La Medaglia Raffaele Piria della Società Chimica Italiana conferita a Maurizio Prato Read more about La Medaglia Raffaele Piria della Società Chimica Italiana conferita a Maurizio Prato Immagine Prato Maurizio img.jpg Data notizia Mon, 24/06/2024 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Destinatari canale Ateneo Studiare Destinatari target Studenti iscritti Post lauream Testo notizia La Società Chimica Italiana ha conferito al prof. Maurizio Prato la prestigiosa Medaglia Raffaele Piria che viene assegnata a una scienziata o uno scienziato che abbia onorato la Chimica Organica italiana e di essa ne rappresenti una continuità nelle più insigni tradizioni. La Medaglia è stata conferita al prof. Maurizio Prato per la sua visione antesignana che ha elevato studi fondamentali di Sintesi Organica a ricerca interdisciplinare di frontiera con eccezionale impatto scientifico e di grandissimo potenziale biomedico e tecnologico in molteplici aree di medicina rigenerativa e nanomedicina e per la conversione dell'energia solare con processi e materiali sostenibili portando lustro alla Scuola italiana di Chimica Organica e Materiali Organici.Maurizio Prato, Socio Nazionale dell’Accademia dei Lincei, già professore ordinario di Chimica Organica all'Università di Trieste, è Ikerbasque Research professor presso il CIC biomaGUNE, a Donostia San Sebastian in Spagna. Il prof. Prato è noto in tutto il mondo per le sue ricerche innovative sui materiali funzionali a base di carbonio, per applicazioni nella scienza dei materiali, nella nanomedicina e nella catalisi. La Medaglia Raffaele Piria, che verrà consegnata lunedì 26 agosto 2024 durante l’evento “XXVIII Congresso Nazionale della Società Chimica Italiana” a Milano, corona questa prestigiosa carriera scientifica.Questa Medaglia si aggiunge alla Medaglia Ciamician ottenuta dal dott. Giacomo Filippini e al Premio Nazionale per la Miglior Tesi di Dottorato in Chimica Organica della dott.ssa Beatrice Bartolomei, coronando il successo del gruppo di ricerca del prof. Maurizio Prato e del Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche in generale. Abstract Il prestigioso riconoscimento verrà consegnato in agosto a Milano Mostra nel diario Off
TRIESTE NEXT 2024: cercansi volontari! Read more about TRIESTE NEXT 2024: cercansi volontari! Immagine slidetriestenex2023.png Data notizia Mon, 24/06/2024 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Studiare Impegno pubblico e sociale Destinatari target Studenti iscritti Territorio e società Testo notizia Candidature entro le ore 20 del 31 luglio 2024!La tredicesima edizione di Trieste Next, il Festival della Ricerca Scientifica che si svolgerà dal 27 al 29 settembre 2024 con un focus su “Gli orizzonti dell’intelligenza. La Conoscenza tra essere umano e tecnologie”, punta nuovamente sul “Progetto Volontari” per permettere a tutti gli studenti e le studentesse di UniTS di vivere da protagonisti la manifestazione. L’esperienza come volontario di Trieste Next è estremamente coinvolgente, consente di vivere in prima linea l’evento, di scoprire lo stimolante sistema della ricerca scientifica del nostro territorio e di farsi ispirare dal lavoro a contatto con gli scienziati e dalla divulgazione dei loro progetti per coinvolgere bambini e adulti. I volontari supporteranno le attività degli espositori e dei laboratori previsti in Piazza Unità d’Italia, collaboreranno all’accoglienza dei visitatori e alla gestione delle sale in cui si svolgono le conferenze e gli eventi, si cimenteranno come ambasciatori social per contribuire al racconto della manifestazione sui canali di comunicazione digitale. Per svolgere questo ruolo servono passione, abilità comunicative e relazionali, empatia e non può mancare la voglia di divertirsi e di imparare! Al termine dell’esperienza, non solo a ogni volontario verrà rilasciato un attestato di partecipazione, ma UniTS riconoscerà 1 CFU a studenti e studentesse a fronte di 25 ore di volontariato. Per ottenere il riconoscimento del CFU bisognerà presentare alla Segreteria Didattica del proprio Dipartimento l’attestato di partecipazione che sarà rilasciato al termine della manifestazione. Per candidarti, compila il MODULO entro le ore 20 del 31 luglio 2024. Per gli studenti interessati a svolgere la propria attività in un determinato gruppo di ricerca, ti ricordiamo che nel modulo di candidatura vi è un campo specifico dove indicare il nome del tuo docente di riferimento.Vieni a far parte della nostra squadra, ti aspettiamo!Tutte le info Ufficio Supporto alla divulgazione scientifica, Università degli Studi di Trieste: volontari@units.it ; tel. 040558 6124 o 6143. Abstract Candidati entro le ore 20 del 31 luglio Documenti allegati Document VADEMECUM VOLONTARI Mostra nel diario Off
Medio Oriente: l'appello al "cessate il fuoco" delle Università italiane Read more about Medio Oriente: l'appello al "cessate il fuoco" delle Università italiane Immagine guerra.jpg Data notizia Thu, 23/05/2024 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Impegno pubblico e sociale Destinatari target Studenti iscritti Territorio e società Testo notizia Nel corso dell’assemblea mensile, le rettrici e i rettori delle università italiane hanno ascoltato con attenzione l’intervento di Alessia Conti, Presidente del CNSU. Conti, nel portare la voce dei due milioni di studenti che rappresenta, ha espresso le loro preoccupazioni in merito al conflitto in Medio Oriente.A seguito del confronto, e in considerazione delle numerose comunicazioni arrivate ai rettori, la CRUI intende ribadire come l’intero sistema universitario sia unito nella richiesta, ormai pervenuta da più parti, di un’immediata cessazione delle ostilità e del rilascio degli ostaggi sequestrati nel corso del disumano attacco del 7 ottobre. Il massacro di civili che da quella data è stato perpetrato nella Striscia di Gaza e la contemporanea distruzione di tutte le infrastrutture, non ultime le università, hanno ormai superato ogni limite accettabile. In questo senso, insieme al Presidente Mattarella, le università ribadiscono come sia urgente “porre fine alla catena di azioni e reazioni e consentire l’avvio di un processo che ponga termine ai massacri e conduca finalmente a una pace stabile”.“È essenziale evitare di favorire l’escalation con schieramenti aprioristici – ha sottolineato Giovanna Iannantuoni, Presidente della CRUI – La situazione mediorientale è complessa e come tale va analizzata. Il vero coraggio è quello di non cedere a logiche di parte e schierarsi invece per la pace.”L’art.11 della Costituzione sancisce che: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.” D’altra parte, è nella natura stessa dell’università essere un luogo libero e pacifico, dove il confronto anche aspro di tesi avverse utilizza l’argomentazione razionale, mai la violenza. Ed è quindi compito proprio delle università favorire l’apertura, l’approfondimento, il dibattito e la ricerca di soluzioni per la convivenza civile.In quest’ottica la CRUI e il sistema universitario si impegnano fin da ora a:Mantenere alta l’attenzione su tutte le crisi internazionali in corso. Perché, come sostenuto dal Presidente Mattarella, “la dignità umana, la rivendicazione della libertà, la condanna della sopraffazione, il rifiuto della brutale violenza non cambiano valore a seconda dei territori, a seconda dei confini tra gli Stati, a seconda delle relazioni internazionali tra parti politiche o movimenti”Intensificare il lavoro della commissione mista CRUI-CNR-INFN-INAF appena istituita con l’incarico di proporre linee guida sui principi etici e deontologici che devono orientare l’utilizzo dei risultati della ricerca scientifica per un uso non militareFavorire l’allargamento del dibattito pubblico e degli spazi di approfondimento interdisciplinare delle crisi internazionali e delle loro radici storiche, economiche, culturali, come già sta avvenendo negli atenei nel corso delle ultime settimaneProseguire la collaborazione scientifica con le università straniere di ogni Paese. Interrompere gli accordi con le università significa infatti rigettare l’importanza di luoghi di riflessione, pensiero critico e confronto costruttivo. Scienza e cultura sono garanzia di liberi spazi di dialogo anche nella differenza di opinioni e visioniPromuovere l’adesione delle università al consorzio UNIMED (Mediterranean Universities Union) di cui fanno parte le università palestinesi e a TESI (Technical Education Support for Higher Education Students Initiative) promossa dalla An-Najah National University e che prevede aiuti finanziari e materiali agli studenti della Striscia di GazaChiedere il rafforzamento delle iniziative di Scholars at risk e Students at risk, per finanziare borse di studio finalizzate all’accoglienza di docenti, studenti e studentesse delle università palestinesi distrutte a causa del conflitto Proporre l’istituzione di “Educare alla pace”, progetto che permetta alle università di istituire borse di studio per studentesse e studenti palestinesi. Promuovere, presso le istituzioni europee l’attivazione del programma “Erasmus for Palestine”. Abstract Leggi i 7 punti diramati dalla CRUI Mostra nel diario Off
Sostegno alla Pace: la posizione di UniTS Read more about Sostegno alla Pace: la posizione di UniTS Immagine pace.jpg Data notizia Wed, 19/06/2024 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Impegno pubblico e sociale Destinatari target Studenti iscritti Territorio e società Testo notizia Il Senato Accademico dell’Università degli Studi di Trieste, riunito il 18 giugno 2024, ha ascoltato la relazione del Magnifico Rettore che ha inserito all’ordine del giorno la “mozione di boicottaggio” ricevuta l’ 11 giugno 2024 e presentata il giorno della seduta da 5 studenti. Dopo ampia e approfondita discussione, all’unanimità, il Senato respinge la mozione e ritiene opportuno ribadire la posizione dell’Ateneo. Il Senato richiama innanzitutto alcuni principi fondanti l’azione dell’Ateneo, rilevanti ai fini della definizione di specifiche iniziative per la pace. UniTS ispira il proprio agire al rispetto dei principi costituzionali, con specifico riferimento all’Art. 11 della Costituzione, che afferma che «l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali»; all’Art. 33 della Costituzione, che sancisce che «l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento», con ciò affermando con forza il valore di libertà della ricerca; ai valori sanciti nel proprio Statuto e nel proprio Codice Etico. Ispirato da questi principi, il Senato Accademico raccoglie e fa propri l’apprensione e il turbamento dell’intera comunità universitaria rispetto a tutte le guerre in corso nel mondo, manifestando il proprio dolore per le enormi sofferenze che i numerosi conflitti in atto provocano alle popolazioni civili coinvolte. L'Ateneo si impegna a sostenere la risoluzione diplomatica delle controversie internazionali e il cessate il fuoco in tutte le situazioni di conflitto, sostenendo il Rettore nel suo farsi costante parte attiva nell’interlocuzione in seno alla CRUI sul tema della pace.Con specifico riferimento alla tragica situazione nella Striscia di Gaza, il Senato invoca con forza e con urgenza, anche alla luce della risoluzione ONU del 25 marzo 2024, «un immediato cessate il fuoco [….] e il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi», sottoscrivendo il comunicato della CRUI del 23 maggio 2024, immediatamente pubblicato anche sul sito istituzionale di UniTS.In tale comunicato si ribadisce «... come l’intero sistema universitario sia unito nella richiesta, ormai pervenuta da più parti, di un’immediata cessazione delle ostilità e del rilascio degli ostaggi sequestrati nel corso del disumano attacco del 7 ottobre. Il massacro di civili che da quella data è stato perpetrato nella Striscia di Gaza e la contemporanea distruzione di tutte le infrastrutture, non ultime le università, hanno ormai superato ogni limite accettabile. In questo senso, insieme al Presidente Mattarella, le università ribadiscono come sia urgente “porre fine alla catena di azioni e reazioni e consentire l’avvio di un processo che ponga termine ai massacri e conduca finalmente a una pace stabile”».In merito al ruolo delle istituzioni universitarie in questi contesti, il Senato Accademico richiama e fa pienamente e convintamente proprie le parole del Presidente Mattarella, pronunciate proprio nella nostra Aula Magna il 12 Aprile 2024 in occasione del conferimento della laurea Honoris Causa: «Le Università sono sempre state (…) luogo del libero dibattito, della critica e anche del dissenso nei confronti del potere. Dibattito, critica e dissenso collegati tra gli Atenei di tutti i paesi, al di sopra dei confini e al di sopra dei contrasti tra gli Stati. Se si recide questo collegamento, questo prezioso scambio di riflessioni, di collaborazioni, di esperienze, non si aiutano i diritti, non si aiuta la libertà né la pace, ma si indebolisce la forza del dibattito, della critica, del dissenso. Si aiuta il potere, quello peggiore, che ha sempre cercato di tenere isolate le Università del proprio Paese, di impedirne il collegamento con quelle oltre confine».UniTS promuove lo sviluppo dei rapporti istituzionali e l’apertura di spazi di dialogo e di dibattito, interni, nazionali e con Università e centri di ricerca internazionali, ribadendo come essenziale il rispetto della libertà di espressione e della libertà di manifestazione pacifica e ripudiando l’incitamento all’odio e l’uso della violenza. UniTS non aderisce ad alcuna iniziativa di boicottaggio, perché in contrasto con la missione di promozione del dialogo e di costruzione di ponti fra culture diverse. UniTS orienta la propria azione con il fine di contrastare ogni fenomeno di discriminazione, di garantire a studentesse e studenti la possibilità di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso il rispetto dei diritti umani, l’uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace, di non violenza e la valorizzazione della diversità culturale.UniTS condanna il brutale attacco del 7 ottobre 2023 e le violenze perpetrate dai terroristi di Hamas contro la popolazione israeliana, come condanna fermamente le azioni condotte dal governo di Israele che hanno portato ad un inaccettabile massacro di civili. UniTS si impegna a promuovere e a sostenere la pace ad ogni livello e a intensificare la propria presenza all’interno del consorzio UniMED, a continuare il proprio supporto alla rete Scholars at Risk e alla Rete delle Università Italiane per la Pace (RUniPace), dimostrandosi così, ancora una volta, disponibile all’accoglienza di studenti e studiosi, a maggior ragione se provenienti dalle zone di guerra. UniTS si impegna a mantenere e ad incrementare, se possibile, le collaborazioni scientifiche con le università di ogni Paese estero, allo scopo di favorire lo sviluppo del dibattito, del dissenso se necessario, escludendo da ogni accordo negoziale iniziative connesse ad attività di tipo bellico. UniTS continua a coltivare i rapporti di collaborazione e di supporto a tutte le Aziende compatibili con il proprio codice etico al fine di offrire alla valutazione dei nostri studenti le migliori opportunità occupazionali. UniTS continuerà a mantenere aggiornato l’elenco delle collaborazioni di ricerca già disponibile a questo linkIl Senato Accademico di UniTS, infine, stigmatizza con forza il comportamento di una parte dei manifestanti che si sono resi responsabili di azioni violente e di dichiarazioni caratterizzate da ripetute falsità nei confronti di studenti, senatori e della stessa governance. Mostra nel diario Off
Arte e UniTS: giovedì 20 giugno "Talk al tramonto" al Castello di San Giusto Read more about Arte e UniTS: giovedì 20 giugno "Talk al tramonto" al Castello di San Giusto Immagine Talk tramonto 20giu24 1200x800 img.jpg Data notizia Tue, 18/06/2024 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Impegno pubblico e sociale Destinatari target Territorio e società Testo notizia La magica cornice del Bastione Fiorito del Castello di San Giusto ospita giovedì 20 giugno un Talk al tramonto organizzato dall’Università degli Studi di Trieste, dal Comune di Trieste - Assessorato alle politiche della cultura e del turismo, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.Tema dell’incontro, aperto a tutti fino ad esaurimento posti, è “Arte e UniTS: un viaggio dal 1953 a oggi” con Bruno Callegher, Massimo Degrassi e Lorenzo Michelli.L’evento è collegato alla mostra “1924-2024 – Un secolo di storia dell’Università degli Studi di Trieste. Immagini e documenti”, allestita sempre al Bastione Fiorito fino al 1° settembre. Massimo De Grassi, docente di Storia dell’Arte contemporanea a UniTS, racconterà le vicende relative alle prime opere d’arte donate all’Università di Trieste e affronterà soprattutto le dinamiche della Mostra di pittura italiana contemporanea allestita nell’aula magna dell’ateneo nel dicembre 1953, nucleo fondante della Pinacoteca del Rettorato e motore delle successive politiche di acquisizione da parte dell’Ateneo. Acquisizioni che hanno portato negli anni a raggiungere numeri e presenze artistiche molto significative e di grande qualità.“Molteplici sono le modalità in cui si è sviluppato il rapporto tra l'Università di Trieste e la ricerca artistica in occasione dell'edificazione del monumentale edificio progettato negli anni '30 da Raffaello Fagnoni e Umberto Nordio – spiega Lorenzo Michelli - autori come Marcello Mascherini, Ugo Carà, Mario Moschi sono coinvolti nella progettazione di una struttura che, attraverso la rilettura artistica di miti e allegorie definiva la sua identità e vocazione. Un altro momento storico è quello del '53, in cui un significativo gruppo di artisti di levatura nazionale dona opere di alta qualità che rappresentano quella che è di fatto una delle collezioni pubbliche dedicate al ‘900 più importanti di Trieste”. Dopo il talk... aperitivo sulla terrazza panoramica.INFO E PROGRAMMA Abstract Ingresso libero fino ad esaurimento posti Mostra nel diario Off
Studio INAF - UNITS "cattura" venti relativistici di un quasar Read more about Studio INAF - UNITS "cattura" venti relativistici di un quasar Immagine alone.png Data notizia Tue, 18/06/2024 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Territorio e società Testo notizia Un team di ricerca guidato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha di nuovo imbrigliato i lontanissimi ed energici venti relativistici generati da un quasar lontano ma decisamente attivo (uno dei più luminosi finora scoperti). In uno studio pubblicato sulla rivista The Astrophysical Journal viene riportata la prima osservazione a diverse lunghezze d’onda dell'interazione tra buco nero e il quasar della galassia ospite durante le fasi iniziali dell'Universo, circa 13 miliardi di anni fa. Oltre all'evidenza di una tempesta di gas generata dal buco nero, gli esperti hanno scoperto per la prima volta un alone di gas che si estende ben oltre la galassia, suggerendo la presenza di materiale espulso dalla galassia stessa tramite i venti generati dal buco nero.La galassia protagonista dello studio è J0923+0402, un oggetto lontanissimo da noi, per la precisione a redshift z = 6.632 (ossia la sua radiazione che osserviamo è stata emessa quando l’Universo aveva meno di un miliardo di anni) con al centro un quasar. La luce dei quasar (o quasi-stellar radio source) viene prodotta quando il materiale galattico che circonda il buco nero supermassiccio si raccoglie in un disco di accrescimento. Infatti, nell’avvicinarsi al buco nero per poi esserne inghiottita, la materia si scalda emettendo grandi quantità di radiazione brillante nella luce visibile e ultravioletta.“L'utilizzo congiunto di osservazioni multibanda ha permesso di studiare, in un range di scale spaziali molto ampio e dalle regioni più nucleari fino al mezzo circumgalatico, il quasar più lontano con misura di vento nucleare e l’alone di gas più esteso rilevato in epoche remote (circa 50 mila anni luce)”, spiega Manuela Bischetti, prima autrice dello studio e ricercatrice presso l’INAF e l’Università di Trieste. I dati descritti nell’articolo sono frutto della collaborazione di gruppi di ricerca che lavorano su frequenze diverse dello spettro elettromagnetico. In primis lo spettrografo X-Shooter, installato sul Very Large Telescope (VLT) sempre dell'ESO, ha captato raffiche di materia, in gergo BAL winds (dall’inglese venti con righe di assorbimento larghe o broad absorption line), in grado di raggiungere velocità relativistiche fino a decine di migliaia di chilometri al secondo, misurandone e calcolandone le caratteristiche. Le potenti antenne cilene di ALMA (l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array dell’ESO), ricevendo frequenze dai 242 ai 257 GHz provenienti dall’alba del Cosmo, sono state attivate per cercare la controparte nel gas freddo dei venti BAL e capire se si estendesse oltre la scala della galassia. La ricercatrice sottolinea: “I BAL sono venti che si osservano nello spettro ultravioletto del quasar che, data la grande distanza da noi, osserviamo a lunghezze d’onda dell’ottico e vicino infrarosso. Per fare queste osservazioni abbiamo usato lo spettrografo X-Shooter del Very Large Telescope. Avevamo già scoperto il BAL di questo quasar due anni fa. Il problema è che non sapevamo quantificare quanto fosse energetico. Questo vento BAL è un vento di gas caldo (decine di migliaia di gradi) che si muove a decine di migliaia di km/s. Allo stesso tempo le osservazioni in banda millimetrica di ALMA ci hanno permesso di capire cosa stia succedendo nella galassia e attorno a essa andando a vedere cosa succede al gas freddo (qualche centinaio di gradi). Abbiamo trovato che il vento si estende anche sulla scala della galassia (ma ha delle velocità più basse, 500 km/s. Questa è una cosa aspettata, il vento decelera man mano che si espande), il che ci ha fatto pensare che questo mega alone di gas sia stato creato dal materiale che i venti hanno espulso dalla galassia”.La posizione della sorgente energetica è stata poi “immortalata” dapprima dalla Hyper Suprime-Cam (HSC), una gigantesca fotocamera installata sul telescopio Subaru e sviluppata dal National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ), e - con una misura molto più accurata - dalla NIRCam, una fotocamera a raggi infrarossi installata sul telescopio spaziale James Webb (JWST delle agenzie spaziali NASA, ESA e CSA). “Questo quasar verrà osservato nuovamente dal JWST in futuro per studiare meglio sia il vento che l’alone”, annuncia Bischetti.La ricercatrice prosegue spiegando il perché di questa survey: “Ci siamo chiesti se l'attività del buco nero potesse avere un impatto sulle fasi iniziali di evoluzione delle galassie, e tramite quali meccanismi questo avvenga. Vincente è stata la combinazione di dati multibanda che vanno dall'ottico e vicino infrarosso - per misurare le proprietà del buco nero, e cosa avviene nel nucleo della galassia - fino alle osservazioni in banda millimetrica - per studiare cosa avviene all'interno e attorno alla galassia”. Le misure effettuate “sono di routine nell'Universo locale, ma questi risultati non erano mai stati ottenuti prima a redshift z>6”, aggiunge.“Il nostro studio ci aiuta a capire come il gas venga espulso o catturato dalle galassie dell’Universo giovane e come i buchi neri crescono e possono avere un impatto sull'evoluzione delle galassie. Sappiamo che il fato delle galassie come la Via Lattea è strettamente legato a quello dei buchi neri, poiché questi possono generare tempeste galattiche in grado di spegnere la formazione di nuove stelle. Studiare le epoche primordiali ci permette di capire le condizioni iniziali dell'Universo che vediamo oggi”, conclude Bischetti. L’articolo "Multi-phase black-hole feedback and a bright [CII] halo in a Lo-BAL quasar at z∼6.6", di Manuela Bischetti, Hyunseop Choi, Fabrizio Fiore, Chiara Feruglio, Stefano Carniani, Valentina D'Odorico, Eduardo Bañados, Huanqing Chen, Roberto Decarli, Simona Gallerani, Julie Hlavacek-Larrondo, Samuel Lai, Karen M. Leighly, Chiara Mazzucchelli, Laurence Perreault-Levasseur, Roberta Tripodi, Fabian Walter, Feige Wang, Jinyi Yang, Maria Vittoria Zanchettin, Yongda Zhu, è stato pubblicato sulla rivista The Astrophysical Journal. Abstract Pubblicato su The Astrophysical Journal Mostra nel diario Off
Nuovo sistema di diagnostica per immagini con agenti di contrasto fluorurati: studio su PNAS Read more about Nuovo sistema di diagnostica per immagini con agenti di contrasto fluorurati: studio su PNAS Immagine laurini_pricl.jpg Data notizia Wed, 19/06/2024 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Territorio e società Testo notizia Pubblicato sulla rivista scientifica PNAS lo studio Self-assembling dendrimer nanosystems for specific fluorine MRI and effective theranostic treatment of tumors: tra i ricercatori anche Sabrina Pricl, professore associato di Ingegneria chimica, direttrice scientifica del laboratorio di biologia molecolare e nanotecnologie dell’Università degli Studi di Trieste e responsabile, per l’ateneo, della collaborazione internazionale COST Cancer Nanomedicine – from the bench to the bedside. Coautore dello studio Erik Laurini, professore associato UniTS.Per la prima volta, il gruppo di ricerca ha analizzato e sviluppato un nuovo sistema di diagnostica per immagini basato sull’utilizzo di agenti di contrasto fluorurati. Il sistema, volto a identificare sin dalle fasi iniziali, e così trattare abbattendo i tempi, le malattie oncologiche anche nelle forme più invasive e aggressive, supera la tradizionale risonanza magnetica nucleare basata sull’uso di idrogeno. Dal momento che l’acqua, e quindi l’idrogeno, costituisce oltre il 70% del peso corporeo, spesso la risonanza magnetica classica presenta limiti nell’identificazione delle differenze tra i tessuti malati e quelli circostanti, specialmente per tumori molto piccoli. L’uso di agenti di contrasto a base di fluoro, non presente naturalmente nei tessuti del corpo umano, appare molto promettente: proprio per l’assenza di fluoro nella maggior parte dei sistemi biologici, ha infatti il potenziale per fornire immagini più chiare, specifiche e risolute se comparate con quelle delle tecniche tradizionali.L’utilizzo della risonanza magnetica al fluoro è stato sinora limitato dalla mancanza di agenti di imaging sicuri, spesso contraddistinti da limitazioni come il basso rapporto segnale/rumore, il basso contenuto di fluoro, l’instabilità o l’insolubilità in acqua: i ricercatori, per la prima volta, sono stati in grado di creare agenti di contrasto a base di fluoro efficaci, efficienti e non tossici.Tra i tratti distintivi delle molecole disegnate dai ricercatori (nanosistemi di dendrimeri autoassemblati) vi è la capacità di svolgere molteplici funzioni. In dettaglio, appartengono alla categoria della teragnostica, poiché in grado di svolgere contestualmente funzione di diagnosi e terapia: una volta individuato il tumore, le molecole possono essere utilizzate per monitorarne l’andamento e rilasciare in situ il farmaco di opportuna terapia.“L’interesse per l’uso della risonanza magnetica al fluoro con agenti di imaging fluorurati è in aumento. Simili nanosistemi di dendrimeri teragnostici rappresentano il futuro nel campo della medicina personalizzata: riuscire a registrare e monitorare il progresso o la regressione di un tumore e contestualmente continuare a trattare la malattia è un traguardo in termini di outcome terapeutico e di sopportazione delle terapie, che risultano così meno invasive, tossiche o dannose, nel pieno rispetto dei pazienti” spiega la prof.ssa Pricl.L’Università di Trieste ha preso parte alle fasi di design e progettazione molecolare, performance computing, analisi e sperimentazione.Tra i finanziatori anche AIRC, Cinema e ICSC – Centro Nazionale di Ricerca in HPC, Big Data and Quantum Computing. Abstract Tra gli autori dello studio Sabrina Pricl ed Erik Laurini del Dipartimento di Ingegneria e Architettura UniTS Mostra nel diario Off
iNEST: quasi 5,5 milioni di euro per trasferimento tecnologico a beneficio delle imprese Read more about iNEST: quasi 5,5 milioni di euro per trasferimento tecnologico a beneficio delle imprese Immagine 09_Digital-twin.jpg Data notizia Fri, 14/06/2024 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Territorio e società Testo notizia Sono stati presentati oggi all’Università di Trieste i nuovi finanziamenti a cascata da quasi 5,5 milioni di euro, promossi dal programma iNEST, finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU sui fondi PNRR.Destinatari di questa iniziativa sono Micro, Piccole, Medie e Grandi Imprese. Ancora una volta, dopo la prima tornata dello scorso agosto 2023, i bandi emanati dai 9 Spoke dell’ecosistema iNEST e destinati al territorio del Nord-Est e al Mezzogiorno, sono finalizzati a stimolare iniziative di ricerca, sviluppo, trasferimento tecnologico e sviluppare procedure innovative o ad aumentarne la maturità per una piena fruibilità da parte di imprese.Le proposte progettuali dovranno pervenire entro le 24 del prossimo 8 luglio 2024. Le tematiche degli Spoke 8 e 9, presenti sul territorio triestino, sono attinenti a Maritime, marine and inland water technologies: towards the Digital Twin of the Upper Adriatic, e Models, Methods, Computing Technologies for Digital Twin rappresentate, rispettivamente, dall’Università di Trieste e dalla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati-SISSA. I due Spoke prevedono entrambi, anche in questa seconda tranche, una dotazione finanziaria di 1.732.090 euro per i bandi rivolti al Triveneto e di 979.141 euro per i bandi del Mezzogiorno. Nell’arco del biennio 2023-24 saranno stanziati complessivamente da ciascuno Spoke 5.422.462 euro per le imprese.I bandi rappresentano una grande opportunità in particolare per sviluppare tecnologia e materiali di cui potranno beneficiare le aziende hi tech e della digital economy, ma anche i settori della componentistica e dei sensori per realizzare modelli 3D digitali o applicazioni di realtà aumentata per cui si necessita di monitoraggio, raccolta, conservazione e analisi di dati.“Il sistema universitario regionale – afferma Pierluigi Barbieri, docente di UniTS e coordinatore dello Spoke 8 - sta lavorando in sinergia per creare opportunità di collaborazione tra pubblico e privato, in grado di garantire e migliorare attrattività e competitività del nostro del nostro territorio.Il progetto segue un’idea di innovazione, rivolta alla modernizzazione e alla crescita del sistema produttivo, basata sulla ricerca, che trova grandi risorse nel partenariato delle nove università del Triveneto e che a Trieste dispone di enti di eccellenza da coinvolgere. Ci sono, quindi, tutte le condizioni – conclude Barbieri - per cui il potenziale del progetto iNest possa tradursi in reale attivatore di benessere economico e di miglioramento della qualità della vita”. “Il nostro principale obiettivo è mettere a sistema competenze e associazioni di categoria. Una grande opportunità per dare una spinta importante e valorizzare i progetti delle imprese. L’appello è che più imprese possibili prestino attenzione a questa occasione”, sostiene Renè Buttò, responsabile dell’ufficio Valorizzazione e Innovazione di SISSA.Nel corso della conferenza stampa sono intervenuti anche Franco Scolari, direttore del Polo Tecnologico Alto Adriatico, che ha sottolineato nel corso della conferenza stampa il ruolo del Polo, impegnato a tradurre le competenze di ricerca in risultati per le imprese, e Stefano Querin (OGS), rappresentante di Spoke 8.I bandi a cascata sono consultabili sul sito iNEST Abstract Seconda tranche di bandi del programma finanziato da Next Generation EU sui fondi PNRR. Mostra nel diario Off
XXVI Conferenza SIU – Società Italiana degli Urbanisti: premio alla dottoranda del DIA Camilla Venturini Read more about XXVI Conferenza SIU – Società Italiana degli Urbanisti: premio alla dottoranda del DIA Camilla Venturini Immagine dottoranda.jpg Data notizia Mon, 17/06/2024 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Post lauream Territorio e società Testo notizia Camilla Venturini, dottoranda in Ingegneria Civile-Ambientale e Architettura, Università degli Studi di Trieste –Università degli Studi di Udine, ha ricevuto uno dei premi ‘Best paper Under 40’ nel corso della XXVI Conferenza SIU – Società Italiana degli Urbanisti appena conclusa a Napoli, con il contributo “Verso un laboratorio di ecologie territoriali: il Carso triestino”.Camilla Venturini sta attualmente svolgendo una tesi in Urbanistica su ‘FOODSCAPING. Ripensare i territori attraverso il sistema del cibo’ (tutor le prof.sse Sara Basso, Units, e Alessandra Marin, Unife) il cui scopo è individuare come gli strumenti urbanistici possano contribuire a rigenerare i territori locali a partire dagli spazi del cibo, valorizzandone i caratteri identitari e mediando i conflitti. La tesi prende in esame il contesto regionale del Friuli-Venezia Giulia,soffermandosi su alcuni casi studio, tra cui quello della città di Trieste. Abstract Premio ‘Best paper under 40’ Mostra nel diario Off
Inaugurate le mostre inedite dei due grandi artisti Read more about Inaugurate le mostre inedite dei due grandi artisti Immagine card-news-evidenza-sito.jpg Data notizia Mon, 17/06/2024 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Impegno pubblico e sociale Destinatari target Territorio e società Testo notizia Con il progetto Relazioni d’arte, organizzato dall’Università degli Studi di Trieste in collaborazione con SmaTS (Sistema museale di Ateneo) e ERPAC (Ente Regionale Patrimonio Culturale Regione Friuli Venezia Giulia), prosegue l’impegno di valorizzazione del patrimonio artistico universitario e della creazione di un più stretto legame con il territorio in occasione del Centenario UniTS.Dopo le Residenze d’Artista Shine Bright Like a Diamond realizzate nel 2023, che hanno coinvolto i Dipartimenti dell’ateneo giuliano in un’inedita collaborazione tra docente, artista e studente, le Relazioni d’arte si concentrano sul rapporto di importanti artisti legati all’Università e alla città di Trieste.Il progetto prende il via il 18 giugno con le mostre delle opere degli artisti di fama internazionale Serse Roma e Manuela Sedmach e proseguirà nei prossimi mesi con Antonio Sofianopulo ed Elisa Vladilo.I sei disegni in grafite che compongono “Serse. Le ambiguità della rappresentazione” saranno esposte nelle ali destra e sinistra dell’edificio centrale dell’Università di Trieste, in Piazzale Europa 1.“La forma è quella della natura morta, dell’oggetto arrestato nel suo processo naturale; la figura, invece, è legata alla continuità dinamica dell’essere vivente. Nel lavoro di Serse tutte le cose, anche la più stabile configurazione di un oggetto isolato, vivono di questa continuità dinamica. Ed è merito della tecnica da lui adottata e difesa in tutti questi anni: il disegno”, ha affermato il critico d’arte Alessandro Del Puppo.La mostra “Manuela Sedmach. Al di sotto della sostanza cromatica, nell’intercapedine della pittura” sarà invece visitabile al Dipartimento di Studi Umanistici di UniTS in via del Lazzaretto Vecchio ed esporrà una ventina di opere della pittrice.“Le ragioni, non casuali ma mirate, che hanno condotto Sedmach a distribuire le sue opere nella Biblioteca dell'Archivio degli Scrittori e della Cultura Regionale dell'Università di Trieste, sono di porle in relazione con un patrimonio culturale intimamente percepito e vissuto negli anni. Accanto e lungo lo sviluppo di scaffalature che preservano e proteggono i 'ricordi-scritti', rendendoli disponibili al 'gesto' della consultazione, la 'narrazione-pittorica' si offrirà ad una lettura visiva caratterizzata da uno sviluppo tutto interno alla medesima pagina, sostenuta da un 'vento stabilizzato' che interseca l'alto e il basso, dal centro ai confini della tela, rafforzandosi ora sulla sinistra con una massa che muove verso destra, ora che si stabilizza in una depressione, per poi andare ad estendersi sull'orizzontalità rivelando se stessa solo ad uno sguardo attento”, sottolinea il critico d’arte Andrea Del Guercio.Serse RomaNato a San Polo di Piave il 14 novembre del 1952, vive e lavora dal 1980 a Trieste.Serse Roma è concentrato esclusivamente sul disegno a grafite su carta. L’artista, triestino di adozione, ha prodotto negli anni una serie considerevole di immagini che gli hanno valso l’inserimento nel volume Vitamin D, New Perspectives in Drawing, edito dalla Phaidon Press, Londra (2006), e un capitolo nel nuovo saggio di Lorand Hegyi Drawing in the Age of uncertainty, edizioni Silvana (2021), nonché la partecipazione a rassegne internazionali di grande rilievo “Pastels du 16°au 21°siecle”alla Fondation de L'Hermitage di Losanna. Il suo lavoro è contraddistinto da una coerenza e riconoscibilità che ne fanno un unicum nell’odierno panorama nazionale. Non si tratta, nel suo caso, del disegno quale strumento classico per l’elaborazione dell’impalcatura invisibile di un dipinto, e non si tratta nemmeno dell’utilizzo che ne fanno molti artisti contemporanei come appunto visivo precario e fragile. In Serse Roma è l’opera nella sua assoluta compiutezza ad essere dovuta al solo disegno, al ‘non più di questo’ che il disegno rappresenta: strumento sottoposto ad una analisi vertiginosa che ne sonda tutte le potenzialità. Dalla grafite di Serse Roma è scaturita una delle più intense riletture del tema del paesaggio nell’arte contemporanea: Mari, Cieli di nubi, Montagne altissime, Boschi innevati, Canneti, Riflessi d'acqua. Cioè la dimensione non umana, sublime, della terra nella sua condizione elementare delle cose prime e ultime. Quasi fosse possibile sondare, attraverso la concreta materialità della grafite, l’anima minerale della terra, le cui trasformazioni avvengono su una scala temporale che non è quella antropologica. Negli ultimi anni Serse Roma ha approfondito ulteriormente quanto poteva essere incluso, o comunque riportato, a quella grafite che ne ha segnato la carriera. Il richiamo alla condizione minerale della grafite si traduce nella stupefacente serie dei Diamanti, la cui forma perfetta e inalterabile rimanda all’origine cristallografica delle forme primarie della geometria e del costruire. Ritorniamo così alla riflessione di Serse sul suo strumento, il disegno a grafite: materiale che per propria natura richiama quella dimensione minerale (grafite e diamante sono forme allotropiche del carbonio) di una non solo umana geometria del costruito.Manuela SedmachNata a Trieste nel 1953, inizia ad esporre negli anni 70 dopo aver frequentato l’Istituto Statale d’arte di Trieste “E. Nordio” con insegnanti quali Ladislao de Gauss, Maria Campitelli, Enzo Cogno… Ma l’attività più sentita parte dagli anni 80 con l’Officina di Trieste, Avida Dollars di Milano, Rasponi di Ravenna, Fuxia Art di Verona, Emporium di Ivrea, Arte3 di Trieste. Nel ’91, artefiera di Chicago in una mostra di 5 artisti italiani al Navy Pier. Importante il Pollok – Krasner Foundation Grant, New York. Si arriva negli anni 90, precisamente nel 92 l’incontro con Galleria Continua allora in un piccolo ma prezioso spazio vicino al Duomo di San Gimignano.Il rapporto con Galleria Continua è stato e continua tutt'ora con mostre, fiere internazionali e rapporti espositivi con altre Gallerie come Van Laere ad Anversa, Schroeder a Colonia, Dina Carola a Napoli, G7 a Bologna, Jaqueline Arets a Knokke in Belgio. Nel 2003 una bella installazione subacquea “Occhi bianchi” nel canale di Ponterosso al seguito di una mostra personale al Museo Revoltella di Trieste nel Palazzo Gopcevich e poi un importante rapporto con la Galleria Torbandena di Trieste.Nel 2009 Le Moulin-Boissy le Chatel (Parigi) e 2005/2010 Beijing 798 Art Zone estensioni della galleria Continua, ancora studio G7 di Bologna, 3G Artecontemporanea di Udine, Plurima e GAMUD sempre di Udine, e poi ancora la serie “Passare al Bosco” da un concetto tratto da “Il trattato del Ribelle” di Ernst Junger , negli anni 2015/2017 a Tellaro (SP), nell’oratorio Santa Maria Telaà, in Galleria Continua, in ARCA-ITIS a Trieste e Colonos di Villacaccia di Lestizza, per arrivare al titolo attuale “Dubito ergo Cogito” ispirato da un docufilm di Werner Herzog nel quale trova i caratteri che l’accompagnano nel suo lavoro: la lentezza, la fatica, il dubbio…e tanto altro. Nel 2020 si trasferisce in Portogallo a Braga dove continua la sua attività con una importante collaborazione con la galleria Nuno Centeno a Porto. Importante l’incontro con due artisti in particolare Pedro Vaz e Filipe Cortez. Nel 2023 realizza con Galleria Continua l’esposizione Nunca pare de ver- N'arrete jamais de voir. Negli ultimi tempi Manuela Sedmach ha fatto entrare nei suoi lavori l’atmosfera portoghese. Abstract Fino al 15 settembre, dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 19.00, ingresso libero Mostra nel diario Off