UniTS e Fondazione Pittini rinnovano la convenzione quadro Read more about UniTS e Fondazione Pittini rinnovano la convenzione quadro Immagine Titolo (52).jpg Data notizia Thu, 30/04/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia L’Università di Trieste e la Fondazione Pietro Pittini rinnovano la convenzione quadro dedicata allo sviluppo di iniziative comuni nell’ambito della cultura d’impresa, della sostenibilità, dell’autoimprenditorialità e dell’innovazione sociale.L’accordo, approvato dal Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo e firmato dalla rettrice Donata Vianelli e dalla presidente Marina Pittini, consolida un rapporto orientato alla costruzione di opportunità formative, progettuali e di crescita per studenti, laureati e giovani del territorio.La Fondazione Pietro Pittini opera come ente filantropico con particolare attenzione allo sviluppo educativo, occupazionale, sociale e culturale, rivolgendosi in modo prioritario a bambini, giovani e persone in condizioni di fragilità. Segue inoltre i temi dell’orientamento al lavoro e del raccordo tra formazione e impresa. In questa prospettiva, il dialogo con l’Università consente di mettere in relazione competenze accademiche, progettualità sociali ed esigenze del mondo produttivo.La convenzione prevede la possibilità di realizzare seminari, conferenze, attività formative e divulgative su temi quali creazione d’impresa, sostenibilità, processi di innovazione sociale e trasferimento della conoscenza. Tra gli ambiti previsti rientrano anche la preparazione di tesi, lo svolgimento di stage e tirocini, l’attivazione di borse di avviamento alla ricerca e premi di laurea.Le attività condivise potranno favorire occasioni di contaminazione interdisciplinare e intersettoriale, con l’obiettivo di generare impatto sociale attraverso il confronto tra saperi, esperienze e competenze diverse. L’intesa rafforza così un percorso coerente con la Terza missione dell’Ateneo e con l’impegno della Fondazione nel sostenere iniziative capaci di avvicinare formazione, impresa, innovazione e responsabilità sociale. Abstract Prosegue la collaborazione su cultura d’impresa, sostenibilità, innovazione sociale e percorsi formativi rivolti alle giovani generazioni Mostra nel diario Off
CUS protagonista alle regate internazionali di Livorno e Dubrovnik Read more about CUS protagonista alle regate internazionali di Livorno e Dubrovnik Immagine ChatGPT Image 27 apr 2026, 16_14_56.png Data notizia Mon, 27/04/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Testo notizia Un weekend denso di soddisfazioni sportive per i velisti del CUS Trieste, per la prima volta in gara in due importanti regate internazionali: la Naval Academies Regatta di Livorno e alla Elafiti Slalom Regata di Dubrovnik, in Croazia. I due team triestini sono stati invitati dal CUS Bari, per la regata di Dubrovnik, e dall’Accademia Navale della Marina Militare per la Settimana Velica Internazionale, un importante evento sportivo che ha superato le quaranta edizioni.Il livello della competizione delle due regate internazionali ha permesso ai team triestini di misurarsi contro avversari di spessore: a Livorno l’equipaggio, composto dal timoniere Luca Centazzo (I Anno Economia in lingua inglese), Nicolò Coslovich (I Anno Fisica) e Anna Tesser (I Anno Ingegneria Gestionale), ha raccolto, a bordo di un monotipo Tridente 16 (fornito dall’Accademia Navale di Livorno), il 1° posto nelle Regata Nazionale Tridente e anche il successo nella categoria Under 23. “È stata una quattro giorni incredibile - ha raccontato Nicolò Coslovich - in quanto ci ha dato l’opportunità di vivere un’esperienza agonistica molto stimolante e scoprire il mondo dell’Accademia di Livorno e delle Marine Militari di ogni angolo del globo. Ripensando all’andamento delle regate, tra noi tre c’è stata subito una certa intesa e un positivissimo affiatamento, nonostante fosse la prima volta di tutti e tre assieme sulla stessa barca. Il nostro punto di forza sono state sicuramente le partenze, anche se abbiamo sofferto un po’ con la velocità di bolina e questo ci ha portato a fare delle scelte tattiche molto più complesse. Tuttavia siamo riusciti a venire a capo delle difficoltà e a conquistare grandi risultati”.A Dubrovnik invece l’equipaggio misto cussino, formato da nove velisti - un docente e otto tra studentesse e studenti - è salito su una barca X-41 (fornita dal CUS Bari) e, al termine delle tre regate costiere, ha conquistato il 1° posto tra gli equipaggi italiani e il 2° posto nella classifica universitaria a pari punti con l’Università vincitrice, quella di casa. A governare la barca con i colori del CUS sono stati il prof. Piergiorgio Trevisan (docente di Lingua e traduzione inglese al Dipartimento di Studi Umanistici), Carolina Bontempo (20 anni, I Anno di Chimica), Sara Calici (20 anni, II Anno Business and Management), Leonardo Centuori (21 anni, III Anno Ingegneria Navale), Lorenzo Centuori (19 anni, I Anno Economia Internazionale), Kim Francesco Magnani (20 anni, II Anno Ingegneria Navale), Giovanni Marchese (20 anni, II Anno Economia Finanziaria), Julia Rubesa Perini (19 anni, I Anno Business and Management) e Samuele Trovò (20 anni, II Anno Ingegneria Informatica). “Penso - ha commentato il Prof. Trevisan - che questo tipo di esperienza sia unico e preziosissimo. Credo che il CUS e l’Università debbano continuare a percorrere questa strada: personalmente, avendo meno esperienza velica dei ragazzi, ho imparato molto soprattutto sulla gestione tattica delle regate e ho potuto ammirare da vicino un gruppo di ragazzi intraprendenti e di velisti professionisti”. “Abbiamo disputato - ha aggiunto Kim Francesco Magnani, tattico dell’equipaggio - due giornate di regate caratterizzate da vento ottimale in cui, come team, abbiamo dimostrato grande solidità distinguendosi per delle partenze sempre precise ed efficaci, oltre che per un’eccellente coesione a bordo”.Il sito della manifestazione di Dubrovnik: https://www.jk-orsan.hr/elafitislalom.html Il sito della manifestazione di Livorno: https://www.settimanavelica.it/ Abstract Successi per i due equipaggi che hanno trionfato nella Regata Nazionale Tridente e nella categoria U23 della Naval Academies Regatta; primi tra i team italiani e secondi nella classifica universitaria alla Elafiti Slalom Regata Mostra nel diario Off
Il CUS a Livorno in gara alla Naval Academies Regatta Read more about Il CUS a Livorno in gara alla Naval Academies Regatta Immagine Titolo (51).jpg Data notizia Fri, 24/04/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Testo notizia Tre studenti UniTS saranno in gara alla regata che porterà a Livorno oltre quaranta squadre provenienti da quattro continenti. Da venerdì 24 a domenica 26 aprile il CUS Trieste parteciperà alla Naval Academies Regatta, inserita nel programma della Settimana Velica Internazionale, uno degli appuntamenti più noti del calendario velico italiano.A rappresentare l’Università di Trieste saranno Nicolò Coslovich del primo anno di Fisica, Luca Centazzo del primo anno di Economia in lingua inglese e Anna Tesser del primo anno di Ingegneria Gestionale. Tutti e tre fanno parte del progetto universitario Audace Sailing Team e regateranno a bordo di un Tridente 16, confrontandosi in tre giorni di regate di flotta con equipaggi provenienti da accademie navali e realtà universitarie internazionali.La partecipazione triestina si inserisce in un contesto di particolare prestigio, in cui sport, cultura del mare e formazione dei giovani si intrecciano in una manifestazione che ogni anno richiama a Livorno atleti, istituzioni e appassionati. Per il CUS Trieste si tratta di una presenza significativa anche perché porta in gara tre studenti al primo anno di studi, già protagonisti di percorsi sportivi costruiti nel tempo tra classi giovanili, derive e imbarcazioni d’altura.Luca Centazzo pratica la vela da quindici anni e ha maturato un percorso che dall’Optimist lo ha portato al Laser, al 470 e alle imbarcazioni d’altura. Nicolò Coslovich vanta a sua volta quindici anni di esperienza velica tra Optimist, 420 e altura. Anna Tesser, infine, porta in equipaggio nove anni di attività agonistica tra 420 e barche d’altura.«Queste iniziative valorizzano in modo concreto il percorso di giovani che sanno conciliare studio universitario e pratica sportiva ad alto livello», sottolinea la rettrice Donata Vianelli. «Sono esempi molto belli di determinazione, disciplina e capacità di organizzazione, qualità che arricchiscono il percorso accademico e umano delle nostre studentesse e dei nostri studenti. Auguro buon vento ai nostri equipaggi universitari, che portano con loro non solo qualità sportive, ma anche l’energia e la determinazione di una generazione che si impegna con serietà nello sport e nello studio». Abstract L'equipaggio UniTS sfiderà altri quaranta team provenienti da quattro continenti all'interno della prestigiosa regata Mostra nel diario Off
Quando il battito protegge: così il cuore frena i tumori Read more about Quando il battito protegge: così il cuore frena i tumori Immagine Titolo (50).jpg Data notizia Thu, 23/04/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Testo notizia Il battito del cuore contribuisce a frenare la crescita dei tumori nel tessuto cardiaco. A dirlo è uno studio internazionale pubblicato su Science, coordinato dall’Università di Trieste in collaborazione con l’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB) e il Centro Cardiologico Monzino IRCCS. Il lavoro, intitolato Mechanical load inhibits tumor growth in mouse and human hearts, richiama l’attenzione su un aspetto finora poco studiato: le forze fisiche che agiscono nel miocardio non si limitano a regolare la funzione cardiaca, ma possono anche influenzare il comportamento delle cellule tumorali, fino a rallentarne la proliferazione.Lo studio vede la partecipazione di partner in Italia, Austria, Germania, Norvegia e Regno Unito, tra cui l’Istituto Europeo di Oncologia, Medical University of Innsbruck, King’s College London, University Medical Center Hamburg-Eppendorf, Simula Research Laboratory di Oslo. Un network ampio e integrato che ha consentito di combinare competenze sperimentali, cliniche, bioingegneristiche e computazionali.Il lavoro parte da un’osservazione nota in medicina, ma ancora poco compresa nei suoi meccanismi: il cuore sviluppa tumori molto raramente e, anche quando viene raggiunto da metastasi, queste tendono a essere più piccole rispetto a quelle negli altri organi. I ricercatori hanno quindi indagato se una delle spiegazioni potesse risiedere proprio nella natura meccanica del tessuto cardiaco, costantemente sottoposto a contrazione, pressione e deformazione.Per farlo hanno utilizzato modelli sperimentali differenti e innovativi. Da un lato hanno studiato cosa accade quando il cuore viene “scaricato” dal punto di vista meccanico: in queste condizioni le cellule tumorali proliferano molto di più. Dall’altro hanno impiegato tessuti cardiaci ingegnerizzati in laboratorio, in cui è stato possibile modulare il carico meccanico e osservare direttamente la risposta delle cellule tumorali. Il risultato è stato coerente: quando il tessuto cardiaco batte e genera carico meccanico, la crescita del tumore rallenta; quando questo stimolo viene ridotto, le cellule tumorali riprendono a proliferare.“I nostri risultati dimostrano che la pulsazione cardiaca non è solo una funzione fisiologica, ma può agire come un soppressore naturale della crescita tumorale”, ha affermato la prof.ssa Serena Zacchigna, docente di Biologia Molecolare dell’Università di Trieste e responsabile del laboratorio di Biologia Cardiovascolare dell’ICGEB. “Questo suggerisce che l'ambiente cardiaco è sfavorevole alle cellule tumorali non solo per ragioni immunologiche o metaboliche, ma anche perché la sua continua attività meccanica ne limita fisicamente l'espansione”.Il prof. Giulio Pompilio, Direttore Scientifico del Centro Cardiologico Monzino IRCCS e docente di Chirurgia cardiaca presso il Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche ed Odontoiatriche della Statale di Milano, ha aggiunto: “Uno degli aspetti più affascinanti di questa ricerca consiste nell’aver fatto emergere che le forze meccaniche che regolano l’attività del cuore, note per determinare un ambiente ostile alla sua abilità rigenerativa, esercitano di converso un’azione biologica benefica nel contrastare la crescita tumorale. Forse si tratta di due facce della stessa medaglia. Mi sembra inoltre importante sottolineare che questo lavoro è stato possibile grazie alla collaborazione di esperti in settori diversi, dalla cardiologia, all’oncologia, alla bioingegneria e alla bioinformatica”.Il dato più interessante riguarda il livello a cui questo effetto si manifesta. Il lavoro mostra infatti che le forze meccaniche esercitate dal cuore non si fermano alla superficie delle cellule tumorali, ma incidono anche su alcuni meccanismi interni che ne regolano la capacità di moltiplicarsi.Si tratta di un passaggio importante perché collega in modo concreto la dimensione meccanica dell’ambiente cellulare con la regolazione epigenetica del tumore. In altre parole, il cuore non sarebbe ostile alle cellule tumorali solo per ragioni immunologiche o metaboliche, ma anche perché il suo stesso movimento ne limita fisicamente l’espansione.Un altro elemento di grande valore è la capacità dello studio di mettere in relazione ricerca di base e osservazione clinica. I risultati ottenuti nei modelli sperimentali sono stati infatti confrontati con metastasi cardiache umane, analizzate in parallelo a lesioni localizzate in altri organi degli stessi pazienti. Questo ha permesso di verificare che le firme molecolari osservate in laboratorio trovano riscontro anche nei campioni umani, rafforzando la solidità del lavoro e il suo potenziale impatto.La ricerca apre una direzione trasformativa: capire se e come gli stimoli meccanici possano essere sfruttati in futuro come leva terapeutica contro il cancro. L’idea che una “terapia meccanica” possa affiancare o ispirare nuove strategie oncologiche è ancora da sviluppare, ma il principio che emerge dallo studio è chiaro: le forze fisiche non sono un semplice contesto della malattia, ma potrebbero rappresentarne un importante freno. Abstract Pubblicato su Science uno studio internazionale coordinato da Serena Zacchigna (DSM) in collaborazione con ICGEB e Centro Cardiologico Monzino IRCCS Mostra nel diario Off
Vela: l'equipaggio universitario del CUS Trieste alla regata di Dubrovnik Read more about Vela: l'equipaggio universitario del CUS Trieste alla regata di Dubrovnik Immagine Titolo (49).jpg Data notizia Wed, 22/04/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Testo notizia Un equipaggio misto, una sfida internazionale e la volontà di misurarsi in mare con entusiasmo, caparbietà e spirito universitario. Venerdì 24 e sabato 25 aprile il CUS Trieste sarà in gara nel bacino di Dubrovnik/Ragusa per l’Elafiti Slalom Regata, appuntamento inserito nel programma della manifestazione organizzata dal JK Orsan.La partecipazione triestina nasce all’interno della collaborazione con il CUS Bari e porterà in Croazia una squadra composta da nove velisti a bordo di una X-41, barca a vela da regata di circa 12 metri. L’equipaggio del CUS dell’Università di Trieste sarà formato dal prof. Piergiorgio Trevisan, docente di Lingua e traduzione inglese al Dipartimento di Studi Umanistici, insieme a tre studentesse e cinque studenti: Carolina Bontempo, Sara Calici, Leonardo Centuori, Lorenzo Centuori, Kim Francesco Magnani, Giovanni Marchese, Julia Rubesa Perini e Samuele Trovò.Per il gruppo universitario si tratterà di una due giorni di regate costiere, con percorsi definiti in base alle condizioni meteo, al termine della quale verrà stilata anche una classifica riservata alle sole barche universitarie. Un contesto competitivo di rilievo, dunque, ma anche un’occasione significativa per dare visibilità a un equipaggio che mette insieme esperienza velica, qualità sportive e percorsi di studio diversi.La squadra triestina riunisce infatti atlete e atleti con esperienze maturate in classi giovanili e d’altura, in alcuni casi anche a livello europeo e mondiale, e conferma la capacità del CUS Trieste di valorizzare giovani che sanno conciliare attività agonistica e formazione universitaria. In questo senso, la trasferta di Dubrovnik rappresenta anche un passaggio coerente con l’identità marinara della città e con la volontà di rafforzare la presenza dell’Ateneo negli sport acquatici.«Queste opportunità per le nostre studentesse e i nostri studenti nascono da consolidati rapporti di collaborazione e amicizia, come quello tra il CUS Trieste e il CUS Bari», osserva Michele Pipan, presidente del CUS Trieste. «Come CUS Trieste crediamo che questi possano essere i primi passi per ampliare la nostra sezione dedicata agli sport acquatici, avvicinando un numero sempre maggiore di studenti e rispettando l’identità marinara della nostra città. Crediamo che attraverso queste collaborazioni si possano creare opportunità fattibili e non onerose per i nostri tesserati».La presenza a Dubrovnik aggiunge così un nuovo tassello al percorso con cui il CUS Trieste sta consolidando la propria proposta sportiva anche sul fronte della vela, puntando su collaborazioni, occasioni internazionali e coinvolgimento diretto di studenti e studentesse. Abstract Nove velisti UniTS (un docente e otto tra studenti e studentesse) in una competizione internazionale che prevede anche una classifica riservata alle barche universitarie Mostra nel diario Off
È scomparsa prematuramente la prof.ssa Maria Grazia Mamolo Read more about È scomparsa prematuramente la prof.ssa Maria Grazia Mamolo Immagine Titolo (48).jpg Data notizia Mon, 20/04/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Testo notizia È scomparsa prematuramente Maria Grazia Mamolo, professoressa associata del Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche dell’Università di Trieste.Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (CTF) nel 1982, ha afferito dallo stesso anno prima all’Istituto di Chimica Farmaceutica, e successivamente al Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Trieste. Dal 1998 aveva svolto il ruolo di Professore associato di Chimica Farmaceutica, per l’attuale SSD CHEM-07/A, nel Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche del nostro ateneo. Ricercatrice nel campo dei composti antitubercolari, antifungini e ligandi recettoriali, ha pubblicato decine di articoli su riviste internazionali.Ha ricoperto, per incarico, il corso di Laboratorio Chimico Farmaceutico, di Analisi dei Farmaci e il Laboratorio Analitico Farmaceutico per il CdL in CTF e Laboratorio di Analisi dei Medicinali per il CdL in Farmacia.È stata membro di diverse Commissioni del Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche, contribuendo costantemente, non soltanto alla crescita del Dipartimento stesso, ma anche alla cura della didattica, in particolar modo del CdL in CTF.Maria Grazia Mamolo è stata relatrice di numerose tesi di Laurea di studenti dei CdL di CTF e Farmacia, supervisionando oltre a innumerevoli elaborati sperimentali, svariate tesi compilative. È stata anche supervisore di tesi di dottorato in Scienze Farmaceutiche.La Prof.ssa Mamolo aveva una grande passione per la didattica e in particolar modo per i suoi cari studenti: fino all’ultimo ha onorato il suo lavoro presentandosi a lezione con una forza di volontà esemplare, nonostante fosse molto provata dalla malattia. Lascerà un vuoto a tutti noi e ai suoi amati studenti, che sicuramente la ricorderanno per la grande umanità, professionalità e simpatia che riusciva a trasmettere. Abstract L'Ateneo, unitamente al Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche, ricordano la docente di Chimica Farmaceutica Mostra nel diario Off
Torna a Trieste FameLab Read more about Torna a Trieste FameLab Immagine FameLab 2026 img.png Data notizia Thu, 16/04/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Studiare Ricerca Impegno pubblico e sociale Destinatari target Futuri studenti Studenti iscritti Post lauream Testo notizia FameLab, il talent show della comunicazione scientifica, apre per la prima volta al pubblico, non solo alle scuole. L’appuntamento è per giovedì 23 aprile 2026 dalle ore 18 al Teatro Miela. La tappa triestina della competizione vedrà susseguirsi sul palco ricercatori e ricercatrici chiamati a raccontare un tema scientifico in soli 3 minuti, senza slide né supporti visivi: solo parole, idee e capacità di coinvolgere. Una gara che premia non solo la preparazione scientifica, ma anche chiarezza, carisma e capacità di conquistare il pubblico. Quest’anno Trieste porterà sul palco candidati provenienti da Università di Trieste, Area Science Park, IRCCS Burlo Garofolo, ICTP, INFN Trieste, OGS, SISSA, Università di Udine e persino dall’Università di Catania. I primi due classificati accederanno alla Finale Nazionale di FameLab Italia e a una masterclass sulla comunicazione scientifica, oltre a ricevere un premio in denaro. Il vincitore o la vincitrice potranno inoltre partecipare come uditore/uditrice a un corso del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste. Il vincitore o la vincitrice nazionale rappresenterà l’Italia alla finale internazionale di FameLab.Durante la serata al Miela verrà proiettato, in collaborazione con Trieste Science+Fiction Festival – La Cappella Underground, il cortometraggio "Il criaturo sintetico" di Sarah Narducci. Il film racconta di un mondo in cui le nascite sono controllate. Adele e Filippo, una coppia in crisi a causa di una difficile situazione abitativa, tentano il test per ottenere la patente di genitorialità, con l’obiettivo di accedere a un appartamento nel lussuoso Quartiere dei Bambini.Ideato nel 2005 dal Cheltenham Science Festival, dal 2012 FameLab si svolge anche in Italia, organizzato da Psiquadro Perugia. FameLab 2026 coinvolge cinque città: Bari, Cosenza, Ferrara, Genova e Trieste, dove la selezione locale è organizzata da Immaginario Scientifico, Università di Trieste, Università di Udine, SISSA e Comune di Trieste, nell’ambito del Protocollo Trieste Città della Conoscenza. Con oltre 1.500 ricercatori coinvolti e 28 città partecipanti negli anni, FameLab rappresenta una delle principali piattaforme di incontro tra scienza e pubblico, offrendo l’opportunità di vivere la scienza dal vivo, fuori dai contesti accademici, e di scoprirne il lato più umano, diretto e coinvolgente. Abstract Il talent show della comunicazione scientifica si svolgerà giovedì 23 aprile al Teatro Miela Mostra nel diario Off
Dalle idee all’impresa: al via la nuova edizione dell’Innovators Community Lab Read more about Dalle idee all’impresa: al via la nuova edizione dell’Innovators Community Lab Immagine 2026_inuagurazione_ICL.-foto-gruppojpg.jpg Data notizia Mon, 13/04/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Studiare Destinatari target Studenti iscritti Post lauream Enti e aziende Testo notizia Relazioni, confronto e contaminazione tra competenze diverse: all’insegna di questi concetti si è svolto l’evento di apertura della nuova edizione dell’Innovators Community Lab, il percorso dell’Università di Trieste dedicato alla formazione all’innovazione e alla cultura imprenditoriale.Nel corso dell’inaugurazione è stato presentato il percorso 2026 del laboratorio, che accompagnerà per un anno 29 studenti e studentesse dell’Ateneo nello sviluppo di competenze trasversali utili alla creazione d’impresa, anche attraverso il confronto diretto con il mondo produttivo e con figure provenienti da contesti aziendali e professionali diversi.La selezione è avvenuta attraverso una valutazione comparativa dei curricula e un colloquio motivazionale, nel quale sono stati presi in considerazione la propensione all’innovazione e al lavoro in team, la creatività, la flessibilità mentale, la curiosità e lo spirito critico. La commissione dell’Ateneo ha inoltre valutato il profilo formativo, le eventuali esperienze internazionali, le competenze tecniche o creative, la conoscenza della lingua inglese, richiesta almeno a livello B2, e gli eventuali video-pitch facoltativi presentati dai candidati.L’evento è stato aperto dall’introduzione del prof. Erik Vesselli, Delegato al Trasferimento Tecnologico e Rapporti con gli Enti di Ricerca, a cui è seguita la tavola rotonda “L’importanza del network nel fare impresa”, moderata da Cristiano Degano, con gli interventi di Antonio Iannamorelli, Head of Institutional Networking di TIM, Angelo Manca, Direttore Generale del Polo del Gusto, Francesco De Michelis, Amministratore delegato di MITO Technology, e Stefano Cocchieri, Past Senior Vice President Unicredit e co-founder di KLARO.A seguire, i nuovi ICLabbers 2026 si sono presentati raccontando i progetti e le idee imprenditoriali su cui lavoreranno nei prossimi mesi. Ne emerge un gruppo composito con provenienze, oltre che dall’Italia, da Iran, Turchia, Ucraina e Camerun. I partecipanti selezionati rappresentano tutti i livelli della formazione universitaria: 18 frequentano corsi di laurea triennale, 9 corsi di laurea magistrale, di cui 4 a ciclo unico, e 2 sono dottorandi.Anche le proposte presentate durante l’inaugurazione restituiscono bene l’ampiezza degli interessi coinvolti. C’è chi vuole trasformare l’esperienza maturata nella gestione di un brand di abbigliamento in Iran in una linea di moda sostenibile da sviluppare in Europa, chi immagina una app per aiutare gli studenti internazionali a trovare contatti utili e soluzioni condivise ai problemi più comuni, a partire dall’alloggio, e chi lavora su soluzioni ad alta componente tecnologica come una piattaforma blockchain di nuova generazione o sistemi AR/VR e digital twin per visualizzare il funzionamento interno di macchine complesse.Non mancano idee legate alla sostenibilità e all’innovazione industriale, come i progetti per robot autonomi in grado di pulire le carene delle navi riducendo tempi, costi e impatto ambientale, o strumenti pensati per rendere più rapidi e precisi gli interventi di soccorso in montagna attraverso una rete intelligente di segnalazione dei passaggi lungo i sentieri.Sono emerse anche proposte che intrecciano innovazione, territorio e impatto sociale: dalla realizzazione di mappe di suscettibilità al rischio idrogeologico basate su dati satellitari e machine learning interpretabile, a un software fondato sull’intelligenza artificiale per supportare il monitoraggio dei vigneti e migliorare l’uso delle risorse in agricoltura, fino a una piattaforma per favorire l’incontro tra startup e investitori privati attraverso forme di micro-investimento.In ambito medico, ad esempio, è stata presentata una proposta centrata sulla prevenzione, la nutrizione e gli stili di vita sani per ridurre l’incidenza di patologie evitabili, mentre dall’area giuridica arrivano sia una piattaforma digitale per mettere in contatto cittadini e artigiani impegnati nelle ristrutturazioni, sia un’app dedicata al mondo del caffè, pensata per informare, confrontare prodotti e costruire una community di utenti.Le idee di sviluppo imprenditoriale hanno toccato anche la progettazione di un braccio robotico per la chirurgia orale integrato con sistemi di intelligenza artificiale e il riciclo avanzato dei materiali compositi, in particolare delle fibre di vetro rinforzate, in un’ottica di economia circolare.Al termine del percorso gli studenti matureranno crediti formativi universitari; inoltre, i cinque migliori progetti riceveranno un assegno da 5 mila euro ciascuno e, per i primi due classificati, è previsto anche un viaggio di formazione internazionale con visite in centri di alta innovazione.«L'ICL – spiega il prof. Erik Vesselli – offre ai nostri studenti l'opportunità di un percorso di capacitazione in un contesto di co-working, creando un ambiente fertile per l'innovazione ed il maturare di proposte generative. Nel percorso formativo di uno studente questa esperienza consente di mettere al centro le motivazioni ed ultimamente il senso, il cui spazio è sempre più spesso ormai sostituito da quello di scopo. Burocrazia, procedure, indicatori, valutazioni, anche e soprattutto a livello istituzionale, tendono a ridurre tutto a prestazione misurabile, mentre è invece il senso ad essere legato al meccanismo generativo, portando all'innovazione. Sta in questo, appunto, il senso della nostra proposta».«Gli studenti selezionati – sottolinea Salvatore Dore, coordinatore del percorso ICLab - sono eterogenei per formazione e provenienza: lo consideriamo un significativo valore aggiunto. La molteplicità di esperienze e di visioni favorirà la crescita delle competenze personali dei partecipanti attraverso le dinamiche di collaborazione e di lavoro in team. Questi elementi accelerano sia la creatività sia la solidità necessarie per lo sviluppo di progetti imprenditoriali». Abstract Dalla moda sostenibile alla robotica, dall’intelligenza artificiale alla blue economy: selezionati 29 studenti, con una forte presenza internazionale, provenienti da corsi di laurea triennale, magistrale e di dottorato Mostra nel diario Off
Settimana per la Pace: l’Università di Trieste promuove un ciclo di lezioni aperte alla città Read more about Settimana per la Pace: l’Università di Trieste promuove un ciclo di lezioni aperte alla città Immagine Titolo (47).jpg Data notizia Thu, 09/04/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Impegno pubblico e sociale Destinatari target Studenti iscritti Territorio e società Testo notizia In un tempo segnato dal riaccendersi di conflitti e tensioni internazionali, l’Università di Trieste promuove la Settimana per la Pace, un ciclo di lezioni multidisciplinari, che vuole rappresentare il contributo dei saperi accademici per superare l’attuale clima di guerra. L’iniziativa dell’Ateneo, che si colloca nell’ambito della Rete delle Università per la Pace (RUNIPACE), si svolgerà dal 13 al 17 aprile prossimi, con l’obiettivo di sostenere e diffondere il concetto di pace, attraverso il contributo scientifico di docenti e ricercatori di diverse discipline. Le lezioni saranno aperte alla comunità studentesca e alla cittadinanza, anche da remoto.Nel corso della settimana si parlerà, tra l’altro, dell’ambivalenza della ricerca scientifica tra impieghi civili e militari, dei grandi negoziati di pace del Novecento, del valore della diversità genetica come testimonianza di una storia umana condivisa, dell’attualità dell’articolo 11 della Costituzione, dei modelli matematici che aiutano a comprendere la cooperazione e il conflitto, del ruolo della pace come condizione essenziale per la ricerca e l’educazione, dell’incidenza dei valori nelle decisioni aziendali, del nesso tra uso delle risorse, sostenibilità e guerra, dei meccanismi psicologici e neurobiologici che possono alimentare o contrastare la violenza, fino al contributo della pedagogia nella costruzione di una cultura della convivenza.“La Settimana per la Pace – spiega il prof. Giuseppe Pascale del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali di UniTS che coordina l’iniziativa – nasce con l’obiettivo di offrire uno spazio di confronto e dialogo, mettendo a tema la pace non in astratto, ma attraverso le prospettive e gli strumenti propri delle diverse aree scientifiche che caratterizzano i dieci Dipartimenti dell’Università di Trieste. Ne emerge un percorso corale e interdisciplinare, in cui la pace viene letta di volta in volta come questione storica e politica, principio costituzionale, responsabilità educativa, equilibrio tra cooperazione e conflitto, ma anche come sfida che interroga la scienza, le tecnologie, la salute mentale, l’etica delle decisioni economiche e il rapporto tra sostenibilità e futuro dell’umanità”. PROGRAMMALunedì 13 aprile, ore 9-11 Fisica tra guerra e pace: dal progetto Manhattan alle tecnologie quantistiche Prof Daniele Coslovich, prof. Fabio Benatti, prof. Fulvio Parmigiani La lezione ripercorre il rapporto, spesso problematico, tra fisica e guerra a partire dalle ricerche legate al progetto Manhattan, soffermandosi sullo sviluppo delle simulazioni Monte Carlo e sulla successiva riflessione della comunità scientifica sugli usi militari della ricerca. Lo sguardo si estende poi all’attualità delle tecnologie quantistiche, il cui potenziale resta segnato da una duplice possibilità: applicazioni pacifiche e impieghi militari.Lunedì 13 aprile, ore 16-17 La pace fragile. Analisi breve dei grandi negoziati di pace del XX secolo Prof.ssa Giulia Caccamo Attraverso una rilettura dei grandi accordi seguiti ai due conflitti mondiali, la lezione mette in evidenza i limiti, le promesse e le contraddizioni dei negoziati che hanno segnato il Novecento. Dalla Società delle Nazioni al sistema bipolare fino al dopo 1989, il percorso proposto invita a riflettere su quanto le architetture della pace possano rivelarsi instabili se non affrontano davvero le cause profonde dei conflitti.Martedì 14 aprile, ore 9-10 Diversità genetica e popolazione Prof. Pio D’Adamo La genetica delle popolazioni viene qui proposta come una chiave per leggere la storia dell’umanità in termini di connessioni, migrazioni e mescolamenti continui. I moderni studi sul DNA mostrano infatti con chiarezza che ciò che accomuna gli esseri umani è molto più rilevante di ciò che li distingue, offrendo un messaggio scientifico di forte valore culturale: la diversità è parte di una storia comune.Martedì 14 aprile, ore 11.15-12.45 L’articolo 11 della Costituzione: profili nazionali e sovranazionali Prof. Gian Paolo Dolso, prof. Paolo Giangaspero, prof. Stefano Amadeo La lezione approfondisce la portata dell’articolo 11 della Costituzione italiana, sia come fondamento dell’apertura dell’ordinamento italiano al diritto internazionale e dell’Unione europea, sia come ripudio della guerra quale strumento di risoluzione delle controversie. In una fase storica segnata dalla crisi del multilateralismo e dal riemergere di rivendicazioni aggressive, il richiamo alla sua forza precettiva assume un significato particolarmente attuale.Martedì 14 aprile, ore 14-15 Teoria dei giochi non cooperativa: pace e conflitti Prof. Michele Cirafici A partire dai concetti fondamentali della teoria matematica dei giochi, la lezione esplora il modo in cui molte dinamiche sociali e politiche possano essere interpretate come interazioni strategiche tra soggetti razionali. Dall’equilibrio di Nash ai giochi ripetuti e ai modelli evolutivi, l’incontro mostra come la cooperazione possa emergere, consolidarsi o fallire, aiutando a comprendere meglio le logiche del conflitto e della convivenza.Mercoledì 15 aprile, ore 9-11 La Pace come requisito essenziale per le attività di Ricerca, Sviluppo ed Educazione: applicazioni pacifiche di Cartografia, GNSS e Droni Prof.ssa Raffaela Cefalo, dr. Fikrey Tesfay Tewelde La lezione mette in luce il valore della pace come condizione necessaria per lo sviluppo della ricerca, dell’innovazione e dei processi educativi, soffermandosi sulle applicazioni pacifiche di cartografia, sistemi di navigazione satellitare e droni. A questa prospettiva si affianca la testimonianza del visiting researcher Fikrey Tesfay Tewelde, che porterà il caso del Tigray, nel nord dell’Etiopia, per riflettere sul legame tra pace e diritto all’educazione.Mercoledì 15 aprile, ore 14-16 Valori, etica e decisioni aziendali Prof. Fabrizio Rossi L’incontro analizza il ruolo dei valori e dell’etica nelle decisioni d’impresa, con particolare attenzione all’influenza che convinzioni religiose, fattori culturali e dimensioni immateriali possono esercitare su propensione al rischio, investimenti, governance e sostenibilità. Una riflessione che invita a considerare i processi economici anche alla luce delle responsabilità sociali e del valore di lungo periodo.Giovedì 16 aprile, ore 14-15 Dal fertilizzante alle armi chimiche: il famoso e famigerato Fritz Haber Prof. Federico Rosei Prendendo spunto dalla figura di Fritz Haber, scienziato capace di incarnare insieme progresso e distruzione, la lezione affronta l’ambivalenza della scienza e il rapporto tra sostenibilità, sfruttamento delle risorse e conflitti. Il tema della pace viene così collegato alla crisi ambientale, alle migrazioni, alla competizione per le risorse e alla responsabilità della ricerca nel cercare soluzioni che non alimentino nuove forme di violenza.Giovedì 16 aprile, ore 16-18 Psicologia e neuroscienze per la pace Prof. Fabio Del Missier, prof. Enrico Tongiorgi La lezione affronta il contributo di psicologia e neuroscienze alla comprensione dei meccanismi che possono sostenere la guerra o favorire la pace. Da un lato verranno illustrati il ruolo della paura, della propaganda e delle reazioni neurobiologiche, nonché gli effetti traumatici della guerra sulla salute mentale; dall’altro si rifletterà sui processi attraverso cui le persone possono attenuare il proprio senso morale fino a diventare complici di violenze e crimini, individuando possibili strategie di contrasto.Venerdì 17 aprile, ore 13-15 Educazione e pace. Letture pedagogiche Prof. Giancarlo Gola L’ultima lezione propone una lettura pedagogica della pace come costruzione culturale e pratica educativa. Attraverso figure come Maria Montessori, Aldo Capitini, Mario Lodi e Johan Galtung, il percorso mostra come autonomia, nonviolenza, partecipazione, cooperazione e dialogo possano diventare strumenti concreti per formare una cultura della convivenza. Il richiamo al recente rapporto UNESCO invita infine a ripensare l’educazione stessa come leva per un futuro più giusto, pacifico e sostenibile.Per partecipare in remoto: https://portale.units.it/sites/default/files/2026-03/Program%20Pace%2013-17apr26.pdf orld.it; hebrew@iol.it; Abstract Dal 13 al 17 aprile, dieci incontri, nell’ambito di RUNIPACE, per promuovere una cultura della pace attraverso la diplomazia, la genetica, il diritto, l’economia, le neuroscienze, la pedagogia e la sostenibilità Mostra nel diario Off
Screening epatologici gratuiti e webinar informativo per la cittadinanza Read more about Screening epatologici gratuiti e webinar informativo per la cittadinanza Immagine Titolo (46).jpg Data notizia Tue, 07/04/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Impegno pubblico e sociale Destinatari target Territorio e società Testo notizia In occasione della Giornata Mondiale del Fegato (World Liver Day), che si celebra il 19 aprile 2026, la comunità scientifica richiama l’attenzione sull’importanza della prevenzione e della promozione della salute epatica attraverso il tema di quest’anno: “Solid Habits, Strong Liver” (Abitudini solide, fegato forte).Promossa dalle principali società scientifiche internazionali di epatologia (EASL, AASLD, ALEH, APASL e SOLDA), la campagna mira a sensibilizzare cittadini, istituzioni e operatori sanitari sull’impatto globale delle malattie epatiche e sul ruolo determinante degli stili di vita.Un problema globale in crescita. Le malattie del fegato rappresentano una sfida sanitaria di rilievo: circa 1,5 miliardi di persone nel mondo che convivono con patologie epatiche croniche, ogni anno si registrano circa 2 milioni di decessi, fino a un terzo della popolazione adulta globale è affetto da MASLD (steatosi epatica associata a disfunzione metabolica). Si tratta spesso di condizioni silenti, che possono evolvere in fibrosi, cirrosi e tumore del fegato se non diagnosticate e trattate precocemente.“La campagna 2026 ci ricorda che anche piccoli cambiamenti quotidiani possono avere un impatto importante sulla salute del fegato", spiega la prof.ssa Lory Crocè, professore associato di gastroenterologia dell’Università di Trieste e direttore della SC UCO Clinica Patologie del Fegato di ASUGI. "Le indicazioni principali sono quattro: seguire un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali e grassi sani, limitando zuccheri e alimenti ultra-processati; praticare attività fisica con regolarità, perché il movimento aiuta a ridurre il grasso epatico e a migliorare il metabolismo anche senza una perdita di peso significativa; ridurre o evitare il consumo di alcol, che resta una delle strategie più efficaci per prevenire danni epatici; e sottoporsi a controlli periodici, essenziali per individuare precocemente eventuali danni, soprattutto nei soggetti a rischio".In questa occasione, la UCO Clinica Patologie del Fegato, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Mediche Chirurgiche e della Salute dell'Università di Trieste, la Lega Italiana Lotta Tumori LILT, e la Fondazione Italiana Fegato, promuove un’iniziativa rivolta alla popolazione di Trieste, Monfalcone e Gorizia, con attività di prevenzione, informazione e screening gratuiti programmata in data 20 aprile.WEBINAR INFORMATIVOL’iniziativa sarà presentata in modalità webinar l’8 aprile 2026 alle ore 14:30 dalla sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Trieste.Saranno presenti o in collegamento rappresentanti ASUGI (Clinica Patologie del Fegato, Dipartimento Dipendenze Legali), Dipartimento di Scienze Mediche Chirurgiche e della Salute dell'Università di Trieste, Lega Italiana Lotta Tumori LILT, Fondazione Italiana Fegato, Associazioni Pazienti.SCREENING GRATUITISaranno offerti gratuitamente:- Screening per Epatite C (prelievo ematico per nati 1969 –1989 e test capillare per altri cittadini non coinvolti per fascia di età nello Screening Regionale);- Utilizzare una chatbot di intelligenza artificiale generativa per chiedere informazioni in tempo reale sull’infezione da Epatite C;- Fibroscan (elastografia epatica) per valutazione della fibrosi epatica;- Interventi di educazione alimentare e promozione di corretti stili di vita con dietista esperto nel trattamento della steatosi epatica;- Valutazione attività fisica con la Presenza del dott. Alex Buoite Stella, Fisiologo dell’esercizio;- Informazioni sulla ricerca corrente in collaborazione con FIF.PRENOTAZIONITelefono: 040-3992953Dal 7 aprile al 15 aprile 2026Dal martedì al venerdì, ore 11:00–12:00 Abstract Iniziative in occasione della Giornata Mondiale del Fegato promosse da ASUGI, con UniTS , LILT e FIF Mostra nel diario Off