e Innovazione del Comune di Trieste), Leonardo De Cosmo (giornalista scientifico Ansa e Le Scienze), Paola Del Negro (direttrice generale Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS), Fabio Pagan (giornalista scientifico), Marco Panara (giornalista la Repubblica Affari & Finanza), Nicla Panciera (giornalista scientifica), Paola Pica (giornalista Corriere della Sera Innovazione), Caterina Petrillo (presidente Area Science Park), Nico Pitrelli (Sissa, Trieste), Davide Re (giornalista scientifico Avvenire), Fabio Sottocornola (giornalista Corriere della Sera), Camilla Valletti (caporedattrice L’Indice della Settimana).

“Anche quest’anno i libri di divulgazione scientifica in gara riflettono vari ambiti del sapere che hanno un impatto fortissimo nella società. Portarli all’attenzione del pubblico sempre più vasto di Trieste Next è l’obiettivo che ci siamo posti: una maggiore consapevolezza del ruolo della scienza nella vita quotidiana è fondamentale”, commenta Donata Vianelli, Rettrice dell’Università di Trieste.

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Il libro vincitore sarò premiato domenica 27 settembre
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Silvia Marchesan eletta nella Divisione di Chimica dell'Accademia Europea delle Scienze (EurASc)

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Silvia Marchesan, Professoressa Ordinaria di Chimica Organica al Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche (DSCF), è stata eletta Membro della Divisione di Chimica dell'Accademia Europea delle Scienze (European Academy of Sciences – EurASc).

Il prestigioso riconoscimento premia i contributi pionieristici della prof.ssa Marchesan nel campo della scienza dei nanomateriali, con particolare riferimento ai suoi studi sul ruolo della chiralità nell'autoassemblaggio dei peptidi, che hanno fornito nuove conoscenze fondamentali per la progettazione e lo sviluppo di nanomateriali peptidici funzionali. L'elezione riconosce inoltre il suo impegno nella promozione della ricerca interdisciplinare, della comunicazione scientifica e del dialogo tra discipline, culture e generi.

«Sono profondamente onorata di entrare a far parte della Divisione di Chimica di EurASc», ha dichiarato Silvia Marchesan «Questo riconoscimento rappresenta un importante traguardo per il lavoro di ricerca del mio gruppo e per il nostro impegno nel costruire collaborazioni che superino i confini tra discipline e comunità scientifiche. Sono lieta di poter contribuire alla missione dell'Accademia nella promozione dell'eccellenza scientifica e della cooperazione internazionale.»

L'Accademia Europea delle Scienze (EurASc) è un'organizzazione internazionale indipendente che riunisce alcuni tra i più autorevoli scienziati e ingegneri europei con l'obiettivo di promuovere l'eccellenza nella ricerca fondamentale e interdisciplinare, rafforzare la cooperazione scientifica internazionale e favorire il progresso della scienza e della tecnologia a beneficio della società. L'obiettivo di EurASc è affiancare e integrare l'azione delle accademie nazionali e dell'European Academies Science Advisory Council (EASAC). 

La Prof.ssa Marchesan si unisce alla Divisione di Chimica di EurASc, di cui, nella Divisione dei Materiali, fanno parte i proff. Paolo Fornasiero, Federico Rosei del Dipartimento Scienze chimiche e Farmaceutiche e Maurizio Prato, Professore Emerito UniTS. 

 

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UniTS è orgogliosa di annunciare l’ingresso nella prestigiosa Accademia della docente ordinaria di Chimica Organica
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Il telescopio spaziale Euclid cattura il cuore della Via Lattea: ecco le straordinarie immagini

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L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha presentato la più grande e dettagliata immagine mai realizzata del centro della Via Lattea, il cosiddetto Bulge galattico, una zona estremamente luminosa e popolata di stelle. La straordinaria “fotografia” apre nuove possibilità per gli scienziati, che potranno confermare l’esistenza di eventuali esopianeti in questa regione e misurarne la massa attraverso le minime variazioni della luce stellare nel tempo.

Il telescopio spaziale Euclid ha acquisito questa enorme immagine in circa 26 ore. Si tratta di un mosaico composto da nove puntamenti della sua camera nel visibile, ciascuno dei quali copre una porzione di cielo più estesa dell’intera Luna.

Euclid ha catturato in questa fotografia oltre 60 milioni di stelle, insieme a nebulose e ammassi stellari. Questa regione estremamente popolata della nostra galassia rappresenta il luogo ideale per la ricerca di esopianeti mediante microlensing.

La notizia di Euclid è straordinaria: mappare con tale precisione il bulge galattico apre prospettive uniche – commenta Gabriele Cescutti, docente UniTS di Astrofisica Stellare - Sebbene questa specifica campagna osservativa sia nata per sfruttare il microlensing e cercare esopianeti, una simile densità di dati stellari è preziosissima anche per le nostre linee di ricerca a UniTS. Nel nostro Dipartimento di Fisica ci occupiamo da anni di evoluzione chimica e "astroarcheologia galattica". Utilizziamo i dati spettroscopici e chimici delle stelle per ricostruire, tramite modelli teorici, la storia primordiale, i tempi di formazione e l'origine degli elementi nel bulge e nel nucleo della Via Lattea. Mosaici ad alta risoluzione, come quello di Euclid, sono fondamentali per comprendere la distribuzione precisa e la natura di queste popolazioni stellari. 

L’Università di Trieste ha la responsabilità delle operazioni dei due strumenti scientifici che sono il cuore della missione Euclid: Vis (Visible Instrument) Nisp (Near Infrared Spectrometer Photometer).  In dettaglio, i ricercatori UniTS ricoprono ruoli di responsabilità e coordinamento di diversi Key Projects dedicati allo sfruttamento della Data Release 1 (DR1), che avverrà verso la metà del 2027, che riguarda lo studio della cosmologia attraverso le proprietà statistiche della distribuzione ed evoluzione delle galassie. UniTS partecipa inoltre alla produzione di simulazioni numeriche cosmologiche basate su metodologie di High Performance Computing.   

Crediti immagine: European Space Agency - ESA.

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Il ruolo UniTS nella missione di ESA che aprirà nuove frontiere nella cosmologia
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Analisi genomiche fino a quaranta volte più veloci grazie a DEVIL

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Dieci milioni di cellule analizzate in meno di due ore, con un consumo di memoria circa tre volte inferiore rispetto ai migliori strumenti esistenti e una velocità fino a quaranta volte superiore sui dataset più grandi rispetto ai migliori strumenti esistenti. È questo lo straordinario risultato ottenuto da un gruppo di ricercatori dell’Università degli Studi di Trieste e di Area Science Park, della SISSA e dello Human Technopole che ha sviluppato DEVIL (Differential Expression with Variational Inference Learning), un nuovo strumento di calcolo ad altissime prestazioni. Il lavoro è stato pubblicato su Nature Communications

Capire quali geni sono attivi nelle cellule è una delle chiavi per comprendere le malattie e sviluppare nuove terapie. Oggi le tecnologie più avanzate consentono di misurare l’attività genica in milioni di cellule provenienti da decine o centinaia di pazienti, generando una quantità di dati senza precedenti per la ricerca biomedica. Questa rivoluzione porta però con sé due grandi questioni: da un lato il rischio di errori nell’interpretazione dei dati, dall’altro la difficoltà di analizzare volumi così elevati di informazioni.  

La prima sfida è computazionale: analizzare milioni di cellule richiede una potenza di calcolo enorme. I metodi tradizionali sono troppo lenti e consumano troppa memoria per gestire questi volumi: un collo di bottiglia che rischia di vanificare il vantaggio delle nuove tecnologie di raccolta dati. La seconda sfida è statistica. Le cellule prelevate dallo stesso paziente si somigliano tra loro più di quanto si somiglino le cellule di pazienti diversi perché condividono la stessa biologia individuale, lo stesso ambiente e le stesse caratteristiche individuali. Ignorare questo fatto — come fanno molti degli strumenti attualmente in uso — può portare a conclusioni statistiche distorte, con il rischio di identificare come "significativi" cambiamenti cellulari che in realtà non lo sono, o viceversa di perderne di reali.  

Per tentare di risolvere i due problemi, i ricercatori, grazie a DEVIL, sono riusciti a unire in modo inedito il rigore statistico con la rapidità di calcolo. Sul piano computazionale, DEVIL, che è stato sviluppato anche grazie al sostegno di Fondazione AIRC, è stato progettato per sfruttare in modo efficiente le più moderne architetture di calcolo parallelo tipiche dell’intelligenza artificiale. Inoltre, DEVIL non è solo più rapido, ma utilizza anche meno memoria, un dettaglio non da poco. Infatti, questo significa che analisi prima riservate ai grandi centri di calcolo, diventano ora accessibili ad infrastrutture e a laboratori di ricerca più piccoli. Sul piano statistico, DEVIL risolve il problema con un approccio bayesiano che tiene correttamente conto della struttura dei dati, trattando le cellule di uno stesso paziente come correlate, separando quindi le differenze tra pazienti dalle vere differenze nell’attività cellulare.  

“Questo lavoro non sarebbe stato possibile senza ORFEO, il data center di Area Science Park, recentemente potenziato grazie ai fondi del PNRR – sottolinea Stefano Cozzini, Direttore Istituto Ricerca e Innovazione Tecnologica di Area. La disponibilità di GPU di ultima generazione, caratterizzate da prestazioni di calcolo estremamente elevate, insieme a un’attenta ottimizzazione degli algoritmi su questa architettura, sviluppata dal nostro team, permette ora di usare DEVIL  per affrontare e risolvere problemi su una scala significativamente più ampia. La soddisfazione è grande: non è frequente poter contare su una squadra di così elevata competenza, capace di valorizzare al meglio le risorse acquisite.”. 

”La differential expression, cioè l'analisi statistica che identifica quali geni sono significativamente più o meno attivi tra due o più condizioni biologiche diverse - spiega Giulio Caravagna dell’Università di Trieste - è una tecnologia matura. Tuttavia, il passaggio al single-cell ha introdotto problemi statistici e computazionali che rendono complessa l’analisi integrata di grandi coorti di pazienti. Il nostro lavoro nasce proprio per risolvere questo collo di bottiglia, combinando innovazione metodologica e calcolo ad alte prestazioni per scalare alla possibilità di analizzare milioni di cellule da centinaia di pazienti”. 

“Nello sviluppo di DEVIL, la sinergia di strumenti statistici classici e bayesiani rappresenta un fiore all’occhiello nel panorama della letteratura oncologica di riferimento – sottolinea Leonardo Egidi dell’Università di Trieste – e rende DEVIL un protocollo computazionale efficiente e dalla forte caratterizzazione metodologica. Sviluppi futuri potrebbero coinvolgere modelli spazio-temporali per più pazienti e apportare ulteriori approssimazioni di calcolo basate su alcune proprietà teoriche attualmente oggetto di studio: un bel mix di competenze statistiche, informatiche e biologiche”. 

DEVIL è stato testato su due casi biologici concreti. Nel primo, dedicato all’identificazione di cellule del sistema immunitario, lo strumento si è dimostrato più preciso e specifico nel riconoscere le funzioni biologiche rilevanti. Nel secondo, relativo all’invecchiamento del tessuto muscolare umano, ha individuato in modo più stabile e biologicamente fondato i cambiamenti trascrizionali legati all’età, riducendo il rumore e mettendo in evidenza i processi chiave per le analisi successive. 

DEVIL è stato rilasciato come software libero e gratuito, a disposizione di laboratori e ospedali di tutto il mondo, aprendo la strada a una nuova generazione di analisi genomiche su larga scala per lo studio dei tumori, delle malattie degenerative e per lo sviluppo della medicina personalizzata. 

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Il nuovo strumento sviluppato da UniTS, Area Science Park, SISSA e Human Technopole analizza oltre dieci milioni di cellule in meno di due ore
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Andrea Pappalardo designato Giovane Delegato d’Italia alle Nazioni Unite

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Andrea Pappalardo, studente del corso di Laurea Magistrale in Diplomazia e Cooperazione Internazionale dell’Università degli Studi di Trieste, è stato designato Giovane Delegato d’Italia alle Nazioni Unite per il mandato 2026/2027.

La designazione è stata annunciata dalla SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, che realizza in Italia, dal 2017, lo United Nations Youth Delegate Programme – UNYD d’intesa con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’edizione 2026/27 del Programma gode del patrocinio dell’Agenzia Italiana per la Gioventù e del supporto di Reale Foundation.

Pappalardo, classe 2003, è originario del sud-est della Sicilia e vive a Gorizia, dove ha conseguito la Laurea triennale in Scienze Internazionali e Diplomatiche e dove prosegue il proprio percorso di formazione magistrale nell’ambito della diplomazia, della cooperazione e delle relazioni internazionali.

La sua designazione arriva al termine di una selezione nazionale che ha valutato oltre 300 candidature. Insieme a Sofia Gioria, studentessa dell’Università Roma Tre, Pappalardo rappresenterà le istanze, le idee e le priorità delle nuove generazioni italiane alla 81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite e nei principali contesti istituzionali nazionali e internazionali.

«Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità e gratitudine – afferma Andrea Pappalardo –. Il mio obiettivo sarà contribuire a dare voce ai giovani italiani, promuovendo i valori del dialogo, della cooperazione e della partecipazione. Credo profondamente in una cultura della pace, capace di contrastare odio e intolleranza, e nel ruolo che le nuove generazioni possono avere nella costruzione del presente e del futuro».

Il percorso di Pappalardo unisce formazione accademica, impegno civile e partecipazione studentesca. Da oltre sei anni è volontario della Croce Rossa Italiana, esperienza che ha contribuito a rafforzare la sua attenzione per il servizio verso gli altri, la solidarietà e la costruzione di legami di fiducia. Da tre anni fa inoltre parte di MSOI Gorizia, sezione territoriale del Movimento Studentesco per l’Organizzazione Internazionale, dove ha ricoperto il ruolo di Vicesegretario ed è stato poi eletto Segretario per due mandati consecutivi.

Il mandato dei Giovani Delegati alle Nazioni Unite prenderà avvio a settembre con il passaggio di consegne dai Delegati 2025/2026 e comprenderà, oltre alla missione a New York, anche l’organizzazione di eventi e incontri presso università, scuole, istituzioni, enti e associazioni.

La rettrice Donata Vianelli ha commentato la designazione come “motivo di grandissima soddisfazione e orgoglio per me e per l’intera comunità accademica dell'Università di Trieste. Questo traguardo non solo premia il talento e la dedizione di studenti come il dott. Pappalardo, ma conferma anche l'eccellenza del percorso formativo offerto dal nostro Ateneo nelle relazioni internazionali”.

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Lo studente della LM in Diplomazia e Cooperazione Internazionale rappresenterà le nuove generazioni italiane nel mandato 2026/2027 del programma UNYD
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