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Basta fonti fossili per produrre etilene: studio UniTS su Science

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Un gruppo di ricerca internazionale ha scoperto un nuovo meccanismo fotocatalitico di attivazione dell’idrogeno utilizzato poi per realizzare un nuovo processo di produzione di etilene a partire da biossido di carbonio (CO2) e, appunto, idrogeno.

L’etilene è un componente fondamentale nella produzione di materiali plastici impiegati nei settori dell’imballaggio, dell’alimentazione, dell’abbigliamento, dei rivestimenti e isolanti elettrici, dalle gomme degli autoveicoli fino alla componentistica per attrezzature mediche. La produzione annua di etilene supera i 150 milioni di tonnellate e si basa attualmente sulla trasformazione catalitica di idrocarburi fossili, contribuendo così all’aumento delle emissioni di gas a effetto serra.

Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Science e potrà avere importanti effetti sul settore industriale ed in campo ambientale. 

Tra i ricercatori firmatari dello studio anche Paolo Fornasiero, professore presso il Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche dell’Università degli Studi di Trieste, associato all’Istituto di Chimica dei Composti Organometallici (ICCOM-CNR) di Firenze e membro del Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM).

La ricerca condotta dal professor Fornasiero e colleghi propone un nuovo modo di attivare l’idrogeno, o più semplicemente, di renderlo più reattivo e pronto a formare nuovi legami chimici attraverso la formazione di dipoli elettrici indotti da radiazione ultravioletta sulla superficie di fotocatalizzatori a base di oro depositato su biossido di titanio. La scoperta è stata applicata alla reazione di idrogenazione del biossido di carbonio allo scopo di poter trasformare tale inquinante a effetto serra in prodotti ad alto valore aggiunto. La ricerca prende spunto dalla consapevolezza della prossima disponibilità di idrogeno verde che potrà essere prodotto in grandi quantità per elettrolisi con corrente elettrica da fonti rinnovabili.  Il processo fotocatalitico complessivo che è stato ottenuto porta alla formazione selettiva di etilene a partire da biossido di carbonio e idrogeno.

Paolo Fornasiero, professore dell’Università degli Studi di Trieste, associato all’istituto ICCOM-CNR di Firenze e membro del consorzio INSTM, commenta: “Nella prospettiva di un’economia sempre più sostenibile, meno inquinante ed energivora, il nostro studio suggerisce la possibilità di produrre etilene con un metodo innovativo e sostenibile, riducendo drasticamente la dipendenza da fonti fossili, svincolandone il costo dal prezzo delle materie prime e dell’energia, in particolare da petrolio e gas naturale.”

L’etilene viene infatti attualmente prodotto attraverso un processo di cracking catalitico di idrocarburi in presenza di vapore d’acqua. Questo processo prevede il riscaldamento di idrocarburi, come ad esempio etano, propano, nafta e gasoli, ad alte temperature (tipicamente 750-950 °C) con vapore. Il vapore d’acqua contribuisce a ridurre l’indesiderata formazione di depositi carboniosi sulla superficie dei catalizzatori ed è coinvolto nella reazione di scissione degli idrocarburi più grandi in idrocarburi più piccoli, incluso l’etilene. La miscela risultante viene quindi separata tramite compressione e distillazione per isolare l’etilene. Il costo di produzione è fortemente dipendente dal tipo di idrocarburo utilizzato e dalla sua disponibilità locale, a cui vanno aggiunti aspetti legati alla difficoltà di trasporto e concorrenziali richieste per utilizzi energetici. La possibilità quindi di utilizzare biossido di carbonio e idrogeno verde, luce e un opportuno fotocatalizzatore per produrre etilene potrebbe portare non soltanto a vantaggi economici e ambientali, ma anche ridurre le sempre più critiche dipendenze da materie prime non omogeneamente distribuite.I ricercatori sono stati in grado di applicare con successo i risultati in condizioni prossime a quelle di interesse industriale, realizzando un primo prototipo.

Il gruppo di ricerca internazionale coinvolge, insieme al professor Paolo Fornasiero, i professori Nenchao Luo e Feng Wang dal Dalian Institute of Chemical Physics (Cina).

Attualmente la ricerca del prof. Fornasiero è finanziata dalla Commissione Europea (HORIZON-WIDERA-2021-ACCESS-03-01 e HORIZON-EIC-2023-PATHFINDEROPEN-01).

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Studio completo pubblicato su Science

Photochemical H2 dissociation for nearly quantitative CO2 reduction to ethylene

Ping Jin,1,3 Pu Guo,1 Nengchao Luo,1,3,* Hui Zhang,4,5 Chenwei Ni,1,3 Ruotian Chen,1 Wei Liu,1 Rengui Li,1 Jianping Xiao,1 Guoxiong Wang,6 Fuxiang Zhang,1 Paolo Fornasiero,2,* Feng Wang1,3,*

  1. State Key Laboratory of Catalysis, Dalian National Laboratory for Clean Energy, Dalian Institute of Chemical Physics, Chinese Academy of Sciences, Dalian 116023, China.
  2. Department of Chemical and Pharmaceutical Sciences, Center for Energy, Environment and Transport Giacomo Ciamiciam, INSTM Trieste Research Unit and ICCOM-CNR Trieste Research Unit, University of Trieste, Via Licio Giorgieri 1, Trieste 34127, Italy.
  3. University of Chinese Academy of Sciences, Beijing 100049, China.
  4. Shanghai Synchrotron Radiation Facility, Shanghai Advanced Research Institute, Chinese Academy of Sciences, Shanghai 201204, China.
  5. National Key Laboratory of Materials for Integrated Circuits, Shanghai Institute of Microsystem and Information Technology, Chinese Academy of Sciences, Shanghai 200050, China.
  6. Department of Chemistry, Fudan University, Shanghai 200438, China.
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Un gruppo di ricerca internazionale, tra cui il Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche UniTS, ha scoperto un nuovo meccanismo di attivazione fotocatalitica dell’idrogeno che potrà avere importanti effetti nell'industria
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Ex Ospedale Militare, al via la gestione ARDiS: 239 posti letto per studenti UniTS

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Dal 1° settembre 2025 il complesso dell’ex Ospedale Militare di via Fabio Severo è diventato una nuova Casa dello Studente, in base alla convenzione stipulata tra l’Università di Trieste e ARDiS, l’Agenzia regionale per il diritto allo studio.

La struttura, di proprietà demaniale e concessa in uso perpetuo e gratuito a UniTS, sarà gestita da Ardis per cinque anni, rinnovabili. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Università di Trieste e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con l’obiettivo di ampliare l’offerta abitativa studentesca, dare risposta alla crescente domanda di alloggi - resa più urgente dall’aumento delle immatricolazioni che sta caratterizzando l’Ateneo negli ultimi anni - e rafforzare l’attrattività del sistema universitario regionale.

Il complesso potrà ospitare fino a 239 studenti, distribuiti in 163 stanze di diverse tipologie: 24 singole da 16 mq; 63 singole da 18 mq; 64 doppie; 12 stanze doppie adattate per ospitare studenti con disabilità. Una parte dei posti, non inferiore a 63, sarà riservata agli studenti del Collegio Universitario di Merito “Luciano Fonda”, che potranno usufruire di spazi e attrezzature dedicate ad attività formative, culturali e ricreative.

All’Università resterà la disponibilità della Casa del Comandante, comprensiva della Sala Cappella al terzo piano (esclusa la portineria, affidata ad Ardis), che sarà destinata all’Innovators Community Lab, il percorso di formazione che l’Università di Trieste dedica all’innovazione e all’imprenditorialità, a uffici amministrativi e ad attività di placement e orientamento al lavoro.

L’assegnazione degli alloggi avverrà attraverso bandi pubblici e sarà prioritariamente destinata a studenti capaci e meritevoli, privi o carenti di mezzi economici, in possesso dei requisiti stabiliti dalle Linee guida regionali.

“Per l’Università di Trieste – sostiene la Rettrice Donata Vianelli – la valorizzazione dell’ex Ospedale Militare come Casa dello Studente riveste un’importanza strategica nell’ambito delle politiche per il diritto allo studio e i servizi rivolti agli studenti e alle studentesse. In un contesto urbano caratterizzato da forte pressione abitativa, la disponibilità di alloggi per studenti rappresenta una condizione essenziale per garantire pari opportunità di accesso all’istruzione universitaria e per rafforzare ulteriormente l’attrattività del nostro Ateneo”.

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La nuova Casa dello Studente accoglierà studenti capaci e meritevoli in situazione di fragilità economica. Una risposta alla crescente domanda di alloggi dovuta anche alla crescita delle immatricolazioni all’Università di Trieste
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Conversione della CO₂: più efficienza, meno impatto ambientale con un nuovo materiale composito ideato da UniTS 

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Un nuovo materiale composito, basato sull’interazione tra ossido di cerio e nanostrutture di carbonio, è stato sviluppato in uno studio coordinato da Università di Trieste e Università di Bologna e pubblicato sulla rivista Advanced Functional Materials. Il materiale si è dimostrato in grado di convertire elettrochimicamente la CO₂ con alta efficienza energetica, utilizzando una quantità significativamente ridotta di componenti cataliticamente attivi.

Il biossido di carbonio, principale gas serra e causa diretta del riscaldamento globale, è al centro dell’attenzione della ricerca internazionale per la transizione verso un’economia a impatto zero. L’elettrocatalisi rappresenta una delle strategie più promettenti per trasformare la CO₂ in prodotti utili per l’industria, contribuendo al tempo stesso alla decarbonizzazione dei processi produttivi.

Come sottolinea Michele Melchionna, professore di Chimica Generale e Inorganica all’Università di Trieste, che ha firmato lo studio insieme a Giovanni Valenti dell’Università di Bologna, “la conversione catalitica di CO2 è una delle sfide più interessanti e rilevanti nel panorama moderno, e va necessariamente integrata nell’ambito di processi sostenibili come la fotocatalisi o l’elettrocatalisi. Questo richiede lo sviluppo di materiali catalitici piuttosto complessi perché l’efficienza della conversione chimica di CO2 dipende in maniera critica da un preciso bilancio delle proprietà del catalizzatore. Per questo motivo una strategia molto utile è quella di ricorrere all’opportuno interfacciamento di più fasi, come nel caso del nostro progetto.”

Anche Paolo Fornasiero,ordinario di Chimica Generale e Inorganica a UniTS e co-autore dello studio insieme alla ricercatrice UniTS Miriam Marchi, evidenzia un aspetto cruciale del lavoro: “in un panorama politicamente molto instabile, in cui l’estrazione e la distribuzione dei elementi chimici strategici ha forti dipendenze geopolitiche, diventa sempre più importante massimizzare l’efficienza catalitica e la stabilità dei materiali riducendone così le quantità necessarie a ottenere prestazioni industrialmente accettabili.” 

Lo studio ha visto la partecipazione di altri gruppi di ricerca dell’Università di Padova e del centro di ricerca CIC biomaGUNE di San Sebastián ed è stato condotto grazie al finanziamento di diversi progetti di ricerca, tra cui il progetto europeo H2020 Decade e i progetti nazionali PRIN-PNRR ECHO-EF e PRIDE.

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Pubblicato su “Advanced Functional Materials” uno studio coordinato da UniTS e UniBo
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Prima riunione per lo staff della rettrice Vianelli

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Si è svolta oggi nella Sala Cammarata del Rettorato la prima riunione di staff della Rettrice Donata Vianelli, un momento dedicato alla pianificazione e all’allineamento delle attività che vedranno impegnata la nuova governance dell’Ateneo nei prossimi mesi. 

La Rettrice e il Prorettore vicario Mauro Tretiach hanno incontrato i ventisette collaboratori e collaboratrici che affiancheranno il lavoro degli organi di governo e delle strutture amministrative nel perseguire gli obiettivi strategici dell’Università di Trieste nei prossimi sei anni.

Prorettori e Prorettrici
Affiancheranno la rettrice otto prorettori e prorettrici: Paolo Fornasiero (DSCF) per la Ricerca, Paolo Edomi (DSV) per la Didattica e il diritto allo studio, Caterina Falbo (IUSLIT) per l’Impegno pubblico e sociale, Guido Bortoluzzi (DEAMS) per i Rapporti con le imprese e il territorio, Roberta Nunin (IUSLIT) per il Personale, le relazioni sindacali e le pari opportunità, Luca Bortolussi (MIGe) per la Trasformazione digitale, Adriano Venudo (DIA) per l’Edilizia universitaria e Barbara Campisi (DEAMS) per la Qualità.

Delegati e Delegate
La squadra dei delegati comprende diciassette docenti. Francesco Longo (DF) seguirà i Dottorati di ricerca, mentre Erik Vesselli (DF) curerà il Trasferimento tecnologico e i rapporti con gli Enti di ricerca. A Matteo Cornacchia (DISU) è affidata la Didattica innovativa, a Elisabetta Madriz (DISU) la Progettualità per l’orientamento, a Elisabetta De Giorgi (DiSPeS) la Mobilità e le relazioni internazionali e a Roberta Altin (DISU) la Cooperazione allo sviluppo. Giulia Caccamo (DiSPeS) avrà la delega alle Politiche per la comunità studentesca, Vanessa Nicolin (DSM) curerà Benessere studentesco e inclusione, Diego Abenante (DiSPeS) le Politiche per i Poli territoriali, Alessandro Massi Pavan (DIA) la Sostenibilità e la transizione energetica. Francesca Larese (DSM) si occuperà delle Condizioni di lavoro, salute e sicurezza, Giampaolo Dolso (IUSLIT) degli Affari generali e legali, Stefano Ciampi (IUSLIT) della Semplificazione amministrativa e del Polo universitario penitenziario. A Giulia Barbati (DSM) è affidato il Data reporting e a Paola Rossi (DEAMS) il Bilancio, la programmazione economica e il fundraising.

Referenti
Infine, quattro referenti saranno impegnati su specifici ambiti strategici. Alberto Pallavicini (DSV) continuerà a supervisionare le attività del progetto Transform4Europe – T4EU – The European University for Knowledge Entrepreneurs, Paolo Sorzio (DISU) seguirà la Formazione insegnanti, mentre Giovanni Longo (DIA) sarà il Mobility Manager e Paolo Bevilacqua (DIA) il Waste Manager per la Gestione dei rifiuti.

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Presentata ufficialmente la nuova squadra: 27 collaboratori e collaboratrici che fungeranno da supporto alla governance per i prossimi sei anni in ambiti specifici
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Andra Bucci, sopravissuta all'Olocausto, incontra a UniTS i ragazzi delle scuole superiori di Firenze

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110 ragazzi delle scuole superiori di Firenze hanno incontrato nell’Aula Magna UniTS Andra Bucci.

Andra e la sorella Tatiana furono deportate ad Auschwitz quando avevano solo 4 e 6 anni: per onorare il loro prezioso impegno nel portare testimonianza dell’Olocausto, l’Università di Trieste conferì loro nel 2020 la Laurea Honoris Causa in Diplomazia e Cooperazione Internazionale.

L’incontro è stato organizzato nell’ambito del progetto "Dall'Italia ad Auschwitz. I luoghi della storia e delle memorie come strumento di formazione", organizzato dalla Regione Toscana in occasione dell'80° anniversario della Liberazione dal nazifascismo.

Il viaggio studio ha anche, tra le sue principali finalità, la conoscenza e l'approfondimento della storia di alcuni luoghi di memoria significativi tra cui la Risiera di San Sabba.

 



 

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L’incontro fa parte di un progetto di Regione Toscana per celebrare l’80° anniversario della Liberazione dal nazifascismo
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Presentato Trieste Next 2025: ecco gli eventi UniTS

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Presentata la XIV edizione di Trieste Next, il Festival della ricerca che dal 26 al 28 settembre 2025 trasformerà ancora una volta Piazza Unità in un grande palcoscenico della scienza: per tre giorni oltre 100 eventi e centinaia di scienziati e scienziate da tutto il mondo dialogheranno con il pubblico per riflettere, insieme, sulle sfide del nostro tempo e confrontarsi sulle frontiere dell’innovazione tecnologica. Il tema di quest’anno è “La vita dentro. Dialoghi tra scienza e tecnologie”

“L’Università di Trieste, con i suoi molteplici ambiti disciplinari, sposa perfettamente il tema dell’edizione 2025 di Trieste Next – dichiara Donata Vianellirettrice UniTS e presidente del Comitato scientifico della manifestazione –. Anche quest’anno offriamo ai visitatori un programma ricco e vario, il supporto di duecento volontari che rendono possibile l’evento e, grazie al contributo della Regione, la presenza di due nomi di richiamo come Brian Kobilka e David Quammen. Per la prima volta, inoltre, nell’ideazione degli incontri sono stati coinvolti studenti e personale dell’ateneo. Oltre che ai talk e agli eventi, aspettiamo gli appassionati anche nelle tensostrutture allestite in Piazza Unità d’Italia per toccare con mano novità, curiosità e tendenze della ricerca scientifica”.

Gli eventi UniTS a Trieste Next, giorno per giorno, con la partecipazione attiva di tutta la comunità accademica: 

Venerdì 26 settembre
Sabato 27 settembre
Domenica 28 settembre

Questi i dieci spazi espositivi curati da UniTS nel suo stand in Piazza Unità:

Stand UniTS 26-28 settembre

Nello Stand UniTS sarà presente un punto vendita dei prodotti di Merchandising dell'Ateneo nei seguenti orari:

venerdì 26 settembre: 16.00 - 22.00

sabato 27 settembre: 10.00 - 22.00

domenica 28 settembre: 10.00 - 20.00

 

Trieste Next è promosso da Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste, Gruppo NEM Nord-Est Multimedia/Il NordEst/Il Piccolo, Area Science Park, OGS-Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, SISSA-Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati.
Copromotore è la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Curato da Post Eventi, il festival è un progetto di Trieste Città della Conoscenza e si avvale della collaborazione con l’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano
Main partner della manifestazione è Generali
Partner sono AcegasApsAmga, Estenergy, Insiel, Smact Competence Center. 
Content partner sono EuroBioHighTech, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Telethon e Centro Protesi Inail.

www.triestenext.it

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Il tema scelto quest'anno è “La vita dentro. Dialoghi tra scienze e tecnologie.”
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Polo di Gorizia: la città di confine sede ideale per il nuovo Joint Master's Programme in Political Science – Integration & Governance (PoSIG)

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Per le sue caratteristiche e peculiarità non solo rappresenta un unicum in Italia, ma in prospettiva consentirà anche di sviluppare forti relazioni internazionali: è il Joint Master's Programme in Political Science – Integration & Governance (PoSIG), programma biennale erogato interamente in inglese che coinvolge l’Università di Trieste, con Gorizia come sede di riferimento, con 13 atenei di otto Paesi complessivamente coinvolti. Rivolto a studenti con una laurea triennale in Scienze politiche o Relazioni internazionali, questo corso di studio integrato inter ateneo rafforza ulteriormente la vocazione internazionale di Gorizia.

Ha sottolineato la Rettrice, Donata Vianelli: “Sono orgogliosa di presentare questa nuova proposta didattica del nostro Ateneo a Gorizia, sede che intendiamo continuare a valorizzare in stretta collaborazione con gli enti locali. PoSIG è un corso unico in Italia ed Europa, che si svolgerà in questa straordinaria città di confine. L'obiettivo è quello di unire i popoli e offrire opportunità realmente spendibili nel mondo del lavoro ai giovani. Vedo Gorizia come una città-campus universitaria che può attirare studenti da tutta Europa, superando i confini e promuovendo la collaborazione e lo scambio culturale e scientifico“.

“Anno dopo anno assistiamo con soddisfazione al graduale allargamento dell’offerta didattica dell’Università di Trieste a Gorizia con corsi di prestigio, che consentono di rafforzare il ruolo della nostra città nello scenario geopolitico e la sua vocazione internazionale“, ha aggiunto il sindaco, Rodolfo Ziberna, “L’attivazione di PoSIG è un grande motivo di orgoglio: avrà una portata eccezionale per la nostra sede universitaria e per la città, anche prospettiva, guardando verso l’allargamento dell’Unione europea“.

Giuliana Parotto, Coordinatrice PoSiG per l’Università di Trieste, ha spiegato: “Durante una delle Academy organizzate tradizionalmente a Salisburgo dagli ideatori di PoSIG ho conosciuto personalmente i docenti coinvolti in questa iniziativa didattica. Da qui è nato da quest'anno il coinvolgimento di UniTS come unica università italiana. Gorizia porta valore aggiunto a questo corso unico nel suo genere in Europa: la città ospiterà un corso di studio internazionale che attirerà nel territorio studenti da tutta Europa e dai Paesi del Caucaso. Gorizia diventerà uno straordinario punto di attrazione per gli studenti che frequenteranno qui i Corsi di metodologia, relazioni internazionali e teoria politica“.

Franz Kok, coordinatore generale di PoSIG e rappresentante del Rettore dell’Università Paris Lodron University of Salzburg (PLUS), ha illustrato nei dettagli le caratteristiche del corso. Gli iscritti avranno la possibilità di studiare in almeno due diverse sedi tra Austria, Albania, Armenia, Bosnia-Erzegovina, Georgia, Italia, Macedonia del Nord e Kosovo, ricevendo un joint degree riconosciuto da tutti gli atenei partecipanti. Il corso, interamente in lingua inglese, combina una solida preparazione teorica con un forte orientamento alla ricerca sui processi decisionali e le politiche pubbliche, con particolare attenzione ai temi della governance e dell’integrazione in contesti nazionali e internazionali.

Il percorso include moduli in Politica comparata, Integrazione europea, Relazioni internazionali, Amministrazione e politiche pubbliche, Teoria politica. Il programma prevede anche tirocini in organizzazioni partner internazionali, come il Regional Cooperation Council (RCC), la Central European Initiative (CEI), l’Institute of the Regions of Europe (IRE), l’UNODC e l’Ufficio regionale per la cooperazione giovanile (RYCO). PoSIG promuove un modello europeo di formazione alla politica multilaterale e rappresenta un’offerta unica per chi intende formarsi come esperto di integrazione e governance in contesti internazionali. L’Università di Trieste contribuisce al progetto offrendo 30 crediti: Strategic Studies – Relazioni internazionali, Political theory, Conflict Resolution – Relazioni internazionali, Metodologia – Project Cicle management, Metodologia – analisi quantitativa.

Il corso è stato fondato nel 2016 a Salisburgo. Inizialmente gli studenti dovevano frequentare il primo anno a Salisburgo o a Lubiana, ma dal 2023 è caduta questa limitazione. Con gli anni si è allargato il Consorzio, includendo anche alcune università del Caucaso, accreditate nel 2025.

L’adesione al Consorzio è importante per l’internazionalizzazione di Units: un Joint Degree con queste caratteristiche non esiste in nessuna sede universitaria italiana. Il diploma di laurea PoSig, per le sue caratteristiche, è molto attrattivo e permetterà di sviluppare rapporti internazionali con aree extra Unione europea in vista di un’adesione futura di questi Paesi.

Attualmente, considerando anche PLUS e UniTS, fanno parte del Consorzio 13 Università di otto Stati:

  • Albania, Tirana: European University of Tirana (UET) University of Tirana (UTIR)
  • Armenia, Yerevan: Yerevan State University (YSU) Eurasia International University Yerevan (EIU)
  • Bosnia and Herzegovina, Sarajevo: University of Sarajevo (UNSA) Sarajevo School of Science and Technology (SSST)
  • Georgia, Tbilisi: Tbilisi State University (TSU) Georgian Institute for Public Affairs (GIPA)
  • North Macedonia, Skopje: Cyril and Methodius University in Skopje (UKIM)
  • Kosovo, Prishtina: University of Business and Technology Prishtina
  • (UBT) University of Prishtina (UP)

 

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Il capoluogo isontino sempre più città-campus universitario
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Moduli Formativi Estivi: al via la sessione conclusiva dal 1 al 5 settembre

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Sono quasi 500 i ragazzi di terza e quarta superiore che si sono iscritti alla seconda sessione dei Moduli Formativi Estivi (https://portale.units.it/it/studiare/orientarsi/moduli-formativi) che, dal 1° al 5 settembre, affolleranno le aule UniTS.

La maggior parte provengono da Istituti del Friuli-Venezia Giulia ma anche da Aosta, Belluno, Cremona, Bergamo, Mantova, Pavia, Pordenone, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, Alessandria, Cosenza e Roma. 

La sessione è stata inaugurata dalla Delegata della Rettrice per le progettualità di Orientamento, prof.ssa Elisabetta Madriz, con una breve introduzione ai Moduli Formativi estivi cui è seguita una veloce presentazione del Collegio Luciano Fonda.

E proprio nella sede del Collegio, nell’ex Ospedale Militare in via Fabio Severo 40, si terrà il 3 settembre la serata con apericena e talk su clima, energia e convivialità dedicata ai partecipanti iscritti all’evento

La parola è poi passata allo staff dell’Orientamento di UniTS che ha coordinato le testimonianze degli studenti orientatori per una efficace testimonianza tra pari valorizzando i diversi percorsi di vita che non sempre sono lineari ma proprio per questo richiedono attenzione e profonda conoscenza di sé per valorizzare efficacemente i propri talenti e le proprie passioni. 

Condividere esperienze di scelta e percorsi di vita universitaria ha consentito di offrire utili spunti di riflessione per un momento di orientamento importante a supporto dei futuri studenti.  

Le sessioni in programma fino al 5 settembre sono 12 e saranno gestite dai docenti dell’Ateneo nelle aree formative di Studi Umanistici, Ingegneria, Scienze della Terra, Fisica, Chimica, Farmacia e Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, Giurisprudenza, Matematica, Intelligenza Artificiale e Data Science, Statistica e Biologia. 

I Moduli Formativi Estivi sono un progetto di Orientamento Attivo giunto quest'anno alla sua undicesima edizione e rivolto agli studenti delle classi terze e quarte superiori per aiutarli a verificare i propri interessi facendo un'esperienza intensiva di vita universitaria in un ambito a propria scelta con l'obiettivo di supportarli nella scelta consapevole del percorso formativo da intraprendere.   

Alla prima sessione di Luglio hanno aderito complessivamente 702 studenti che si sono iscritti a uno dei 17 Moduli offerti nelle aree formative dell'Architettura, Professioni Sanitarie, Economia e Management, Ingegneria, Matematica e Scienze della Terra, Studi Umanistici, Odontoiatria e Protesi Dentaria, Scienze Politiche, Internazionali e Diplomatiche. 

Il numero complessivo degli iscritti del 2025 segnala quindi una crescita costante degli studenti iscritti a questa importante iniziativa di orientamento con 1.190 iscritti rispetto ai 1.075 del 2024 a testimonianza della forte attrattività e riconosciuta efficacia dell’esperienza orientativa di UniTS. 

Tutte le info: https://portale.units.it/it/studiare/orientarsi/moduli-formativi

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In crescita il numero di futuri studenti che vogliono conoscere UniTS
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Internazionalizzazione UniTS: poste le basi per future collaborazioni con i maggiori Atenei del Perù

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Le attività di internazionalizzazione di UniTS hanno uno sguardo globale e prevedono scambi, collaborazioni e progettualità congiunte con diverse aree del mondo. Tra queste, un'attenzione particolare è rivolta all'America del Sud, con cui l'Ateneo ha già siglato diversi accordi internazionali. In questo contesto si colloca la missione di Angelo Venchiarutti, docente di Diritto privato, a cui nel mese di agosto in Perù è stato conferito il titolo di Avvocato onorario dal Colegio de los Advocados de Lima Sur (Lima) e dal Colegio de los Advocados de Junin (Huancayo).

Le attività di divulgazione scientifica che il prof. Venchiarutti ha svolto nel Paese sudamericano nel corso del mese di agosto hanno portato a stringere rapporti di collaborazione futura con le maggiori università del Perù, Università di Lima  - Universidad Nacional Mayor de San Marcos e l’Universidad Autónoma del Perú, entrambe interessate a siglare convenzioni di collaborazione con l’Università di Trieste.

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Angelo Venchiarutti riceve il titolo di Avvocato onorario nel Paese sudamericano
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Dal profondo dell'Oceano Atlantico i segnali di rischio sismico per l'Europa

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Per la prima volta un gruppo di ricercatori europei guidato dall’Università di Lisbona, con la partecipazione dell’Università di Trieste, ha identificato in un’area nell’Oceano Atlantico un caso di “affondamento” di un pezzo di placca, la parte inferiore della litosfera, lo strato più esterno della Terra.

Questo fenomeno geologico, noto come “delaminazione della litosfera” e all’origine di molti eventi sismici, finora era stato documentato solo nei continenti.
La scoperta, pubblicata su Nature Geoscience, apre quindi nuove prospettive sulla previsione del rischio sismico in Europa.

Grazie a sofisticate tecniche di tomografia sismica, tecnica che impiega le onde sismiche dei terremoti per capire la struttura della Terra a profondità elevate, i ricercatori hanno rilevato un’anomalia ad alta velocità fino a 250 km di profondità sotto la Piana Abissale di Horseshoe, nella regione a sud-ovest della Penisola Iberica, tra le placche africana ed eurasiatica, un’area nota per la sua intensa attività sismica, teatro di terremoti storici come quello di Lisbona del 1755 (M8.5 – 8.7) e quello di San Vincenzo del 1969 (M7.9).

In questa regione, pur mancando segni e deformazioni superficiali evidenti di paesaggi contorti o montagne sottomarine, una porzione di litosfera oceanica starebbe affondando nel mantello terrestre, creando nuove faglie. 
Questo fenomeno, favorito dalla presenza di una spessa zona serpentinizzata, che agisce da strato debole, potrebbe spiegare l’origine di terremoti storici di grande magnitudo.

Chiara Civiero, geofisica e ricercatrice presso il Dipartimento di matematica, informatica e geoscienze dell’Università di Trieste, coautrice dello studio e responsabile delle analisi tomografiche, sottolinea: “Questa scoperta apre nuove strade per comprendere l’evoluzione delle primissime fasi di subduzione oceanica con importanti implicazioni per la tettonica a placche. Se anche aree senza evidenti faglie superficiali, come la Piana Abissale di Horseshoe, possono essere soggette a forti terremoti, emerge la necessità di rivedere i modelli di pericolosità sismica per includere processi profondi e strutture non mappabili con metodi tradizionali”.

Insieme alla subduzione della litosfera oceanica, processo per cui una placca può scorrere sotto un’altra se lungo il margine di contatto avviene compressione, la delaminazione della litosfera continentale costituisce il principale meccanismo attraverso cui la superficie terrestre viene riciclata nel mantello. Le placche tettoniche, ossia le zolle di litosfera rigide– la parte esterna più rigida del pianeta Terra –, sono infatti costantemente in marcia al rallentatore, con alcuni bordi che si separano e altri che si scontrano. 

I modelli numerici elaborati dai ricercatori suggeriscono che la delaminazione potrebbe evolvere in una vera e propria zona di subduzione, contribuendo così a una riorganizzazione tettonica dell’Atlantico. Questo processo potrebbe portare alla formazione di un nuovo sistema di subduzione che si collegherebbe all’Arco di Gibilterra, con implicazioni a lungo termine per la chiusura dell’Oceano Atlantico.

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Studio pubblicato su Nature Geoscience

Seismic evidence for oceanic plate delamination offshore Southwest Iberia

João C. Duarte*1,2, Nicolas Riel3, Chiara Civiero4, Sónia Silva1, Filipe M. Rosas1, Wouter P. Schellart5, Jaime Almeida6,7, Pedro Terrinha8, António Ribeiro1

  1. IDL - Instituto Dom Luiz, Faculdade de Ciências, Universidade de Lisboa, Campo Grande, 1749-016, Lisboa, Portugal
  2. UNIARQ, Centro de Arqueologia da Universidade de Lisboa, 1600-214, Lisboa, Portugal
  3. Institute of Geosciences, Johannes Gutenberg University, Mainz, J.-J.-Becher-Weg 21, D-55128 Mainz, Germany
  4. Department of Mathematics, Informatics and Geosciences, University of Trieste, Trieste, Italy
  5. Department of Earth Sciences, Vrije Universiteit Amsterdam, Amsterdam, Netherlands
  6. SEGAL, Departamento de Informática (UBI), Rua Marquês d’Ávila e Bolama, Covilhã, 6201-0012, Portugal
  7. IDL - Instituto Dom Luiz, Universidade da Beira Interior, Covilhã, 6201-0012, Portugal
  8. Instituto Português do Mar e da Atmosfera (IPMA), Lisboa, Portugal

 

Abstract
Su Nature Geoscience uno studio internazionale con la partecipazione di UniTS , ha rivelato un caso di “affondamento” di una porzione di mantello litosferico mai osservato prima in un oceano
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