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Delegazione dei sei Chinese Academy of Sciences (CAS) – TWAS Centres of Excellence in visita a UniTS

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Una delegazione di rappresentanti dei sei Chinese Academy of Sciences (CAS) – TWAS Centres of Excellence ha fatto visita a UniTS, accolta dalla rettrice Donata Vianelli, dalla delegata per le Relazioni internazionali Elisabetta De Giorgi, dal prorettore alla Ricerca Paolo Fornasiero, dal direttore del Dipartimento MIGE Stefano Parolai e da Stefano Di Bella del Dipartimento di Scienze Mediche. La delegazione era accompagnata dal Prof. Knobel, Direttore Esecutivo TWAS.

I CAS-TWAS CoEs rappresentano un’importante opportunità per i ricercatori per sviluppare le loro linee di studio nei laboratori di eccellenza situati a Pechino.

Oltre a discutere di futuri obiettivi e possibili ampliamenti dei loro progetti in corso, la delegazione ha potuto conoscere la realtà e le opportunità offerte dall’Università di Trieste e dalla rete SiS FVG.

Questi i 16 membri della delegazione in visita a Trieste:

Dongyao Wang, Deputy Director Division of International Organization Programs, Bureau of International Cooperation, Chinese Academy of Sciences; Zhaohui Lin, Professor&Director CAS-TWAS Centre of Excellence for Climate and Environmental Sciences (ICCES), Institute of Atmospheric Physics, Chinese Academy of Sciences; Xiaodong Zeng, Professor&Deputy Director, TWAS Young Affiliate Alumni, CAS-TWAS Centre of Excellence for Climate and Environmental Sciences (ICCES), Institute of Atmospheric Physics, Chinese Academy of Sciences; Chenglai Wu, Professor TWAS Young Affiliate, CAS-TWAS Centre of Excellence for Climate and Environmental Sciences (ICCES), Institute of Atmospheric Physics, Chinese Academy of Sciences; Bo Hao, Program Officer for International Cooperation, CAS-TWAS Centre of Excellence for Climate and Environmental Sciences (ICCES), Institute of Atmospheric Physics, Chinese Academy of Sciences; Chunshan Li, Professor&Director, TWAS Young Affiliate Alumni, The CAS-TWAS Centre of Excellence for Green Technology (CEGT), Institute of Process Engineering, Chinese Academy of Sciences; Yang Zhou, Program Officer for International Cooperation, The CAS-TWAS Centre of Excellence for Green Technology (CEGT), Institute of Process Engineering, Chinese Academy of Sciences; Yanping Zhang, Professor&Director CAS-TWAS Centre of Excellence for Biotechnology (CoEBio), Institute of Microbiology, Chinese Academy of Sciences; Liu He, Program Officer for International Cooperation, CAS-TWAS Centre of Excellence for Biotechnology (CoEBio), Institute of Microbiology, Chinese Academy of Sciences; Likui Wang, Associate Professor CAS-TWAS Centre of Excellence for Emerging Infectious Disease (CEEID), Institute of Microbiology, Chinese Academy of Science; Wang Liang, Associate Professor CAS-TWAS Centre of Excellence for Emerging Infectious Disease (CEEID), Institute of Microbiology, Chinese Academy of Sciences; Qihui Wang, Professor CAS-TWAS Centre of Excellence for Emerging Infectious Disease (CEEID), Deputy Directo Institute of Microbiology, Chinese Academy of Sciences; Fang Chen, Professor&Director Co-Chair of TWAS Young Affiliates Network, CAS-TWAS Centre of Excellence for Space Technology for Disaster Mitigation (SDIM), Aerospace Information Research Institute, Chinese Academy of Sciences; Lei Wang, Professor CAS-TWAS Centre of Excellence for Space Technology for Disaster Mitigation (SDIM), Aerospace Information Research Institute, Chinese Academy of Sciences; Baiwen Ma, Professor&Director CAS-TWAS Center of Excellence for Water and Environment (CEWE), Research Center for Eco-Environmental Sciences, Chinese Academy of Sciences; Jiaoqi Huyan, Program Officer CAS-TWAS Center of Excellence for Water and Environment (CEWE), Research Center for Eco-Environmental Sciences, Chinese Academy of Sciences.

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Discusse possibilità di future collaborazioni
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Ecco i primi specialisti in Farmacologia e Tossicologia Clinica del FVG

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Il Friuli Venezia Giulia ha i suoi primi specialisti in Farmacologia e Tossicologia Clinica. Si sono tenuti venerdì 21 novembre, infatti, gli esami finali del primo corso della Scuola di Specializzazione in Farmacologia e Tossicologia Clinica dell’Università degli Studi di Trieste, promossa in collaborazione con l’IRCCS materno infantile Burlo Garofolo, in rete con le strutture di Farmacologia dell’IRCCS CRO di Aviano, di AsuFc e di AsuGi.

Si tratta di uno dei percorsi formativi più qualificanti nel panorama della farmacologia contemporanea, al crocevia tra ricerca clinica, governance del farmaco, sicurezza delle terapie e innovazione terapeutica. La specialità in Farmacologia e Tossicologia Clinica, infatti, abilita allo svolgimento delle attività professionali in ambiti cruciali per la sanità moderna: monitoraggio terapeutico dei farmaci, farmacogenetica, farmacovigilanza, farmacoeconomia, sperimentazioni cliniche, appropriatezza prescrittiva, gestione dell'innovazione terapeutica e attività clinico-assistenziali correlate.

Il percorso è aperto a laureati in medicina ma anche in farmacia, chimica e tecnologia farmaceutiche, biologia e altre lauree scientifiche; inoltre, è equipollente a quello della specialità in Farmacia Ospedaliera.

Al termine delle prove, la Commissione esaminatrice – formata dalle professoresse MariannaLucafò e Raffaella Franca dell'Università di Trieste, dalla dottoressa Erika Cecchin del CRO di Aviano, dal professor MassimoBaraldo dell'Università di Udine e di AsuFc e presieduta dal professor GabrieleStocco dell'Università di Trieste e del Burlo, che è anche direttore della Scuola - ha proclamato i primi quattro specialisti formatisi nella nostra regione.

La nascita della Scuola di specializzazione, fortemente voluta dalla professoressa Giuliana Decorti e dalla dottoressa Anna Arbo, che guida la struttura di Farmacia del Burlo, rappresenta un passaggio significativo in un momento nel quale la figura del farmacologo clinico è sempre più centrale per le politiche del farmaco e per la sostenibilità dei Sistemi sanitari regionali e nazionali.

"Un importante traguardo per il Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e della Salute dell'Università di Trieste, frutto della politica dell'ateneo d’investire nella crescita del numero delle Scuole di Specializzazione, per offrire al sistema sanitario regionale figure professionali fondamentali formate nel nostro territorio" ha affermato il direttore del Dipartimento, Luigi Murena.

L'Università di Trieste e il Burlo esprimono viva soddisfazione per questo risultato e per il contributo che i nuovi specialisti apporteranno allo sviluppo della sanità del Friuli Venezia Giulia.

 

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Quattro i professionisti che hanno concluso il primo corso della Scuola di Specializzazione dell’Università di Trieste, con sede al Burlo
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Eliminare la violenza sulle donne: focus week promossa dal CUG dell'Ateneo

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In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre il 25 novembre, il Comitato Unico di Garanzia (CUG) dell’Università di Trieste promuove una Focus week per coinvolgere la comunità universitaria e la cittadinanza, allo scopo di approfondire il fenomeno da differenti prospettive e offrire strumenti per conoscere, formare e informare.

Secondo i dati del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, nel primo semestre del 2025, si registra un incremento degli omicidi commessi dal partner o ex partner che, rispetto allo stesso periodo del 2024, passano da 33 a 40 (+21%), così come le vittime di genere femminile che da 28 diventano 34 (+21%).

Questo significa che sul totale degli omicidi avvenuti nell'ambito familiare/affettivo, il 67% delle vittime sono donne, e di queste l'85% per mano del partner o ex partner. Emerge quindi come le donne siano maggiormente vittime di violenza in un ambito in cui dovrebbero sentirsi più al sicuro e protette.

«La Focus week Conoscere, formare e informare per eliminare la violenza contro le donne - spiega la prof.ssa Maria Dolores Ferrara, presidente del CUG dell'Ateneo triestino - intende rivolgersi in prima battuta a giovani come gli studenti universitari. I docenti e le docenti dei Dipartimenti dell’Università di Trieste approfondiranno, in occasione di attività seminariali, i temi della violenza contro le donne, degli stereotipi e delle diseguaglianze».

Alcune aule dell'Ateneo ospiteranno anche quest'anno l’iniziativa Posto occupato: attraverso l'occupazione simbolica di alcuni posti a sedere, si intende promuovere il ricordo di tutte le donne vittime di violenza che, prima di essere uccise da un marito, un ex compagno di vita o un amante, occupavano un posto a teatro, sul tram, a scuola, all’Università, nella società.

Il CUG dell'Università di Trieste promuove inoltre, in collaborazione con altri enti e istituzioni del territorio, un calendario di attività di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, tra le quali si segnalano:

Porre fine alla violenza contro le donne e alla violenza domestica: la normativa e il lavoro sul campo 
Incontro organizzato dal Soroptimist Trieste 25 novembre 2025, ore 18, Stazione Rogers, Riva Grumula 14

La violenza di genere tra norme e realtà 
Natalina Folla e Patrizia Romito, già docenti UniTS, intervistano Paola Di Nicola Travaglini, Consigliera presso la Corte di Cassazione 16 dicembre 2025, ore 15, Aula Magna, edificio A, Campus Piazzale Europa

Note di luce: memorie di donne 
Concerto in ricordo delle vittime di femminicidi a cura del Coro dell’Università degli Studi di Trieste e del Consiglio degli Studenti 16 dicembre 2025, ore 18, Aula Magna, edificio A, Campus Piazzale Europa

Il programma prevede anche la presenza in Ateneo di un Punto di ascolto dello Sportello Centro Antiviolenza GOAP, che sarà attivo giovedì 27 novembre dalle 16.30 alle 18.30 nell'edificio B del Campus di Piazzale Europa.

Inoltre, dal 24 al 28 novembre, nell’atrio dell’ala destra dell’Edificio A, sarà ospitata la mostra “Com’eri vestita? Verso un manifesto positivo”, promossa dalla Consulta femminile di Trieste. L’allestimento espone abiti indossati e stralci di dichiarazioni rese in tribunale da donne vittime di violenza, per offrire uno spunto di riflessione su letture improprie che, nel dibattito pubblico o nelle sedi di accertamento, possono attribuire rilievo all’abbigliamento e generare forme di vittimizzazione secondaria. La mostra è completata da QR code di approfondimento e da un quaderno aperto ai contributi dei visitatori, invitati a lasciare pensieri o proposte di azioni condivise di contrasto alla violenza. I materiali raccolti confluiranno in un manifesto dal taglio propositivo, che sarà presentato a marzo 2026.

L'Università di Trieste, per esprimere solidarietà nei confronti delle donne vittime di violenza e per testimoniare l'impegno a sensibilizzare i giovani e la cittadinanza su questi temi, illuminerà di rosso la facciata dell'edificio A martedì 25 novembre.

Per informazioni sulle modalità di partecipazione alle attività in programma è possibile scrivere a presidenza.comitato.garanzia@units.it

PROGRAMMA COMPLETO DELLE INIZIATIVE 

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Tra le iniziative in programma Posto Occupato, seminari di approfondimento, premi di laurea, attività di sensibilizzazione alla cittadinanza e un concerto. UniTS ospiterà uno sportello GOAP e la mostra “Com’eri vestita?”
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A Gorizia la IX Scuola di Cooperazione transfrontaliera AEBR co-organizzata dal DiSPeS

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La sede di Gorizia dell'Università di Trieste ha ospitato la nona edizione della Scuola di cooperazione transfrontaliera, organizzata dall'Association of European Border Regions in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che ha visto la partecipazione di oltre cento iscritti provenienti da diverse regioni europee.

Funzionari di amministrazioni locali, delle Euroregioni e dei Gruppi europei di cooperazione territoriale, responsabili di progetti Interreg, giovani ambasciatori transfrontalieri e accademici hanno avuto modo di presentare le proprie progettualità e confrontarsi con i presenti su come affrontare e risolvere le sfide dell'Unione europea nelle aree di confine dove vive oltre un terzo dei cittadini europei. Tra i partecipanti anche una ventina di studenti del corso di laurea in Scienze internazionali e diplomatiche e della laurea magistrale in Diplomazia e cooperazione internazionale.

Dopo il saluto di benvenuto come università ospitante da parte del delegato della rettrice alle politiche dei poli territoriali, prof. Diego Abenante, sono intervenuti, tra i numerosi altri, il presidente dell'AEBR Martín Guillermo Ramírez, di Riccardo Ferreira del Border Focal Point della DG Regio della Commissione europea (nella foto) e di Silvia Gobert-Keckeis della Mission Opérationnelle Transfrontalière.

La Scuola è stata l'occasione per fare il punto sulla progettualità nelle aree frontaliere e su come aumentare il coinvolgimento delle parti sociali, in particolare dei giovani. Questi ultimi, infatti, sono stati il target della sessione organizzata dal DiSPeS sul tema Youth cross-border perception and participation

“Nessuna riflessione sul futuro delle frontiere – ha sostenuto il prof. Moreno Zago, co-organizzatore della Scuola e docente UniTS di Relazioni transfrontaliere e sviluppo locale, introducendo l'attività laboratoriale - può ignorare l'energia e la creatività dei giovani e solo considerando i confini come punti di partenza per la collaborazione il progetto europeo potrà continuare a crescere, non solo come unione politica ma come comunità di persone e valori”.

I partecipanti sono stati divisi in gruppi e coordinati dagli ospiti della sessione: Massimiliano Angelotti, capo unità della Cooperazione territoriale europea della Regione Fvg, Daniele Del Bianco, direttore dell'Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (Isig), Maja Mezgec, ricercatrice dell'Istituto sloveno di ricerche (Slori) e Syria Paoloni, giovane specialista di programma ETC della Regione Fvg che ha altresì guidato la survey on line sviluppata per l'occasione.

Il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e la sede goriziana dell'Ateneo giuliano, nell’occasione della Scuola, hanno ribadito la propria vocazione nell’ambito delle relazioni internazionali e il legame con la città di Gorizia e gli enti del territorio in chiave di cooperazione transfrontaliera.

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Un centinaio di partecipanti, tra funzionari, ambasciatori, responsabili e studenti UniTS hanno analizzato le sfide dell'Unione europea nelle aree di confine
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La rettrice Vianelli riceve le "clementine antiviolenza" da Confagricoltura Donna FVG

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In previsione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), Confagricoltura Donna Friuli Venezia Giulia ha voluto omaggiare la rettrice Donata Vianelli con una retina di clementine della campagna nazionale #OrangeConfagri, di cui l'organizzazione di categoria è promotrice.

Le "clementine antiviolenza", che rappresentano la forza, la dolcezza e la rinascita, verranno distribuite in questi giorni nelle piazze italiane in cambio di un’offerta libera, destinata a sostenere economicamente le strutture presenti sul territorio che ogni giorno offrono ascolto, protezione e supporto alle donne vittime di violenza.

La consegna simbolica è avvenuta nella sala Cammarata del Rettorato, dove Paola Giovannini Pasti e Roberta Valera, rispettivamente presidente e socia di Confagricoltura Donna FVG hanno incontrato la Rettrice e presentato l'iniziativa di solidarietà, giunta alla 15esima edizione.

La rettrice Vianelli ha sottolineato il grande impegno dell'Università di Trieste per contrastare efficacemente ogni forma di violenza di genere, anticipando alcune delle attività in programma nella Focus Week promossa anche quest'anno dal Comitato Unico di Garanzia (CUG) dell'Ateneo triestino e ha offerto la disponibilità a future collaborazioni con l'associazione di categoria.

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La campagna #OrangeConfagri raccoglie fondi in favore dei Centri Antiviolenza del territorio
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La rettrice Vianelli a "TOP500 aziende": «Cresciamo assieme al territorio»

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Intervenuta all’evento TOP500 aziende, organizzato da NEM – Nord Est Multimedia nella sala Oceania della Stazione Marittima, la rettrice Donata Vianelli ha richiamato il ruolo strategico dell’Ateneo per la crescita del territorio, sottolineando come la traiettoria di UniTS sia sempre più legata allo sviluppo del contesto in cui opera, e ha commentato i lusinghieri risultati conseguiti dall’Ateneo sul fronte delle immatricolazioni.

«Quest'anno registriamo una crescita addirittura a doppia cifra, del 13%, nelle lauree triennali e magistrali a ciclo unico», un dato destinato ad aumentare «probabilmente al 15%» con il completamento delle iscrizioni nell’area medica dopo il semestre filtro. 

Di fronte le sfide future dell’inverno demografico, per un’università come la nostra diventa cruciale il ruolo del territorio e il dialogo che riusciamo ad attivare con le aziende e le istituzioni. Crescere, ha osservato Vianelli, sarà possibile perché «il territorio sta diventando più attrattivo: l’Università di Trieste sta crescendo assieme a Trieste, una città profondamente cambiata rispetto al passato», più aperta, internazionale ed eleggibile come luogo ideale di studio, di lavoro e di vita.

Crescere, però, non è solo una questione di numeri: «Non è un percorso che possiamo gestire senza una visione, senza una strategia, senza azioni che ci portino alla crescita». Da oltre dieci anni l’Ateneo lavora sull’attrattività, puntando a portare a Trieste giovani da tutta Italia e, sempre di più, dall’estero.

Uno dei pilastri di questa crescita condivisa è il rapporto con il tessuto produttivo: in proposito la Rettrice ha citato il lavoro avviato nel 2013 sul job placement, costruendo un dialogo strutturato con le aziende. Ci sono imprese che «aspettano il nostro laureato quando serve» e spesso non lo trovano, mentre altre che «attivano un dialogo continuo con l’università» e fanno un vero lavoro di talent acquisition, coinvolgendo studentesse e studenti già durante la laurea triennale o magistrale. Questo approccio contribuisce a creare valore per le imprese, per l’Ateneo e per Trieste in termini di reputazione e capacità di attrarre talenti.

In questo quadro, Vianelli ha richiamato i risultati recentemente diffusi sui tassi di occupazione dei laureati UniTS, con l’Università di Trieste prima in Italia in diverse aree disciplinari, tra cui ingegneria, architettura, economia e l'area farmaceutico-sanitaria, e ai vertici anche nell’area giuridica.

La collaborazione con il mondo delle imprese si realizza a partire dalla progettazione dell’offerta formativa attraverso il coinvolgimento dei rappresentanti aziendali nelle fasi di istituzione e di revisione dei corsi di laurea. Ciò consente di leggere i trend del mercato del lavoro, identificare le competenze emergenti e aggiornare in modo continuo le attività didattiche, garantendo un adattamento costante alle necessità del mondo del lavoro.

Accanto al placement, un capitolo importante è quello della formazione imprenditoriale: Vianelli ha citato l’esperienza dell’Innovators Community Lab, il laboratorio di Ateneo in cui gruppi interdisciplinari di studenti e studentesse sviluppano idee di impresa e vengono accompagnati nella definizione del progetto e del business plan, con il supporto di imprenditori e professionisti esterni.

Nel suo intervento la rettrice ha affrontato anche il tema degli stipendi dei giovani e della mobilità verso l’estero, dove sono offerte posizioni meglio remunerate. Si tratta di una questione che riguarda le politiche economiche e il quadro fiscale nazionale, ma sulla quale il territorio può incidere rendendo l’ambiente di vita e di lavoro più attrattivo per favorire un rientro di profili ad alta qualificazione.

Vianelli ha collegato questo ragionamento al tema dell’emergenza demografica: università e imprese sono chiamate a pensare strategie di lungo periodo sull’investimento nel capitale umano e sull’attrazione di studentesse e studenti dall’Italia e dall’estero.

Un passaggio significativo è stato dedicato al fenomeno del dropout universitario. In Italia, ha ricordato la rettrice, circa un quarto degli studenti abbandona il percorso, con picchi superiori al 30% in alcuni corsi di laurea. Un abbandono rappresenta un «fallimento» per le persone coinvolte e per l’università, perché può tradursi in perdita di motivazione e in maggior rischio di disoccupazione. Per questo, ha spiegato, non è sufficiente “promuovere” l’Ateneo per ottenere iscrizioni, ma fornire supporto costante agli studenti e sconsigliare scelte lontane dalle attitudini e dalle passioni di ciascuno.

In questa prospettiva, la rettrice ha valorizzato il ruolo degli ITS in Friuli Venezia Giulia come partner nel costruire un sistema formativo integrato. La collaborazione si concentra su due assi principali: l’orientamento congiunto, per indirizzare ragazze e ragazzi verso il percorso più adatto, e lo scambio di competenze, con il coinvolgimento dei docenti UniTS nella didattica degli ITS e l’utilizzo dei laboratori ITS per attività formative condivise.

«Possiamo ottenere grandi risultati facendo collaborare tutto il sistema dell’educazione e quello produttivo», ha concluso.

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Ospite dell’evento NEM la Rettrice si è rivolta al mondo produttivo richiamando strategie e obiettivi comuni
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UniTS all'evento annuale dedicato al Public Engagement

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Possono le università e gli enti di ricerca esistere senza collaborare con la società che li circonda? E se la capacità di dialogare, co-progettare e restituire valore al territorio fosse la missione per eccellenza del loro futuro? Queste sono le domande cruciali emerse durante l’incontro annuale di APEnet, questioni che ribaltano le gerarchie tradizionali e pongono il Public Engagement non più come un’attività accessoria, ma come la condizione stessa per una nuova fase di rilevanza degli atenei. 

Nella splendida cornice dell’Università Federico II di Napoli, il 6 e 7 novembre 2025 si è svolta la settima edizione dell’evento della Rete italiana che conta circa 60 tra Atenei ed Enti di Ricerca intitolato: “Destinazione Public Engagement" ha riunito i vertici istituzionali del sistema accademico e della ricerca in Italia. L'Università di Trieste, socia di APEnet fin dalla fondazione e che lo scorso anno aveva ospitato l'evento annuale, è stata rappresentata dalla prorettrice all'Impegno pubblico e sociale Caterina Falbo.

La giornata inaugurale ha ospitato un confronto di alto profilo tra CRUI, ANVUR e rappresentanti del mondo universitario e della ricerca, che ha sancito il passaggio da una fase di riflessione teorica alla costruzione condivisa di politiche e strumenti concreti.

Il Public Engagement non è più, quindi, la “terza” missione in ordine di importanza, ma un pilastro fondante, un elemento osmotico che deve permeare didattica e ricerca. Come ha sottolineato Pier Andrea Serra, Presidente di APEnet, le università e gli enti di ricerca sono chiamati a esercitare una profonda accountability sociale, in cui la missione ultima è la restituzione di valore alla collettività.

«Significa - secondo il Presidente Serra - superare la divulgazione per abbracciare un approccio di co-creazione e un dialogo bidirezionale, comune a tutte le discipline, in cui l’ascolto delle comunità diventa la chiave per generare un impatto reale sulla qualità della vita delle persone. Il nostro obiettivo è dare voce ai pubblici costruendo un legame duraturo e significativo».

Nella seconda giornata dell’evento i progetti finanziati dal PNRR sono stati presentati come laboratori reali dove le pratiche di Public Engagement sono state messe alla prova su larga scala. Queste esperienze hanno dimostrato in modo inequivocabile il ruolo cruciale del PE nel connettere ricerca, innovazione e bisogni concreti della comunità, agendo come un potente catalizzatore per la costruzione di fiducia.

La due giorni organizzata da APEnet si è conclusa con la convinzione di poter aprire la stagione del consolidamento, una fase resa concreta dall'impegno della CRUI a istituire un tavolo di dialogo permanente con APEnet per tradurre i principi condivisi in regolamenti e pratiche operative, garantendo sostenibilità e riconoscimento a un impegno non più delegabile. 

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La Rete italiana APEnet conta quasi 60 università ed enti ricerca. Il dialogo con la società non è più una “terza missione”, ma parte integrante dell’identità accademica e scientifica
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UniTS per la Giornata Mondiale del Diabete

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Lanciata nel 1992 la Giornata Mondiale del Diabete è un’iniziativa della Federazione Internazionale del Diabete (IDF) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) creata in risposta all’incidenza crescente del diabete nel mondo. Il 20 dicembre 2006 l’assemblea generale delle Nazione Unite ha adottato la risoluzione 61/225 che sancisce la Giornata Mondiale del Diabete come giornata ufficiale dell’ONU e riconosce il diabete come “una malattia cronica, invalidante e costosa che comporta gravi complicanze”.

UniTS promuove un approccio multidisciplinare al diabete che integra ricerca, clinica e formazione, con l’obiettivo di migliorare la gestione e la qualità di vita delle persone affette da questa patologia.

Le attività si svolgono in modo congiunto tra la Struttura Complessa di Patologie Diabetiche, diretta dal prof. Riccardo Candido, e la Struttura Semplice di Endocrinologia, diretta dalla prof.ssa Stella Bernardi, con il prezioso contributo degli Specializzandi della Scuola di Specializzazione in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo.

I team sono impegnati nello studio, nella ricerca e nella formazione sul diabete, con progetti che includono la comprensione dei meccanismi biologici della malattia allo sviluppo di nuove strategie di prevenzione e trattamento.

L’attività di ricerca comprende studi di base, la partecipazione a trial clinici e a studi osservazionali su temi come i polimorfismi genici del recettore del GLP-1, il diabete gestazionale, l’efficacia di trattamenti innovativi e di nuove tecnologie.

L'Università di Trieste dedica all'impegno della ricerca e alla solidarietà verso i pazienti l'illuminazione di colore blu, che anche stasera colorerà la facciata dell'edificio A e che in questi giorni ha sostenuto la campagna Movember.

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La facciata blu nella notte tra 13 e 14 novembre vuole sensibilizzare su questa patologia
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Francesca Matteucci premiata dall’Accademia Nazionale delle Scienze

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Francesca Matteucci, professoressa emerita di Fisica Stellare dell'Università di Trieste, ha ricevuto la prestigiosa Medaglia Matteucci 2025, conferita dall'Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL.

Il riconoscimento, uno dei più antichi e autorevoli nel campo della fisica, è stato assegnato alla prof.ssa Matteucci per i suoi "fondamentali contributi alla chimica delle galassie". La sua ricerca, sviluppata nell’arco di oltre quarant’anni, ha portato all’elaborazione e al raffinamento di una efficace sintesi teorica, spiegando come l’universo si arricchisca di elementi chimici complessi attraverso le varie generazioni di stelle che si susseguono durante la vita delle galassie. La sua attività di ricerca è riconosciuta come “fondamentale per capire la formazione, l’evoluzione, e la dinamica delle galassie e dell’universo intero”. L’Accademica ha inoltre lodato il suo ruolo di docente, sottolineando che "Francesca Matteucci ha costruito una scuola che ha formato una generazione di esperti ricercatori".

La Medaglia Matteucci, istituita nel 1870, vanta un prestigio ineguagliabile, essendo stata a lungo considerata il massimo riconoscimento internazionale per la Fisica. Tra i vincitori della Medaglia, nel corso della storia, trenta studiosi sono stati insigniti anche del Premio Nobel. Alcuni dei premiati sono scienziati che hanno avuto grande influenza nella contemporaneità, come Thomas Edison, Guglielmo Marconi, Albert Einstein, Marie e Pierre Curie, Erwin Schrödinger e Abdus Salam. La prof.ssa Matteucci è inoltre la quarta donna a ricevere questo onore, dopo Marie Curie, Irène Joliot-Curie e Helen Quinn.

La cerimonia di conferimento si è svolta ieri in occasione dell’Assemblea autunnale dei Soci, presso la Biblioteca dell’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL (Scuderie Vecchie di Villa Torlonia) a Roma. La prof.ssa Matteucci ha celebrato il premio con una Lectio Magistralis dal titolo: "L'origine degli elementi chimici nell'universo".

Allieva di Cesare Chiosi dell’Università di Padova, è succeduta a Margherita Hack sulla cattedra di Fisica stellare dell’Università di Trieste, Francesca Matteucci è stata professoressa ordinaria dal novembre 2000 all'ottobre 2023 presso l’Ateneo triestino, dove ha ricoperto dal 2003 al 2006 ha diretto il Dipartimento di Astronomia. 

È Socia dell’Accademia Nazionale dei Lincei dal 2018 e dal 2022 è Segretaria della Classe di Scienze, Matematiche, Fisiche e Naturali nel Consiglio di Presidenza dei Lincei. È, inoltre, Socia Corrispondente dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti dal 2013. Quest’anno ha ricevuto il prestigioso titolo di Fellow of the Royal Astronomical Society (UK).

Ha svolto un ruolo chiave nella governance scientifica in qualità di Presidente del Consiglio Scientifico dell’INAF (2011-2015) e come membro del Consiglio Tecnico Scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI). La sua reputazione scientifica a livello internazionale è riconosciuta attraverso la pubblicazione di oltre 600 articoli specialistici, con più di 23.000 citazioni e un h-index di 81. L'Università di Stanford l'ha inserita nel suo ranking dei "Top Scientist" a livello mondiale nel 2022. 

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La professoressa emerita del Dipartimento di Fisica ha ricevuto la prestigiosa Medaglia Matteucci, attribuita in passato a 30 premi Nobel e a nomi come Thomas Edison, Guglielmo Marconi, Albert Einstein, Marie e Pierre Curie e Abdus Salam
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Targa d'Argento per la "Chini Memorial Lecture 2025" a Paolo Fornasiero

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La Targa d'Argento per la "Chini Memorial Lecture 2025" è stata assegnata a Paolo Fornasiero, docente del Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche e Pro-Rettore alla Ricerca di UniTS, per il “fondamentale contributo allo studio delle relazioni fra struttura e proprietà di materiali inorganici e delle loro ricadute in campo energetico e nella catalisi eterogenea”.

Il premio è stato consegnato a Pisa in occasione del XXIII Congresso nazionale della Divisione di Chimica industriale della Società Chimica Italiana. 

Tra i ricercatori premiati in passato si contano Premi Nobel come Jean-Marie Lehn (Université Louis Pasteur, Strasbourg, Francia), Ernst Otto Fischer (Technische Universität München, Garching, Germania) e Geoffrey Wilkinson (Imperial College of Science and Technology, London, UK).

Al congresso Paolo Fornasiero ha presentato una plenary lecture dal titolo "The criticality of metal particle size speciation in sustainable catalysis".

 

Foto - Paolo Fornasiero (a destra) riceve il premio da Alessandro Trovarelli, Coordinatore del Gruppo Interdivisionale di Catalisi della Società Chimica Italiana

 

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Il premio è stato consegnato al XXIII Congresso nazionale della Divisione di Chimica industriale della Società Chimica Italiana
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