Salta al contenuto principale

UniTS celebra la Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo

Immagine
Blu UniTS.png
Data notizia
Categoria notizia
Destinatari canale
Destinatari target
Testo notizia

L’Università di Trieste celebra la Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo: in un contesto internazionale e profondamente aperto come quello di UniTS, che accoglie ogni anno una significativa comunità di studentesse e studenti da tutto il mondo, la ricorrenza rappresenta un’occasione preziosa per riflettere sul ruolo centrale del dialogo nell’arricchimento e scambio reciproco. 

La diversità non è soltanto una realtà da riconoscere, ma una risorsa da coltivare: è attraverso il confronto tra esperienze, prospettive e identità culturali differenti che si costruiscono comunità accademiche dinamiche, inclusive e capaci di innovazione. 

In linea con lo spirito della campagna internazionale promossa dall’UNESCO e dall’Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite, “Do One Thing for Diversity and Inclusion”, UniTS rinnova il suo impegno a: sensibilizzare la comunità accademica sull’importanza del dialogo interculturale, dell’inclusione e della valorizzazione delle differenze; costruire il senso di appartenenza ad una comunità internazionale, aperta al confronto e alla risoluzione dei conflitti; contrastare stereotipi e pregiudizi, favorendo la cooperazione tra persone di culture diverse. 

La Giornata richiama inoltre i principi della Dichiarazione universale sulla diversità culturale dell’UNESCO (2001), che ribadiscono come i diritti culturali siano parte integrante di quelli umani: universali, indivisibili e interdipendenti. Ogni persona ha il diritto di esprimere liberamente la propria identità culturale e linguistica e di vederne riconosciuto il valore. 

In una città come Trieste, storicamente punto d’incontro tra diverse culture, e in un Ateneo che ne incarna l’eredità e la vocazione internazionale, il 21 maggio rappresenta quindi non solo una celebrazione, ma anche un impegno concreto: continuare a costruire uno spazio accademico aperto, inclusivo e capace di trasformare la diversità in motore di crescita, dialogo e sviluppo.

Abstract
La sera del 21 maggio l’Ateneo si colora di blu
Mostra nel diario
Off

UniTS incontra la SENACYT di Panama su bioeconomia e cooperazione scientifica

Immagine
SENACYT @UniTS.png
Data notizia
Categoria notizia
Destinatari canale
Destinatari target
Testo notizia

UniTS ha aperto le porte a Sandra Sharry, Direttrice del Sistema Nazionale di Ricerca del Segretariato Nazionale di Scienza, Tecnologia e Innovazione (SENACYT) di Panama.

All’incontro hanno partecipato il Prorettore Vicario Mauro Tretiach ed Erik Vesselli, Delegato al Trasferimento tecnologico e ai Rapporti con gli Enti di Ricerca.

Nel corso del confronto sono stati approfonditi il ruolo della SENACYT e illustrata la strategia nazionale panamense nel settore della bioeconomia, orientata alla diversificazione economica, alla creazione di occupazione verde e al rafforzamento della resilienza climatica attraverso lo sviluppo di settori strategici come agroindustria sostenibile, bioenergia, biotecnologie e materiali innovativi.

Allo studio, infine, la possibilità di finanziamento di posizioni di dottorato riservate a studenti panamensi a UniTS.

Abstract
Allo studio strategie di cooperazione con particolare attenzione ai dottorati
Mostra nel diario
Off

Silvia Palmisano membro dell’European Surgical Association

Immagine
Silvia Palmisano _ HQ.png
Data notizia
Categoria notizia
Destinatari canale
Destinatari target
Testo notizia

Silvia Palmisano, Direttrice della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale UniTS, è stata nominata membro dell’European Surgical Association (ESA).

La nomina di Silvia Palmisano conferma il valore e la visibilità della scuola chirurgica triestina nel contesto europeo, rafforzando il ruolo dell’Ateneo come centro di eccellenza nella formazione e nella ricerca in ambito medico-chirurgico.

Fondata nel 1993, la European Surgical Association è una delle più prestigiose organizzazioni chirurgiche europee e si pone come punto di riferimento per la promozione della scienza e della ricerca in ambito chirurgico. L’ESA svolge un ruolo centrale come forum internazionale per la presentazione dello stato dell’arte e delle evoluzioni più avanzate della chirurgia, sia generale sia specialistica, contribuendo al continuo miglioramento degli standard della professione.

I suoi membri provengono dalle principali istituzioni accademiche e mediche europee e rappresentano l’eccellenza del settore, chiamati a condividere conoscenze, esperienze e risultati della ricerca a livello internazionale.

Abstract
La Direttrice della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale UniTS entra all’ESA per meriti scientifici, clinici e accademici
Mostra nel diario
Off

CUS Trieste protagonista con altri otto Atenei alla seconda edizione della Lion Explorer, la sfida universitaria con le Dragon Boat

Immagine
Le studentesse e gli studenti dell'Università degli Studi di Trieste.jpeg
Data notizia
Categoria notizia
Destinatari canale
Testo notizia

Una giornata all’insegna dell’aggregazione e della forza inclusiva dello sport, in uno scenario affascinante, dove il valore del lavoro di squadra è stato coltivato e rafforzato pagaiata dopo pagaiata.

Sabato 15 maggio, nelle acque veneziane di fronte a San Giobbe, con le montagne innevate a fare da sfondo, si è svolta la seconda edizione della Lion Explorer, iniziativa dedicata alla pratica del dragon boat e organizzata dall’Università Ca’ Foscari Venezia in collaborazione con l’Università Iuav e il CUS Venezia.

Tra i nove Centri Sportivi Universitari al via c’era anche il CUS Trieste. Gli Atenei presenti si sono sfidati su un campo gara di 150 metri a bordo delle dragon boat, imbarcazioni con testa e coda a forma di dragone, condotte da equipaggi composti da 12 elementi ciascuno.

Dopo la cerimonia di dipintura degli occhi del Drago, rito tradizionale cinese attraverso il quale si augurano le migliori fortune alle imbarcazioni, è stato dato il via alla competizione. Nel primo round Trieste ha chiuso al secondo posto, dietro l’Insubria e davanti a Udine, mentre nel secondo round il CUS Trieste ha dovuto cedere il passo a Padova e Trento. Nella Finale C, poi, Trieste ha terminato seconda dietro Bari, ma davanti a Tirana.

La classifica finale ha visto al primo posto il CUS Venezia, seguito da Padova, Vienna, Trento, Insubria, Udine, Bari, Trieste e Tirana.

La formazione del CUS Trieste, composta in gran parte da atlete e atleti delle squadre di pallavolo, tutti alla prima esperienza su una dragon boat, era formata da:

Viviana Boria (Scienze Tecniche e Psicologiche), Giacomo Camata (Compute Engineering), Stefano Cardu (Ingegneria Elettronica e Informatica), Chiara De Vidovich (Scienze della Formazione Primaria), Claudio Ellero (Geoscienze), Gianmaria Palma (Fisica), Tommaso Piscitelli (Mathematics), Isabella Ramani (Mathematics), Marco Stevanella (Ingegneria Civile e Ambientale), Marta Tomasella (Scienze Tecniche e Psicologiche), Michela Sofia Venerus (Chimica e Tecnologie Farmaceutiche) e Anna Zanardi (Economia Business and Management).

Al fianco della squadra, tra gli accompagnatori, c’era anche il vicepresidente del CUS Trieste, Renato Pelessoni, che ha commentato così la giornata:

“Per la seconda volta abbiamo partecipato con entusiasmo alla Lion Explorer con una formazione di 6 studentesse e 6 studenti dell’Università di Trieste, che si sono cimentati per la prima volta nelle competizioni di dragon boat. Per le nostre studentesse sportive e i nostri studenti sportivi è stata una splendida occasione per conoscere altre Università, condividere esperienze e costruire nuove relazioni. Come CUS Trieste crediamo fortemente nel valore di queste giornate, in cui lo sport si rivela, ancora una volta, strumento ideale per crescere umanamente. Mi piace infine sottolineare l’accoglienza calorosa e la perfetta organizzazione messa in campo dalla sezione nautica del CUS Venezia e da tutti gli organizzatori: come CUS Trieste trarremo spunto da questa esperienza per migliorare ancora l’evento Dragon Boat, che proponiamo ogni ottobre nella settimana della Barcolana a Trieste”.

La due giorni della Lion Explorer si è conclusa domenica 17 maggio con le studentesse e gli studenti impegnati nell’esplorazione di Venezia e della sua laguna a bordo delle dragon boat, con tappa e visita all’Isola di Burano.

Abstract
La delegazione triestina, composta da sei studentesse e sei studenti, ha preso parte alla competizione che unisce pratica sportiva, spirito di squadra e incontro tra comunità universitarie
Mostra nel diario
Off

Premio internazionale ASCPT ad Antonella Muzzo per una ricerca UniTS sulle terapie personalizzate nelle MICI pediatriche

Immagine
ASCPT Award - Antonella Muzzo.jpg
Data notizia
Categoria notizia
Destinatari canale
Testo notizia

La dott.ssa Antonella Muzzo, assegnista di ricerca dell’Università di Trieste, ha ricevuto l’ASCPT Presidential Trainee Award, prestigioso riconoscimento conferito dalla American Society for Clinical Pharmacology and Therapeutics (ASCPT) a giovani ricercatori e ricercatrici distintisi per l’eccellenza scientifica.

Ogni anno il Comitato del programma scientifico seleziona gli abstract che hanno ottenuto il punteggio più alto tra quelli presentati da farmacologi clinici e ricercatori traslazionali in formazione, riservando loro un riconoscimento speciale nell’ambito del Congresso annuale della Società.

Il premio è stato attribuito per il progetto di dottorato svolto presso il Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell’Università di Trieste e l’IRCCS Burlo Garofolo, sotto la supervisione delle professoresse Marianna Lucafò, Giuliana Decorti e Gabriele Stocco.

Il lavoro è stato presentato sotto forma di poster con il titolo “Thiopurine treatment responses in pediatric inflammatory bowel disease are determined by a newly identified TRIM32-cGAS-STING pathway: a pharmacokinetic study in organoids”.

Nel progetto è stato coinvolto anche il Dipartimento di Scienze della Vita, a cui afferiscono le professoresse Lucafò e Meroni e la dott.ssa Lazzari.

Lo studio analizza in modo integrato i meccanismi molecolari e farmacocinetici che regolano la risposta alle tiopurine nei pazienti pediatrici con malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), utilizzando un modello preclinico innovativo e paziente-specifico: gli organoidi intestinali derivati da pazienti affetti da MICI.

Per la prima volta, la ricerca dimostra che le tiopurine esercitano effetti farmacologici diretti sulle cellule epiteliali intestinali, oltre alle note azioni immunosoppressive sistemiche. I risultati evidenziano inoltre una marcata variabilità individuale nella risposta al trattamento, determinata principalmente da fattori farmacocinetici.

A livello delle cellule intestinali, le tiopurine mostrano un effetto antinfiammatorio intervenendo su alcuni meccanismi molecolari coinvolti nell’infiammazione, tra cui le vie TRIM32-cGAS-STING e NF-κB/p65.

Nel complesso, queste evidenze contribuiscono allo sviluppo di strategie terapeutiche personalizzate e all’identificazione di nuovi potenziali approcci terapeutici in ambito pediatrico.

Abstract
Il riconoscimento della American Society for Clinical Pharmacology and Therapeutics premia uno studio condotto tra UniTS e IRCCS Burlo Garofolo sulla risposta alle tiopurine nei pazienti pediatrici con malattie infiammatorie croniche intestinali
Mostra nel diario
Off

Inaugurata la mostra "Utopie misurate. Aldo Aymonino e Giuseppe Caldarola"

Immagine
Progetto senza titolo - 2026-05-15T122216.362.png
Data notizia
Destinatari canale
Testo notizia

Dal 15 maggio al 4 giugno 2026 la Sala Comunale d’Arte di Trieste, in Piazza Unità d’Italia 4, ospita la mostra “Utopie Misurate. Aldo Aymonino e Giuseppe Caldarola”, promossa da Stazione Rogers, Comune di Trieste e Università degli Studi di Trieste – Dipartimento di Ingegneria e Architettura, in collaborazione con l’unità di ricerca RRRLab del Dipartimento di Ingegneria e Architettura.

La mostra sarà visitabile con orario 9.00–13.00 e 17.00–20.00.

La mostra presenta una ricerca di Aldo Aymonino e Giuseppe Caldarola dedicata al rapporto tra architettura, città e progetto utopico. Al centro dell’indagine vi è una domanda semplice e decisiva per il pensiero architettonico: a che serve misurare ciò che, per sua natura, tende a sottrarsi alla misura?

“Utopie Misurate” mette a confronto ventitré utopie urbane elaborate tra il XVIII e il XX secolo, da Ledoux a Cerdà, da Howard a Le Corbusier, da Wright agli Archigram, da Rossi e Grassi fino a Buckminster Fuller e Burning Man. Questi modelli vengono ridisegnati, ricostruiti e comparati attraverso dimensioni comuni, per essere applicati estensivamente a un luogo specifico: la zona industriale di Porto Marghera.

Il progetto costruisce una sequenza critica di ragionamenti sul ruolo che l’utopia urbana può ancora avere nella pratica e nel pensiero architettonico contemporaneo. Il ridisegno diventa uno strumento analitico: un modo per leggere, sezionare, confrontare e riassemblare visioni urbane lontane tra loro, ma accomunate dalla volontà di immaginare una città diversa.

La scelta di Porto Marghera come campo di applicazione assume un valore strategico. Si tratta di un territorio rarefatto, infrastrutturale e produttivo, posto in relazione con uno dei centri storici più riconoscibili del pianeta, Venezia. Questo ambito permette di verificare i modelli utopici presi in esame, mettendone in evidenza scala, densità, impatto territoriale e capacità figurativa.

La mostra propone un esercizio di confronto tra misura e figura, tra desiderio e possibilità, tra immaginazione urbana e progetto. Le utopie analizzate diventano dispositivi critici attraverso cui interrogare ancora oggi il senso della città, della forma urbana e dell’architettura.

 

La mostra è curata da:

Thomas Bisiani
Stazione Rogers

Eddi Dalla Betta
Comune di Trieste, Servizio Pianificazione Territoriale

Adriano Venudo
Università degli Studi di Trieste, Dipartimento di Ingegneria e Architettura

Abstract
Un percorso tra architettura, città e immaginazione urbana
Mostra nel diario
Off

UniTS a Villa d’Este Electric Yachting: ricerca e studenti sulla rotta della nautica elettrica

Immagine
Villa d'Este.png
Data notizia
Categoria notizia
Destinatari canale
Testo notizia

La nautica elettrica rappresenta oggi un terreno di incontro sempre più strategico tra competenze ingegneristiche, sostenibilità e innovazione industriale.

In questo scenario, l’Università di Trieste ha partecipato alla sesta edizione di Villa d’Este Style Electric Yachting a Cernobbio, sul Lago di Como, appuntamento dedicato all’evoluzione delle tecnologie elettriche applicate alla navigazione sostenibile.

Per UniTS erano presenti Giorgio Sulligoi, direttore del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, e Vittorio Bucci, coordinatore del Corso di studi di Ingegneria Navale, insieme a una delegazione di studenti e studentesse dei percorsi di formazione più vicini ai temi dell’energia, dell’ingegneria navale e delle tecnologie applicate alla mobilità. Tra loro anche componenti di due team studenteschi dell’Ateneo: UniTS Racing Team, impegnato nello sviluppo di prototipi di auto elettrica per competizioni universitarie, e Audace Sailing Team, attivo nella progettazione di imbarcazioni innovative e sostenibili.

L’esperienza si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione, da parte di UniTS, dei suoi team studenteschi come luoghi di formazione applicata e rappresenta uno stimolo per favorire, in futuro, la nascita di un nuovo gruppo studentesco capace di far dialogare le competenze di UniTS Racing Team e Audace Sailing Team.

«La nautica elettrica – sottolinea Giorgio Sulligoi – è un settore in forte espansione. In UniTS lavoriamo da molti anni sui temi delle applicazioni elettriche navali e nautiche, integrando competenze multidisciplinari che spaziano dai sistemi elettrici di bordo alla progettazione di soluzioni innovative per il settore marittimo».

Abstract
All’appuntamento sul Lago di Como hanno partecipato anche UniTS Racing Team e Audace Sailing Team, con l’obiettivo di favorire la nascita di un nuovo gruppo studentesco che ne unisca le competenze
Mostra nel diario
Off

Due nuovi studenti palestinesi accolti a UniTS

Immagine
Progetto senza titolo (77).png
Data notizia
Destinatari canale
Testo notizia

Sono atterrati a Roma due studenti palestinesi provenienti da Gaza, grazie al progetto IUPALS (Italian Universities for Palestine Students), coordinato dalla CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e condiviso con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero dell’Università e della Ricerca.

Il progetto prevede l’erogazione di borse di studio per consentire lo svolgimento di un intero ciclo di studi universitari: dopo una lunga attesa, Darin Shehada e Amjad Sulajman possono ora iniziare a studiare Ingegneria a UniTS e ricostruirsi un orizzonte di speranza.

Si tratta di altri due studenti accolti dall’Università di Trieste grazie alla solidarietà di tutti i Dipartimenti, che hanno contribuito all’attivazione delle borse di studio. Complessivamente, l’Ateneo ospita attualmente tre studenti iscritti a Corsi di laurea triennale e una dottoranda.

La delegata della Rettrice alla cooperazione allo sviluppo, Roberta Altin, ha partecipato alla cerimonia di arrivo all’aeroporto di Roma martedì 12 maggio, che si è svolta alla presenza del Ministro  dell'università e della ricerca Anna Maria Bernini e del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani. Quest’ultimo ha ribadito l’impegno a tornare a Gaza per contribuire alla ricostruzione delle strutture universitarie e per organizzare ulteriori evacuazioni e corridoi umanitari, anche a favore dei familiari degli studenti sfollati. 

Tra questi vi sono anche i  tre figli di Maram Othman, attualmente iscritta al corso di dottorato in Fisica a UniTS dove sta ottenendo ottimi risultati, che ha già ottenuto i documenti necessari per ricongiungersi ai suoi bambini.

Abstract
In arrivo da Gaza grazie alle borse di studio IUPALS (Italian Universities for Palestine Students) finanziate dall’Ateneo
Mostra nel diario
Off

Audace Sailing Team vara Neverina, il nuovo Moth sostenibile di UniTS

Immagine
WhatsApp Image 2026-05-14 at 07.58.59.jpeg
Data notizia
Destinatari canale
Testo notizia

A Trieste il “neverin” arriva improvviso dal mare, scuote il Golfo con vento e pioggia e cambia nel giro di pochi minuti il volto della città. È proprio da questo fenomeno tipico che nasce Neverina, il nuovo foiling Moth progettato e realizzato dall’Audace Sailing Team. Un nome che richiama il territorio e il mare, ma anche l’energia improvvisa e dinamica del “neverin”: un’immagine che il team ha voluto trasferire nella nuova imbarcazione varata mercoledì 13 maggio allo Yacht Club Adriaco di Trieste.

Il progetto ha coinvolto oltre 70 studenti e studentesse provenienti da sei differenti dipartimenti dell’Ateneo. Nel corso dell’evento sono state presentate le principali innovazioni introdotte nella nuova imbarcazione, sviluppata seguendo il principio “Sustainable, Reliable, Commerciable”.

Neverina rappresenterà ora UniTS alla SuMoth Challenge 2026, competizione internazionale universitaria dedicata ai foiling Moth. A guidare l’imbarcazione saranno Leonardo Centuori, Anastasia Mutti e Carlotta Rizzardi, tre studenti-atleti che, oltre all’attività agonistica, contribuiscono attivamente anche allo sviluppo del progetto all’interno del team. Centuori ha già timonato i Moth di Audace nelle edizioni 2024 e 2025 della competizione ed è attivo da anni nella classe Waszp con risultati nazionali e internazionali; Mutti ha conquistato nel 2025 il titolo mondiale giovanile classe 420 in Turchia; Rizzardi, già parte del team Under 21 e sviluppo della Nazionale ILCA, ha ottenuto nel 2023 il terzo posto ai Mondiali Under 21 in Marocco. Prima della SuMoth Challenge, Audace Sailing Team prenderà parte al Salone Nautico di Venezia, in programma dal 27 al 31 maggio, per poi partecipare al MetsTrade di Amsterdam dal 17 al 19 novembre. 

La nuova imbarcazione raccoglie l’eredità dei progetti sviluppati negli anni dal team, tra cui Dedalo, Lina, BAI-Lina Rossa, BAI-Flying Lina e BAI-Flax Bandit, consolidando il percorso di ricerca sulla sostenibilità applicata alla vela foiling.

Centrale anche in questo progetto resta l’attenzione alla sostenibilità. Audace Sailing Team integra infatti l’analisi LCA (Life-Cycle Assessment) attraverso la piattaforma MarineShift360, che consente di monitorare in tempo reale l’impatto ambientale delle scelte progettuali e costruttive.

Per la realizzazione della barca sono stati utilizzati materiali circolari e a ridotto impatto ambientale, tra cui PET riciclato da bottiglie, resine bio-based al 30% e fibre naturali di lino e basalto. La costruzione di tuga e scafo tramite un unico stampo ha inoltre permesso di ridurre significativamente i rifiuti prodotti e l’impatto ambientale complessivo.

Il nuovo Moth è stato perfezionato attraverso simulazioni CFD e FEM, che hanno consentito di migliorare affidabilità e prestazioni rispetto ai modelli precedenti. L’ottimizzazione degli stampi dei foil, le appendici che permettono all’imbarcazione di “volare” sull’acqua, ha inoltre consentito un risparmio stimato di oltre 3000 chilogrammi di CO2 equivalente.

L’evento si è aperto con i saluti del vicepresidente dello Yacht Club Adriaco, Giovanni Battista Bellis, seguiti dagli interventi del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, del comandante della Capitaneria di Porto di Trieste Luciano del Prete, della prorettrice all’Impegno pubblico e sociale UniTS Caterina Falbo e del responsabile scientifico di Audace Sailing Team Rodolfo Taccani. A presentare il progetto sono stati Pietro Miani, presidente di Audace Sailing Team, e la timoniera Carlotta Rizzardi, che hanno illustrato le innovazioni e gli obiettivi della nuova imbarcazione. 

Tra i Gold Sponsor del progetto  Intesa Sanpaolo ed ESTECO. Tra i principali partner anche XMTech, Armare Ropes e Nord Composites.

 

Abstract
Dalla tradizione del “neverin” triestino nasce la nuova imbarcazione del team UniTS: un concentrato di ricerca, innovazione e sostenibilità pronto a sfidare la SuMoth Challenge 2026
Mostra nel diario
Off

Al via EXOMEL: progetto coordinato da UniTS per rendere più mirate le cure del melanoma avanzato

Immagine
Titolo (57).jpg
Data notizia
Destinatari canale
Destinatari target
Testo notizia

Seguire l’evoluzione del melanoma cutaneo avanzato attraverso un semplice prelievo di sangue o un campione di urine, per ottenere informazioni utili a personalizzare le terapie e renderle meno invasive per i pazienti. È questo l’obiettivo di EXOMEL, il nuovo progetto di ricerca coordinato dall’Università di Trieste, che studierà l’impiego della biopsia liquida nel monitoraggio di una forma tumorale in cui la possibilità di osservare con precisione l’andamento della malattia può incidere in modo significativo sulle scelte terapeutiche.

Il progetto, intitolato “MicroRNA esosomiale da biopsia liquida per il monitoraggio e la personalizzazione dei trattamenti del melanoma cutaneo avanzato”, punta a sviluppare e validare tecnologie diagnostiche innovative, condivise tra i centri clinici coinvolti, per rendere le cure sempre più mirate, efficaci e adattate alle caratteristiche di ciascun paziente. L’elemento più innovativo riguarda l’impiego del campione urinario come forma di biopsia liquida: EXOMEL studierà infatti gli esosomi, piccole vescicole coinvolte nella comunicazione tra le cellule, e i microRNA che trasportano, con l’obiettivo di individuare una combinazione di segnali biologici utile a distinguere i pazienti che rispondono all’immunoterapia da quelli che non rispondono.

EXOMEL è finanziato dal Programma di cooperazione transfrontaliera Italia–Austria Interreg VI-A 2021–2027, con il sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), per un importo complessivo pari a 572.055,59 euro. Il progetto, che si concluderà il 31 marzo 2028, conferma il valore della cooperazione internazionale nella ricerca oncologica, mettendo in rete istituzioni sanitarie, università e competenze tecnologiche italiane e austriache.

L’Università di Trieste svolge il ruolo di capofila e coordina le attività progettuali attraverso il Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, che impegna un gruppo di ricerca composto da Serena Bonin, Iris Zalaudek, Ilaria Gandin e Gabriele Grassi.

Il partenariato coinvolge anche l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige con gli ospedali di Brunico e Bolzano, una piccola e media impresa italiana e la Clinica universitaria di Dermatologia e Allergologia dell’Università Paracelsus di Salisburgo.

“Al centro di EXOMEL – spiega Serena Bonin, docente di Scienze tecniche di Medicina di Laboratorio dell’Università di Trieste e principal investigator del progetto – c’è lo sviluppo e la validazione della biopsia liquida, un approccio diagnostico che permette di ottenere informazioni rilevanti sulla malattia attraverso campioni biologici semplici da raccogliere, come sangue o urine. Oggi la biopsia liquida plasmatica è impiegata soprattutto in ambito di ricerca per rilevare il DNA libero circolante tumorale, cioè DNA con mutazioni specifiche del tumore. Questo approccio, però, richiede che le mutazioni da monitorare siano note. Con EXOMEL vogliamo invece studiare i microRNA contenuti negli esosomi, vescicole attraverso cui le cellule comunicano tra loro, per verificare se una loro combinazione possa aiutare a discriminare i pazienti con melanoma cutaneo avanzato che rispondono all’immunoterapia da quelli che non rispondono.

Al momento – aggiunge Bonin – non sono disponibili biomarcatori predittivi utilizzati nella pratica ospedaliera per orientare in modo sistematico queste scelte terapeutiche. Per questo l’obiettivo del progetto è contribuire allo sviluppo di strumenti più accessibili, ripetibili e potenzialmente utili nella personalizzazione dei trattamenti”.

Nel corso del progetto, la tecnologia della biopsia liquida sarà estesa allo studio dei campioni urinari e applicata nei centri clinici coinvolti attraverso lo sviluppo di protocolli comuni e standardizzati. Questo passaggio consentirà di verificare la solidità dell’approccio in contesti clinici diversi, armonizzare le pratiche diagnostiche tra le strutture sanitarie partner e favorire la costruzione di una rete stabile di collaborazione tra Italia e Austria.

I risultati attesi potranno avere ricadute anche oltre l’ambito strettamente accademico e clinico. EXOMEL potrà infatti contribuire allo sviluppo di nuovi strumenti diagnostici basati sulla biopsia liquida, aprendo possibili prospettive di trasferimento tecnologico e di valorizzazione industriale della ricerca, anche attraverso l’interesse di imprese attive nel settore biomedicale e diagnostico.

Abstract
Finanziato dal Programma Interreg Italia–Austria, studierà l’uso della biopsia liquida per monitorare l’evoluzione della malattia e personalizzare i trattamenti in modo meno invasivo
Mostra nel diario
Off
Fotogallery