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Homecoming 2025: i successi degli Alumni UniTS per ispirare gli studenti di oggi, professionisti di domani

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Si è svolto all'ex Ospedale Militare Homecoming - Storie di successo UniTS e Aperitivo con gli Alumni, l’evento organizzato dal Career Service dell’Università degli Studi di Trieste per ispirare nuovi iscritti e studenti già avviati nel loro percorso universitario e per favorire lo scambio reciproco, rinsaldando un legame tra chi oggi frequenta l’Università e chi, pur avendo terminato gli studi, non l’ha abbandonata. 

GLI OSPITI E LA SERATA - Quattro Alumni UniTS - oggi affermati professionisti in diversi settori - Andrea Cozzi (responsabile per le Nuove Iniziative Esplorative e Direttore Generale di Eni in Libano),  Chiara Pacella (lead del team di Language Management e del Localization Quality Program di Meta), Silvia Toffolutti (Global Diversity and Inclusion and Wellbeing Lead di Chiesi) e Diego Scapolan (Project Manager di Allianz) hanno condiviso i loro diversi percorsi, dalla divulgazione online all’impiego in aziende multinazionali, in altrettante storie diverse, accomunate dallo stesso punto di partenza: l’Università degli Studi di Trieste. 

L’evento si è tenuto all’Ex Ospedale Militare di Trieste, lo storico comprensorio di via Fabio Severo che da settembre ospita anche la nuova Casa dello Studente, frutto di una convenzione stipulata tra l’Università di Trieste e ARDiS. 

“L’Università di Trieste è all’interno di un ecosistema unico della conoscenza, in un territorio dove sono presenti importanti centri di ricerca. È un’università che ti mette alla prova, che ti insegna anche ad accettare il fallimento e a rialzarti. Anche io ho dovuto ripetere degli esami, in un caso mi sono ‘accomodata’ da sola. Nella mia carriera universitaria i fallimenti sono stati momenti di crescita” ha sottolineato la Magnifica Rettrice prof.ssa Donata Vianelli nel suo intervento di apertura, rimarcando come i racconti di chi è passato da quelle stesse aule universitarie possano aiutare chi le frequenta oggi nell’affrontare un passaggio non privo di sfide, nel contesto di un mercato del lavoro in cui sempre meno sono i percorsi netti e predefiniti e sempre di più le carriere da costruire con visione e coraggio. Ai presenti la Rettrice ha rivolto un invito diretto: «Scegliete, all’università e nel lavoro, percorsi che vi appassionano».

La prima parte della serata, “Storie di successo UniTS”, ospitata nella Sala Cappella, ha visto i cinque Alumni raccontare alla platea di studenti iscritti a UniTS – ma anche ricercatori, docenti e personale amministrativo dell’Ateneo – il proprio personale, spesso originale, percorso, che li ha portati dalla laurea alla costruzione di una solida carriera.

GLI ALUMNI – Andrea Cozzi, che con la sua laurea in Scienze geologiche è arrivato a essere oggi responsabile per le Nuove Iniziative Esplorative e Direttore Generale di Eni in Libano, ha raccontato come da un percorso inizialmente indirizzato verso l’insegnamento accademico si sia riconvertito alla ricerca del petrolio. Dell’esperienza universitaria ha ricordato il grande spirito di collaborazione e la vicinanza tra studenti, elementi che lo hanno accompagnato anche nelle successive sfide professionali in contesti internazionali complessi.

Del passaggio dalla dimensione universitaria locale al lavoro in una grande realtà internazionale come Meta ha parlato, invece, Chiara Pacella, in videocollegamento da Dublino: laureata in Interpretazione e traduzione, oggi Pacella è Lead del team di Language Management e del Localization Quality Program dell’azienda e agli studenti ha raccomandato di cogliere tutte le opportunità internazionali, a partire dall’Erasmus, per confrontarsi con altri contesti e ampliare le proprie prospettive. Il suo lavoro riguarda in particolare l’adattamento culturale dei prodotti digitali, integrando competenze linguistiche e strumenti tecnologici in un modello ibrido tra contributo umano e nuove tecnologie. Della formazione a Trieste ha sottolineato le «basi molto solide e di alto livello», pienamente confrontabili con quelle sperimentate in altri contesti, pur all’interno di un percorso impegnativo e “severo”.

Si occupa, invece, di risorse umane Silvia Toffolutti che, con in tasca una laurea in Filosofia, si è perfezionata con un master in Organizzazione e Gestione del Personale all’Università Bocconi di Milano e oggi, nel Gruppo Chiesi, è Global Diversity and Inclusion and Wellbeing Lead. Nel suo intervento ha illustrato progetti dedicati alla diversità e all’inclusione, con particolare attenzione alla parità di genere e all’inclusione delle persone con disabilità, soffermandosi anche sul monitoraggio dei gap salariali quando riconducibili a questioni di genere, sulle politiche aziendali legate alla genitorialità e sulla promozione della leadership femminile. Dalla Filosofia ha detto di aver portato nel lavoro l’approccio dialettico, la curiosità e il desiderio di mettere in discussione i punti di vista consolidati, qualità fondamentali per innovare anche all’interno delle organizzazioni.

A completare il gruppo di Alumni coinvolti è stato Diego Scapolan, oggi Project Manager presso Allianz, laureato in Economia aziendale & Consulenza amministrativa e professionale. Scapolan ha consigliato agli studenti di non lasciarsi spaventare dalle sfide, ma di abbracciarle con entusiasmo e «un pizzico di incoscienza», e di coltivare una mentalità di apprendimento continuo, oggi quanto mai indispensabile per essere sempre al passo con le esigenze di una società in rapido cambiamento e, quindi, con il mercato del lavoro. Ha richiamato il ruolo del talent management per comprendere le competenze che saranno richieste in futuro e ha invitato a «mirare alle stelle ma puntare alla luna», senza però dimenticare gli affetti e le passioni – come lo sport – che non dovrebbero essere sacrificati al lavoro. Anche lui ha suggerito di sfruttare esperienze come l’Erasmus per vedere cosa c’è al di fuori e confrontarsi con altre realtà.

La conoscenza e lo scambio è proseguito in coda al talk con un aperitivo di networking dove studenti e Phd hanno avuto modo di confrontarsi direttamente con docenti e Alumni, in un contesto rilassato che ha contribuito a rafforzare il senso di appartenenza a una comunità che UniTS vuole valorizzare. Una rete da cui possono generarsi opportunità e collaborazioni, nello spirito del progetto Alumni. All’evento hanno preso parte anche i Mentors: professionisti con almeno cinque anni di esperienza lavorativa in diversi ambiti, laureati all’Università di Trieste, aderenti all’iniziativa Mentors4UniTS, grazie alla quale l’Ateneo supporta studentesse e studenti - magistrali o iscritti al penultimo o ultimo anno di un corso magistrale a ciclo unico - a realizzare un percorso di crescita. Il confronto con i mentors li aiuta a focalizzare i loro obiettivi professionali e a valorizzare le loro attitudini: dopo alcuni incontri già svolti online, domani, giovedì 11 dicembre 2025, i mentors incontreranno di persona gli studenti loro assegnati.

L’EVENTO IN BREVE – Homecoming - Storie di successo UniTS è un appuntamento annuale che oggi giunge alla sua 7° edizione, dedicato agli studenti: quelli di oggi, attualmente iscritti all’Università degli Studi di Trieste, e quelli di ieri, gli Alumni che portano la loro esperienza attraverso dei talk ispiratori, favorendo l’incontro e il dialogo. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di raccontare storie di successo di laureati dell’Ateneo triestino che, grazie alle competenze acquisite durante il loro percorso universitario, hanno costruito carriere significative in ambiti professionali diversi, contribuendo a rafforzare la reputazione e il prestigio dell’Università, che nella classifica Censis delle Università italiane 2025-26 ha guadagnato due posizioni, raggiungendo così il 5° posto tra gli atenei di medie dimensioni (tra 10.000 e 20.000 iscritti); questo risultato - che si accompagna all’aumento di oltre il 13% delle nuove immatricolazioni ai corsi di laurea triennali e a ciclo unico rispetto allo scorso anno - è dovuto, tra i vari fattori, all’occupabilità dei laureati e alla qualità delle strutture, che appuntamenti come Homecoming - Storie di successo UniTS e Aperitivo con Alumni vogliono contribuire a far conoscere.

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Quattro ex studenti hanno portato la loro esperienza per supportare i giovani nel delicato passaggio dall’Università al mondo del lavoro
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Metalmeccanica FVG, contributo UniTS nel report dell'Osservatorio COMET: crescita e resilienza in uno scenario complesso

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Il settore della metalmeccanica del Friuli Venezia Giulia torna a crescere e mostra segnali di resilienza in uno scenario ancora complesso. È quanto emerge dall’ultimo report dell’Osservatorio della Metalmeccanica FVG, promosso dal Cluster COMET in collaborazione con Area Science Park, Intesa Sanpaolo e le Università di Trieste e Udine. L’analisi evidenzia per il 2025 una crescita dello 0,9% del comparto, in netta controtendenza rispetto al resto della manifattura regionale, che registra un calo dell’1,4%

L’Osservatorio, cui l’Università di Trieste partecipa come partner scientifico attraverso il Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche (DEAMS), offre una fotografia dettagliata di un settore che da solo rappresenta circa il 43% della manifattura regionale. Il report presentato a fine 2025 certifica un’inversione di tendenza dopo due anni di leggere flessioni, mostrando come le imprese metalmeccaniche del FVG stiano reagendo con determinazione alla complessità dei mercati internazionali.

L’analisi economico-finanziaria restituisce un quadro articolato: tra il 2021 e il 2024 il fatturato complessivo del comparto è cresciuto di circa l’8,7%, in linea con l’andamento nazionale, ma il confronto tra 2024 e 2023 registra una contrazione del 4,1% in regione, più marcata rispetto alla media italiana. La redditività (Ebitda margin) scende all’10,8% avvicinandosi ai valori nazionali, mentre la solidità patrimoniale è in miglioramento, con un incremento della quota di patrimonio netto sul passivo.

Il report mette inoltre in luce una crescente polarizzazione del tessuto produttivo: le micro e piccole imprese risultano più esposte alle difficoltà di mercato, mentre le medie e grandi aziende, più orientate all’export e dotate di una governance giovane, mostrano performance migliori. Un elemento distintivo del comparto metalmeccanico rispetto al resto della manifattura regionale è la maggiore propensione all’innovazione: oltre un terzo delle aziende presenta segnali concreti in questo ambito, tra brevetti, partecipazione a progetti europei e collaborazioni con startup e centri di ricerca.

In questo quadro, il ruolo dell’Università di Trieste è quello di affiancare il sistema produttivo nella lettura delle tendenze e dei rischi emergenti. Il DEAMS contribuisce alla progettazione e all’interpretazione dei dati dell’Osservatorio, integrando l’analisi quantitativa con strumenti di indagine qualitativa, come gli instant poll sulle aspettative e sulle strategie delle imprese rispetto a fattori economici, geopolitici, sociali e tecnologici.

“I dati 2025 confermano un elemento chiave: le imprese della metalmeccanica regionale stanno reagendo con determinazione alla complessità dello scenario internazionale – commenta il professor Guido Bortoluzzi, docente di Innovation Management e di Entrepreneurship all’Università di Trieste –. Le strategie di diversificazione dei mercati mostrano segnali concreti di efficacia e, nonostante le incertezze geopolitiche e i nuovi dazi, il settore ha saputo navigare la tempesta meglio del resto del comparto manifatturiero”.

Bortoluzzi richiama però l’attenzione sulle sfide che si stanno aprendo: “Non possiamo ignorare la crescente polarizzazione del nostro tessuto produttivo: la forbice tra chi corre, trainato da export, certificazioni e una governance giovane, e chi fatica, si sta allargando. Il tempo delle decisioni basate solo sull’intuito è finito. Il futuro richiede alle nostre imprese un cambio di paradigma fondato sull’agilità strategica, sulla lucidità dei dati e sulla capacità di captare i segnali deboli del cambiamento”.

Per spiegare questo passaggio, il prof. Bortoluzzi ricorre a una metafora marinara: “Servono dei ‘radar’ per intercettare i nuovi macrotrend emergenti, siano essi tecnologici, economici o sociali. Sono necessarie ‘reti’ di connessione interna per condividere rapidamente le informazioni e prendere decisioni in modo più rapido del passato. Infine, le aziende devono imparare a gettare i loro ‘ami’: o diversificando l’attività in più settori per pescare in superficie, oppure specializzandosi verticalmente nel proprio core business per pescare più in profondità e rimanere competitive in un mondo dove la competizione si è allargata. Abbiamo imparato a navigare in mari tempestosi, ora dobbiamo alzare lo sguardo e prepararci al futuro con continuità, visione e coraggio”.

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Per il prof. Guido Bortoluzzi (DEAMS) «il tempo delle decisioni basate solo sull’intuito è finito: alle imprese servono dati chiari, agilità strategica e radar per cogliere i segnali del cambiamento»
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Guardando dentro un vortice quantistico

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Uno studio internazionale pubblicato su Nature Communicationscoordinato dall’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio nazionale delle ricerche di Firenze, ha studiato la dinamica dei vortici in superfluidi fortemente interagenti, individuandone i meccanismi fondamentali.

Alla ricerca hanno partecipato, assieme al team sperimentale di Giacomo Roati di CNR INO anche il docente di Fisica della materia UniTS Francesco Scazza, e gli atenei di Firenze, Bologna, la Warsaw University of Technology e l’Università tedesca di Augusta. 

 I “vortici” indagati sono piccoli mulinelli di fluido che ruotano attorno a un asse, all'interno di un gas di atomi di litio raffreddato a temperature estremamente basse, appena 10 miliardesimi di grado sopra lo zero assoluto. In queste condizioni, la materia entra in uno stato chiamato superfluido, in cui la viscosità scompare e il fluido scorre senza attrito. Il comportamento superfluido degli atomi ultrafreddi è analogo a quello dei superconduttori, dove la corrente elettrica può circolare senza resistenza, permettendo il trasporto di corrente senza perdita di energia. In entrambi i sistemi, la dinamica dei vortici ha un ruolo fondamentale poiché può aprire un canale per la dissipazione dell’energia.

Spiega Giacomo Roati, dirigente di ricerca Cnr-Ino presso il LENS e responsabile del gruppo di ricerca: "L’utilizzo di gas atomici ultrafreddi ci ha permesso di studiare questo fenomeno in modo estremamente controllato, all’interno di vere e proprie ’simulazioni quantistiche’. La dinamica dei vortici nel caso studiato condivide similitudini con quella nei superconduttori ad alta temperatura, un campo ancora oggetto di studio. Comprendere il loro moto è essenziale per valutare gli effetti dissipativi e per progettare nuovi sistemi superconduttivi ad alta efficienza, nei quali tali effetti possano essere minimizzati in modo mirato, aprendo la strada a tecnologie quantistiche all’avanguardia”. 

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UniTS coinvolta in uno studio pubblicato su Nature Communications coordinato da CNR INO che apre nuove strade per lo sviluppo di superconduttori ad alta efficienza
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Scoperto in una medusa un apparato digerente articolato, come in organismi più complessi

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Un gruppo internazionale di ricercatori, guidato dall’Università degli studi di Trieste e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, ha scoperto nella medusa Cotylorhiza tuberculata (comunemente nota come “medusa uovo fritto” o con il nome improprio di “cassiopea mediterranea”) un apparato digerente articolato, simile a quello di organismi più sofisticati, rivelando un’anatomia interna sorprendentemente complessa che rivoluziona l’idea delle meduse come animali “semplici”.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PLOS One.

Tra i partner dello studio anche Elettra-Sincrotrone Trieste S.C.p.A., l’Università degli Studi di Milano, lo Slovenian National Building and Civil Engineering Institute di Ljubljana, l’Università di Primorska e l’Aquarium di Pirano.

Massimo Avian, professore associato presso il dipartimento di Scienze della vita dell’Università di Trieste e Gregorio Motta, post-doc, commentano: “Per analizzare la struttura anatomica della medusa, ovviando alle difficoltà legate alla fragilità e all’opacità dei tessuti, abbiamo utilizzato una tecnica all’avanguardia, iniettando nel sistema gastrovascolare dell’invertebrato una resina che, una volta indurita, ha permesso di ottenere una copia perfetta e tridimensionale di tutti i canali interni. Il calco così ottenuto è stato poi analizzato con una microtomografia ai raggi X”.

La tecnica utilizzata dai ricercatori ha permesso di scoprire veri e propri canali che si diramano nelle braccia orali della medusa, ognuno dei quali presenta una strozzatura centrale, che lo ripartisce funzionalmente in due semi-canali. Gli esperimenti di anatomia funzionale, svolti iniettando coloranti atossici nello stomaco di meduse vive per osservare i flussi interni, hanno inoltre evidenziato che in questi canali esiste una circolazione a doppio senso. L’acqua di mare, ricca di prede, viene inizialmente “ingerita” dalle aperture più interne delle braccia. Dopo essere giunta alla cavità dello stomaco tramite il semi-canale più interno, finita la digestione, scende per il secondo semi-canale (esterno), per poi essere espulsa dalle aperture più periferiche e distali delle braccia orali, espansioni simili a grossi tentacoli che si osservano sotto l’ombrello.

Valentina Tirelli, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS tra le autrici dello studio, dichiara: “Si è sempre pensato che nelle meduse la stessa apertura fungesse sia da bocca che da ano. Questo studio dimostra invece che anche nella Cotylorhiza tuberculata esiste una specializzazione, con pori dedicati all’ingresso del cibo e altri all’espulsione dei prodotti di scarto, a formare un sistema che assomiglia a un tubo digerente ‘continuo’ (through-gut), tipico di animali più evoluti. Un sistema simile era già stato individuato da alcuni dei coautori di questo lavoro anche in un’altra medusa, la Rhizostoma pulmo. Essendo queste due specie filogeneticamente distanti, ipotizziamo che questo meccanismo digestivo complesso potrebbe essere molto più diffuso tra le meduse di quanto si possa immaginare”.

La ricerca ha permesso di approfondire lo studio della biologia di una creatura comune nei nostri mari, dimostrando grazie a tecniche di osservazione moderne che l’evoluzione può produrre soluzioni complesse in modo indipendente e inaspettato, anche in organismi spesso considerati erroneamente primitivi.

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Studio completo pubblicato su PLOS One

New advances in jellyfish anatomy: the benefits of endocasts and X-ray microtomography in the investigation of the gastrovascular system of Cotylorhiza tuberculata (Scyphozoa; Rhizostomeae; Cepheidae)

Gregorio Motta1,2*, Marco Voltolini3, Lucia Mancini4, Diego Dreossi5, Francesco Brun6, Valentina Tirelli7,8, Lorenzo Peter Castelletto1, Manja Rogelja9, Antonio Terlizzi1,8, Massimo Avian1

  1. Department of Life Sciences, University of Trieste, Trieste, Italy
  2. Department of Integrative Marine Ecology, Stazione Zoologica Anton Dohrn, Napoli, Italy
  3. Department of Earth Science Ardito Desio, University of Milano, Milano, Italy
  4. Slovenian National Building and Civil Engineering Institute, Ljubljana, Slovenia
  5. Elettra-Sincrotrone Trieste S.C.p.A., Basovizza, Trieste, Italy
  6. Department of Engineering and Architecture, University of Trieste, Trieste, Italy
  7. National Institute of Oceanography and Applied Geophysics, Trieste, Italy
  8. National Biodiversity Future Center (NBFC), National Biodiversity Future Center, Palermo, Italy
  9. University of Primorska, Aquarium Piran, Piran, Slovenia

 

Abstract
Lo studio UniTS (Massimo Avian e Gregorio Motta) e OGS, che ha effettuato la scoperta sulla medusa Cotylorhiza tuberculata, è pubblicato da Plos One
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Risonanza Magnetica Nucleare: inaugurato un nuovo laboratorio a UniTS

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È stato inaugurato il laboratorio di Risonanza Magnetica Nucleare (NMR) al Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche (DSCF), unico in regione per la potenza delle apparecchiature.  

Il laboratorio è dotato di due spettrometri di ultima generazione da 600 MHz e 400 MHz per un valore complessivo di più di un milione di euro. 

La spettroscopia di Risonanza Magnetica Nucleare (NMR), conosciuta soprattutto per le applicazioni diagnostiche in medicina, ha origine in ambito chimico dove rappresenta uno strumento di indagine estremamente potente: consente di determinare la struttura delle molecole in soluzione, dalle più semplici alle più grandi e complesse come le proteine.

Per questo motivo, l’NMR è una tecnica fondamentale nello sviluppo di numerose linee di ricerca in chimica e biologia.

A UniTS l’NMR viene impiegata sia per la caratterizzazione molecolare di base di diversi sistemi, che spaziano dai catalizzatori per la produzione di polimeri innovativi a farmaci e molecole biologicamente attive, sia per studi avanzati sulla funzionalità e sulle interazioni in sistemi complessi e nanosistemi. Negli ultimi anni, la ricerca si è orientata sempre più verso la chimica sostenibile e lo sviluppo di energie e materiali alternativi, ambiti nei quali l’NMR riveste un ruolo cruciale.

Il Laboratorio NMR rappresenta anche una risorsa didattica strategica e viene utilizzato per attività teoriche e pratiche nei corsi di studio in Chimica, Farmacia e CTF, contribuendo alla formazione di laureati altamente qualificati.

L’investimento si inserisce nel programma di potenziamento della strumentazione scientifica avviato nel 2022 con un Bando straordinario per l’acquisto di attrezzature all’avanguardia che ha già consentito l’acquisizione di apparecchiature per oltre 4 milioni di euro.

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Due spettrometri di ultima generazione da 600 e 400MHz daranno impulso a ricerca e didattica
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Periodo di permanenza in Magazine
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Giornata Mondiale dei diritti umani

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Il 10 dicembre 1948 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, provvisoriamente riunita a Parigi, adottava la Dichiarazione universale dei diritti umani, che negli anni a seguire avrebbe ispirato la formazione di numerose e più specifiche norme internazionali. La tutela dei diritti umani cessava di essere quindi una competenza esclusiva dei singoli Stati e si trasformava in un valore collettivo della Comunità internazionale.

Oggi è ancora così? Quale eredità ci ha lasciato la Dichiarazione universale? I diritti umani continuano a essere un valore collettivo da salvaguardare, nonostante le continue crisi che il mondo sta vivendo sotto i nostri occhi?

La tutela dei diritti umani continua a essere un valore collettivo della Comunità internazionale. Però, è necessario riflettere su cosa gli Stati effettivamente fanno per attuare i diritti umani. E su cosa facciamo noi, dato che gli Stati si compongono di comunità umane.

Giuseppe Pascale, docente di Diritto internazionale, spiega: “La Dichiarazione universale del 1948 ci ha lasciato un'eredità importantissima: l'universalità dei diritti umani, che dovrebbero essere goduti sempre e ovunque, senza discriminazioni e distinzioni di alcun tipo. Non dovremmo disperdere questa eredità, ritornando alla politica militarista e di potere che condusse, nel secolo scorso, a due guerre mondiali. Va salvaguardato il senso di umanità. Che mondo sarebbe altrimenti?”

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UniTS si colora di blu
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Stima della pericolosità sismica: nuove prospettive dallo studio di terremoti storici

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I ricercatori dell’Università di Trieste, in collaborazione con l’Università di Genova e l’Istituto Nazionale di Oceanografica e di Geofisica Sperimentale (OGS), hanno ricostruito con un livello di precisione mai raggiunto prima – utilizzando per la prima volta dati strumentali – parametri fondamentali come magnitudo e meccanismo di faglia del terremoto che colpì la Liguria il 23 febbraio 1887, causando oltre 600 vittime e uno tsunami lungo la costa. In particolare, i ricercatori hanno analizzato i magnetogrammi storici, rappresentazioni grafiche del campo magnetico terrestre che catturano le variazioni di intensità magnetica in un’area e in un tempo specifici. 

 I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Nature Scientific Reports e aprono nuove prospettive per la rivalutazione dei grandi terremoti storici e per la stima della pericolosità sismica in Europa. 

Stefano Parolai, professore ordinario e direttore del dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze dell’Università di Trieste, spiega: “Questo lavoro dimostra che i magnetogrammi storici, pur non essendo progettati per registrare terremoti, possono fornire informazioni preziose sul movimento del suolo per la rivalutazione di grandi eventi pre-strumentali, colmando il vuoto di informazioni prima dell’era dei sismografi moderni. Grazie alla digitalizzazione e all’applicazione di moderne tecniche di analisi, siamo riusciti a estrarre dati utili da registrazioni di oltre 130 anni fa, migliorando la nostra comprensione della pericolosità sismica in Liguria e nell’Europa occidentale”.

Lo studio ha permesso di stimare una magnitudo pari a 7.2, individuando come meccanismo sorgente, coerente con la geologia regionale e con i modelli di tsunami, una faglia inversa inclinata verso Nord, ossia una faglia in cui il blocco di roccia situato sopra il piano di frattura (detto “tetto”) si muove verso l’alto rispetto al blocco sottostante (“letto”), portando ad accorciamento e ispessimento della crosta terrestre.

Gabriele Tarchini, ricercatore presso il dipartimento di Scienze della Terra, dell’ambiente e della vita dell’Università degli studi di Genova, aggiunge: “In assenza di registrazioni strumentali affidabili, queste analisi aprono nuove prospettive per la ricostruzione dei terremoti del passato e per la valutazione della pericolosità sismica. Il nostro obiettivo è utilizzare ogni dato disponibile per migliorare la sicurezza delle comunità e contribuire a mitigare il rischio sismico”.

In particolare, i ricercatori hanno adottato un approccio multidisciplinare. Tramite la digitalizzazione dei magnetogrammi, sono state scansionate le registrazioni provenienti dagli osservatori di Greenwich, Kew, Falmouth (Regno Unito) e Paris Saint-Maur (Francia). Utilizzando modelli di propagazione delle onde sismiche, i ricercatori hanno simulato diversi scenari di faglia. Riprodotta la risposta reale degli strumenti ottocenteschi alle vibrazioni del suolo e confrontati i segnali simulati a quelli storici, hanno infine validato gli scenari di faglia e stimato la magnitudo, scegliendo il terremoto dell’Emilia del 2012 (Mw 6.10) come riferimento per vicinanza geografica e caratteristiche simili.

Il terremoto del 1887 è stato scelto dalla Protezione Civile come riferimento per la definizione degli scenari di scuotimento del suolo in Liguria occidentale, con implicazioni dirette sulla classificazione sismica. La nuova stima di magnitudo e la conferma del meccanismo di faglia inversa rafforzano la necessità di aggiornare i modelli di pericolosità sismica per la regione e considerare un regime di compressione, secondo cui le deformazioni e i terremoti della regione sono principalmente dovuti a forze che comprimono la crosta terrestre, favorendo la formazione di faglie inverse e il sollevamento di porzioni di crosta.

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Studio completo pubblicato su Nature Scientific Reports

Waveform cross-correlation analysis and magnitude estimation for the 1887 Ligurian earthquake determined from magnetogram recordings

Gabriele Tarchini1, Stefano Parolai2, Daniele Spallarossa1, Denis Sandron3

 Department of Earth, Environmental and Life Sciences, University of Genoa, 16132, Genoa, Italy

  1. Department of Mathematics, Informatics and Geosciences, University of Trieste, 34128, Trieste, Italy
  2. National Institute of Oceanography and Applied Geophysics, OGS, 34128, Trieste, Italy

 

Nella foto: Panoramica dell’area di studio che mostra l’ipocentro offshore del terremoto ligure del 1887

 

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Su Nature Scientific Reports UniTS, con UniGE e OGS, ha ricostruito il meccanismo del sisma che devastò Liguria e Costa Azzurra nel 1887
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Studenti e matricole meritevoli: assegnati i Premi FUST e Fondazione CRTrieste

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In occasione della Cerimonia di inaugurazione del 102° Anno Accademico UniTS sono stati conferiti premi a studenti meritevoli.

Premio della Fondazione Università degli Studi di Trieste (FUST)

La Fondazione gestisce i lasciti dei benefattori, in particolare quelli derivanti dalle Fondazioni Aldo Duca (Area Medica), Guido Morpurgo Tagliabue (Area Filosofia) e Marcello Urban e Maria Ehrl (Area Ingegneria).

La FUST eroga premi dell’importo medio di 2.500 € a studenti dei Corsi di laurea Triennale e Magistrale UniTS particolarmente meritevoli. 

Quest’anno sono stati assegnati in totale 3 contributi all’area di ingegneria (con una speciale menzione per l’eccellenza del percorso di studio), 3 premi all’area medica, 2 premi all’area di filosofia e un premio ciascuna alle aree economica, giuridica e di scienze della vita.

Questi gli studenti e le studentesse che hanno ricevuto il premio consegnato dalla Rettrice prof.ssa Donata Vianelli e dal prof. Paolo Rosato, rispettivamente Presidente e Vicepresidente FUST:

 

Giorgio Cutrera, Jacopo Mosetti 

Dipartimento di Ingegneria e Architettura, corsi di Laurea Magistrale in Ingegneria

Alessandro Giampaoli

Dipartimento di Ingegneria e Architettura, corso di Laurea Magistrale in Ingegneria navale

Giovanna Maria Galuppo, Carmelo Occhipinti

Dipartimento di Ingegneria e Architettura, menzione di merito – senza assegno - per l’encomiabile percorso di studio e l’eccellenza degli esami di profitto

Rossella Albani 

Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche "Bruno De Finetti", corsi di Laurea Magistrale In Economia, Ambiente e Sviluppo e Scienze Statistiche e Attuariali

Diana Di Pietro 

Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione, corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza 

Giada Martin, Michelle Domenighini

Dipartimento di Studi Umanistici, corso di Laurea Magistrale in Filosofia 

Alice Mastrangelo

Dipartimento di Scienze della Vita, Corso di laurea in Neuroscience

Jerome Jerusalem Daysa

Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e della salute, corso di Laurea in Infermieristica 

Francesca Cherubini 

Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e della salute, corso di Laurea Triennale nelle Professioni Sanitarie 

Francesca Paro 

Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e della salute, corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia

 

Premio alle matricole meritevoli 2024 – ’25 – Fondazione CRTrieste

Il contributo di 1.550 Euro, sostenuto da Fondazione CRTrieste per valorizzare il merito, incentivare l’eccellenza e promuovere un ambiente accademico che stimoli l’impegno e la crescita personale, è stato consegnato dalla Rettrice e dal prof. Francesco Peroni, vicepresidente del Consiglio di amministrazione di Fondazione CRTrieste a:

Francesco Bertolini, Dipartimento di Scienze della Vita

Alessandro Deganutti, Dipartimento di Fisica

Sabrina De Pra, Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche

Annachiara Franchi, Dipartimento di Studi Umanistici

Leonardo Mattiuzzo, Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e della salute

Gaia Millo, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali

Elisa Rossi, Dipartimento di Ingegneria e Architettura

Gabriele Tancik, Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze

Chiara Zorn, Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione

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La consegna dei premi si è svolta nel corso della Cerimonia di inaugurazione del 102° anno accademico
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La prima Rettrice dell’Università di Trieste, Donata Vianelli, inaugura il 102° Anno Accademico dell’Ateneo

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“Fare Università” in un contesto politico, sociale ed economico incerto. È la sfida che la Rettrice Donata Vianelli lancia in occasione della sua prima Cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2025/26, il 102° dell’Università di Trieste.

Visione, strategia e pragmatismo saranno i principi guida dei prossimi sei anni di rettorato, un approccio capace di affrontare con lucidità l’incertezza del futuro – ha esordito la Rettrice - la nostra energia più grande è l’orgoglio di appartenere a questo ateneo, orgoglio ricambiato da un territorio che ci riconosce presenza essenziale per il suo sviluppo culturale, sociale ed economico”.

Il valore del rapporto con il territorio e il contesto internazionale è stato testimoniato con forza dalla presenza alla cerimonia dell’Ambasciatrice d’Italia in Francia Emanuela D’Alessandro, a cui è stata affidata la Lectio magistralis “Italia, Francia, Europa: diplomazia in azione”.

È un grandissimo onore essere qui a Trieste, una città che, come ho potuto apprezzare negli anni che ho trascorso da Ambasciatrice d’Italia a Zagabria, porta impressa nella propria identità la vocazione al dialogo e all’apertura internazionale, “città-frontiera” per eccellenza, crocevia di popoli, culture e commerci, punto d’incontro tra diverse anime dell’Europa e del Mediterraneo, tra Nord e Sud, tra Est e Ovest – ha sottolineato l’Ambasciatrice - una città che si candida a fungere da snodo fondamentale dell’India-Middle East-Europe Economic Corridor, il Corridoio IMEC, concepito per collegare logisticamente India, Paesi del Golfo, Egitto, Israele e Mediterraneo, sul quale proprio qui a Trieste il nostro Ministero prevede di organizzare un grande evento l’anno prossimo”.

I temi – chiave del percorso rettorale di Vianelli saranno non solo internazionalizzazione, ma anche digitalizzazione, sostenibilità ed edilizia universitaria, tenendo ricerca e rapporto con gli studenti al centro.

Internazionalizzazione e rapporto con il territorio

La decisa ripresa della mobilità studentesca e l’ampliamento delle collaborazioni scientifiche internazionali lanciano segnali positivi: la strategia futura sarà orientata a investire in cooperazione intesa non solo come sostegno, ma anche come leva per la ricerca e la didattica, promuovendo reti internazionali e contribuendo alla diffusione di una cultura di pace e giustizia sociale.

Tra le azioni già in atto, da ricordare l’ospitalità offerta a studiosi di Paesi a rischio, i progetti di supporto ai migranti sul territorio locale, gli interventi in Africa dedicati all’educazione STEM, il supporto alla diffusione in quelle zone della chirurgia mininvasiva sostenibile e ai temi dei cambiamenti climatici, dei conflitti e delle migrazioni. Sono stati inaugurati inoltre nuovi progetti di cooperazione in Tanzania, Etiopia e Rwanda. L’Ateneo si sta infine attivando per accogliere nuovi studenti palestinesi.  

Per quanto riguarda il rapporto con il territorio, UniTS inaugurerà una nuova fase puntando a un dialogo più attivo e sistematico con imprese, enti e istituzioni. Pur rimanendo una Research University, l’Ateneo riconosce che la ricerca più avanzata nasce dall’incontro tra competenze accademiche e bisogni reali, e che la conoscenza prodotta deve tradursi in valore per la comunità. Investirà sul trasferimento tecnologico, rafforzando la sua presenza nei luoghi in cui si costruisce lo sviluppo, attraverso accordi quadro, convenzioni strategiche, progetti congiunti e promuovendo iniziative con impatto concreto sul territorio. 

Digitalizzazione

Intelligenza artificiale e Data Science sono state consolidate sia nell’offerta formativa che in un’attività scientifica di alto profilo riconosciuta a livello internazionale. Guardando al futuro, l’Ateneo intende rafforzare ulteriormente il proprio impegno nella diffusione della cultura digitale, del dato, dell’intelligenza artificiale e della cybersicurezza, promuovendo percorsi formativi e iniziative di educazione rivolti non solo alla comunità universitaria, ma anche al contesto sociale ed economico. 

Da subito abbiamo dato forte sostegno alla costituzione di Agorai Innovation Hub, un ecosistema formato da realtà d’eccellenza per promuovere lo sviluppo di start-up, l’attrazione di talenti e una progettualità innovativa nel campo dell’Intelligenza Artificiale”, ha ricordato Vianelli.

Sostenibilità

Nell’anno accademico appena avviato, l’Ateneo vanterà i primi laureati del Corso di Laurea Magistrale in “Engineering for the Energy Transition”, che valorizza anni di ricerca avanzata nel settore energetico in un percorso multidisciplinare pensato per rispondere alle priorità europee e nazionali della transizione verde. Un altro esempio significativo di investimento in sostenibilità è il nuovo Laboratorio ELISA, coordinato dal Centro Ciamician e dedicato alle tecnologie per lo stoccaggio dell’energia: un’infrastruttura che integra sei Dipartimenti e rafforza la capacità UniTS di contribuire a un futuro energetico sostenibile.

Edilizia universitaria

La struttura policentrica dei campus dell’Ateneo a Trieste (da Piazzale Europa a Città Vecchia passando per San Giovanni, Porto Vecchio e i futuri ampliamenti a Cattinara), a Gorizia, Pordenone e Portogruaro, pone delle sfide a cui si è già iniziato a rispondere con azioni di razionalizzazione, riorganizzazione, accorpamento e decongestionamento. Parallelamente avanzano progetti strategici, grandi cantieri e interventi di restauro, riqualificazione e refitting, condotti anche con l’importante contributo di Fondazione CRTrieste.

Ricerca

UniTS sta proseguendo in modo importante negli investimenti e nel rinnovo delle infrastrutture di ricerca, condizione essenziale per mantenere la sua capacità competitiva e di attrarre ricercatori di alto livello. Da segnalare i due nuovi spettrometri per la Risonanza Magnetica Nucleare, acquistati con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, e il ruolo di sostegno economico su questo tema di Fondazione CRTrieste, Fondazione Beneficentia Stiftung e le Fondazioni Benefiche Alberto e Kathleen Casali. Nel prossimo futuro l’Ateneo valorizzerà le chiamate dirette di docenti di chiara fama, tra cui alcuni vincitori di prestigiosi bandi ERC e FIS, e la partecipazione a bandi competitivi internazionali. 

Didattica innovativa

Il costante aumento delle immatricolazioni trova ragione anche nell’offerta formativa in costante aggiornamento. Nel 2026 UniTS offrirà un nuovo corso dedicato alla Didattica della Matematica e della Fisica, per la formazione dei futuri insegnanti. Saranno inoltre lanciati i primi corsi online aperti e massivi, inseriti in un catalogo digitale, ampliando così le forme di apprendimento e le opportunità di aggiornamento per laureati e professionisti. 

Tra le sfide future spicca l’impegno nell’innovazione della didattica. Si tratta di una sfida culturale che risponderà al cambiamento generazionale degli studenti, ai loro stili cognitivi e alle loro aspettative, coniugando le potenzialità offerte dalla digitalizzazione con le nuove tecnologie e l’AI: una sfida che richiederà ai docenti di rivedere schemi, modelli e pratiche tradizionali.

Anche l’Ambasciatrice D’Alessandro ha voluto rivolgere alla comunità studentesca un augurio per il nuovo anno accademico, ricordando al contempo il suo ruolo istituzionale in un luogo simbolo di collaborazione: “Il nostro compito di diplomatici in Francia è in definitiva questo: non solo promuovere l’interesse dell’Italia nelle sue molteplici declinazioni, ma anche mantenere viva l’armonia tra due dei Paesi più importanti al mondo, renderla un motore dell’Europa e dell’Occidente e, così facendo, contribuire a offrire ai giovani – a partire da quelli che studiano in questo Ateneo, ai quali auguro dal profondo del cuore, così come a tutti voi docenti, un eccellente anno accademico – un orizzonte di pace, di libertà e di opportunità condivise”.

Hanno partecipato alla cerimonia il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, e il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, il Presidente del Consiglio degli Studenti, Morgan Baliviera e il Rappresentante del Personale Tecnico-Amministrativo, Salvatore Dore. La prolusione è stata affidata a Renata Longo, Ordinaria di Fisica per le Scienze della Vita, l’Ambiente e i Beni Culturali del Dipartimento di Fisica, “Oltre il grigio: i colori dei raggi X”. 

Nel corso della cerimonia sono stati anche assegnati i premi a studenti e matricole meritevoli, grazie ai contributi della Fondazione Università degli Studi di Trieste (FUST) e della Fondazione CRTrieste.

Esecuzioni vocali e strumentali a cura di Coro e Orchestra dell’Università degli Studi di Trieste, direttore M. Riccardo Cossi.

Discorso Rettrice

Discorso Rappresentante degli studenti

Discorso Rappresentante del Personale tecnico amministrativo  

Discorso dell’Ambasciatrice D’Alessandro 

Abstract
Ospite d’eccezione della cerimonia l’Ambasciatrice d’Italia in Francia, Emanuela D’Alessandro
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UniTS lancia la sfida per un turismo senza barriere

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Nella settimana in cui si celebra la Giornata Internazionale delle persone con Disabilità (3 dicembre) UniTS diffonde i risultati dell’Hackathon “Inclusive Tourism for Everyone”, promosso nell’ambito del progetto europeo SITE – Shaping Inclusive Tourist Experiences finanziato dal Programma Interreg Italia–Croazia 2021–2027.

Il progetto SITE è coordinato da Lorenzo Castelli, associato in Ricerca Operativa al Dipartimento di Ingegneria e Architettura (DIA) dell’Università di Trieste, in collaborazione con il gruppo di ricerca Trieste Inclusion and Accessibility Lab (TrIAL), referente Ilaria Garofolo, ordinaria di Architettura Tecnica allo stesso Dipartimento.

Scopo di SITE è aumentare l'attrattività delle destinazioni dell'area del programma durante tutto l'anno, diffondendo una cultura transfrontaliera dell’Universal Design nell’ecosistema turistico, così da ridurre le barriere architettoniche, sensoriali e comunicative che limitano l’accesso alle persone con disabilità e ad altri gruppi con esigenze specifiche, come famiglie e anziani.

L’Hackathon, moderato da Caterina Vidulli, fondatrice di Central Marketing Intelligence e Communication Manager del progetto SITE, è stato organizzato da UniTS Trieste insieme ai partner italiani e croati del progetto, con la compartecipazione del Comune di Trieste, Promoturismo FVG, CRIBA FVG, INU – Istituto Nazionale Urbanistica e dell’associazione Start-Up Turismo. 

Sono stati coinvolti 34 studenti universitari provenienti da Italia, Croazia e Slovenia, attivi in percorsi formativi eterogenei: architettura, urbanistica, lingue, management del turismo, scienze sociali e informatica. Tra i mentor che hanno supportato e guidato i lavori ci sono stati esperti in accessibilità ambientale, linguaggio facile, marketing del turismo, sociologi, referenti della associazione Oltre Quella Sedia.

Nel corso delle due giornate, ai partecipanti è stato chiesto di sviluppare idee e soluzioni innovative capaci di integrare i principi dell’Universal Design, con l’obiettivo di progettare esperienze turistiche realmente accoglienti, fruibili e piacevoli per tutti: persone con disabilità, famiglie, anziani e visitatori con competenze linguistiche limitate. I gruppi multidisciplinari hanno collaborato in un clima di forte creatività e problem-solving, mettendo in dialogo competenze tecniche, progettuali e sociali.

Un momento particolarmente significativo è stata la visita guidata lungo un itinerario cittadino, condotta da PromoTurismo FVG con la partecipazione di CRIBA FVG e della associazione Oltre Quella Sedia. L’esperienza ha permesso ai team di osservare direttamente il contesto urbano triestino e di individuare alcune delle principali criticità sperimentate dai turisti negli spostamenti in città. «La visita ha offerto ai partecipanti uno sguardo concreto sulle difficoltà che molti visitatori incontrano quotidianamente. È da qui che può nascere un turismo davvero attento e inclusivo», afferma Paola Pascoli, referente di CRIBA FVG.

I progetti vincitori

1° posto – “PathMate”

Il progetto PathMate — dall’unione di “path” (percorso, viaggio) e “mate” (amico, compagno) — propone un’app che accompagna l’utente adattandosi alle sue esigenze e rafforzando la sua autonomia. PathMate semplifica la pianificazione degli spostamenti, offre una navigazione chiara e multicanale e fornisce informazioni utili su caratteristiche dei percorsi e accessi, come pendenza e tipologia di superficie. Team: Iftekhar Anwar (Computer Science, Politecnico di Torino), Arsenii Prostakov (Lingue, Univ. Federico II Napoli), Anastasija Ristova (Urbanistica, Univ. di Lubiana), Lucija Oštarić (Management del Turismo, Fiume), Alessia Gaia Russo (Design della Comunicazione, Politecnico di Milano).

2° posto – “APO – All Paths Open”. 

Un sistema di partecipazione che collega turisti con disabilità o esigenze specifiche ai residenti che condividono la stessa condizione, con l’obiettivo di costruire una comunità sicura, informata, sensibile e coinvolta. Team: Patricia Ivančić (Scienze sociali, Univ. di Fiume), Eleonora Lazarova (Urbanistica, Univ. di Lubiana), Jana Krivošić (Management del Turismo, Fiume), Alessandra Airaudo (Digital Marketing, Unicusano).

3° posto – “TourAble”

Un’app pensata per rendere il turismo realmente accessibile grazie a un design inclusivo, intuitivo e adattivo. TourAble incoraggia la consapevolezza dei cittadini sui temi dell’accessibilità e offre percorsi senza barriere, attività per famiglie e informazioni dedicate a persone con disabilità visive e cognitive. Team: Daniyar Yegeubay (Computer Science, Federico II Napoli), Ester Calenda Casarin (Lingue, Ca’ Foscari), Pia Ržen (Architettura, Univ. di Lubiana), Korina Zorić (Management del Turismo, Fiume), Marianna Capriotti (Management del Turismo, Univ. di Perugia).

«Partecipare all’Hackathon Inclusive Tourism for Everyone del progetto SITE – Interreg ITA CRO 2021-27 è stato un momento prezioso, sia dal punto di vista professionale che umano. Vedere così tanti giovani del mondo del turismo lavorare con competenza, curiosità e senso di responsabilità verso un futuro più accessibile è stato profondamente motivante», dichiara Annalisa Noacco di Willeasy, tra i membri della giuria. «Come Willeasy abbiamo accolto con entusiasmo l’invito dell’Associazione Startup Turismo, che ringrazio sinceramente per aver valorizzato il ruolo dell’accessibilità all’interno del percorso. In questa occasione ho avuto l’onore di rappresentare l’Associazione, in qualità di associata e delegata alle tematiche del turismo accessibile, contribuendo a portare la voce di chi ogni giorno lavora per un settore più inclusivo. Consegnare i premi ai team vincitori è stato un gesto simbolico ma significativo: il dialogo tra chi oggi opera per rendere il mondo più inclusivo e chi domani potrà trasformare questa visione in nuovi standard è la vera forza di un settore che sta evolvendo. L’impegno e la sensibilità dimostrati dai partecipanti confermano che innovazione e attenzione alle persone non sono binari paralleli, ma la stessa direzione. È questa l’energia che serve per costruire un turismo capace di accogliere, comprendere e includere davvero tutti».

La giuria era composta inoltre dalle docenti Ilaria Garofolo (DIA, Università di Trieste) e Jelena Durkin Badurina (FTHM, Università di Fiume); Roberta Gigli, referente del Forum Of Adriatic And Ionian Cities; Erika Kosic, referente della Regione Friuli Venezia Giulia in qualità di Segreteriato Congiunto del programma Italia-Slovenia.

Gli altri progetti

Gli altri progetti presentati hanno proposto soluzioni diversificate ma unite da un’unica visione inclusiva: dalla creazione di moduli temporanei universalmente accessibili, confortevoli, gratuiti e dotati di schermi informativi (progetto “Your Pod Stop”), allo sviluppo di un protocollo di certificazione per servizi attenti alle diversità (progetto “Inclusive Tourism”). Sono stati inoltre presentati un’app pensata per mettere in contatto turisti e residenti con esigenze simili (progetto “Help”) e una piattaforma di viaggio inclusiva che, grazie a contenuti verificati tramite intelligenza artificiale e dati reali dai social media, genera mappe personalizzate (progetto “AllWays”).

Oltre ai premi in denaro destinati ai tre migliori progetti (4.000 € al primo, 2.000 € al secondo e 1.000 € al terzo classificato), finanziati dall’associazione Start-Up Turismo, i vincitori avranno accesso a sessioni di mentorship con l’associazione e con i partner del progetto SITE, e saranno invitati alla conferenza internazionale conclusiva del progetto, che si terrà a Opatija (Croazia).

L’Hackathon si è concluso con la consapevolezza condivisa che progettare un turismo più inclusivo significa contribuire allo sviluppo di comunità più aperte, accoglienti e sostenibili.

Abstract
Nell’ambito del progetto europeo SITE – Shaping Inclusive Tourist Experiences, premiate le migliori idee per un turismo più accessibile
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