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UniTS ospita la Summer School internazionale su sostenibilità e digitalizzazione nella Blue Economy

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L'Università di Trieste ospita la seconda edizione della Summer School internazionale "Sustainability and Digitalization in the Blue Economy", promossa dall'Ateneo giuliano nell’ambito dei progetti iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem (finanziato dal PNRR – NextGenerationEU) e Interreg Italia–Croazia MareSkill

L’iniziativa vede coinvolti i Dipartimenti di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche “Bruno de Finetti” (DEAMS), di Ingegneria e Architettura (DIA) e di Matematica, Informatica e Geoscienze (MIGe) ed è svolta con il supporto di OGS – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale.

La Summer School, che si svolge interamente in lingua inglese, accoglie 28 partecipanti tra studenti e studentesse magistrali e di dottorato provenienti da Iran, Croazia, Serbia, Pakistan, Ghana, Nepal, Bangladesh, Indonesia, Marocco, Moldavia e Italia. L’iniziativa offre una formazione multidisciplinare sui temi della sostenibilità e della digitalizzazione applicate alla Blue Economy, con particolare attenzione ai sistemi portuali, alla cantieristica, al trasporto marittimo e alla gestione delle risorse marine.

Il programma prevede lezioni frontali, laboratori, attività di gruppo e una serie di visite aziendali e tecniche al Porto di Trieste, al cantiere nautico Groupe Beneteau Italia e al cantiere navale di Fincantieri SpA a Monfalcone, al sistema idrico di San Giovanni di Duino e all’impianto di depurazione gestito da AcegasApsAmga.

Le visite offrono ai partecipanti l’opportunità di conoscere le tecnologie, i processi e le strategie sostenibili adottate da centri industriali e infrastrutturali della Blue Economy che rappresentano eccellenze internazionali.

Le sessioni didattiche coinvolgono docenti ed esperti dell’Università di Trieste e dell’OGS sui temi dell’evoluzione digitale nella progettazione navale, l’intermodalità nei porti, la decarbonizzazione nel trasporto marittimo, i Digital Twin marini e l’intelligenza artificiale applicata alla Blue Economy. La settimana si concluderà con un workshop progettuale, durante il quale i partecipanti presenteranno idee innovative ispirate ai contenuti affrontati.

L'iniziativa rappresenta quindi un esempio concreto di cooperazione internazionale, rafforzamento dei network, multidisciplinarietà e connessione tra mondo accademico, industria e istituzioni, alla base del progetto iNEST.

La Summer School INEST è finanziata dal Piano Nazionale per la Ripresa e Resilienza (PNRR) Missione 4 Componente 2 Investimento 1.5. Creazione e rafforzamento di "Ecosistemi dell’innovazione per la sostenibilità” progetto “iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem”, Attività trasversali CC4 Cross-Cutting Activity CC4 “Education & Lifelong Learning” - CUP J43C22000320006 – Finanziato dall’Unione Europea, NextGenerationEU.

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Iniziativa all'interno dei progetti iNEST e MareSkill che vede coinvolti DEAMS, DIA e MIGe. Partecipano studenti di magistrale e di dottorato provenienti da Europa, Asia e Africa
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Firmata convenzione di quattro anni con l’Associazione culturale “Mattador”

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L’Università di Trieste ha firmato una Convenzione Quadro di quattro anni con l'Associazione “Mattador” per acquisire, conservare e valorizzare i prodotti culturali nati dai suoi primi 15 anni di attività in ambito audiovisivo e creativo

Ideatrice del "Premio Internazionale per la Sceneggiatura Mattador dedicato a Matteo Caenazzo" rivolto a giovani sceneggiatori, registi, concept designer tra i 16 e i 30 anni d'età, italiani e stranieri, questa realtà triestina ha acquisito negli anni fama e prestigio internazionali. 

L'Università di Trieste, attraverso il Sistema Museale d'Ateneo (smaTs) acquisirà gradualmente le sceneggiature, i cortometraggi, i video di back stage e i libri pubblicati curandone il restauro, la conservazione, la digitalizzazione e la valorizzazione. Sarà costituito un fondo multimediale dedicato, il Fondo “Matteo Caenazzo e Premio Mattador”, che sarà la base per la promozione di attività culturali, di Impegno Pubblico e Sociale e Terza Missione per coinvolgere il mondo giovanile e l'università nel settore audiovisivo e creativo.

L'Associazione Culturale Mattador ha premiato nel corso della sua attività oltre 130 giovani autori, di cui l’80% ha trovato impiego nel settore cinematografico, ha erogato oltre 80 borse di studio e organizzato 15 Premi d’Artista.

L’iniziativa è dedicata a Matteo Caenazzo, giovane artista triestino dal talento eclettico, diplomato in decorazione pittorica al Liceo artistico della sua città e laureato ad honorem in cinema all’Università Ca’ Foscari di Venezia, che si esprimeva attraverso la pittura, la fotografia, il video e la scrittura, per poi approdare alla sceneggiatura. Un sogno artistico e professionale interrotto bruscamente dalla sua scomparsa prematura a soli 23 anni. 

Stimolando la creatività, la ricerca e la divulgazione nel settore audiovisivo l'Università di Trieste offrirà il suo contributo affinché nuovi talenti giovanili possano fiorire sulle orme della poetica e delle passioni di Matteo.

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UniTS costituirà il Fondo “Matteo Caenazzo e Premio Mattador” per coinvolgere i giovani nel settore audiovisivo e creativo
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“Messa alla prova”: firmato accordo quinquennale tra UniTS e Tribunale di Trieste

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E’ stato firmato oggi tra l’Università e il Tribunale di Trieste un accordo quinquennale per consentire a due persone sottoposte alla "Messa alla prova" di svolgere attività di pubblica utilità nell'Ateneo triestino.

La "messa alla prova" è un istituto giuridico che consente all’imputato, in determinati casi, un'alternativa al processo superando un periodo di prova la cui durata è stabilita dal giudice, attraverso l'assunzione di impegni di riparazione del danno causato con la commissione del reato, tra cui quello di mettere a disposizione tempo e competenze gratuitamente a favore della comunità attraverso lavori di pubblica utilità.

La messa alla prova è una di quelle misure che rientrano tra le cosiddette misure di comunità che in Italia e in Europa hanno dimostrato di abbassare la recidiva realizzando dei percorsi di giustizia per persone imputate e condannate che favoriscono una socializzazione nella legalità e una responsabilizzazione nei confronti delle vittime e della comunità. 

Le attività concordate con UniTS saranno svolte a titolo gratuito in una delle sedi universitarie e comprendono servizi di portierato, supporto al personale e all’attività amministrativa, cura del verde e pulizia delle aree esterne, piccola manutenzione, custodia delle biblioteche, delle aree interne e prestazioni per la fruibilità e la tutela del patrimonio culturale e archivistico. Prevista anche l’accoglienza e il supporto agli utenti dell’ateneo nonchè nella preparazione di eventi. Oltre a queste, gli interessati potranno offrire altre attività in linea con proprie specifiche competenze.

Sono intervenuti alla firma dell’accordo il Rettore dell’Università di Trieste, Roberto Di Lenarda, e il Presidente del Tribunale di Trieste, Igor Maria Rifiorati.

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Ogni anno, due persone selezionate svolgeranno servizi di pubblica utilità in Ateneo
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Partito il trial europeo MammoWave

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Partito all’Ospedale di Cattinara il trial europeo MammoWave che prevede l’utilizzo di una nuova tecnologia per lo studio della mammella basata sull’uso di microonde non ionizzanti. Obiettivo dello studio è valutare l’efficacia di questo sistema innovativo nello screening per il tumore al seno.

Lo studio coinvolge donne asintomatiche in fascia screening tra i 45 e i 74 anni che abbiano effettuato una mammografia negli ultimi 30 giorni oppure abbiano un esame mammografico programmato.

La partecipazione è gratuita e volontaria.

L’esame viene effettuato presso la SC (UCO) Radiologia Diagnostica e Interventistica dell’Ospedale di Cattinara diretta da Maria Assunta Cova, nell’ambulatorio dedicato allo studio MammoWave.

Il centro è tra i 10 selezionati a livello europeo per partecipare al trial clinico internazionale che coinvolgerà oltre 10.000 donne in 5 Paesi. 

Cos’è MammoWave?

MammoWave è un dispositivo medico che utilizza microonde a bassissima potenza per creare una mappa del tessuto mammario, senza necessità di compressione o liquidi di contrasto. 

L'esame è rapido, sicuro e non invasivo.

Grazie a un software avanzato con algoritmi di intelligenza artificiale, il sistema è in grado di individuare eventuali alterazioni nel tessuto, classificandole come “con sospetto” o “senza sospetto”.

Un passo avanti nella prevenzione

Partecipare allo studio significa contribuire attivamente alla ricerca di nuove modalità di diagnosi precoce del tumore al seno, più accessibili, sicure e ripetibili nel tempo.

Dove e come partecipare

La partecipazione prevede:

- un breve colloquio di idoneità;

- l’esecuzione dell’esame (circa 15 minuti);

- nessun impiego di radiazioni ionizzanti né compressione del seno.

Per informazioni:

Tel. 0403994862; mammowavetrieste@gmail.com

oppure direttamente presso la SS Diagnostica Senologica dell’Ospedale di Cattinara, - 2° piano – Radiologia

 

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Maria Assunta Cova è Direttrice della Struttura Complessa di Radiologia Diagnostica e Interventistica di ASUGI che coordina la sperimentazione all’Ospedale di Cattinara
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Classifica Università Censis (edizione 2025-26): UniTS al 5° posto tra gli atenei di medie dimensioni

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UniTS guadagna due posizioni nella classifica Censis delle Università italiane edizione 2025-26 (riferita ai dati dell’a.a. 2024/2025) posizionandosi al 5° posto tra gli atenei di medie dimensioni (tra 10.000 e 20.000 iscritti).

In particolare, l’Università di Trieste migliora la sua valutazione per l’occupabilità dei suoi laureati e per la qualità delle strutture. Stabili le voci sui servizi e l’internazionalizzazione.

Dall’analisi di scenario diffusa da Censis emerge una generale tendenza all’aumento delle immatricolazioni che si colloca ad un + 5,3% rispetto a marzo 2024. 

Il trend non è però distribuito in egual misura nelle diverse aree geografiche del Paese: sono gli atenei delle regioni centrali a registrare l’aumento più alto, cresciuti del 14%, seguiti dagli atenei del Sud (+6,1%). Nel Nord, invece, l’ampliamento della platea universitaria è sensibilmente più ridotto: +2% di nuovi iscritti negli atenei del Nord-Est e -0,9% in quelli del Nord-Ovest.

UniTS è in controtendenza con un + 15% registrato a novembre 2024 e un ottimo + 40% rispetto al pre pandemia (2019/20).

La classifica Censis dedicata al mondo universitario, pur non esaustiva nella valutazione complessiva degli atenei, è un’articolata analisi del sistema universitario basata sulla valutazione degli atenei (statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensioni) relativamente a alcuni elementi rilevanti strutture disponibili, servizi erogati, borse di studio e altri interventi in favore degli studenti, livello di internazionalizzazione, comunicazione e servizi digitali, occupabilità. A questa classifica si aggiunge il ranking dei raggruppamenti di classi di laurea triennali, dei corsi a ciclo unico e delle lauree magistrali biennali secondo la progressione di carriera degli studenti e i rapporti internazionali. Complessivamente si tratta di 70 graduatorie, a partire da una batteria di 962 variabili considerate, che possono aiutare i giovani e le loro famiglie a individuare con consapevolezza il percorso di formazione.

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Guadagnate due posizioni rispetto allo scorso anno
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Matteo Parenzan trionfa nel Para Showcase di Las Vegas

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Matteo Parenzan, studente UniTS e campione paralimpico di ping pong, aggiunge un’altra perla al suo straordinario percorso sportivo, vincendo il Para Showcase di Las Vegas, torneo a invito che ha riunito i migliori otto atleti al mondo nella classe 6 di tennistavolo paralimpico. 

Un successo pieno, senza sbavature, costruito con cinque vittorie in altrettanti incontri, coronato da una finale perfetta contro lo statunitense Ian Seidenfeld, sconfitto 3-0.

Il trionfo nella luccicante Orleans Arena ha confermato il talento, ma soprattutto la solidità mentale del giovane campione triestino, che ha gestito il torneo e in particolare la finale con grande lucidità. «È stata dura mentalmente – ha raccontato – ma sono riuscito a restare concentrato e a disinnescare il gioco del mio avversario. Questo successo, anche se non assegna punti per la classifica, mi dà fiducia perché mi sono confrontato con tutti i giocatori più forti e tutti avevano grandi motivazioni».

A 22 anni, Parenzan ha già vinto tutto e sarà chiamato a confermarsi: dopo essere stato campione del mondo a Granada nel 2022, campione europeo a Sheffield nel 2023 e oro paralimpico a Parigi 2024, oggi difende un ruolo da protagonista assoluto della scena internazionale. Ma è nella determinazione quotidiana e nella volontà di migliorarsi che continua a costruire il proprio percorso.

Studente di Scienze Politiche e dell’Amministrazione all’Università di Trieste, Matteo incarna un modello della dual career studente-atleta di cui essere orgogliosi: dedicando la stessa cura, concentrazione e passione sia alle competizioni sportive che al percorso universitario. A Las Vegas, come a Parigi, come in piazzale Europa.

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Lo studente di UniTS, campione paralimpico di ping pong, conquista un torneo vetrina che lo ha visto nuovamente superare i migliori atleti della sua disciplina
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Sarà azzurro UniTS ai World University Games

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Piazzale Europa si tinge di azzurro: saranno sette gli studenti-atleti dell'Università di Trieste che rappresenteranno l’Italia ai prossimi FISU World University Games, in programma dal 16 al 27 luglio nella regione tedesca del Reno-Ruhr. 

La massima competizione internazionale dedicata allo sport universitario, erede delle storiche Universiadi, vedrà una delle delegazioni azzurre più numerose di sempre con 219 atleti in arrivo da 57 università, per competere in 15 discipline.

UniTS contribuirà con Ilaria Corazza (Scienze politiche e dell’Amministrazione), già vincitrice di un oro e un argento a Chengdu nel 2023, che sarà in gara nel canottaggio singolo, mentre Tommaso Vianello (Strategia, consulenza e logistica aziendale) scenderà in acqua nel 4 di coppia misto. Il Setterosa punterà sulle reti delle orchette della Pallanuoto Trieste Giorgia Klatowski (Giurisprudenza), Emma De March (Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e la Natura) e Guya Zizza (Scienze e Tecniche Psicologiche). Nel tiro con l’arco specialità compound, saliranno in pedana Elisa Bazzichetto (Scienze e Tecniche Biologiche) ed Antonio Brunello (Ingegneria Navale).

Le gare si svolgeranno in sei città, tra cui Bochum, Duisburg ed Essen, con l’Italia decisa a confermare il proprio ruolo da protagonista nello sport universitario mondiale, dopo il quarto posto nel medagliere della precedente edizione.

La partecipazione ai World University Games rappresenta per tanti studenti un'esperienza il coronamento di un percorso che unisce impegno accademico e ambizione sportiva, sullo sfondo di una vera e propria Olimpiade universitaria

L'Università di Trieste, che sostiene con grande convinzione la dual career dei suoi studenti-atleti, mettendo in campo forme di supporto che permettano la conciliazione tra le esigenze dell’agonismo con quelle della formazione universitaria, si prepara a vivere con grande partecipazione l'avventura dei "magnifici 7" agli imminenti World University Games.

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Sette studenti-atleti saranno in gara alle Universiadi in programma in Germania dal 16 al 27 luglio
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Il carbonio nero e il microbioma marino: uno studio UniTS su Environmental Science and Pollution Research

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Un nuovo studio internazionale, coordinato da Francesca Malfatti, professoressa di Microbiologia al Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, rivela come il black carbon – noto anche come “carbonio nero” – possa influenzare in modo significativo le comunità microbiche dell’ambiente marino, con implicazioni importanti per il ciclo globale del carbonio e per il funzionamento degli ecosistemi oceanici. La ricerca, pubblicata sulla rivista Environmental Science and Pollution Research, si è avvalsa della collaborazione di un team che ha compreso ricercatori della Sezione di Oceanografia dell’OGS, di Elettra e di diversi enti di ricerca francesi e austriaci.

Il black carbon, al centro dello studio, è un residuo derivante dalla combustione incompleta di combustibili fossili, legna, biomasse o biocarburanti. Rappresenta una frazione importante del particolato atmosferico e può raggiungere l’oceano tramite pioggia, vento o deflusso dei fiumi. Per la sua capacità di assorbire calore, contribuisce anche al riscaldamento globale.

Attraverso esperimenti svolti nel Mar Ligure e nel Mare Adriatico, i ricercatori hanno simulato concentrazioni elevate di carbonio nero (24 mg per litro) per osservare come le comunità microbiche marine reagissero alla sua presenza. I risultati mostrano che il black carbon può stimolare la crescita di microrganismi procarioti eterotrofi, che si nutrono della materia organica presente in acqua, e aumentare la produzione di carbonio organico, rendendolo disponibile per altri organismi marini.

Tuttavia, gli stessi esperimenti hanno evidenziato una diminuzione dell’attività enzimatica, quella che normalmente favorisce la degradazione della materia organica, e una ridotta presenza di virus. Questo lascia pensare che il carbonio nero modifichi l’equilibrio microbico, creando micro-nicchie ambientali in cui proliferano microrganismi con funzioni metaboliche specifiche.

Questi risultati aiutano a comprendere meglio il funzionamento della cosiddetta “pompa microbica del carbonio” (Microbial Carbon Pump, MCP), un meccanismo che trasforma la materia organica in forme più stabili, capaci di restare negli oceani per lunghi periodi e contribuire così all’immagazzinamento del carbonio. Studiare il ruolo del black carbon, specie quello di origine antropica, è dunque essenziale per migliorare i modelli sul cambiamento climatico e sviluppare strategie efficaci di mitigazione.

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Francesca Malfatti (DSV) ha coordinato un team internazionale di cui fanno parte anche OGS ed Elettra
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UniTS ai 50 anni della cooperazione scientifica Italia-Egitto

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Si è svolta all’Istituto Italiano di Cultura del Cairo, la giornata celebrativa per il 50° anniversario dell’accordo bilaterale di cooperazione scientifica e tecnologica tra Italia ed Egitto, in occasione della Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo.

L’Università di Trieste è stata rappresentata dal Prorettore Valter Sergo, che è intervenuto durante la sessione dedicata alle opportunità di cooperazione tra università e mondo industriale.

Nel suo intervento, Sergo ha presentato Trieste come “una città con una delle più alte densità di ricercatori rispetto alla popolazione residente”, sottolineando il ruolo dell’Università come snodo centrale di un sistema scientifico integrato, aperto alla dimensione internazionale e fortemente orientato all’innovazione.

Un ecosistema della conoscenza che offre ottime condizioni per studenti e ricercatori, ma anche un contesto attrattivo per imprese ad alto contenuto tecnologico, interessate a investire in ricerca e sviluppo.

L’evento è stato promosso dall’Ambasciata d’Italia al Cairo in collaborazione con la Science, Technology and Innovation Funding Authority (STDF), l’organismo del Ministero della Ricerca egiziano incaricato dell’attuazione del programma esecutivo triennale previsto dall’accordo.

Accanto alla presentazione dei progetti in corso nel periodo 2024–2026, la giornata ha favorito il confronto tra atenei e imprese di entrambi i Paesi su temi strategici: dall’intelligenza artificiale alle tecnologie per lo spazio, dal patrimonio culturale alla medicina, fino alle sfide globali del clima e del Nexus acqua-energia-cibo.

La partecipazione dell’Università di Trieste si inserisce nel più ampio quadro delle relazioni internazionali dell’Ateneo, che da anni promuove la cooperazione scientifica e accademica con partner del Mediterraneo, dell’Africa e dell’area mediorientale.

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Il prorettore Sergo è intervenuto durante la sessione dedicata alle opportunità di cooperazione tra università e mondo industriale
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Bovec Summer School: GO!2025, UniTS e UniUD promuovono e sperimentano i valori europei

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Giovedì 17 luglio, le Università di Trieste e di Udine accoglieranno nella sede di Gorizia i 32 partecipanti alla 31esima edizione della Bovec Summer School provenienti da sette atenei dell’area Alpe-Adria. Quest’anno la scuola, organizzata dall’Università di Klagenfurt, è dedicata al tema “Nation and narration in Europe: language, culture and identity in the pursuit of europeanisation”. Si tratta di una iniziativa formativa internazionale, interdisciplinare e multilingue – si tiene infatti in tedesco, sloveno, italiano, friulano e croato – che coinvolge studenti e docenti delle università di: Udine, Trieste, Capodistria, Klagenfurt, Lubiana, Fiume e Osijek. La giornata sarà utile per riflettere sul ruolo che Gorizia e Nova Gorica, come capitale europea della cultura 2025, stanno avendo nel promuovere il valore della cittadinanza europea.

Il primo incontro, alle 14, si terrà nella sede dell’Ateneo giuliano, in via Alviano, dove è in programma un seminario interattivo sulla diplomazia scientifica, tenuto dal Simone Arnaldi, docente di Sociologia del Dipartimento di Scienze politiche e Sociali. «La diplomazia scientifica –illustra il professor Arnaldi – è un campo di studi che definisce la relazione bidirezionale tra scienza e diplomazia, ciascuna con un suo ruolo ben definito. In questo ambito, la diplomazia costituisce uno strumento per facilitare il progresso scientifico, mentre la scienza diventa uno strumento a supporto della politica internazionale».

L’Università di Trieste è un punto di riferimento accademico nazionale per la diplomazia scientifica, sulla quale ha di recente stilato un documento programmatorio. In questo contesto si inserisce il seminario interattivo in cui i partecipanti esploreranno il necessario ruolo della cooperazione scientifica internazionale nell’affrontare le grandi sfide globali che le nostre società sono chiamate ad affrontare. Rifletteranno, inoltre, sul mutato contesto istituzionale, economico e politico in cui opera oggi la comunità scientifica e sul valore che ancora oggi hanno i valori universalistici di cui la scienza è portatrice, nel superamento delle divisioni e dei conflitti che affliggono l’Europa.

Alle 16 la summer school si sposterà nel polo di Santa Chiara, sede dell’Ateneo friulano. L’incontro sarà introdotto dalla coordinatrice dei corsi di studio in Relazioni pubbliche e Comunicazione integrata per le imprese e le organizzazioni, Renata Kodilja. Per il Comune di Gorizia porterà i saluti l’assessore a Go! 2025, Patrizia Artico.

I partecipanti saranno guidati in attività interattive ispirate alla tecnica del brain writing e in un focus group multilingue, un approccio comunicativo utile alla cittadinanza europea. Quest’ultimo permetterà di raccogliere e valorizzare i punti di vista emersi nonché di trarne ulteriori spunti. Il workshop infatti mira a promuovere nei giovani una cittadinanza europea consapevole rafforzando il pensiero critico e la capacità di analisi delle sfide sociali e politiche contemporanee, con particolare attenzione alla difesa dei valori democratici e alla partecipazione attiva.

«Le università – spiegano le professoresse Iris Jammernegg e Renata Kodilja, che coordinano l’incontro all’Università di Udine – hanno un ruolo chiave nel promuovere ricerca e formazione per rafforzare diritti umani, diversità e cittadinanza europea. La Bovec Summer School è un’occasione per attivare nei ragazzi consapevolezza e partecipazione all’interno della comunità europea».

La Bovec Summer School

Quest’anno la scuola estiva si propone di indagare in chiave critica il ruolo delle narrazioni nazionali nella costruzione dell’identità europea, mettendo al centro le intersezioni tra lingua, cultura, memoria e appartenenza. In un’epoca segnata dalla crescente fragilità del progetto europeo, la summer school offre uno spazio di confronto interdisciplinare e transculturale, in cui analizzare come discorsi pubblici e rappresentazioni collettive influenzino la coesione democratica, l’inclusione sociale e il rispetto dei diritti fondamentali.

Grazie al contributo di studiosi di diverse discipline, il programma affronta temi cruciali come il rapporto tra linguaggio e potere, le politiche della memoria, la costruzione dell’alterità e le derive identitarie contemporanee.

«Il contesto geografico e culturale dell’area Alpe-Adria — storicamente caratterizzato da una pluralità linguistica e da una fitta rete di relazioni transfrontaliere — rappresenta un terreno particolarmente fertile per riflettere sulle potenzialità del progetto europeo», afferma Cristina Beretta, professoressa all’Università di Klagenfurt e direttrice scientifica della Summer School.

«In questo senso, l’esempio di Gorizia e Nova Gorica, unite da un rapporto fruttuoso e collaborativo, incarna in modo emblematico tale complessità e ricchezza», evidenzia Fiorenza Ninin, project manager dell’iniziativa. «La Summer School si configura quindi non solo come un’esperienza formativa, ma anche – sottolinea Ninin – come un laboratorio critico in cui gli studenti partecipanti possono elaborare strumenti intellettuali e civili per affrontare con consapevolezza le sfide del nostro tempo».

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Sono 32 i partecipanti da sette atenei dell’area Alpe-Adria
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