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Il monologo “Il Valzer della bugia” apre l’edizione 2026 di "Orientati a cambiare il mondo, per un futuro sostenibile"

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E’ entrata nel vivo l’edizione 2026 di "Orientati a cambiare il mondo, per un futuro sostenibile", il programma PNRR dell’Ufficio Orientamento dell'Università di Trieste che propone corsi gratuiti sul tema della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Fino al 23 gennaio, 2.409 studenti e studentesse delle classi terze delle scuole secondarie di secondo grado, provenienti da 16 istituti della Regione, assisteranno in giornate diverse al primo modulo del progetto che propone la rappresentazione teatrale di Teatro Bandito "Il Valzer della bugia" di e con Francesca Zoccarato, attrice e alumna UniTS, ispirato al libro “La bugia che salvò il mondo” di Nicoletta Bortolotti.

Allestito per i ragazzi nella Sala Luttazzi di Porto Vecchio, il monologo racconta la storia di Giovanni Borromeo, primario dell'Ospedale Fatebenefratelli di Roma, che nel 1938 si inventò una malattia inesistente, il Morbo di K, per salvare molti ebrei dalla deportazione.

Un tema forte che invita a una riflessione profonda sul tema della “scelta”.

Al termine della rappresentazione, i due psicologi Alan Mattiassi e Anna Di Francia guidano i ragazzi alla scoperta di sé, delle proprie emozioni, della valenza dell'errore nel processo di scelta.

"Il primo dei 4 moduli è un apripista ai temi dell’orientamento: non parliamo dei corsi di studio, ma vogliamo accompagnare gli studenti al lessico e alla grammatica della “scelta” immaginando non solo che nel loro futuro ci possa essere un corso universitario, ma pensando anche a tutte quelle scelte, facili o difficili, che ogni giorno ciascuno di noi compie. Nei moduli PNRR parleremo di sostenibilità, ambientale, sociale, economica, ma con questo primo modulo entriamo nel mondo del teatro e del gioco – spiega Elisabetta Madriz, delegata della Rettrice alle Progettualità per l'Orientamento - Nella prima parte si assiste al monologo di Francesca Zoccarato, subito dopo l’attrice dialoga con i ragazzi sui temi trattati iniziando così a costruire il lessico della scelta, fatto di fatica, paura, pausa, compagni di viaggio, sogni, speranza, obiettivi, traguardi, resilienza, solitudine, presenza. Nella seconda parte si dà spazio alla leggerezza: insieme agli psicologi tutti partecipano a un gioco che aiuta a fare esercizi di scelta e diventa emblematico della vita, del decidere da che parte stare e perché, del fare scelte consapevoli e dell’essere responsabili, per noi e per le comunità grandi e piccole di cui facciamo parte."

A febbraio prenderanno il via il secondo e terzo modulo, che si svolgeranno nelle aule UniTS, che consisteranno in corsi tenuti dai docenti universitari dell’ateneo sui temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Il programma PNRR si concluderà con un incontro finale negli Istituti partecipanti in cui verranno introdotti argomenti di orientamento universitario con testimonianze di studenti tutor.  

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Il progetto di orientamento attivo di UniTS, in questi giorni in Sala Luttazzi a Porto Vecchio, coinvolge 2.400 ragazzi delle classi terze delle scuole secondarie di secondo grado della Regione
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UniTS riapre le immatricolazioni per tutti gli studenti e studentesse

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UniTS, che è oggi uno dei pochissimi atenei in Italia ad aver ottenuto la fascia A nell’accreditamento ministeriale, apre una finestra straordinaria di immatricolazioni da oggi 14 gennaio al 6 marzo 2026 per quasi tutti i Corsi di studio ad accesso libero. 

“Abbiamo voluto offrire una soluzione efficace per gli studenti che hanno frequentato il Semestre Aperto per l’accesso ai Corsi di Laurea in Medicina e chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria”, spiega la rettrice Donata Vianelli. “Chi non è riuscito a conseguire i crediti necessari, ha da oggi un ampio ventaglio di possibilità per proseguire il suo percorso universitario. Ma abbiamo colto l’occasione per offrire questa opportunità anche a tutti gli studenti e le studentesse che avevano scelto di posticipare l’iscrizione all’università e non si erano iscritti al semestre autunnale”.

Per tutti, quindi anche per i diplomati che non si sono iscritti all’università entro i termini classici, sono a disposizione fino al 6 marzo ben 15 percorsi nelle macro - aree delle Scienze sociali e umanistiche e Tecnologiche-Scientifiche.  

Questi i corsi aperti

Giurisprudenza (laurea magistrale a ciclo unico), Scienze politiche e dell’amministrazione, Discipline storiche e filosofiche, Lettere, Lingue e letterature straniere, Chimica, Fisica, Ingegneria civile e ambientale, Ingegneria elettronica e informatica, Ingegneria industriale, Ingegneria navale, Matematica, Statistica per l’assicurazione e business analytics, Geologia, Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura

Si tratta di corsi dove esistono ancora dei posti disponibili e per i quali l’Ateneo ha attivato anche percorsi di tutorato per supportare gli studenti che si iscrivono solo al secondo semestre. 

Per informazioni è possibile contattare l’Ufficio Orientamento di Ateneo.

Lauree Magistrali

Resta invariata invece la scadenza del 30 marzo 2026 per le immatricolazioni alle Lauree Magistrali ad accesso libero.

Abstract
La finestra straordinaria di iscrizioni è rivolta a tutti gli studenti interessati, anche per quanti non sono in posizione utile nella graduatoria del Semestre Aperto di Medicina e Odontoiatria
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Un nuovo anticorpo monoclonale contro i linfociti per trattare la piastrinopenia immune

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Un anticorpo monoclonale aggiunto alla terapia standard può offrire maggiori chance di risposta stabile nel tempo ai pazienti con piastrinopenia immune (ITP). È quanto emerge da uno studio internazionale pubblicato sul New England Journal of Medicine, che vede come autore senior il prof. Francesco Zaja, docente di Ematologia dell’Università di Trieste e direttore della Struttura Complessa di Ematologia dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina.

La piastrinopenia immune (ITP) è una malattia autoimmune che comporta una riduzione nel sangue delle piastrine (frammenti cellulari essenziali per la coagulazione) e un aumentato rischio emorragico a livello di cute, mucose e nei casi più gravi di organi e tessuti profondi. A questi sintomi spesso si associano stanchezza e limitazioni nello svolgimento delle attività quotidiane, con un impatto significativo sulla qualità di vita. 

In Europa si contano circa 3 nuovi casi ogni 100.000 persone/anno. La piastrinopenia immune può colpire in ogni fase della vita: in età pediatrica è più spesso secondaria ad alcune infezioni virali e tende ad autorisolversi; negli adulti, invece, questa malattia più frequentemente insorge in modo insidioso senza una un’apparente causa. 
Il trattamento cortisonico che rappresenta la terapia di attacco per i pazienti sintomatici risulta molto spesso inefficace nel lungo termine, cosicchè la malattia tende a cronicizzare e a richiedere trattamenti continuativi per poter mantenere valori di piastrine di sicurezza. Specie in questi casi la disponibilità di terapie alternative non tossiche ed in grado di determinare risposte durature appare molto importante. 

Lo studio pubblicato da NEJM ha rivelato che ianalumab, un anticorpo monoclonale che agisce sul recettore BAFF dei linfociti B (alcune cellule del sistema immunitario responsabili della produzione di anticorpi), aggiunto alla terapia con eltrombopag (farmaco orale già impiegato per aumentare la produzione di piastrine) può migliorare il controllo della malattia. 

Un elemento di forte interesse è la breve durata del trattamento previsto dal protocollo: quattro infusioni mensili di ianalumab, con l’obiettivo di ottenere un beneficio che si mantenga anche oltre la fase di somministrazione. In termini pratici, il traguardo è chiaro: intervenire in una fase precoce di malattia con farmaci di nuova generazione selettivi su alcune componenti del sistema immunitario in grado di incrementare la conta delle piastrine, ridurre il rischio di ricaduta e la necessità di terapie di salvataggio.

I risultati provengono da un trial clinico internazionale di fase 3, quella più avanzata che conferma efficacia e sicurezza prima dell’eventuale autorizzazione, in cui sono stati coinvolti 152 pazienti adulti in 73 centri di 24 Paesi. I pazienti, precedentemente trattati con cortisonici con risposta insufficiente o recidiva, hanno ricevuto quattro infusioni mensili di ianalumab (a due diversi dosaggi) oppure placebo; in entrambi i gruppi era prevista la terapia di combinazione con eltrombopag, con un percorso di riduzione graduale nei pazienti che raggiungevano e mantenevano una risposta adeguata.

I risultati indicano un vantaggio clinico per i gruppi trattati con ianalumab: a 12 mesi la quota di pazienti che resta in controllo senza necessità di cambiare strategia terapeutica arriva al 51–54%, rispetto al 30% nel gruppo placebo. In termini di durata, il tempo mediano al fallimento del trattamento è stato di 13 mesi con ianalumab (al dosaggio più elevato) più eltrombopag, rispetto a 4,7 mesi con placebo più eltrombopag.

Tra gli esiti valutati, lo studio ha osservato anche un miglioramento della stanchezza riferita dai pazienti. Sul piano della sicurezza, gli eventi avversi registrati sono risultati in generale simili tra i gruppi e nella grande maggioranza di grado lieve o moderato. 

«Il contributo dell’Università di Trieste e della SC di Ematologia di ASUGI - sottolinea il prof. Francesco Zaja del Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute (DSM) - è risultato rilevante nelle fasi di pianificazione, coordinamento e disegno dello studio e nell’arruolamento di alcuni dei pazienti. 

Ianalumab – prosegue Zaja - si prospetta come una nuova opportunità terapeutica in grado di determinare risposte durature in pazienti affetti da piastrinopenia immune: alta efficacia di azione, buon profilo di sicurezza e breve durata del trattamento caratterizzano questo nuovo trattamento. La valutazione dei risultati dello studio nel lungo termine offrirà ulteriori importanti informazioni sulle potenzialità di ianalumab».

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Il prof. Zaja autore senior dello studio pubblicato su New England Journal of Medicine. Un trial clinico internazionale di fase 3 ha testato una nuova immunoterapia: più pazienti mantengono le piastrine a livelli di sicurezza e diminuiscono le ricadute
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Federico Rosei nominato Ufficiale dell'Ordine del Canada

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Federico Rosei è stato nominato Ufficiale dell'Ordine del Canada dal Governatore Generale del Canada. Si tratta della piu' alta distinzione civile accordata dal Governo Canadese, equivalente al grado di Ufficiale / Commendatore dell'OMRI.

La prestigiosa nomina riconosce la sua attività di scienziato di livello internazionale nell’ambito delle nanotecnologie. I suoi contributi fondamentali, prolifici e di grande impatto nell'ingegneria dei materiali e nelle scienze energetiche hanno consentito applicazioni pratiche, lo sviluppo e il miglioramento di tecnologie chiave, tra cui l'energia solare e rinnovabile. Il Governatore Generale, rappresentante del Re Carlo, ha voluto così riconoscerne il prezioso contributo nel  progresso della scienza a livello globale.

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Si tratta della piu' alta onoreficienza civile accordata dal Governo Canadese
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Uso razionale dell'Energia: all'Energy Manager UniTS menzione speciale del Premio FIRE

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Luca Bertoni, Energy Management dell’Università di Trieste, ha ricevuto nell’ambito del Premio FIRE - Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia una menzione speciale per l'entità dei risparmi conseguiti dall'Ateneo. 

Il riconoscimento è frutto del lavoro ultradecennale nell’ateneo che 13 anni fa scelse di aderire alla Convenzione CONSIP SIE2 e che, grazie a una gestione attenta, ha portato alla riduzione di circa il 40% nei consumi termici ed elettrici di UniTS.

Un risultato ottenuto grazie al prezioso lavoro della struttura tecnica dell’ateneo.

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Luca Bertoni ottiene il riconoscimento della Federazione Italiana per l'uso Razionale dell'Energia
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Marco Porzionato nuovo DG dell'Università di Trieste per il triennio 2026-28

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Dal 1° gennaio 2026 l'Università di Trieste ha un nuovo Direttore Generale: il dottor Marco Porzionato.

Già dirigente di ruolo all’Università di Padova e Direttore Generale dell’Università della Basilicata dal novembre 2023 fino al 31 dicembre 2025, Porzionato assume la direzione generale di UniTS per il triennio 2026-2028

Nel corso della sua carriera ha lavorato in precedenza al Ministero del Tesoro, al MEF/Ragioneria generale dello Stato e all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Laureato in Scienze politiche, ha conseguito un Master di II livello in Management delle Università e della Ricerca e un Diploma di Specializzazione in Diritto ed Economia delle Comunità europee.

Porzionato succede alla dott.ssa Luciana Rozzini, che resta nell'organico dell'Ateneo con l'incarico di dirigente dell'Area dei Servizi economico finanziari.

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Dirigente di ruolo all’Università di Padova, è stato Direttore Generale dell’Università della Basilicata
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FVG Digitale 2025: cresce il settore ICT, ma l’internazionalizzazione resta la sfida

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Il comparto digitale del Friuli Venezia Giulia continua a espandersi e a cambiare pelle. Lo fotografa il Report FVG Digitale 2025 – La dimensione internazionale delle imprese digitali del Friuli Venezia Giulia, presentato da DITEDI – Distretto Industriale delle Tecnologie Digitali con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con i partner scientifici Università di Trieste, Università di Udine e Area Science Park.

Il report – giunto alla quinta edizione – propone l’analisi annuale sullo stato dell’arte e sulle prospettive delle imprese ICT regionali, dedicando l’approfondimento 2025 a un tema strategico: la dimensione internazionale del settore, tra opportunità di crescita e nodi strutturali ancora da sciogliere.

I numeri chiave del digitale in regione

Nel 2025 le imprese ICT attive in Friuli Venezia Giulia sono 2.281 e gli insediamenti complessivi raggiungono quota 3.127, con una crescita +8% rispetto al 2024. Software e servizi restano il cuore dell’ecosistema (oltre il 95% del settore), mentre la componente hardware – pur su valori assoluti più contenuti – è quella che registra la dinamica più marcata in termini di numerosità.

Sul piano territoriale, Udine si conferma il principale polo del digitale regionale, seguita da Pordenone, che mantiene un profilo rilevante anche grazie al legame con manifattura avanzata e automazione. Trieste consolida una posizione strategica, sostenuta dal suo sistema di ricerca e dalla specializzazione in ambiti come data science e tecnologie avanzate. Più contenuto il polo di Gorizia, con potenzialità legate allo sviluppo delle attività transfrontaliere connesse a GO!2025.

L’analisi segnala inoltre un andamento economico positivo ma non privo di pressioni: i ricavi crescono, ma i margini risultano più compressi, con costi operativi e investimenti in aumento. Anche sul fronte dell’innovazione emerge una traiettoria in evoluzione, con segnali di crescita che indicano un potenziale ancora in consolidamento.

Internazionalizzazione: il divario e le traiettorie possibili

Il focus 2025 evidenzia come l’internazionalizzazione rappresenti una traiettoria di sviluppo ancora ampiamente inespressa per il comparto ICT: solo una quota limitata di imprese mostra una presenza continuativa sui mercati esteri.

Durante l’evento di presentazione, Guido Bortoluzzi, docente di Innovation Management and Entrepreneurship all’Università di Trieste e Prorettore ai rapporti con le imprese e il territorio, ha moderato la tavola rotonda con imprenditori e manager del settore, con la partecipazione di Alfa Sistemi, Beantech, EMC Gems, Esteco, MOLO17 e Video Systems.

Riprendendo i contenuti emersi nel confronto – dedicato all’internazionalizzazione – Bortoluzzi ha sottolineato come il settore IT presenti una dinamica “a due velocità”: fortemente globale a monte, sul fronte delle piattaforme e delle tecnologie abilitanti (prevalentemente statunitensi), e molto più locale a valle, nel mercato dei provider e dei system integrator, spesso concentrati sulla customizzazione di soluzioni sviluppate da grandi player. La tavola rotonda, ha osservato, ha però confermato che esistono modelli concreti di apertura internazionale: da imprese con prodotti e business model molto verticali – che nascono già con una proiezione globale – fino all’internazionalizzazione “piggyback”, quando il fornitore segue l’espansione all’estero dei propri clienti (ad esempio aprendo una sede vicino a un nuovo stabilimento). Nel complesso, ha concluso, la propensione internazionale del comparto resta moderata sul mercato, ma più spinta sul versante di fornitori e piattaforme.

Tra gli ospiti della tavola rotonda anche Carlo Poloni, CEO di Esteco. Per il primo spin-off accademico dell'Università di Trieste “l’internazionalizzazione rappresenta una necessità e un modo di essere”. “Il nostro mercato – ha spiegato Poloni - è da sempre stato quello di chi sviluppa prodotti industriali sofisticati indipendentemente da dove questo avvenga. Pur mantenendo il nucleo centrale dello sviluppo a Trieste il supporto ai clienti è da sempre globale”.

Il report completo è disponibile su fvgdigitale.ditedi.it

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Guido Bortoluzzi (DEAMS): «Nel digitale l’internazionalizzazione viaggia su due piani: filiera globale a monte, mercato spesso locale a valle. Ma esistono modelli concreti per aprirsi ai mercati esteri»
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UniTS tra gli atenei di eccellenza in Italia: l’ANVUR conferma la prima fascia

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L’Università di Trieste si avvia alla conclusione dell’anno con un risultato che la conferma nella ristretta eccellenza degli atenei italiani: è stata collocata nella fascia più alta dell’accreditamento periodico, con un giudizio di sede “pienamente soddisfacente” dall’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR).

Nelle valutazioni fino ad oggi disponibili, il giudizio massimo è stato assegnato dall’ANVUR solo ad altri quattro atenei italiani su 33 esaminati, ovvero Pavia, Unimore, Politecnico di Torino e Bocconi.

«È con grande orgoglio che condivido questo esito: UniTS viene collocata nella fascia più alta di valutazione. È un giudizio terzo e oggettivo che guarda al complesso delle nostre attività: didattica, ricerca, impegno pubblico e sociale, attività assistenziale in ambito sanitario, risorse e servizi. È il riconoscimento della qualità di un lavoro di squadra che ha coinvolto tutta la comunità universitaria», sottolinea la rettrice Donata Vianelli.

Nel rapporto finale dell’Agenzia, l’Università di Trieste ottiene la valutazione top nell’86,7% dei punti di attenzione (20 su 23), rispetto a un massimo del 78,3% (18 su 23), finora registrato dagli altri atenei collocati nella medesima fascia di giudizio.     

Che cos’è l’accreditamento periodico
L’accreditamento periodico è la verifica con cui ANVUR valuta, a intervalli regolari, la qualità complessiva di un Ateneo: non solo i risultati, ma anche processi, procedure e organizzazione che sostengono le attività di formazione, ricerca e terza missione/impatto sociale, insieme alla gestione delle risorse e ai servizi.

I punti di forza riconosciuti
Nel Rapporto e nelle buone prassi richiamate nel percorso di accreditamento emergono, in particolare, alcuni elementi distintivi. Tra i più significativi spicca l’internazionalizzazione, a partire dalla rilevante quota di studenti provenienti da Paesi esteri (8% degli iscritti totali nei corsi di laurea e laurea magistrale nell’a.a. 2024/25, percentuale tra le più alte in Italia) per proseguire con l’offerta didattica che propone percorsi di doppio titolo e titoli congiunti attraverso accordi con università europee. La valutazione valorizza inoltre il coinvolgimento attivo di studentesse e studenti nei processi decisionali e nel sistema di assicurazione della qualità, insieme al contributo riconosciuto del personale tecnico-amministrativo.

Accanto a questi aspetti, viene evidenziato l’impegno nell’innovazione didattica, anche attraverso il Teaching and Learning Centre (TLC) e il potenziamento delle dotazioni tecnologiche nelle aule. Sul versante della ricerca, UniTS ha introdotto un sostegno dedicato all’avvio dell’attività dei ricercatori neoassunti: uno starting grant di 10mila euro per chi non dispone di fondi propri.

Il percorso di valutazione 
La valutazione si è svolta attraverso un’analisi documentale e una fase di visita in loco condotta da una Commissione di Esperti per la Valutazione (CEV) nominata da ANVUR e composta da docenti e studenti. I corsi di laurea e i dottorati di ricerca sono stati inizialmente esaminati a distanza dal 5 al 7 maggio 2025; la Commissione è poi stata in Ateneo dal 20 al 23 maggio 2025 per estendere le proprie valutazioni.

Sono stati sottoposti a valutazione l’Ateneo nel suo complesso, un campione di 3 dipartimenti (Matematica, Informatica e Geoscienze; Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute; Studi Umanistici),10 corsi di studio di primo e secondo livello (Economia Internazionale e Mercati Finanziari, Fisica, Geologia, Lingue e Letterature Straniere, Giurisprudenza, Medicina e Chirurgia, Farmacia, Diplomazia e Cooperazione Internazionale – LM, Computer Engineering – LM, Neuroscienze – LM) e 3 corsi di dottorato (Medicina personalizzata e terapie innovative, Scienze della terra, fluidodinamica e matematica. Interazioni e metodiche, Studi storici, filosofici e politico-sociali).

Un percorso di continuità nell’eccellenza
La rettrice Vianelli ha evidenziato l’aspetto corale di questo brillante risultato e rivolto un ringraziamento particolare al rettore emerito Roberto Di Lenarda, sotto cui si è svolta la valutazione, alla sua governance, «in primis al prof. Gianpiero Adami», e all’Unità di Staff Qualità e Supporto Strategico, che hanno supportato l’Ateneo in questa fase.

«Il giudizio di eccellenza – osserva la rettrice Vianelli - certifica la solidità dei processi con cui UniTS programma, realizza e migliora nel tempo le proprie attività istituzionali: un risultato che rafforza la capacità dell’Università di Trieste di essere un punto di riferimento per la formazione di studentesse e studenti che hanno in Italia i più alti tassi di occupazione, per la ricerca che sta portando risultati di eccellenza internazionale, e per l’impatto sociale, attraverso un dialogo costante con tutti gli attori del territorio, in particolare aziende, imprese, enti e istituzioni. Inoltre, il successo nei bandi europei è garanzia di continua innovazione delle nostre infrastrutture.

Siamo molto soddisfatti per il giudizio ANVUR – conclude Vianelli, che guida l’Ateneo triestino dallo scorso 1° agosto -, in tempi di Olimpiadi mi sento di dire che abbiamo vinto la nostra medaglia d’oro».

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L’accreditamento periodico assegna il massimo risultato al giudizio di sede, assegnato finora solo a 4 atenei su 33. UniTS prima a ottenere il giudizio massimo nell’86,7% dei punti di attenzione. La rettrice Vianelli: “Grande risultato corale. È come vincere una medaglia d'oro"
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Sindrome di Rett: iniziata la somministrazione di Mirtazapina alla prima paziente

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Dopo 15 anni di ricerca, di cui tre dedicati alla raccolta di finanziamenti no profit, il progetto MirtaRett coordinato da Enrico Tongiorgi (Dipartimento Scienze della Vita di UniTS), entra finalmente nella pratica clinica con la somministrazione della prima terapia a una piccola paziente dell’Ospedale Gaslini di Genova.

A febbraio 2025 l’Agenzia italiana del farmaco - AIFA, ricevuto il parere positivo del comitato etico nazionale per gli studi pediatrici, aveva dato il disco verde alla prima sperimentazione a livello mondiale del farmaco Mirtazapina nella Sindrome di Rett, una grave patologia neurologica che colpisce quasi esclusivamente le bambine.

Lo studio clinico, coordinato dall’Università di Trieste, si estenderà nella sua prima fase a 15 piccole pazienti e si svolgerà nei principali ospedali italiani di riferimento per la Sindrome di Rett. La sperimentazione è interamente sostenuta da sovvenzioni senza scopo di lucro.

Oltre alla sperimentazione farmacologica, il progetto (sostenuto dal contributo incondizionato di Angelini Pharma SpA, Fondazione Canali Onlus, Fondazione Ico Falck e della Fondazione Ente Filantropico del terso settore Amadei e Setti) prevede anche il monitoraggio continuo dei parametri vitali delle pazienti, come respirazione, frequenza cardiaca e ossigenazione del sangue. A questo scopo vengono utilizzate T-shirt intelligenti, già distribuite agli ospedali di Genova, Siena, Messina e Milano. Originariamente sviluppate per il monitoraggio degli sportivi, queste magliette sono realizzate in cotone intrecciato con nanofibre capaci di rilevare i deboli segnali elettrici del corpo umano e vengono confezionate su misura per ciascuna paziente dall’azienda italiana AccYouRate Group.

Cos’è la Mirtazapina?

La mirtazapina è un farmaco già disponibile in commercio, quindi più facilmente accessibile e sostenibile. Per agevolarne l’assunzione, è stata individuata un’azienda europea in grado di produrlo in formulazione liquida, una soluzione poco diffusa poiché a livello globale il farmaco è normalmente commercializzato in compresse. «Il nostro laboratorio, presso il Dipartimento di Scienze della Vita all’Università di Trieste, è stato il primo al mondo a dimostrare che la mirtazapina, pur essendo un antidepressivo, agisce su meccanismi più ampi e può migliorare respirazione, controllo motorio, qualità del sonno e comunicazione sociale nelle pazienti con sindrome di Rett», spiega Tongiorgi.

L’accesso alla sperimentazione è aperto a nuove pazienti

In Friuli Venezia Giulia si stima la presenza di tre o quattro bambine affette dalla sindrome che al momento non sono incluse nello studio, ma le prospettive restano incoraggianti. «Ci auguriamo che anche le strutture sanitarie della regione possano aderire alla sperimentazione», sottolinea Tongiorgi.

Per garantire la validità scientifica dello studio, è necessario raggiungere un totale di 54 pazienti di età compresa tra i 5 e i 40 anni, suddivise nelle fasce 5-10, 11-17 e 18-40 anni. Attualmente ne è stato reclutato circa un terzo, pertanto la ricerca di nuove partecipanti è ancora aperta.

 

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Al Gaslini di Genova il via al progetto MirtaRett, prima sperimentazione al mondo su un farmaco contro questa grave patologia neurologica. Lo studio è coordinato da Enrico Tongiorgi di UniTS
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Contrasto a discriminazione, promozione delle pari opportunità e del benessere nei luoghi di studio e lavoro: conferiti i Premi CUG

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Si è tenuta la cerimonia di conferimento dei premi alle migliori tesi di laurea e dottorato promossi dal CUG sui temi del contrasto a ogni forma di discriminazione, la promozione delle pari opportunità e del benessere nei luoghi di studio e di lavoro.

Il premio per la migliore tesi di laurea triennale è andato a Michela Predonzani con l'elaborato su “Lo sport inclusivo come intervento complementare all'interno dei progetti riabilitativi rivolti a soggetti con disabilità intellettiva”.

Il premio per le due migliori tesi di laurea magistrale è stato vinto da Jessica Baldassi per la tesi “La certificazione di genere: il caso di studio Irisiacqua” e da Chiara Granato per l’elaborato “Una scuola elastica: lo spazio che crea inclusione”.

Costanza Ziani vince invece il premio per la migliore tesi di Dottorato di ricerca dal titolo “Dal benessere organizzativo all'organizzazione del benessere nella pubblica amministrazione”.

La varietà dei temi trattati nelle tesi e la numerosità degli elaborati pervenuti, dimostrano come la sensibilità per queste tematiche sia cresciuta notevolmente e la strategicità della strada intrapresa dal CUG e dall’Ateneo in termini di azioni di informazione e formazione.

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Il Comitato Unico di Garanzia premia le migliori tesi di laurea su questi temi
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