Bloomsday 2026 con la direzione scientifica di UniTS Read more about Bloomsday 2026 con la direzione scientifica di UniTS Immagine photo_5864243811209383245_w.jpg Data notizia Fri, 12/06/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Impegno pubblico e sociale Destinatari target Studenti iscritti Territorio e società Testo notizia Dal 13 al 16 giugno Trieste celebra il genio letterario di James Joyce con la 17ª edizione di #BloomsdayTrieste, quest'anno focalizzata sul secondo capitolo dell'Ulisse, Nestore, e sui grandi dilemmi dell'identità e della storia.L’Università di Trieste, attraverso il Dipartimento di Studi Umanistici, resta una colonna della manifestazione, curandone non solo la solida intelaiatura scientifica e quella organizzativa, ma anche l'anima creativa, grazie ai contributi dei docenti Laura Pelaschiar e Paolo Quazzolo.Attraverso approfondimenti esegetici nei caffè storici, visite guidate e una suggestiva trasposizione teatrale che vedrà salire sul palco del Rossetti docenti, laureati e dottorandi dell'Ateneo, UniTS traduce un capolavoro della letteratura del Novecento in un patrimonio vivo e condiviso con l'intera cittadinanza.Gli appuntamenti promossi dall’Università di Trieste nel PROGRAMMA di questa edizione:SABATO 13 GIUGNOore 11 | Antico Caffè San Marco (Via Cesare Battisti 18)Nestore in mezz'oraL'ormai tradizionale e atteso appuntamento di approfondimento flash sui singoli capitoli dell'Ulisse si concentra quest'anno su Nestore. L'incontro è pensato per svelare la struttura, i simboli e i significati del secondo capitolo del capolavoro joyciano in una formula agile e accessibile a tutti. La guida di questo percorso esegetico è affidata a Laura Pelaschiar, docente dell'Università degli Studi di Trieste e curatrice del Museo Joyce, nella storica cornice del Caffè San Marco.ore 20 | Teatro Politeama Rossetti (Largo Giorgio Gaber 1)Circe & Nestore – Trasposizione teatraleEvento centrale della programmazione serale, lo spettacolo propone un'ambiziosa rielaborazione drammaturgica che unisce i capitoli *Circe* e *Nestore*. L'adattamento del testo e la regia sono firmati a quattro mani da Laura Pelaschiar e Paolo Quazzolo, docenti dell'Ateneo triestino. La produzione si distingue per una fortissima sinergia accademica: oltre alla direzione scientifica e registica, la messinscena vede salire sul palcoscenico del Rossetti un nucleo di dottorandi e laureati dell'Università degli Studi di Trieste, nello specifico Elisa Mariuz, Valeria Piraino, Federica Rufolo e Tommaso Piccolo, trasformando la ricerca letteraria in azione scenica.DOMENICA 14 GIUGNOore 11 | Spazio Forum – Museo LETS (Piazza Hortis 4)Museo Joyce TourUna visita guidata tematica all'interno delle sale del Museo Joyce per esplorare la fitta rete di relazioni, suggestioni e permanenze reali che hanno legato lo scrittore irlandese alla città di Trieste. L'itinerario tra i documenti e i materiali d'archivio è condotto da Laura Pelaschiar (Università degli Studi di Trieste), che illustrerà l'impatto decisivo degli anni triestini sulla genesi dell'Ulisse.ore 12 | Spazio Forum – Museo LETS (Piazza Hortis 4)JJ Walking TourSubito dopo la visita museale, prende il via l'itinerario a piedi attraverso i luoghi simbolo della Trieste di James Joyce. Le tappe cittadine, i palazzi e le strade frequentate dall'autore si trasformano nel palcoscenico di un racconto itinerante. La passeggiata culturale è guidata da Laura Pelaschiar con il contributo e la partecipazione del professor Paolo Quazzolo (Università degli Studi di Trieste), offrendo al pubblico un'analisi sul campo rigorosa e al contempo divulgativa.ore 20 | Teatro Politeama Rossetti (Largo Giorgio Gaber 1)Circe & Nestore – Trasposizione teatrale (Replica)A chiusura delle giornate dedicate alle celebrazioni joyciane, viene proposta la replica serale della trasposizione teatrale. Un'ulteriore occasione per il pubblico di assistere allo spettacolo nato dalla collaborazione scientifico-artistica dei docenti, ricercatori e studenti dell'Ateneo giuliano. Abstract Dal 13 al 16 giugno torna la manifestazione dedicata all’Ulisse di Joyce. L’Ateneo cura letture esegetiche, una trasposizione teatrale e tour culturali Mostra nel diario Off
AlmaLaurea 2026: exploit UniTS con le Lauree Magistrali in crescita su occupazione, attrattività e mobilità internazionale Read more about AlmaLaurea 2026: exploit UniTS con le Lauree Magistrali in crescita su occupazione, attrattività e mobilità internazionale Immagine AlmaLaurea2026.png Data notizia Thu, 11/06/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Studiare Destinatari target Futuri studenti Studenti iscritti Post lauream Enti e aziende Testo notizia I laureati magistrali dell’Università di Trieste a cinque anni dalla laurea si collocano ai vertici regionali e nazionali in termini di occupazione, livello di stipendio e mobilità internazionale durante il percorso di studi. Risultati costruiti dall’ateneo con politiche di valorizzazione dei percorsi di secondo livello che hanno prodotto un ottimo 47% di studenti provenienti da altre regioni italiane e un quasi 7% dall’estero.È quanto emerge dal XXVII Rapporto AlmaLaurea, che ha analizzato le performance degli studenti laureati nel 2025.In dettaglio, a cinque anni dalla Laurea, l’occupazione dei laureati magistrali raggiunge il 97,3%, superando il dato regionale (96,5%) e quello nazionale (94,4%), mentre la retribuzione mensile arriva in media a 2.023 euro (1.977 in FVG, 1.903 in Italia). Dati in netta crescita rispetto al 2025, quando l’occupazione di questa tipologia di laureati era stabile al 93%.Le Lauree Magistrali UniTS si confermano attrattive: il 47% degli studenti arriva da altre regioni italiane, (la media nazionale non arriva al 30%), mentre il 6,7% da altri Paesi, con una crescita di quasi un punto percentuale rispetto all’anno scorso.Sale anche la quota dei laureati magistrali che hanno partecipato a un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal proprio corso di Laurea: si sale dal 13% del 2025 al 16.1% odierno.Ottime anche le performance dei laureati triennali.A un anno dal conseguimento del titolo, l’87% dei laureati triennali che non proseguono gli studi risulta occupato (lo scorso anno si registrava l’84,8%), contro l’81,2% della media nazionale e l’85,4% del Friuli Venezia Giulia. La retribuzione netta mensile è di 1.543 euro, superiore alla media nazionale (1.491 euro).A confermare l’elevata qualità dell’esperienza accademica a Trieste sono anche i giudizi generali degli studenti: l’89% si dichiara complessivamente soddisfatto del proprio percorso universitario, con valutazioni molto positive anche sul rapporto con i docenti (87%), sul carico di studio (83%) e sulle attività e infrastrutture didattiche (86,5%).Il XXVII Rapporto AlmaLaurea ha analizzato le performance di oltre 335 mila laureati del 2025 in 81 atenei italiani, tra cui i 3.326 dell’Ateneo triestino: 1.917 di primo livello, 1.026 magistrali biennali e 383 a ciclo unico.UniTS, con il suo Career Service, svolge attività di placement e orientamento al lavoro per studenti e studentesse, laureati e laureate e PhD: l’obiettivo è ridurre il più possibile i tempi di ingresso nel mercato del lavoro degli studenti https://amm.units.it/placementTutte le informazioni sull’offerta formativa UniTS su https://units.it/immatricolazioni26 Abstract Dati sopra la media nazionale e regionale anche sulle Lauree Triennali Mostra nel diario Off
T4EU Student Garden: nel Campus di Piazzale Europa nasce un laboratorio verde a cielo aperto Read more about T4EU Student Garden: nel Campus di Piazzale Europa nasce un laboratorio verde a cielo aperto Immagine T4EU Student Garden.png Data notizia Mon, 08/06/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Studiare Destinatari target Futuri studenti Studenti iscritti Territorio e società Testo notizia Un piccolo spazio verde del campus trasformato in un laboratorio a cielo aperto, dove osservare da vicino come la natura possa adattarsi alle sfide del cambiamento climatico.Nasce così il T4EU Student Garden dell’Università di Trieste, realizzato nell’ambito del Work Package 6 “Green Campus Life, Inclusion and Wellbeing” dell’Alleanza europea Transform4Europe – T4EU. L’iniziativa prevede che ogni Ateneo partner realizzi uno Student Garden attraverso un’azione collaborativa, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità universitaria sui temi della sostenibilità ecologica e della trasformazione ambientale.A UniTS il progetto ha preso forma in un’area verde da tempo dismessa, situata a ridosso dell’Edificio H3, sul lato verso l’Orto Botanico dell’Ateneo. Lo spazio è stato ripensato e riqualificato come un’isola di biodiversità, con l’introduzione di specie vegetali prevalentemente native dell’area mediterranea e selezionate per la loro capacità di resistere a ondate di calore e periodi di siccità sempre più frequenti.Il cuore dell’iniziativa è il tema della cosiddetta “migrazione assistita” di specie vegetali: un approccio già adottato in diverse città europee, che mira a favorire la sopravvivenza e la sostenibilità del verde urbano in uno scenario climatico in rapido cambiamento. Gli studenti e le studentesse coinvolti hanno partecipato alla progettazione dello spazio, alla scelta delle specie vegetali e alle attività di piantumazione. Nei primi mesi di attecchimento, saranno inoltre impegnati nell’irrigazione periodica e calendarizzata delle piante, contribuendo così alla cura diretta del nuovo giardino.Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione tra T4EU, il Dipartimento di Scienze della Vita e diversi uffici dell’amministrazione centrale, con il coinvolgimento diretto di studenti e studentesse del DSV. La progettazione e l’esecuzione dell’intervento sono state coordinate e supervisionate dal dott. Andrea Moro, Curatore dell’Orto Botanico dell’Ateneo, dal prof. Andrea Nardini, ordinario di Fisiologia Vegetale, e dalla dott.ssa Martina Tomasella, ricercatrice a tempo determinato in Fisiologia Vegetale. Abstract Un’area verde nei pressi dell’Edificio H3 è stata riqualificata grazie alla collaborazione tra T4EU, DSV, studenti e uffici dell’Ateneo Mostra nel diario Off Fotogallery
UniTS in Tanzania per il lancio del progetto TNG sulla filiera sostenibile del caffè Read more about UniTS in Tanzania per il lancio del progetto TNG sulla filiera sostenibile del caffè Immagine Titolo (60).jpg Data notizia Wed, 03/06/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Internazionale Testo notizia Una delegazione ufficiale dell’Università di Trieste ha partecipato a Mbeya, in Tanzania, all’evento di lancio del progetto di cooperazione internazionale allo sviluppo Towards the next generation of sustainable quality coffee producers in South Tanzania (TNG), finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e coordinato dalla Regione Friuli Venezia Giulia.La missione nelle Southern Highlands ha rappresentato un passaggio importante per l’avvio operativo del progetto, che avrà la durata di 36 mesi, e per il consolidamento delle relazioni istituzionali, scientifiche e formative tra l’Ateneo triestino e i partner locali. Il coinvolgimento di UniTS nel progetto interessa tre Dipartimenti dell’Ateneo – IUSLIT, DEAMS e DSV – e conferma il carattere interdisciplinare del contributo triestino. La delegazione ufficiale presente in Tanzania era composta dalla prof.ssa Ilaria Micheli, del Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione, coordinatrice delle attività progettuali previste per l’Università, e dal dott. Matteo Carzedda, del Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e StatisticheIl progetto TNG nasce da un ampio partenariato che riunisce, oltre all’Università di Trieste, Illycaffè, la Fondazione Ernesto Illy, la sede di Bari del CIHEAM – Istituto Agronomico Mediterraneo, le Regioni di Mbeya, Songwe e Ruvuma e l’organizzazione della società civile Café Africa – Tanzanian Branch.L’obiettivo è raggiungere almeno 12.000 produttori locali di caffè nel Sud della Tanzania, contribuendo al miglioramento della filiera produttiva e alla crescita di un modello di sviluppo più sostenibile, consapevole e resiliente. In questo quadro, il ruolo di UniTS è duplice e unisce in maniera indissolubile ricerca scientifica applicata e trasferimento della conoscenza. Obiettivi delle ricerche sono: la comprensione degli effetti del cambiamento climatico sul territorio e l’individuazione di possibili strategie di mitigazione (a cura dei colleghi Giovanni Bacaro e Alberto Pallavicini del DSV), la valorizzare delle pratiche locali e la facilitazione della comunicazione tra contadini e formatori attraverso la realizzazione di vocabolari e manuali tecnico-culturali multilingue (a cura di Ilaria Micheli) e l’individuazione di strategie economiche e gestionali funzionali al rafforzamento degli agricoltori e a una migliore valorizzazione della materia prima nelle fasi iniziali della catena del valore (a cura di Matteo Carzedda, Gianluigi Gallenti, Giuseppe Borruso e Barbara Campisi). Sulla base delle evidenze che emergeranno nel quadro delle ricerche, saranno definiti i contenuti e le modalità più adatte per la formazione degli stakeholder e dei beneificiari locali.Il lancio ufficiale del progetto si è svolto nella sala conferenze dell’Eden Highlands Hotel di Mbeya, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Tanzania Giuseppe Sean Coppola, alumnus UniTS, del responsabile AICS in Tanzania Paolo Razzini, dell’Assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna Stefano Zannier, delle massime autorità dei governi delle tre Regioni del Sud della Tanzania coinvolte nel progetto e dei rappresentanti della Mbeya University of Science and Technology (MUST) e della Catholic University of Mbeya (CUoM), che supporteranno l’Ateneo triestino nelle attività in loco.Nel corso dell’incontro, l’Ambasciatore Giuseppe Sean Coppola e Paolo Razzini hanno sottolineato il valore di un partenariato particolarmente esteso e diversificato, in cui enti pubblici, università, enti di ricerca, imprese e organizzazioni della società civile collaborano per raggiungere obiettivi comuni. Ricerca, trasferimento tecnologico e formazione rappresentano i tre assi su cui costruire un percorso di sviluppo condiviso, capace di generare ricadute concrete per le comunità locali e per l’intera filiera del caffè.La presenza della delegazione UniTS in Tanzania ha permesso anche di rafforzare la collaborazione con le istituzioni accademiche locali. I docenti dell’Ateneo hanno incontrato i colleghi della MUST e della CUoM per definire le modalità di supporto al progetto e per porre le basi di future iniziative congiunte nell’ambito della cooperazione allo sviluppo, della ricerca e dello scambio internazionale di docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti.Queste collaborazioni saranno sviluppate all’interno di Memorandum of Understanding riferiti all’intero Ateneo. Il primo accordo, quello con la Catholic University of Mbeya, è stato firmato proprio in occasione del lancio del progetto, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia, dell’Assessore regionale e del Vescovo di Mbeya, Wolfgang Pisa. È inoltre in fase conclusiva il percorso per la stipula dell’accordo con la Mbeya University of Science and Technology.La missione ha consentito alla delegazione triestina di entrare in contatto anche con altre esperienze di cooperazione internazionale finanziate da AICS nella regione di Mbeya, promosse da organizzazioni della società civile e da volontarie e volontari italiani, con particolare attenzione ai progetti dedicati alla disabilità infantile. In questo quadro si inserisce anche la visita alla Utengule Coffee Plantation, una delle realtà locali più avanzate nella coltivazione e nella selezione del caffè, con la quale sono state individuate possibili sinergie per le successive fasi del progetto.Una parte significativa della missione è stata inoltre dedicata all’osservazione delle attività di formazione sul campo rivolte agli operatori delle unità centrali di depolpazione del caffè e ai responsabili delle cooperative locali AMCOS delle regioni di Mbeya e Songwe. La formazione, curata da Francesca Pellis e Gianluca Malvicini di Illycaffè, ha offerto un primo momento di confronto operativo sulle esigenze della filiera e sulle modalità più efficaci per accompagnare i produttori locali nel miglioramento della qualità e della sostenibilità del processo produttivo.Il prossimo passaggio per l’Università di Trieste sarà la selezione di tre borsisti di ricerca che affiancheranno i docenti nelle attività sul terreno. I borsisti potranno acquisire competenze specifiche e lavorare a stretto contatto con le reti locali, contribuendo alla continuità delle azioni previste dal progetto e al loro radicamento nel territorio. Abstract IUSLIT, DEAMS e DSV nel progetto finaziato da AICS e coordinato da Regione FVG. Tra i partner anche Illycaffè e Fondazione Ernesto Illy Mostra nel diario Off
UniTS e Africa: didattica digitale e science diplomacy nella conferenza internazionale STACK in Trieste 2026 Read more about UniTS e Africa: didattica digitale e science diplomacy nella conferenza internazionale STACK in Trieste 2026 Immagine STACK (migliorata).png Data notizia Wed, 03/06/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Studiare Internazionale Destinatari target Studenti iscritti Studenti Internazionali - Degree Seeker Territorio e società Testo notizia Al MiGE si è tenuta la conferenza internazionale “STACK in Trieste 2026”, dedicata all’uso di strumenti digitali open source per migliorare la didattica nei corsi STEM e sostenere la cooperazione scientifica con le università africane.L’iniziativa si inserisce in un percorso avviato nel 2022, quando l’Ateneo è stato il primo in Italia a installare STACK, software per l’insegnamento e la valutazione automatica nelle discipline scientifiche. Da allora UniTS ha sviluppato una propria banca di domande per i corsi di base, oggi utilizzata da circa 1000 studenti ogni anno.STACK (System for Teaching and Assessment using a Computer algebra Kernel) consente agli studenti di esercitarsi in autonomia attraverso esercizi interattivi, generati in modo parametrico e corretti automaticamente. Il sistema fornisce feedback mirati e soluzioni guidate, permettendo ai docenti di introdurre forme di valutazione continua anche in classi numerose.Questo aspetto è particolarmente rilevante nei corsi STEM di base e nei contesti universitari in forte crescita: in alcune università africane, per esempio, l’aumento della popolazione studentesca ha portato a classi molto ampie, con un rapporto tra studenti e docenti difficile da sostenere con strumenti tradizionali.“La crescita demografica in Africa ha portato, insieme ad altri fattori, a classi universitarie STEM estremamente numerose, in alcuni casi di oltre 1000 studenti per singolo docente. Le risorse delle università non sono cresciute in modo proporzionale, nonostante lo studio delle materie STEM sia sempre più centrale per il mondo del lavoro e per lo sviluppo. D’altro canto, nel contesto italiano la valutazione continua STEM è pressoché assente, in quanto comporta ingenti risorse per i docenti. Il software open source STACK aiuta ad affrontare entrambe queste sfide, simultaneamente e con uno sforzo congiunto”, sottolinea il professor Lewanski (MiGE).La conferenza ha riunito 46 partecipanti provenienti da 12 Paesi. Hanno preso parte ai lavori delegazioni da Kenya, Rwanda e Somalia, con 12 docenti africani in rappresentanza di Masinde Muliro University for Science and Technology, Maseno University, INES Ruhengeri e Somali National University.All’apertura sono intervenute Roberta Altin, Delegata della Rettrice alla Cooperazione e Sviluppo, Silvia Pallaver per il Teaching and Learning Center UniTS e per il progetto DEH Alma, e Federica Gori per l’Ufficio Progettazione Internazionale e Recruitment. Tra gli ospiti anche Marcelo Knobel, Direttore di UNESCO - The World Academy of Science, Christopher Sangwin, professore dell’Università di Edimburgo e creatore di STACK, e David Stern, Direttore di IDEMS International.Lo sviluppo di STACK a UniTS, la ricerca sul suo impatto nella didattica e il supporto alla African STACK Community sono stati sostenuti da Swiss National Science Foundation, progetti Erasmus+ KA171, borse di dottorato PNRR per la pubblica amministrazione, progetti UniTS di cooperazione allo sviluppo e progetto DEH Alma. Abstract Il MiGE ha ospitato l’evento dedicato alla cooperazione scientifica con l’Africa e all’innovazione nella didattica digitale per i corsi STEM Mostra nel diario Off
Salone Nautico di Venezia 2026: UniTS presente per valorizzare formazione, ricerca e progettazione navale Read more about Salone Nautico di Venezia 2026: UniTS presente per valorizzare formazione, ricerca e progettazione navale Immagine Salone Nautico 2026.jpeg Data notizia Thu, 28/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Studiare Destinatari target Studenti iscritti Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Dalla progettazione in aula alle imbarcazioni in acqua: UniTS ha preso parte all’inaugurazione del Salone Nautico di Venezia 2026 con una delegazione del Dipartimento di Ingegneria e Architettura composta dal direttore Giorgio Sulligoi, da Vittorio Bucci, recentemente nominato coordinatore del corso di studi in Ingegneria Navale, e da Serena Bertagna, insieme a dottorandi e studenti della laurea magistrale in Ingegneria Navale.La presenza dell’Ateneo ha messo in evidenza il legame tra formazione ingegneristica, progettazione nautica e dialogo con il settore industriale del mare. Un ambito in cui UniTS ha radici storiche profonde e che oggi continua a svilupparsi attraverso didattica, ricerca applicata e progetti con il coinvolgimento diretto degli studenti. Tra i momenti centrali della giornata, l’esibizione della nuova imbarcazione dell’Audace Sailing Team, recentemente presentata e pronta a gareggiare alla SuMoth Challenge 2026. Il progetto testimonia il valore dell’esperienza sviluppata all’interno del team, che per gli studenti rappresenta un vero laboratorio formativo sul campo: un percorso in cui competenze teoriche, progettazione e sperimentazione si intrecciano in tutte le fasi di lavoro, dallo studio dello scafo alla verifica delle strutture, fino alla costruzione e alla partecipazione a competizioni universitarie.Nel corso della giornata si è svolta anche la cerimonia di premiazione del MUVE Yacht Projects 2026 – Academy Lab, iniziativa promossa nell’ambito del Salone Nautico di Venezia e dedicata al rapporto tra università, giovani progettisti, imprese e cultura del mare. Al progetto hanno partecipato anche studenti del corso di Ingegneria Navale di UniTS, impegnati nello sviluppo di proposte progettuali per la nautica contemporanea.Durante la premiazione, il professor Vittorio Bucci è intervenuto sulle trasformazioni del settore nautico e sulle competenze richieste ai futuri ingegneri navali. Navi e yacht sono sistemi complessi, che integrano fisica, materiali, esigenze armatoriali, comfort e tecnologie avanzate. Per questo, la formazione universitaria parte da solide basi ingegneristiche e accompagna gli studenti verso una progettazione sempre più integrata, anche grazie al confronto con il mondo produttivo.Sottolinea il prof. Sulligoi: “Forse non tutti sanno che la nostra Facoltà di Ingegneria nacque proprio con il corso di laurea in Ingegneria Navale. Oggi come allora, e sempre più, è un’ingegneria che si apre e abbraccia i territori, gli stakeholder, ed è onorata di potersi presentare, e di ritrovarvi premiati i propri studenti, anche a Venezia, oggi definita da autorevoli relatori “la più antica città del futuro”.La partecipazione al Salone è stata anche un’occasione di formazione diretta per studenti e dottorandi, che hanno potuto approfondire temi legati all’innovazione tecnologica, alla progettazione nautica e allo sviluppo del settore marittimo attraverso il contatto con realtà industriali, progettuali e istituzionali del comparto. Abstract Studenti, dottorandi e docenti del DIA per esporre il nuovo foiling moth dell’Audace Sailing Team e partecipare al MUVE Yacht Projects Academy Lab Mostra nel diario Off
Turismo accessibile, presentati i risultati del progetto DATIS Read more about Turismo accessibile, presentati i risultati del progetto DATIS Immagine Titolo (58).jpg Data notizia Wed, 27/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Territorio e società Testo notizia Il turismo accessibile non comincia quando si arriva a destinazione, ma molto prima: nel momento in cui una persona cerca informazioni, verifica se una struttura è davvero adatta alle proprie esigenze e prova a capire se potrà vivere un’esperienza in autonomia e sicurezza.È questo uno dei messaggi principali emersi dall’evento finale del progetto DATIS – Pionieri digitali del turismo accessibile, finanziato dal programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, che si è svolto martedì 19 maggio 2026 al Grand Hotel Entourage di Gorizia. L’incontro, intitolato Il turismo accessibile inizia da un’informazione accessibile, ha rappresentato un momento di restituzione dei risultati a operatori del settore turistico e sociale, istituzioni, organizzazioni delle persone con disabilità, ricercatori ed esperti di accessibilità provenienti dall’Italia e dalla Slovenia.In questo percorso, l’Università degli Studi di Trieste ha avuto un ruolo centrale attraverso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, contribuendo alla costruzione della base scientifica del progetto e alla lettura dei bisogni reali delle persone coinvolte. La ricerca coordinata da UniTS ha raccolto oltre 400 questionari con persone con disabilità, intervistate online e in presenza, e ha approfondito l’indagine attraverso interviste e focus group con una cinquantina di persone con disabilità visiva, cognitiva e mentale, oltre a operatori, caregiver e familiari.Il lavoro è stato seguito per UniTS da Moreno Zago, professore di Pratiche di turismo responsabile, con il supporto dello staff di Quolity, composto da Luca Bianchi, Marta Candussi e Francesca Samogizio. Il contributo dell’Ateneo ha permesso di tradurre dati, esperienze e testimonianze in indicazioni utili per operatori turistici, istituzioni e comunità locali, con l’obiettivo di progettare servizi più accessibili, informazioni più affidabili e percorsi realmente inclusivi.Attraverso una ricerca campionaria transfrontaliera, interviste in profondità con persone con disabilità, analisi delle strutture ricettive e dei siti web turistici, DATIS ha messo in relazione accessibilità fisica, digitale e comunicativa, evidenziando quanto la qualità dell’informazione sia decisiva per rendere il viaggio un’esperienza realmente possibile e inclusiva.Un dato restituisce con particolare chiarezza la rilevanza del tema: per oltre il 90 per cento delle persone con disabilità motoria, sensoriale, cognitiva o legata all’età avanzata, viaggiare è considerato abbastanza o molto importante. Il viaggio non è soltanto tempo libero, ma un’esperienza che contribuisce al benessere fisico e mentale, rafforza autonomia e fiducia in sé stessi e contrasta l’isolamento sociale.Allo stesso tempo, le barriere continuano a limitare il diritto di viaggiare per tutti. Non si tratta solo di ostacoli fisici, ma anche di informazioni incomplete, poco leggibili o non affidabili, che possono generare una “falsa accessibilità”: strutture o servizi presentati come accessibili, ma non realmente adeguati alle esigenze delle persone. Pur in presenza di un trattamento generalmente rispettoso, solo il 17 per cento delle persone coinvolte considera il personale preparato a rispondere in modo adeguato alle esigenze e alle aspettative delle persone con disabilità.Il digitale rappresenta oggi uno dei principali canali di accesso al viaggio: quasi il 60 per cento delle persone coinvolte utilizza strumenti online per organizzare le proprie esperienze turistiche. Tuttavia, un terzo del campione ha evitato di scegliere una destinazione proprio a causa della mancanza di informazioni accessibili online. Navigazione complessa, testi poco leggibili, assenza di supporti inclusivi e contenuti non accessibili possono diventare barriere concrete quanto un ostacolo architettonico.L’analisi condotta nell’ambito di DATIS su 100 siti web turistici dell’area transfrontaliera ha confermato questa criticità: molti portali risultano visivamente moderni e tecnicamente strutturati, ma non ancora pienamente utilizzabili da tutte le persone. Il livello medio di accessibilità digitale rilevato è pari al 37 per cento per gli operatori turistici sloveni e al 40 per cento per quelli italiani.Tra i risultati del progetto rientrano anche il database web DATIS, pensato per rendere più visibili e verificabili le informazioni sull’accessibilità digitale degli operatori turistici dell’area transfrontaliera, le linee guida e una strategia per una comunicazione turistica più accessibile. Si tratta di strumenti utili sia per le persone nella fase di pianificazione del viaggio, sia per gli operatori nel miglioramento della qualità e della chiarezza delle informazioni offerte.Un’attenzione specifica è stata dedicata anche alle attività pilota realizzate presso i Musei del Monte San Michele a Sagrado e del patrimonio industriale di Ajdovščina, con il coinvolgimento di persone con disabilità visiva, cognitiva e mentale. Le sperimentazioni hanno mostrato come tecnologie immersive, accessibilità digitale e contenuti multisensoriali possano trasformare il patrimonio culturale in un’esperienza più inclusiva, a condizione che le soluzioni siano semplici, accessibili e accompagnate da un adeguato supporto umano.Proprio il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità è uno degli elementi centrali emersi dal progetto. Le soluzioni accessibili non possono essere progettate soltanto sulla base di standard formali o verifiche tecniche, ma devono nascere dall’ascolto degli utenti, dalla co-progettazione e dalla valutazione concreta delle esperienze. Abstract Finanziato dal programma Interreg ITA-SLO, lo studio a cui ha partecipato il DiSPeS ha coinvolto oltre 400 persone, analizzato 100 siti turistici e svolto attività pilota nei musei transfrontalieri Mostra nel diario Off
Delegazione del Québec in visita a UniTS: focus sulle tecnologie quantistiche Read more about Delegazione del Québec in visita a UniTS: focus sulle tecnologie quantistiche Immagine Delegazione Quebec @ Sicuro.png Data notizia Tue, 26/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Internazionale Destinatari target Studenti iscritti Post lauream Enti e aziende Territorio e società Testo notizia L’Università di Trieste ha ospitato la visita istituzionale di una delegazione del Québec nell’ambito delle iniziative di collaborazione tra Italia e Canada nei settori dell’intelligenza artificiale, della cybersicurezza e delle tecnologie quantistiche composta da Laurence Fouquette-L’Anglais, Delegata del Québec a Roma, Vanessa Antoniali, Attachée principale agli Affari pubblici ed istituzionali e Alexane Thibodeau, Ph.D. - Scientifique en residence.La visita, iniziata nella sede di Regione Friuli Venezia Giulia a cui ha partecipato anche il Prorettore Mauro Tretiach, si inserisce nel percorso di rafforzamento delle relazioni bilaterali Italia – Canada avviato con l’accordo del 2024 tra i due Paesi per promuovere collaborazioni strategiche nei comparti ad alta intensità tecnologica. Impegno confermato dal Joint Statement firmato a margine del G7 a guida canadese del 2025.Dopo la visita ai laboratori UniTS ospitati nella sede di a Basovizza di Area Science Park, ArQuS e QCI, la delegazione ha visitato il nuovo laboratorio SIQURO nel Campus di Piazzale Europa. SIQURO è un laboratorio congiunto tra le Università di Trieste e di Udine nato dal progetto Quantum FVG finanziato dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Il laboratorio sviluppa tecnologie per le comunicazioni quantistiche sicure attraverso un’infrastruttura in fibra ottica che collega i due atenei e consente lo scambio di chiavi crittografiche mediante tecnologia QKD (Quantum Key Distribution).Le attività di ricerca si articolano su due ambiti complementari: a Trieste lo studio si concentra sugli aspetti fisici e sperimentali della trasmissione quantistica e sulla stabilizzazione della connessione in fibra. A Udine l’attenzione è rivolta all’integrazione delle chiavi quantistiche nei sistemi di comunicazione sicura e nelle applicazioni di cybersecurity.La visita della delegazione canadese rappresenta un’importante occasione di confronto internazionale su cybersecurity e tecnologie quantistiche, confermando il ruolo strategico di UniTS nei settori emergenti dell’innovazione. Abstract Grazie al Laboratorio SIQURO del Campus di Piazzale Europa si rafforza la ricerca sulla cibersecurity Mostra nel diario Off
Cambiamento climatico e qualità del vino: studio UniTS pubblicato su Journal of Cleaner Production Read more about Cambiamento climatico e qualità del vino: studio UniTS pubblicato su Journal of Cleaner Production Immagine DSC09661.jpg Data notizia Mon, 25/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Società e territorio Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Studenti iscritti Territorio e società Testo notizia Il cambiamento climatico può incidere in modo significativo sulla qualità del vino, ma i suoi effetti non sono uguali per tutte le varietà. È questo il tema al centro dello studio Climate and the quality of wine: Whites vs. reds, pubblicato in Open Access su Journal of Cleaner Production e condotto da un gruppo di ricerca UniTS.La ricerca è firmata da Giovanni Millo, Paolo Bogoni, Barbara Campisi, Matteo Carzedda, Gianluigi Gallenti, Valentino Riva e Gaetano Carmeci. Il lavoro si inserisce nel progetto “Cambiamento climatico e sostenibilità della viticoltura nel Collio Goriziano”, avviato nell’ambito del Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche “Bruno de Finetti” (DEAMS) e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.Lo studio prende in esame il Collio, area vitivinicola del Friuli Venezia Giulia in cui convivono produzioni bianche e rosse, offrendo un contesto adatto ad analizzare in modo comparato gli effetti delle condizioni meteorologiche sulla qualità del vino. L’obiettivo della ricerca è comprendere come variabili climatiche, quali temperature e andamento stagionale, possano influenzare la qualità finale del prodotto.La qualità del vino dipende da molti fattori. Alcuni sono relativamente stabili o controllabili, come il suolo, le tecniche di vinificazione e le caratteristiche del territorio. Altri, invece, sono esterni al controllo dei produttori, come il clima, la variabilità meteorologica e gli eventi estremi.I risultati mostrano che i vini bianchi reagiscono alle condizioni meteorologiche in modo diverso rispetto ai rossi. In particolare, emerge un equilibrio delicato tra temperature primaverili ed estive, con effetti che possono variare sensibilmente anche tra singole varietà. Il cambiamento climatico, quindi, non produce conseguenze uniformi, ma richiede analisi specifiche per territorio, vitigno e tipologia di vino.Lo studio offre elementi utili non solo dal punto di vista scientifico, ma anche per i produttori e per chi si occupa di politiche territoriali. Comprendere quali varietà risultino più o meno sensibili alle condizioni climatiche può contribuire a definire strategie di adattamento, anche attraverso scelte mirate nella gestione dei vigneti e nella selezione delle varietà più adatte ai nuovi scenari climatici.Il percorso di ricerca ha avuto inoltre una ricaduta formativa: il finanziamento ha consentito di sostenere un assegno di ricerca biennale, poi confluito in un percorso dottorale nell’ambito del Dottorato in Circular Economy dell’Ateneo. Abstract La ricerca prende in esame il Collio, eccellenza italiana nella produzione vitivinicola Mostra nel diario Off
Pallacanestro maschile: il CUS Trieste al via ai Campionati Nazionali Universitari 2026 Read more about Pallacanestro maschile: il CUS Trieste al via ai Campionati Nazionali Universitari 2026 Immagine La squadra del CUS Trieste che ha giocato l'ultima partita del Campionato di Divisione Regionale 2 (1).jpg Data notizia Mon, 25/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Studiare Destinatari target Futuri studenti Studenti iscritti Territorio e società Testo notizia A caccia di un’altra impresa. La squadra di pallacanestro maschile del CUS Trieste, dopo la sorprendente medaglia d’argento conquistata nell’edizione 2025, si ripresenta ai Campionati Nazionali Universitari (CNU) Primaverili con l’intenzione di vendere cara la pelle e provare a fare più strada possibile. La squadra triestina, qualificata di diritto all’edizione 2026 dopo il secondo posto dell’anno scorso, comincerà la propria avventura ai CNU, organizzati dal CUS Piemonte Orientale (CUSPO) e che proporrà sui campi di Novara il torneo cestistico dal 26 al 30 maggio, martedì 26 maggio alle ore 9:00 contro il CUS Basilicata.Nel Girone A oltre al CUS Trieste, che quest’anno schiererà la formazione che ha chiuso in terza posizione il Campionato Divisione Regionale 2, e al CUS Basilicata giocheranno anche il CUS Verona e il CUS Firenze. Sulla panchina del CUS Trieste siederà l’allenatore Alessandro Meden affiancato dall’assistente Matteo Drioli, mentre gli 11 giocatori presenti saranno: Alessandro Ermacora, Umberto Franceschetto, Nicolò Giurgevich, Sebastiano Glerean, Giacomo Icardi, Luca Ladoni, Giacomo Martin, Vittorio Quariglio, Biniam Santucci, Alessandro Tonasso, Luca Trentin.“Quest’anno - ha raccontato coach Alessandro Meden - ci presentiamo con il gruppo che ha difeso i colori del CUS Trieste durante tutta la stagione, senza alcun inserimento esterno. Non so se riusciremo a emulare il grande risultato della scorsa edizione, ma sono certo che questi ragazzi, in costante crescita, daranno fi lo da torcere ad ogni avversario. Parliamo di un collettivo molto unito, di amici e compagni di squadra: per molti di loro sarà il primo CNU e quindi, al di là del risultato fi nale, sono certo che vivranno al massimo quest’esperienza preziosa, sia da un punto di vista agonistico sia di crescita personale”.“Dopo l’ottimo risultato della scorsa edizione e l’intensa preparazione invernale – ha sottolineato il presidente del CUS Trieste Michele Pipan – ci presentiamo ai Campionati con il desiderio di dare il massimo e continuare a crescere. A Novara scenderà in campo la squadra che, per tutto l’arco della stagione, ha indossato i colori del CUS Trieste e si è meritata la possibilità di vivere un’esperienza sportiva e umana di alto spessore. Ai ragazzi e al coach Meden, che si è sempre distinto per professionalità e attaccamento alla squadra, il mio in bocca al lupo per questa avventura”.Il Torneo di basket maschile proporrà, da martedì 26 a giovedì 28 maggio, i Gironi Eliminatori, venerdì 29 maggio si svolgeranno le semifi nali mentre sabato 30 sarà il giorno delle Finali.Di seguito gli altri Gironi:Girone B: CUS Milano, CUS Bari, CUS Caserta, CUS Camerino Girone C: CUS Lecce, CUS Sassari, CUS Napoli, CUS Palermo Girone D: CUS Genova, CUS Macerata, CUS Cagliari, CUS Piemonte Orientale Abstract Dopo l’argento conquistato nel 2025, la squadra universitaria triestina comincia il proprio percorso il 26 maggio Link Il sito ufficiale dei CNU Mostra nel diario Off