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UniTS inaugura la nuova Galleria Ducaton nella sede di Gorizia

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L’Università di Trieste, grazie all’impegno di conservazione e divulgazione culturale del Sistema Museale di Ateneo (SmaTS), inaugura la Galleria Ducaton, un nuovo spazio permanente al I° piano dell'ala destra della sede di Gorizia di via Alviano 18, dedicato al ciclo pittorico La donna del mare di Annamaria Ducaton (1936-2026).

Si tratta di 28 tele che la pittrice triestina ha donato all’Ateneo nel 2024 in occasione dei cento anni dalla sua fondazione.

Realizzato tra il 1984 e il 1985, il ciclo è ispirato all’omonimo dramma di Henrik Ibsen del 1889. L’opera rappresenta un percorso affettivo e artistico in cui Ducaton entra in dialogo con la madre, l’attrice Giannina Herman Macknig, e con Ellida, protagonista del lavoro ibseniano.

La nuova galleria permanente nasce come omaggio e segno di gratitudine verso l’artista recentemente scomparsa e valorizza il legame tra arte, memoria personale, teatro e patrimonio culturale di UniTS.

Per il pubblico esterno la galleria sarà prossimamente visitabile su prenotazione.

Annamaria Ducaton (1936 – 2026)
Respira da subito l’atmosfera artistica della famiglia. Da bambina inizia lo studio del pianoforte e dopo cinque anni lo abbandona per dedicarsi alla pittura. Artista “immaginaria”, ha all’attivo un’ottantina di mostre personali a Trieste, Duino, Lignano, Udine, Gorizia, Maniago, Brunico, Dobbiaco, Steinhaus, S. Bonifacio di Verona, Trento, Roma, Torino, Milano, Isola d’Istria, Lubiana, Dobrovo, Salisburgo, Graz, Helsinki, Basilea, Terezin (Repubblica Ceca), Venezuela, California. Ha partecipato a oltre un centinaio di esposizioni collettive in Italia e all’estero. Lavora sviluppando vari temi che le consentono di approfondire gli argomenti prescelti in modo dettagliato, ricavandone un importante apporto culturale a livello non solo personale. La musica e la letteratura camminano sempre assieme al suo lavoro pittorico.

Ciclo pittorico “La donna del mare” (1984-1985)
La serie di opere a tecnica mista di Annamaria Ducaton trae ispirazione dal dramma di Ibsen La donna del mare, intrecciando in modo poetico immagini personali e simboli universali. Ducaton utilizza fotografie di sé stessa e di sua madre, collocandole in un contesto visivo astratto, caratterizzato da forme fluide e colori suggestivi. Ogni opera diventa così una riflessione visiva e testuale sul tema dell’identità, del legame e del bisogno di libertà. Sopravvivono 28 opere delle 29 originarie e vanno lette secondo un ordine stabilito dalla stessa autrice. La tensione tra appartenenza e desiderio di evasione è al centro di queste opere dove il mare, evocato da forme ondulate e colori cangianti, rappresenta il mondo interiore e le forze sotterranee che accompagnano il viaggio della scoperta di sé. Ducaton sovrappone simboli e immagini. La stratificazione visiva esprime la complessità della memoria, in cui passato e presente si fondono, mentre il volto della madre si alterna a quello dell’artista, in un dialogo che evoca il legame generazionale ma anche il conflitto tra ciò che si eredita e ciò che si vuole superare. Citazioni tratte da La donna del mare accompagnano le immagini e intensificano il senso di introspezione e di minaccia invisibile. I contorni delle figure si fondono in uno sfondo surreale, dove forme marine e creature immaginarie sembrano avvolgere e osservare i personaggi, incarnando paure interiori e desideri inespressi. La presenza del mare, con il suo richiamo alla libertà e al pericolo, diventa una metafora della profondità psichica in cui si muovono le protagoniste. Alla base di queste opere vi è anche una riflessione sull’identità femminile e sull’autonomia. Le parole di Ellida esprimono il desiderio di rompere i vincoli e di affermare la propria autenticità. Anche visivamente, le figure femminili appaiono isolate, immerse in paesaggi astratti che le rendono al contempo parte ed estranee all’ambiente che le circonda, suggerendo la dualità di chi cerca di scoprire e affermare sé stessa al di fuori dei ruoli imposti.

In sintesi, la serie di Ducaton è un’esplorazione intima e complessa delle relazioni familiari e dell’identità, radicata nella poetica del mare simbolico di Ibsen. La fusione tra fotografia e astrazione genera un’immagine stratificata e vibrante, che invita a riflettere su come i legami, siano essi familiari o esistenziali, possano essere allo stesso tempo rifugio e limite da superare.

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La mostra permanente espone le 28 tele del ciclo “La donna del mare” della pittrice triestina Annamaria Ducaton
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UniTS celebra la Giornata internazionale della Biodiversità

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Il 22 maggio è la Giornata internazionale della biodiversità, istituita dall'ONU per richiamare l'attenzione sul valore della vita nelle sue diverse forme e sulla responsabilità di custodirla anche nei luoghi che abitiamo quotidianamente. Per UniTS  questo significa riconoscere che la biodiversità non è un fondale silenzioso, ma una presenza viva che accompagna studio, lavoro e relazioni: alberi, piante spontanee, insetti impollinatori, uccelli, rettili, funghi e molti altri organismi fanno parte della qualità ecologica dell’ ambiente universitario.

In questo quadro si inserisce Biodiversity @University of Trieste, il progetto attivo su iNaturalist che raccoglie le osservazioni naturalistiche realizzate negli spazi dell'Ateneo e dintorni. iNaturalist è una piattaforma internazionale di citizen science che consente di caricare osservazioni georeferenziate di organismi viventi, di favorirne l'identificazione attraverso una comunità scientifica diffusa e di costruire nel tempo un archivio aperto e condiviso. Le osservazioni possono inoltre confluire nel GBIFGlobal Biodiversity Information Facility, una delle principali infrastrutture internazionali per i dati aperti sulla biodiversità.

Il progetto è aperto alla partecipazione di tutta la comunità. Per aderire è sufficiente registrarsi gratuitamente su iNaturalist, accedere alla pagina Biodiversity @University of Trieste – disponibile all'indirizzo https://www.inaturalist.org/projects/biodiversity-university-of-trieste o ricercabile nella sezione Projects della piattaforma – e selezionare "Join". 

I risultati già raccolti restituiscono un quadro significativo. In pochi mesi di attività, grazie al contributo di 59 studenti e docenti dell'Ateneo, sono state registrate 421 osservazioni relative a 300 specie diverse: piante, insetti, uccelli, rettili, funghi, aracnidi e molluschi. Quasi il 60% delle osservazioni ha già raggiunto il livello "research grade", a testimonianza della qualità dei dati prodotti e del loro potenziale utilizzo in ambito scientifico, didattico e di monitoraggio ambientale.

In occasione del 22 maggio, l’invito è dunque semplice: fermarsi, guardarsi intorno, osservare con più cura ciò che vive accanto a noi e contribuire al progetto. Ogni pianta spontanea ai margini di un percorso, ogni insetto impollinatore, ogni uccello fra gli alberi del campus, ogni organismo riconosciuto e condiviso rende più visibile la biodiversità dell’Università di Trieste e più forte l’idea di un Ateneo aperto, sostenibile. 

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Il 22 maggio l'Ateneo invita a contribuire al censimento naturalistico del Campus su sulla piattaforma internazionale di citizen science iNaturalist
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Scienze dell’Educazione: a Portogruaro il primo networking day tra studenti ed enti del Terzo Settore

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Mettere in contatto diretto studenti e mondo del lavoro educativo e sociale, creando uno spazio di confronto tra formazione universitaria e professioni del Terzo Settore. Con questo obiettivo si è svolto il primo incontro promosso dal Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione.

L’iniziativa, ospitata mercoledì 20 maggio nella sede Portogruaro, ha rappresentato una prima esperienza pilota che l’Ateneo punta a sviluppare e ampliare nei prossimi anni, anche attraverso il coinvolgimento del Career Service di Ateneo, presente alla giornata per supportare il collegamento tra percorsi formativi, tirocini e opportunità professionali.

All’incontro hanno partecipato 26 enti provenienti dalle province di Venezia, Treviso, Pordenone, Udine e Trieste, con circa 70 referenti tra educatori, coordinatori di servizio e responsabili delle risorse umane. Coinvolti anche circa 200 studenti.

L’evento è stato strutturato come uno spazio informale di dialogo: lungo il porticato del chiostro sono state allestite le postazioni degli enti partecipanti, permettendo agli studenti di confrontarsi direttamente con professionisti del settore, approfondire le attività dei servizi educativi e sociali e conoscere possibili percorsi di tirocinio e inserimento professionale.

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del prof. Marco Ius, coordinatore delle attività di tirocinio e vice coordinatore del Corso di Laurea, e del dott. Massimo Forliti, amministratore delegato di Fondazione Portogruaro Campus ETS. A seguire si sono svolte le attività di incontro e confronto con gli studenti, concluse da un momento conviviale.

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Un pomeriggio di incontri per conoscere da vicino esperienze, ambiti di tirocinio e possibili percorsi professionali nel lavoro educativo e sociale
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UniTS celebra la Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo

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L’Università di Trieste celebra la Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo: in un contesto internazionale e profondamente aperto come quello di UniTS, che accoglie ogni anno una significativa comunità di studentesse e studenti da tutto il mondo, la ricorrenza rappresenta un’occasione preziosa per riflettere sul ruolo centrale del dialogo nell’arricchimento e scambio reciproco. 

La diversità non è soltanto una realtà da riconoscere, ma una risorsa da coltivare: è attraverso il confronto tra esperienze, prospettive e identità culturali differenti che si costruiscono comunità accademiche dinamiche, inclusive e capaci di innovazione. 

In linea con lo spirito della campagna internazionale promossa dall’UNESCO e dall’Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite, “Do One Thing for Diversity and Inclusion”, UniTS rinnova il suo impegno a: sensibilizzare la comunità accademica sull’importanza del dialogo interculturale, dell’inclusione e della valorizzazione delle differenze; costruire il senso di appartenenza ad una comunità internazionale, aperta al confronto e alla risoluzione dei conflitti; contrastare stereotipi e pregiudizi, favorendo la cooperazione tra persone di culture diverse. 

La Giornata richiama inoltre i principi della Dichiarazione universale sulla diversità culturale dell’UNESCO (2001), che ribadiscono come i diritti culturali siano parte integrante di quelli umani: universali, indivisibili e interdipendenti. Ogni persona ha il diritto di esprimere liberamente la propria identità culturale e linguistica e di vederne riconosciuto il valore. 

In una città come Trieste, storicamente punto d’incontro tra diverse culture, e in un Ateneo che ne incarna l’eredità e la vocazione internazionale, il 21 maggio rappresenta quindi non solo una celebrazione, ma anche un impegno concreto: continuare a costruire uno spazio accademico aperto, inclusivo e capace di trasformare la diversità in motore di crescita, dialogo e sviluppo.

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La sera del 21 maggio l’Ateneo si colora di blu
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UniTS incontra la SENACYT di Panama su bioeconomia e cooperazione scientifica

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UniTS ha aperto le porte a Sandra Sharry, Direttrice del Sistema Nazionale di Ricerca del Segretariato Nazionale di Scienza, Tecnologia e Innovazione (SENACYT) di Panama.

All’incontro hanno partecipato il Prorettore Vicario Mauro Tretiach ed Erik Vesselli, Delegato al Trasferimento tecnologico e ai Rapporti con gli Enti di Ricerca.

Nel corso del confronto sono stati approfonditi il ruolo della SENACYT e illustrata la strategia nazionale panamense nel settore della bioeconomia, orientata alla diversificazione economica, alla creazione di occupazione verde e al rafforzamento della resilienza climatica attraverso lo sviluppo di settori strategici come agroindustria sostenibile, bioenergia, biotecnologie e materiali innovativi.

Allo studio, infine, la possibilità di finanziamento di posizioni di dottorato riservate a studenti panamensi a UniTS.

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Allo studio strategie di cooperazione con particolare attenzione ai dottorati
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Silvia Palmisano membro dell’European Surgical Association

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Silvia Palmisano, Direttrice della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale UniTS, è stata nominata membro dell’European Surgical Association (ESA).

La nomina di Silvia Palmisano conferma il valore e la visibilità della scuola chirurgica triestina nel contesto europeo, rafforzando il ruolo dell’Ateneo come centro di eccellenza nella formazione e nella ricerca in ambito medico-chirurgico.

Fondata nel 1993, la European Surgical Association è una delle più prestigiose organizzazioni chirurgiche europee e si pone come punto di riferimento per la promozione della scienza e della ricerca in ambito chirurgico. L’ESA svolge un ruolo centrale come forum internazionale per la presentazione dello stato dell’arte e delle evoluzioni più avanzate della chirurgia, sia generale sia specialistica, contribuendo al continuo miglioramento degli standard della professione.

I suoi membri provengono dalle principali istituzioni accademiche e mediche europee e rappresentano l’eccellenza del settore, chiamati a condividere conoscenze, esperienze e risultati della ricerca a livello internazionale.

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La Direttrice della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale UniTS entra all’ESA per meriti scientifici, clinici e accademici
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CUS Trieste protagonista con altri otto Atenei alla seconda edizione della Lion Explorer, la sfida universitaria con le Dragon Boat

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Le studentesse e gli studenti dell'Università degli Studi di Trieste.jpeg
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Una giornata all’insegna dell’aggregazione e della forza inclusiva dello sport, in uno scenario affascinante, dove il valore del lavoro di squadra è stato coltivato e rafforzato pagaiata dopo pagaiata.

Sabato 15 maggio, nelle acque veneziane di fronte a San Giobbe, con le montagne innevate a fare da sfondo, si è svolta la seconda edizione della Lion Explorer, iniziativa dedicata alla pratica del dragon boat e organizzata dall’Università Ca’ Foscari Venezia in collaborazione con l’Università Iuav e il CUS Venezia.

Tra i nove Centri Sportivi Universitari al via c’era anche il CUS Trieste. Gli Atenei presenti si sono sfidati su un campo gara di 150 metri a bordo delle dragon boat, imbarcazioni con testa e coda a forma di dragone, condotte da equipaggi composti da 12 elementi ciascuno.

Dopo la cerimonia di dipintura degli occhi del Drago, rito tradizionale cinese attraverso il quale si augurano le migliori fortune alle imbarcazioni, è stato dato il via alla competizione. Nel primo round Trieste ha chiuso al secondo posto, dietro l’Insubria e davanti a Udine, mentre nel secondo round il CUS Trieste ha dovuto cedere il passo a Padova e Trento. Nella Finale C, poi, Trieste ha terminato seconda dietro Bari, ma davanti a Tirana.

La classifica finale ha visto al primo posto il CUS Venezia, seguito da Padova, Vienna, Trento, Insubria, Udine, Bari, Trieste e Tirana.

La formazione del CUS Trieste, composta in gran parte da atlete e atleti delle squadre di pallavolo, tutti alla prima esperienza su una dragon boat, era formata da:

Viviana Boria (Scienze Tecniche e Psicologiche), Giacomo Camata (Compute Engineering), Stefano Cardu (Ingegneria Elettronica e Informatica), Chiara De Vidovich (Scienze della Formazione Primaria), Claudio Ellero (Geoscienze), Gianmaria Palma (Fisica), Tommaso Piscitelli (Mathematics), Isabella Ramani (Mathematics), Marco Stevanella (Ingegneria Civile e Ambientale), Marta Tomasella (Scienze Tecniche e Psicologiche), Michela Sofia Venerus (Chimica e Tecnologie Farmaceutiche) e Anna Zanardi (Economia Business and Management).

Al fianco della squadra, tra gli accompagnatori, c’era anche il vicepresidente del CUS Trieste, Renato Pelessoni, che ha commentato così la giornata:

“Per la seconda volta abbiamo partecipato con entusiasmo alla Lion Explorer con una formazione di 6 studentesse e 6 studenti dell’Università di Trieste, che si sono cimentati per la prima volta nelle competizioni di dragon boat. Per le nostre studentesse sportive e i nostri studenti sportivi è stata una splendida occasione per conoscere altre Università, condividere esperienze e costruire nuove relazioni. Come CUS Trieste crediamo fortemente nel valore di queste giornate, in cui lo sport si rivela, ancora una volta, strumento ideale per crescere umanamente. Mi piace infine sottolineare l’accoglienza calorosa e la perfetta organizzazione messa in campo dalla sezione nautica del CUS Venezia e da tutti gli organizzatori: come CUS Trieste trarremo spunto da questa esperienza per migliorare ancora l’evento Dragon Boat, che proponiamo ogni ottobre nella settimana della Barcolana a Trieste”.

La due giorni della Lion Explorer si è conclusa domenica 17 maggio con le studentesse e gli studenti impegnati nell’esplorazione di Venezia e della sua laguna a bordo delle dragon boat, con tappa e visita all’Isola di Burano.

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La delegazione triestina, composta da sei studentesse e sei studenti, ha preso parte alla competizione che unisce pratica sportiva, spirito di squadra e incontro tra comunità universitarie
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Premio internazionale ASCPT ad Antonella Muzzo per una ricerca UniTS sulle terapie personalizzate nelle MICI pediatriche

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La dott.ssa Antonella Muzzo, assegnista di ricerca dell’Università di Trieste, ha ricevuto l’ASCPT Presidential Trainee Award, prestigioso riconoscimento conferito dalla American Society for Clinical Pharmacology and Therapeutics (ASCPT) a giovani ricercatori e ricercatrici distintisi per l’eccellenza scientifica.

Ogni anno il Comitato del programma scientifico seleziona gli abstract che hanno ottenuto il punteggio più alto tra quelli presentati da farmacologi clinici e ricercatori traslazionali in formazione, riservando loro un riconoscimento speciale nell’ambito del Congresso annuale della Società.

Il premio è stato attribuito per il progetto di dottorato svolto presso il Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell’Università di Trieste e l’IRCCS Burlo Garofolo, sotto la supervisione delle professoresse Marianna Lucafò, Giuliana Decorti e Gabriele Stocco.

Il lavoro è stato presentato sotto forma di poster con il titolo “Thiopurine treatment responses in pediatric inflammatory bowel disease are determined by a newly identified TRIM32-cGAS-STING pathway: a pharmacokinetic study in organoids”.

Nel progetto è stato coinvolto anche il Dipartimento di Scienze della Vita, a cui afferiscono le professoresse Lucafò e Meroni e la dott.ssa Lazzari.

Lo studio analizza in modo integrato i meccanismi molecolari e farmacocinetici che regolano la risposta alle tiopurine nei pazienti pediatrici con malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), utilizzando un modello preclinico innovativo e paziente-specifico: gli organoidi intestinali derivati da pazienti affetti da MICI.

Per la prima volta, la ricerca dimostra che le tiopurine esercitano effetti farmacologici diretti sulle cellule epiteliali intestinali, oltre alle note azioni immunosoppressive sistemiche. I risultati evidenziano inoltre una marcata variabilità individuale nella risposta al trattamento, determinata principalmente da fattori farmacocinetici.

A livello delle cellule intestinali, le tiopurine mostrano un effetto antinfiammatorio intervenendo su alcuni meccanismi molecolari coinvolti nell’infiammazione, tra cui le vie TRIM32-cGAS-STING e NF-κB/p65.

Nel complesso, queste evidenze contribuiscono allo sviluppo di strategie terapeutiche personalizzate e all’identificazione di nuovi potenziali approcci terapeutici in ambito pediatrico.

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Il riconoscimento della American Society for Clinical Pharmacology and Therapeutics premia uno studio condotto tra UniTS e IRCCS Burlo Garofolo sulla risposta alle tiopurine nei pazienti pediatrici con malattie infiammatorie croniche intestinali
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UniTS a Villa d’Este Electric Yachting: ricerca e studenti sulla rotta della nautica elettrica

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La nautica elettrica rappresenta oggi un terreno di incontro sempre più strategico tra competenze ingegneristiche, sostenibilità e innovazione industriale.

In questo scenario, l’Università di Trieste ha partecipato alla sesta edizione di Villa d’Este Style Electric Yachting a Cernobbio, sul Lago di Como, appuntamento dedicato all’evoluzione delle tecnologie elettriche applicate alla navigazione sostenibile.

Per UniTS erano presenti Giorgio Sulligoi, direttore del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, e Vittorio Bucci, coordinatore del Corso di studi di Ingegneria Navale, insieme a una delegazione di studenti e studentesse dei percorsi di formazione più vicini ai temi dell’energia, dell’ingegneria navale e delle tecnologie applicate alla mobilità. Tra loro anche componenti di due team studenteschi dell’Ateneo: UniTS Racing Team, impegnato nello sviluppo di prototipi di auto elettrica per competizioni universitarie, e Audace Sailing Team, attivo nella progettazione di imbarcazioni innovative e sostenibili.

L’esperienza si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione, da parte di UniTS, dei suoi team studenteschi come luoghi di formazione applicata e rappresenta uno stimolo per favorire, in futuro, la nascita di un nuovo gruppo studentesco capace di far dialogare le competenze di UniTS Racing Team e Audace Sailing Team.

«La nautica elettrica – sottolinea Giorgio Sulligoi – è un settore in forte espansione. In UniTS lavoriamo da molti anni sui temi delle applicazioni elettriche navali e nautiche, integrando competenze multidisciplinari che spaziano dai sistemi elettrici di bordo alla progettazione di soluzioni innovative per il settore marittimo».

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All’appuntamento sul Lago di Como hanno partecipato anche UniTS Racing Team e Audace Sailing Team, con l’obiettivo di favorire la nascita di un nuovo gruppo studentesco che ne unisca le competenze
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Al via EXOMEL: progetto coordinato da UniTS per rendere più mirate le cure del melanoma avanzato

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Seguire l’evoluzione del melanoma cutaneo avanzato attraverso un semplice prelievo di sangue o un campione di urine, per ottenere informazioni utili a personalizzare le terapie e renderle meno invasive per i pazienti. È questo l’obiettivo di EXOMEL, il nuovo progetto di ricerca coordinato dall’Università di Trieste, che studierà l’impiego della biopsia liquida nel monitoraggio di una forma tumorale in cui la possibilità di osservare con precisione l’andamento della malattia può incidere in modo significativo sulle scelte terapeutiche.

Il progetto, intitolato “MicroRNA esosomiale da biopsia liquida per il monitoraggio e la personalizzazione dei trattamenti del melanoma cutaneo avanzato”, punta a sviluppare e validare tecnologie diagnostiche innovative, condivise tra i centri clinici coinvolti, per rendere le cure sempre più mirate, efficaci e adattate alle caratteristiche di ciascun paziente. L’elemento più innovativo riguarda l’impiego del campione urinario come forma di biopsia liquida: EXOMEL studierà infatti gli esosomi, piccole vescicole coinvolte nella comunicazione tra le cellule, e i microRNA che trasportano, con l’obiettivo di individuare una combinazione di segnali biologici utile a distinguere i pazienti che rispondono all’immunoterapia da quelli che non rispondono.

EXOMEL è finanziato dal Programma di cooperazione transfrontaliera Italia–Austria Interreg VI-A 2021–2027, con il sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), per un importo complessivo pari a 572.055,59 euro. Il progetto, che si concluderà il 31 marzo 2028, conferma il valore della cooperazione internazionale nella ricerca oncologica, mettendo in rete istituzioni sanitarie, università e competenze tecnologiche italiane e austriache.

L’Università di Trieste svolge il ruolo di capofila e coordina le attività progettuali attraverso il Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, che impegna un gruppo di ricerca composto da Serena Bonin, Iris Zalaudek, Ilaria Gandin e Gabriele Grassi.

Il partenariato coinvolge anche l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige con gli ospedali di Brunico e Bolzano, una piccola e media impresa italiana e la Clinica universitaria di Dermatologia e Allergologia dell’Università Paracelsus di Salisburgo.

“Al centro di EXOMEL – spiega Serena Bonin, docente di Scienze tecniche di Medicina di Laboratorio dell’Università di Trieste e principal investigator del progetto – c’è lo sviluppo e la validazione della biopsia liquida, un approccio diagnostico che permette di ottenere informazioni rilevanti sulla malattia attraverso campioni biologici semplici da raccogliere, come sangue o urine. Oggi la biopsia liquida plasmatica è impiegata soprattutto in ambito di ricerca per rilevare il DNA libero circolante tumorale, cioè DNA con mutazioni specifiche del tumore. Questo approccio, però, richiede che le mutazioni da monitorare siano note. Con EXOMEL vogliamo invece studiare i microRNA contenuti negli esosomi, vescicole attraverso cui le cellule comunicano tra loro, per verificare se una loro combinazione possa aiutare a discriminare i pazienti con melanoma cutaneo avanzato che rispondono all’immunoterapia da quelli che non rispondono.

Al momento – aggiunge Bonin – non sono disponibili biomarcatori predittivi utilizzati nella pratica ospedaliera per orientare in modo sistematico queste scelte terapeutiche. Per questo l’obiettivo del progetto è contribuire allo sviluppo di strumenti più accessibili, ripetibili e potenzialmente utili nella personalizzazione dei trattamenti”.

Nel corso del progetto, la tecnologia della biopsia liquida sarà estesa allo studio dei campioni urinari e applicata nei centri clinici coinvolti attraverso lo sviluppo di protocolli comuni e standardizzati. Questo passaggio consentirà di verificare la solidità dell’approccio in contesti clinici diversi, armonizzare le pratiche diagnostiche tra le strutture sanitarie partner e favorire la costruzione di una rete stabile di collaborazione tra Italia e Austria.

I risultati attesi potranno avere ricadute anche oltre l’ambito strettamente accademico e clinico. EXOMEL potrà infatti contribuire allo sviluppo di nuovi strumenti diagnostici basati sulla biopsia liquida, aprendo possibili prospettive di trasferimento tecnologico e di valorizzazione industriale della ricerca, anche attraverso l’interesse di imprese attive nel settore biomedicale e diagnostico.

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Finanziato dal Programma Interreg Italia–Austria, studierà l’uso della biopsia liquida per monitorare l’evoluzione della malattia e personalizzare i trattamenti in modo meno invasivo
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