Un sensore portatile per scovare inquinanti chimici nell’acqua: nel team anche UniTS Read more about Un sensore portatile per scovare inquinanti chimici nell’acqua: nel team anche UniTS Immagine NEWS_Pasquato_Lucia.png Data notizia Thu, 21/08/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Testo notizia Un sensore portatile, economico e capace di rilevare in pochi minuti la presenza di sostanze chimiche inquinanti (PFAS) nelle acque. È il risultato di uno studio coordinato da Marcello Berto dell’Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con Pierangelo Metrangolo del Politecnico di Milano e Lucia Pasquato dell’Università di Trieste. La ricerca è stata appena pubblicata sulla rivista Advanced Functional Materials e si inserisce nel progetto PRIN-Nifty finanziato dal MUR.I PFAS, sostanze alchiliche poli e perfluorurate, sono composti chimici usati in numerosi prodotti di consumo, dalle padelle antiaderenti ai tessuti impermeabili. Resistenti alla degradazione, si accumulano nei tessuti viventi e si diffondono nell’ambiente – acqua, suolo e aria – anche per grandi distanze, tanto da essere oggi tra gli inquinanti più insidiosi per la salute.Il sensore sviluppato dai tre atenei risponde a questa esigenza: si basa su un transistor organico a modulazione di elettrolita, in grado di distinguere diversi tipi di PFAS grazie a uno speciale rivestimento molecolare progettato dal gruppo di ricercatori UniTS.«Il cuore del sensore – spiega Lucia Pasquato, docente di Chimica organica al Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche – è un elettrodo d’oro rivestito da un monostrato auto-assemblato misto (SAM), formato da due tipi di molecole. Il nostro gruppo lavora da oltre 15 anni su questi rivestimenti, in particolare su quelli che contengono molecole fluorurate, e abbiamo sviluppato le competenze per progettarli in modo da renderli stabili, riproducibili ed efficaci. In questo caso si trattava di creare un SAM che portasse l’acqua da analizzare a contatto con l’elettrodo e che allo stesso tempo fosse in grado di interagire con i PFAS. Per farlo abbiamo combinato due componenti: tioli fluorurati, che grazie alle interazioni fluoro-fluoro favoriscono il riconoscimento dei contaminanti, e tioli idrofilici, che migliorano la bagnabilità della superficie. Questa combinazione, insieme alle competenze dei gruppi di UniMoRe e PoliMi, ha permesso di arrivare a un sensore portatile, economico e molto performante». L’articolo completo su Advanced Functional Materials Abstract Il gruppo di ricerca di Lucia Pasquato (DSCF) ha progettato il rivestimento molecolare che rende selettivo il nuovo dispositivo Mostra nel diario Off
Giornata Nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo Read more about Giornata Nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo Immagine marcinelle.jpg Data notizia Fri, 08/08/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Testo notizia L’8 agosto l’Università di Trieste, nel celebrare la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo istituita in memoria dei 136 lavoratori italiani periti nel 1956 in Belgio nella miniera di carbone di Marcinelle, ricorda queste vittime assieme ai tanti altri emigrati italiani deceduti sul lavoro.Questa ricorrenza richiama ad una riflessione sulla centralità che al lavoro ha voluto assegnare la nostra Costituzione, sin dall’articolo 1, riconoscendone il ruolo di fondamento della nostra Repubblica e richiedendo che a tutti i lavoratori e le lavoratrici debbano sempre essere assicurati, in ogni contesto, il rispetto della dignità e la tutela della sicurezza.“Proprio il sacrificio dei nostri emigranti di ieri ci invita, se non vogliamo che la memoria sia solo un esercizio retorico, a non chiudere gli occhi davanti alle tante situazioni di sfruttamento e violazioni dei diritti di cui sono vittime i migranti di oggi – commenta Roberta Nunin, Prorettrice UniTS al Personale, Relazioni sindacali e Pari opportunità - sempre valido appare, infatti, il monito dello scrittore elvetico Max Frisch che, a metà degli anni Sessanta del Novecento, guardando alla condizione degli immigrati italiani in Svizzera, scriveva “Cercavamo braccia, sono arrivati uomini”, evidenziando così il paradosso di sistemi socioeconomici che, se da un lato non possono rinunciare alla manodopera immigrata, dall’altro cercano di sottrarsi al dovere di progettare i necessari processi di accoglienza e integrazione. Una prospettiva purtroppo ancora attuale e che chiede, proprio per onorare la memoria di tanti nostri connazionali periti cercando una vita migliore lontano dal proprio Paese, di continuare, come comunità scientifica, a dedicare attenzione ai fenomeni migratori, agli obiettivi di coesione sociale e agli strumenti per perseguirli”. Abstract UniTS celebra l’8 agosto Mostra nel diario Off
RESOLVE: un nuovo approccio per svelare le origini delle mutazioni nel cancro grazie alla sinergia Informatica - Medicina Read more about RESOLVE: un nuovo approccio per svelare le origini delle mutazioni nel cancro grazie alla sinergia Informatica - Medicina Immagine Progetto senza titolo (23).png Data notizia Thu, 07/08/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Testo notizia Affinare la nostra comprensione sui meccanismi evolutivi dei diversi tipi di cancro per raggiungere diagnosi e terapie sempre più mirate. E’ l’obiettivo del nuovo metodo RESOLVE, basato sullo studio delle “firme mutazionali”, cioè schemi ricorrenti di mutazioni nel DNA che raccontano la storia dei danni subiti dalle cellule tumorali e aiutano a identificarne origine e meccanismi di sviluppo.Lo studio presenta un nuovo strumento computazionale per analizzare i meccanismi mutazionali alla base del cancro. Applicando questo metodo a circa 20.000 genomi tumorali adulti e pediatrici, i ricercatori sono riusciti a identificare in modo accurato un numero ristretto di firme mutazionali dominanti, associate sia a meccanismi biologici noti (come invecchiamento, esposizione al fumo o difetti nella riparazione del DNA) sia a prognosi cliniche differenti.“Il problema di identificare i processi che generano mutazioni nel DNA è fondamentale per capire cosa danneggia il genoma e può accelerare la trasformazione tumorale. Gli strumenti che creiamo nei nostri laboratori sono in grado di estrarre questi segnali grazie alle tecniche di machine learning. Questa area di ricerca ci vede coinvolti direttamente con diversi progetti, come questo in collaborazione con Milano-Bicocca ed altri che coordiniamo nel nostro gruppo”, afferma Giulio Caravagna, docente di Informatica di UniTS coinvolto nello studio.L'analisi delle firme mutazionali è una pratica consolidata nella genomica del cancro ma presenta diverse sfide. Rispetto ai metodi esistenti, RESOLVE (Robust EStimation Of mutationaL signatures Via rEgularization) permette una rilevazione più precisa delle firme mutazionali, una stima più affidabile della loro rilevanza nei singoli pazienti e la possibilità di distinguere i tumori in sottotipi molecolari, con ricadute promettenti per la medicina personalizzata.Questo metodo innovativo, illustrato nell’articolo “Comprehensive analysis of mutational processes across 20 000 adult and pediatric tumors ” pubblicato sulla rivista Nucleic Acids Research, è stato sviluppato da un gruppo multidisciplinare dell’Università di Milano-Bicocca, coordinato da Daniele Ramazzotti (Dipartimento di Medicina e Chirurgia e Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori). Al progetto hanno partecipato anche i ricercatori del Dipartimento di Informatica Marco Antoniotti e Alex Graudenzi, del Dipartimento di Medicina Rocco Piazza e Luca Mologni, e Giulio Caravagna dell’Università di Trieste. Il team comprende inoltre Matteo Villa, Federica Malighetti, Luca De Sano, Alberto Maria Villa, Nicoletta Cordani e Andrea Aroldi. Abstract Giulio Caravagna di UniTS coinvolto nello studio pubblicato su Nucleic Acids Research Mostra nel diario Off
Invecchiamento del cervello? Dipende dal rallentamento nella sintesi delle proteine cerebrali Read more about Invecchiamento del cervello? Dipende dal rallentamento nella sintesi delle proteine cerebrali Immagine Progetto senza titolo (22).png Data notizia Mon, 04/08/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Testo notizia L’invecchiamento cerebrale si manifesta principalmente nella diminuzione delle capacità mnemoniche, nella riduzione nella velocitá di apprendimento e nella flessibilitá cognitiva. Ma quali meccanismi molecolari sottendono questi deficit?Finora gli studi hanno identificato diversi processi molecolari come, ad esempio, mutazioni del DNA, ridotta sintesi di RNA e proteine cerebrali, perdita di solubilitá delle stesse e modifiche epigenetiche. Tali fenomeni accadono in contemporanea e, ad oggi, non era chiaro se e quale tra essi sia la prima causa dell’invecchiamento cerebrale e quali invece un effetto successivo.Secondo uno studio condotto da un team internazionale coordinato dalla Scuola Normale Superiore di Pisa con il Laboratorio Bio@SNS, dall’Istituto Leibniz per lo studio dell’invecchiamento e dalla Stanford University, in collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn, un fenomeno di stallo nella sintesi delle proteine potrebbe essere la prima causa dell’invecchiamento cerebrale. A questo importante lavoro ha contribuito anche il Laboratorio della Omeostasi Sinaptica di UniTS, specializzato nello studio dei meccanismi di regolazione cerebrale durante l’invecchiamento. Il team guidato da Eugenio Fornasiero ha fornito supporto per un’analisi dettagliata del turnover proteico nel cervello.L’intuizione alla base dello studio è stata ottenuta grazie all’osservazione del processo di invecchiamento cerebrale nel Nothobranchius furzeri (Killifish turchese), un piccolo pesce dell’Africa orientale noto per la sua brevissima durata di vita in cattività (non raggiunge un anno) che il professore di Fisiologia Alessandro Cellerino, tra i coordinator dello studio, ebbe l’intuizione di introdurre come nuovo modello per lo studio dell’invecchiamento 25 anni fa alla Scuola Normale. La brevissima vita di questi pesciolini e il fatto che l’organizzazione generale del loro cervello sia la stessa di tutti i vertebrati consente di accorciare moltissimo tempi e costi degli studi sull’invecchiamento, senza perdere di rilevanza per l’uomo. «Abbiamo osservato che con il progredire dell’etá i ribosomi non scorrono piú liberamente ma “stallano” ovvero si bloccano in posizioni precise lungo gli RNA, generando proteine incomplete – spiega ancora Cellerino - Queste proteine “missed in translation” hanno una bassa solubilità e tendono quindi a precipitare all’interno della cellula. La scoperta sorprendente é che non tutti gli RNA sono soggetti a questo fenomeno nello stesso modo: le proteine colpite sono quelle che costituiscono i ribosomi stessi, che quindi diminuiscono di numero generando un circolo vizioso». Lo stallo dei ribosomi, quindi, potrebbe essere il meccanismo che collega le diverse modifiche molecolari legate all’invecchiamento cerebrale. Il prossimo passo sarà utilizzare il Killifish per testare sperimentalmente se il trattamento con sostanze capaci di ridurre lo stallo dei ribosomi sia sufficiente a rallentare il decadimento cognitivo. Se ciò fosse confermato si aprirebbero nuove strade in ambito medico.Pubblicato su Science, il lavoro s'intitola “Altered translation elongation contributes to key hallmarks of aging in the killifish brain”. Abstract Su Science uno studio internazionale che ha coinvolto anche Eugenio Fornasiero di UniTS Mostra nel diario Off
Corsi di Laurea Magistrale a UniTS: le novità per l’anno accademico 2025/2026 Read more about Corsi di Laurea Magistrale a UniTS: le novità per l’anno accademico 2025/2026 Immagine CARD MAGISTRALI 5.jpg Data notizia Mon, 04/08/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Studiare Destinatari target Futuri studenti Studenti iscritti Studenti Internazionali - Degree Seeker Testo notizia L’Università di Trieste arricchisce l’offerta formativa con tre nuovi corsi di laurea magistrale attivi a partire dall’anno accademico 2025/2026. I nuovi percorsi sono pensati per rispondere alle sfide attuali, con una proposta didattica aggiornata, aperta all’internazionalizzazione e orientata a offrire solide prospettive professionali.I nuovi corsi attivati sono:Psicologia Sociale e Cognitiva Applicata (Applied Social and Cognitive Psychology)Lingua di erogazione: italiano e ingleseSede: TriesteIscrizioniIl corso di laurea magistrale in Psicologia Sociale e Cognitiva Applicata (PSCA) forma professionisti in grado di promuovere il benessere mentale e affrontare le dinamiche del comportamento umano in contesti non clinici. Il percorso integra conoscenze e strumenti della psicologia sociale e cognitiva, con un approccio pratico rivolto ai bisogni della società contemporanea.Il piano di studi prevede un nucleo comune di quattro insegnamenti obbligatori e offre agli studenti la possibilità di personalizzare il percorso scegliendo due tra i seguenti ambiti applicativi:Comunità e BenessereLavoro e OrganizzazioniErgonomia e TecnologiePersone, Animali, Ambienti e SocietàOgni ambito si compone di insegnamenti specifici, due dei quali erogati in lingua inglese. Il corso consente di sviluppare competenze avanzate nella progettazione e nella realizzazione di interventi psicologici in contesti organizzativi, tecnologici e sociali, promuovendo il benessere individuale e collettivo, l’inclusione, la sostenibilità e l’innovazione.I laureati acquisiscono la preparazione necessaria per accedere all’esame di abilitazione alla professione di psicologo. Le competenze sviluppate permettono di operare come liberi professionisti, consulenti o dipendenti all’interno di enti pubblici, aziende private e organizzazioni del terzo settore. Gli sbocchi professionali includono, tra gli altri, la selezione del personale, la gestione delle dinamiche di gruppo, l’ergonomia cognitiva, la progettazione sociale, la comunicazione digitale, il benessere sportivo e ambientale.Il corso in PSCA propone un impianto fortemente rinnovato, con maggiore flessibilità nella definizione del percorso e un’integrazione inedita tra le dimensioni sociale e cognitiva della psicologia. A livello nazionale non esistono attualmente corsi equivalenti per struttura e impostazione, rendendo questa proposta formativa un unicum nel panorama accademico italiano.Scienze Riabilitative delle Professioni SanitarieLingua di erogazione: italianoSede: TriesteIscrizioniIl corso di laurea magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie offre una formazione avanzata ai professionisti della riabilitazione, con l’obiettivo di sviluppare competenze nei campi dell’assistenza, della gestione, della didattica e della ricerca. Il corso è rivolto ai laureati triennali delle professioni sanitarie, tra cui fisioterapisti, logopedisti, terapisti occupazionali, podologi, ortottisti, educatori professionali e tecnici della riabilitazione psichiatrica.Il percorso consente di accedere a ruoli dirigenziali nelle strutture sanitarie, alla direzione delle attività didattiche professionalizzanti nei corsi triennali, all’insegnamento nei corsi di laurea sanitari e alla partecipazione a progetti di ricerca in ambito pubblico e privato. Il titolo consente inoltre l’accesso a dottorati di ricerca e master di II livello.Già attivo in passato, il corso è stato riprogettato con un forte orientamento alla didattica innovativa e alla ricerca applicata. Il piano formativo, pur mantenendo un’impostazione trasversale tra management, didattica e ricerca, prevede attività opzionali, seminari e tirocini mirati per ciascuno degli otto profili professionali previsti.Tra le novità, contenuti all’avanguardia come l’active learning, la teleriabilitazione, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, la realtà virtuale e la robotica in ambito sanitario, oltre a modelli di sostenibilità dei sistemi sanitari e fondamenti di neuroscienze cliniche.Joint Master's Programme in Political Science – Integration & Governance (PoSIG)Lingua di erogazione: ingleseSede di riferimento: GoriziaIl Joint Master's Programme in Political Science – Integration & Governance (PoSIG) è un programma biennale internazionale, erogato interamente in inglese, che coinvolge università di otto Paesi europei. Gli studenti hanno la possibilità di studiare in almeno due diverse sedi tra Austria, Albania, Armenia, Bosnia-Erzegovina, Georgia, Italia, Macedonia del Nord e Kosovo, ricevendo un joint degree riconosciuto da tutte le università partecipanti.Il percorso prevede moduli in:Politica comparataIntegrazione europeaRelazioni internazionaliAmministrazione e politiche pubblicheTeoria politicaPoSIG si rivolge a studenti con una laurea triennale in Scienze politiche o Relazioni internazionali, fortemente motivati a intraprendere un’esperienza di mobilità internazionale durante l’intero biennio.Il corso combina una solida preparazione teorica con un forte orientamento alla ricerca sui processi decisionali e le politiche pubbliche, con particolare attenzione ai temi della governance e dell’integrazione in contesti nazionali e internazionali.Il programma prevede anche tirocini presso organizzazioni partner internazionali come il Regional Cooperation Council (RCC), la Central European Initiative (CEI), l’Institute of the Regions of Europe (IRE), l’UNODC e l’ufficio regionale per la cooperazione giovanile (RYCO).PoSIG promuove un modello europeo di formazione alla politica multilaterale e rappresenta un’offerta unica per chi intende formarsi come esperto di integrazione e governance in contesti internazionali. DATI OCCUPAZIONALI, TIROCINI E MOBILITA’ DEI LAUREATI MAGISTRALI UNITSLa solidità e l’efficacia dei percorsi magistrali proposti da UniTS trovano conferma anche nell’ultimo report AlmaLaurea, che evidenzia esiti occupazionali superiori alla media nazionale. A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione dei laureati magistrali UniTS è pari all’86,9% (contro il 78,6% a livello nazionale), con una retribuzione media netta mensile di 1.607 euro (1.488 euro in Italia). A cinque anni dalla laurea, l’occupazione raggiunge il 93,0%, con uno stipendio medio di 1.988 euro, superiore sia alla media regionale (1.923 euro) che a quella nazionale (1.847 euro).Anche gli indicatori relativi alla qualità della formazione restituiscono un quadro molto positivo: il 75,8% dei laureati magistrali biennali ha svolto un tirocinio curricolare, percentuale che arriva all’87,6% includendo anche le esperienze del triennio. Ottimi infine i dati sulla mobilità internazionale, con una partecipazione pari al 13% durante la magistrale e al 18,7% se si considerano anche i soggiorni effettuati nel percorso triennale.Scopri tutte le Lauree Magistrali UniTS!SERVIZI DI ORIENTAMENTO UniTS accompagna con attenzione nella scelta consapevole del proprio percorso accademico: l’Ufficio Orientamento offre consulenze personalizzate, attività informative e iniziative dedicate, sia in presenza che in modalità online, per supportare studentesse e studenti in ogni fase del processo decisionale.Contatti: 040 3473 787 – orientamento@units.it Abstract Psicologia applicata, professioni sanitarie e scienze politiche: i nuovi percorsi uniscono innovazione didattica, mobilità europea e sbocchi professionali in ambiti strategici Mostra nel diario Off
Vini di eccellenza e viticoltori in salute: la nuova frontiera del benessere lavorativo nel Collio nel contesto del cambiamento climatico Read more about Vini di eccellenza e viticoltori in salute: la nuova frontiera del benessere lavorativo nel Collio nel contesto del cambiamento climatico Immagine Progetto senza titolo (21).png Data notizia Thu, 31/07/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Testo notizia In risposta all’aumento delle temperature estive causato dal cambiamento climatico, l’Unità Operativa di Medicina del Lavoro dell’Università di Trieste avvia uno studio innovativo finalizzato alla tutela della salute dei lavoratori vitivinicoli del Collio goriziano. Il progetto, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, prosegue quanto già iniziato nel corso della scorsa stagione estiva nel territorio del Friuli centrale. L’obiettivo è valutare gli effetti delle elevate temperature sui lavoratori outdoor, prevenire patologie da calore evitabili e sviluppare semplici strategie per ottimizzare il benessere lavorativo.Partiranno a breve due giornate di indagine, che si svolgeranno il lunedì e il venerdì, con sessioni di circa 30 minuti il primo giorno e di circa 10 minuti il secondo. Per i partecipanti sono previste visite che includeranno un check cardiovascolare, un’analisi della composizione corporea e della funzionalità renale: un aggiornamento gratuito e personalizzato sulla propria salute.La collaborazione da parte di soggetti volontari rappresenta inoltre un’importante occasione di sensibilizzazione e promozione della salute e contribuisce alla sostenibilità del lavoro e dei prodotti di alta qualità in un settore di eccellenza vitivinicola territoriale. Gli organizzatori sono al momento nella fase della raccolta delle adesioni da parte dei soggetti volontari, in base alle quali verranno definite e concordate le giornate di rilevazione.Per maggiori informazioni e per partecipare inviare una mail a: mmauro@units.it (prof.ssa Marcella Mauro). Abstract I viticoltori possono candidarsi per partecipare al progetto Mostra nel diario Off
“A scuola di cittadinanza, un percorso condiviso”: chiusa la prima fase del progetto UniTS nella Casa Circondariale di Gorizia Read more about “A scuola di cittadinanza, un percorso condiviso”: chiusa la prima fase del progetto UniTS nella Casa Circondariale di Gorizia Immagine Progetto senza titolo (20).png Data notizia Wed, 30/07/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Testo notizia Venerdì 1º agosto si svolgerà nella Casa Circondariale di Gorizia l’incontro finale del primo ciclo di seminari “A scuola di cittadinanza, un percorso condiviso”, nell’ambito del Progetto di impegno pubblico e sociale - Terza missione dell'Università degli Studi di Trieste, ideato e coordinato dalla prof.ssa Elisabetta De Giorgi del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali. Destinatari del progetto sono i detenuti della Casa Circondariale di Gorizia. Obiettivo del progetto è affrontare insieme il tema della legalità e cercare di capire perché il rispetto delle regole sia tanto importante, poiché vivere all’interno di una comunità comporta avere diritti, che spesso ignoriamo, e doveri, che a volte percepiamo solo come obblighi. Nell’ambito di questo primo ciclo di seminari, grazie alla presenza di relatrici e relatori provenienti dal mondo accademico, sono stati affrontati diversi temi: le regole nel loro complesso, chi le fa e perché ci sono, con la prof.ssa Elisabetta De Giorgi; democrazia, partecipazione e diritto di voto, con il prof. Mattia Zulianello; eguaglianza e diritti sociali, con la prof.ssa Chiara Bergonzini; diritto del lavoro e al lavoro, con la prof.ssa Roberta Nunin. Punto di partenza di ogni incontro è stato il binomio diritti/doveri, per riscontrare, nelle esperienze concrete dei partecipanti, la rilevanza delle norme giuridiche nella vita quotidiana. Il riscontro ricevuto da parte dei partecipanti è stato estremamente positivo. A dimostrazione dell’interesse suscitato dai temi proposti e dalla possibilità di poterne discutere insieme ad esperte ed esperti, la presenza è rimasta costante nel tempo nonostante la concomitanza, a volte, con altri corsi di natura più pratica, che nella Casa Circondariale di Gorizia, un modello virtuoso di gestione e trattamento dei detenuti, non mancano.È proprio con una menzione speciale alla Casa Circondariale di Gorizia che si chiude questa prima fase della collaborazione dell’Università di Trieste con un istituto di pena. È infatti grazie all’Amministrazione penitenziaria, e soprattutto alla Direttrice della Casa Circondariale, dott.ssa Caterina Leva, e alla dott.ssa Margherita Venturoli, responsabile del settore educativo, che è stato possibile cominciare questo progetto prezioso che continuerà in autunno con un altro ciclo di seminari i cui temi saranno decisi proprio insieme ai detenuti. Un riconoscimento particolare va, infine, a Massimo Bressan, volontario infaticabile presso la Casa Circondariale, il cui supporto è stato fondamentale lungo tutto il percorso.In un periodo tanto drammatico per la situazione delle carceri italiane, è significativo ricordare le parole del Presidente Sergio Mattarella in occasione dell’incontro al Quirinale con il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e una rappresentanza della polizia penitenziaria: «I luoghi di detenzione non devono trasformarsi in palestra per nuovi reati; in palestra di addestramento al crimine; né in luoghi senza speranza, ma devono essere effettivamente rivolti al recupero di chi ha sbagliato. Ogni detenuto recuperato equivale a un vantaggio di sicurezza per la collettività, oltre a essere l’obiettivo di un impegno notoriamente, dichiaratamente costituzionale». Anche l’università può e deve avere un ruolo nel raggiungimento di questo obiettivo. Abstract In autunno si prosegue con seminari proposti dai detenuti Mostra nel diario Off
Diritto allo studio, a Trieste 230 alloggi e un nuovo studentato Read more about Diritto allo studio, a Trieste 230 alloggi e un nuovo studentato Immagine Titolo (33).jpg Data notizia Mon, 28/07/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Studiare Destinatari target Futuri studenti Studenti iscritti Testo notizia “Dal 1° settembre Ardis, l’Agenzia regionale per il diritto allo studio, a seguito di una convenzione con l’Ateneo giuliano, gestirà il complesso dell’ex Ospedale Militare che diventerà una nuova Casa dello Studente del Polo universitario di Trieste. L’obiettivo dell’accordo permetterà di incrementare, già dal prossimo anno accademico, il numero degli alloggi per gli studenti capaci, meritevoli e privi di mezzi inseriti nelle graduatorie regionali anche in attesa di portare a termine gli importanti lavori di manutenzione straordinaria che stanno coinvolgendo la residenza E4. Parallelamente, stiamo lavorando alla realizzazione di un nuovo e grande studentato che sorgerà presso la ex Caserma di via Rossetti pensato per offrire almeno 50 posti letto e spazi di vita collettiva”.Così l’assessore regionale all’istruzione Alessia Rosolen nel commentare le ulteriori risorse stanziate in assestamento di bilancio per l’housing universitario. “I lavori per la realizzazione, in tutta la regione, di nuove residenze per studenti prevedono un investimento complessivo di circa 50 milioni di euro - ha precisato l’esponente della Giunta - a cui si sommano gli ulteriori 3,5 milioni approvati ieri in assestamento”.“Si tratta di interventi strategici per il nostro sistema universitario – ha aggiunto Rosolen – che rafforzano concretamente il diritto allo studio e rispondono alla crescente domanda di alloggi, contribuendo a rendere il Friuli Venezia Giulia sempre più attrattivo per chi sceglie di formarsi nel nostro territorio”.Uno studentato nuovo da oltre 50 posti letto sorgerà all’interno dell’ex Caserma di via Rossetti 76 i cui alloggi saranno assegnati prioritariamente agli studenti dell’Area Medica; una seconda residenza, il complesso dell’ex Ospedale Militare, situata in via Fabio Severo 40, per garantire accoglienza – nella cornice della rinnovata convenzione tra Amministrazione regionale e Università degli Studi di Trieste - a ulteriori 176 studenti.Le due strutture sono situate a poca distanza rispettivamente dalla sede dell’Università degli studi di Trieste e dagli ospedali Maggiore e Cattinara ed entreranno nella disponibilità di Ardis sulla base di accordi pluriennali.Per la realizzazione dello studentato all’interno del complesso immobiliare dell’ex caserma di via Rossetti 76 – per cui l’Amministrazione regionale ha già stanziato 13,5 milioni di euro (10 milioni nel 2023 e ulteriori 3,5 milioni con la legge di assestamento appena approvata) - è previsto un intervento di nuova costruzione per lo sviluppo di moduli abitativi con stanze singole e miniappartamenti per più studenti. All’interno dello spazio saranno realizzate inoltre aule studio, cucine comuni e una sala mensa.La struttura di via Fabio Severo verrà presa in gestione da Ardis grazie ad una convenzione quinquennale e rinnovabile con l’Università di Trieste rispondendo in modo tempestivo alla chiusura della Casa dello Studente E4, già in grado di ospitare al suo interno 124 posti letto. L’accordo che ha effetto dall’anno accademico 2025/2026 prevede, inoltre, l’assegnazione di ulteriori 63 alloggi agli studenti del Collegio Universitario di Merito Fonda.“Lavoriamo per aumentare il numero degli alloggi in Friuli Venezia Giulia: abbiamo di recente approvato le Linee Guida triennali per il diritto allo studio universitario nelle quali si prospetta un aumento di circa 266 posti letto in tutta la regione nei prossimi anni. Offrire agli studenti fuori sede la possibilità di frequentare l’Università, insieme alla copertura totale delle borse di studio, sono priorità sulle quali continuiamo a investire per garantire a tutti il diritto allo studio”.“L’aumento di alloggi è obiettivo prioritario dell’Università di Trieste – ha aggiunto il Rettore, Roberto Di Lenarda – che, oltre a offrire un importante servizio, consente di aumentare l’attrattività di studenti motivati e capaci in un ateneo in forte espansione come il nostro. Le novità didattiche, in particolare tra le Lauree Magistrali, stanno suscitando forte interesse tra gli studenti che vedono in Trieste una delle mete più interessanti per la propria formazione. Vorrei infine esprimere i miei più sinceri ringraziamenti all’assessore regionale Rosolen per essere stata sempre sensibile alle necessità del sistema universitario”. Abstract Una Casa dello Studente da 176 posti all'ex Ospedale Militare e uno studentato da 50 posti per studenti di Area Medica nell'ex caserma di via Rossetti. Investimento di 13,5 mln da parte di Regione FVG Mostra nel diario On Periodo di permanenza in Magazine Fri, 01/08/2025 - 12:00 - Sun, 31/08/2025 - 12:00
Formazione per addetti antincedio UniTS: firmato accordo triennale con il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Trieste Read more about Formazione per addetti antincedio UniTS: firmato accordo triennale con il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Trieste Immagine Titolo (26).jpg Data notizia Wed, 23/07/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Testo notizia Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile – Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Trieste realizzerà per i prossimi tre anni corsi di formazione per addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze destinati al personale UniTS incaricato.Nell’Accordo sono previsti sia i corsi di formazione per addetti antincendio in attività di “livello 3, ex alto rischio, della durata di 16 ore (12 ore di teoria e 4 ore di pratica), sia i corsi di aggiornamento antincendio della durata di 8 ore (5 ore di teoria e 3 ore di pratica).Il Comando provinciale, a conclusione di ogni corso, rilascerà un attestato di idoneità tecnica.L’Università di Trieste, con il coordinamento del suo Servizio di Prevenzione e Protezione e in un’ottica di miglioramento continuo degli standard di sicurezza, ha provveduto alla nomina di oltre 130 Addetti antincendio di “livello 3” assegnati alle diverse strutture. Grazie alla sottoscrizione dell’ Accordo, alle scadenze quinquennali previste il personale addetto frequenterà i necessari corsi di aggiornamento. Nel prossimo futuro, per coprire il turn over , sono previste ulteriori nomine di addetti antincendio. Nell’ambito della sicurezza sanitaria e della gestione delle emergenze di primo soccorso, inoltre, l’Ateneo ha nominato e formato in stretta collaborazione con ASUGI 160 dipendenti come Addetti al primo soccorso e abilitati alle manovre di rianimazione cardiopolmonare con defibrillatore semiautomatico (BLS-D). Attualmente in Ateneo sono disponibili per tutta l’utenza universitaria una sessantina di defibrillatori, alcuni collocati in automezzi itineranti del Servizio di Vigilanza.A completare le forze in campo nel contesto delle emergenze antincendio e sanitarie, in Ateneo è presente, h 24 e 365 giorni all’anno, un qualificato Servizio di vigilanza con personale formato ad affrontare varie tipologie di emergenza. Abstract Saranno realizzati corsi di formazione e di aggiornamento destinati al personale incaricato Mostra nel diario Off
“Messa alla prova”: firmato accordo quinquennale tra UniTS e Tribunale di Trieste Read more about “Messa alla prova”: firmato accordo quinquennale tra UniTS e Tribunale di Trieste Immagine Progetto senza titolo (51).png Data notizia Thu, 24/07/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Testo notizia E’ stato firmato oggi tra l’Università e il Tribunale di Trieste un accordo quinquennale per consentire a due persone sottoposte alla "Messa alla prova" di svolgere attività di pubblica utilità nell'Ateneo triestino.La "messa alla prova" è un istituto giuridico che consente all’imputato, in determinati casi, un'alternativa al processo superando un periodo di prova la cui durata è stabilita dal giudice, attraverso l'assunzione di impegni di riparazione del danno causato con la commissione del reato, tra cui quello di mettere a disposizione tempo e competenze gratuitamente a favore della comunità attraverso lavori di pubblica utilità.La messa alla prova è una di quelle misure che rientrano tra le cosiddette misure di comunità che in Italia e in Europa hanno dimostrato di abbassare la recidiva realizzando dei percorsi di giustizia per persone imputate e condannate che favoriscono una socializzazione nella legalità e una responsabilizzazione nei confronti delle vittime e della comunità. Le attività concordate con UniTS saranno svolte a titolo gratuito in una delle sedi universitarie e comprendono servizi di portierato, supporto al personale e all’attività amministrativa, cura del verde e pulizia delle aree esterne, piccola manutenzione, custodia delle biblioteche, delle aree interne e prestazioni per la fruibilità e la tutela del patrimonio culturale e archivistico. Prevista anche l’accoglienza e il supporto agli utenti dell’ateneo nonchè nella preparazione di eventi. Oltre a queste, gli interessati potranno offrire altre attività in linea con proprie specifiche competenze.Sono intervenuti alla firma dell’accordo il Rettore dell’Università di Trieste, Roberto Di Lenarda, e il Presidente del Tribunale di Trieste, Igor Maria Rifiorati. Abstract Ogni anno, due persone selezionate svolgeranno servizi di pubblica utilità in Ateneo Mostra nel diario Off