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Studenti e matricole meritevoli: assegnati i Premi FUST e Fondazione CRTrieste

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In occasione della Cerimonia di inaugurazione del 102° Anno Accademico UniTS sono stati conferiti premi a studenti meritevoli.

Premio della Fondazione Università degli Studi di Trieste (FUST)

La Fondazione gestisce i lasciti dei benefattori, in particolare quelli derivanti dalle Fondazioni Aldo Duca (Area Medica), Guido Morpurgo Tagliabue (Area Filosofia) e Marcello Urban e Maria Ehrl (Area Ingegneria).

La FUST eroga premi dell’importo medio di 2.500 € a studenti dei Corsi di laurea Triennale e Magistrale UniTS particolarmente meritevoli. 

Quest’anno sono stati assegnati in totale 3 contributi all’area di ingegneria (con una speciale menzione per l’eccellenza del percorso di studio), 3 premi all’area medica, 2 premi all’area di filosofia e un premio ciascuna alle aree economica, giuridica e di scienze della vita.

Questi gli studenti e le studentesse che hanno ricevuto il premio consegnato dalla Rettrice prof.ssa Donata Vianelli e dal prof. Paolo Rosato, rispettivamente Presidente e Vicepresidente FUST:

 

Giorgio Cutrera, Jacopo Mosetti 

Dipartimento di Ingegneria e Architettura, corsi di Laurea Magistrale in Ingegneria

Alessandro Giampaoli

Dipartimento di Ingegneria e Architettura, corso di Laurea Magistrale in Ingegneria navale

Giovanna Maria Galuppo, Carmelo Occhipinti

Dipartimento di Ingegneria e Architettura, menzione di merito – senza assegno - per l’encomiabile percorso di studio e l’eccellenza degli esami di profitto

Rossella Albani 

Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche "Bruno De Finetti", corsi di Laurea Magistrale In Economia, Ambiente e Sviluppo e Scienze Statistiche e Attuariali

Diana Di Pietro 

Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione, corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza 

Giada Martin, Michelle Domenighini

Dipartimento di Studi Umanistici, corso di Laurea Magistrale in Filosofia 

Alice Mastrangelo

Dipartimento di Scienze della Vita, Corso di laurea in Neuroscience

Jerome Jerusalem Daysa

Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e della salute, corso di Laurea in Infermieristica 

Francesca Cherubini 

Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e della salute, corso di Laurea Triennale nelle Professioni Sanitarie 

Francesca Paro 

Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e della salute, corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia

 

Premio alle matricole meritevoli 2024 – ’25 – Fondazione CRTrieste

Il contributo di 1.550 Euro, sostenuto da Fondazione CRTrieste per valorizzare il merito, incentivare l’eccellenza e promuovere un ambiente accademico che stimoli l’impegno e la crescita personale, è stato consegnato dalla Rettrice e dal prof. Francesco Peroni, vicepresidente del Consiglio di amministrazione di Fondazione CRTrieste a:

Francesco Bertolini, Dipartimento di Scienze della Vita

Alessandro Deganutti, Dipartimento di Fisica

Sabrina De Pra, Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche

Annachiara Franchi, Dipartimento di Studi Umanistici

Leonardo Mattiuzzo, Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e della salute

Gaia Millo, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali

Elisa Rossi, Dipartimento di Ingegneria e Architettura

Gabriele Tancik, Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze

Chiara Zorn, Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione

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La consegna dei premi si è svolta nel corso della Cerimonia di inaugurazione del 102° anno accademico
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La prima Rettrice dell’Università di Trieste, Donata Vianelli, inaugura il 102° Anno Accademico dell’Ateneo

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“Fare Università” in un contesto politico, sociale ed economico incerto. È la sfida che la Rettrice Donata Vianelli lancia in occasione della sua prima Cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2025/26, il 102° dell’Università di Trieste.

Visione, strategia e pragmatismo saranno i principi guida dei prossimi sei anni di rettorato, un approccio capace di affrontare con lucidità l’incertezza del futuro – ha esordito la Rettrice - la nostra energia più grande è l’orgoglio di appartenere a questo ateneo, orgoglio ricambiato da un territorio che ci riconosce presenza essenziale per il suo sviluppo culturale, sociale ed economico”.

Il valore del rapporto con il territorio e il contesto internazionale è stato testimoniato con forza dalla presenza alla cerimonia dell’Ambasciatrice d’Italia in Francia Emanuela D’Alessandro, a cui è stata affidata la Lectio magistralis “Italia, Francia, Europa: diplomazia in azione”.

È un grandissimo onore essere qui a Trieste, una città che, come ho potuto apprezzare negli anni che ho trascorso da Ambasciatrice d’Italia a Zagabria, porta impressa nella propria identità la vocazione al dialogo e all’apertura internazionale, “città-frontiera” per eccellenza, crocevia di popoli, culture e commerci, punto d’incontro tra diverse anime dell’Europa e del Mediterraneo, tra Nord e Sud, tra Est e Ovest – ha sottolineato l’Ambasciatrice - una città che si candida a fungere da snodo fondamentale dell’India-Middle East-Europe Economic Corridor, il Corridoio IMEC, concepito per collegare logisticamente India, Paesi del Golfo, Egitto, Israele e Mediterraneo, sul quale proprio qui a Trieste il nostro Ministero prevede di organizzare un grande evento l’anno prossimo”.

I temi – chiave del percorso rettorale di Vianelli saranno non solo internazionalizzazione, ma anche digitalizzazione, sostenibilità ed edilizia universitaria, tenendo ricerca e rapporto con gli studenti al centro.

Internazionalizzazione e rapporto con il territorio

La decisa ripresa della mobilità studentesca e l’ampliamento delle collaborazioni scientifiche internazionali lanciano segnali positivi: la strategia futura sarà orientata a investire in cooperazione intesa non solo come sostegno, ma anche come leva per la ricerca e la didattica, promuovendo reti internazionali e contribuendo alla diffusione di una cultura di pace e giustizia sociale.

Tra le azioni già in atto, da ricordare l’ospitalità offerta a studiosi di Paesi a rischio, i progetti di supporto ai migranti sul territorio locale, gli interventi in Africa dedicati all’educazione STEM, il supporto alla diffusione in quelle zone della chirurgia mininvasiva sostenibile e ai temi dei cambiamenti climatici, dei conflitti e delle migrazioni. Sono stati inaugurati inoltre nuovi progetti di cooperazione in Tanzania, Etiopia e Rwanda. L’Ateneo si sta infine attivando per accogliere nuovi studenti palestinesi.  

Per quanto riguarda il rapporto con il territorio, UniTS inaugurerà una nuova fase puntando a un dialogo più attivo e sistematico con imprese, enti e istituzioni. Pur rimanendo una Research University, l’Ateneo riconosce che la ricerca più avanzata nasce dall’incontro tra competenze accademiche e bisogni reali, e che la conoscenza prodotta deve tradursi in valore per la comunità. Investirà sul trasferimento tecnologico, rafforzando la sua presenza nei luoghi in cui si costruisce lo sviluppo, attraverso accordi quadro, convenzioni strategiche, progetti congiunti e promuovendo iniziative con impatto concreto sul territorio. 

Digitalizzazione

Intelligenza artificiale e Data Science sono state consolidate sia nell’offerta formativa che in un’attività scientifica di alto profilo riconosciuta a livello internazionale. Guardando al futuro, l’Ateneo intende rafforzare ulteriormente il proprio impegno nella diffusione della cultura digitale, del dato, dell’intelligenza artificiale e della cybersicurezza, promuovendo percorsi formativi e iniziative di educazione rivolti non solo alla comunità universitaria, ma anche al contesto sociale ed economico. 

Da subito abbiamo dato forte sostegno alla costituzione di Agorai Innovation Hub, un ecosistema formato da realtà d’eccellenza per promuovere lo sviluppo di start-up, l’attrazione di talenti e una progettualità innovativa nel campo dell’Intelligenza Artificiale”, ha ricordato Vianelli.

Sostenibilità

Nell’anno accademico appena avviato, l’Ateneo vanterà i primi laureati del Corso di Laurea Magistrale in “Engineering for the Energy Transition”, che valorizza anni di ricerca avanzata nel settore energetico in un percorso multidisciplinare pensato per rispondere alle priorità europee e nazionali della transizione verde. Un altro esempio significativo di investimento in sostenibilità è il nuovo Laboratorio ELISA, coordinato dal Centro Ciamician e dedicato alle tecnologie per lo stoccaggio dell’energia: un’infrastruttura che integra sei Dipartimenti e rafforza la capacità UniTS di contribuire a un futuro energetico sostenibile.

Edilizia universitaria

La struttura policentrica dei campus dell’Ateneo a Trieste (da Piazzale Europa a Città Vecchia passando per San Giovanni, Porto Vecchio e i futuri ampliamenti a Cattinara), a Gorizia, Pordenone e Portogruaro, pone delle sfide a cui si è già iniziato a rispondere con azioni di razionalizzazione, riorganizzazione, accorpamento e decongestionamento. Parallelamente avanzano progetti strategici, grandi cantieri e interventi di restauro, riqualificazione e refitting, condotti anche con l’importante contributo di Fondazione CRTrieste.

Ricerca

UniTS sta proseguendo in modo importante negli investimenti e nel rinnovo delle infrastrutture di ricerca, condizione essenziale per mantenere la sua capacità competitiva e di attrarre ricercatori di alto livello. Da segnalare i due nuovi spettrometri per la Risonanza Magnetica Nucleare, acquistati con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, e il ruolo di sostegno economico su questo tema di Fondazione CRTrieste, Fondazione Beneficentia Stiftung e le Fondazioni Benefiche Alberto e Kathleen Casali. Nel prossimo futuro l’Ateneo valorizzerà le chiamate dirette di docenti di chiara fama, tra cui alcuni vincitori di prestigiosi bandi ERC e FIS, e la partecipazione a bandi competitivi internazionali. 

Didattica innovativa

Il costante aumento delle immatricolazioni trova ragione anche nell’offerta formativa in costante aggiornamento. Nel 2026 UniTS offrirà un nuovo corso dedicato alla Didattica della Matematica e della Fisica, per la formazione dei futuri insegnanti. Saranno inoltre lanciati i primi corsi online aperti e massivi, inseriti in un catalogo digitale, ampliando così le forme di apprendimento e le opportunità di aggiornamento per laureati e professionisti. 

Tra le sfide future spicca l’impegno nell’innovazione della didattica. Si tratta di una sfida culturale che risponderà al cambiamento generazionale degli studenti, ai loro stili cognitivi e alle loro aspettative, coniugando le potenzialità offerte dalla digitalizzazione con le nuove tecnologie e l’AI: una sfida che richiederà ai docenti di rivedere schemi, modelli e pratiche tradizionali.

Anche l’Ambasciatrice D’Alessandro ha voluto rivolgere alla comunità studentesca un augurio per il nuovo anno accademico, ricordando al contempo il suo ruolo istituzionale in un luogo simbolo di collaborazione: “Il nostro compito di diplomatici in Francia è in definitiva questo: non solo promuovere l’interesse dell’Italia nelle sue molteplici declinazioni, ma anche mantenere viva l’armonia tra due dei Paesi più importanti al mondo, renderla un motore dell’Europa e dell’Occidente e, così facendo, contribuire a offrire ai giovani – a partire da quelli che studiano in questo Ateneo, ai quali auguro dal profondo del cuore, così come a tutti voi docenti, un eccellente anno accademico – un orizzonte di pace, di libertà e di opportunità condivise”.

Hanno partecipato alla cerimonia il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, e il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, il Presidente del Consiglio degli Studenti, Morgan Baliviera e il Rappresentante del Personale Tecnico-Amministrativo, Salvatore Dore. La prolusione è stata affidata a Renata Longo, Ordinaria di Fisica per le Scienze della Vita, l’Ambiente e i Beni Culturali del Dipartimento di Fisica, “Oltre il grigio: i colori dei raggi X”. 

Nel corso della cerimonia sono stati anche assegnati i premi a studenti e matricole meritevoli, grazie ai contributi della Fondazione Università degli Studi di Trieste (FUST) e della Fondazione CRTrieste.

Esecuzioni vocali e strumentali a cura di Coro e Orchestra dell’Università degli Studi di Trieste, direttore M. Riccardo Cossi.

Discorso Rettrice

Discorso Rappresentante degli studenti

Discorso Rappresentante del Personale tecnico amministrativo  

Discorso dell’Ambasciatrice D’Alessandro 

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Ospite d’eccezione della cerimonia l’Ambasciatrice d’Italia in Francia, Emanuela D’Alessandro
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UniTS lancia la sfida per un turismo senza barriere

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Nella settimana in cui si celebra la Giornata Internazionale delle persone con Disabilità (3 dicembre) UniTS diffonde i risultati dell’Hackathon “Inclusive Tourism for Everyone”, promosso nell’ambito del progetto europeo SITE – Shaping Inclusive Tourist Experiences finanziato dal Programma Interreg Italia–Croazia 2021–2027.

Il progetto SITE è coordinato da Lorenzo Castelli, associato in Ricerca Operativa al Dipartimento di Ingegneria e Architettura (DIA) dell’Università di Trieste, in collaborazione con il gruppo di ricerca Trieste Inclusion and Accessibility Lab (TrIAL), referente Ilaria Garofolo, ordinaria di Architettura Tecnica allo stesso Dipartimento.

Scopo di SITE è aumentare l'attrattività delle destinazioni dell'area del programma durante tutto l'anno, diffondendo una cultura transfrontaliera dell’Universal Design nell’ecosistema turistico, così da ridurre le barriere architettoniche, sensoriali e comunicative che limitano l’accesso alle persone con disabilità e ad altri gruppi con esigenze specifiche, come famiglie e anziani.

L’Hackathon, moderato da Caterina Vidulli, fondatrice di Central Marketing Intelligence e Communication Manager del progetto SITE, è stato organizzato da UniTS Trieste insieme ai partner italiani e croati del progetto, con la compartecipazione del Comune di Trieste, Promoturismo FVG, CRIBA FVG, INU – Istituto Nazionale Urbanistica e dell’associazione Start-Up Turismo. 

Sono stati coinvolti 34 studenti universitari provenienti da Italia, Croazia e Slovenia, attivi in percorsi formativi eterogenei: architettura, urbanistica, lingue, management del turismo, scienze sociali e informatica. Tra i mentor che hanno supportato e guidato i lavori ci sono stati esperti in accessibilità ambientale, linguaggio facile, marketing del turismo, sociologi, referenti della associazione Oltre Quella Sedia.

Nel corso delle due giornate, ai partecipanti è stato chiesto di sviluppare idee e soluzioni innovative capaci di integrare i principi dell’Universal Design, con l’obiettivo di progettare esperienze turistiche realmente accoglienti, fruibili e piacevoli per tutti: persone con disabilità, famiglie, anziani e visitatori con competenze linguistiche limitate. I gruppi multidisciplinari hanno collaborato in un clima di forte creatività e problem-solving, mettendo in dialogo competenze tecniche, progettuali e sociali.

Un momento particolarmente significativo è stata la visita guidata lungo un itinerario cittadino, condotta da PromoTurismo FVG con la partecipazione di CRIBA FVG e della associazione Oltre Quella Sedia. L’esperienza ha permesso ai team di osservare direttamente il contesto urbano triestino e di individuare alcune delle principali criticità sperimentate dai turisti negli spostamenti in città. «La visita ha offerto ai partecipanti uno sguardo concreto sulle difficoltà che molti visitatori incontrano quotidianamente. È da qui che può nascere un turismo davvero attento e inclusivo», afferma Paola Pascoli, referente di CRIBA FVG.

I progetti vincitori

1° posto – “PathMate”

Il progetto PathMate — dall’unione di “path” (percorso, viaggio) e “mate” (amico, compagno) — propone un’app che accompagna l’utente adattandosi alle sue esigenze e rafforzando la sua autonomia. PathMate semplifica la pianificazione degli spostamenti, offre una navigazione chiara e multicanale e fornisce informazioni utili su caratteristiche dei percorsi e accessi, come pendenza e tipologia di superficie. Team: Iftekhar Anwar (Computer Science, Politecnico di Torino), Arsenii Prostakov (Lingue, Univ. Federico II Napoli), Anastasija Ristova (Urbanistica, Univ. di Lubiana), Lucija Oštarić (Management del Turismo, Fiume), Alessia Gaia Russo (Design della Comunicazione, Politecnico di Milano).

2° posto – “APO – All Paths Open”. 

Un sistema di partecipazione che collega turisti con disabilità o esigenze specifiche ai residenti che condividono la stessa condizione, con l’obiettivo di costruire una comunità sicura, informata, sensibile e coinvolta. Team: Patricia Ivančić (Scienze sociali, Univ. di Fiume), Eleonora Lazarova (Urbanistica, Univ. di Lubiana), Jana Krivošić (Management del Turismo, Fiume), Alessandra Airaudo (Digital Marketing, Unicusano).

3° posto – “TourAble”

Un’app pensata per rendere il turismo realmente accessibile grazie a un design inclusivo, intuitivo e adattivo. TourAble incoraggia la consapevolezza dei cittadini sui temi dell’accessibilità e offre percorsi senza barriere, attività per famiglie e informazioni dedicate a persone con disabilità visive e cognitive. Team: Daniyar Yegeubay (Computer Science, Federico II Napoli), Ester Calenda Casarin (Lingue, Ca’ Foscari), Pia Ržen (Architettura, Univ. di Lubiana), Korina Zorić (Management del Turismo, Fiume), Marianna Capriotti (Management del Turismo, Univ. di Perugia).

«Partecipare all’Hackathon Inclusive Tourism for Everyone del progetto SITE – Interreg ITA CRO 2021-27 è stato un momento prezioso, sia dal punto di vista professionale che umano. Vedere così tanti giovani del mondo del turismo lavorare con competenza, curiosità e senso di responsabilità verso un futuro più accessibile è stato profondamente motivante», dichiara Annalisa Noacco di Willeasy, tra i membri della giuria. «Come Willeasy abbiamo accolto con entusiasmo l’invito dell’Associazione Startup Turismo, che ringrazio sinceramente per aver valorizzato il ruolo dell’accessibilità all’interno del percorso. In questa occasione ho avuto l’onore di rappresentare l’Associazione, in qualità di associata e delegata alle tematiche del turismo accessibile, contribuendo a portare la voce di chi ogni giorno lavora per un settore più inclusivo. Consegnare i premi ai team vincitori è stato un gesto simbolico ma significativo: il dialogo tra chi oggi opera per rendere il mondo più inclusivo e chi domani potrà trasformare questa visione in nuovi standard è la vera forza di un settore che sta evolvendo. L’impegno e la sensibilità dimostrati dai partecipanti confermano che innovazione e attenzione alle persone non sono binari paralleli, ma la stessa direzione. È questa l’energia che serve per costruire un turismo capace di accogliere, comprendere e includere davvero tutti».

La giuria era composta inoltre dalle docenti Ilaria Garofolo (DIA, Università di Trieste) e Jelena Durkin Badurina (FTHM, Università di Fiume); Roberta Gigli, referente del Forum Of Adriatic And Ionian Cities; Erika Kosic, referente della Regione Friuli Venezia Giulia in qualità di Segreteriato Congiunto del programma Italia-Slovenia.

Gli altri progetti

Gli altri progetti presentati hanno proposto soluzioni diversificate ma unite da un’unica visione inclusiva: dalla creazione di moduli temporanei universalmente accessibili, confortevoli, gratuiti e dotati di schermi informativi (progetto “Your Pod Stop”), allo sviluppo di un protocollo di certificazione per servizi attenti alle diversità (progetto “Inclusive Tourism”). Sono stati inoltre presentati un’app pensata per mettere in contatto turisti e residenti con esigenze simili (progetto “Help”) e una piattaforma di viaggio inclusiva che, grazie a contenuti verificati tramite intelligenza artificiale e dati reali dai social media, genera mappe personalizzate (progetto “AllWays”).

Oltre ai premi in denaro destinati ai tre migliori progetti (4.000 € al primo, 2.000 € al secondo e 1.000 € al terzo classificato), finanziati dall’associazione Start-Up Turismo, i vincitori avranno accesso a sessioni di mentorship con l’associazione e con i partner del progetto SITE, e saranno invitati alla conferenza internazionale conclusiva del progetto, che si terrà a Opatija (Croazia).

L’Hackathon si è concluso con la consapevolezza condivisa che progettare un turismo più inclusivo significa contribuire allo sviluppo di comunità più aperte, accoglienti e sostenibili.

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Nell’ambito del progetto europeo SITE – Shaping Inclusive Tourist Experiences, premiate le migliori idee per un turismo più accessibile
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Applicazioni elettriche navali: conclusi a Trieste i test dei superconduttori e supercondensatori del progetto V-access

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Si è chiusa a Trieste la due giorni dell’evento “ELECTRIC SHIP SUPER STORAGE EVENT” del progetto V-ACCESS, focalizzato sull’elettrificazione bordo nave tramite utilizzo di tecnologie innovative, come superconduttori e supercondensatori per l’accumulo di energia. All’evento hanno partecipato tutte le aziende e gli enti di ricerca universitari partner del progetto.

Il progetto V-ACCESS, coordinato dall’Università di Trieste, è dedicato allo sviluppo di un sistema ibrido di accumulo energetico (HESS) di nuova generazione, che combina la tecnologia SMES – Superconducting Magnetic Energy Storage – a base di MgB2 – Diboruro di Magnesio – con i Supercondensatori.

La combinazione di queste due tecnologie, a supporto delle batterie, consente una forte innovazione in termini sia prestazionali che di affidabilità per l'accumulo di energia e il rilascio di forti impulsi energetici.

Le caratteristiche di unicità della soluzione proposta rappresentano il punto di forza di una tecnologia che troverà applicazione non solo nello shipping e nell’elettrificazione delle navi ma anche in settori industriali energivori. Inoltre, l’innovazione dei sistemi di storage svolgerà un ruolo fondamentale nei sistemi di alimentazione e sarà essenziale anche per bilanciare la produzione e il consumo di energia nelle reti elettriche, in risposta alla crescente integrazione di fonti rinnovabili e alle esigenze del green deal.

Il vantaggio della soluzione studiata dal progetto V-Access, che è finanziato con fondi europei per un valore di 5.000.000 € ed è ottimizzato per integrarsi con i sistemi a batteria a bordo delle imbarcazioni, risiede nella gestione ibrida di un accumulatore SMES superconduttivo in MgB2 progettato e costruito da ASG Superconductors e dei Supercondensatori progettati e realizzati da Skeleton nell’ambito di un progetto che vede coinvolti anche Fincantieri, VARD, RINA, RSE, SINTEF, Università di Trieste, Genova e Birmingham e Politecnico di Milano. 

La tecnologia SMES dei superconduttori è ideale per l'accumulo di energia a breve termine e ad alta potenza, perfetta quindi per la modulazione di potenza e la stabilizzazione istantanea della tensione. I supercondensatori, invece, sono dispositivi di accumulo elettrostatico che offrono una rapidissima erogazione e assorbimento di potenza (alta densità di potenza) e una vita utile estremamente lunga (milioni di cicli). L’interazione “ibrida” in sinergia di queste tecnologie con le batterie tradizionali, oltre ad allungarne il ciclo di utilizzo, consente una innovativa gestione dei carichi e quindi la riduzione delle emissioni di CO2.

I test del sistema superconduttivo SMES di ASG Superconductors e dei supercondensatori di Skeleton si sono svolti presso l'ETEF (Electric TEst Facility), il dimostratore tecnologico per applicazioni di sistemi elettrici per l’energia in ambito marino, realizzato dal partenariato di  Università degli Studi di Trieste, Wärtsilä e Fincantieri nell’ambito dei programmi di ricerca scientifica e tecnologica nazionali del Segretariato Generale della Difesa.

Giorgio Sulligoi di UniTS ha dichiarato “ETEF è il fiore all'occhiello delle facility sperimentali triestine, un hub dove ricercatori accademici e industriali lavorano insieme per definire il futuro delle navi elettriche” e poi ha concluso “la sinergia tra aziende e mondo universitario del progetto V - Access ha già reso tangibili i passi avanti verso una tecnologia di elettrificazione ibrida che sarà utile e necessaria non solo in ambito shipping ma in tutte le applicazioni che richiedono grandi e  rapidi impulsi di energia”.

Pietro Tricoli dell’Università di Birmingham e coordinatore tecnologico del progetto, ha aggiunto “il dimostratore di prova di supercondensatore e SMES superconduttivo è stato testato in un ambiente operativo altamente realistico, si punta ad un Livello di Maturità Tecnologica (TRL) pari a 5, passo prodromico alle future evoluzioni legate a progetti di sviluppo e installazione di questa tecnologia a bordo nave. “

Gianluca Bertossi, Managing Director di Wärtsilä Italia ha dichiarato: “il dimostratore tecnologico ETEF rappresenta un’importante infrastruttura di ricerca e di de-risking tecnologico per i sistemi elettrici di bordo delle future unità navali, e consente di perseguire obiettivi analoghi anche per applicazioni terrestri che condividano requisiti simili di Power Quality, Quality of Service e affidabilità. In Europa non esiste un sistema con prestazioni comparabili in termini di potenza installata, caratteristiche tecnologiche, performance e capacità di prova.”

Marco Nassi, Amministratore Delegato di ASG ha concluso: “è stato sfidante lavorare al progetto V-ACCESS insieme ai rilevanti partner che ringraziamo per aver operato in modo unitario al fine di portare il nostro SMES al successo in fase di test presso una facility di grande valore come ETEF. Riteniamo che lo storage superconduttivo sia una proposta ad alto contenuto tecnologico ideale per dare risposta alle esigenze di innovazione e resilienza delle reti”. 

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Il progetto internazionale è coordinato da UniTS
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PhD Welcome & Innovation Awards: al via il 41° ciclo di Dottorato

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Sono 161 i dottorandi iscritti al 41° ciclo della Scuola di Dottorato UniTS, un trend in crescita anche grazie agli studenti dall’estero che raggiungono il 20% del totale. Quasi in parità la proporzione donne/uomini, con all’aumento costante del numero delle studentesse che scelgono questo percorso.

Sono i numeri diffusi durante l’evento di benvenuto dei nuovi dottorandi UniTS.

Dopo il benvenuto della rettrice Donata Vianelli, dell’assessore al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia della Regione FVG Alessia Rosolen e di Ketty Segatti, direttore centrale per l’alta formazione regionale, si è tenuta anche la seconda edizione di PHD Innovation Award che, grazie al finanziamento della Fondazione CRTrieste, premia i cinque Dottori di Ricerca che hanno prodotto la migliore tesi nel 2025.

Pensato per celebrare il merito, l’innovazione e la creatività dei giovani scienziati, il riconoscimento di 3000 Euro ciascuno è andato quest’anno a 5 giovani valutati tra 70 candidati da una commissione di esperti provenienti dai tre grandi settori ERC (European Research Council): Physical Sciences and Engineering, Life Sciences e Social Sciences and Humanities.

I vincitori raccontano così la loro tesi:

Alice Biasin (Corso di Dottorato in Chimica): “Integrando farmacologia sperimentale e ingegneria chimica e dei materiali, ho studiato l’efficacia di farmaci innovativi contro la fibrosi epatica, patologia ancora priva di terapie. Un ulteriore elemento distintivo della ricerca risiede nello sviluppo di modelli in vitro avanzati a base di idrogel con proprietà viscoelastiche che riproducono quelle del fegato sano e fibrotico. I risultati ottenuti dimostrano che gli inibitori delle ubiquitinasi riducono significativamente la fibrosi in vitro”.

Giorgia Nadizar (Corso di Dottorato in Applied Data Science and Artificial Intelligence): “Ho studiato come processi tipici degli organismi naturali, come la plasticità neurale e lo sviluppo morfologico, possano tradursi in nuovi meccanismi per aumentare la flessibilità e le prestazioni dei robot. Parallelamente, ho progettato controllori trasparenti e facilmente comprensibili, in grado di eguagliare le prestazioni dei modelli più complessi. Infine, ho integrato per la prima volta queste due direzioni, mostrando che è possibile ottenere robot al tempo stesso biologicamente plausibili, adattabili e interpretabili”.

Francesco Piazza (Corso di Dottorato in nanotecnologie): La mia tesi introduce biomateriali in agarosio con proprietà meccaniche controllabili per studiare come le cellule rispondono ai segnali meccanici. Il risultato più innovativo è l’identificazione della viscoplasticità come nuovo parametro chiave che regola l’adesione cellulare. Questo approccio propone un nuovo paradigma nel campo della meccanobiologia e apre nuove direzioni per la progettazione di biomateriali e modelli in vitro.

Mattia Pozzebon (Corso di Dottorato in Storia delle Società, delle Istituzioni e del Pensiero. Dal Medioevo all’Età contemporanea): “Attraverso lo studio di scenari che spaziano dal presente fino al futuro più lontano, e grazie alla combinazione di analisi etica, immaginazione filosofica e confronto con altre discipline, l’obiettivo della tesi è stato quello di valutare eticamente se l’impiego di tecniche di editing genetico sugli animali possa contribuire a ridurre la loro sofferenza e a migliorare la qualità della loro vita.

Loris Luciano Viteritti (Corso di Dottorato in Fisica): “La mia tesi esplora nuovi metodi per comprendere materiali quantistici particolarmente complessi, nei quali le interazioni tra le particelle danno origine a stati di materia “esotici”, come i liquidi di spin quantistici. Per superare i limiti dei metodi tradizionali è stato sviluppato un innovativo approccio che utilizza reti neurali artificiali per rappresentare e studiare questi sistemi. Grazie a una nuova tecnica di ottimizzazione, la ricerca permette di analizzare modelli estremamente difficili, ottenendo risultati più accurati rispetto alle metodologie convenzionali.

Moderati da Francesco Longo, Delegato ai Dottorati di ricerca, hanno partecipato alla cerimonia Francesco Peroni, Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione Fondazione CRTrieste, Maria Pia Abbracchio, Università degli Studi di Milano, Gianfranco Pacchioni, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Bernardo Balboni, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. 

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Premiate grazie a Fondazione CRTrieste le 5 migliori tesi di Dottorato 2025
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Paolo Fornasiero eletto membro dell’Accademia Europea delle Scienze e delle Arti

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Paolo Fornasiero, docente di Chimica Generale ed Inorganica al Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche e Prorettore alla ricerca dell’Università di Trieste, è stato eletto membro dell’Accademia Europea delle Scienze e delle Arti, per la classe Scienze Tecniche e Ambientali.

L’elezione del prof. Fornasiero rappresenta un riconoscimento del suo contributo pionieristico nel settore dei nanomateriali per la catalisi ambientale e l’energia, così come della sua leadership internazionale nella ricerca, nell’innovazione e nella formazione dei giovani.

L'Accademia Europea delle Scienze e delle Arti è un'associazione europea non governativa impegnata a promuovere il progresso scientifico e sociale. L'Accademia riunisce 1900 eminenti studiosi e professionisti, tra cui 38 premi Nobel, provenienti da tutta Europa. Sono suddivisi in 7 classi: Scienze Umanistiche, Medicina, Arti, Scienze Naturali, Scienze Sociali, Diritto ed Economia, Scienze Tecniche e Ambientali e Religioni del Mondo. I membri dell'Accademia vengono eletti per i loro straordinari risultati nei campi della scienza, delle arti e della governance. 

Il prof. Fornasiero risulta tra i pochi scienziati contemporaneamente eletti nell’Academia Europaea, nell’European Academy of Sciences e nella European Academy of Sciences and Arts.

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Il riconoscimento arriva per il suo contributo pionieristico nel settore dei nanomateriali per la catalisi ambientale e l’energia
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Riduzione del rischio sismico: al via collaborazione scientifica con l'Università tecnica di Gebze in Turchia

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UniTS, in collaborazione con OGS, ha ospitato una delegazione del Comune di Yalova (Turchia) composta da Sindaco, Vicesindaco e dal Direttore della Protezione Civile dell'Università Tecnica di Gebze.

L’incontro ha segnato l’avvio di una nuova collaborazione scientifica tra UniTS, OGS, Università Tecnica di Gebze e Comune di Yalova con l'obiettivo di contribuire alla riduzione del rischio sismico a Yalova attraverso ricerca congiunta, scambio di competenze e iniziative condivise.

“Siamo entusiasti di intraprendere questo percorso comune per rafforzare la resilienza e promuovere una partnership duratura”, ha affermato il direttore del Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze Stefano Parolai.  

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Coinvolti anche OGS e il Comune di Yalova
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Tre progetti UniTS finanziati dal Fondo Italiano per la Scienza per oltre 5 milioni di euro

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Tre progetti UniTS hanno ottenuto finanziamenti per oltre 5 milioni di euro da parte del Fondo Italiano per la Scienza: un ottimo traguardo che consolida il ruolo dell’Ateneo nella ricerca innovativa e di qualità. 

Due sono i progetti presentati come Advanced Grants dal Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche, rispettivamente da Paolo Fornasiero, ordinario di chimica generale e inorganica e prorettore alla ricerca e da Federico Rosei, ordinario di chimica industriale. Il terzo progetto, finanziato nella linea Starting Grant, è stato invece presentato da Matteo Marinelli del Dipartimento di Fisica. 

Ha sottolineato la rettrice Donata Vianelli: “Questi risultati confermano la qualità dei reclutamenti presso la nostra Università e l’impegno dei ricercatori nell’attrarre fondi che porteranno innovazione nelle nostre strutture di ricerca e consentiranno di condurre ricerca di qualità a livello internazionale.”

Il Fondo Italiano per la Scienza (FIS) finanzia progetti di ricerca di elevato contenuto scientifico condotti da ricercatori emergenti (Starting Grant), da ricercatori in carriera (Consolidator Grant) e da ricercatori affermati (Advanced Grant) nell’ambito dei settori ERC (European Research Council). 

L’obiettivo principale è promuovere lo sviluppo della ricerca fondamentale secondo le modalità consolidate a livello europeo sul modello dell’European Research Council (ERC).

È un programma che nella sua terza edizione ha una dotazione finanziaria di 475 milioni di euro ed ha attribuito finanziamenti importanti, tra 1 a 2.4 milioni di euro, a progetti presentati dalle Università e Istituzioni Universitarie italiane statali e non statali, dalle Scuole Superiori a ordinamento speciale, Enti pubblici di ricerca, Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pubblici e privati e soggetti giuridici con finalità di ricerca. In questi giorni sono stati finanziati circa 325 progetti. 

Questi in dettaglio i progetti UniTS vincitori:

Il progetto del prof. Fornasiero, “PhotoElectrocatalytic smart Systems for CHEmicals and FUels production”, riceverà un finanziamento di 2.3 milioni per affrontare uno studio innovativo volto allo sviluppo di un sistema catalitico tandem in cui la conversione fotocatalitica dei derivati ​​di biomasse in prodotti industrialmente utili è accoppiata ad un processo elettrocatalitico sintonizzabile a comando verso l'evoluzione di H2 o l'idrogenazione di molecole organiche insature.

Il progetto del prof. Rosei, “Study of model photocatalysts to optimize water splitting”, riceverà un finanziamento pari a 1.9 milioni di euro per studiare sistemi modello che consentano di capire i meccanismi di scissione fotocatalitica dell’acqua.

Il progetto del prof. Marinelli, “Tweezer-based quantum Repeater InterConnection”, riceverà un importo di 1.1 milioni di euro per sviluppare una nuova piattaforma sperimentale dedicata alle reti quantistiche di prossima generazione. Il progetto punta alla realizzazione di un’architettura modulare basata su atomi di itterbio intrappolati in optical tweezers interfacciati con un risonatore ottico per la creazione di stati di entanglement tra atomo e fotone, elemento chiave per il futuro internet quantistico. 

 

Foto: da sinistra, i proff. Fornasiero, Marinelli e Rosei

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Due Advanced Grants al Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche e uno Starting Grant a quello di Fisica
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Migrazioni e patrimonio europeo: si inaugura la mostra itinerante “The Garden of the (In)visibles” nella sede di Gorizia

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Da giovedì 27 novembre a martedì 9 dicembre 2025 la Biblioteca del polo universitario di Gorizia dell’Università di Trieste ospita la mostra itinerante The Garden of the (In)visibles, un progetto internazionale che invita a guardare ai confini europei come luoghi di storie, passaggi e diritti. 

L’allestimento nasce dalla collaborazione tra l’Ateneo triestino e l’Università slovena Primorska di Capodistria, avviata nell’ambito dell’Alleanza universitaria Transform4Europe: un lavoro congiunto che espone gli oggetti abbandonati dalle persone in movimento lungo le rotte tra Croazia, Slovenia e Italia e li trasforma in tracce di un patrimonio europeo condiviso.

Il progetto prende forma da attività di ricerca sul campo condotte congiuntamente da docenti, ricercatrici e ricercatori, studenti e studentesse dei due atenei. Gli oggetti raccolti lungo i percorsi migratori sono beni di uso quotidiano necessari per mangiare, dormire, coprirsi o curarsi, ma anche elementi legati alla sfera intima e spirituale. Strappati all’invisibilità di cui spesso sono circondati, questi materiali vengono ricontestualizzati come “artefatti parlanti”: piccole presenze concrete che rimandano a identità, memorie e appartenenze, aprendo un ponte tra patrimonio materiale e patrimonio immateriale, tra ciò che resta e le vite che lo hanno attraversato.

«Il nostro compito come università, come ricercatori, come studenti è quello soprattutto di stimolare una riflessione sociale, ma anche politica su quello che ai confini europei, non solo del nostro, sta avvenendo nei confronti delle mobilità migratorie», sottolinea la prof.ssa Roberta Altin, delegata dell’Università di Trieste per la Cooperazione allo sviluppo e coordinatrice scientifica della mostra. 

The Garden of the (In)visibles non si limita a esporre, ma interroga il pubblico e le istituzioni sulla materialità di un fenomeno che rischia di restare astratto e chiede di assumere uno sguardo responsabile su ciò che avviene alle frontiere dell’Europa.

Concepita come Common Cultural Activity del Work Package 7 “Common Heritage & Multilingualism” di Transform4Europe, la mostra è un progetto in evoluzione che, tappa dopo tappa, si arricchisce con contributi locali, installazioni artistiche, storie orali e momenti di confronto pubblico. Dopo l’esordio presso l’Università del Saarland, il percorso espositivo toccherà complessivamente sette delle dieci università dell’Alleanza, tra Italia, Slovenia, Germania, Portogallo, Bulgaria, Spagna e Polonia. La tappa di Gorizia ha un valore particolarmente simbolico perché riporta il progetto sul confine da cui ha preso avvio, radicando il dialogo europeo nel territorio che lo ha ispirato.

L’inaugurazione è prevista giovedì 27 novembre alle ore 17, nella Biblioteca della sede di Gorizia dell’Università di Trieste (via Alviano 18, primo piano). Interverranno la prof.ssa Roberta Altin per UniTS, la prof.ssa Katja Hrobat Virloget dell’Università Primorska, il prof. Jure Gombač dell’Accademia slovena delle scienze e delle arti e il dott. Giuseppe Grimaldi dell’Università di Trieste. All’evento parteciperanno attivamente anche studenti e studentesse di UniTS, UP e del Collegio Fonda; il gruppo di lavoro “Fonda for Others” raccoglierà impressioni e riflessioni dei visitatori durante la visita.

La mostra sarà visitabile fino al 9 dicembre 2025 con ingresso gratuito. Gli spazi della Biblioteca saranno aperti dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 18.30 e il venerdì dalle 9 alle 13; la sede resterà chiusa il sabato, la domenica e nei giorni festivi.

L’esposizione si concluderà con una la T4EU International Conference dal titolo “Standing up for Higher Education in Times of Global Crises, in programma martedì 9 dicembre 2025, nell'Aula Magna del polo goriziano dell’Università di Trieste (via Alviano 18), a partire dalle ore 15.

Per informazioni sul progetto e sulla mostra: t4eu.heritage@units.it.

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Frutto della collaborazione tra Università di Trieste e Università Primorska, all’interno dell’alleanza europea Transform4Europe, l’allestimento espone gli oggetti abbandonati dai migranti lungo le rotte tra Croazia, Slovenia e Italia
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Laboratorio ArQuS: prima osservazione italiana di singoli atomi "intrappolati"

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Per la prima volta in Italia, i ricercatori del Laboratorio ArQuS dell’Università di Trieste e del CNR-INO (Istituto Nazionale di Ottica, Consiglio Nazionale delle Ricerche) sono riusciti a intrappolare e fotografare singoli atomi di itterbio, estendendo le tecniche di imaging a nuovi regimi: osservando la luce emessa con un microscopio, i ricercatori sono riusciti a distinguere chiaramente ogni singolo atomo e a contarne con precisione il numero contenuto in una singola trappola, una capacità mancante nelle tecniche esistenti, dove le misure erano finora limitate a distinguere solo tra zero e un atomo. 

I risultati, pubblicati sulle due prestigiose riviste internazionali Quantum Science and Technology e Physical Review Letters,offrono importanti prospettive per lo sviluppo di scienze e tecnologie basate su bit quantistici (o qubit), come computer quantistici e orologi atomici: la capacità di osservare ogni singolo atomo con grandissima precisione è, infatti, un elemento fondamentale per la realizzazione di un sistema di qubit atomici. 

Francesco Scazza, professore associato di Fisica della materia all’Università di Trieste e responsabile del Laboratorio ArQuS, spiega: “Per fotografare sorgenti di luce molto fioche, come corpi celesti o, appunto, singoli atomi, si utilizzano solitamente lunghe esposizioni al fine di collezionare un segnale abbastanza grande (cioè un gran numero di fotoni) e poter distinguere gli oggetti fotografati dal background. Nel nostro lavoro abbiamo utilizzato un approccio alternativo, analogo all’utilizzo del flash di una macchina fotografica: illuminando gli atomi con molta luce per un brevissimo lasso di tempo è possibile ottenere un segnale sufficiente da distinguere ciascun atomo molto chiaramente, riducendo la durata della rivelazione senza comprometterne le performance”.

Nella tecnica ideata dal Laboratorio ArQuS, gli atomi, raffreddati quasi allo zero assoluto (-273 °C) da una luce laser e poi catturati in cosiddette “pinzette ottiche” (optical tweezers), sono illuminati con un secondo laser, del quale assorbono e riemettono parte della luce grazie al fenomeno della fluorescenza. 

Omar Abdel Karim, ricercatore del Laboratorio ArQuSspiega: “Una delle principali sfide nell’osservazione di singoli atomi consiste nel non perdere gli atomi durante l’acquisizione dell’immagine. A causa dell’assorbimento e della ri-emissione della luce, gli atomi infatti acquisiscono energia e possono scappare dalla trappola. Nei nostri esperimenti siamo riusciti a compensare questo effetto riuscendo a far coesistere una grande precisione nell’individuazione degli atomi e un minimo disturbo al sistema”.

Una delle soluzioni dimostrate si basa su un delicato bilanciamento tra la luce di fluorescenza e quella di raffreddamento per garantire che gli atomi rimangano intrappolati, permettendo di distinguere chiaramente la loro presenza e di riutilizzarli per esperimenti successivi. Un altro approccio consiste nel ridurre il tempo di esposizione al minimo possibile, permettendo di ottenere la più elevata velocità di esecuzione finora dimostrata per atomi in optical tweezers

Alessandro Muzi Falconi, ricercatore del Laboratorio ArQuS e dottorando in Fisica dell’Università di Trieste, commenta: “Negli ultimi anni, uno degli obiettivi del settore è sviluppare tecniche di imaging in grado di osservare gli atomi sempre più velocemente e possibilmente senza perderli durante l’immagine. Grazie a una tecnica basata su brevi e intensi impulsi di fluorescenza, siamo riusciti a osservare gli atomi, senza indurre perdite, in pochi milionesimi di secondo, circa mille volte più velocemente dei tipici tempi di acquisizione. La nostra tecnica si basa sul fatto che gli atomi acquisiscono energia durante l’immagine, ma non abbastanza da scappare dalle trappole ottiche. Inoltre, tramite veloci impulsi di raffreddamento possiamo rimuovere l’energia in eccesso dopo l’immagine, e ripetere l’osservazione degli stessi atomi per decine di immagini in successione”.

Un altro importante risultato del gruppo di ricerca è la prima osservazione di singoli atomi dell’elemento itterbio-173, un particolare isotopo (atomo di un elemento che ha differente numero di massa e perciò differente massa atomica) caratterizzato da ben sei stati interni nel suo livello fondamentale, che permetterebbe di sviluppare circuiti quantistici basati su qudit e non più solo qubit, conservando e scambiando informazioni più efficientemente. 

Il Laboratorio ArQuS è nato nel 2022 da una collaborazione tra l’Università di Trieste e il Cnr e grazie a un finanziamento ERC Starting Grant di 1.4 milioni di euro concesso dalla Commissione Europea.

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Studio completo pubblicato su Quantum Science and Technology

Studio completo pubblicato su Physical Review Letters

 

 

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La tecnica di imaging veloce, ideata con CNR-INO, permette di distinguere ogni singolo atomo senza perderlo e apre prospettive per lo sviluppo di computer quantistici e orologi atomici
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