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“Messa alla prova”: firmato accordo quinquennale tra UniTS e Tribunale di Trieste

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E’ stato firmato oggi tra l’Università e il Tribunale di Trieste un accordo quinquennale per consentire a due persone sottoposte alla "Messa alla prova" di svolgere attività di pubblica utilità nell'Ateneo triestino.

La "messa alla prova" è un istituto giuridico che consente all’imputato, in determinati casi, un'alternativa al processo superando un periodo di prova la cui durata è stabilita dal giudice, attraverso l'assunzione di impegni di riparazione del danno causato con la commissione del reato, tra cui quello di mettere a disposizione tempo e competenze gratuitamente a favore della comunità attraverso lavori di pubblica utilità.

La messa alla prova è una di quelle misure che rientrano tra le cosiddette misure di comunità che in Italia e in Europa hanno dimostrato di abbassare la recidiva realizzando dei percorsi di giustizia per persone imputate e condannate che favoriscono una socializzazione nella legalità e una responsabilizzazione nei confronti delle vittime e della comunità. 

Le attività concordate con UniTS saranno svolte a titolo gratuito in una delle sedi universitarie e comprendono servizi di portierato, supporto al personale e all’attività amministrativa, cura del verde e pulizia delle aree esterne, piccola manutenzione, custodia delle biblioteche, delle aree interne e prestazioni per la fruibilità e la tutela del patrimonio culturale e archivistico. Prevista anche l’accoglienza e il supporto agli utenti dell’ateneo nonchè nella preparazione di eventi. Oltre a queste, gli interessati potranno offrire altre attività in linea con proprie specifiche competenze.

Sono intervenuti alla firma dell’accordo il Rettore dell’Università di Trieste, Roberto Di Lenarda, e il Presidente del Tribunale di Trieste, Igor Maria Rifiorati.

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Ogni anno, due persone selezionate svolgeranno servizi di pubblica utilità in Ateneo
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Partito il trial europeo MammoWave

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Partito all’Ospedale di Cattinara il trial europeo MammoWave che prevede l’utilizzo di una nuova tecnologia per lo studio della mammella basata sull’uso di microonde non ionizzanti. Obiettivo dello studio è valutare l’efficacia di questo sistema innovativo nello screening per il tumore al seno.

Lo studio coinvolge donne asintomatiche in fascia screening tra i 45 e i 74 anni che abbiano effettuato una mammografia negli ultimi 30 giorni oppure abbiano un esame mammografico programmato.

La partecipazione è gratuita e volontaria.

L’esame viene effettuato presso la SC (UCO) Radiologia Diagnostica e Interventistica dell’Ospedale di Cattinara diretta da Maria Assunta Cova, nell’ambulatorio dedicato allo studio MammoWave.

Il centro è tra i 10 selezionati a livello europeo per partecipare al trial clinico internazionale che coinvolgerà oltre 10.000 donne in 5 Paesi. 

Cos’è MammoWave?

MammoWave è un dispositivo medico che utilizza microonde a bassissima potenza per creare una mappa del tessuto mammario, senza necessità di compressione o liquidi di contrasto. 

L'esame è rapido, sicuro e non invasivo.

Grazie a un software avanzato con algoritmi di intelligenza artificiale, il sistema è in grado di individuare eventuali alterazioni nel tessuto, classificandole come “con sospetto” o “senza sospetto”.

Un passo avanti nella prevenzione

Partecipare allo studio significa contribuire attivamente alla ricerca di nuove modalità di diagnosi precoce del tumore al seno, più accessibili, sicure e ripetibili nel tempo.

Dove e come partecipare

La partecipazione prevede:

- un breve colloquio di idoneità;

- l’esecuzione dell’esame (circa 15 minuti);

- nessun impiego di radiazioni ionizzanti né compressione del seno.

Per informazioni:

Tel. 0403994862; mammowavetrieste@gmail.com

oppure direttamente presso la SS Diagnostica Senologica dell’Ospedale di Cattinara, - 2° piano – Radiologia

 

Abstract
Maria Assunta Cova è Direttrice della Struttura Complessa di Radiologia Diagnostica e Interventistica di ASUGI che coordina la sperimentazione all’Ospedale di Cattinara
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Classifica Università Censis (edizione 2025-26): UniTS al 5° posto tra gli atenei di medie dimensioni

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UniTS guadagna due posizioni nella classifica Censis delle Università italiane edizione 2025-26 (riferita ai dati dell’a.a. 2024/2025) posizionandosi al 5° posto tra gli atenei di medie dimensioni (tra 10.000 e 20.000 iscritti).

In particolare, l’Università di Trieste migliora la sua valutazione per l’occupabilità dei suoi laureati e per la qualità delle strutture. Stabili le voci sui servizi e l’internazionalizzazione.

Dall’analisi di scenario diffusa da Censis emerge una generale tendenza all’aumento delle immatricolazioni che si colloca ad un + 5,3% rispetto a marzo 2024. 

Il trend non è però distribuito in egual misura nelle diverse aree geografiche del Paese: sono gli atenei delle regioni centrali a registrare l’aumento più alto, cresciuti del 14%, seguiti dagli atenei del Sud (+6,1%). Nel Nord, invece, l’ampliamento della platea universitaria è sensibilmente più ridotto: +2% di nuovi iscritti negli atenei del Nord-Est e -0,9% in quelli del Nord-Ovest.

UniTS è in controtendenza con un + 15% registrato a novembre 2024 e un ottimo + 40% rispetto al pre pandemia (2019/20).

La classifica Censis dedicata al mondo universitario, pur non esaustiva nella valutazione complessiva degli atenei, è un’articolata analisi del sistema universitario basata sulla valutazione degli atenei (statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensioni) relativamente a alcuni elementi rilevanti strutture disponibili, servizi erogati, borse di studio e altri interventi in favore degli studenti, livello di internazionalizzazione, comunicazione e servizi digitali, occupabilità. A questa classifica si aggiunge il ranking dei raggruppamenti di classi di laurea triennali, dei corsi a ciclo unico e delle lauree magistrali biennali secondo la progressione di carriera degli studenti e i rapporti internazionali. Complessivamente si tratta di 70 graduatorie, a partire da una batteria di 962 variabili considerate, che possono aiutare i giovani e le loro famiglie a individuare con consapevolezza il percorso di formazione.

Abstract
Guadagnate due posizioni rispetto allo scorso anno
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Bovec Summer School: GO!2025, UniTS e UniUD promuovono e sperimentano i valori europei

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Giovedì 17 luglio, le Università di Trieste e di Udine accoglieranno nella sede di Gorizia i 32 partecipanti alla 31esima edizione della Bovec Summer School provenienti da sette atenei dell’area Alpe-Adria. Quest’anno la scuola, organizzata dall’Università di Klagenfurt, è dedicata al tema “Nation and narration in Europe: language, culture and identity in the pursuit of europeanisation”. Si tratta di una iniziativa formativa internazionale, interdisciplinare e multilingue – si tiene infatti in tedesco, sloveno, italiano, friulano e croato – che coinvolge studenti e docenti delle università di: Udine, Trieste, Capodistria, Klagenfurt, Lubiana, Fiume e Osijek. La giornata sarà utile per riflettere sul ruolo che Gorizia e Nova Gorica, come capitale europea della cultura 2025, stanno avendo nel promuovere il valore della cittadinanza europea.

Il primo incontro, alle 14, si terrà nella sede dell’Ateneo giuliano, in via Alviano, dove è in programma un seminario interattivo sulla diplomazia scientifica, tenuto dal Simone Arnaldi, docente di Sociologia del Dipartimento di Scienze politiche e Sociali. «La diplomazia scientifica –illustra il professor Arnaldi – è un campo di studi che definisce la relazione bidirezionale tra scienza e diplomazia, ciascuna con un suo ruolo ben definito. In questo ambito, la diplomazia costituisce uno strumento per facilitare il progresso scientifico, mentre la scienza diventa uno strumento a supporto della politica internazionale».

L’Università di Trieste è un punto di riferimento accademico nazionale per la diplomazia scientifica, sulla quale ha di recente stilato un documento programmatorio. In questo contesto si inserisce il seminario interattivo in cui i partecipanti esploreranno il necessario ruolo della cooperazione scientifica internazionale nell’affrontare le grandi sfide globali che le nostre società sono chiamate ad affrontare. Rifletteranno, inoltre, sul mutato contesto istituzionale, economico e politico in cui opera oggi la comunità scientifica e sul valore che ancora oggi hanno i valori universalistici di cui la scienza è portatrice, nel superamento delle divisioni e dei conflitti che affliggono l’Europa.

Alle 16 la summer school si sposterà nel polo di Santa Chiara, sede dell’Ateneo friulano. L’incontro sarà introdotto dalla coordinatrice dei corsi di studio in Relazioni pubbliche e Comunicazione integrata per le imprese e le organizzazioni, Renata Kodilja. Per il Comune di Gorizia porterà i saluti l’assessore a Go! 2025, Patrizia Artico.

I partecipanti saranno guidati in attività interattive ispirate alla tecnica del brain writing e in un focus group multilingue, un approccio comunicativo utile alla cittadinanza europea. Quest’ultimo permetterà di raccogliere e valorizzare i punti di vista emersi nonché di trarne ulteriori spunti. Il workshop infatti mira a promuovere nei giovani una cittadinanza europea consapevole rafforzando il pensiero critico e la capacità di analisi delle sfide sociali e politiche contemporanee, con particolare attenzione alla difesa dei valori democratici e alla partecipazione attiva.

«Le università – spiegano le professoresse Iris Jammernegg e Renata Kodilja, che coordinano l’incontro all’Università di Udine – hanno un ruolo chiave nel promuovere ricerca e formazione per rafforzare diritti umani, diversità e cittadinanza europea. La Bovec Summer School è un’occasione per attivare nei ragazzi consapevolezza e partecipazione all’interno della comunità europea».

La Bovec Summer School

Quest’anno la scuola estiva si propone di indagare in chiave critica il ruolo delle narrazioni nazionali nella costruzione dell’identità europea, mettendo al centro le intersezioni tra lingua, cultura, memoria e appartenenza. In un’epoca segnata dalla crescente fragilità del progetto europeo, la summer school offre uno spazio di confronto interdisciplinare e transculturale, in cui analizzare come discorsi pubblici e rappresentazioni collettive influenzino la coesione democratica, l’inclusione sociale e il rispetto dei diritti fondamentali.

Grazie al contributo di studiosi di diverse discipline, il programma affronta temi cruciali come il rapporto tra linguaggio e potere, le politiche della memoria, la costruzione dell’alterità e le derive identitarie contemporanee.

«Il contesto geografico e culturale dell’area Alpe-Adria — storicamente caratterizzato da una pluralità linguistica e da una fitta rete di relazioni transfrontaliere — rappresenta un terreno particolarmente fertile per riflettere sulle potenzialità del progetto europeo», afferma Cristina Beretta, professoressa all’Università di Klagenfurt e direttrice scientifica della Summer School.

«In questo senso, l’esempio di Gorizia e Nova Gorica, unite da un rapporto fruttuoso e collaborativo, incarna in modo emblematico tale complessità e ricchezza», evidenzia Fiorenza Ninin, project manager dell’iniziativa. «La Summer School si configura quindi non solo come un’esperienza formativa, ma anche – sottolinea Ninin – come un laboratorio critico in cui gli studenti partecipanti possono elaborare strumenti intellettuali e civili per affrontare con consapevolezza le sfide del nostro tempo».

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Sono 32 i partecipanti da sette atenei dell’area Alpe-Adria
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Parco di San Giovanni: procede spedita la riqualificazione dei padiglioni F1 e F2

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All’interno del Parco di San Giovanni sta prendendo forma un intervento strategico di recupero architettonico e funzionale che restituirà nuova vita agli edifici F1 e F2. L’Università di Trieste è impegnata in un’importante opera di rigenerazione urbana, nel pieno rispetto della memoria storica del comprensorio dell’ex Ospedale Psichiatrico, con l’intenzione di valorizzarne la dimensione culturale e una nuova vocazione scientifica.

I lavori, consegnati nel 2021, sono iniziati nel 2022, dopo una prima variante strutturale resa necessaria dalle condizioni di degrado in cui versavano gli immobili. Ulteriori varianti al progetto si sono rese necessarie nel corso del tempo, anche a seguito del ritrovamento e della bonifica di materiali contenenti amianto in punti dell'edificio non visibili al momento del progetto. 

Gli edifici F1 e F2: tra storia e innovazione        
Originariamente costruiti nei primi anni del Novecento come padiglioni dell'ex Ospedale Psichiatrico Provinciale, gli edifici F1 e F2 sono testimoni di un passato legato alla storia sanitaria di Trieste. Il F1, noto come "Padiglione Uomini Tranquilli", ospitava pazienti maschi in condizioni di stabilità, mentre il F2 era destinato alle cucine del complesso ospedaliero. Dopo la dismissione dell'ospedale psichiatrico e un lungo periodo di abbandono, questi spazi sono stati acquisiti dall'Università di Trieste per ospitare attività didattiche, di ricerca e servizi a supporto della comunità accademica, ma che anche intendono restituire alla città un pezzo importante della storia del Novecento triestino.

F1: uno spazio per la ricerca e l'innovazione     
L’edificio F1, con una superficie di circa 2.100 m², sarà destinato a ospitare attività universitarie di alta formazione, ricerca e collaborazione interistituzionale. Attualmente il padiglione è in attesa dell'allacciamento idrico antincendio, nonché del parere della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli-Venezia Giulia per le opere relative alle aree esterne. Dopodiché, in tempi brevi, l’Ateneo procederà all'allestimento degli interni e al trasferimento degli uffici.

I lavori, sostanzialmente terminati, consentono già di ammirare, tra l’altro, la ricostruzione della tettoia sopra l’ingresso principale e il recupero delle decorazioni pittoriche con motivi floreali presenti nella facciata che ne esaltano lo stile eclettico.

Tra i suoi spazi troveranno posto studi per i docenti e laboratori innovativi in ambito psicologico, oltre a un’ampia aula studio su due piani che comprende la suggestiva "veranda" affacciata sul verde del Parco. Questo intervento mira a creare un ambiente stimolante per studenti e ricercatori, favorendo l’interazione e il rapporto con il mondo esterno. 

F2: un centro di servizi e di inclusività    
Con una superficie di circa 1.980 m², l’edificio F2 è in fase di rifunzionalizzazione per ospitare principalmente attività didattiche, spazi di aggregazione e iniziative rivolte alla comunità universitaria, ma non solo. È previsto l’allestimento di una moderna Aula Magna e di altre quattro aule capienti.

In questa fase dei lavori, è in corso, in collaborazione con Acegas la realizzazione della cabina elettrica di trasformazione in Media Tensione, anche in questo caso in attesa del parere della Soprintendenza che definisca la colorazione della facciata, dei serramenti e di alcuni dettagli di carattere artistico, quali ad esempio il fregio sotto la linda del tetto. La chiusura dei lavori è prevista indicativamente entro la primavera del 2026.

Un investimento per il futuro        
L’impegno economico complessivo sostenuto dall’Università di Trieste per la realizzazione degli interventi supera i dieci milioni di euro, di cui sette sono finanziati grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. L’ avanzamento dei lavori, finora fortemente influenzato dalle tempistiche della Soprintendenza, vede l’Ateneo intervenire puntualmente per dare seguito alle indicazioni dell’Ente.

Il Parco di San Giovanni: una risorsa per la città e l'Università          
La riqualificazione degli edifici F1 e F2 rappresenta un passo fondamentale per il rilancio del Parco di San Giovanni, che si sta trasformando in un polo di cultura, ricerca e benessere per tutta la comunità. L'Università di Trieste sta rinnovando un patrimonio storico, conservando la memoria del passato e proiettandosi verso il futuro con interventi che rispondono alle esigenze di accessibilità, innovazione e apertura al territorio.

I prossimi passaggi prevedono il recupero del padiglione F3, di cui è già stata deliberata l’integrale copertura economica dei lavori di recupero, e del Gregoretti 2, di cui a brevissimo sarà pubblicata la gara per la progettazione definitiva.

Questi progetti rientrano nell’ambito della strategia di valorizzazione del Parco come luogo di connessione tra università, cultura e città, in una logica di benessere dei lavoratori, responsabilità sociale e di attrattività del nostro ateneo.

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L'intervento da oltre 10 milioni di euro viaggia verso la conclusione. I prossimi passaggi prevedono il recupero degli edifici F3 e Gregoretti 2
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Riqualificazione edifici F1 e F2

Il futuro della scienza in piazza: il Graduation Day UniTS conquista Trieste

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Una gremita piazza Verdi ha ospitato ieri sera il Graduation Day dell’Università di Trieste, svoltosi per la prima volta nel cuore della città. La cerimonia accademica che ha celebrato i nuovi 170 dottori di ricerca di UniTS si è trasformata in un evento pubblico, aperto alla cittadinanza, tra divulgazione scientifica, musica e momenti istituzionali

Inserita nel calendario ufficiale di Triestestate, la serata ha segnato anche l’ultimo evento pubblico del rettore Roberto Di Lenarda, che ha scelto di concludere il proprio mandato accanto ai giovani ricercatori e ai concittadini.

«Abbiamo voluto portare il Graduation Day nel centro città – ha dichiarato Di Lenarda – per sottolineare ancora una volta il forte legame tra l'Università e Trieste che abbiamo consolidato anche grazie alle celebrazioni del Centenario. Sono felice e onorato di concludere il servizio che ho reso alla comunità accademica insieme ai giovani che rappresentano l'eccellenza del nostro sistema di formazione e assieme ai concittadini che sono i fruitori ultimi del nostro lavoro di ricerca. Termino il mio rettorato con il messaggio che la conoscenza va implementata, condivisa, raccontata e soprattutto sostenuta, perché solo investendo nella formazione dei giovani e nella ricerca assicureremo al nostro Paese un futuro di prosperità».

Protagonista della lectio magistralis è stato Rosario Rizzuto, già rettore dell’Università di Padova e oggi presidente del Centro Nazionale per la Terapia Genica e i Farmaci con Tecnologia a RNA, una delle infrastrutture strategiche del PNRR promossa dal MUR. Il suo intervento, dal titolo “RNA e terapia genica: nuove tecnologie per la medicina personalizzata”, ha offerto uno sguardo sulle sfide e le potenzialità della rivoluzione biotecnologica che sta trasformando la medicina contemporanea. Al centro della sua riflessione, la necessità di accelerare il trasferimento dei risultati della ricerca scientifica verso l’applicazione clinica, attraverso lo sviluppo di nuove piattaforme capaci di generare farmaci innovativi basati su RNA e trattamenti di terapia genica. Una prospettiva che richiederà forti investimenti nella ricerca, nella collaborazione interdisciplinare e nell’innovazione industriale, per rendere la medicina personalizzata sempre più avanzata, sostenibile e accessibile.

La cerimonia ha valorizzato la dimensione internazionale e la vitalità dei corsi di dottorato dell’Ateneo. I 170 nuovi dottori di ricerca proclamati rappresentano il numero più alto nella storia dell’Università di Trieste, con un incremento del +28% rispetto all’anno precedente. Le loro provenienze, che abbracciano Europa, Asia, Africa e America, includono anche ricercatori originari di Paesi segnati da gravi crisi internazionali: un segnale che testimonia il ruolo della scienza come risorsa per la costruzione di spazi di dialogo e di pace.

Nel corso del mandato rettorale di Roberto Di Lenarda, i dottorati di ricerca dell’Ateneo hanno registrato una crescita sensibile che ha riguardato il numero delle borse, il totale degli iscritti e l’attrattività dell’offerta: «Tra il 2019 e il 2024 – comunica il prof. Alessandro Baraldi, collaboratore per l’Area Ricerca Scientifica e Dottorati di Ricerca - i posti a bando sono passati da 138 a 185 (+34%), il totale degli iscritti ai corsi di dottorato è cresciuto da 348 a 549 unità, segnando un incremento del +57,8%, mentre i candidati alle prove di ammissione, da 667 a 1.268, sono aumentati del +90,5%».

Una crescita che è stata accompagnata dall’efficacia delle prospettive occupazionali: a un anno dal titolo, l’85% dei dottori di ricerca UniTS risulta occupato, con il 26% inserito nel settore privato e il 15% impegnato nell’innovazione industriale. E se il 17% ha avviato la propria carriera all’estero, il 68,2% costituisce capitale umano che lavora e contribuisce alla crescita economica e sociale del Nord-est.

Condotta dalla giornalista Marinella Chirico, la serata ha alternato interventi istituzionali – con i saluti della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Trieste e della Fondazione CRTrieste – momenti divulgativi e intermezzi musicali con la band Ben & the Soul Sisters, composta da Joy Jenkins, Michela Grilli e Sara Roversi, accompagnate al piano da Marco Ballaben. A concludere, il tradizionale lancio del tocco, simbolo della fine del percorso accademico e del conseguimento del titolo di dottore di ricerca.

Il Graduation Day è stato organizzato con il contributo della Fondazione CRTrieste e ha fatto parte della rassegna estiva Triestestate, promossa dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia, dell’Assessorato alle Politiche del Territorio, di PromoTurismoFVG e del Trieste Convention & Visitors Bureau.

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Celebrati ieri sera i 170 nuovi dottori di ricerca, numero più alto di sempre, per la prima volta in un evento pubblico aperto ai cittadini. Ultimo evento pubblico del rettore Di Lenarda, lectio magistralis di Rosario Rizzuto
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Immagini del Graduation Day 2025

Presentato l'avanzamento dei lavori di restauro del "Castelletto"

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Presentato questa mattina l’avanzamento dei lavori di restauro di Villa Sevastopulo - conosciuta anche come il "Castelletto di Monte Valerio" - situata all’interno del comprensorio universitario di Trieste. Presenti Roberto Di Lenarda, Rettore dell’Università degli Studi di Trieste, e Massimo Paniccia, Presidente della Fondazione CRTrieste. Insieme a loro anche il Direttore dei lavori Paco Ferrante.

I lavori, iniziati nel 2023 e la cui conclusione è prevista entro la primavera 2026, prevedono il risanamento conservativo dell’edificio, l’adeguamento funzionale e impiantistico alle normative attuali e il recupero degli elementi decorativi di pregio. Il restauro in corso non rappresenta solo un atto di conservazione, ma anche un’opportunità concreta di valorizzazione culturale e didattica di un frammento importante del patrimonio storico di Trieste. Ogni elemento che si salva, ogni affresco che riaffiora, è una pagina che si riapre e torna a parlare alle future generazioni.

L’intervento su Villa Sevastopulo, non agibile dal 2010, consolida la collaborazione tra la Fondazione e l’Ateneo, già presente nei settori scientifico, medico e tecnologico, a dimostrazione di come la collaborazione tra enti possa generare valore culturale, sociale e formativo per l’intera comunità.

In questa occasione, è stata ripercorsa la stretta collaborazione tra la Fondazione e l’Università in previsione del passaggio di testimone che avverrà il 1° agosto prossimo tra Roberto Di Lenarda (in carica dal 2019) e Donata Vianelli, eletta prima rettrice lo scorso maggio. Tra il 2019 e il 2025, infatti, sono state messe a disposizione risorse per oltre € 11.500.000.

La Fondazione CRTrieste sostiene con convinzione i progetti nel settore dell’arte e dei beni culturali, nella consapevolezza che conservare la memoria storica significa arricchire il territorio e rafforzarne l’identità collettiva. In questa direzione si colloca il supporto offerto all’Università degli Studi di Trieste nell’importante intervento di restauro di questo edificio per il quale la Fondazione ha stanziato € 800.000, su complessivi € 5.000.000 circa.

Dettaglio intervento Castelletto

Il progetto nella sua completezza prevede il restauro e il risanamento conservativo dell’immobile, la realizzazione di opere di adeguamento funzionale, la bonifica dei materiali contenenti amianto, interventi per l’accessibilità, l’adeguamento alla normativa per la prevenzione incendi e l’inserimento di elementi accessori e di servizio, strutturali e impiantistico-tecnologici.

L’intervento specifico riguarda, in particolare, il piano terra e il primo piano, che sono interessati da opere di restauro relative ai soffitti, alle pareti affrescate e a quelle che presentano porzioni di dipinti murari, ai pavimenti in legno originale, quelli in graniglia originale/mosaico e alle lastre lapidee. Sono compresi i serramenti storici e le finiture di pregio degli esterni. 

 

Dettagli Villa Sevastopulo 

La villa, costruita nel 1862 su progetto dall’architetto Feliciano Vittori, si inserisce pienamente nello stile eclettico neogotico; uno stile molto diffuso nell’Europa della seconda metà dell’Ottocento, specialmente tra la borghesia emergente che voleva esprimere il proprio status attraverso edifici dal carattere nobile e colto, evocativi dell’aristocrazia medievale, ma con le comodità della vita moderna. 

Nata come residenza privata dell’imprenditore Angelo Valerio, industriale e patriota, si sviluppa su cinque livelli con una superficie coperta di circa 550 mq ed è connotata da una composizione asimmetrica che combina merlature, torri ottagonali, torrette, contrafforti, finestre ad arco a tutto sesto e forti spigoli, in una composizione dinamica e frastagliata. Gli archi rotondi e i fori ritmati confermano l’appartenenza al linguaggio neogotico con influssi lombardo-veneti.

Gli interni sono riccamente decorati; al piano nobile si trova un salone affrescato, con vedute paesaggistiche dipinte che raffigurano da un lato la città di Trieste e dall’altro il Monte Valerio con la villa e il suo parco, in perfetta sintonia con il gusto romantico per il paesaggio e la memoria storica. 

Acquistato nel 1962 dall’Università degli Studi di Trieste, ha ospitato gli Istituti Biologici della Facoltà di Scienze e Farmacia.

“Il rinnovato Castelletto sarà restituito al nostro Ateneo in tutta la sua originaria bellezza valorizzandone la storia e la funzionalità – ha sottolineato il Rettore, Roberto Di Lenarda – grazie anche al prezioso supporto della Fondazione CRTrieste, testimonianza degli stretti rapporti di UniTS con il territorio; il Campus di Piazzale Europa si riapproprierà di un gioiello di cui non solo la nostra comunità ma l'intera città potrà essere orgogliosa”.

“La Fondazione CRTrieste contribuisce con orgoglio alla rinascita di un luogo così carico di storia e bellezza. Questo intervento non è solo un restauro, ma un investimento nella conoscenza, nella cultura e nella formazione delle generazioni future. La collaborazione con l’Università degli Studi di Trieste dimostra come la sinergia tra istituzioni possa generare valore autentico per la comunità”, sono le parole del Presidente della Fondazione CRTrieste, Massimo Paniccia.

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La conclusione dei lavori di Villa Sevastopulo è prevista nella primavera del 2026
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Al via la prima sessione dei Moduli Formativi Estivi con 700 studenti delle superiori

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È stata inaugurata oggi l'undicesima edizione dei Moduli Formativi Estivi, l'iniziativa di orientamento che l'Università di Trieste rivolge agli studenti delle classi terze e quarte delle scuole superiori.

Dalla salute mentale alla progettazione di spazi a misura d’uomo, dalla lettura del mondo in chiave di genere passando alla scoperta delle trasformazioni ingegneristiche, dai misteri del calcolo matriciale alle analisi biomediche, fino alle proiezioni dell’economia globale e a come si tratteggiano i racconti biografici e autobiografici: sono alcuni dei temi proposti nei 17 moduli che costituiscono la ricca offerta formativa di questa prima sessione.

I Moduli Formati Estivi consentono agli studenti delle scuole superiori di vivere un’esperienza intensiva di vita accademica, per esplorare i propri interessi e compiere in futuro una scelta universitaria più consapevole. La frequenza ai moduli può inoltre essere riconosciuta come attività PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) dalle scuole di provenienza.

L’iniziativa conferma l’alta partecipazione registrata lo scorso anno, con 700 studenti iscritti, e un’attrattività che supera i confini regionali. I partecipanti, infatti, oltre che dal Friuli Venezia Giulia, arrivano da Veneto (Treviso, Venezia, Belluno), Lombardia (Milano, Bergamo), Emilia-Romagna (Bologna), Toscana (Firenze, Grosseto) e anche da regioni più lontane, come Puglia (Bari) e Calabria (Cosenza, Crotone, Reggio Calabria), oltre che dall’estero, con alcune presenze internazionali.

I Moduli Formativi Estivi proseguiranno per tutta la settimana. La seconda sessione è prevista a settembre, prima dell’inizio dell’anno scolastico.

Tra le iniziative estive di Orientamento, è nuovamente possibile effettuare visite al Campus di p.le Europa con la guida degli studenti tutor. Si tratta di un'iniziativa che consente a chi sta maturando la scelta di iscriversi all'Università di Trieste di acquisire informazioni utili e di vedere il contesto, gli spazi e le strutture di cui l'Ateneo dispone. Per partecipare a una visita guidata è necessaria la prenotazione.  

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L'undicesima edizione dell'iniziativa di orientamento è caratterizzata da un'offerta di 17 diversi moduli formativi
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UniTS apre le immatricolazioni 2025/2026: quattro nuovi corsi al via e un’offerta formativa sempre più ampia

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Sono aperte le immatricolazioni ai corsi di laurea dell’Università di Trieste per l’anno accademico 2025/2026. Le future studentesse e i futuri studenti potranno immatricolarsi online al link: https://portale.units.it/it/studiare/immatricolarsi.

Con più di 80 corsi di laurea attivi, fra triennali, magistrali e a ciclo unico, UniTS si distingue nel panorama accademico nazionale per l’ampiezza e la varietà della propria offerta formativa, che abbraccia tutte le principali aree del sapere: scientifica, tecnologica, sanitaria, economica, giuridica, umanistica, sociale e linguistica. Il dinamismo dell’Ateneo, insieme alla qualità della didattica e dei servizi, si riflette in un trend di crescita costante delle immatricolazioni, in controtendenza rispetto al dato nazionale.

 

LE NOVITA’ DIDATTICHE

Il nuovo anno accademico vedrà l’attivazione di quattro corsi di studio innovativi, progettati per rispondere alle nuove sfide del mondo del lavoro e per formare professionisti altamente qualificati nei settori chiave della sostenibilità ambientale, delle professioni sanitarie, della psicologia applicata e delle scienze politiche europee. A questi si aggiunge l’apertura del Corso di laurea in Igiene Dentale, già attivo a Trieste, che sarà disponibile anche nella sede di Pordenone. Una decisione maturata alla luce dell’elevata domanda registrata negli anni precedenti, con un numero di richieste di ammissione stabilmente superiore al doppio dei posti disponibili. 

Questi i corsi di nuova attivazione:

Earth Sciences for Sustainable Development 
Lingua: Inglese
Sede: Trieste

Il corso di Laurea Triennale in Earth Sciences for Sustainable Development fornisce una solida preparazione nelle geoscienze con un focus innovativo sui temi delle georisorse e del rischio geologico, in un’ottica di sostenibilità globale. Il percorso prevede una forte componente laboratoriale e attività sul campo, con un numero programmato di 50 posti, per garantire un’elevata qualità dell’esperienza formativa. Il corso rappresenta un unicum nel panorama italiano, sia per la lingua di erogazione sia per i contenuti tematici, e consente l’accesso all’Esame di Stato per Geologo Junior, oltre alla prosecuzione verso lauree magistrali o dottorati.

Scienze riabilitative delle professioni sanitarie  
Lingua: Italiano
Sede: Trieste

Il corso di Laurea Magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie mira a formare professionisti con competenze avanzate nei settori della didattica, della gestione e della ricerca in ambito riabilitativo. Il percorso è rivolto ai laureati delle professioni sanitarie riabilitative e fornisce una preparazione che consente di accedere a ruoli dirigenziali, a incarichi nella formazione universitaria, nonché ad attività di ricerca e percorsi post-laurea. Il corso è caratterizzato da un orientamento alla didattica innovativa e alla ricerca, con insegnamenti su tematiche attuali come teleriabilitazione, intelligenza artificiale, realtà virtuale, robotica e modelli sanitari sostenibili. Rappresenta un’offerta formativa avanzata e aggiornata rispetto alle evoluzioni della professione e della sanità moderna.

Psicologia sociale e cognitiva applicata  
Lingua: Italiano, con alcuni insegnamenti in inglese
Sede: Trieste

Il corso di Laurea Magistrale in Psicologia Sociale e Cognitiva Applicata forma professionisti in grado di operare nei contesti non clinici della psicologia, integrando competenze sociali e cognitive in chiave applicativa. L’offerta didattica, flessibile e orientata alla personalizzazione del percorso formativo, si articola su quattro ambiti applicativi tra cui gli studenti potranno scegliere: comunità e benessere, lavoro e organizzazioni, ergonomia e tecnologie, persone-ambiente-animali-società. Il corso abilita all’esercizio della professione di psicologo e prepara a operare in una pluralità di contesti pubblici, privati e del terzo settore. Si distingue nel panorama nazionale per l’approccio integrato e per l’attenzione a tematiche attuali quali sostenibilità, inclusione e benessere psico-sociale.

Political Science – Integration and Governance (PoSIG)
Lingua: Inglese
Sede: Gorizia

PoSIG è un Corso di Laurea Magistrale internazionale interamente in lingua inglese, dedicato a laureati in Scienze Politiche e Internazionali. Sviluppato da un consorzio di tredici università europee e balcaniche, prevede la frequenza obbligatoria in almeno due sedi partner e il rilascio di un titolo congiunto. Il curriculum copre aree come politica comparata, integrazione europea, relazioni internazionali e teoria politica. L’Ateneo di Trieste, sede del secondo semestre del primo anno, offre insegnamenti incentrati su mediazione dei conflitti, democrazia e identità europea. Il percorso include attività orientate al policy-making, con possibilità di stage e mobilità internazionale.

 

OCCUPAZIONE E CARRIERE: I DATI PREMIANO L’UNIVERSITÀ DI TRIESTE

L’efficacia dell’offerta formativa di UniTS trova conferma nei dati occupazionali dei suoi laureati, come evidenziato dall’ultima indagine AlmaLaurea.

A un anno dal conseguimento del titolo, quasi l’85 % dei laureati triennali che non proseguono gli studi risulta occupato, una percentuale superiore alla media nazionale (78,6%). L’Ateneo si distingue anche sul piano retributivo: lo stipendio mensile netto è pari a 1.522 euro, al di sopra della media italiana (1.492 euro) e di quella del Friuli Venezia Giulia (1.497 euro).

Ancora più significativi i risultati dei laureati magistrali. A un anno dal titolo, UniTS registra un tasso di occupazione dell’87%, a fronte del 78,6% a livello nazionale. Le retribuzioni si attestano su una media mensile netta di 1.607 euro, contro i 1.488 euro della media italiana. A cinque anni dalla laurea, l’occupazione raggiunge il 93%, superando sia il dato regionale (92,7%) sia quello nazionale (89,7%). La retribuzione media mensile è pari a 1.988 euro, rispetto ai 1.923 euro del Friuli Venezia Giulia e ai 1.847 euro della media nazionale, con valori che raggiungono i 2.014 euro per i laureati magistrali biennali e i 1.949 euro per i corsi a ciclo unico.

 

DIRITTO ALLO STUDIO E AGEVOLAZIONI ECONOMICHE

Per l’anno accademico 2025/2026, UniTS conferma il proprio impegno concreto nel sostenere il diritto allo studio, mantenendosi tra i nove atenei italiani che hanno deciso di innalzare la soglia della no tax area a 30.000 euro di ISEE, ben oltre il limite ministeriale di 22.000 euro, garantendo così l’esenzione dalle tasse universitarie a una più ampia platea di studenti.

Resta inoltre attivo l’esonero totale per i beneficiari delle borse di studio dell’Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio Universitario (ARDiS), assegnate al 100% degli aventi diritto.

Confermate anche le agevolazioni basate sul merito, che costituiscono circa la metà degli esoneri e delle riduzioni contributive complessive, a conferma dell’elevata qualità della comunità studentesca UniTS e dell’attenzione dell’Ateneo nel valorizzare l’impegno e i risultati accademici.

 

SERVIZI DI ORIENTAMENTO 

UniTS accompagna con attenzione le future matricole nella scelta consapevole del proprio percorso accademico: l’Ufficio Orientamento offre consulenze personalizzate, attività informative e iniziative dedicate, sia in presenza che in modalità online, per supportare studentesse e studenti in ogni fase del processo decisionale.

Contatti: 040 3473 787 – orientamento@units.it

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Oltre 80 percorsi tra cui scegliere, con novità in geoscienze, professioni sanitarie, psicologia e scienze politiche
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Su “Vaccines” studio UniTS sulla sensibilizzazione al Thimerosal, conservante utilizzato in passato in numerosi medicinali

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Appena pubblicato sulla rivista scientifica Vaccines uno studio multicentrico dell’Università di Trieste, condotto da Luca Cegolon (UCO Igiene e Medicina Preventiva) e Francesca Larese Filon (UCO Medicina del Lavoro). Lo studio ha indagato la sensibilizzazione al Thimerosal in 31.948 pazienti sottoposti a patch test dal 1997 al 2023 per sospetta dermatite allergica da contatto in 4 centri del Triveneto: Trieste, Pordenone, Padova e Trento-Bolzano.

Il Thimerosal (o Metiolato) è un derivato mercuriale composto da etilmercurio e acido tiosalicilico, sviluppato nel 1927 come conservante con proprietà antimicrobiche ed ampiamente utilizzato fin dagli ’30 in vaccini e vari presidi medici come soluzioni antisettiche locali, pomate, spray nasali, colliri, altro.

Le reazioni immuno-mediate ai prodotti contenenti mercurio sono ben note, la più frequente delle quali è la dermatite allergica da contatto. Il Thimerosal venne nominato allergene dell'anno nel 2002 dall'American Contact Dermatitis Society, a causa dell'elevata prevalenza di sensibilizzazione combinata con bassa rilevanza clinica.

La maggior parte delle reazioni allergiche al Thimerosal clinicamente rilevanti si verificano in seguito all' applicazione di cosmetici o al contatto con preparati oftalmici contenenti tale allergene, con conseguente dermatite faciale. Pertanto, la sensibilità al Thimerosal è più frequente nelle donne a causa dell'uso di cosmetici e in categorie professionali come gli operatori sanitari per l'esposizione all'aptene attraverso la vaccinazione.

Un certo scetticismo sugli effetti collaterali neurologici del Thimerosal come additivo iniziò a diffondersi all’ inizio degli anni ‘80, portando al suo bando dai vaccini in Danimarca nel 1992 e in Svezia nel 1993. In particolare, i vaccini contenenti Thimerosal furono accusati di compromettere il neuro-sviluppo del bambino, aumentando il rischio di autismo, disturbo da deficit di attenzione e ritardo del linguaggio.

Nel 1999 alcune maggiori associazioni americane -  in particolare l’American Academy of Pediatrics, il Center for Disease Control and Prevention di Atlanta e la Food & Drug Administration – raccomandarono la rimozione del Thimerosal da tutti i vaccini quanto prima, su base precauzionale, per timore di superare i limiti di esposizione cumulativa a Metil-mercurio raccomandati dall’ Environmental Protection Agency americana.

Nonostante l’assenza di evidenze scientifiche, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e lo European Medicines Evaluation Agency (EMEA) si allinearono a tali raccomandazioni. Nei primi anni 2000 molti stati membri dell’Unione Europea, fra cui l’Italia, rimossero il Thimerosal dai vaccini. Il 24 Giugno 2005, il Consiglio dell’Unione Europea raccomandò la rimozione del Thimerosal da tutti i preparati vaccinali e farmaci, integrando la Strategia della Commissione Europea sul mercurio del 28 Gennaio 2005.

In seguito a tali politiche restrittive, la prevalenza e rilevanza clinica della positività al Thimerosal al patch test si è ridotta molto, almeno in Europa. Ad esempio, in uno studio europeo condotto nel 2015-2018, la prevalenza di reazioni al patch test al Thimerosal era del 2.5%.  Negli Stati Uniti tuttavia, la sensibilizzazione al Thimerosal è molto superiore (10-20%) a quella europea, probabilmente perché ancora usato come conservante in alcuni vaccini, fra cui quello influenzale.

Nello studio dell’Università di Trieste, la prevalenza di sensibilizzazione al Thimerosal diminuisce seguendo un trend temporale da 8,13% nel 1997 a 0,95% nel 2023, con una media percentuale di 8,41% nel periodo 1997-2015 e 4,01% durante gli anni 2010-2023.

La sensibilizzazione al Thimerosal è significativamente superiore in pazienti nati tra il 1981 e il 1990, quando era molto diffuso in farmaci e nei vaccini per l’infanzia. L’aumentata prevalenza di reazioni positive al patch test negli operatori sanitari, inoltre, riflette probabilmente una maggiore adesione alla vaccinazione antinfluenzale in questo gruppo di lavoratori rispetto ad altre categorie professionali. Almeno fino a 2008 infatti, molte formulazioni vaccinali autorizzate nell’ Unione Europea contenevano ancora il Thimerosal.

Tuttavia, reazioni positive del patch test al Thimerosal riscontrate dopo il 2000 sono probabilmente da considerare irrilevanti dal punto di vista clinico.

Abstract
La ricerca è stata condotta dai proff. Luca Cegolon e Francesca Larese Filon
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