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Consorzio iNEST: a Trieste incontro internazionale su innovazione, resilienza e Blue Economy

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Grazie alle attività sviluppate dal consorzio iNEST, finanziato dal PNRR, Trieste si conferma come nodo strategico per lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative nel settore marittimo, favorendo sinergie tra ricerca, industria e governance pubblica.

Collaborazioni che sono state al centro del workshop internazionale “Marine Digital Twins: coasts, ports and infrastructures for sustainable management, system integration and blue economy development”, un’iniziativa che ha mostrato risultati ed attività in corso legate a soluzioni digitali avanzate per la gestione sostenibile dei sistemi marini e costieri.

L’evento ha infatti riunito a Trieste rappresentanti del mondo accademico, enti di ricerca – in particolare l’OGS-Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale –, autorità pubbliche, autorità portuali e stakeholder industriali, promuovendo un dialogo strutturato sull’utilizzo dei Marine Digital Twins (MDT) come strumenti chiave per la transizione verde e digitale del settore marittimo: un’importante occasione di networking e co-design, finalizzata allo sviluppo di future proposte progettuali e al consolidamento di partenariati internazionali nel settore dei digital twins marini.

 Marine Digital Twins per la transizione verde e digitale

I Marine Digital Twins rappresentano una tecnologia abilitante per l’integrazione di dati ambientali e infrastrutturali, il monitoraggio in tempo reale e la simulazione di scenari complessi, supportando politiche basate su evidenze scientifiche e processi decisionali più efficienti.

Nel corso del workshop sono stati presentati i risultati delle attività sviluppate dalle Università di Trieste Padova, Venezia e Trento e dall’OGS nell’ambito di iNEST Spoke 8 per l’area dell’Alto Adriatico, insieme a casi applicativi quali DIGITPORTS in cui è attrice primaria l’Autorità dei Porti di Trieste e Monfalcone, e il progetto GEMINI sviluppato da un consorzio di aziende finanziato da INEST: sono state evidenziate le potenzialità dei Digital Twins a sostegno della resilienza delle infrastrutture, delle conformità ambientali  e per l’ottimizzazione delle operazioni portuali.

 

Cooperazione internazionale e dimensione macro-regionale

Il workshop - coordinato da Pierluigi Barbieri del DSCF dell’Università di Trieste - ha inoltre rafforzato la dimensione internazionale e macro-regionale dell’iniziativa, grazie alla partecipazione di esperti del Middle East Technical University (METU) di Ankara e Mersin, tra cui Mustafa Yücel ed Elif Sürer, che hanno presentato risultati e tecnologie, sviluppate per la realizzazione di Digital Twins nel bacino del Mar Nero.

Il confronto ha evidenziato l’importanza di un approccio coordinato tra diversi bacini marini europei e limitrofi, in linea con le strategie dell’Unione Europea per la cooperazione territoriale e la gestione sostenibile delle risorse marine. Sono state presentate collaborazioni che vedono

l’insediamento di un desk del centro tecnologico Tekmer NETZERO di Ankara presso il lab village all’Urban Center di Trieste, gestito dal Polo Tecnologico Alto Adriatico.


Verso ecosistemi digitali integrati per il mare

Le sessioni di discussione hanno sottolineato il potenziale dei Marine Digital Twins nel supportare la pianificazione integrata delle aree costiere, la gestione intelligente delle infrastrutture portuali, lo sviluppo della Blue Economy, la resilienza ai cambiamenti climatici. È emersa la necessità di rafforzare l’interoperabilità dei dati, l’integrazione tra piattaforme digitali e il coinvolgimento attivo degli stakeholder pubblici e privati.

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Concluso il workshop "“Marine Digital Twins: coasts, ports and infrastructures for sustainable management, system integration and blue economy development”
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Università e futuro del Nordest: a confronto le rettrici di UniTS e Ca’ Foscari

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Demografia, trasformazione digitale e fuga dei talenti al centro dell’incontro promosso dalla Fondazione Portogruaro Campus, che ha visto dialogare le rettrici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Tiziana Lippiello, e di UniTS, Donata Vianelli.

Il confronto ha evidenziato il ruolo strategico delle università come motori di sviluppo culturale, sociale ed economico, capaci di sostenere innovazione, ricerca e competitività territoriale. In particolare, è emersa la necessità di rafforzare il legame tra atenei, sistema produttivo e territori per affrontare le sfide dell’economia della conoscenza.

Focus sul Nordest, area chiamata a trattenere talenti e a valorizzare il dialogo con le imprese, anche alla luce dei dati sulla mobilità giovanile: oltre 450mila italiani hanno trasferito la residenza all’estero tra il 2011 e il 2021.

Tra i temi chiave anche l’impatto della demografia sul sistema universitario, il calo delle immatricolazioni e la necessità di rendere gli atenei più attrattivi a livello internazionale.

«Il tema della fuga dei talenti va affrontato con uno sguardo ampio: l’internazionalizzazione è un valore e studiare all’estero rappresenta un’opportunità importante per i nostri studenti, ma è altrettanto necessario costruire le condizioni perché le competenze acquisite possano tornare a generare valore nei territori di partenza», ha sottolineato la rettrice Lippiello «Oggi pesano molto la competitività salariale di altri Paesi, la chiarezza delle prospettive professionali e, in alcuni ambiti come le discipline STEM, anche la tendenza di alcune aziende ad assorbire i giovani prima del completamento del percorso universitario».

«L’impatto della dinamica demografica sulle università è già oggi molto evidente e, per certi aspetti, arriva prima che in altri settori. Il calo delle immatricolazioni si intreccia con altre criticità strutturali, come la difficoltà di offrire prospettive competitive rispetto ad altri Paesi europei e il permanere di ostacoli nei percorsi di carriera, a partire da quelli femminili», ha evidenziato la rettrice Vianelli «Le università non possono intervenire direttamente sulle tendenze demografiche, ma possono e devono rafforzare la propria capacità di accompagnare gli studenti, rendersi più attrattive anche sul piano internazionale e costruire contesti sempre più favorevoli alla formazione e alla crescita delle persone».

Presente all’incontro anche Massimo Forliti, consigliere della Fondazione Portogruaro Campus.

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L’incontro è stato organizzato dalla Fondazione Portogruaro Campus
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Al Via le Olimpiadi delle Neuroscienze

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Trieste ancora una volta ospiterà la selezione regionale delle Olimpiadi delle Neuroscienze, in programma domani, venerdì 13 marzo, alle ore 9.30 in Sala Luttazzi (Magazzino 26). L’iniziativa è organizzata fin dal 2010 dal nostro Ateneo grazie a una convenzione con l’Immaginario Scientifico e con il supporto del Comune di Trieste. Referente del progetto è la professoressa Paola Lorenzon del Dipartimento di Scienze della Vita.

Alla competizione parteciperanno studenti e studentesse provenienti da 13 scuole secondarie di II grado: IIS Linussio di Codroipo, ISIS Magrini-Marchetti di Gemona del Friuli, ISIS D'Annunzio-Fabiani di Gorizia, Liceo Buonarroti di Monfalcone, Liceo Leopardi-Majorana di Pordenone, ISIS Manzini di San Daniele del Friuli, ISIS Paschini-Linussio di Tolmezzo, ITS Deledda-Fabiani e Liceo Galilei di Trieste e ISIS Malignani, Liceo Copernico, Liceo Marinelli e Liceo Stellini di Udine.

I partecipanti in gara, alcuni tra i migliori studenti della regione appassionati di neuroscienze, si sfideranno su temi come intelligenza, memoria, emozioni, stress, invecchiamento, plasticità neurale, sonno e malattie del sistema nervoso. Sarà un’occasione per approfondire argomenti che spesso trovano poco spazio nei programmi scolastici, ma che suscitano sempre più curiosità tra i giovani e possono aprire nuove prospettive di studio e ricerca.

La mattinata sarà arricchita da un intervento di Enrico Tongiorgi, professore ordinario di Biologia cellulare e dello sviluppo comparate presso il Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste, dedicato al cervello durante l’adolescenza. La giornata si concluderà con una visita speciale all'Immaginario Scientifico.

Il vincitore o la vincitrice accederà alla finale nazionale delle Olimpiadi delle Neuroscienze, in programma il 22-23 maggio a Camerino (MC). Qui verrà selezionato il/la rappresentante italiano/a che parteciperà alla competizione internazionale.

Le Olimpiadi delle Neuroscienze rappresentano infatti la selezione italiana della International Brain Bee (IBB). L’iniziativa, nata negli Stati Uniti nel 1998, coinvolge oggi oltre 50 Paesi nel mondo. In Italia è promossa dalla Società Italiana di Neuroscienze (SINS), la principale società scientifica nazionale dedicata allo studio interdisciplinare del sistema nervoso e delle sue malattie.

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L’iniziativa è organizzata dal 2010 da UniTS con Immaginario Scientifico 
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Transform4Europe Alliance diventa soggetto giuridico europeo

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L’Alleanza Transform4Europe (T4EU) ha compiuto un passo decisivo nel proprio percorso di consolidamento istituzionale: è stata ufficialmente registrata a Saarland, in Germania, come ente giuridico riconosciuto ai sensi del diritto tedesco (eingetragener Verein – e.V.) con la denominazione “Transform4Europe: The European University for Knowledge Entrepreneurs e.V.”.

Questo cambiamento segna il superamento della dimensione esclusivamente progettuale della cooperazione tra gli undici Atenei partner e l’avvio di una struttura permanente e integrata.

La nuova configurazione consente all’Alleanza di partecipare a bandi di finanziamento in maniera autonoma, garantendo la continuità delle attività oltre l’attuale periodo di finanziamento della Commissione europea.

 Per studenti, dottorandi, docenti e personale tecnico-amministrativo significa poter contare su un quadro più stabile per la mobilità internazionale, lo sviluppo di programmi congiunti, le iniziative di ricerca collaborativa e la condivisione di risorse formative tra le università partner.

La nuova personalità giuridica, inoltre, amplia la possibilità di accedere a progetti internazionali di vasta dimensione e complessità.

Per l’Università di Trieste, membro fondatore dell’Alleanza, la registrazione rappresenta un passaggio strategico nella costruzione di un campus europeo interuniversitario integrato. L’inserimento in un soggetto giuridico europeo rafforza la capacità dell’Ateneo di attrarre finanziamenti competitivi, aumenta l’attrattività verso ricercatori e studenti internazionali e crea le condizioni per una progressiva semplificazione dei processi amministrativi nella gestione delle attività comuni.

La costituzione di T4EU come entità giuridica è il risultato di un intenso lavoro congiunto di un team multilinguistico di esperti legali guidato dall’University of Silesia in Katowice, che ha analizzato le diverse opzioni giuridiche nazionali ed europee individuando nel diritto tedesco una soluzione transitoria efficace.

 La Rettrice dell’Università di Trieste, Donata Vianelli, sottolinea:
«La nascita del soggetto giuridico di Transform4Europe rappresenta un’evoluzione naturale e necessaria del percorso intrapreso insieme agli altri Atenei partner. Significa consolidare una cooperazione che non si limita ai progetti finanziati, ma che si fonda su una visione condivisa di Università europea, capace di formare cittadini e knowledge entrepreneurs in uno spazio accademico sempre più integrato».

 Il Delegato di Ateneo per l’Alleanza T4EU, Alberto Pallavicini, aggiunge:
«Questo passaggio consolida la sostenibilità dell’Alleanza e amplia concretamente le opportunità per la nostra comunità accademica. La stabilità giuridica ci permette di progettare mobilità, percorsi formativi congiunti e iniziative di ricerca con una prospettiva strutturale, rafforzando il ruolo dell’Università di Trieste nello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore e della Ricerca».

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Si tratta di un passaggio strategico nella costruzione di un campus europeo interuniversitario integrato
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Online la carta strutturale dei mari italiani

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Fornire una rappresentazione organica delle principali unità tettoniche e delle strutture geologiche presenti nei mari italiani, dalle profondità abissali alle dorsali sommerse, offrendo un quadro aggiornato e integrato dell’assetto geologico delle aree sommerse: è questo l’obiettivo della nuova Carta Strutturale dei Mari Italiani, da oggi disponibile online, strumento fondamentale per la conoscenza delle strutture geologiche che caratterizzano i fondali marini del nostro Paese. 

L’Università di Trieste ha contribuito alla realizzazione della Carta raccogliendo e sistematizzando i dati disponibili in letteratura sul Bacino Sardo-Provenzale e integrandoli con informazioni geofisiche. Ha inoltre partecipato allo studio del Mare Adriatico meridionale e del Mar Ionio.

Realizzata dal Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), in collaborazione con l’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS e le Università di Genova, Palermo, Roma Tre e Trieste, la Carta è il risultato di anni di ricerca congiunta tra enti pubblici di ricerca e atenei italiani. 

La penisola italiana è quasi interamente circondata da bacini marini di diversa età, profondità e caratteristiche geologiche; sotto la superficie del Mar Mediterraneo si estende infatti un sistema complesso di montagne e vulcani sommersi, scarpate e faglie che, nel corso di milioni di anni, hanno formato e modellato il fondale marino, generando una grande ricchezza di ambienti molto diversificati, fondamentali per lo sviluppo della biodiversità, oltre a grandi eruzioni, terremoti e maremoti. In questo contesto, la mappatura del territorio sommerso rappresenta un passaggio fondamentale per accrescere la conoscenza dell’evoluzione geologica del Mediterraneo e dei processi che ne governano la dinamica.

Per la realizzazione della Carta sono stati integrati i dati presenti in letteratura, per offrire una descrizione complessiva delle aree sommerse e migliorare la comprensione delle relazioni geologiche tra le diverse aree in cui è suddivisa la crosta terrestre (domini), in relazione alle tipologie di placche che la compongono e ai loro reciproci contatti. Si individuano aree di avampaese (aree continentali non ancora raggiunte da movimenti tettonici), aree di subduzione (dove una placca si immerge sotto un’altra), sistemi vulcanici, bacini di retroarco (che si aprono dietro allineamenti di vulcani indotti da subduzione) e bacini oceanici mesozoici. L’armonizzazione e la sistematizzazione delle informazioni disponibili consentono oggi di disporre di uno strumento scientifico di riferimento, utile non solo per la ricerca ma anche per le attività di pianificazione e gestione dell’ambiente marino.

I dati raccolti assumono infatti un valore strategico per la tutela dell’ambiente, per la pianificazione e la sostenibilità delle infrastrutture offshore – come cavi, condotte e impianti energetici – e per la sicurezza rispetto ai rischi connessi all’attività vulcanica e sismica, inclusi terremoti, maremoti e frane sottomarine. La Carta potrà inoltre contribuire all’esplorazione delle georisorse presenti nei bacini che circondano la penisola italiana, strettamente legate alla storia geologica di ciascun bacino e ai contributi provenienti dalle aree emerse adiacenti e dalle regioni profonde della crosta terrestre.

La nuova Carta Strutturale dei Mari Italiani si configura come documento di riferimento per la comunità scientifica e come base solida per lo sviluppo di ulteriori studi e ricerche future. Il progetto si inserisce nel quadro della strategia marina europea, favorendo la condivisione di dati aperti e interoperabili a supporto della ricerca scientifica e della blue economy, inclusa la ricerca di fonti alternative di energia – ad esempio per l’individuazione di siti destinati a centrali eoliche e impianti geotermici – e per la ricerca di acqua potabile e altre applicazioni. 

Il progetto è stato sviluppato nell’ambito del programma europeo EMODnet Geology (European Marine Observation and Data Network), che raccoglie e rende accessibili, attraverso un portale web, un’ampia quantità di dati geologici marini acquisiti nei decenni nei mari europei.

 

https://www.isprambiente.gov.it/en/projects/soil-and-territory/emodnet-geology?set_language=en

https://emodnet.ec.europa.eu/en/use-case/emodnet-geology-helps-characterise-structural-settings-seas-surrounding-italy

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UniTS ha raccolto i dati disponibili sul Bacino Sardo-Provenzale, integrandoli con informazioni geofisiche e partecipato allo studio del Mare Adriatico meridionale e Ionio
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UniTS e FVG Energia insieme per la transizione energetica e la mobilità sostenibile

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UniTS e FVG Energia spa, la società interamente partecipata da Regione Friuli Venezia Giulia per la promozione della transizione energetica, hanno firmato oggi una convenzione-quadro per sviluppare collaborazioni operative e progetti congiunti nel campo dell’energia sostenibile.

I primi accordi attuativi si concentreranno sullo studio, dimensionamento, ottimizzazione e gestione di sistemi di ricarica per veicoli elettrici e sulle Comunità energetiche rinnovabili (CER), con l’obiettivo di integrare mobilità e sistema elettrico, accelerando la decarbonizzazione e favorendo una maggiore penetrazione delle fonti rinnovabili. 

Saranno studiate soluzioni innovative per supportare il dynamic pricing, che permette di modulare in tempo reale i prezzi della ricarica in base alla disponibilità di energia, e il vehicle-to-grid (V2G), che consente ai veicoli elettrici di restituire energia alla rete quando necessario, ottimizzando i flussi energetici e garantendo sicurezza della rete, sostenibilità economica e minor impatto ambientale. 

Un ruolo centrale in questa collaborazione è affidato al Centro Interdipartimentale “Giacomo Ciamician” dell’Università di Trieste, punto di riferimento per competenze trasversali su Energia, Ambiente e Trasporti, che metterà a disposizione le conoscenze scientifiche e la capacità di ricerca applicata necessarie per progettare sistemi energetici efficienti, sostenibili e integrati sul territorio.

“La firma di questa convenzione testimonia la capacità del nostro Ateneo di trasformare la ricerca scientifica in strumenti concreti per lo sviluppo del territorio e della società – sottolinea Donata Vianelli, Rettrice dell’Università di Trieste – Il Centro Giacomo Ciamician rappresenta un hub strategico per l’integrazione tra competenze accademiche e applicazioni tecnologiche nel settore energetico”. 

Erik Vesselli e Alessandro Massi Pavan, rispettivamente Delegati per il Trasferimento Tecnologico e rapporti con gli enti di ricerca e per la Sostenibilità e transizione energetica, sottolineano come “questo accordo sia frutto di un lungo percorso collaborativo su questi temi con Regione FVG. Una delle missioni del sistema universitario consiste nell’impegno a trasferire competenze e conoscenze maturate nelle attività di ricerca per il benessere e il progresso della società, rendendo questa operazione pienamente risonante con la propria vocazione, oltre che strategica per il territorio di riferimento, in un momento in cui approvvigionamento energetico, transizione energetica e cambiamenti climatici rappresentano sfide importanti su scale temporali multiple”.

Il presidente di Fvg Energia Franco Baritussio, presente alla firma dell’accordo assieme al Direttore generale Piero Mauro Zanin, ha sottolineato "l'importanza di fare rete con l'Università di Trieste e gli altri centri di alta formazione, un'alleanza indispensabile per stare al passo con le novità tecnologiche in un settore in continuo movimento come quello delle energie rinnovabili". 

"Nella co-progettazione della Comunità energetica rinnovabile regionale - ha aggiunto Baritussio - stiamo dialogando con numerosi enti del territorio per costruire uno strumento che abbia peso adeguato per confrontarsi con il mercato della distribuzione, preesistente alle Cer e già strutturato".

L’accordo prevede ulteriori sviluppi nell’ambito della programmazione tecnico-economica di impianti da fonti rinnovabili, con interventi in aree marginali del territorio regionale, come discariche o caserme dismesse, rafforzando il legame tra innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e sviluppo locale.

Con questa collaborazione, l’Università degli Studi di Trieste e FVG Energia pongono le basi per una partnership strategica di lungo termine, in grado di tradurre ricerca e competenze scientifiche in azioni concrete per la transizione energetica, la mobilità sostenibile e il benessere della comunità.

Nella foto, da sinistra:

Alessandro Massi Pavan, Direttore Centro Interdipartimentale per l’Energia, l’Ambiente e i Trasporti “Giacomo Ciamician”, UniTS; Donata Vianelli, Magnifica Rettrice dell’Università di Trieste; Franco Baritussio, Presidente FVG Energia SpA; Fabio Scoccimarro, Assessore all’Ambiente ed Energia della Regione autonoma FVG; Piero Mauro Zanin, Direttore Generale FVG Energia SpA; Erik Vesselli, Delegato al Trasferimento Tecnologico e rapporti con gli enti di ricerca, UniTS. 

 

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Un ruolo centrale sarà affidato al Centro Interdipartimentale “Giacomo Ciamician”
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La Coppa Aurea torna a Trieste: vince il liceo Galilei

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Si è conclusa la XIX edizione della Coppa Aurea, la competizione di matematica a squadre per gli Istituti Secondari Superiori organizzata dal MIGe, Dipartimento di Matematica Informatica e Geoscienze di UniTS nell’Aula Magna dell’Ateneo.

Realizzata in collaborazione con il responsabile per la Provincia di Trieste delle Olimpiadi di Matematica (prof.ssa Amalia Abbate) e con gli organizzatori della gara a Genova, la competizione è un'occasione per avvicinare gli studenti in modo ludico e divertente a questa materia. 

Nel 2026, dopo vent’anni, la Coppa Aurea torna a Trieste: il liceo G. Galilei si è aggiudicato la vittoria. A parte le primissime edizioni, del 2005 e 2006, vinte dal liceo G. Oberdan di Trieste, negli anni successivi la coppa era stata conquistata quasi sempre da squadre venete (in particolare delle province di Treviso e Padova), con l'unica eccezione di Gorizia nel 2008.  Dopo il secondo posto del 2025 il liceo triestino, forte dei suoi 1266 punti, riesce quest'anno a portare a casa la coppa della XIX edizione. 

I “I 7 del Leone” del liceo L. da Vinci di Treviso si sono classificati al secondo posto con 1127 punti, mentre “Gente poco seria” del liceo I. Nievo di Padova ha conquistato le medaglie di bronzo con 911 punti. Anche la squadra “Goats of Levi” dell'IIS P. Levi di Montebelluna, grazie al quarto posto in classifica con 902 punti, conquista l'accesso alla finale nazionale di Cesenatico.

All’edizione 2026 hanno partecipato 26 scuole secondarie di secondo grado, provenienti dalle quattro province del Friuli Venezia Giulia e dalle province di Padova, Treviso e Venezia: dopo dieci anni di assenza è tornata a partecipare anche una scuola croata di lingua italiana di Pola. Ogni scuola era rappresentata da una squadra composta da 7 studenti, che si sono sfidati a colpi di problemi e quesiti matematici.

Da Trieste hanno partecipato anche il liceo G. Oberdan, l'ISIS Carducci-Dante, l'ISIS J. Stefan, l'ITS A. Volta e, per la prima volta, il liceo artistico E. e U. Nordio, l'ISIS Da Vinci-Carli-Sandrinelli e la Scuola Internazionale di Trieste.

Contemporaneamente, in 38 città italiane, 713 squadre per un totale di 4991 studenti di scuola secondaria di secondo grado si sono cimentate sugli stessi problemi per guadagnarsi l’accesso alla finale nazionale di Cesenatico, che si svolgerà a maggio. Consistente la presenza femminile, a dimostrazione che le materie STEM sono sempre più attrattive. 

La Coppa Aurea sarà rimessa in palio nella prossima edizione e diventerà di possesso definitivo dell’istituto che riuscirà a vincerla per tre volte. Attualmente il liceo I. Nievo di Padova ha già conquistato due edizioni. Una vittoria a testa è invece andata al Da Vinci di Treviso, al Levi di Montebelluna e al liceo Galilei di Trieste.

 

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Conclusa nell’Aula Magna UniTS l’edizione 2026 della competizione di matematica per gli studenti delle Superiori
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UniTS a "Just the woman I am" per gli 80 anni del CUS Trieste

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Lanciare un forte messaggio, accompagnato da azioni concrete, e avere come palcoscenico uno dei luoghi più vissuti e iconici della quotidianità triestina. L’80° anno di attività del CUS Trieste si è aperto domenica 8 marzo con la sua terza partecipazione a distanza alla 5ᵅ edizione di Just The Woman I Am

Anche quest’anno dunque il CUS Trieste ha proposto la camminata/corsa non competitiva collegandosi virtualmente al grande evento organizzato e promosso dal CUS Torino, la FederCUSI, il Politecnico e l’Università della città piemontese e che dal 2014 è un appuntamento imperdibile sotto la Mole con oltre 30.000 presenze annuali. JTWIA promuove la raccolta fondi per la ricerca sulla salute e sul cancro, coltivando inoltre, concretamente, concetti come la prevenzione, l’applicazione di corretti stili di vita, l’inclusione e la parità di genere; il CUS Trieste da cinque edizioni supporta la partecipazione degli iscritti di Trieste acquistando i pettorali a sostegno dell’evento e li dona ai suoi tesserati, studenti e dipendenti dell’Università di Trieste.

Un bel gruppo di partecipanti si sono ritrovati alla Fontana di Barcola per percorrere un tracciato lungo la riviera di Barcola di 5 km al proprio ritmo, correndo o camminando senza guardare al cronometro, ma cercando di vivere appieno un momento di socialità altamente simbolico: “La partecipazione dell’Università di Trieste – ha affermato la Rettrice UniTS Donata Vianelli - alla Just The Woman I Am, attraverso l’impegno del CUS Trieste, rappresenta un segnale concreto di come la nostra comunità sappia unire sport, solidarietà e responsabilità sociale: la promozione di salute, prevenzione e corretti stili di vita è parte integrante della nostra missione educativa. Sostenere la raccolta fondi per la ricerca sul cancro e promuovere, allo stesso tempo, inclusione e parità di genere vuol dire tradurre i valori dell’Ateneo in azioni tangibili e rafforza il senso di comunità”.

“Anche quest’anno - ha aggiunto il presidente del CUS Trieste Michele Pipanabbiamo proseguito il nostro impegno nell’organizzare una partecipazione a distanza in team all’evento organizzato dal CUS Torino in collaborazione con l’Università e il Politecnico di Torino, credendo fortemente nella capacità dello sport di mettersi al servizio della società promuovendo buone pratiche, indispensabili per vivere un certo benessere sociale. Mi piace rimarcare come oggi (domenica 8 marzo) siano stati protagonisti entrambi i generi, femminile e maschile, a dimostrazione di come queste azioni di sensibilizzazione debbano coinvolgere una fetta sempre più ampia di comunità per aumentare la propria efficacia”.

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Di corsa a Barcola per la Ricerca sul cancro, prevenzione, inclusione e parità di genere
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Giornata Internazionale della Donna: ecco la fotografia delle laureate UniTS secondo AlmaLaurea

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In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’Università di Trieste rinnova il proprio impegno nella promozione delle pari opportunità, nel sostegno alle carriere femminili, anche nei settori STEM, e nel monitoraggio costante delle dinamiche di genere come strumento fondamentale per orientare politiche universitarie inclusive e consapevoli. Per tutto il weekend la facciata UniTS si colorerà di giallo, colore simbolo della Giornata.

Un’occasione di riflessione ulteriore è fornita dai dati del Rapporto di Genere AlmaLaurea 2026 (su dati 2024):  l’indagine conferma l’elevata partecipazione e le ottime performance accademiche delle studentesse UniTS, evidenziando però anche differenze strutturali nel passaggio al mondo del lavoro, in particolare sul piano retributivo.

Più donne tra i laureati 2024

Nel 2024 i laureati dell’Ateneo sono stati 3.226 (1.842 di primo livello, 979 magistrali biennali e 405 a ciclo unico). La componente femminile rappresenta il 58,7% del totale, con una presenza particolarmente significativa nei corsi a ciclo unico (65,7%).

Le laureate mostrano, in media, performance accademiche solide: il 62,1% conclude gli studi in corso (contro il 56,2% degli uomini) e il 69% ha svolto un tirocinio curriculare, con un divario positivo di quasi 15 punti percentuali rispetto ai colleghi.

Il Rapporto evidenzia anche come l’“ereditarietà” del titolo di studio (ovvero il conseguimento della laurea nello stesso ambito disciplinare di un genitore) sia meno marcata tra le donne, segnalando percorsi di scelta più autonomi rispetto ai modelli familiari.

Occupazione a cinque anni dal titolo: alti tassi, ma resta il gap retributivo

L’indagine sui laureati di secondo livello del 2019, contattati a cinque anni dalla laurea, mostra tassi di occupazione elevati: 92,5% per le donne e 93,6% per gli uomini.

Rimangono tuttavia differenze nelle caratteristiche del lavoro e nelle retribuzioni. Le donne dichiarano una retribuzione media netta mensile di 1.904 euro, rispetto ai 2.097 euro degli uomini. Risulta inoltre maggiore la presenza femminile nel settore pubblico (44,7% contro 38,1%), mentre gli uomini registrano una quota più elevata di contratti a tempo indeterminato e di attività in proprio.

STEM: cresce la presenza femminile, ma non si azzera il divario

Nei percorsi STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), tradizionalmente caratterizzati da una minore presenza femminile, le donne rappresentano il 38,7% dei laureati 2024.

A cinque anni dal titolo, il tasso di occupazione è pari al 90,8% per le donne e al 93% per gli uomini. Anche in questo ambito si registra un differenziale retributivo: 2.118 euro netti mensili per le donne contro 2.207 euro per gli uomini. I contratti a tempo indeterminato risultano più diffusi tra gli uomini, mentre le donne presentano una maggiore incidenza di contratti a termine.

 

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Per tutto il weekend la facciata UniTS sarà illuminata di giallo, colore simbolo della Giornata
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Stefano Parolai nominato Editor-in-Chief del Bulletin of the Seismological Society of America

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Stefano Parolai, direttore del Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze di UnitTS è stato nominato dalla Seismological Society of America (SSA) nuovo Editor-in-Chief della rivista scientifica Bulletin of the Seismological Society of America (BSSA), uno dei periodici più autorevoli a livello internazionale nel campo della sismologia.

Parolai inizierà il suo mandato nell’estate 2026, succedendo al geofisico P. Martin Mai.

Fondata nel 1911, BSSA pubblica ogni anno circa 175 articoli scientifici dedicati allo studio dei terremoti, del rischio sismico e delle scienze della Terra.

«BSSA è forse la rivista più storicamente importante nel campo della sismologia – ha commentato Parolai – Sono onorato di poter ricoprire questo ruolo e contribuire a mantenerla un punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale».

L’attività di ricerca di Parolai si concentra sullo studio della pericolosità e del rischio sismico, sullo sviluppo di metodologie per la valutazione degli effetti di sito e sull’analisi dei segnali sismici, con particolare attenzione anche ai sistemi di allerta precoce

Tra gli obiettivi del suo nuovo mandato, il rafforzamento della qualità del processo di peer review, l’ampliamento della base di autori e il coinvolgimento delle nuove generazioni di ricercatori nella comunità scientifica internazionale della sismologia.

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BSSA è uno dei periodici più autorevoli a livello internazionale nel campo della sismologia
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