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Sviluppo 5G tra Italia e Slovenia: il contributo di UniTS per la sicurezza delle comunicazioni

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L'Università di Trieste ha ospitato, nell'Aula Magna dell'edificio D (Campus di Piazzale Europa), l'evento conclusivo del progetto 5G-SITACOR, che ha condotto uno studio di fattibilità per l'implementazione del 5G lungo tratte transfrontaliere dei corridoi TEN-T Mediterraneo e Baltico-Adriatico tra Italia e Slovenia.

Lo studio è stato coordinato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l'Università di Trieste, l'Università di Lubiana (Slovenia), DARS (Slovenia), Telekom Slovenije (Slovenia), Anas (Italia), Autostrade Alto Adriatico (Italia), Retelit (Italia) e Luka Koper (Slovenia) con l'obiettivo di valutare e definire le migliori modalità per sfruttare il potenziale della tecnologia 5G (maggiore velocità di trasmissione, minore latenza e maggiore affidabilità) in diversi ambiti per lo sviluppo di infrastrutture lineari come la Mobilità Connessa e Automatizzata (CAM) e la sicurezza stradale nelle aree identificate.

L'evento ha visto la partecipazione dei rappresentanti politici del ministero per la trasformazione digitale della Repubblica di Slovenia e dell'Assessorato e al Patrimonio, Demanio, Servizi generali e Sistemi informatividella Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, nonché un contributo tecnico dal ministero delle imprese e del Made in Italy. 

Lo studio, propedeutico alla partecipazione della Regione FVG alla prossima call della Commissione europea, ha analizzato lo stato dell'arte, con le analisi geografiche, della rete stradale e delle infrastrutture di telecomunicazione, le cui informazioni raccolte hanno permesso di sviluppare la seconda parte del lavoro. È stato infatti possibile definire i parametri necessari alla realizzazione di un'infrastruttura dedicata allo sviluppo del digitale intelligente e ai servizi per i territori e le comunità, valutando le migliori modalità per applicare la tecnologia di rete 5G per lo sviluppo di infrastrutture lineari, come la mobilità connessa e automatizzata e la sicurezza stradale, lungo 275 Km di autostrada tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia. 

Nel dettaglio, le autostrade coperte dallo studio insistono su oltre 200 km del corridoio Mediterraneo e del corridoio Baltico-Adriatico, e oltre 60 km di autostrade aggiuntive come percorso secondario in caso di eventi critici. Le tratte principali sono: Udine Nord-Palmanova (27 km), Latisana-Fernetti e Fernetti-Sezana (102 km), Fernetti-Sezana-Divaca (16 Km), Fernetti-Koper passando per Trieste (36 km), Koper- Divaca-Postojna (57 km) e Villesse-Gorizia-Nova Gorica-Razdrto (62 km). 

L'Università di Trieste, all'interno del progetto, ha curato lo studio dei requisiti di sicurezza dell'infrastruttura, in particolare di come possano essere rafforzati mediante l’utilizzo delle tecnologie quantistiche. Uno degli utilizzi più promettenti del 5G è la possibilità di abilitare la guida autonoma, per la quale è necessario lo scambio di un numero elevato di informazioni (presenza di altri veicoli, condizione della strada, segnaletica stradale, etc. etc.) e la messa in sicurezza delle comunicazioni tra tutti gli elementi dell’infrastruttura. 

Il gruppo di lavoro coordinato dal Prof. Angelo Bassi, docente di Fisica teorica, ha elaborato un'architettura basata sulla comunicazione quantistica per garantire la sicurezza nello scambio di informazioni tra veicoli in movimento e i centri di controllo degli stessi.

L'Ateneo giuliano, che da diversi anni ha avviato un importante programma per lo sviluppo di queste innovative tecnologie, dispone di un laboratorio all’avanguardia nello sviluppo della comunicazione quantistica, realizzato con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

In proposito, UniTS partecipa anche alla realizzazione di una rete quantistica su fibra ottica che collegherà i tre atenei regionali: la rete sarà gestita da LightNet, una delle punte di diamante della nostra Regione nel campo delle infrastrutture di comunicazione. I piani per il futuro sono di collegare questa infrastruttura al resto del paese e ai paesi confinanti, tra cui la Slovenia.

“Il progetto 5G Sitacor - conclude Bassi - apre la strada alla realizzazione di una infrastruttura digitale che andrà a beneficio degli operatori economici e dei cittadini. In campo accademico, piace sottolineare l’avvio di un’importante collaborazione tra l’Ateneo triestino e l’Università di Lubiana su un tema strategico per il territorio”.

 

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Si è concluso all'Università di Trieste il progetto 5G-Sitacor, coordinato da Regione FVG. Il Prof. Angelo Bassi ha presentato il lavoro svolto dall'Ateneo
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Rigenerare e rivascolarizzare il cuore dopo un infarto: parte progetto internazionale guidato da UniTS

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Sviluppare una nuova terapia capace di rigenerare completamente il cuore dopo un infarto del miocardio, formando nuovo tessuto e nuovi vasi sanguigni per riportare il muscolo cardiaco alla sua piena funzionalità: è questo l’obiettivo del progetto di ricerca internazionale RESCUE  Bridging the gap between cardiac regeneration and revascularization coordinato dall’Università degli Studi di Trieste, che coinvolge esperti di rigenerazione cardiaca e angiogenesi provenienti da Italia, Spagna, Olanda, Slovacchia e Turchia.

“Per molti anni i progressi nei campi della rigenerazione cardiaca e dell’angiogenesi hanno proceduto parallelamente, senza parlarsi. Tuttavia, per riparare un cuore danneggiato da un infarto è necessaria la formazione sia di nuovo muscolo cardiaco sia di nuovi vasi sanguigni. Con il progetto RESCUE puntiamo a colmare questa lacuna tra rigenerazione cardiaca e rivascolarizzazione: vogliamo, infatti, sviluppare un nuovo farmaco biologico, che contenga due principi attivi – e in particolare due molecole di RNA – in grado di rigenerare il cuore e simultaneamente promuovere la vascolarizzazione del tessuto rigenerato” spiega la coordinatrice del progetto Serena Zacchigna, professoressa di biologia molecolare presso il Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute (DSM) dell’Università degli Studi di Trieste e direttrice del laboratorio di biologia cardiovascolare dell’ICGEB. 

I ricercatori hanno già identificato alcune molecole candidate, che si sono rivelate in grado di promuovere da un lato la proliferazione delle cellule del muscolo cardiaco e dall’altro la formazione di nuovi vasi sanguigni, sia piccoli capillari che arterie più grosse. Nei prossimi tre anni i ricercatori sperimenteranno diverse combinazioni fino a identificare quella più efficace. Sarà la prima volta che due molecole biologiche, capaci di stimolare questi due processi fondamentali per la riparazione di un cuore infartuato, vengono unite in un unico farmaco, per dimostrare la sinergia d’azione.

L’Università di Trieste – l’unico ateneo italiano alla guida di uno dei diciassette progetti selezionati dal bando CARDINNOV – coordinerà lo studio in collaborazione con il Centro Cardiologico Monzino IRCCS, in particolare con il gruppo di ricerca del prof. Giulio Pompilio, direttore scientifico e delegato italiano alternate presso il Comitato per le Terapie Avanzate (CAT) dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA). 

“L’infarto del miocardio continua ad essere una delle principali cause di morte” spiega il Prof. Giulio Pompilio, direttore scientifico del Centro Cardiologico Monzino IRCCS. “La ricerca ha recentemente prodotto nuovi farmaci a RNA che agiscono sui fattori di rischio dell’infarto, ma non si hanno ancora terapie che stimolano la riparazione del cuore. Nei prossimi anni ci aspettiamo che un numero sempre maggiore di farmaci a RNA arrivi alla clinica per il trattamento delle malattie cardiache” conclude il professore.

Al progetto collaborano il Centro Nazionale per la Ricerca Cardiovascolare (CNIC) di Madrid, l’Università di Utrecht, l’Università Lokman Hekim di Ankara, l’Accademia Slovacca delle Scienze e l’associazione di pazienti PLN Foundation, quest’ultima incaricata di educare e sensibilizzare pazienti e caregiver sulle nuove terapie a RNA.

Con un finanziamento di 1,5 milioni di euro – dei quali oltre 600 mila sono destinati all’Italia, attraverso il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Ministero della Salute – il progetto è promosso dalla partnership Ue ERA4Health, che sostiene la collaborazione tra diversi enti di ricerca europei e internazionali in aree prioritarie nel settore della salute, favorendo lo sviluppo di innovazioni terapeutiche.

 

 

Abstract
La Prof.ssa Zacchigna coordina RESCUE, studio finanziato UE per sviluppare un nuovo farmaco a RNA
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Gestire meglio i rifiuti nelle aree protette: al via il progetto interreg Wastereduce

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È stato presentato all’Università di Trieste il progetto Wastereduce, che coinvolge Croazia e Italia nell’ambito del VI programma di cooperazione territoriale europea Interreg 2021-2027.

Il progetto green, della durata di due anni e mezzo, vede la collaborazione di istituti di ricerca, amministrazioni locali, agenzie di protezione e gestione dell’ambiente e delle risorse naturali, organizzazioni non-governative e società di servizi con l’obiettivo di migliorare la gestione dei rifiuti nelle aree protette e nei siti della Rete Natura 2000: l’iniziativa intende implementare azioni congiunte per contrastare con metodi di rilevazione e intervento innovativi il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti.

Sono otto i partner - espressione dei territori del Friuli Venezia Giulia, del Veneto e dell’Istria, che partecipano al progetto: l’Istituto per l’Agricoltura e il Turismo di Parenzo, capofila del consorzio, il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, la Regione Istriana, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Veneto, l’Ente gestore delle riserve naturali della regione istriana “Natura Histrica”, l’Associazione per la Natura, l’Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile “Sunce” con sede in Croazia, ETRA SpA - Società benefit con sede a Bassano del Grappa (Treviso) ed Etifor – Valuing Nature spin off dell’Università di Padova.

Wastereduce, finanziato per oltre 1.6 milioni di euro dall’Unione Europea, nasce in risposta ai recenti allarmanti dati forniti dalla Comunità Europea che prevedono, in uno scenario di tipo “business-as-usual", l’aumento entro il 2040 di quasi tre volte il quantitativo di rifiuti in plastica che verranno immessi negli ecosistemi acquatici, passando dalle attuali 9-14 milioni di tonnellate all'anno (dato del 2016) a una previsione di 23-37 milioni di tonnellate all'anno. 

Si calcola che circa l'80% di questi rifiuti dispersi in mare provenga dalla terraferma: rifiuti che entrano nell'ambiente marino da fonti terrestri (ad esempio, rifiuti gestiti in modo inadeguato nelle discariche, l'abbandono dei rifiuti sulle spiagge e nelle aree costiere; il deflusso dei fiumi; il turismo costiero) ma anche direttamente smaltiti in mare (ad esempio attraverso lo scarico illegale o rilasciati accidentalmente in mare da parte delle navi). 

Questi materiali, soprattutto in plastica, sono responsabili di gravi danni economici, impattando le comunità costiere, il turismo, la navigazione e la pesca, ma anche responsabili di danni causati alla salute dell’uomo e alla biodiversità, impattando sulla salute pubblica e sulle risorse come l’acqua potabile.

L’approccio che il gruppo di lavoro svilupperà mira a minimizzare le pressioni esercitate dalle attività umane sulle aree protette e sui siti Natura 2000, proponendo soluzioni per ridurre la dispersione nell’ ambiente di rifiuti e, sviluppando meccanismi di cooperazione transfrontaliera atti a monitorare e identificare le aree critiche in cui l’accumulo dei rifiuti richiede uno sforzo gestionale puntuale. In modo complementare, si interverrà con studi specifici di psicologia comportamentale per capire come promuovere un cambio di abitudini da parte di chi fruisce le aree protette e che, consapevolmente o inconsapevolmente, si rende complice di azioni fortemente impattanti sull’ambiente.

Secondo la Dott.ssa Barbara Sladonja dell’Istituto per l’Agricoltura e il Turismo di Parenzo, coordinatrice del progetto, Wastereduce ha l’obiettivo di coinvolgere fin da subito quante più realtà territoriali, istituzioni e singoli cittadini in grado di contribuire attivamente a supportare il cambiamento della nostra società verso un futuro più sostenibile e a basso impatto ambientale”. 

Altamente rilevante sarà l’utilizzo di tecnologie avanzate che, grazie anche alle immagini satellitari, permetteranno un’analisi territoriale necessaria per ottimizzare i punti di raccolta dei rifiuti. “Una sfida importante che affronteremo sarà capire in che modo lo sviluppo dell’intelligenza artificiale potrà supportare i sistemi di monitoraggio da remoto per tenere sotto controllo l’accumulo di rifiuti nelle aree di pregio naturalistico”, sostiene il Prof. Giovanni Bacaro, docente di Botanica Ambientale ed Applicata dell’Università di Trieste, referente del progetto per il Dipartimento di Scienze della Vita.

Fondamentale per la riuscita del progetto sarà infine il coinvolgimento dei cittadini a vari livelli, cittadini su cui si concentreranno le azioni di educazione e sensibilizzazione. Grazie al loro feedback, inoltre, saranno indirizzate le nuove politiche di gestione dei rifiuti da parte degli enti preposti e partner del progetto che, secondo le attese, si dovranno tradurre in azioni concrete per ridurre, mitigare ed evitare l’inquinamento da rifiuti delle nostre riserve naturali, dei nostri fiumi e dei nostri mari. Risultato non secondario sarà anche aumentare l’attrattività per i visitatori delle riserve naturali, migliorando così il valore dell'offerta turistica dei territori coinvolti. 

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Presentata all’Università di Trieste l’iniziativa che coinvolge Italia e Croazia con 8 partner da Friuli Venezia Giulia, Veneto e Istria
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Medicina del lavoro: due nuovi strumenti al TREELAB

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Grazie alla collaborazione con ASUGI e ai finanziamenti PNRR-PNC destinati ad analisi di inquinanti ambientali e professionali in tracce, il laboratorio TREELAB di UniTS si arricchisce di due nuovi strumenti: un laser ablation (366.000 Euro) e un analizzatore di metilmercurio (72.000 Euro).

In dettaglio, Il laser ablation permette l'analisi dei metalli sulle superfici e altri substrati, mentre l’analizzatore di metilmercurio permette di verificare la presenza di mercurio in acqua, aria e nei capelli.        

I nuovi strumenti vanno ad arricchire la dotazione del laboratorio consentendo indagini approfondite sui metalli pesanti in Regione: la collaborazione tra medici, chimici e geologi permette infatti di unire le diverse competenze per potenziare e approfondire le indagini ambientali e nei luoghi di lavoro.

Sempre nell'ambito dei fondi PNC-PRR è in fase di acquisizione un ulteriore macchinario che permetterà la determinazione di molecole organiche in traccia e che andrà a completare i laboratori ASUGI-UniTS.

TREELAB nasce dalla collaborazione fra il Dipartimento Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, quello di Scienze Chimiche e Farmaceutiche e il Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze. L'attività all’interno dei laboratori è svolta e coordinata dai proff. Francesca Larese Filon, già direttrice del Dipartimento a Attività Integrata di Servizi per la Sicurezza, Prevenzione e Sorveglianza Sanitaria, da Gianpiero Adami, Matteo Crosera e da Stefano Covelli, insieme ai loro collaboratori e tecnici.        

 

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Grazie alla collaborazione con ASUGI, il Lab di UniTS si arricchisce di un Laser ablation e di un analizzatore di metilmercurio
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Papa Francesco firma il Libro d'Onore UniTS

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A conclusione della 50° Settimana Sociale dei Cattolici ospitata a Trieste, il Santo Padre Francesco ha ricevuto una delegazione UniTS composta da studenti, giovani ricercatori e ricercatrici dei dieci Dipartimenti dell’Ateneo accompagnati dai Direttori, dal Magnifico Rettore, dal Prorettore Valter Sergo, dal Direttore generale e da una rappresentanza della governance.

L’incontro, nello spirito del tema della Settimana Sociale, “Al cuore della Democrazia”, ha voluto sottolineare la fiducia nella capacità dei giovani – impegnati a formarsi nelle diverse discipline che creano l’universitas – di costruire una società più giusta e solidale anche attraverso lo sviluppo dei saperi. Lo storico incontro, vissuto nell’anno del Centenario UniTS, sarà ricordato anche dalla firma del Santo Padre sul Libro d’Onore dell’Università.

FOTO (Credits: Vatican Media)

Il Santo Padre Francesco firma il Libro d'Onore dell'Università degli Studi di Trieste

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Una delegazione dell'Ateneo è stata ricevuta a conclusione della Settimana Sociale dei Cattolici a Trieste
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Firma Papa Francesco nel Libro d'Onore UniTS

Ilaria Corazza trionfa ai Mondiali Universitari di canottaggio

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Ilaria Corazza, studentessa di Scienze Politiche e dell'Amministrazione ha conquistato la medaglia d'oro ai Mondiali Universitari di canottaggio ospitati a Rotterdam, portando così UniTS sul gradino più alto del podio.

La giovane atleta, insieme a Gaia Colasante dell'Università di Torino, ha trionfato nella finale del doppio femminile, che si è svolta nel bacino del Willem-Alexander Baan, grazie a uno strepitoso allungo partito intorno ai 1000 metri, mettendosi prima alle spalle prima l'equipaggio lituano e poi superando il team polacco. 

Nella terza frazione di gara, la coppia italiana ha aumentato il distacco, mantenendo il comando fino al traguardo con un vantaggio di 1.19 secondi sulle polacche.

Ilaria Corazza aggiunge questo titolo iridato a un palmarès già ricco che conta un titolo mondiale assoluto nel quattro di coppia Pesi Leggeri, un titolo mondiale e uno europeo under 23 nella stessa specialità, oltre alla recente vittoria alle Universiadi 2023 nel doppio femminile.

A Ilaria, che anche in questa occasione ha portato in alto i colori della Federazione Italiana Canottaggio e dell'Università di Trieste, vanno i complimenti di tutta la comunità accademica per le straordinarie doti che continua a dimostrare come atleta e per la costanza e determinazione con cui concilia l'impegno sportivo e quello universitario.

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La studentessa di Scienze Politiche ha portato UniTS sul gradino più alto del podio a Rotterdam
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Audace Sailing Team ancora protagonista alla SuMoth Challenge sul Lago di Garda

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La Foiling SuMoth Challenge è una competizione studentesca in cui l'obiettivo dei team è progettare, produrre e far navigare il foiling International Moth (IMCA) più sostenibile ed efficiente.

La serie di regate appena conclusa a Malcesine è stata caratterizzata da temporali e vento instabile. Il maltempo e gli imprevisti hanno messo l'Audace Sailing Team a dura prova ma…i risultati non sono mancati! 

La barca del team UniTS, BAI-Flyng Lina 2.0, si è aggiudicata la vittoria dello Stage 1, ovvero la parte della competizione in cui viene giudicata da velisti e progettisti la qualità del progetto a tutto tondo e non solo. In questo Stage rientrano anche le attività di simulazione, concept, design, di analisi di impatto ambientale (LCA) e le azioni di comunicazione e marketing. 

BAI-Flying Lina 2.0 ha dato prova di essere l’imbarcazione più veloce della flotta, registrando una velocità di ben 22 nodi (40km/h) e assicurando così anche la vittoria dello Stage 2 dove, assieme alla performance, viene valutata anche la fase di costruzione.

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Il Team velico UniTS vince le competizioni che valutano design, innovazione, comunicazione e realizzazione della barca + speed test
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Settimana sociale dei Cattolici: la presenza UniTS

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Il prossimo 7 luglio il Santo Padre Francesco visiterà Trieste, a conclusione della 50° Settimana Sociale dei Cattolici in Italia, che la città ospita dal 3 luglio. Dopo aver incontrato i Delegati, e prima di raggiungere piazza Unità per la celebrazione della S. Messa, il Papa riceverà anche alcuni studenti e giovani ricercatori e ricercatrici dei dieci Dipartimenti dell’Università di Trieste, accompagnati dai Direttori, dal Magnifico Rettore, dal Direttore generale e da una rappresentanza della governance. L’incontro vuole sottolineare, nello spirito del tema della Settimana Sociale, “Al cuore della Democrazia”, la fiducia di tutti nella capacità dei giovani – impegnati a formarsi nelle diverse discipline che creano l’universitas – di costruire una società più giusta e solidale anche attraverso lo sviluppo dei saperi. L’Ateneo vivrà questo incontro nell’anno del Centenario della sua fondazione, che sarà ricordato anche dalla firma del Santo Padre sul Libro d’Onore dell’Università.

UniTS è presente anche nel ricco programma della Settima Sociale  :

 

5 luglio, 17:30 – PIAZZE DELLA DEMOCRAZIA

PERIFERIE: le città viste dai margini (in Piazza Ponterosso)

Intervengono: Eugenia Carfora, Giovanni Carrosio (UniTS), Mario Vatta

ISTITUZIONI LOCALI: la democrazia alla prova delle comunità (in Piazza Hortis)

Intervengono: Gregorio Arena, Federica Fanesi, Roberto Louvin (UniTS)

FAMIGLIE: legami, relazioni e comunità (in Piazza della Borsa)

Intervengono: Mariolina Ceriotti Migliarese, Adriano Bordignon, Renata Longo (UniTS) e Francesco Pavanello

 

5 luglio, 15:00 – 17:00 DIALOGHI DELLE BUONE PRATICHE

Pensare bene per agire meglio: università, ricerca e terza missione (Camera di Commercio, Piazza della Borsa 14)

Interviene: Caterina Falbo (UniTS), rappresentanti da Uni Cattolica Milano, LUMSA Roma e Europea Roma)

 

6 luglio, 17:30 - 5 luglio, 17:30 – PIAZZE DELLA DEMOCRAZIA

CITTADINANZA: migrazioni e diritti nell’Italia di oggi (in Piazza Ponterosso)

Intervengono: Giovanni La Manna, Abdoulaye Mbodj, Roberta Altin (UniTS)

PREPARARSI ALLA POLITICA: partecipare, discutere, decidere (in Piazza della Borsa)

Intervengono: Giovanni Diamanti, Rosangela Maino, Mattia Zulianello (UniTS)

 

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Una delegazione dell'ateneo sarà ricevuta dal Papa domenica 7 luglio
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Governare la transizione digitale, ecologica ed energetica: due nuove lauree magistrali UniTS

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Si arricchisce l’offerta formativa dell’Università degli Studi di Trieste. Dall’anno accademico 2024/2025 saranno attivate due nuove lauree magistrali caratterizzate da una prospettiva marcatamente internazionale e professionalizzante, interamente in lingua inglese: Engineering for the energy transition e European Policies for digital, ecological and social transitions, entrambe volte a formare i professionisti di domani in materia di transizione digitale, ecologica, sociale ed energetica.

Entrambe le lauree magistrali si occupano di processi di transizione per i quali è necessario sviluppare nuovi modelli e professioni – spiega il Rettore Roberto Di Lenardasono inoltre multidisciplinari, perché la transizione ecologica, energetica e digitale richiede anche un tipo di preparazione giuridica e politica. Formano figure professionali con specializzazioni innovative e richiestissime dal mondo del lavoro e sono complementari, focalizzandosi rispettivamente sulla transizione energetica e sulla sua governance integrata a livello di Unione Europea”.

Engineering for the energy

Novità assoluta a livello internazionale nella forma di percorso interclasse con i due curriculaSustainable building design and technology e Sustainable industrial systems, intende offrire una preparazione avanzata in materia di transizione energetica sia nel campo edilizio che in quello industriale.

Gli studenti acquisiranno capacità di progettazione, sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale e sapranno scegliere le tecnologie, i materiali, le fonti e i vettori energetici più adatti. Saranno in grado di integrare i sistemi edilizi ed energetici con le reti elettriche, i sistemi di accumulo e la mobilità sostenibile.

I campi nei quali la nuova figura si potrà muovere sono diversi: libera professione e studi di progettazione operanti nei settori dell’edilizia, termotecnico, dell’efficienza energetica, dei sistemi di produzione e utilizzo dei vettori energetici e delle fonti rinnovabili di energia; aziende ed Enti pubblici privati in fase di adeguamento di sistemi edilizi e impianti; industrie per la produzione e la gestione di componenti, impianti e sistemi energetici; industrie operanti nel settore della produzione di involucri edilizi; aziende che progettano, installano e gestiscono impianti utilizzanti vettori energetici in ambito industriale, commerciale e residenziale; aziende che forniscono servizi in campo energetico; aziende ed Enti pubblici o privati che hanno l’obbligo di nominare un energy manager; enti di ricerca che sviluppano progetti relativi alla transizione energetica.

I dispositivi di stoccaggio dell’energia rappresentano una delle tecnologie abilitanti la transizione verso le fonti di energia rinnovabile: ad arricchire l’offerta del corso di laurea Engineering for the energy transition anche ELISA, un laboratorio ad hoc, al servizio di un gruppo multidisciplinare di ingegneri, chimici, informatici, economisti e scienziati sociali. ELISA completa due laboratori già esistenti all’Università di Trieste, dedicati al “Fotovoltaico” e a “Smart Grid e Mobilità elettrica”, aumentando strategicamente la capacità dell’ateneo di posizionarsi tra i più attivi enti di ricerca nel campo delle fonti rinnovabili e della mobilità sostenibile. ELISA dispone di una strumentazione innovativa e offre piattaforme per la prototipazione rapida e simulazioni hardware-in-the-loop (HIL). 

Per accedere al corso di studi in Engineering for the energy transition al Dipartimento di Ingegneria e Architettura lo studente deve essere in possesso di uno dei seguenti titoli di studio: laurea triennale nelle classi di Ingegneria industriale o civile e ambientale; in alternativa, deve aver maturato almeno 18 cfu in area matematica, 9 cfu in area fisica, 6 cfu in quella chimica, 6 cfu in area elettrica, 6 cfu in area energetica, 6 cfu in area civile o in architettura – 15 laddove lo studente intenda iscriversi al curriculum in Sustainable building design and technology. Lo studente deve, inoltre, esibire una votazione di laurea maggiore o uguale a 95/110, diversamente dovrà affrontare un colloquio conoscitivo. Il corso prevede, inoltre, la conoscenza della lingua inglese ad un livello almeno pari al B2 nel Quadro Comune Europeo di Riferimento.

European Policies for digital, ecological and social transitions

Attivo dal prossimo settembre, il corso intende fornire alle future generazioni una preparazione multidisciplinare in materia di governance delle transizioni digitale, ecologica e sociale

Gli studenti, futuri funzionari nelle amministrazioni pubbliche, project manager e consulenti, acquisiranno conoscenze e competenze avanzate di analisi, gestione e valutazione di politiche, programmi e progetti europei, insieme a conoscenze tematiche approfondite sugli strumenti e i meccanismi politici, sociali e giuridici per governare, in modo integrato, aspetti legati alla sostenibilità ambientale, agli impatti del digitale, alla coesione sociale (es. diritto comparato dell’ambiente e delle tecnologie digitali, analisi di open data e big data, tecniche di progettazione partecipata per l’innovazione sostenibile ed inclusiva). Questa combinazione di competenze renderà i laureati del Corso capaci di utilizzare nel modo più efficace gli strumenti e le risorse dell’Unione Europea per governare le transizioni digitali, ecologia e sociale.

Specifici anche i requisiti di accesso al corso di studi in European Policies for digital, ecological and social transitions presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, lo studente deve essere in possesso di uno dei seguenti titoli di studio: laurea triennale nelle classi di Scienze politiche e delle relazioni internazionali, Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione, Scienze economiche, Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace; in alternativa, deve aver maturato 24 crediti formativi complessivi in diritto, economia e statistica (almeno 6 cfu dei 24 totali), scienze politiche e sociologia. Il corso prevede, inoltre, la conoscenza della lingua inglese ad un livello almeno pari al B2 nel Quadro Comune Europeo di Riferimento.

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Inaugurato anche il laboratorio Engineering for the energy transition (ELISA)
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700 studenti delle superiori ai Moduli formativi estivi di UniTS

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È partita questa mattina la prima sessione dei Moduli Formativi estivi 2024, l'iniziativa di orientamento rivolta agli studenti che hanno concluso il terzo e il quarto anno delle "superiori".

Un'edizione che si apre con numeri record, a partire dall'offerta formativa ancora più ampia (18 moduli rispetto ai 12 dello scorso luglio) e multidisciplinare, ma soprattutto per il numero di ragazzi delle scuole coinvolti: 702 gli iscritti, quasi 200 in più della prima sessione 2023, con una crescita del 40%.

L'iniziativa si conferma attrattiva per gli studenti delle superiori non solo del nostro territorio: quasi il 40% degli iscritti provengono da fuori Trieste e il 10% da fuori regione.  A conoscere UniTS saranno ragazzi e ragazze provenienti anche da Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto, oltre che dall'estero (Argentina, Etiopia, India e Venezuela).

La cerimonia di apertura si è svolta nell'Aula Magna dell'edificio H3 con la partecipazione di Giulio Xhaet, partner e digital strategist in Newton S.p.A, protagonista di uno speech interattivo dal titolo "Da grande. Alla ricerca del proprio scopo nella vita". 

Nel corso del suo intervento Xhaet ha toccato diversi temi, tra i quali ha suggerito quali siano le domande da porsi per trovare la propria strada lavorativa e come aumentare le proprie skill attraverso le passioni personali. 

La seconda sessione dei Moduli Formativi Estivi si svolgerà dal 2 al 6 settembre prossimi.


 

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Al via la prima sessione dell'iniziativa di orientamento con un'offerta di 18 corsi: +40% di iscritti
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