Due nuovi studenti palestinesi accolti a UniTS Read more about Due nuovi studenti palestinesi accolti a UniTS Immagine Progetto senza titolo (77).png Data notizia Thu, 14/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Studenti Internazionali - Degree Seeker Territorio e società Testo notizia Sono atterrati a Roma due studenti palestinesi provenienti da Gaza, grazie al progetto IUPALS (Italian Universities for Palestine Students), coordinato dalla CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e condiviso con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero dell’Università e della Ricerca.Il progetto prevede l’erogazione di borse di studio per consentire lo svolgimento di un intero ciclo di studi universitari: dopo una lunga attesa, Darin Shehada e Amjad Sulajman possono ora iniziare a studiare Ingegneria a UniTS e ricostruirsi un orizzonte di speranza.Si tratta di altri due studenti accolti dall’Università di Trieste grazie alla solidarietà di tutti i Dipartimenti, che hanno contribuito all’attivazione delle borse di studio. Complessivamente, l’Ateneo ospita attualmente tre studenti iscritti a Corsi di laurea triennale e una dottoranda.La delegata della Rettrice alla cooperazione allo sviluppo, Roberta Altin, ha partecipato alla cerimonia di arrivo all’aeroporto di Roma martedì 12 maggio, che si è svolta alla presenza del Ministro dell'università e della ricerca Anna Maria Bernini e del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani. Quest’ultimo ha ribadito l’impegno a tornare a Gaza per contribuire alla ricostruzione delle strutture universitarie e per organizzare ulteriori evacuazioni e corridoi umanitari, anche a favore dei familiari degli studenti sfollati. Tra questi vi sono anche i tre figli di Maram Othman, attualmente iscritta al corso di dottorato in Fisica a UniTS dove sta ottenendo ottimi risultati, che ha già ottenuto i documenti necessari per ricongiungersi ai suoi bambini. Abstract In arrivo da Gaza grazie alle borse di studio IUPALS (Italian Universities for Palestine Students) finanziate dall’Ateneo Mostra nel diario Off
Audace Sailing Team vara Neverina, il nuovo Moth sostenibile di UniTS Read more about Audace Sailing Team vara Neverina, il nuovo Moth sostenibile di UniTS Immagine WhatsApp Image 2026-05-14 at 07.58.59.jpeg Data notizia Thu, 14/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Enti e aziende Territorio e società Testo notizia A Trieste il “neverin” arriva improvviso dal mare, scuote il Golfo con vento e pioggia e cambia nel giro di pochi minuti il volto della città. È proprio da questo fenomeno tipico che nasce Neverina, il nuovo foiling Moth progettato e realizzato dall’Audace Sailing Team. Un nome che richiama il territorio e il mare, ma anche l’energia improvvisa e dinamica del “neverin”: un’immagine che il team ha voluto trasferire nella nuova imbarcazione varata mercoledì 13 maggio allo Yacht Club Adriaco di Trieste.Il progetto ha coinvolto oltre 70 studenti e studentesse provenienti da sei differenti dipartimenti dell’Ateneo. Nel corso dell’evento sono state presentate le principali innovazioni introdotte nella nuova imbarcazione, sviluppata seguendo il principio “Sustainable, Reliable, Commerciable”.Neverina rappresenterà ora UniTS alla SuMoth Challenge 2026, competizione internazionale universitaria dedicata ai foiling Moth. A guidare l’imbarcazione saranno Leonardo Centuori, Anastasia Mutti e Carlotta Rizzardi, tre studenti-atleti che, oltre all’attività agonistica, contribuiscono attivamente anche allo sviluppo del progetto all’interno del team. Centuori ha già timonato i Moth di Audace nelle edizioni 2024 e 2025 della competizione ed è attivo da anni nella classe Waszp con risultati nazionali e internazionali; Mutti ha conquistato nel 2025 il titolo mondiale giovanile classe 420 in Turchia; Rizzardi, già parte del team Under 21 e sviluppo della Nazionale ILCA, ha ottenuto nel 2023 il terzo posto ai Mondiali Under 21 in Marocco. Prima della SuMoth Challenge, Audace Sailing Team prenderà parte al Salone Nautico di Venezia, in programma dal 27 al 31 maggio, per poi partecipare al MetsTrade di Amsterdam dal 17 al 19 novembre. La nuova imbarcazione raccoglie l’eredità dei progetti sviluppati negli anni dal team, tra cui Dedalo, Lina, BAI-Lina Rossa, BAI-Flying Lina e BAI-Flax Bandit, consolidando il percorso di ricerca sulla sostenibilità applicata alla vela foiling.Centrale anche in questo progetto resta l’attenzione alla sostenibilità. Audace Sailing Team integra infatti l’analisi LCA (Life-Cycle Assessment) attraverso la piattaforma MarineShift360, che consente di monitorare in tempo reale l’impatto ambientale delle scelte progettuali e costruttive.Per la realizzazione della barca sono stati utilizzati materiali circolari e a ridotto impatto ambientale, tra cui PET riciclato da bottiglie, resine bio-based al 30% e fibre naturali di lino e basalto. La costruzione di tuga e scafo tramite un unico stampo ha inoltre permesso di ridurre significativamente i rifiuti prodotti e l’impatto ambientale complessivo.Il nuovo Moth è stato perfezionato attraverso simulazioni CFD e FEM, che hanno consentito di migliorare affidabilità e prestazioni rispetto ai modelli precedenti. L’ottimizzazione degli stampi dei foil, le appendici che permettono all’imbarcazione di “volare” sull’acqua, ha inoltre consentito un risparmio stimato di oltre 3000 chilogrammi di CO2 equivalente.L’evento si è aperto con i saluti del vicepresidente dello Yacht Club Adriaco, Giovanni Battista Bellis, seguiti dagli interventi del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, del comandante della Capitaneria di Porto di Trieste Luciano del Prete, della prorettrice all’Impegno pubblico e sociale UniTS Caterina Falbo e del responsabile scientifico di Audace Sailing Team Rodolfo Taccani. A presentare il progetto sono stati Pietro Miani, presidente di Audace Sailing Team, e la timoniera Carlotta Rizzardi, che hanno illustrato le innovazioni e gli obiettivi della nuova imbarcazione. Tra i Gold Sponsor del progetto Intesa Sanpaolo ed ESTECO. Tra i principali partner anche XMTech, Armare Ropes e Nord Composites. Abstract Dalla tradizione del “neverin” triestino nasce la nuova imbarcazione del team UniTS: un concentrato di ricerca, innovazione e sostenibilità pronto a sfidare la SuMoth Challenge 2026 Mostra nel diario Off
Al via EXOMEL: progetto coordinato da UniTS per rendere più mirate le cure del melanoma avanzato Read more about Al via EXOMEL: progetto coordinato da UniTS per rendere più mirate le cure del melanoma avanzato Immagine Titolo (57).jpg Data notizia Wed, 13/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Enti e aziende Testo notizia Seguire l’evoluzione del melanoma cutaneo avanzato attraverso un semplice prelievo di sangue o un campione di urine, per ottenere informazioni utili a personalizzare le terapie e renderle meno invasive per i pazienti. È questo l’obiettivo di EXOMEL, il nuovo progetto di ricerca coordinato dall’Università di Trieste, che studierà l’impiego della biopsia liquida nel monitoraggio di una forma tumorale in cui la possibilità di osservare con precisione l’andamento della malattia può incidere in modo significativo sulle scelte terapeutiche.Il progetto, intitolato “MicroRNA esosomiale da biopsia liquida per il monitoraggio e la personalizzazione dei trattamenti del melanoma cutaneo avanzato”, punta a sviluppare e validare tecnologie diagnostiche innovative, condivise tra i centri clinici coinvolti, per rendere le cure sempre più mirate, efficaci e adattate alle caratteristiche di ciascun paziente. L’elemento più innovativo riguarda l’impiego del campione urinario come forma di biopsia liquida: EXOMEL studierà infatti gli esosomi, piccole vescicole coinvolte nella comunicazione tra le cellule, e i microRNA che trasportano, con l’obiettivo di individuare una combinazione di segnali biologici utile a distinguere i pazienti che rispondono all’immunoterapia da quelli che non rispondono.EXOMEL è finanziato dal Programma di cooperazione transfrontaliera Italia–Austria Interreg VI-A 2021–2027, con il sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), per un importo complessivo pari a 572.055,59 euro. Il progetto, che si concluderà il 31 marzo 2028, conferma il valore della cooperazione internazionale nella ricerca oncologica, mettendo in rete istituzioni sanitarie, università e competenze tecnologiche italiane e austriache.L’Università di Trieste svolge il ruolo di capofila e coordina le attività progettuali attraverso il Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, che impegna un gruppo di ricerca composto da Serena Bonin, Iris Zalaudek, Ilaria Gandin e Gabriele Grassi.Il partenariato coinvolge anche l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige con gli ospedali di Brunico e Bolzano, una piccola e media impresa italiana e la Clinica universitaria di Dermatologia e Allergologia dell’Università Paracelsus di Salisburgo.“Al centro di EXOMEL – spiega Serena Bonin, docente di Scienze tecniche di Medicina di Laboratorio dell’Università di Trieste e principal investigator del progetto – c’è lo sviluppo e la validazione della biopsia liquida, un approccio diagnostico che permette di ottenere informazioni rilevanti sulla malattia attraverso campioni biologici semplici da raccogliere, come sangue o urine. Oggi la biopsia liquida plasmatica è impiegata soprattutto in ambito di ricerca per rilevare il DNA libero circolante tumorale, cioè DNA con mutazioni specifiche del tumore. Questo approccio, però, richiede che le mutazioni da monitorare siano note. Con EXOMEL vogliamo invece studiare i microRNA contenuti negli esosomi, vescicole attraverso cui le cellule comunicano tra loro, per verificare se una loro combinazione possa aiutare a discriminare i pazienti con melanoma cutaneo avanzato che rispondono all’immunoterapia da quelli che non rispondono.Al momento – aggiunge Bonin – non sono disponibili biomarcatori predittivi utilizzati nella pratica ospedaliera per orientare in modo sistematico queste scelte terapeutiche. Per questo l’obiettivo del progetto è contribuire allo sviluppo di strumenti più accessibili, ripetibili e potenzialmente utili nella personalizzazione dei trattamenti”.Nel corso del progetto, la tecnologia della biopsia liquida sarà estesa allo studio dei campioni urinari e applicata nei centri clinici coinvolti attraverso lo sviluppo di protocolli comuni e standardizzati. Questo passaggio consentirà di verificare la solidità dell’approccio in contesti clinici diversi, armonizzare le pratiche diagnostiche tra le strutture sanitarie partner e favorire la costruzione di una rete stabile di collaborazione tra Italia e Austria.I risultati attesi potranno avere ricadute anche oltre l’ambito strettamente accademico e clinico. EXOMEL potrà infatti contribuire allo sviluppo di nuovi strumenti diagnostici basati sulla biopsia liquida, aprendo possibili prospettive di trasferimento tecnologico e di valorizzazione industriale della ricerca, anche attraverso l’interesse di imprese attive nel settore biomedicale e diagnostico. Abstract Finanziato dal Programma Interreg Italia–Austria, studierà l’uso della biopsia liquida per monitorare l’evoluzione della malattia e personalizzare i trattamenti in modo meno invasivo Mostra nel diario Off Fotogallery
UniTS ricorda Giovanni Parmeggiani Read more about UniTS ricorda Giovanni Parmeggiani Immagine Titolo (56).jpg Data notizia Wed, 13/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Testo notizia Lunedì mattina, all’improvviso, è venuto a mancare Giovanni Parmeggiani, professore associato di Storia greca presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Trieste.Formatosi presso l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna sotto la guida di Riccardo Vattuone, ha dedicato la propria ricerca alla storiografia greca e agli storici tramandati in frammenti.Tra i numerosi contributi da lui pubblicati, la sua opera Ephorus of Cyme and Greek Historiography, edita nel 2024 dalla prestigiosa Cambridge University Press, resta un punto di riferimento fondamentale per gli studi classici contemporanei.Indimenticabili rimarranno le sue lezioni appassionate sulla storiografia greca in frammenti, nelle quali riusciva a restituire vita, voce e profondità a testi sopravvissuti soltanto attraverso testimonianze indirette. Con straordinaria chiarezza e partecipazione, guidava gli studenti tra Eforo, Timeo e gli altri grandi storici dell’antichità, trasmettendo rigore filologico e autentico amore per la ricerca.Persona eclettica e dai molteplici interessi, coltivava con passione anche la musica: era mente e tastiere della band progressive rock / jazz "Accordo dei Contrari", nella quale esprimeva la stessa sensibilità intellettuale e creativa che caratterizzava il suo lavoro di studioso e docente.Per colleghi e studenti è stato anche un amico generoso, sempre disponibile al dialogo, al confronto e all’ascolto.Alla moglie e al piccolo Pierluigi giungano il cordoglio e la riconoscenza di quanti ne hanno condiviso il purtroppo breve cammino umano ed intellettuale. Abstract Docente di storia greca con pubblicazioni su Cambridge University Press e appassionato musicista, è mancato prematuramente lunedì scorso Mostra nel diario Off
Online il libro "I lunedì pedagogici al Centro IDEAR" Read more about Online il libro "I lunedì pedagogici al Centro IDEAR" Immagine Progetto senza titolo (76).png Data notizia Tue, 12/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Società e territorio Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Negli ultimi due anni, le studentesse e gli studenti del Corso magistrale in Coordinamento e gestione dei servizi educativi, guidati dalla prof.ssa Gina Chianese in collaborazione con professionisti del settore, hanno realizzato workshop gratuiti nell’ambito de “I lunedì pedagogici al Centro IDEAR”.Il volume "I lunedì Pedagogici al Centro IDEAR: Condividere saperi, costruire pratiche educative" raccoglie e restituisce le tracce più significative di questo percorso: pratiche, riflessioni ed esperienze maturate all’interno di workshop peer to peer, in cui il sapere si costruisce collettivamente attraverso il confronto tra pari e la messa in gioco reciproca. Ne emerge una visione dell’educazione come processo aperto, situato e trasformativo, lontano da modelli prescrittivi e orientato piuttosto alla ricerca di orizzonti di senso e possibilità operative.Articolato in undici saggi, il libro affronta quattro aree tematiche: Gestione e coordinamento di un’équipe educativa - con Marco Fintina, Giulia De Monaco, Paola FrassonEsperienze educative al nido d’infanzia - con Silvia Bello ed Eva LanzuttiEducare dalla casa alla scuola (e oltre) - con Roberto Sangiorgio, Martina Babbo, Serena Lovat, Elisa MazzocoliCo-design e co-progettazione educativa - con Sara Cigliuti, Martina Babbo e Valentina NovakIl Centro I.D.E.A.R. - Centro di Ricerca e Laboratorio Aperto Didattico, Educativo, Innovativo - è uno spazio fisico, cognitivo ed emotivo dove fare ricerca e innovazione educativa e didattica. Allestito da Fondazione Portogruaro Campus, si pone al servizio di studenti e studentesse che frequentano i corsi di laurea del Polo di Portogruaro ma è aperto a tutte le istituzioni ed enti locali del settore educativo con azioni di formazione continua e ricerca. Abstract Un approccio innovativo alla didattica proposto dal Centro di Ricerca e Laboratorio Aperto Didattico, Educativo, Innovativo della sede di Portogruaro di UniTS Mostra nel diario Off
Come cambia il clima, anche a Trieste: 3 incontri e 1 film per trovare soluzioni Read more about Come cambia il clima, anche a Trieste: 3 incontri e 1 film per trovare soluzioni Immagine Progetto senza titolo - 2026-05-11T090041.562.png Data notizia Mon, 11/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Impegno pubblico e sociale Destinatari target Studenti iscritti Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Riparte “Let’s change! Il clima sta cambiando. Parliamone”, il progetto di Impegno Pubblico e Sociale – Terza Missione del Dipartimento di Ingegneria e Architettura di UniTS. Anche a Trieste gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più tangibili. Impatti negativi su ecosistemi terrestri e marini ed eventi meteorologici estremi come allagamenti e ondate di calore stanno causando danni sempre più significativi al territorio, a infrastrutture e attrezzature di interesse collettivo, ad attività economiche e alla salute. In questa prospettiva, condividere la conoscenza scientifica sulla transizione in atto, promuovere iniziative di sensibilizzazione e mobilitazione di amministrazioni e società civile è sempre più urgente. Nel mese di maggio 2026 sono previsti all’Urban Center tre incontri del ciclo “Adattare Trieste ai cambiamenti climatici. Verso un’agenda partecipata di azioni possibili”, pensati come momenti di discussione collettiva finalizzati a individuare proposte concrete da presentare alle istituzioni cittadine entro ottobre 2026.Il ciclo di incontri primaverili si concluderà il 22 maggio al cinema Ariston di Trieste con la proiezione gratuita, in anteprima a Trieste, del film presentato nel 2025 al Festival di Locarno Don’t Let the Sun. PROGRAMMAVerde, suolo, acqua: ripensare gli spazi urbani e le loro trasformazioni14 maggio 2026, ore 17:30Urban Center, Corso Cavour 2/2, Trieste Il mare avanza: come potremo muoverci in città?18 maggio 2026, ore 17:30Urban Center, Corso Cavour 2/2, Trieste Energia sostenibile, energie collettive: verso nuove comunità20 maggio 2026, ore 17:30Urban Center, Corso Cavour 2/2, Trieste Don’t let the SunSvizzera, Italia, 2025, 100’ di Jacqueline Zündcon Levan Gelbakhiani, Maria Pia Pepe, Agnese Claisse, Karidja Touré, Cecilia Bertozzi.Versione originale con sottotitoli in italiano22 maggio 2026, ore 20.00, Cinema AristonViale Romolo Gessi 14, TriesteIn un futuro reso invivibile dal caldo si vive di notte e le relazioni umane sono ormai dissolte. Jonah lavora per un’agenzia che fornisce “sostituti affettivi”. La sua maschera emotiva si incrina quando è ingaggiato come padre di Nika, una bimba chiusa e diffidente. Abstract Riparte “Let’s change! Il clima sta cambiando. Parliamone” Mostra nel diario Off
Giornata dell’Europa: dalla Dichiarazione Schuman alla competizione globale odierna Read more about Giornata dell’Europa: dalla Dichiarazione Schuman alla competizione globale odierna Immagine Titolo (55).jpg Data notizia Fri, 08/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Testo notizia Il 9 maggio si celebra la Giornata dell'Europa, che ricorda la dichiarazione Schuman del 1950, l’atto politico da cui prese avvio il processo di integrazione europea. È l’occasione per tornare al punto d’origine di un progetto che ha trasformato la cooperazione tra Stati in una struttura stabile di pace, diritto, crescita economica e presenza internazionale.La proposta avanzata dal ministro degli Esteri francese Robert Schuman prevedeva di mettere in comune la produzione franco-tedesca di carbone e acciaio, aprendola agli altri Paesi europei. Da quel primo nucleo prese forma la Comunità europea del carbone e dell’acciaio, premessa delle successive Comunità europee e dell’attuale Unione europea. La scelta non era soltanto economica: carbone e acciaio erano al centro dell’industria, della ricostruzione e della stessa possibilità di fare la guerra. Metterli sotto una gestione comune significava costruire un vincolo concreto tra Paesi che fino a pochi anni prima si erano combattuti.«Con la Dichiarazione del 9 maggio 1950 — osserva Georg Meyr, docente di Storia delle Relazioni internazionali — Robert Schuman propose un nuovo modello di relazioni internazionali, andando ben oltre la logica di una semplice collaborazione economica fra Stati». Il contesto era quello di un’Europa uscita a fatica dalla Seconda guerra mondiale e dal tramonto del proprio primato globale, consumato nelle fratture della prima metà del Novecento.La forza della proposta stava proprio nel suo realismo visionario. Non immaginava l’Europa come un edificio compiuto, ma come un processo: partire da funzioni essenziali, costruire istituzioni comuni, rendere progressivamente conveniente e necessario ciò che prima sembrava impossibile. Il comparto carbo-siderurgico, ricorda Meyr, era stato uno dei luoghi più sensibili delle tensioni tra Francia e Germania; la sua gestione sovranazionale indicava una via nuova, aperta agli Stati pronti ad aderire. Belgio, Italia, Lussemburgo e Olanda lo fecero immediatamente, mentre la geopolitica del tempo escludeva di fatto i Paesi sotto influenza sovietica.In questo metodo si trova uno degli elementi più originali dell’integrazione europea: non l’abolizione degli Stati, ma la costruzione graduale di una sovranità condivisa. «Solo l’approccio funzionalistico — sottolinea Meyr — rende in prospettiva immaginabile la realizzazione degli Stati Uniti d’Europa».Quella intuizione politica ha avuto nel tempo una traduzione giuridica sempre più ampia. «L’Unione europea — spiega Giuseppe Pascale, docente di Diritto internazionale — non sempre è stata una Unione». Le sue radici affondano nelle Comunità economiche europee, istituite nel 1957 con i Trattati di Roma, in cui gli Stati agivano prevalentemente secondo il metodo intergovernativo e con decisioni adottate quasi sempre all’unanimità.Da allora, il quadro è cambiato in modo profondo. L’Unione europea attuale è retta dal Trattato di Lisbona del 2007, cioè dall’insieme del Trattato sull’Unione europea e del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Ma soprattutto ha esteso il proprio campo di azione ben oltre il mercato comune originario. «Le Comunità — ricorda Pascale — non avevano competenza in materia di tutela dei diritti fondamentali né prevedevano una cittadinanza europea comune. In questi ambiti, invece, l’Unione europea oggi è competente, con innumerevoli vantaggi per chiunque viva sul suolo europeo».È uno dei passaggi meno visibili, ma più incisivi della costruzione europea: il mercato è diventato anche spazio di cittadinanza, le istituzioni economiche hanno generato diritti, procedure, tutele, forme di rappresentanza e strumenti di azione comune. Anche il processo decisionale mostra questa trasformazione. La maggior parte degli atti dell’Unione, sottolinea Pascale, non viene più adottata all’unanimità ma a maggioranza, segno di una crescente interconnessione tra gli Stati membri e di una solidarietà istituzionale divenuta parte dell’ordinamento europeo.L’UE si è inoltre dotata di regole giuridiche nell’ambito delle relazioni diplomatiche e di propri agenti diplomatici che la rappresentano negli Stati terzi e presso altre organizzazioni internazionali, nel quadro del Servizio europeo per l’azione esterna. «L’impianto federalista, dal 1957 a oggi — conclude Pascale — ha dunque fatto molti passi avanti anche e principalmente sul piano giuridico».La domanda, oggi, è se questa architettura sia sufficiente in un contesto internazionale più frammentato e competitivo. Per Federico Donelli, docente di Relazioni internazionali, l’Unione europea resta «uno dei pochi attori capaci di combinare peso economico, forza regolativa e vocazione multilaterale». È una combinazione rara, che ha reso l’Europa influente non solo per ciò che produce o scambia, ma per le regole, gli standard e i principi che è in grado di proiettare all’esterno.Le crisi degli ultimi anni hanno però mostrato i limiti di un modello che, per incidere davvero, deve essere sostenuto da una maggiore capacità di azione. Industria, energia, tecnologia e sicurezza sono diventate dimensioni centrali nei rapporti di forza globali. In questa prospettiva, Donelli richiama l’agenda Draghi, che ha posto al centro investimenti comuni, innovazione, difesa, riduzione delle dipendenze strategiche e maggiore integrazione dei mercati europei.«Per contare davvero nel mondo — osserva Donelli — l’UE è chiamata a trasformare la propria interdipendenza interna in potenza politica esterna, superando frammentazioni decisionali e ritardi nell’attuazione delle politiche comuni». La sfida non è replicare i modelli tradizionali della forza, ma dotarsi della capacità di difendere e promuovere i propri interessi senza rinunciare alla propria specificità normativa.In un sistema in cui commercio, energia e tecnologia sono sempre più spesso usati dagli attori globali come leve di potere, l’Europa non può limitarsi a essere un grande mercato regolato. Deve continuare a essere un progetto fondato su diritto, cooperazione e valori, ma con strumenti più rapidi, coesi e incisivi.C’è poi un altro aspetto, spesso trascurato nel dibattito pubblico: il ruolo dell’Europa nel progressivo avvicinamento tra economie partite da condizioni molto diverse. «Chi critica l’Unione Europea — afferma Luciano Mauro, docente di Economia politica — spesso dimentica che la sua storia è anche una storia di convergenza, cioè di riduzione delle distanze economiche tra europei».Dal Trattato di Roma del 1957 in poi, l’integrazione ha favorito crescita e recupero dei Paesi meno ricchi. L’ingresso dell’Irlanda nel 1973, della Grecia nel 1981, di Spagna e Portogallo nel 1986 portò nelle Comunità economie ancora lontane dal nucleo più sviluppato. Negli anni Ottanta, ricorda Mauro, la Spagna era circa al 70-75% della media europea, mentre il Portogallo si collocava intorno al 55-60%. Dopo il mercato unico del 1992, fondi strutturali e investimenti esteri contribuirono a ridurre il divario.Un processo analogo ha riguardato l’allargamento a Est del 2004-2007. La Polonia, ad esempio, è passata da circa il 51-52% della media UE nel 2004 a circa l’80% negli anni recenti. «Convergenza significa questo — spiega Mauro —: chi parte più indietro può avvicinarsi ai più ricchi. In concreto, significa più uguaglianza tra cittadini europei».La dimensione economica, in questa lettura, non è separata da quella politica. L’integrazione europea non ha solo creato un mercato più ampio, ma ha contribuito a ridurre differenze storiche tra Paesi, territori e cittadini. Per Mauro, rifiutare l’Unione significa spesso rifiutare anche questa riduzione delle distanze: «forse è proprio questo che ai nazionalismi non piace».Ne emerge un’immagine dell’Europa lontana sia dalla celebrazione retorica sia dalla critica semplificata. L’Unione è insieme memoria storica, ordinamento giuridico, spazio economico di convergenza e attore internazionale ancora incompiuto. La sua forza è stata trasformare interessi nazionali in istituzioni comuni; la sua difficoltà, oggi, è riuscire a farlo con sufficiente rapidità in un mondo in cui competizione strategica, transizioni tecnologiche, dipendenze energetiche e nuove fratture politiche chiedono decisioni più tempestive.Questa riflessione si inserisce anche nella storia dell’Università di Trieste e del suo radicamento a Gorizia. Il corso di laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche, nato nel 1989 nel Polo Universitario Goriziano e celebrato nel 2024 a trentacinque anni dalla fondazione, rappresenta da tempo uno spazio di formazione e analisi dedicato alle relazioni internazionali, alla diplomazia, alla politica europea, all’economia internazionale e ai sistemi politici comparati.Gorizia, città di confine e oggi laboratorio europeo, rende particolarmente concreto il senso di questa riflessione. Qui l’Europa non è soltanto un quadro istituzionale, ma una realtà che attraversa territori, lingue, memorie e pratiche quotidiane. In un luogo segnato dalla storia del Novecento e dalle sue linee di frattura, studiare l’Europa significa leggere da vicino ciò che l’integrazione ha reso possibile e le questioni che restano ancora aperte.Anche per questo, la Giornata dell’Europa offre l’occasione per collegare memoria, formazione e responsabilità civile. A Gorizia, nei percorsi oggi dedicati alla diplomazia e alla cooperazione internazionale, il progetto europeo continua a essere studiato non come un’eredità acquisita, ma come un processo storico, giuridico, economico e politico da comprendere nella sua evoluzione e nelle sue sfide presenti. Abstract Il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali in una lettura a più voci del progetto che ha cambiato la storia del continente Mostra nel diario Off
Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: stand informativo in Piazzale Europa Read more about Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: stand informativo in Piazzale Europa Immagine WhatsApp Image 2026-05-05 at 10.03.31.jpeg Data notizia Fri, 08/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Enti e aziende Territorio e società Testo notizia UniTS celebra la Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: l’8 maggio le volontarie e i volontari del Comitato di Trieste saranno presenti nel parcheggio del Campus di Piazzale Europa dalle 9.00 alle 15.00 con uno stand informativo.Lo spazio offrirà dimostrazioni pratiche di primo soccorso, prevenzione alcologica in riferimento alla guida sicura e attività di sensibilizzazione sugli emblemi fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: Umanità, Imparzialità, Neutralità, Indipendenza, Volontariato, Unità e Universalità.Sarà inoltre presentata la campagna “Health Care in Danger / Non sono un bersaglio”, dedicata alla protezione del personale sanitario e umanitario nei contesti di crisi.La ricorrenza, istituita in occasione dell’anniversario della nascita di Henry Dunant, fondatore del Movimento, rappresenta un momento di riconoscimento dell’impegno di milioni di volontarie e volontari, operatrici e operatori umanitari che, ogni giorno, agiscono in tutto il mondo per prevenire e alleviare la sofferenza umana, tutelare la dignità delle persone e sostenere le comunità più vulnerabili. Abstract L’ateneo si colorerà di rosso nella notte dell’8 maggio Mostra nel diario Off
Vaccini, corso online gratuito per saperne di più Read more about Vaccini, corso online gratuito per saperne di più Immagine WhatsApp Image 2026-05-07 at 10.08.08 (1).jpeg Data notizia Thu, 07/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Quando si parla di vaccini è importante trovare risposte affidabili in mezzo al mare di informazioni che inonda il web. Nasce da qui Vaccinare bimbi e bimbe: una scelta consapevole, un viaggio di in-formazione virtuale completamente gratuito che accompagna mamme, papà, nonni, futuri genitori e chiunque voglia approfondire il tema, offrendo un punto di riferimento scientifico, chiaro e indipendente.In sette tappe, il corso tocca tutti gli aspetti essenziali delle vaccinazioni pediatriche. Si parte dalle basi: che cosa sono i vaccini, come proteggono il singolo bambino e l’intera comunità, quali tipologie di vaccini esistono e come si differenziano, come funziona il calendario vaccinale e perché i richiami sono fondamentali. Seguono poi le risposte alle domande che più preoccupano: quali controlli attraversa un vaccino prima di essere autorizzato? E dopo? Quali sono le vere controindicazioni alla vaccinazione?Il viaggio si conclude fornendo indicazioni su dove trovare informazioni attendibili e aggiornate sui vaccini e uno sguardo alle novità della ricerca scientifica nel campo vaccinale.Alla realizzazione del corso hanno contribuito i professionisti dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste e dell’Università di Trieste. Il gruppo di lavoro è composto dal prof. Gabriele Stocco (Specialista in Farmacologia e Tossicologia Clinica e docente UniTS), dalla dott.ssa Anna Arbo (che guida la struttura di Farmacia del Burlo), dal prof. Alberto Tommasini (Direttore del laboratorio di Pediatria del Burlo e docente di Pediatria e Patologia a UniTS), dal dott. Giuliano Ponis (specializzando in Farmacologia e Tossicologia Clinica e ricercatore sanitario del Laboratorio di Diagnostica Avanzata Traslazionale) e dalla dott.ssa Beatrice Geo (specializzanda in Farmacologia e Tossicologia Clinica e farmacista borsista del progetto COSIsiFA).COSISIFA. Il corso s’inserisce nel progettoCOSIsiFA – Comunicazione, Sensibilizzazione e Informazione su un uso Sicuro e appropriato dei FArmaci, promosso e finanziato da AIFA (l'Agenzia Italiana del Farmaco), che coinvolge 60 Centri distribuiti in tutta Italia. Si tratta di una delle più ampie iniziative nazionali per promuovere un uso informato, critico e consapevole dei farmaci. Abstract UniTS e IRCCS materno - infantile Burlo Garofolo hanno collaborato alla realizzazione del corso pensato per i genitori Mostra nel diario Off
C’è tanta UniTS alla Maker Faire Trieste del 9 e 10 maggio 2026! Read more about C’è tanta UniTS alla Maker Faire Trieste del 9 e 10 maggio 2026! Immagine Progetto senza titolo (73).png Data notizia Thu, 07/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Futuri studenti Studenti iscritti Territorio e società Testo notizia I tre team universitari Audace Sailing Team, Astreo, UniTS Racing Team racconteranno alla Maker Faire Trieste le loro attività rispettivamente in ambito velico, aerospaziale e automobilistico svelando anche i loro programmi futuri.Appuntamento – talk con i ragazzi dei team sabato 9 maggio dalle 12.20 alle 13.20 nel tendone aperto al pubblico in Piazza dell’Unità d’Italia.A seguire anche i rappresentanti del Gruppo Astrofili Universitario di Trieste.Per tutti e due giorni di manifestazione Astreo e UniTS Racing Team allestiranno un banchetto espositivo e informativo delle loro attività.Maker Faire, sostenuto da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, è un raduno di personaggi curiosi ed affascinanti, che vogliono imparare tecniche nuove e amano condividere quello che fanno. Dagli ingegneri agli artisti, dagli scienziati agli artigiani, Maker Faire è il posto dove tutti questi “maker” possono dimostrare al pubblico i loro hobby, invenzioni e creazioni. Abstract Audace Sailing Team, Astreo e Racing Team in Piazza Unità Mostra nel diario Off