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Presentato l'avanzamento dei lavori di restauro del "Castelletto"

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Presentato questa mattina l’avanzamento dei lavori di restauro di Villa Sevastopulo - conosciuta anche come il "Castelletto di Monte Valerio" - situata all’interno del comprensorio universitario di Trieste. Presenti Roberto Di Lenarda, Rettore dell’Università degli Studi di Trieste, e Massimo Paniccia, Presidente della Fondazione CRTrieste. Insieme a loro anche il Direttore dei lavori Paco Ferrante.

I lavori, iniziati nel 2023 e la cui conclusione è prevista entro la primavera 2026, prevedono il risanamento conservativo dell’edificio, l’adeguamento funzionale e impiantistico alle normative attuali e il recupero degli elementi decorativi di pregio. Il restauro in corso non rappresenta solo un atto di conservazione, ma anche un’opportunità concreta di valorizzazione culturale e didattica di un frammento importante del patrimonio storico di Trieste. Ogni elemento che si salva, ogni affresco che riaffiora, è una pagina che si riapre e torna a parlare alle future generazioni.

L’intervento su Villa Sevastopulo, non agibile dal 2010, consolida la collaborazione tra la Fondazione e l’Ateneo, già presente nei settori scientifico, medico e tecnologico, a dimostrazione di come la collaborazione tra enti possa generare valore culturale, sociale e formativo per l’intera comunità.

In questa occasione, è stata ripercorsa la stretta collaborazione tra la Fondazione e l’Università in previsione del passaggio di testimone che avverrà il 1° agosto prossimo tra Roberto Di Lenarda (in carica dal 2019) e Donata Vianelli, eletta prima rettrice lo scorso maggio. Tra il 2019 e il 2025, infatti, sono state messe a disposizione risorse per oltre € 11.500.000.

La Fondazione CRTrieste sostiene con convinzione i progetti nel settore dell’arte e dei beni culturali, nella consapevolezza che conservare la memoria storica significa arricchire il territorio e rafforzarne l’identità collettiva. In questa direzione si colloca il supporto offerto all’Università degli Studi di Trieste nell’importante intervento di restauro di questo edificio per il quale la Fondazione ha stanziato € 800.000, su complessivi € 5.000.000 circa.

Dettaglio intervento Castelletto

Il progetto nella sua completezza prevede il restauro e il risanamento conservativo dell’immobile, la realizzazione di opere di adeguamento funzionale, la bonifica dei materiali contenenti amianto, interventi per l’accessibilità, l’adeguamento alla normativa per la prevenzione incendi e l’inserimento di elementi accessori e di servizio, strutturali e impiantistico-tecnologici.

L’intervento specifico riguarda, in particolare, il piano terra e il primo piano, che sono interessati da opere di restauro relative ai soffitti, alle pareti affrescate e a quelle che presentano porzioni di dipinti murari, ai pavimenti in legno originale, quelli in graniglia originale/mosaico e alle lastre lapidee. Sono compresi i serramenti storici e le finiture di pregio degli esterni. 

 

Dettagli Villa Sevastopulo 

La villa, costruita nel 1862 su progetto dall’architetto Feliciano Vittori, si inserisce pienamente nello stile eclettico neogotico; uno stile molto diffuso nell’Europa della seconda metà dell’Ottocento, specialmente tra la borghesia emergente che voleva esprimere il proprio status attraverso edifici dal carattere nobile e colto, evocativi dell’aristocrazia medievale, ma con le comodità della vita moderna. 

Nata come residenza privata dell’imprenditore Angelo Valerio, industriale e patriota, si sviluppa su cinque livelli con una superficie coperta di circa 550 mq ed è connotata da una composizione asimmetrica che combina merlature, torri ottagonali, torrette, contrafforti, finestre ad arco a tutto sesto e forti spigoli, in una composizione dinamica e frastagliata. Gli archi rotondi e i fori ritmati confermano l’appartenenza al linguaggio neogotico con influssi lombardo-veneti.

Gli interni sono riccamente decorati; al piano nobile si trova un salone affrescato, con vedute paesaggistiche dipinte che raffigurano da un lato la città di Trieste e dall’altro il Monte Valerio con la villa e il suo parco, in perfetta sintonia con il gusto romantico per il paesaggio e la memoria storica. 

Acquistato nel 1962 dall’Università degli Studi di Trieste, ha ospitato gli Istituti Biologici della Facoltà di Scienze e Farmacia.

“Il rinnovato Castelletto sarà restituito al nostro Ateneo in tutta la sua originaria bellezza valorizzandone la storia e la funzionalità – ha sottolineato il Rettore, Roberto Di Lenarda – grazie anche al prezioso supporto della Fondazione CRTrieste, testimonianza degli stretti rapporti di UniTS con il territorio; il Campus di Piazzale Europa si riapproprierà di un gioiello di cui non solo la nostra comunità ma l'intera città potrà essere orgogliosa”.

“La Fondazione CRTrieste contribuisce con orgoglio alla rinascita di un luogo così carico di storia e bellezza. Questo intervento non è solo un restauro, ma un investimento nella conoscenza, nella cultura e nella formazione delle generazioni future. La collaborazione con l’Università degli Studi di Trieste dimostra come la sinergia tra istituzioni possa generare valore autentico per la comunità”, sono le parole del Presidente della Fondazione CRTrieste, Massimo Paniccia.

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La conclusione dei lavori di Villa Sevastopulo è prevista nella primavera del 2026
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A Sabrina Pricl il Premio franco-italiano 2025 della Société Chimique de France

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La Société Chimique de France ha annunciato l’assegnazione a Sabrina Pricl, docente di Ingegneria chimica dell’Università degli Studi di Trieste, del Premio franco-italiano 2025 “Stanislao Cannizzaro – Jacques Arnaudon Chemistry Lectureship Award”, riconoscendone i meriti scientifici nel campo della biochimica molecolare, all’interfaccia tra chimica sperimentale e computazionale, e sottolineandone i forti legami stabiliti con la comunità chimica francese.

Il premio è assegnato congiuntamente dalla Société Chimique de France, prestigiosa istituzione scientifica fondata nel 1857, e dalla Società Chimica Italiana, nell’ambito di un accordo bilaterale rinnovato lo scorso maggio a Parigi. L’obiettivo è quello di valorizzare ogni anno uno scienziato di spicco, italiano o francese, distintosi nella ricerca in ambito chimico. Al riconoscimento fa tradizionalmente seguito un ciclo di conferenze in Francia e in Italia, con il premiato in veste di relatore principale.

Sabrina Pricl è responsabile scientifica del Laboratorio di Biologia Molecolare e Nanotecnologie (MolBNL@UniTS) dell’Università di Trieste, dove coordina progetti di ricerca interdisciplinari in nanomedicina, finanziati da enti pubblici e privati a livello nazionale e internazionale. Le sue attività si concentrano sull’integrazione di tecniche sperimentali e di supercalcolo per lo studio delle interazioni proteina/proteina nelle terapie oncologiche, e sullo sviluppo di nanosistemi avanzati per il rilascio mirato di farmaci, proteine e acidi nucleici.

Autrice di oltre 200 pubblicazioni scientifiche su riviste peer-reviewed e promotrice di numerose attività di trasferimento tecnologico e divulgazione, la prof.ssa Pricl ha ricevuto nel 2020 il titolo di Eminente Scienziato dall’Università di Łódź (Polonia).

La cerimonia ufficiale di consegna del premio è prevista nel giugno 2026, durante il Congresso nazionale della Société Chimique de France a Bordeaux.

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La docente UniTS premiata per i suoi contributi nella biochimica molecolare e per la cooperazione scientifica con la comunità chimica francese
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L'Audace Sailing Team protagonista della SuMoth Challenge 2025 con il nuovo prototipo BAI – Flax Bandit

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Si è da poco conclusa, nelle acque del Lago di Garda, la settima edizione della SuMoth Challenge, competizione internazionale ospitata dalla Fraglia Vela Malcesine, che ha riunito i migliori team universitari al mondo nei settori dell’ingegneria navale, del design e della progettazione sostenibile di imbarcazioni a foil di nuova generazione.

Protagonista assoluto di questa edizione l’Audace Sailing Team dell’Università di Trieste, in gara con due imbarcazioni: il nuovo prototipo BAI – Flax Bandit, timonato da Leonardo Centuori, e la rinnovata BAI – Flying Lina, affidata a Zeno Tarlao. Entrambe sono il risultato di un intenso lavoro portato avanti nell’ultimo anno: la fase di progettazione è iniziata a ottobre 2024, seguita dalla costruzione vera e propria, avviata a febbraio.

In acqua, la squadra di UniTS si è distinta per prestazioni di altissimo livello, vincendo tutte le regate disputate e ottenendo il riconoscimento per la barca più performante della manifestazione. Nella classifica generale, l’Audace Sailing Team ha conquistato il secondo posto assoluto, superato soltanto dal team del Politecnico di Milano, che ha presentato un prototipo con finiture più raffinate, ma meno avanzato sul piano fluidodinamico.

Questo risultato rappresenta una forte spinta motivazionale per tutto il team, che guarda con fiducia allo sviluppo della prossima imbarcazione. Il progetto di BAI – Flax Bandit sarà mantenuto come base di lavoro, con l’obiettivo di migliorarne l’aspetto costruttivo e ottimizzare alcuni elementi progettuali, in particolare la struttura dello scafo e il profilo dei foil.

A conferma del valore tecnico raggiunto, il progetto ha ricevuto feedback estremamente positivi da aziende di riferimento nel settore nautico, che hanno riconosciuto la qualità ingegneristica e l’originalità delle soluzioni adottate. Un apprezzamento che rafforza ulteriormente la determinazione del gruppo a proseguire con entusiasmo nella prossima fase di sviluppo.

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Il team ha conquistato tutte le regate in programma ottenendo il riconoscimento per la barca più performante della competizione
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Turismo, lingue e sostenibilità: a Trieste una settimana europea con Transform4Europe

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Dal 7 all'11 luglio l'Università di Trieste si trasforma in un laboratorio internazionale di idee, lingue e culture. Per la prima volta l’Ateneo ospita due iniziative promosse nell’ambito dell’Alleanza universitaria Transform4Europe (T4EU): il First Festival of European Culture and Languages – Tourism and Heritage from the Border e la First T4EU Sustainable Heritage Student Competition.

Due appuntamenti diversi ma complementari, che mettono al centro i temi del turismo sostenibile, del patrimonio culturale e della memoria ambientale, coinvolgendo studenti e studentesse provenienti da tutte le università aderenti a T4EU in una settimana di laboratori, escursioni urbane, seminari e progetti condivisi.

Il Festival – pensato come Blended Intensive Programme – esplora il turismo culturale nei territori di confine con uno sguardo critico e partecipato, tra lezioni dinamiche, performance, workshop e percorsi non convenzionali per riscoprire la città e le sue molteplici stratificazioni linguistiche e storiche.

La Competition, realizzata in collaborazione con lo stakeholder GLAM “Museo della Bora” e l’Innovators Community Lab, è dedicata alla relazione tra patrimonio culturale, ambiente e consapevolezza generazionale. I partecipanti lavoreranno in gruppo per progettare nuove visioni dell’heritage ambientale, promuovendo un dialogo tra esperienze locali e sfide globali.

Una settimana europea, dunque, che prevede anche cinque eventi aperti alla cittadinanza, in lingua inglese e a ingresso libero, in cui la città diventa aula, spazio di confronto e ponte tra discipline, esperienze e generazioni. Un invito a guardare con occhi nuovi ciò che ci circonda, dentro e oltre i confini.

📎 Programma completo del Festival
📎 Programma completo della Competition

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Al via lunedì 7 luglio un Festival e una Competition con la partecipazione di studenti da tutte le università europee dell'Alleanza T4EU. Cinque eventi saranno aperti anche alla cittadinanza
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Al via la prima sessione dei Moduli Formativi Estivi con 700 studenti delle superiori

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È stata inaugurata oggi l'undicesima edizione dei Moduli Formativi Estivi, l'iniziativa di orientamento che l'Università di Trieste rivolge agli studenti delle classi terze e quarte delle scuole superiori.

Dalla salute mentale alla progettazione di spazi a misura d’uomo, dalla lettura del mondo in chiave di genere passando alla scoperta delle trasformazioni ingegneristiche, dai misteri del calcolo matriciale alle analisi biomediche, fino alle proiezioni dell’economia globale e a come si tratteggiano i racconti biografici e autobiografici: sono alcuni dei temi proposti nei 17 moduli che costituiscono la ricca offerta formativa di questa prima sessione.

I Moduli Formati Estivi consentono agli studenti delle scuole superiori di vivere un’esperienza intensiva di vita accademica, per esplorare i propri interessi e compiere in futuro una scelta universitaria più consapevole. La frequenza ai moduli può inoltre essere riconosciuta come attività PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) dalle scuole di provenienza.

L’iniziativa conferma l’alta partecipazione registrata lo scorso anno, con 700 studenti iscritti, e un’attrattività che supera i confini regionali. I partecipanti, infatti, oltre che dal Friuli Venezia Giulia, arrivano da Veneto (Treviso, Venezia, Belluno), Lombardia (Milano, Bergamo), Emilia-Romagna (Bologna), Toscana (Firenze, Grosseto) e anche da regioni più lontane, come Puglia (Bari) e Calabria (Cosenza, Crotone, Reggio Calabria), oltre che dall’estero, con alcune presenze internazionali.

I Moduli Formativi Estivi proseguiranno per tutta la settimana. La seconda sessione è prevista a settembre, prima dell’inizio dell’anno scolastico.

Tra le iniziative estive di Orientamento, è nuovamente possibile effettuare visite al Campus di p.le Europa con la guida degli studenti tutor. Si tratta di un'iniziativa che consente a chi sta maturando la scelta di iscriversi all'Università di Trieste di acquisire informazioni utili e di vedere il contesto, gli spazi e le strutture di cui l'Ateneo dispone. Per partecipare a una visita guidata è necessaria la prenotazione.  

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L'undicesima edizione dell'iniziativa di orientamento è caratterizzata da un'offerta di 17 diversi moduli formativi
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Pierroberto Folgiero riceve la Laurea ad honorem dall’Università di Trieste

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L’università degli Studi di Trieste ha conferito la Laurea Magistrale honoris causa in Ingegneria Navale a Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri.

Questa la motivazione: “Per la visione industriale e strategica con cui ha guidato l’evoluzione della cantieristica navale nella dimensione subacquea e di superficie verso un modello di eccellenza tecnologica, digitale e sostenibile, dando sprone ad innovazioni rilevanti nei campi della transizione energetica, dell’integrazione di sistema e dell’intelligenza artificiale, favorendo con lungimiranza sinergie tra ricerca, industria e formazione”. 

La cerimonia si è aperta con i saluti del Rettore dell’Università degli Studi di Trieste, Roberto Di Lenarda, seguiti dalla lettura della motivazione da parte di Paolo Gallina, Direttore del Dipartimento di Ingegneria e Architettura. La Laudatio è stata affidata ad Alberto Marinò, Ordinario di Costruzioni e Impianti Navali.

Tema della Lectio Magistralis di Pierroberto Folgiero è stato “L’innovazione cantierabile”.

Il titolo onorifico è stato assegnato all’AD e DG di Fincantieri a riconoscimento dei suoi meriti eccezionali in ambito professionale, dei suoi valori e delle sue competenze: Folgiero, ha attraversato con intelligenza e lungimiranza alcuni tra i settori più strategici dell’economia nazionale: energia, telecomunicazioni, trasporti, industria pesante. In ogni tappa, la sua visione d’insieme ha saputo non solo interpretare i cambiamenti, ma spesso li ha anticipati. 

PROFILO DI PIERROBERTO FOLGIERO

Da venticinque anni riveste ruoli apicali per gruppi internazionali dell’industria e dei servizi dedicandosi alla strategia e allo sviluppo aziendale. In Wind, tra il 2000 e il 2008, ha contribuito alla creazione delle infrastrutture delle telecomunicazioni sia fisse che mobili in Italia e all’estero, oltre alla definizione di un modello di Tower Company che successivamente ha rappresentato un nuovo standard del settore. Ha continuato la sua carriera in Tirrenia di Navigazione, contribuendo alla ristrutturazione e alla privatizzazione della società che ha portato alla liberalizzazione del settore del cabotaggio del Paese.

Nel 2010 entra in Gruppo Maire Tecnimont, diventandone Amministratore delegato e Direttore generale nel 2013. Per un decennio ha promosso con attività imprenditoriali il Made in Italy nel mondo, conducendo il rilancio di un’azienda quotata storica del Paese nel settore della chimica erede della Montecatini-Montedison fino a trasformarla in un campione internazionale nella transizione energetica, nell’idrogeno e nell’economia circolare. 

Nel 2022 viene nominato Amministratore delegato e Direttore Generale del Gruppo Fincantieri, leader globale nella cantieristica navale ad alta complessità, con 20.000 dipendenti diretti e 18 cantieri in quattro continenti. Intraprende un percorso di trasformazione dell’azienda focalizzato sull’evoluzione del business sulla base dei macrotrend della rivoluzione digitale, verde e demografica in corso, e verso le adiacenze del core business più promettenti, come la subacquea. Convinto sostenitore di un approccio di open innovation e di osmosi tra settori, è coinvolto in programmi di analisi e selezione di start up, con grande focus nello sviluppo di idee innovative, nuovi modelli di business e nella promozione di giovani talenti. 

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Il titolo conferito all’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri è in Ingegneria Navale
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L'ICLab in visita al quartier generale del Gruppo Marcegaglia

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Una full‑immersion nella cultura d’impresa e nell'innovazione industriale: gli studenti e le studentesse dell'Innovators Community Lab dell’Università di Trieste sono stati protagonisti della visita al quartier generale del Gruppo Marcegaglia a Gazoldo degli Ippoliti (Mantova).

Ad accogliere il gruppo sono stati Emma Marcegaglia, Chair & CEO di Marcegaglia Holding e presidente di Confindustria dal 2008 al 2012, e Antonio Marcegaglia, Presidente e CEO di Marcegaglia Steel, che hanno raccontato la storia dell’azienda nata come impresa famigliare e cresciuta fino a diventare uno dei principali gruppi industriali europei nel settore dell’acciaio.

Durante l’incontro, gli ICLabbers hanno avuto l’occasione di confrontarsi direttamente con i due vertici aziendali su temi chiave come la trasformazione del modello di business, le relazioni con fornitori e investitori, la gestione delle criticità, la sostenibilità ambientale ed economica dei progetti green.

Uno dei momenti più significativi è stata la visita a Casa Marcegaglia, il museo aziendale inaugurato nel 2023 e dedicato alla storia, ai valori e alla visione della famiglia di imprenditori. Qui, una suggestiva installazione digitale dà voce allo stesso Steno Marcegaglia, fondatore dell'azienda, che racconta le sue umili origini e l’ascesa nel mondo industriale.

Il museo ha offerto agli studenti UniTS un’esperienza immersiva, dove l’arte e la tradizione industriale si intrecciano con l’idea del fare impresa come bene comune, in un racconto che, attraverso la tecnologia, unisce identità, memoria e responsabilità sociale.

La visita si è conclusa con il tour dello stabilimento storico di Gazoldo degli Ippoliti, dove lavorano oltre 1.700 persone e che rappresenta ancora oggi un simbolo forte del radicamento territoriale del Gruppo.

L’iniziativa si inserisce all’interno del percorso formativo dell’Innovators Community Lab, che in questa edizione ha intensificato le occasioni di role modeling, per offrire agli studenti esempi, esperienze e contatti utili a comprendere le dinamiche dell’innovazione, dell’impresa e del lavoro, attraverso il confronto diretto con i protagonisti del sistema produttivo.

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Gli studenti UniTS hanno incontrato i vertici aziendali per conoscere la storia dell'azienda e il suo modello di innovazione
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Online “Italy in Antarctica”, la mostra sul contributo italiano alla ricerca nel continente bianco

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È online la mostra virtuale “Italy in Antarctica”, realizzata in occasione della 46ª Riunione consultiva del Trattato Antartico (ATCM XLVI) e del 26° Meeting del Comitato per la protezione dell’ambiente (CEP XXVI), ospitati a Milano per l’edizione 2025.

La mostra racconta la presenza scientifica italiana in Antartide, evidenziando le infrastrutture operative, il modello di governance del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA) e il ruolo strategico dell’Italia nella cooperazione internazionale sul continente.

Tra i protagonisti del progetto anche il Museo Nazionale dell’Antartide, di cui l’Università di Trieste è una delle sedi espositive assieme agli Atenei di Genova e Siena. Il Museo rappresenta un punto di riferimento nazionale per la valorizzazione e la diffusione della conoscenza scientifica sull’Antartide.

L’iniziativa offre un’importante occasione di divulgazione dei risultati delle ricerche condotte nel continente bianco, con particolare attenzione a:

  • protezione ambientale e gestione delle ASPAs (Antarctic Specially Protected Areas);
  • studi sull’Area Marina Protetta nel Mare di Ross;
  • ricerche sull’ecosistema e sul cambiamento climatico;
  • monitoraggio degli inquinanti;
  • risultati delle perforazioni nei ghiacci antartici.

La mostra è accessibile tramite link diretto oppure inquadrando il QR code in allegato.

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UniTS coinvolta nell’esposizione virtuale attraverso il Museo Nazionale dell’Antartide, di cui è sede insieme agli Atenei di Genova e Siena
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Tumore del fegato: UniTS tra i promotori di un protocollo operativo con FIF, LILT e ASUGI

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L’Università di Trieste rafforza il proprio impegno nella ricerca e nella formazione nell’ambito della lotta al tumore primitivo del fegato, una delle principali cause di mortalità oncologica a livello mondiale. Insieme alla Fondazione Italiana Fegato ONLUS (FIF), alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – Associazione Provinciale di Trieste (LILT) e all’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI), l’Ateneo triestino si avvia a definire un protocollo operativo per la costituzione di gruppi di lavoro tematici condivisi.

L’intesa è stata annunciata nel corso di un seminario multidisciplinare svoltosi nella sede della FIF a Trieste, parte del progetto dedicato al carcinoma epatocellulare (HCC). L’evento ha visto la partecipazione di ricercatori, clinici e studenti, con l’obiettivo di favorire un approccio integrato alla prevenzione, diagnosi e cura dell’HCC.

La prof.ssa Saveria Lory Crocè, docente di Gastroenterologia all'Università di Trieste e direttrice della SC (UCO) Clinica Patologie del Fegato, è intervenuta per sottolineare l’importanza dell’innovazione tecnologica nella lotta al tumore epatico: “Nell’attuale panorama diagnostico-clinico si ha una lacuna di marker bioumorali e clinici standardizzati per la diagnosi precoce di epatocarcinoma, ove sicuramente un ruolo fondamentale sarà ricoperto da nuovi strumenti basati sull’intelligenza artificiale che rappresenta un importante filone di ricerca della nostra Università”.

“Nel corso della giornata” – aggiunge il Direttore scientifico della Fondazione Italiana Fegato, Claudio Tiribelli – “è stata ribadita l’importanza della prevenzione primaria e secondaria, della diagnosi precoce e di una presa in carico multidisciplinare del paziente, nonché la necessità di investire nella formazione e nella divulgazione scientifica per aumentare la consapevolezza pubblica sulle malattie epatiche croniche. L’incontro si è concluso con un messaggio chiaro: solo unendo competenze, risorse e visioni sarà possibile migliorare la prevenzione e la cura del cancro al fegato, a beneficio dei pazienti e della comunità”.

Il protocollo operativo tra UniTS, FIF, LILT e ASUGI costituirà un importante passo avanti verso una collaborazione strutturata, fondata su progetti congiunti di ricerca scientifica, formazione accademica e iniziative di salute pubblica, a servizio del territorio e della comunità scientifica.

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Formazione, ricerca e intelligenza artificiale al centro di un’azione congiunta per contrastare il carcinoma epatocellulare
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UniTS ricorda Mario Fiorentini

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A circa un mese dal compimento del 71esimo anno di età – era nato a Livorno il 24 maggio 1954 – ci ha lasciato Mario Fiorentini, professore di Diritto romano e fondamenti del diritto europeo presso il Dipartimento IUSLIT dell’Università di Trieste.

Dopo la laurea in Giurisprudenza, conseguita con lode nel 1981 all’Università Statale di Pisa, partecipa al primo ciclo di Dottorato di Ricerca in Diritto Romano e diritti dell’Oriente mediterraneo (Università di Roma La Sapienza, 1983-1986), approfondendo il tema dei culti gentilizi, oggetto poi della sua prima monografia (1988). Nel 1991 vince il concorso per ricercatore presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tor Vergata, dove rimane fino al 1996, anno in cui ottiene il trasferimento a Trieste, Ateneo nel quale viene chiamato come professore associato nei primi anni duemila, dopo la pubblicazione di ‘Fiumi e mari nell’esperienza giuridica romana’ (2003).

Da tempo afflitto da una lacerante malattia, ha continuato a studiare fino all’ultimo, animato da una invincibile passione per l’antichità, di cui era profondo conoscitore, capace di spaziare dagli aspetti più propriamente giuridici a quelli archeologici, letterari e storici. Negli ultimi dieci anni la sua attività di ricerca si è intensificata, consentendogli di pubblicare numerosi e raffinati saggi, nonché due corpose monografie: ‘Il giurista e l’eretico’, nel 2016, e ‘Natura e diritto nell’esperienza romana’, nel 2022.

I colleghi lo ricordano cortese con tutti e pronto alla battuta arguta; seduto nel suo studio, chino sul computer, dalla tarda mattinata alla sera; la porta sempre aperta per accogliere gli studenti, cui era legato da un rapporto di dedizione assoluta e di sincero affetto, ricambiato, come si evince da una pagina Facebook a lui dedicata: ‘Quelli che amano il Prof. Fiorentini’.

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L’Ateneo saluta l'insigne romanista e figura di riferimento per generazioni di studenti
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