Dichiarazione di Transform4Europe per il terzo anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina Read more about Dichiarazione di Transform4Europe per il terzo anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina Immagine Logo GMCC.jpg Data notizia Tue, 25/02/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Internazionale Testo notizia Tre anni fa, la Russia ha iniziato la sua guerra su larga scala contro l'Ucraina, in palese violazione del diritto internazionale. Tra gli innumerevoli atti di aggressione e le loro conseguenze c'è lo spostamento dell'Università Statale di Mariupol (MSU), una delle università che formano l'alleanza Transform4Europe. I nostri amici e partner della MSU dimostrano, a costi e rischi personali, un'eccezionale resilienza, forza e coraggio nel sostenere e difendere i valori europei e il nostro comune spirito di trasformazione europea. Transform4Europe è al fianco dei nostri amici e colleghi dell'Università Statale di Mariupol. Abstract Gli atenei dell'alleanza si stringono al fianco dell'Università di Mariupol, in difesa dei valori e del comune spirito di trasformazione europea Mostra nel diario Off
Fibre che mimano i tessuti del corpo per ripararlo: pubblicato studio UniTS su Andvanced Science Read more about Fibre che mimano i tessuti del corpo per ripararlo: pubblicato studio UniTS su Andvanced Science Immagine GOBBO.jpeg Data notizia Wed, 19/02/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Testo notizia Creare materiali che si comportano come tessuti viventi è un obiettivo più vicino grazie ad uno studio Università di Trieste – Keio University (Giappone) appena pubblicato su Advanced Science.Il team di ricerca internazionale che ha concepito il paper è composto da Pierangelo Gobbo, docente di Chimica Organica al Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche di UniTS, dal prof. Taisuke Banno e dal dottorando Tomoya Kojima della Keio University. Gli scienziati hanno sviluppato un metodo innovativo per assemblare fibre di “prototessuto” a partire da vescicole microscopiche, dimostrando come sia possibile sintetizzare, partendo da zero, materiali che mimano il comportamento dei tessuti del corpo umano. Il processo sfrutta l’adesione tra due tipi di vescicole caricate elettricamente in modo opposto, che vengono unite grazie a “ponti salini”, una sorta di colla naturale. Le applicazioni possibili sono molteplici e promettono di rivoluzionare diversi ambiti: dalla biostampa 3D alla progettazione di tessuti ingegnerizzati, fino allo sviluppo della soft robotics per la realizzazione di dispositivi flessibili e adattabili ispirati a organismi viventi. In ambito clinico, ad esempio, sarà possibile innestare in vivo questo tipo di tessuti sintetici per supportare quelli viventi malati. In particolare, alcuni dei prototipi sviluppati sono in grado di rilevare la presenza di glucosio e produrre una molecola fluorescente di “segnalazione”. In futuro, queste fibre potrebbero essere progettate per produrre insulina in risposta all’aumento del glucosio, con interessanti applicazioni nella cura del diabete. Le fibre, inoltre, potrebbero essere ingegnerizzate per rispondere non solo a stimoli chimici ma anche fisici, come temperatura o luce e, combinandole in fasci, ottenere nuovi materiali biomimetici “smart” per la riparazione dei tessuti muscolari.Lo studio è stato finanziato dalla Japan Society for the Promotion of Science, dal Consiglio Europeo della Ricerca (Starting Grant PROTOMAT) e dal programma Next Generation EU (progetto PRIN PNRR 3D-L-INKED). Nella foto: prof. Pierangelo Gobbo, UniTS Abstract La ricerca è stata concepita e realizzata da Pierangelo Gobbo nei laboratori dell’Università di Trieste e finalizzata alla Keio University Mostra nel diario Off Periodo di permanenza in Magazine Fri, 28/02/2025 - 12:00 - Mon, 24/03/2025 - 12:00
Inaugurato il collegamento quantistico su fibra ottica tra UniTS e UniUD Read more about Inaugurato il collegamento quantistico su fibra ottica tra UniTS e UniUD Immagine Progetto senza titolo (29).png Data notizia Fri, 14/02/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Testo notizia Le Università di Trieste e quella di Udine sono da oggi unite da un collegamento quantistico che corre su fibra ottica.Embrione di un’infrastruttura che crescerà rapidamente e che ambisce a diventare un modello per l’Italia e l’Europa, il collegamento è frutto di uno studio durato cinque anni ed è uno degli obiettivi del progetto Quantum FVG finanziato da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di cui UniTS è coordinatrice.Il primo obiettivo è stato l’inaugurazione nel 2024 del Laboratorio QCI, finalizzato allo studio di soluzioni quantistiche per lo scambio di informazioni in massima sicurezza, ospitato dal CNR del Campus Basovizza di Area Science Park. “Chi guida lo sviluppo tecnologico, di cui l’ambito quantistico rappresenta una componente essenziale, ha il potere di influenzare profondamente i processi economici e di favorire la costruzione di una società più sicura ed equa – ha affermato il Rettore dell’Università di Trieste, Roberto Di Lenarda – il nostro ateneo, attraverso il progetto Quantum FVG e le sue evoluzioni future, ambisce a essere protagonista di questa trasformazione eccellendo nella didattica, ricerca e sviluppo tecnologico in questo filone strategico”. «La fisica quantistica – ha detto il Rettore dell’Università di Udine, Roberto Pinton – rappresenta oggi un’importante frontiera della conoscenza e le università della regione, con l’attivazione del collegamento quantistico tra Udine e Trieste, contribuiscono significativamente al progresso della ricerca in questo settore. L'esperienza sul campo maturata dai nostri tecnici e ricercatori fin dagli albori della rete Internet ha consentito di realizzare oggi un sistema basato su sofisticate tecnologie innovative che ci pone all’avanguardia a livello nazionale».“La Regione, con la legge di stabilità 2025, ha finanziato un progetto denominato EQUIP-FVG (Extended Quantum Infrastructure Project per il Friuli Venezia Giulia) per la realizzazione di una infrastruttura permanente in fibra ottica per la comunicazione sicura tramite tecnologia quantistica con utilizzi nell’ambito della logistica marittima, portuale e retroportuale. Questa sperimentazione, che rappresenta uno dei tasselli di una strategia più ampia in termini di cybersicurezza e competitività tecnologica, verrà estesa in futuro anche ad altre infrastrutture critiche e a livello transfrontaliero, portando importanti vantaggi in termini di sicurezza dell’intera piattaforma logistica regionale e confermando il Friuli Venezia Giulia all’avanguardia rispetto a temi che oggi assumono rilevanza strategica per il sistema Paese” – ha aggiunto Alessia Rosolen, Assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia.“Questo importante risultato è stato possibile soprattutto grazie agli investimenti della Regione che ha realizzato sul proprio territorio la Rete pubblica regionale (Rpr) – ha sottolineato l’Assessore regionale ai Sistemi informativi Sebastiano Callari - si tratta di una rete in fibra ottica che, con 1.600 km di dorsale e oltre 500 km di rete di accesso nelle città e nelle zone industriali, connette più di 1.300 sedi pubbliche. La nostra Amministrazione da anni sta lavorando al miglioramento e al potenziamento delle autostrade digitali che grazie alla comunicazione quantistica saranno in grado di supportare applicazioni critiche e intrinsecamente sicure tra i diversi nodi della rete regionale, a cominciare proprio dalle università”.Il collegamento quantistico tra i due atenei assicura sicurezza (consente di generare chiavi crittografiche in maniera ultra sicura per lo scambio criptato di documenti) e stabilità (il collegamento non è una semplice dimostrazione della tecnologia, ma una connessione stabile e persistente nel tempo orientata alla futura implementazione di un servizio operativo).UniTS e UniUD lavoreranno insieme per migliorarne le prestazioni e integrarlo nel contesto di un’infrastruttura classica come Internet. Per realizzare il collegamento è stato necessario sia acquisire gli apparati di comunicazione quantistica, sia ottenere la fibra ottica che collega i due atenei. L'acquisto degli apparati è stato reso possibile grazie al progetto Quantum FVG, sostenuto dall’Assessorato al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia di Regione FVG, mentre la fibra ottica è stata fornita grazie al supporto dell’Assessorato al Patrimonio, Demanio, Servizi Generali e Sistemi Informativi.Un ruolo fondamentale è stato svolto da LightNet, che si occuperà anche della gestione tecnica dell’infrastruttura. La realizzazione del collegamento quantistico si inserisce in un contesto più ampio.Regione FVG, tramite il progetto QuFree, ha stanziato ulteriori fondi per studiare la comunicazione quantistica in aria (l’equivalente dei ponti radio) anziché tramite fibra ottica, con l’obiettivo di mettere in sicurezza le comunicazioni tra destinatari non collegabili via fibra, come ad esempio le navi.E’ in fase di preparazione, infine, un progetto europeo per estendere il collegamento verso est, includendo la Slovenia.Nella foto: Un momento della presentazione del collegamento a UniTS Abstract Realizzato nell’ambito del progetto “Quantum FVG” finanziato dalla Regione, è il primo step di un’infrastruttura che vuole diventare modello per l’Italia e l’Europa Mostra nel diario Off Periodo di permanenza in Magazine Fri, 28/02/2025 - 12:00 - Mon, 24/03/2025 - 12:00 Fotogallery
UniTS aderisce a “M'illumino di Meno 2025” Read more about UniTS aderisce a “M'illumino di Meno 2025” Immagine milluminodimeno.jpg Data notizia Fri, 14/02/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Territorio e società Testo notizia L'Università di Trieste partecipa anche quest'anno a M'illumino di Meno, la Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, che si celebra il 16 febbraio. Per ribadire il proprio impegno, l’illuminazione della facciata esterna dell’Edificio A (Piazzale Europa 1) sarà ridotta di intensità a partire dal tramonto di venerdì 14 fino all’alba di lunedì 17.L'iniziativa, promossa da Caterpillar e Rai Radio2 dal 2005, ha ottenuto il riconoscimento ufficiale da parte del Parlamento italiano nel 2022 ed è diventata un'occasione per diffondere la cultura della sostenibilità ambientale e dell'uso responsabile delle risorse su tutto il territorio nazionale.La XXI edizione pone l’attenzione sull'impatto ambientale del fast fashion, un settore che negli ultimi anni è stato al centro di un crescente dibattito per il suo elevato consumo di risorse e per la produzione massiccia di rifiuti tessili. In risposta a queste problematiche, stanno emergendo numerose alternative sostenibili, come lo scambio di abiti (swap parties), l’upcycling e il mercato dell'usato.“Il ruolo del consumatore è cruciale in questo cambiamento – commenta Chiara Marinelli, dottoranda di ricerca in Economia Circolare al DEAMS – Giornate come 'M'illumino di Meno' sono fondamentali per sensibilizzare il pubblico riguardo l'impatto del fast fashion e le alternative sostenibili. Non basta solo parlarne, bisogna agire. Il consumatore deve essere consapevole che le sue scelte quotidiane hanno un impatto diretto sul nostro ambiente e che, per cambiare le cose, occorre un impegno da parte di tutti”. Importanti passi in avanti si stanno registrando nell’affrontare le problematiche legate a sostenibilità, impatto ambientale e trasparenza delle informazioni. Da un lato, le istituzioni stanno promuovendo iniziative legislative per regolare e incentivare pratiche più sostenibili. Dall'altro, il panorama tecnologico continua a sviluppare nuove soluzioni che potrebbero rivoluzionare il modo in cui produciamo, consumiamo e ricicliamo i prodotti tessili.“A livello normativo, l'Unione Europea sta portando avanti la sua strategia sul tessile, introducendo un ‘passaporto europeo’ per ogni articolo di abbigliamento, con l’obiettivo di garantire maggior trasparenza riguardo alla provenienza e alla sostenibilità dei capi e favorendo scelte di consumo più consapevoli. Nel contesto delle innovazioni tecnologiche, sempre più aziende stanno sviluppando soluzioni molto promettenti. Un esempio è Bio Fashion Tech, una startup con cui ho avuto il piacere di collaborare, che ha creato una tecnologia biomeccanica in grado di dissolvere i polimeri degli indumenti, trasformandoli in zuccheri utilizzabili in altri settori industriali, come quello farmaceutico”, conclude Marinelli. Nell’ambito di questa giornata, UniTS ricorda l’importanza di progetti locali come Sartoria Lister, cooperativa sociale che, dal 2009, si dedica al recupero e alla trasformazione di capi di abbigliamento e materiali dismessi, trasformandoli in accessori unici, come borse e zaini. Sartoria Lister ha collaborato con UniTS partendo da un’idea semplice: cosa fare degli striscioni in pvc che l’ateneo ha stampato in occasione delle varie edizioni della Notte dei Ricercatori e Trieste Next, depositati nei magazzini in attesa di smaltimento? Nasce così la linea di borse Mis-Mas, tutti pezzi unici e sostenibili. Le borse si possono acquistare nel Museo Nazionale dell’Antartide, nel Parco di San Giovanni, al n. 21 di via Weiss, vicino alla chiesa. Abstract L’edizione di quest’anno pone l’attenzione sull’impatto ambientale del fast fashion Mostra nel diario Off
Rischio mercurio nella Laguna di Marano e Grado: studio UniTS – ASUGI Read more about Rischio mercurio nella Laguna di Marano e Grado: studio UniTS – ASUGI Immagine WhatsApp Image 2025-02-13 at 09.08.21.jpeg Data notizia Thu, 13/02/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Testo notizia È stato appena pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Science of the Total Environment uno studio per rilevare i livelli di mercurio nei capelli di pescatori e lavoratori dell’indotto della pesca della laguna di Marano e Grado, una delle più grandi d’Europa. L’indagine è stata condotta da Luca Cegolon, della Struttura Complessa di Igiene e Medicina Preventiva - UniTS, in collaborazione con Giuseppe Mastrangelo, Università di Padova, dal gruppo di ricerca MercuRILab di UniTS, diretto da Stefano Covelli, e dall'Unità Clinica Operativa di Medicina del Lavoro - UniTS, diretta da Francesca Larese Filon.La laguna di Marano e Grado era stata individuata come Sito di Interesse Nazionale (SIN) a causa di una contaminazione plurisecolare da mercurio sotto forma di cinabro riversato dal fiume Isonzo, drenante il distretto minerario di Idria in Slovenia (secondo deposito naturale più grande al mondo dopo Almaden in Spagna), e in forma inorganica da scarichi industriali incontrollati. Nel settore orientale della laguna, in corrispondenza della foce dell’Isonzo, studi precedenti avevano rilevato concentrazioni di mercurio nei sedimenti fino a 11 mg/kg, che si riducevano progressivamente a 5 mg/kg nel settore centrale e 0.7 mg/kg nel settore occidentale. Mentre la contaminazione del settore orientale della laguna era prevalentemente attribuibile a mercurio di origine minerale proveniente dall’Isonzo, nei pressi della foce del fiume Aussa-Corno il mercurio rilevato presentava una componente significativa in forma inorganica, di origine industriale. L’indagine dell’Università di Trieste, condotta nei primi mesi del 2024 a Marano Lagunare, ha confrontato la concentrazione di mercurio nei capelli di 73 pescatori (32 di mare aperto, 30 di laguna e 11 misti) e 83 residenti locali lavoratori dell’indotto della pesca, con 93 residenti nel Bellunese (prevalentemente agricoltori o malgari). L’indagine si è concentrata su pescatori e lavoratori della pesca perché hanno inevitabilmente maggiore accesso e disponibilità al consumo di pesce rispetto alla popolazione generale. Residenti di un’area montuosa sono stati scelti come categoria di confronto per il motivo opposto. Il livello mediano di mercurio rilevato nei pescatori (2.56 mg/kg) e nei lavoratori dell’indotto della pesca (2.31 mg/kg) era significativamente superiore a quello degli agricoltori delle Dolomiti (0.58 mg/kg) e aumentava con il consumo di pesce locale, in particolare quello fresco, e in categorie come pescatori, venditori ittici o ristoratori.Sebbene questi valori siano leggermente superiori al limite (2 mg/kg) raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tali concentrazioni sono ancora ben inferiori a 11.5 mg/kg, il limite sotto cui non sono stati osservati finora effetti avversi sulla salute umana. La situazione attuale, quindi, si può considerare di relativo equilibrio e non pone controindicazioni al consumo di pesce della laguna che, comunque, veicola anche il selenio, elemento chimico con azione antagonista al mercurio.È raccomandabile tuttavia che donne in gravidanza e bambini in fase di crescita limitino il consumo di pesce fresco a non più di un pasto a settimana. Abstract L’indagine ha coinvolto pescatori e lavoratori del settore Mostra nel diario Off
Torna a Trieste FameLab 2025 Read more about Torna a Trieste FameLab 2025 Immagine FameLab2025.png Data notizia Wed, 12/02/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Studiare Ricerca Destinatari target Studenti iscritti Testo notizia Trieste torna ad essere il palcoscenico della comunicazione scientifica con le selezioni locali di FameLab 2025. La competizione, che sfida studenti, ricercatori e assegnisti a illustrare in soli tre minuti un argomento scientifico nel proprio ambito di studio, si svolgerà venerdì 4 aprile 2025, dalle 9 alle 13, nella Sala Luttazzi del Magazzino 26, Porto Vecchio.I partecipanti dovranno catturare l’attenzione di un pubblico non esperto senza l’ausilio di proiezioni o video, facendo affidamento solo sul proprio talento e, eventualmente, su oggetti di supporto che non richiedano allestimenti complessi. Ogni concorrente presenterà due interventi di tre minuti: uno in fase di preselezione e, in caso di passaggio, uno durante la selezione finale. Al termine della giornata, la giuria eleggerà i due vincitori che accederanno alle fasi successive del concorso.L’iniziativa prevede anche un incontro formativo gratuito, che si terrà il 24 marzo nel Polo Giovani Toti (Via del Castello 1, Trieste), dove il comunicatore scientifico Donato Ramani e l’attrice Daniela Gattorno offriranno consigli su struttura narrativa e performance scenica. Fasi successiveI vincitori della selezione locale saranno invitati a Perugia dal 13 al 15 giugno 2025 per partecipare alla FameLab Masterclass, un workshop intensivo in cui esperti internazionali li guideranno nell'affinamento delle loro abilità comunicative. Successivamente, i due concorrenti prenderanno parte alla finale nazionale, in programma il 27 settembre 2025, sempre a Perugia. Infine, il vincitore di FameLab Italia 2025 rappresenterà il Paese nella finalissima internazionale di fine novembre, dove si confronterà con talenti da tutto il mondo.RequisitiAlla competizione possono partecipare ricercatori o assegnisti di ricerca, professionisti nel settore ricerca e sviluppo (in possesso di laurea magistrale o a ciclo unico) e studenti di dottorato, specializzazione o master post-laurea, purché nati dopo il 1° gennaio 1990. I candidati possono provenire da ambiti STEM, medicina o materie umanistiche (ad es. antropologia, archeologia, economia, filosofia, geografia, giurisprudenza, linguistica, letteratura, psicologia, scienze politiche, sociologia, storia e storia dell’arte). Inoltre, è necessario non aver mai partecipato alla finale nazionale o alla masterclass in precedenti edizioni e non svolgere attività professionale nell’ambito della comunicazione scientifica, se non marginalmente.PremiIl primo classificato alla selezione locale si aggiudicherà un premio in denaro di 400 euro e avrà l’opportunità di partecipare alla finale nazionale e alla masterclass. In più, potrà assistere a un corso del Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” alla SISSA di Trieste. Anche il secondo classificato verrà premiato: riceverà 200 euro e accederà sia alla finale nazionale sia alla masterclass.IscrizioniLe iscrizioni, attraverso form online, sono aperte fino a giovedì 27 marzo 2025. Info su www.immaginarioscientifico.it; info@immaginarioscientifico.it. La selezione locale è organizzata da Immaginario Scientifico, Università di Trieste, Università di Udine, SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati e Comune di Trieste, nell’ambito del Protocollo d’intesa Trieste Città della Conoscenza. Abstract Le selezioni locali del talent show della comunicazione scientifica si svolgeranno venerdì 4 aprile 2025 Documenti allegati Document Regolamento Mostra nel diario Off
L’11 febbraio è la Giornata Internazionale delle Donne e Ragazze nella Scienza Read more about L’11 febbraio è la Giornata Internazionale delle Donne e Ragazze nella Scienza Immagine WhatsApp Image 2025-02-11 at 09.31.32.jpeg Data notizia Tue, 11/02/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Studenti iscritti Testo notizia La Giornata Mondiale delle Donne e Ragazze nella Scienza, proclamata dalle Nazioni Unite nel 2015 per l’11 febbraio, riconosce il loro ruolo cruciale nella comunità scientifica globale. La giornata mira a promuovere la piena ed equa partecipazione femminile nella scienza, superando barriere storiche e culturali che hanno spesso ostacolato l’accesso delle donne alle carriere STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Secondo recenti dati UNESCO, solo il 33% di chi svolge ricerca a livello mondiale è costituito da donne, con percentuali ancora più basse in settori chiave come l’intelligenza artificiale e la robotica. Inoltre, le donne hanno meno probabilità di ricevere finanziamenti per la ricerca o di occupare ruoli di leadership nelle istituzioni scientifiche. Secondo il report “SHE Figures” della Commissione Europea, le donne rappresentano solo il 24% delle posizioni apicali nelle università e nei centri di ricerca in Europa. Questo divario è ancora più marcato nel settore privato e nell’industria, dove le donne nei ruoli dirigenziali legati alla scienza e all’innovazione sono una minoranza. Promuovere la gender equality nella scienza non è solo una questione di giustizia sociale: significa valorizzare talenti e prospettive diverse, creando una scienza più inclusiva, innovativa e in grado di rispondere alle sfide globali in modo più efficace.Qualche dato UniTS (Fonte MUR)Gli iscritti al nostro ateneo sono in maggioranza donne, il 60%.Nell’area Engineering, manufacturing and constructions sono il 28%, nel settore Natural Sciences, mathematics and statistics raggiungono quasi il 50%.In entrambe le aree si registra una sensibile crescita della presenza femminile rispetto a dieci anni fa. Nella foto: Erica Salvato, ricercatrice in Automatica Abstract UniTS è rosa: il 60% degli iscritti è donna Mostra nel diario Off
Vittime delle foibe ed esodo giuliano-dalmata: UniTS celebra la Giornata del Ricordo Read more about Vittime delle foibe ed esodo giuliano-dalmata: UniTS celebra la Giornata del Ricordo Immagine Progetto senza titolo (3).png Data notizia Mon, 10/02/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Destinatari canale Ateneo Testo notizia “Ricordare i massacri delle foibe e il dramma dell'esodo istriano, fiumano e dalmata stimola una riflessione critica sui nazionalismi e sulle ideologie escludenti e violente che hanno lacerato l'Europa nel secolo scorso – sottolinea in occasione del Giorno del Ricordo Patrick Karlsen, Professore Associato di Storia Contemporanea a UniTS - la storia della frontiera adriatica è una storia tipicamente sovranazionale e rappresenta una specie di laboratorio della contemporaneità: conoscerla aiuta perciò a rafforzare la cittadinanza democratica e il senso di appartenenza alla comune casa europea, legami indispensabili per mantenere coese e solidali le nostre società".La ricorrenza fu istituita con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 con questa motivazione:“La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale Giorno del ricordo al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.Con la stessa legge fu istituito a Trieste il Museo della civiltà istriano-fiumano-dalmata e, a Roma, l'Archivio museo storico di Fiume. Ogni anno, durante le celebrazioni ufficiali, ai discendenti delle vittime che ne fanno richiesta vengono consegnati un'insegna metallica che reca la scritta “La Repubblica italiana ricorda” e un diploma a firma del Presidente della Repubblica. Abstract Il 10 febbraio la facciata dell’ateneo diventa tricolore Mostra nel diario Off
Attivo il nuovo Ambulatorio Multidisciplinare per la gestione del dolore cronico oro-facciale Read more about Attivo il nuovo Ambulatorio Multidisciplinare per la gestione del dolore cronico oro-facciale Immagine Progetto senza titolo (2).png Data notizia Thu, 06/02/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Testo notizia E’ attivo il nuovo ambulatorio multidisciplinare per la gestione del dolore cronico oro-facciale di diversa natura. L’innovativo servizio, frutto della collaborazione tra la ricerca di eccellenza svolta al Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche Chirurgiche e della Salute di UniTS e ASUGI, ha l’obiettivo di offrire un approccio integrato e altamente specializzato ai pazienti che soffrono di questa condizione debilitante.Il nuovo ambulatorio coinvolge la Struttura Complessa (SC) Clinica di Chirurgia Maxillo-Facciale e Odontostomatologia, diretta dal Prof. Roberto Di Lenarda, e la Struttura Complessa SC (UCO) Clinica Psichiatrica, diretta dal Prof. Umberto Albert. Il dolore cronico oro-facciale rappresenta una sfida diagnostica e terapeutica di rilievo, in particolare per la crescente richiesta da parte dell’utenza di una presa in carico efficace e coordinata. Questa forma di dolore, infatti, impatta fortemente sulla qualità di vita e sulla quotidianità di chi ne soffre. Per rispondere efficacemente a questa complessità, il nuovo ambulatorio si avvale di un team multidisciplinare di specialisti, tra cui odontoiatri con esperienza nell’ambito della medicina orale, e psichiatri, che lavorano in sinergia per garantire ai pazienti un percorso di cura personalizzato e completo.Il servizio è attivo nella Clinica di Chirurgia Maxillo-Facciale e Odontostomatologia (Ospedale Maggiore, Ambulatorio di Medicina e Patologia Orale, I piano, scala G, stanza n. 6) e accessibile su prenotazione tramite i canali istituzionali dell’Azienda Sanitaria. Per maggiori informazioni, i cittadini possono contattare il numero 040 3992102. Abstract Nato dalla collaborazione tra il Dipartimento Universitario clinico di Scienze Mediche Chirurgiche e della Salute UniTS e ASUGI Mostra nel diario Off
Perdita di diversità genetica: su Nature uno studio internazionale con la partecipazione di UniTS Read more about Perdita di diversità genetica: su Nature uno studio internazionale con la partecipazione di UniTS Immagine Sampling_29052024 (3).jpg Data notizia Wed, 05/02/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Territorio e società Testo notizia La perdita di diversità genetica espone molte specie ad un maggior rischio di estinzione, rendendole più vulnerabili di fronte ai cambiamenti in atto, ma la buona notizia è che possono essere realizzate efficaci strategie di contrasto del fenomeno e che tutti, nel nostro piccolo, possiamo contribuire a sostenerle.È quanto emerge da uno studio condotto da un team di 57 scienziati provenienti da 20 Paesi che ha analizzato oltre 80.000 articoli scientifici pubblicati negli ultimi trent’anni, sintetizzando le prove della perdita di diversità genetica in 628 specie (animali, piante, funghi e cromisti) presenti in ambienti terrestri e acquatici. I risultati dello studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature (leggi l’articolo), evidenziano come molte specie stiano subendo un preoccupante declino della loro variabilità genetica, un fattore cruciale per la loro resilienza e capacità di adattamento ai cambiamenti ambientali.Tra gli autori della ricerca figura anche Chiara Manfrin, zoologa e ricercatrice dell’Università di Trieste (Dipartimento di Scienze della Vita), che ha contribuito all'analisi della perdita di variabilità genetica nelle specie acquatiche. "Si è trattato di un lavoro meticoloso di raccolta dati e selezione degli studi che non soddisfacevano i requisiti minimi per il tipo di informazioni genetiche fornite, rendendoli inadatti all'inclusione nel dataset analizzato. Il mio contributo è stato quello di analizzare gli articoli selezionati attraverso una ricerca per parole chiave", spiega Manfrin. "Ogni autore - prosegue la ricercatrice del DSV - ha condiviso il proprio dataset, contribuendo alla raccolta globale dei dati genetici rilevanti per valutare la perdita di variabilità genetica. In particolare, mi sono occupata degli studi riguardanti la fauna acquatica".Lo studio ha rivelato che la riduzione della diversità genetica è più marcata nei contesti in cui le specie sono sottoposte a pressioni ambientali significative. La perdita di habitat, l’espansione delle aree urbane e dell’agricoltura intensiva, l’introduzione di nuove malattie, gli effetti di disastri naturali come incendi e inondazioni e le attività umane dirette, tra cui caccia e deforestazione, sono tra i principali fattori responsabili. Le popolazioni con una variabilità genetica ridotta risultano più vulnerabili e meno capaci di adattarsi alle nuove condizioni ambientali, aumentando così il rischio di estinzione a lungo termine.Tuttavia, la ricerca evidenzia anche come le strategie di conservazione possano non solo mitigare il fenomeno, ma persino contribuire a un recupero della diversità genetica. La protezione degli habitat naturali e la conservazione delle connessioni tra popolazioni permettono di mantenere scambi genetici tra gruppi diversi, rafforzandone la resilienza. Un ruolo importante è svolto anche dal ripopolamento mirato con individui provenienti da popolazioni geneticamente diverse, una strategia che ha già dato risultati positivi in numerosi progetti di conservazione. Il monitoraggio genetico attraverso l’uso di nuove tecnologie, come il sequenziamento del DNA e l’analisi avanzata dei dati, sta inoltre fornendo strumenti sempre più precisi per comprendere l’evoluzione della biodiversità e intervenire in modo mirato.Il lavoro sottolinea anche l’importanza di azioni quotidiane che possano contribuire alla tutela della diversità genetica. Proteggere la biodiversità significa anche intervenire a livello locale, ad esempio piantando specie autoctone nei giardini per favorire la connettività degli habitat e fornire risorse agli impollinatori, scegliendo varietà agricole tradizionali per mantenere una maggiore ricchezza genetica nel sistema alimentare o collaborando con gruppi di conservazione per proteggere le specie minacciate. Anche gesti apparentemente minimi, come evitare di trasportare accidentalmente piante, semi o terreno in nuove aree per ridurre la diffusione di parassiti e malattie, possono fare la differenza in un’ottica di tutela della biodiversità.Per una panoramica divulgativa dello studio, The Conversation ha pubblicato un approfondimento (leggi l’articolo) che spiega in modo chiaro i risultati della ricerca e le implicazioni per la conservazione della biodiversità. Abstract La zoologa Chiara Manfrin (DSV) nel team di scienziati di oltre 20 Paesi. La ricerca evidenzia cause e rischi, ma anche possibili soluzioni Mostra nel diario Off