Roberto Scarciglia nominato Professore Onorario Read more about Roberto Scarciglia nominato Professore Onorario Immagine Progetto senza titolo - 2026-07-20T092919.386.png Data notizia Mon, 20/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Testo notizia Il professor Roberto Scarciglia, già ordinario di Diritto pubblico comparato, è stato nominato Professore Onorario dell'Università di Trieste.Il prestigioso riconoscimento, conferito a docenti che si sono distinti per l'eccellenza dell'attività scientifica e accademica, assume un significato particolare per l'Ateneo: Scarciglia è infatti il primo docente del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali (DiSPeS) a esserne insignito.La sua carriera all'Università di Trieste è iniziata nel 1996 come ricercatore ed è proseguita fino al ruolo di professore ordinario, ricoperto dal 2001 al 2021. Nel corso di oltre venticinque anni di attività ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo del diritto pubblico comparato e alla crescita del Dipartimento, assumendo importanti responsabilità accademiche, tra cui quelle di Preside della Facoltà di Scienze Politiche, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e, successivamente, del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali.Studioso di riconosciuta autorevolezza nel panorama del diritto comparato, è Associate Member dell'International Academy of Comparative Law di Parigi e membro di numerose associazioni scientifiche nazionali e internazionali. Ha coordinato progetti di ricerca italiani ed europei, promosso collaborazioni accademiche con numerosi atenei stranieri e svolto attività di insegnamento e ricerca come visiting professor in prestigiose università europee, tra cui Cambridge, Paris 1 Panthéon-Sorbonne, Barcellona e Francoforte.La sua attività scientifica, testimoniata da un'ampia produzione di monografie, volumi e saggi pubblicati anche da editori internazionali, ha contribuito allo sviluppo degli studi sul diritto pubblico comparato, sulla metodologia della comparazione giuridica, sul pluralismo giuridico e, negli ultimi anni, sulle implicazioni dell'intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie per gli ordinamenti pubblici. Abstract E’ il primo docente del DiSPeS a ricevere il riconoscimento Mostra nel diario Off
Paolo Fornasiero nominato Socio ordinario dell'Accademia Italiana di Ingegneria e Tecnologia (ITATEC) Read more about Paolo Fornasiero nominato Socio ordinario dell'Accademia Italiana di Ingegneria e Tecnologia (ITATEC) Immagine fornasiero.png Data notizia Sat, 18/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Territorio e società Testo notizia Il professor Paolo Fornasiero, Professore Ordinario di Chimica Generale e Inorganica presso il Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche dell’Università degli Studi di Trieste e Prorettore alla Ricerca, è stato nominato Socio ordinario dell’Accademia Italiana di Ingegneria e Tecnologia (ITATEC), in riconoscimento del suo contributo scientifico e della sua attività di ricerca nel campo della chimica dei materiali, della catalisi e delle tecnologie per la sostenibilità.Fondata nel 2022, su iniziativa e con il sostegno dell’Accademia Nazionale dei Lincei, ITATEC riunisce personalità di eccellenza provenienti dai settori dell’ingegneria, della tecnologia e delle scienze applicate, con l’obiettivo di promuovere la cultura tecnico-scientifica e favorire il dialogo tra ricerca, innovazione e società.Tra le finalità dell’Accademia figurano il rafforzamento dello scambio di conoscenze tra università, enti di ricerca e industria, l’elaborazione di pareri e raccomandazioni su temi di rilevanza strategica, il supporto ai decisori pubblici e privati attraverso una consulenza tecnico-scientifica indipendente e la valorizzazione dell’eccellenza italiana nei settori dell’ingegneria e della tecnologia.Sul piano internazionale, ITATEC rappresenta il punto di riferimento italiano nel dialogo con le principali organizzazioni europee del settore e partecipa alle attività dello European Council of Academies of Applied Sciences, Technologies and Engineering (Euro-CASE), la rete che riunisce le accademie nazionali di ingegneria e tecnologia di 23 Paesi europei e che fornisce consulenza scientifica e tecnologica alle istituzioni dell’Unione Europea e ad altri organismi internazionali.La nomina del professor Fornasiero rappresenta un importante riconoscimento del valore della ricerca sviluppata presso l’Università degli Studi di Trieste e del contributo che l’Ateneo offre allo sviluppo della scienza, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, a livello nazionale e internazionale. Abstract Il riconoscimento premia il contributo scientifico del Prorettore alla Ricerca nei campi della chimica dei materiali, della catalisi e delle tecnologie per la sostenibilità Mostra nel diario Off
Graduation Day in Piazza Verdi: la ricerca che incontra la città Read more about Graduation Day in Piazza Verdi: la ricerca che incontra la città Immagine photo_5967710127420804798_w.jpg Data notizia Fri, 17/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Post lauream Testo notizia Il Graduation Day dell’Università di Trieste è tornato nel cuore della città per celebrare la ricerca, la conoscenza e le nuove generazioni.Giovedì 16 luglio, Piazza Verdi ha ospitato la cerimonia di proclamazione dei Dottori di Ricerca del 38° ciclo, che si è conclusa con il caratteristico e tradizionale lancio del tocco. Inserito nel calendario di Trieste Estate, l’evento ha trasformato uno dei riti più significativi della vita accademica in un momento pubblico di incontro tra Università e cittadinanza.Dopo l’esordio dello scorso anno, il Graduation Day in città si conferma un appuntamento attraverso cui UniTS condivide con il territorio il valore della formazione dottorale e il contributo della ricerca allo sviluppo culturale, scientifico, sociale ed economico della comunità.Il primo Graduation Day della rettrice Donata VianelliPer la rettrice Donata Vianelli è stato il primo Graduation Day alla guida dell’Ateneo.«La cerimonia di quest’anno è stata la prima che ho vissuto da rettrice dell’Università di Trieste e ha rappresentato il consolidarsi di una nuova tradizione per l’Ateneo e per la città. Le dottoresse e i dottori di ricerca sono il punto più alto della formazione universitaria e l’ingresso di nuove generazioni nella comunità della ricerca. Celebrare questo passaggio in Piazza Verdi significa portare la conoscenza fuori dai luoghi in cui nasce e condividerla con la società, perché la scienza non è solo avanzamento del sapere: è responsabilità, fiducia nel futuro e capacità di contribuire al bene comune».I numeri del Graduation Day 2026L’edizione 2026 ha confermato la crescita dei percorsi di dottorato dell’Università di Trieste. I 187 nuovi dottori di ricerca proclamati in Piazza Verdi rappresentano un nuovo numero record per l’Ateneo.Come evidenzia Francesco Longo, docente UniTS e Delegato della Rettrice ai Dottorati di Ricerca, «il dato è legato anche all’impatto delle borse finanziate dal PNRR: il 38° ciclo è infatti il primo a giungere alla proclamazione dopo aver incluso per intero le borse avviate nell’anno accademico 2022/2023, a cui si è affiancata la scelta dell’Università di Trieste di continuare a investire anche con risorse proprie nella formazione dottorale».La classe 2026 dei nuovi dottori di ricerca è composta da 89 donne, pari al 47,6%, e 98 uomini, pari al 52,4%. La componente internazionale rappresenta il 14,4% del totale, con dottorandi provenienti da 14 Paesi: Austria, Brasile, Cina, Costa Rica, Croazia, Etiopia, Filippine, Francia, India, Iran, Nicaragua, Pakistan, Ruanda e Tunisia. Complessivamente, considerando anche l’Italia, le cittadinanze rappresentate sono 15 e confermano una comunità dottorale aperta a Europa, Asia, Africa e America.I 13 corsi: una ricerca trasversaleI 187 nuovi dottori di ricerca provengono da 13 corsi di dottorato, che restituiscono la trasversalità della ricerca sviluppata all’Università di Trieste: dalle scienze della vita alla fisica, dalla chimica all’ingegneria, dall’intelligenza artificiale alle nanotecnologie, dalla sostenibilità alle scienze cognitive, fino alla storia, all’architettura e agli studi sul territorio.I corsi coinvolti sono: Ambiente e Vita; Applied Data Science and Artificial Intelligence; Biomedicina Molecolare; Chimica; Circular Economy; Fisica; Ingegneria Civile-Ambientale e Architettura; Ingegneria Industriale e dell’Informazione; Nanotecnologie; Neuroscienze e Scienze Cognitive; Scienze della Riproduzione e dello Sviluppo; Scienze della Terra e Meccanica dei Fluidi; Storia delle Società, delle Istituzioni e del Pensiero. Dal Medioevo all’Età Contemporanea.Ospiti, istituzioni e partnerLa serata ha avuto come ospite d’eccezione Alberto Di Minin, professore ordinario di Innovation Management alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ricercatore e divulgatore, che ha tenuto la lectio magistralis “Il futuro ha bisogno di maestre e maestri. Una riflessione su Ricerca, Innovazione aperta e Responsabilità umana”.Al centro dell’intervento il ruolo della ricerca nelle grandi trasformazioni tecnologiche e sociali. Ogni epoca ha immaginato il futuro attraverso la scienza e la tecnologia del proprio tempo, ma le rivoluzioni non sono mai prodotte dalle tecnologie da sole. Hanno bisogno di persone capaci di trasformare la conoscenza in possibilità, di costruire ponti tra ricerca, impresa e società, di dare senso umano all’innovazione.Accanto alla scienza, anche la musica ha avuto un ruolo centrale nella serata, grazie alla performance di Pierpaolo Foti, violinista e compositore.La cerimonia, condotta dalla giornalista Marinella Chirico, ha visto la partecipazione della rettrice dell’Università di Trieste Donata Vianelli, del Delegato della Rettrice ai Dottorati di Ricerca Francesco Longo, del Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e del Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. Sono intervenuti inoltre l’Amministratore Delegato di Bluenergy Group S.P.A. Alberta Gervasio e il Direttore Generale di CiviBank Luca Cristoforetti, in rappresentanza dei partner che sostengono l’iniziativa e condividono con l’Ateneo l’impegno verso innovazione, crescita e sviluppo della comunità.Il lancio del toccoLa serata è culminata con la proclamazione dei nuovi dottori di ricerca attraverso il rito del lancio del tocco. Il gesto, una delle immagini più riconoscibili delle cerimonie di laurea, viene fatto risalire alla U.S. Naval Academy: nel 1912 i nuovi ufficiali lanciarono in aria i vecchi copricapi da allievi. Da allora il lancio del tocco è diventato un simbolo immediato di passaggio e festa collettiva.L’evento è stato reso possibile anche grazie al sostegno di CiviBank e Bluenergy Group S.P.A., partner del territorio.La rassegna Trieste Estate è organizzata e promossa dal Comune di Trieste - Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia e dell’Assessorato alle Politiche del Territorio, il supporto di PromoTurismoFVG e la collaborazione del Trieste Convention & Visitors Bureau. Abstract L’Università di Trieste ha proclamato ieri 187 nuovi dottori di ricerca: un numero record per l’Ateneo, anche grazie all’impatto delle borse PNRR Mostra nel diario Off
“Ascoltare” la materia quantistica: il suono rivela la struttura microscopica nascosta nei gas di Fermi superfluidi Read more about “Ascoltare” la materia quantistica: il suono rivela la struttura microscopica nascosta nei gas di Fermi superfluidi Immagine ChatGPT Image 17 lug 2026, 10_19_35.png Data notizia Fri, 17/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Studenti iscritti Post lauream Testo notizia Un team di ricerca che coinvolge il Laboratorio europeo di spettroscopia non lineare LENS, l’Istituto nazionale di ottica del CNR di Sesto Fiorentino e le Università di Firenze, Trieste e Trento ha sviluppato una tecnica innovativa basata sulla propagazione di onde sonore per studiare la materia in condizioni estreme. Il risultato è pubblicato sulla rivista Nature Physics.Il gruppo di ricerca ha sviluppato una tecnica innovativa per studiare il comportamento della materia quantistica che sfrutta un fenomeno comune, l’effetto Doppler, per cui quando la sirena di un'ambulanza ci supera la percepiamo più acuta mentre si avvicina e più grave quando si allontana. “Allo stesso modo, il suono che si propaga in un superfluido in rotazione cambia a seconda che si muova nella stessa direzione od opposta rispetto al superfluido: grazie a queste minuscole variazioni che il team è riuscito a svelare la struttura interna nei gas di Fermi superfluidi, sistemi costituiti da atomi raffreddati a temperature prossime allo zero assoluto. In tali condizioni, le particelle di Fermi si accoppiano dando origine alla superfluidità, uno stato della materia in cui scompare l’attrito”, spiegano Marcia Fròmeta Fernandez e Diego Hernandez-Rajkov, ricercatori Cnr-Ino e principali autori del lavoro. “Abbiamo creato un superfluido di Fermi a forma di anello, in cui onde sonore si propagano simultaneamente in direzioni opposte. Quando viene messo in rotazione, le onde sonore risentono in modo diverso del flusso, accumulando una piccolissima differenza di frequenza: l’effetto Doppler”.Misurando questo effetto con estrema precisione, “si è dimostrato che la circolazione del superfluido nell'anello non può assumere valori arbitrari, ma solo valori quantizzati, cioè discreti, determinati dal rapporto tra la costante di Planck e la massa delle particelle. In questo caso, tali valori risultano dimezzati rispetto a quelli previsti per particelle singole”, chiarisce Francesco Scazza, docente di Fisica della materia dell’Università di Trieste. “La nostra osservazione dimostra che il superfluido è costituito da fermioni che si accoppiano due a due, formando unità quantistiche composite di massa doppia, le cosiddette coppie di Cooper, analogamente a quanto avviene nei superconduttori. Il risultato conferma che, anche in questi sistemi gassosi ultrafreddi, la superfluidità nasce dalla formazione di coppie di fermioni”, conclude Giacomo Roati, dirigente di ricerca Cnr-Ino e responsabile del gruppo sperimentale.Lo studio conferma le potenzialità dell'interferometria atomica, una tecnica che sfrutta le proprietà ondulatorie degli atomi per effettuare misure di elevatissima precisione. In questo lavoro, la tecnica è stata implementata utilizzando onde sonore nel superfluido, dimostrandosi un efficace strumento per indagare sistemi quantistici fortemente correlati. Tra i primi risultati ottenuti vi è l'osservazione della progressiva riduzione della superfluidità con l'aumento della temperatura. Si apre una nuova strada per studiare il comportamento collettivo delle particelle e approfondire la comprensione dei meccanismi alla base della superfluidità e della superconduttività, di dinamiche della materia quantistica ancora misteriose e di fondamentale importanza per le moderne tecnologie quantistiche”, concludono Massimo Inguscio (LENS) e Sandro Stringari (Pitaevskii BEC Center Università di Trento), protagonisti di sviluppi della fisica atomica dalla cui sinergia nasce il lavoro svolto presso il laboratorio del LENS. Che arriva nell'anno del centenario della formulazione della statistica ideata da Enrico Fermi nel 1926 sulle colline di Arcetri, presso l’Università di Firenze, per descrivere il comportamento di particelle come elettroni, protoni e neutroni. Abstract Sfruttando l’effetto Doppler delle onde sonore, un team internazionale ha messo a punto un nuovo metodo per indagare i sistemi quantistici ultrafreddi. Lo studio è pubblicato su Nature Physics. Mostra nel diario Off
Classifica Censis 2026/2027: UniTS sale al quarto posto tra gli atenei statali di medie dimensioni Read more about Classifica Censis 2026/2027: UniTS sale al quarto posto tra gli atenei statali di medie dimensioni Immagine e37c5c5f-16b1-44e3-8b59-7b115dcc3e1a.png Data notizia Thu, 16/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Studiare Destinatari target Futuri studenti Studenti iscritti Testo notizia L’Università di Trieste si conferma tra gli atenei più competitivi d’Italia. Secondo il nuovo Rapporto Censis sulle università italiane, UniTS occupa il quarto posto tra gli atenei statali di medie dimensioni, con un numero di iscritti compreso tra 10 e 20 mila studenti. Un risultato che premia la qualità complessiva dell’offerta formativa e dei servizi.L’ottimo posizionamento deriva dalla valutazione di sei indicatori: borse di studio, comunicazione, internazionalizzazione, servizi, strutture e occupabilità.In dettaglio, UniTS si colloca al 2° posto per comunicazione e servizi digitali, a pari merito con Sassari e con un incremento di 13 punti rispetto alla scorsa edizione; al 5° posto per i servizi agli studenti insieme a Sassari e Udine, e per l’occupabilità dei laureati, insieme a Bergamo; al 6° posto per le strutture; al 7° per le borse di studio, in crescita di 7 punti, e per l’internazionalizzazione, che guadagna 2 punti.“Quasi tutti gli indicatori sono in crescita rispetto alla scorsa edizione – sottolinea la Rettrice Donata Vianelli – cresciamo in particolare nel settore delle Borse di studio e della Comunicazione e otteniamo un ottimo 5° posto a livello nazionale per i Servizi e l’Occupabilità. Secondo l’ultimo Rapporto AlmaLaurea, a un anno dal titolo è occupato l’86,5% dei nostri laureati magistrali biennali e a ciclo unico, quasi sei punti percentuali sopra la media nazionale. È un dato che riconosce la qualità della formazione e il lavoro svolto per costruire un raccordo sempre più efficace con il territorio e il sistema produttivo».Anche le graduatorie della didattica, elaborate sulla base della progressione di carriera degli studenti e dei rapporti internazionali, restituiscono un quadro di qualità diffusa in ambiti disciplinari diversi.Nelle lauree triennali, l’Università di Trieste conquista il primo posto nazionale tra gli atenei statali nel gruppo linguistico, che riunisce le classi di laurea in Lingue e culture moderne e Mediazione linguistica, e il secondo posto in Informatica e tecnologie ICT. Risultati di rilievo anche nel gruppo scientifico, dove UniTS è quarta, e nel politico-sociale e comunicazione, al quinto posto. Rientrano nelle prime dieci posizioni nazionali anche i gruppi economico, settimo, psicologico, ottavo, e letterario-umanistico, decimo.Tra le lauree magistrali biennali, il gruppo Educazione e formazione entra nella top ten nazionale con un punteggio di 92,5. Nelle graduatorie delle lauree magistrali a ciclo unico, UniTS si posiziona al terzo posto in Farmacia e farmacia industriale, mentre Giurisprudenza e Medicina e chirurgia rientrano entrambe nelle prime dieci posizioni.Giunta alla ventiseiesima edizione, la Classifica Censis delle Università italiane si basa su oltre 960 variabili e comprende 70 graduatorie. La valutazione generale suddivide gli atenei in categorie omogenee per dimensioni, mentre le classifiche della didattica confrontano a livello nazionale i diversi raggruppamenti delle classi di laurea. Abstract Primo posto nazionale per le lauree linguistiche, secondo per Informatica e tecnologie ICT Link Classifica Censis 2026/2027 Mostra nel diario Off
Maria Carolina Foi eletta membro della Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung Read more about Maria Carolina Foi eletta membro della Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung Immagine FOI.png Data notizia Tue, 14/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Maria Carolina Foi, Ordinaria di Letteratura tedesca al Dipartimento di Studi Umanistici, è stata eletta membro dell’Accademia tedesca per la lingua e la letteratura (Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung). Fondata nel 1949 con sede a Darmstadt, l'Accademia riunisce scrittori, studiosi e intellettuali che hanno dato e danno un contributo di spicco alla cultura di lingua tedesca. Ne fanno parte anche giuristi e scienziati che si contraddistinguono per una particolare sensibilità letteraria. Tra i suoi membri, personalità come Hannah Arendt a Jürgen Habermas, Ingeborg Bachmann ed Elias Canetti. L'Accademia assegna inoltre il Georg-Büchner-Preis, il più prestigioso premio letterario alla carriera destinato agli autori di lingua tedesca.Dopo i primi anni di formazione in Giurisprudenza all'Università di Padova, Maria Carolina Foi si è laureata in Letteratura tedesca all'Università di Trieste sotto la guida di Claudio Magris. In seguito, ha ottenuto importanti borse di ricerca del DAAD, del Ministero della cultura austriaco, della Fondazione Alexander von Humboldt. E’ stata External Senior Fellow del Freiburg Institute for Advanced Studies. Dal 2008 è professoressa ordinaria di Letteratura tedesca all’Università di Trieste. I suoi principali interessi di ricerca riguardano i rapporti tra letteratura e diritto, il modernismo viennese, il transfer culturale italo-tedesco. Ha tradotto e curato edizioni italiane di classici come Heine e Schiller. Dal 2020 al 2024 è stata Direttrice di chiara fama dell'Istituto Italiano di Cultura di Berlino su nomina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale. Nel 2025 è entrata nella giuria del Deutscher Buchpreis, il più importante premio assegnato ogni anno al miglior romanzo di lingua tedesca.L’elezione a membro all'Accademia tedesca per la lingua e la letteratura conferma il profilo internazionale della professoressa Foi e rappresenta un motivo di particolare orgoglio e per l'Università di Trieste, che vede riconosciuto il valore della propria ricerca in una delle più prestigiose istituzioni culturali europee. Abstract L’Accademia tedesca per la lingua e la letteratura è l'istituzione che accoglie le più significative voci della cultura germanofona Mostra nel diario Off
Stefano Parolai al Senato della Repubblica per un confronto sulla prevenzione del rischio sismico Read more about Stefano Parolai al Senato della Repubblica per un confronto sulla prevenzione del rischio sismico Immagine WhatsApp Image 2026-07-13 at 10.59.35.jpeg Data notizia Mon, 13/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia UniTS è stata rappresentata da Stefano Parolai, direttore del Dipartimento di Matematica e Geoscienze, all'incontro "Prevenzione del rischio sismico in Italia", ospitato al Senato della Repubblica.Nel corso dell'evento, che ha riunito istituzioni, esperti e rappresentanti del sistema nazionale di protezione civile, il prof. Parolai ha illustrato il contributo che la comunità scientifica offre al Servizio Nazionale della Protezione Civile, evidenziando il ruolo fondamentale della ricerca nella conoscenza dei fenomeni sismici, nella valutazione del rischio e nel supporto alle decisioni per la tutela della popolazione.La partecipazione del docente si inserisce nel suo incarico di Sostituto del Referente del Settore rischio sismico della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei Grandi Rischi, organismo di consulenza tecnico-scientifica del Dipartimento della Protezione Civile. La Commissione riunisce esperti di riconosciuta competenza provenienti dal mondo accademico e dagli enti di ricerca e fornisce valutazioni scientifiche sui principali rischi naturali e antropici, contribuendo alle attività di previsione, prevenzione e gestione delle emergenze.La presenza di Parolai in questo organismo rappresenta un importante riconoscimento delle competenze espresse dall'Università di Trieste nel campo delle geoscienze e della sismologia. Il coinvolgimento di un docente dell'Ateneo in un organismo strategico per il Paese conferma il contributo che la ricerca universitaria può offrire alle istituzioni nella definizione di politiche efficaci per la riduzione del rischio e la sicurezza delle comunità. Abstract Il Direttore del Dipartimento di Matematica e Geoscienze fa parte della Commissione nazionale per la previsione e prevenzione dei Grandi Rischi Mostra nel diario Off
Fauna selvatica a Trieste: i risultati del primo studio con metodi all’avanguardia Read more about Fauna selvatica a Trieste: i risultati del primo studio con metodi all’avanguardia Immagine NEWS UNITS.png Data notizia Thu, 09/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Ricerca Società e territorio Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Territorio e società Testo notizia Quali mammiferi vivono nel territorio comunale di Trieste? Dove si concentrano? Quanto sono numerosi? Per la prima volta è possibile rispondere a queste domande grazie a una ricerca coordinata da Alessio Mortelliti, docente di Ecologia al Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste.Lo studio rappresenta la prima indagine sistematica mai condotta nel Comune di Trieste sulla presenza, la distribuzione e l'abbondanza dei mammiferi di media e grande taglia. Un lavoro che colma una significativa lacuna nelle conoscenze del patrimonio naturale cittadino e mette a disposizione dati fondamentali per la tutela della biodiversità e la pianificazione del territorio.La ricerca è stata realizzata tra novembre 2025 e febbraio 2026 utilizzando una metodologia completamente non invasiva basata sul fototrappolaggio. Sono state installate 156 fototrappole, organizzate in 78 siti di monitoraggio distribuiti negli habitat naturali e periurbani del Comune, per un totale di oltre 2.300 notti di osservazione. Le telecamere, attivate automaticamente dal passaggio degli animali, hanno consentito di documentare la presenza della fauna senza interferire con il suo comportamento.Complessivamente sono state rilevate 18 specie di mammiferi, confermando l'elevato valore naturalistico del territorio triestino. Tra le specie più diffuse il capriolo, il cinghiale e lo sciacallo dorato. Di particolare interesse i rilevamenti di gatto selvatico e puzzola, specie di rilevanza conservazionistica la cui presenza in un contesto così vicino alla città rappresenta un dato di grande valore scientifico.Oltre ad effettuare una checklist delle specie presenti, i ricercatori hanno elaborato, attraverso modelli statistici avanzati, le prime mappe della probabilità di presenza e dell'abbondanza delle diverse specie nei vari ambienti del territorio comunale, dalle aree forestali agli ambienti carsici, fino alle zone agricole e periurbane. Queste informazioni permetteranno di comprendere meglio il rapporto tra fauna e habitat e di individuare le aree dove alcune specie risultano maggiormente concentrate."I risultati mostrano che Trieste ospita una comunità di mammiferi particolarmente ricca e diversificata", spiega Alessio Mortelliti "Non si tratta di un fenomeno legato ai cambiamenti climatici, ma della particolare posizione del territorio triestino, strettamente connesso dal punto di vista ecologico con il Carso e con le aree naturali della Slovenia. Questa continuità ambientale, insieme all'espansione dei boschi sul Carso negli ultimi decenni, ha favorito la presenza di numerose specie selvatiche anche vicino alla città."I dati raccolti costituiscono uno strumento prezioso per aggiornare le conoscenze sulla fauna del territorio comunale e potranno supportare le future attività di conservazione della biodiversità, la gestione faunistica e la pianificazione urbanistica e ambientale del Comune di Trieste. Abstract UniTS rileva 18 specie, tra cui gatto selvatico e la rarissima puzzola Mostra nel diario Off
Tenebris vitae, UniTS protagonista di un innovativo corso di Biospeleologia applicata Read more about Tenebris vitae, UniTS protagonista di un innovativo corso di Biospeleologia applicata Immagine Titolo (62).jpg Data notizia Wed, 08/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Testo notizia Si è conclusa la prima edizione di Tenebris vitae, corso di Biospeleologia applicata organizzato dalla Società Adriatica di Speleologia in collaborazione con l’Università degli Studi di Trieste e il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, con il patrocinio della Società Speleologica Italiana e del Comune di Duino Aurisina – Občina Devin Nabrežina.L’iniziativa ha registrato il tutto esaurito, con i posti disponibili completamente coperti entro il limite massimo previsto per garantire la qualità delle attività sul campo e la gestione in sicurezza del gruppo durante la discesa nella grotta di Trebiciano, a oltre 300 metri di profondità. Un risultato che conferma il crescente interesse verso una disciplina capace di unire esplorazione speleologica, ricerca scientifica e tutela degli ambienti sotterranei.Il corso ha proposto una formula innovativa, mettendo in contatto diretto il mondo della ricerca universitaria con quello speleologico. Accanto ai tradizionali approcci di raccolta, osservazione e identificazione degli organismi cavernicoli, il percorso ha introdotto una formazione specifica sulle tecniche di campionamento per la ricerca molecolare, con particolare attenzione al DNA ambientale, o eDNA.Proprio questo è stato uno degli elementi più caratterizzanti del corso: i partecipanti sono stati formati non solo a riconoscere e documentare la fauna ipogea, ma anche a raccogliere campioni destinati alle analisi genetiche, prestando attenzione alle procedure necessarie per evitare contaminazioni, compresa quella con il proprio DNA. Un passaggio fondamentale per rendere il lavoro sul campo utile a studi sempre più avanzati sulla biodiversità degli ambienti sotterranei.Il contributo dell’Università di Trieste si è concentrato in particolare sugli aspetti più innovativi della ricerca biospeleologica. Chiara Manfrin, ricercatrice di Zoologia del Dipartimento di Scienze della Vita e coordinatrice scientifica del corso, è intervenuta sul monitoraggio della biodiversità e sui metodi di identificazione molecolare basati su eDNA. Marco Gerdol, docente di Genetica del DSV, ha approfondito il tema degli adattamenti degli organismi alla vita ipogea, anche a livello genomico. Il dottorando Raffaele Bruschi ha affrontato invece le problematiche emergenti legate all’inquinamento degli ambienti sotterranei, con un focus su idrocarburi e microplastiche.Il programma ha quindi integrato approcci tassonomici e sistematici con strumenti oggi sempre più rilevanti per lo studio della biodiversità, come DNA barcoding, metabarcoding ed eDNA. Ampio spazio è stato dedicato anche agli aspetti normativi riguardanti la tutela della fauna ipogea in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Slovenia, confermando la necessità di leggere gli ecosistemi sotterranei non solo come luoghi di esplorazione, ma come ambienti fragili, complessi e scientificamente preziosi.Il corso ha coinvolto speleologi e speleo-ricercatori provenienti da diverse regioni italiane, con profili eterogenei: ricercatori universitari, studenti, studenti speleo UniTS e speleologi esperti interessati a mettere le proprie competenze al servizio di progettualità scientifiche. Una partecipazione che ha confermato come il rapporto tra competenza speleologica e ricerca accademica possa aprire nuove prospettive per la raccolta di dati e il monitoraggio degli ambienti ipogei.Le attività pratiche sono state guidate da Chiara Manfrin e da Marco Restaino, presidente della Società Adriatica di Speleologia, nella grotta di Trebiciano e nell’area isontina. I partecipanti hanno potuto applicare direttamente le principali tecniche di campionamento impiegate nella ricerca biospeleologica, acquisendo competenze sulle procedure di raccolta, conservazione e documentazione dei campioni biologici secondo protocolli scientifici.Una giornata del corso è stata dedicata all’attività in grotta, con la discesa nell’Abisso di Trebiciano, dove sul fondo scorre un tratto del fiume Timavo. Tra i momenti più significativi anche l’incontro con il proteo (Proteus anguinus), l’unico vertebrato troglobio presente in Italia. Per molti partecipanti si è trattato della prima occasione di osservare dal vivo, nel suo ambiente naturale, questo straordinario anfibio, simbolo della biodiversità delle acque sotterranee e della necessità di preservare gli ecosistemi ipogei. Abstract L’iniziativa, organizzata in partnership con la Società Adriatica di Speleologia e il Museo Civico di Storia Naturale, ha messo in contatto diretto il mondo della ricerca e quello speleologico Mostra nel diario Off
Generazione d’impresa: premiata la collaborazione tra Confcommercio Trieste e Innovators Community Lab di UniTS Read more about Generazione d’impresa: premiata la collaborazione tra Confcommercio Trieste e Innovators Community Lab di UniTS Immagine Premio Confcommercio (orizzontale).png Data notizia Mon, 06/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Il progetto "Generazione Impresa – Giovani Imprenditori di Confcommercio Trieste incontrano l'Innovators Community Lab (ICL)", nato dalla collaborazione tra il Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio Trieste e l'Innovators Community Lab dell'Università di Trieste, è tra i vincitori della seconda edizione del riconoscimento "Best Practices GGI 2026", promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio Nazionale.Il premio, assegnato da una commissione nazionale sulla base della qualità e dell'impatto delle candidature presentate, valorizza progetti capaci di trasformare idee e competenze in opportunità concrete per il territorio, le imprese e la comunità. Il progetto nasce con l'obiettivo di costruire un ponte stabile tra il mondo accademico e quello imprenditoriale attraverso un format innovativo di Business Speed Dating, durante il quale studenti, dottorandi, giovani ricercatori e imprenditori si confronteranno a partire da settembre in incontri brevi e strutturati, seguiti da un momento di networking.L'iniziativa vuole favorire la diffusione della cultura d'impresa tra le nuove generazioni, stimolare lo sviluppo di competenze imprenditoriali e creare occasioni concrete di confronto tra idee innovative e bisogni del mercato. Gli imprenditori metteranno a disposizione la propria esperienza e visione strategica, mentre gli studenti potranno presentare progetti, sperimentare soluzioni e ricevere feedback utili per il loro percorso di crescita.L'Innovators Community Lab dell'Università di Trieste contribuirà alla realizzazione del progetto mettendo a disposizione i propri spazi, coinvolgendo studenti, dottorandi e giovani ricercatori e supportando la progettazione e la facilitazione degli incontri. L'ICL offrirà inoltre competenze nei campi dell'innovazione, della prototipazione, del design thinking e della modellazione di business, favorendo la contaminazione tra ricerca, formazione e impresa.L'iniziativa si inserisce nella missione dell'Innovators Community Lab di promuovere un dialogo strutturato tra università e sistema produttivo locale, valorizzando il ruolo degli imprenditori come mentori e quello degli studenti come protagonisti dell'innovazione. Il riconoscimento nazionale conferma il valore di un modello di collaborazione che punta a generare nuove competenze, relazioni e opportunità di sviluppo per il territorio. Abstract Il progetto congiunto ha ottenuto il riconoscimento "Best Practices GGI 2026" del Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio Nazionale Mostra nel diario Off