Salta al contenuto principale

Matteo Parenzan fa viaggiare UniTS con la Fiaccola Olimpica

Immagine
Titolo (65).jpg
Data notizia
Categoria notizia
Destinatari canale
Destinatari target
Testo notizia

Matteo Parenzan, campione paralimpico di tennistavolo e studente dell’Università di Trieste, sarà oggi tra i tedofori che attraverseranno il capoluogo giuliano con la Fiamma Olimpica Milano Cortina 2026, correndo una delle ultime frazioni che porteranno all’arrivo in piazza Unità d’Italia.

Nel tratto triestino della staffetta che unisce la società e i valori del mondo dello sport, Parenzan sarà in compagnia di altri grandi atleti triestini come il cestista Alberto Tonut, la fiorettista Margherita Granbassi, la judoka Veronica Toniolo e la velista Giovanna Micol, in un passaggio di testimone che unisce storie e discipline diverse sotto il simbolo dei cinque cerchi.

Per la comunità UniTS è un motivo di orgoglio: Parenzan incarna con determinazione e successo la dual career di studente universitario - frequenta con ottimi risultati il corso di laurea in Scienze Politiche e dell’Amministrazione - e di atleta di alto livello. Ci ha reso, intatti, parte di uno straordinario percorso sportivo che lo ha visto conquistare i titoli di campione del mondo 2022, campione europeo 2023 e soprattutto oro paralimpico a Parigi 2024 nella classe 6 del tennis tavolo.

Abstract
Lo studente del DiSPeS e campione paralimpico di ping-pong è uno dei tedofori scelti da Milano-Cortina 2026
Mostra nel diario
Off

Fondazione AIRC finanzia due progetti UniTS: IA strumento fondamentale per la ricerca sul cancro

Immagine
Titolo (64).jpg
Data notizia
Categoria notizia
Destinatari canale
Destinatari target
Testo notizia

Fondazione AIRC sostiene anche per il 2026 la ricerca italiana in ambito oncologico attraverso diverse tipologie di grant che puntano a rendere il sistema scientifico nazionale più competitivo. L’Università di Trieste beneficia quest’anno di due finanziamenti che rafforzano un filone di lavoro in cui l’intelligenza artificiale viene applicata a dati genomici e clinici per comprendere come i tumori evolvono e come rispondono alle terapie.

Il prof. Giulio Caravagna, docente di Informatica al Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze (MIGe), è destinatario di un Bridge Grant di un anno (quasi 100 mila euro), che arriva al termine del My First AIRC Grant quinquennale e consente di dare continuità agli studi avviati finora. Il progetto — Characterising genotype and phenotype clonal evolution of response to therapy with Artificial Intelligence — mantiene al centro l’analisi dell’evoluzione clonale nelle leucemie, in collaborazione con CRO Aviano e IRCCS Ospedale San Raffaele e, in questa nuova fase, con Area Science Park. Il gruppo utilizzerà strumenti sviluppati nel primo progetto per studiare i processi che guidano lo sviluppo delle leucemie e per mettere a punto metodi innovativi a supporto di strategie sempre più mirate di medicina di precisione.

AIRC rinnova il sostegno anche al percorso di Alice Antonello, giunta al secondo dei tre anni di durata del progetto Dissecting the role and mechanisms of chromosomal instability in cancer evolution using Artificial Intelligence, che riceverà complessivamente oltre 100mila euro nel corso del triennio. La ricerca si concentra sull’applicazione di metodi di intelligenza artificiale a dati di DNA per chiarire il legame tra l’insorgenza di specifiche mutazioni e l’esposizione ad agenti mutageni: un passaggio cruciale per riconoscere con maggiore precisione i fattori di rischio e orientare strategie di prevenzione e contrasto.

La comunicazione dei finanziamenti AIRC avviene, come di consueto, in concomitanza con Le Arance della Salute, l’iniziativa che unisce raccolta fondi e sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione attraverso abitudini salutari. Sabato 24 gennaio migliaia di volontarie e volontari saranno nelle piazze con reticelle di arance rosse, vasetti di marmellata e miele; insieme ai prodotti solidali sarà disponibile anche una pubblicazione speciale pensata per aiutare i cittadini a distinguere informazioni false da contenuti fondati sulla scienza, sfatando alcuni miti su alimentazione, attività fisica e stili di vita.

A Trieste i banchetti saranno presenti in via Dante angolo via San Nicolò, Piazzale Rosmini, Campo San Giacomo e al Centro commerciale Torri d’Europa.

 

Abstract
I ricercatori del MIGe proseguono la loro collaborazione con AIRC anche nel 2026: Giulio Caravagna ottiene un Bridge Grant annuale, mentre prosegue il Post-doc di Alice Antonello
Mostra nel diario
On
Periodo di permanenza in Magazine
-

Solidarietà dell'Università di Trieste al popolo iraniano

Immagine
Progetto senza titolo (54).png
Data notizia
Destinatari canale
Destinatari target
Testo notizia

L’Università di Trieste esprime la propria profonda vicinanza e sostegno alla comunità iraniana di studenti, dottorandi, assegnisti e post-doc che vive e studia nella nostra Università in questo momento drammatico.

In segno di solidarietà e per ribadire la forte condanna dell’ateneo verso ogni forma di violenza, oltraggio alla vita umana e violazione dei diritti fondamentali degli individui, la facciata UniTS sarà oscurata durante la commemorazione organizzata dalle studentesse e studenti iraniani dell’Ateneo che si terrà in Piazzale Europa alle 17.30.

Abstract
Le luci della facciata saranno spente oggi durante la manifestazione delle studentesse e studenti iraniani UniTS
Mostra nel diario
Off

Firmata con ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e Regione FVG una nuova convenzione per la Carta Geologica d’Italia

Immagine
Progetto senza titolo (79).png
Data notizia
Destinatari canale
Destinatari target
Testo notizia

Firmata una convenzione tra UniTS, ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – e Regione Friuli Venezia Giulia per la realizzazione del Foglio CARG “Cividale”, nell’ambito del programma nazionale per la Carta Geologica d’Italia. 

Per Foglio CARG si intende una porzione del territorio nazionale, corrispondente a un’area cartografica definita, per la quale viene prodotta una carta geologica ufficiale dello Stato alla scala 1:50.000, corredata da una banca dati e da una relazione illustrativa.

Il Progetto CARG (CARtografia Geologica e Geotematica) è un programma nazionale coordinato da ISPRA, finalizzato alla realizzazione e all’aggiornamento della Carta Geologica ufficiale d’Italia. Le attività comprendono rilievi geologici di dettaglio, analisi stratigrafiche e strutturali e l’organizzazione dei dati in una banca dati geologica nazionale.

I prodotti del Progetto CARG costituiscono una base conoscitiva fondamentale per la pianificazione territoriale, per il supporto alle politiche di sviluppo sostenibile e per la prevenzione e mitigazione dei rischi naturali, in particolare quelli idrogeologici e sismici. Le carte sono utilizzate da enti pubblici, amministrazioni locali e professionisti come riferimento tecnico per la gestione del territorio, la progettazione di infrastrutture e la tutela dell’ambiente.

La convenzione rientra in un più ampio quadro di attività svolte da UniTS negli ultimi quattro anni nell’ambito del Progetto CARG. Durante questo periodo sono stati realizzati, o sono attualmente in lavorazione, altri due Fogli CARG: “Trieste–Caresana” e “Gorizia”. Il finanziamento complessivo dei tre Fogli coordinati dall’Ateneo si aggira attorno a 1.700.000 euro, provenienti in larga parte da ISPRA e in parte da Regione FVG.

Il responsabile scientifico dei progetti coordinati dall’Università di Trieste è Lorenzo Bonini, professore associato di Geologia al Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze (MIGe).

Abstract
UniTS protagonista nel Progetto CARG (CARtografia Geologica e Geotematica)
Mostra nel diario
Off

Quarant’anni di Capitali Europee della Cultura (ECoC): online il volume EUT

Immagine
Progetto senza titolo (53).png
Data notizia
Categoria notizia
Destinatari canale
Destinatari target
Testo notizia

Architecture and city. Learning from European Capitals of Culture” è scaricabile gratuitamente dal catalogo EUT – Edizioni Università di Trieste.

Il volume esplora quarant’anni del Programma Capitale Europea della Cultura come strumento di trasformazione e rigenerazione urbana: è il primo tentativo organico di “mettere in fila” le Capitali europee della cultura da Atene 1985 a Nova Gorica/Gorizia 2025 confrontandole sistematicamente ed evidenziando il rapporto tra Programma, evento, esiti e, soprattutto, legacy, ovvero la loro eredità urbana e architettonica. 

Tra casi studio, saggi e mappature, gli autori Thomas Bisiani, Sonia Prestamburgo e Adriano Venudo di UniTS raccontano come l’architettura, gli eventi temporanei, l’arte, le manifestazioni e le strategie culturali possano generare nuovi futuri urbani.

Un viaggio collettivo e interdisciplinare che esplora l’immagine della città e ne progetta la realtà in divenire.

“Architecture and city. Learning from European Capitals of Culture” è esito delle attività didattiche e di ricerca sviluppate nel RRR Lab (aa. 2023–24 e 2024–25), con il contributo dei collettivi studenteschi COLGO! e VAGO. 

Abstract
Da Atene 1985 a Nova Gorica/Gorizia 2025, “Architecture and city. Learning from European Capitals of Culture” traccia l’evoluzione del Programma ECoC 
Mostra nel diario
Off

“Ingenio al femminile”: il premio per la migliore tesi di Dottorato va a Giulia Saccomano

Immagine
Titolo (63).jpg
Data notizia
Categoria notizia
Destinatari canale
Destinatari target
Testo notizia

La quinta edizione del Premio “Ingenio al femminile”, nella categoria “Migliore tesi di Dottorato”, va quest’anno alla dottoranda UniTS Giulia Saccomano per il suo lavoro «From pixels to diagnosis: applications of X-ray Virtual Histology (XVH) in clinical pathology».

Promosso dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri per contribuire alla valorizzazione dei talenti e delle professionalità femminili dell’ingegneria, il Premio è quest’anno ispirato al tema «Intelligenza Artificiale per le nuove sfide del 2050».

Questa la motivazione:

“L’esame istopatologico tradizionale fornisce immagini bidimensionali vincolate al piano di taglio del campione istologico. La XVH è invece una tecnica che consente osservazioni tridimensionali ad alta risoluzione, in modo non distruttivo, preservando la struttura dell’organo sottoposto ad esame. Il lavoro di ricerca ha previsto l'integrazione di algoritmi avanzati di deep learning per gestire e analizzare i grandi insiemi di dati XVH. Con una segmentazione automatizzata dell’organo nelle immagini XVH si migliora l'identificazione di caratteristiche critiche come l'architettura cellulare e i margini di una massa tumorale, potendo anche calcolare con esattezza i valori dei marcatori prognostici senza bisogno di sezionare fisicamente la parte interessata. Il lavoro di ricerca ha portato all'integrazione tra imaging clinicodiagnostico del Dip. di Anatomia patologica dell’Ospedale di Trieste e imaging fisico-sperimentale del Sincrotrone Elettra di Trieste, e all’applicazione di algoritmi di IA, in collaborazione con il Computational Pathology Group presso Radboud UMC (Paesi Bassi), per migliorare la segmentazione automatica delle masse tumorali e superare i limiti dell’istopatologia tradizionale”.

Abstract
La dottoranda UniTS ha presentato la migliore tesi ispirata al tema «Intelligenza Artificiale per le nuove sfide del 2050»
Mostra nel diario
Off

UniTS e Alpen-Adria Universität di Klagenfurt: visita della rettrice Ada Pellert

Immagine
Progetto senza titolo (78).png
Data notizia
Destinatari canale
Destinatari target
Testo notizia

L’Università di Trieste ha accolto in visita la rettrice dell’Alpen-Adria Universität di Klagenfurt, Ada Pellert, per consolidare lo stretto rapporto tra i due atenei in ambito didattico, di ricerca e per aprire nuove opportunità di cooperazione sui temi della sostenibilità e terza missione. Attenzione particolare è stata riservata ai rapporti con il mondo economico-produttivo.

La rettrice Vianelli ha ricordato nel corso dell’incontro i punti chiave della collaborazione con l’ateneo austriaco: gli accordi di scambio attivi in varie aree di studio e Dipartimenti nell’ambito della mobilità Erasmus+, l’impegno congiunto nella Summer School di Bovec e la partecipazione comune alle attività della Conferenza dei Rettori delle Università della Regione Alpe Adria.

Di grande interesse reciproco lavorare sull’apertura in futuro di percorsi comuni nella formazione all'imprenditorialità e nell’area dell'Intelligenza Artificiale, oltre che sullo sviluppo di maggiori connessioni tra Ricerca e industrie del territorio. Confermato inoltre l'impegno a rafforzare le collaborazioni già esistenti nelle aree di Scienze Politiche e Scienze Internazionali, Ingegneria e Studi Umanistici.

 

Abstract
Poste le basi per un ampliamento della collaborazione
Mostra nel diario
On
Periodo di permanenza in Magazine
-

Arte e genetica: quando la Gioconda rivela i suoi segreti clinici

Immagine
arte-e-genetica.jpg
Data notizia
Destinatari canale
Testo notizia

Cosa si nasconde dietro lo sguardo enigmatico della Gioconda? E se quegli occhi, quel volto, quella postura celassero indizi clinici che per secoli sono sfuggiti agli storici dell'arte? Quegli occhi leggermente distanti, quel collo particolare, quella postura insolita che sono sempre stati interpretati come scelte estetiche, oggi trovano una possibile spiegazione grazie alle tecnologie genomiche. "Arte e genetica: la diversità come unicità", progetto dell'Università di Trieste finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, porta dal 3 al 10 febbraio in sei città della regione una rassegna a ingresso libero che sfida le categorie tradizionali della divulgazione scientifica.

Al centro c'è l'iconodiagnostica, disciplina che applica le conoscenze mediche allo studio delle opere d'arte per riconoscere sintomi e segni clinici nei personaggi raffigurati. Un approccio che permette di rileggere i capolavori con occhi nuovi: quei dettagli che un tempo venivano considerati stranezze o particolarità estetiche ora trovano una possibile spiegazione scientifica a livello molecolare.

A Trieste il Politeama Rossetti diventa il cuore pulsante della rassegna con due giornate dense di appuntamenti. Mercoledì 4 febbraio la Sala Bartoli propone un doppio percorso tra scienza e teatro. Alle 16.30 va in scena "Interpretare l'arte con la genetica: dai dipinti al codice della vita", laboratorio scientifico curato dalla prof.ssa Giorgia Girotto, docente del Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell'Università di Trieste, dove genetisti, ricercatori e una testimonial speciale accompagnano il pubblico in un'esperienza interattiva. Quiz, sfide di squadra e giochi di osservazione trasformano i partecipanti nei veri protagonisti, chiamati a riconoscere nelle opere d'arte quegli indizi che raccontano storie di malattie rare e diversità genetica. Alle 19 il palco accoglie "Icone imperfette", spettacolo teatrale scritto e interpretato da Diana Höbel che esplora un parallelismo affascinante: come l'attore osserva gli altri per coglierne l'essenza, così il genetista sa "guardare" il paziente per individuare anomalie e arrivare a una diagnosi. Con ironia e leggerezza, i soggetti dipinti prendono voce e riflettono sulla propria immagine, rivelando come anche le icone più celebri nascondano una profonda e sorprendente umanità.

Venerdì 6 febbraio, nella Sala 1954, alle 16.30 va in scena "L'imperfezione perfetta: quando la malattia si fa arte", laboratorio artistico con Giacomo Andrea Faroldi e Francesca Boldrin, drammaturgia e regia di Paolo Quazzolo, consulenza storico-artistica di Massimo Degrassi. Utilizzando gli stilemi del teatro di narrazione, due attori coadiuvati da immagini descrivono celebri quadri rivelando le relazioni tra i personaggi raffigurati e le patologie ipotizzate, inquadrando storicamente i dipinti in un excursus tra storia dell'arte e medicina. L'interazione continua con il pubblico trasforma lo spettacolo in un'esperienza partecipativa che offre la possibilità di riscoprire opere conosciutissime da una prospettiva inedita.

La rassegna attraversa l'intera regione con appuntamenti che alternano i due format, laboratorio artistico e laboratorio scientifico, in diverse sedi: il 3 febbraio alle 16.30 al Museo Ugo Carà di Muggia (laboratorio artistico), il 7 febbraio alle 16.30 alla Sala dell'Hotel Ai Dogi di Palmanova (laboratorio artistico), l'8 febbraio al Teatro San Giorgio di Udine con doppio appuntamento (laboratorio scientifico alle 16.30 e spettacolo teatrale "Icone imperfette" alle 19), il 9 febbraio a Palazzo Coronini Cronberg di Gorizia con entrambe le proposte (laboratorio artistico alle 15 e laboratorio scientifico alle 17), il 10 febbraio alle 16.30 al Convento San Francesco di Pordenone (laboratorio artistico).

Il progetto, ideato dal Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell'Università di Trieste sotto la responsabilità scientifica di Giorgia Girotto, anche Direttrice del Laboratorio di Genomica e Bioinformatica dell'IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, nasce dalla convinzione che arte e genetica condividano uno stesso cuore concettuale: lo studio della variazione e di come da essa nascano forme uniche. Un'attenzione particolare è dedicata alle malattie genetiche rare, che attraverso teatro e arte escono dall'astrazione per diventare storie riconoscibili e profondamente umane. L'empatia è il cuore pulsante del progetto: andare oltre la diagnosi per incontrare la persona nella sua interezza.

L’iniziativa è realizzata in partenariato con IRCCS materno infantile Burlo Garofolo, Stazione Rogers, Immaginario scientifico e Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con il Comune di Muggia e il Comune di Udine.


Programma  

Le iscrizioni agli appuntamenti (tutti a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria) vanno effettuate sulla piattaforma Eventbrite  

All’interno del programma sono disponibili i QR code per l’iscrizione agli incontri (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria).

         Podcast "Arte e genetica"      

Informazioni: arte.genetica@units.it 

Abstract
Un viaggio inedito tra capolavori dell'arte e diagnosi molecolari in sette appuntamenti che toccano tutte le province del Friuli Venezia Giulia
Mostra nel diario
Off

Economia del mare, UniTS presenta “Leap to blue”: quasi 3 mln in voucher per le PMI

Immagine
Titolo (62).jpg
Data notizia
Destinatari canale
Destinatari target
Testo notizia

Rafforzare la competitività delle PMI attraverso lo sviluppo di competenze strategiche, l’accesso a servizi qualificati e la costruzione di collaborazioni transfrontaliere lungo la filiera dell’economia del mare. Sono questi gli obiettivi di LEAP TO BLUE – Unleash the potential for joint transition in the blue economy, progetto del Programma Interreg Italia–Croazia 2021–2027 presentato oggi all’Università di Trieste, che è partner dell’iniziativa attraverso il Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche (DEAMS).

L’Ateneo triestino partecipa al progetto all’interno di un partenariato guidato dall’Università di Zara (Lead partner) e composto anche da Unioncamere del Veneto, ARTI Puglia – Agenzia Regionale per la Tecnologia, il Trasferimento tecnologico e l'Innovazione, Università di Zagabria – FER e Croatian Chamber of Economy.

LEAP TO BLUE è un progetto OSI – Operation of Strategic Importance, cioè un’operazione di cooperazione transfrontaliera a valenza strategica individuata dal Programma Interreg Italia–Croazia 2021–2027 per rispondere a bisogni comuni dei territori che si affacciano sull’Adriatico con soluzioni condivise e ad alto impatto. Con una durata di 36 mesi fino a giugno 2028 e un budget complessivo di circa 6,1 milioni di euro, il progetto sostiene la doppia transizione digitale e verde delle imprese della blue economy attraverso un modello integrato che combina capacity building, cioè formazione e rafforzamento delle competenze e delle capacità organizzative, e matchmaking e networking, ovvero l’incontro tra domanda e offerta e la costruzione di reti di collaborazione tra imprese e attori dell’ecosistema dell’innovazione. 

«L’Università di Trieste – spiega Rubina Romanello, docente di Economia e Gestione delle Imprese e responsabile scientifica del progetto per l’Ateneo – si focalizza in particolare su attività di upskilling, cioè il potenziamento delle competenze già presenti, e di reskilling, la riqualificazione verso nuove competenze, per sostenere lo sviluppo del capitale umano e favorire innovazione, sostenibilità e crescita».

«In qualità di capofila l’Università di Zara sarà il cuore scientifico del progetto – sostiene Andrea Vitlov dell’Università di Zara, communication manager di LEAP TO BLUE -. Il nostro obiettivo è tradurre i risultati della ricerca in soluzioni pratiche che aiutino a far crescere la blue economy, tutelando al contempo la salute del nostro ambiente. Ci auguriamo che il progetto possa diventare un modello per il futuro, dimostrando che successo economico e sostenibilità ambientale possano procedere di pari passo».

In quanto OSI, LEAP TO BLUE rientra tra i progetti più strutturati e finanziariamente rilevanti del Programma, realizzati da partenariati altamente qualificati e orientati a risultati concreti, come la sperimentazione di nuovi servizi e soluzioni e lo sviluppo di percorsi congiunti in settori strategici per l’area adriatica.

I sei partner del progetto definiranno un catalogo di servizi rivolto alle aziende: l’accesso sarà regolato da un sistema di voucher che saranno disponibili attraverso due call in programma rispettivamente nell’autunno 2026 e nell’estate 2027. I servizi che il progetto intende offrire alle PMI riguardano l’internazionalizzazione, l’offerta di alta formazione (su digitale e ESG) e aggiornamento delle competenze (upskilling) e la capacità di innovazione e trasferimento tecnologico, con l’obiettivo di accompagnare le imprese nelle transizioni in corso e rafforzarne la capacità di competere.

«LEAP TO BLUE – afferma Jelena Grancarić Milin, responsabile del Dipartimento di Trasferimento Tecnologico dell’Università di Zara - intende offrire alle PMI della blue economy, attraverso una combinazione di voucher e iniziative dedicate, un accesso rapido a competenze specialistiche, capacità e partnership transfrontaliere in grado di promuovere innovazione e crescita dei mercati».

«Il progetto – riprende Romanello – dispone infatti di quasi tre milioni di euro destinati al finanziamento di 162 voucher, per servizi di valore medio pari a 18 mila euro per impresa. L’Università di Trieste potrà stanziare oltre 400 mila euro per sostenere percorsi di formazione e sviluppo di competenze in chiave digitale e ambientale».        
I voucher saranno assegnati a coppie di imprese composte da un’azienda italiana e da una croata, con l’obiettivo di attivare 81 partnership transfrontaliere e favorire collaborazioni stabili lungo la filiera adriatica della blue economy. I servizi finanziati saranno erogati gratuitamente alle imprese, nel rispetto del quadro regolatorio applicabile, compreso quello relativo agli aiuti di Stato, secondo le modalità previste dal Programma.

Dopo la presentazione ufficiale alla stampa, l’Università di Trieste ospita nel pomeriggio il workshop regionale “LEAP TO BLUE: Opportunità e Servizi per le PMI nella Blue Economy” per approfondire strumenti, servizi e opportunità del progetto e contribuire alla definizione di un’offerta realmente coerente con i bisogni delle imprese.        

L’appuntamento è rivolto al target del progetto: le piccole e medie imprese attive nei settori dell’economia del mare e gli attori della formazione, della ricerca e del supporto all’innovazione. «Il workshop  chiarisce Guido Bortoluzzi, prorettore ai rapporti con le imprese e il territorio, Università di Trieste  è pensato per mettere a confronto PMI e stakeholder del territorio e raccogliere feedback attivi utili a definire un catalogo di servizi adeguato alle necessità delle aziende, sia nei contenuti sia nelle modalità di accesso». 

L’incontro ha in programma anche una sessione di approfondimento dedicata alle principali sfide per le PMI con gli interventi tra gli altri di Francesco Venier, docente UniTS e MiB ed esperto di innovazione organizzativa, Carlo Poloni docente UNITS e Presidente di ESTECO, Luca Braidotti, docente UniTS e CEO di Sipeom Srl, e Bostjan Lozer, advisor strategico su modelli di business. 

 

Abstract
Il progetto del programma Interreg ITA-CRO sostiene la doppia transizione verde e digitale. L’Università di Trieste si occuperà di formazione e capacity building delle imprese
Mostra nel diario
Off

Porte Aperte a Gorizia 2026: l’evento di orientamento attrae oltre 430 ragazzi

Immagine
Progetto senza titolo (52).png
Data notizia
Categoria notizia
Destinatari canale
Destinatari target
Testo notizia

Il Polo di Gorizia di UniTS si conferma attrattivo: sono oltre 430 i ragazzi che hanno affollato la sede di via Alviano 18 per assistere alla presentazione dell’offerta formativa isontina.

I corsi di laurea in Scienze internazionali e diplomatiche, Assistenza sanitaria,  Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro e Architettura, forti degli ottimi risultati occupazionali, hanno attratto ragazzi interessati non solo dal territorio ma anche da fuori regione e dall’estero.

L’Ufficio Orientamento di Ateneo ha fornito ai visitatori tutte le informazioni necessarie all’iscrizione, organizzato presentazioni dedicate a ciascun corso di laurea e ai numerosi laboratori didattici presenti nel polo goriziano.

Abstract
Adesioni anche da fuori regione e dall’estero
Mostra nel diario
Off