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Il monologo “Il Valzer della bugia” apre l’edizione 2026 di "Orientati a cambiare il mondo, per un futuro sostenibile"

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E’ entrata nel vivo l’edizione 2026 di "Orientati a cambiare il mondo, per un futuro sostenibile", il programma PNRR dell’Ufficio Orientamento dell'Università di Trieste che propone corsi gratuiti sul tema della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Fino al 23 gennaio, 2.409 studenti e studentesse delle classi terze delle scuole secondarie di secondo grado, provenienti da 16 istituti della Regione, assisteranno in giornate diverse al primo modulo del progetto che propone la rappresentazione teatrale di Teatro Bandito "Il Valzer della bugia" di e con Francesca Zoccarato, attrice e alumna UniTS, ispirato al libro “La bugia che salvò il mondo” di Nicoletta Bortolotti.

Allestito per i ragazzi nella Sala Luttazzi di Porto Vecchio, il monologo racconta la storia di Giovanni Borromeo, primario dell'Ospedale Fatebenefratelli di Roma, che nel 1938 si inventò una malattia inesistente, il Morbo di K, per salvare molti ebrei dalla deportazione.

Un tema forte che invita a una riflessione profonda sul tema della “scelta”.

Al termine della rappresentazione, i due psicologi Alan Mattiassi e Anna Di Francia guidano i ragazzi alla scoperta di sé, delle proprie emozioni, della valenza dell'errore nel processo di scelta.

"Il primo dei 4 moduli è un apripista ai temi dell’orientamento: non parliamo dei corsi di studio, ma vogliamo accompagnare gli studenti al lessico e alla grammatica della “scelta” immaginando non solo che nel loro futuro ci possa essere un corso universitario, ma pensando anche a tutte quelle scelte, facili o difficili, che ogni giorno ciascuno di noi compie. Nei moduli PNRR parleremo di sostenibilità, ambientale, sociale, economica, ma con questo primo modulo entriamo nel mondo del teatro e del gioco – spiega Elisabetta Madriz, delegata della Rettrice alle Progettualità per l'Orientamento - Nella prima parte si assiste al monologo di Francesca Zoccarato, subito dopo l’attrice dialoga con i ragazzi sui temi trattati iniziando così a costruire il lessico della scelta, fatto di fatica, paura, pausa, compagni di viaggio, sogni, speranza, obiettivi, traguardi, resilienza, solitudine, presenza. Nella seconda parte si dà spazio alla leggerezza: insieme agli psicologi tutti partecipano a un gioco che aiuta a fare esercizi di scelta e diventa emblematico della vita, del decidere da che parte stare e perché, del fare scelte consapevoli e dell’essere responsabili, per noi e per le comunità grandi e piccole di cui facciamo parte."

A febbraio prenderanno il via il secondo e terzo modulo, che si svolgeranno nelle aule UniTS, che consisteranno in corsi tenuti dai docenti universitari dell’ateneo sui temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Il programma PNRR si concluderà con un incontro finale negli Istituti partecipanti in cui verranno introdotti argomenti di orientamento universitario con testimonianze di studenti tutor.  

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Il progetto di orientamento attivo di UniTS, in questi giorni in Sala Luttazzi a Porto Vecchio, coinvolge 2.400 ragazzi delle classi terze delle scuole secondarie di secondo grado della Regione
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UniTS riapre le immatricolazioni per tutti gli studenti e studentesse

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UniTS, che è oggi uno dei pochissimi atenei in Italia ad aver ottenuto la fascia A nell’accreditamento ministeriale, apre una finestra straordinaria di immatricolazioni da oggi 14 gennaio al 6 marzo 2026 per quasi tutti i Corsi di studio ad accesso libero. 

“Abbiamo voluto offrire una soluzione efficace per gli studenti che hanno frequentato il Semestre Aperto per l’accesso ai Corsi di Laurea in Medicina e chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria”, spiega la rettrice Donata Vianelli. “Chi non è riuscito a conseguire i crediti necessari, ha da oggi un ampio ventaglio di possibilità per proseguire il suo percorso universitario. Ma abbiamo colto l’occasione per offrire questa opportunità anche a tutti gli studenti e le studentesse che avevano scelto di posticipare l’iscrizione all’università e non si erano iscritti al semestre autunnale”.

Per tutti, quindi anche per i diplomati che non si sono iscritti all’università entro i termini classici, sono a disposizione fino al 6 marzo ben 15 percorsi nelle macro - aree delle Scienze sociali e umanistiche e Tecnologiche-Scientifiche.  

Questi i corsi aperti

Giurisprudenza (laurea magistrale a ciclo unico), Scienze politiche e dell’amministrazione, Discipline storiche e filosofiche, Lettere, Lingue e letterature straniere, Chimica, Fisica, Ingegneria civile e ambientale, Ingegneria elettronica e informatica, Ingegneria industriale, Ingegneria navale, Matematica, Statistica per l’assicurazione e business analytics, Geologia, Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura

Si tratta di corsi dove esistono ancora dei posti disponibili e per i quali l’Ateneo ha attivato anche percorsi di tutorato per supportare gli studenti che si iscrivono solo al secondo semestre. 

Per informazioni è possibile contattare l’Ufficio Orientamento di Ateneo.

Lauree Magistrali

Resta invariata invece la scadenza del 30 marzo 2026 per le immatricolazioni alle Lauree Magistrali ad accesso libero.

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La finestra straordinaria di iscrizioni è rivolta a tutti gli studenti interessati, anche per quanti non sono in posizione utile nella graduatoria del Semestre Aperto di Medicina e Odontoiatria
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Uso razionale dell'Energia: all'Energy Manager UniTS menzione speciale del Premio FIRE

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Luca Bertoni, Energy Management dell’Università di Trieste, ha ricevuto nell’ambito del Premio FIRE - Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia una menzione speciale per l'entità dei risparmi conseguiti dall'Ateneo. 

Il riconoscimento è frutto del lavoro ultradecennale nell’ateneo che 13 anni fa scelse di aderire alla Convenzione CONSIP SIE2 e che, grazie a una gestione attenta, ha portato alla riduzione di circa il 40% nei consumi termici ed elettrici di UniTS.

Un risultato ottenuto grazie al prezioso lavoro della struttura tecnica dell’ateneo.

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Luca Bertoni ottiene il riconoscimento della Federazione Italiana per l'uso Razionale dell'Energia
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FVG Digitale 2025: cresce il settore ICT, ma l’internazionalizzazione resta la sfida

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Il comparto digitale del Friuli Venezia Giulia continua a espandersi e a cambiare pelle. Lo fotografa il Report FVG Digitale 2025 – La dimensione internazionale delle imprese digitali del Friuli Venezia Giulia, presentato da DITEDI – Distretto Industriale delle Tecnologie Digitali con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con i partner scientifici Università di Trieste, Università di Udine e Area Science Park.

Il report – giunto alla quinta edizione – propone l’analisi annuale sullo stato dell’arte e sulle prospettive delle imprese ICT regionali, dedicando l’approfondimento 2025 a un tema strategico: la dimensione internazionale del settore, tra opportunità di crescita e nodi strutturali ancora da sciogliere.

I numeri chiave del digitale in regione

Nel 2025 le imprese ICT attive in Friuli Venezia Giulia sono 2.281 e gli insediamenti complessivi raggiungono quota 3.127, con una crescita +8% rispetto al 2024. Software e servizi restano il cuore dell’ecosistema (oltre il 95% del settore), mentre la componente hardware – pur su valori assoluti più contenuti – è quella che registra la dinamica più marcata in termini di numerosità.

Sul piano territoriale, Udine si conferma il principale polo del digitale regionale, seguita da Pordenone, che mantiene un profilo rilevante anche grazie al legame con manifattura avanzata e automazione. Trieste consolida una posizione strategica, sostenuta dal suo sistema di ricerca e dalla specializzazione in ambiti come data science e tecnologie avanzate. Più contenuto il polo di Gorizia, con potenzialità legate allo sviluppo delle attività transfrontaliere connesse a GO!2025.

L’analisi segnala inoltre un andamento economico positivo ma non privo di pressioni: i ricavi crescono, ma i margini risultano più compressi, con costi operativi e investimenti in aumento. Anche sul fronte dell’innovazione emerge una traiettoria in evoluzione, con segnali di crescita che indicano un potenziale ancora in consolidamento.

Internazionalizzazione: il divario e le traiettorie possibili

Il focus 2025 evidenzia come l’internazionalizzazione rappresenti una traiettoria di sviluppo ancora ampiamente inespressa per il comparto ICT: solo una quota limitata di imprese mostra una presenza continuativa sui mercati esteri.

Durante l’evento di presentazione, Guido Bortoluzzi, docente di Innovation Management and Entrepreneurship all’Università di Trieste e Prorettore ai rapporti con le imprese e il territorio, ha moderato la tavola rotonda con imprenditori e manager del settore, con la partecipazione di Alfa Sistemi, Beantech, EMC Gems, Esteco, MOLO17 e Video Systems.

Riprendendo i contenuti emersi nel confronto – dedicato all’internazionalizzazione – Bortoluzzi ha sottolineato come il settore IT presenti una dinamica “a due velocità”: fortemente globale a monte, sul fronte delle piattaforme e delle tecnologie abilitanti (prevalentemente statunitensi), e molto più locale a valle, nel mercato dei provider e dei system integrator, spesso concentrati sulla customizzazione di soluzioni sviluppate da grandi player. La tavola rotonda, ha osservato, ha però confermato che esistono modelli concreti di apertura internazionale: da imprese con prodotti e business model molto verticali – che nascono già con una proiezione globale – fino all’internazionalizzazione “piggyback”, quando il fornitore segue l’espansione all’estero dei propri clienti (ad esempio aprendo una sede vicino a un nuovo stabilimento). Nel complesso, ha concluso, la propensione internazionale del comparto resta moderata sul mercato, ma più spinta sul versante di fornitori e piattaforme.

Tra gli ospiti della tavola rotonda anche Carlo Poloni, CEO di Esteco. Per il primo spin-off accademico dell'Università di Trieste “l’internazionalizzazione rappresenta una necessità e un modo di essere”. “Il nostro mercato – ha spiegato Poloni - è da sempre stato quello di chi sviluppa prodotti industriali sofisticati indipendentemente da dove questo avvenga. Pur mantenendo il nucleo centrale dello sviluppo a Trieste il supporto ai clienti è da sempre globale”.

Il report completo è disponibile su fvgdigitale.ditedi.it

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Guido Bortoluzzi (DEAMS): «Nel digitale l’internazionalizzazione viaggia su due piani: filiera globale a monte, mercato spesso locale a valle. Ma esistono modelli concreti per aprirsi ai mercati esteri»
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Sindrome di Rett: iniziata la somministrazione di Mirtazapina alla prima paziente

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Dopo 15 anni di ricerca, di cui tre dedicati alla raccolta di finanziamenti no profit, il progetto MirtaRett coordinato da Enrico Tongiorgi (Dipartimento Scienze della Vita di UniTS), entra finalmente nella pratica clinica con la somministrazione della prima terapia a una piccola paziente dell’Ospedale Gaslini di Genova.

A febbraio 2025 l’Agenzia italiana del farmaco - AIFA, ricevuto il parere positivo del comitato etico nazionale per gli studi pediatrici, aveva dato il disco verde alla prima sperimentazione a livello mondiale del farmaco Mirtazapina nella Sindrome di Rett, una grave patologia neurologica che colpisce quasi esclusivamente le bambine.

Lo studio clinico, coordinato dall’Università di Trieste, si estenderà nella sua prima fase a 15 piccole pazienti e si svolgerà nei principali ospedali italiani di riferimento per la Sindrome di Rett. La sperimentazione è interamente sostenuta da sovvenzioni senza scopo di lucro.

Oltre alla sperimentazione farmacologica, il progetto (sostenuto dal contributo incondizionato di Angelini Pharma SpA, Fondazione Canali Onlus, Fondazione Ico Falck e della Fondazione Ente Filantropico del terso settore Amadei e Setti) prevede anche il monitoraggio continuo dei parametri vitali delle pazienti, come respirazione, frequenza cardiaca e ossigenazione del sangue. A questo scopo vengono utilizzate T-shirt intelligenti, già distribuite agli ospedali di Genova, Siena, Messina e Milano. Originariamente sviluppate per il monitoraggio degli sportivi, queste magliette sono realizzate in cotone intrecciato con nanofibre capaci di rilevare i deboli segnali elettrici del corpo umano e vengono confezionate su misura per ciascuna paziente dall’azienda italiana AccYouRate Group.

Cos’è la Mirtazapina?

La mirtazapina è un farmaco già disponibile in commercio, quindi più facilmente accessibile e sostenibile. Per agevolarne l’assunzione, è stata individuata un’azienda europea in grado di produrlo in formulazione liquida, una soluzione poco diffusa poiché a livello globale il farmaco è normalmente commercializzato in compresse. «Il nostro laboratorio, presso il Dipartimento di Scienze della Vita all’Università di Trieste, è stato il primo al mondo a dimostrare che la mirtazapina, pur essendo un antidepressivo, agisce su meccanismi più ampi e può migliorare respirazione, controllo motorio, qualità del sonno e comunicazione sociale nelle pazienti con sindrome di Rett», spiega Tongiorgi.

L’accesso alla sperimentazione è aperto a nuove pazienti

In Friuli Venezia Giulia si stima la presenza di tre o quattro bambine affette dalla sindrome che al momento non sono incluse nello studio, ma le prospettive restano incoraggianti. «Ci auguriamo che anche le strutture sanitarie della regione possano aderire alla sperimentazione», sottolinea Tongiorgi.

Per garantire la validità scientifica dello studio, è necessario raggiungere un totale di 54 pazienti di età compresa tra i 5 e i 40 anni, suddivise nelle fasce 5-10, 11-17 e 18-40 anni. Attualmente ne è stato reclutato circa un terzo, pertanto la ricerca di nuove partecipanti è ancora aperta.

 

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Al Gaslini di Genova il via al progetto MirtaRett, prima sperimentazione al mondo su un farmaco contro questa grave patologia neurologica. Lo studio è coordinato da Enrico Tongiorgi di UniTS
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Contrasto a discriminazione, promozione delle pari opportunità e del benessere nei luoghi di studio e lavoro: conferiti i Premi CUG

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Si è tenuta la cerimonia di conferimento dei premi alle migliori tesi di laurea e dottorato promossi dal CUG sui temi del contrasto a ogni forma di discriminazione, la promozione delle pari opportunità e del benessere nei luoghi di studio e di lavoro.

Il premio per la migliore tesi di laurea triennale è andato a Michela Predonzani con l'elaborato su “Lo sport inclusivo come intervento complementare all'interno dei progetti riabilitativi rivolti a soggetti con disabilità intellettiva”.

Il premio per le due migliori tesi di laurea magistrale è stato vinto da Jessica Baldassi per la tesi “La certificazione di genere: il caso di studio Irisiacqua” e da Chiara Granato per l’elaborato “Una scuola elastica: lo spazio che crea inclusione”.

Costanza Ziani vince invece il premio per la migliore tesi di Dottorato di ricerca dal titolo “Dal benessere organizzativo all'organizzazione del benessere nella pubblica amministrazione”.

La varietà dei temi trattati nelle tesi e la numerosità degli elaborati pervenuti, dimostrano come la sensibilità per queste tematiche sia cresciuta notevolmente e la strategicità della strada intrapresa dal CUG e dall’Ateneo in termini di azioni di informazione e formazione.

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Il Comitato Unico di Garanzia premia le migliori tesi di laurea su questi temi
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Dall’emergenza sanitaria alla mobilità internazionale: premiati i migliori progetti imprenditoriali dell'ICL

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Dall’emergenza sanitaria alla sostenibilità degli acquisti quotidiani, dal supporto agli studenti fuorisede al benessere degli animali domestici, fino alla mobilità formativa internazionale: sono i temi dei cinque progetti imprenditoriali premiati alla finale dell’Innovators Community Lab 2025 (ICL), che si è svolta nella Sala Cappella dell’ex Ospedale Militare di via Fabio Severo.

L’evento ha concluso la prima edizione dell’ICL, evoluzione dell’esperienza del Contamination Lab dell’Università di Trieste.

Nel corso della finale sono stati presentati i 20 progetti finalisti sviluppati durante questa edizione del percorso formativo. Le cinque borse di studio da 5mila euro per i migliori progetti imprenditoriali sono stati attribuiti a ResQ di Francesco Sulli, studente di Fisica, che intende realizzare una valigetta smart di primo soccorso per aziende, scuole e spazi pubblici; SiVale di Valentina Malijevic, studentessa di Giurisprudenza, delinea un supermercato sostenibile plastic-free basato su contenitori riutilizzabili e tracciabili; inU di Jovana Obradovic, studentessa di Psicologia, è invece una piattaforma digitale che accompagna gli studenti nella scelta universitaria e nella vita da fuorisede in Friuli Venezia Giulia; Aura di Asja Feruglio, PhD in Design for Made in Italy – in collaborazione con Siminozar Bahram, studentessa in Business Management – prevede una soluzione avanzata per la riduzione degli odori nei cani che unisce metodo scientifico e design; Kansje di Chiara Doga’, studentessa di Filosofia, crea un’app raccoglie e rende accessibili opportunità di formazione e mobilità internazionale per i giovani.

Sono stati inoltre assegnati a Francesco Sulli e Valentina Maljevic, quali migliori studenti del corso, i due viaggi di formazione che li porteranno a visitare ecosistemi internazionali dell’innovazione. L’insieme dei progetti e dei profili premiati conferma il carattere eterogeneo, multidisciplinare e cosmopolita che ha arricchito la classe ICL, in cui lo scambio di esperienze e di idee ha coinvolto studenti e studentesse di corsi di studio e livelli diversi – dalla Fisica alla Giurisprudenza, dalla Psicologia al Design, al Business Management e alla Filosofia – e di provenienze diverse.

La finale ha inoltre ospitato la tavola rotonda “Formare per innovare: il driver dell’imprenditività giovanile”, che ha messo a confronto università, istituzioni e mondo produttivo sul ruolo della formazione come motore dell’innovazione. Nel dibattito, moderato dal giornalista Paolo Pichierri, la rettrice Donata Vianelli ha sottolineato l’importanza di creare occasioni strutturate di dialogo tra giovani impegnati in percorsi universitari diversi, indicando come fondamentale la contaminazione di competenze e punti di vista per accompagnare il passaggio dall’idea al progetto imprenditoriale ed evidenziando la necessità di un’apertura a contesti e reti internazionali. Alla tavola rotonda hanno partecipato inoltre Francesca Ros, Presidente Confindustria Giovani Alto Adriatico, e Giacomo Andolfato, Presidente Confindustria Giovani Udine.

Erik Vesselli, delegato al Trasferimento Tecnologico di UniTS, ha precisato che «l’Innovators Community Lab racchiude le tre missioni dell’università: formazione, ricerca e impegno sociale. Il trasferimento tecnologico diventa concreto quando i risultati della ricerca entrano nei territori, nelle imprese, nelle istituzioni, anche attraverso la nascita di nuove start up. Questo è possibile solo lavorando fianco a fianco, in un percorso di contaminazione tra docenti, ricercatori, studentesse, studenti ed esponenti del tessuto imprenditoriale».

Il percorso formativo dell’Innovators Community Lab, nella sua nuova struttura che riconosce 6 crediti formativi a chi lo completa, in questa edizione ha ulteriormente intensificato le occasioni di role modeling, offrendo esempi, esperienze e contatti utili per comprendere da vicino le dinamiche dell’innovazione, dell’impresa e del lavoro attraverso il confronto diretto con i protagonisti del sistema produttivo. Accanto alle attività seminariali e di networking, gli ICLabbers hanno visitato la sede del Gruppo Marcegaglia, dove hanno incontrato i vertici aziendali e si sono recati a Casa Marcegaglia, il museo d’impresa che racconta la storia, i valori e la visione di una grande realtà industriale.

Nel corso della serata è stato presentato anche il bando ICL 2025/2026 per la nuova edizione del percorso, con candidature aperte fino al 12 gennaio 2026. Tutte le informazioni e il testo del bando sono disponibili sul portale di Ateneo.

 

I progetti premiati (schede di approfondimento)

Francesco Sulli, studente di Fisica – “ResQ”          
ResQ è una valigetta smart di primo soccorso pensata per rivoluzionare la gestione delle emergenze in azienda, a scuola e negli spazi pubblici.
Combina materiale sanitario certificato con sensori integrati e un’interfaccia digitale che guida passo-passo anche chi non ha formazione sanitaria.
Tramite l’app ResQ Connect monitora lo stato del kit, le scadenze dei materiali e lo storico degli interventi, semplificando il lavoro di RSPP e responsabili della sicurezza.
Il progetto prevede una famiglia di prodotti (Lite, Standard, Pro, Extreme) per contesti che vanno dall’ambito domestico ai cantieri e agli scenari outdoor più estremi.

Valentina Malijevic, studentessa di Giurisprudenza – “SiVale”       
SiVale, un supermercato sostenibile        
Ogni anno, milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggio provengono dal carrello della spesa. Il riciclo migliora, ma non basta: il vero problema sta nel modello del monouso.
SiVale nasce per cambiare questo sistema, proponendosi come supermercato di nuova generazione. Qui i prodotti sono venduti sfusi e alla spina, offrendo gratuitamente l’uso di contenitori riutilizzabili dotati di tecnologia RFID che ne consente la tracciabilità. La presenza delle reverse vending machine permette di ritirare i contenitori usati, rimetterli in circolazione e allo stesso tempo ricompensare il cliente.
La spesa così non produce più scarti, ma diventa un gesto di innovazione e di responsabilità verso l’ambiente. SiVale dimostra che un modello circolare, plastic-free e tecnologicamente avanzato può diventare normale, desiderabile e adattabile su larga scala.

Jovana Obradovic, studentessa di Psicologia – “inU”      
inU è una piattaforma digitale indipendente che accompagna gli studenti nella scelta universitaria e nella vita da fuorisede nel Friuli Venezia Giulia.
inU integra in un unico ecosistema recensioni autentiche dei corsi, supporto peer-to-peer, informazioni territoriali dettagliate e una partnership strutturata con il Centro di Orientamento Regionale (COR) per offrire supporto professionale gratuito.
Con un modello freemium e una strategia B2B con partner locali, inU mira a diventare il punto di riferimento regionale per l’orientamento universitario consapevole e vicino agli studenti, contribuendo a ridurre il dropout universitario e valorizzare il territorio.

Asja Feruglio, PhD in Design for Made in Italy – “Aura”          
progetto sviluppato con Siminozar Bahram, studentessa in Business Management
Aura è un progetto di ricerca che sviluppa una soluzione avanzata per la riduzione degli odori nei cani, garantendo efficacia, sicurezza cutanea e biocompatibilità.
Unendo metodo scientifico e design, offre un prodotto pensato per migliorare l’igiene quotidiana e il benessere dell’animale. La sua essenza non è solo una fragranza: è la rappresentazione del legame tra cane ed essere umano, un design che traduce quella relazione in un valore emotivo e identitario.

Chiara Doga’, studentessa di Filosofia – “Kansje”  
Kansje – che in olandese significa “piccola opportunità” – è un’app pensata per giovani che desiderano vivere esperienze di formazione o mobilità all’estero, anche con risorse economiche o di tempo limitate.  
Molte opportunità gratuite, perché finanziate dall’UE o perché community-based, restano poco conosciute e difficili da trovare: Kansje è il primo database unificato che le rende accessibili grazie a un sistema di matchmaking intelligente, capace di individuare le esperienze più adatte a ciascun utente.  
L’app offre anche consulenze personalizzate prima e dopo la partenza, un percorso educativo e formativo per prepararsi al viaggio e un forum dedicato per confrontarsi con altri giovani.

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La finale dell'Innovators Community Lab ha assegnato 5 borse di studio da 5mila euro e due viaggi di formazione. Aperto fino al 12 gennaio 2026 il bando per la prossima edizione
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Homecoming 2025: i successi degli Alumni UniTS per ispirare gli studenti di oggi, professionisti di domani

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Si è svolto all'ex Ospedale Militare Homecoming - Storie di successo UniTS e Aperitivo con gli Alumni, l’evento organizzato dal Career Service dell’Università degli Studi di Trieste per ispirare nuovi iscritti e studenti già avviati nel loro percorso universitario e per favorire lo scambio reciproco, rinsaldando un legame tra chi oggi frequenta l’Università e chi, pur avendo terminato gli studi, non l’ha abbandonata. 

GLI OSPITI E LA SERATA - Quattro Alumni UniTS - oggi affermati professionisti in diversi settori - Andrea Cozzi (responsabile per le Nuove Iniziative Esplorative e Direttore Generale di Eni in Libano),  Chiara Pacella (lead del team di Language Management e del Localization Quality Program di Meta), Silvia Toffolutti (Global Diversity and Inclusion and Wellbeing Lead di Chiesi) e Diego Scapolan (Project Manager di Allianz) hanno condiviso i loro diversi percorsi, dalla divulgazione online all’impiego in aziende multinazionali, in altrettante storie diverse, accomunate dallo stesso punto di partenza: l’Università degli Studi di Trieste. 

L’evento si è tenuto all’Ex Ospedale Militare di Trieste, lo storico comprensorio di via Fabio Severo che da settembre ospita anche la nuova Casa dello Studente, frutto di una convenzione stipulata tra l’Università di Trieste e ARDiS. 

“L’Università di Trieste è all’interno di un ecosistema unico della conoscenza, in un territorio dove sono presenti importanti centri di ricerca. È un’università che ti mette alla prova, che ti insegna anche ad accettare il fallimento e a rialzarti. Anche io ho dovuto ripetere degli esami, in un caso mi sono ‘accomodata’ da sola. Nella mia carriera universitaria i fallimenti sono stati momenti di crescita” ha sottolineato la Magnifica Rettrice prof.ssa Donata Vianelli nel suo intervento di apertura, rimarcando come i racconti di chi è passato da quelle stesse aule universitarie possano aiutare chi le frequenta oggi nell’affrontare un passaggio non privo di sfide, nel contesto di un mercato del lavoro in cui sempre meno sono i percorsi netti e predefiniti e sempre di più le carriere da costruire con visione e coraggio. Ai presenti la Rettrice ha rivolto un invito diretto: «Scegliete, all’università e nel lavoro, percorsi che vi appassionano».

La prima parte della serata, “Storie di successo UniTS”, ospitata nella Sala Cappella, ha visto i cinque Alumni raccontare alla platea di studenti iscritti a UniTS – ma anche ricercatori, docenti e personale amministrativo dell’Ateneo – il proprio personale, spesso originale, percorso, che li ha portati dalla laurea alla costruzione di una solida carriera.

GLI ALUMNI – Andrea Cozzi, che con la sua laurea in Scienze geologiche è arrivato a essere oggi responsabile per le Nuove Iniziative Esplorative e Direttore Generale di Eni in Libano, ha raccontato come da un percorso inizialmente indirizzato verso l’insegnamento accademico si sia riconvertito alla ricerca del petrolio. Dell’esperienza universitaria ha ricordato il grande spirito di collaborazione e la vicinanza tra studenti, elementi che lo hanno accompagnato anche nelle successive sfide professionali in contesti internazionali complessi.

Del passaggio dalla dimensione universitaria locale al lavoro in una grande realtà internazionale come Meta ha parlato, invece, Chiara Pacella, in videocollegamento da Dublino: laureata in Interpretazione e traduzione, oggi Pacella è Lead del team di Language Management e del Localization Quality Program dell’azienda e agli studenti ha raccomandato di cogliere tutte le opportunità internazionali, a partire dall’Erasmus, per confrontarsi con altri contesti e ampliare le proprie prospettive. Il suo lavoro riguarda in particolare l’adattamento culturale dei prodotti digitali, integrando competenze linguistiche e strumenti tecnologici in un modello ibrido tra contributo umano e nuove tecnologie. Della formazione a Trieste ha sottolineato le «basi molto solide e di alto livello», pienamente confrontabili con quelle sperimentate in altri contesti, pur all’interno di un percorso impegnativo e “severo”.

Si occupa, invece, di risorse umane Silvia Toffolutti che, con in tasca una laurea in Filosofia, si è perfezionata con un master in Organizzazione e Gestione del Personale all’Università Bocconi di Milano e oggi, nel Gruppo Chiesi, è Global Diversity and Inclusion and Wellbeing Lead. Nel suo intervento ha illustrato progetti dedicati alla diversità e all’inclusione, con particolare attenzione alla parità di genere e all’inclusione delle persone con disabilità, soffermandosi anche sul monitoraggio dei gap salariali quando riconducibili a questioni di genere, sulle politiche aziendali legate alla genitorialità e sulla promozione della leadership femminile. Dalla Filosofia ha detto di aver portato nel lavoro l’approccio dialettico, la curiosità e il desiderio di mettere in discussione i punti di vista consolidati, qualità fondamentali per innovare anche all’interno delle organizzazioni.

A completare il gruppo di Alumni coinvolti è stato Diego Scapolan, oggi Project Manager presso Allianz, laureato in Economia aziendale & Consulenza amministrativa e professionale. Scapolan ha consigliato agli studenti di non lasciarsi spaventare dalle sfide, ma di abbracciarle con entusiasmo e «un pizzico di incoscienza», e di coltivare una mentalità di apprendimento continuo, oggi quanto mai indispensabile per essere sempre al passo con le esigenze di una società in rapido cambiamento e, quindi, con il mercato del lavoro. Ha richiamato il ruolo del talent management per comprendere le competenze che saranno richieste in futuro e ha invitato a «mirare alle stelle ma puntare alla luna», senza però dimenticare gli affetti e le passioni – come lo sport – che non dovrebbero essere sacrificati al lavoro. Anche lui ha suggerito di sfruttare esperienze come l’Erasmus per vedere cosa c’è al di fuori e confrontarsi con altre realtà.

La conoscenza e lo scambio è proseguito in coda al talk con un aperitivo di networking dove studenti e Phd hanno avuto modo di confrontarsi direttamente con docenti e Alumni, in un contesto rilassato che ha contribuito a rafforzare il senso di appartenenza a una comunità che UniTS vuole valorizzare. Una rete da cui possono generarsi opportunità e collaborazioni, nello spirito del progetto Alumni. All’evento hanno preso parte anche i Mentors: professionisti con almeno cinque anni di esperienza lavorativa in diversi ambiti, laureati all’Università di Trieste, aderenti all’iniziativa Mentors4UniTS, grazie alla quale l’Ateneo supporta studentesse e studenti - magistrali o iscritti al penultimo o ultimo anno di un corso magistrale a ciclo unico - a realizzare un percorso di crescita. Il confronto con i mentors li aiuta a focalizzare i loro obiettivi professionali e a valorizzare le loro attitudini: dopo alcuni incontri già svolti online, domani, giovedì 11 dicembre 2025, i mentors incontreranno di persona gli studenti loro assegnati.

L’EVENTO IN BREVE – Homecoming - Storie di successo UniTS è un appuntamento annuale che oggi giunge alla sua 7° edizione, dedicato agli studenti: quelli di oggi, attualmente iscritti all’Università degli Studi di Trieste, e quelli di ieri, gli Alumni che portano la loro esperienza attraverso dei talk ispiratori, favorendo l’incontro e il dialogo. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di raccontare storie di successo di laureati dell’Ateneo triestino che, grazie alle competenze acquisite durante il loro percorso universitario, hanno costruito carriere significative in ambiti professionali diversi, contribuendo a rafforzare la reputazione e il prestigio dell’Università, che nella classifica Censis delle Università italiane 2025-26 ha guadagnato due posizioni, raggiungendo così il 5° posto tra gli atenei di medie dimensioni (tra 10.000 e 20.000 iscritti); questo risultato - che si accompagna all’aumento di oltre il 13% delle nuove immatricolazioni ai corsi di laurea triennali e a ciclo unico rispetto allo scorso anno - è dovuto, tra i vari fattori, all’occupabilità dei laureati e alla qualità delle strutture, che appuntamenti come Homecoming - Storie di successo UniTS e Aperitivo con Alumni vogliono contribuire a far conoscere.

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Quattro ex studenti hanno portato la loro esperienza per supportare i giovani nel delicato passaggio dall’Università al mondo del lavoro
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Metalmeccanica FVG, contributo UniTS nel report dell'Osservatorio COMET: crescita e resilienza in uno scenario complesso

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Il settore della metalmeccanica del Friuli Venezia Giulia torna a crescere e mostra segnali di resilienza in uno scenario ancora complesso. È quanto emerge dall’ultimo report dell’Osservatorio della Metalmeccanica FVG, promosso dal Cluster COMET in collaborazione con Area Science Park, Intesa Sanpaolo e le Università di Trieste e Udine. L’analisi evidenzia per il 2025 una crescita dello 0,9% del comparto, in netta controtendenza rispetto al resto della manifattura regionale, che registra un calo dell’1,4%

L’Osservatorio, cui l’Università di Trieste partecipa come partner scientifico attraverso il Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche (DEAMS), offre una fotografia dettagliata di un settore che da solo rappresenta circa il 43% della manifattura regionale. Il report presentato a fine 2025 certifica un’inversione di tendenza dopo due anni di leggere flessioni, mostrando come le imprese metalmeccaniche del FVG stiano reagendo con determinazione alla complessità dei mercati internazionali.

L’analisi economico-finanziaria restituisce un quadro articolato: tra il 2021 e il 2024 il fatturato complessivo del comparto è cresciuto di circa l’8,7%, in linea con l’andamento nazionale, ma il confronto tra 2024 e 2023 registra una contrazione del 4,1% in regione, più marcata rispetto alla media italiana. La redditività (Ebitda margin) scende all’10,8% avvicinandosi ai valori nazionali, mentre la solidità patrimoniale è in miglioramento, con un incremento della quota di patrimonio netto sul passivo.

Il report mette inoltre in luce una crescente polarizzazione del tessuto produttivo: le micro e piccole imprese risultano più esposte alle difficoltà di mercato, mentre le medie e grandi aziende, più orientate all’export e dotate di una governance giovane, mostrano performance migliori. Un elemento distintivo del comparto metalmeccanico rispetto al resto della manifattura regionale è la maggiore propensione all’innovazione: oltre un terzo delle aziende presenta segnali concreti in questo ambito, tra brevetti, partecipazione a progetti europei e collaborazioni con startup e centri di ricerca.

In questo quadro, il ruolo dell’Università di Trieste è quello di affiancare il sistema produttivo nella lettura delle tendenze e dei rischi emergenti. Il DEAMS contribuisce alla progettazione e all’interpretazione dei dati dell’Osservatorio, integrando l’analisi quantitativa con strumenti di indagine qualitativa, come gli instant poll sulle aspettative e sulle strategie delle imprese rispetto a fattori economici, geopolitici, sociali e tecnologici.

“I dati 2025 confermano un elemento chiave: le imprese della metalmeccanica regionale stanno reagendo con determinazione alla complessità dello scenario internazionale – commenta il professor Guido Bortoluzzi, docente di Innovation Management e di Entrepreneurship all’Università di Trieste –. Le strategie di diversificazione dei mercati mostrano segnali concreti di efficacia e, nonostante le incertezze geopolitiche e i nuovi dazi, il settore ha saputo navigare la tempesta meglio del resto del comparto manifatturiero”.

Bortoluzzi richiama però l’attenzione sulle sfide che si stanno aprendo: “Non possiamo ignorare la crescente polarizzazione del nostro tessuto produttivo: la forbice tra chi corre, trainato da export, certificazioni e una governance giovane, e chi fatica, si sta allargando. Il tempo delle decisioni basate solo sull’intuito è finito. Il futuro richiede alle nostre imprese un cambio di paradigma fondato sull’agilità strategica, sulla lucidità dei dati e sulla capacità di captare i segnali deboli del cambiamento”.

Per spiegare questo passaggio, il prof. Bortoluzzi ricorre a una metafora marinara: “Servono dei ‘radar’ per intercettare i nuovi macrotrend emergenti, siano essi tecnologici, economici o sociali. Sono necessarie ‘reti’ di connessione interna per condividere rapidamente le informazioni e prendere decisioni in modo più rapido del passato. Infine, le aziende devono imparare a gettare i loro ‘ami’: o diversificando l’attività in più settori per pescare in superficie, oppure specializzandosi verticalmente nel proprio core business per pescare più in profondità e rimanere competitive in un mondo dove la competizione si è allargata. Abbiamo imparato a navigare in mari tempestosi, ora dobbiamo alzare lo sguardo e prepararci al futuro con continuità, visione e coraggio”.

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Per il prof. Guido Bortoluzzi (DEAMS) «il tempo delle decisioni basate solo sull’intuito è finito: alle imprese servono dati chiari, agilità strategica e radar per cogliere i segnali del cambiamento»
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Giornata Mondiale dei diritti umani

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Il 10 dicembre 1948 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, provvisoriamente riunita a Parigi, adottava la Dichiarazione universale dei diritti umani, che negli anni a seguire avrebbe ispirato la formazione di numerose e più specifiche norme internazionali. La tutela dei diritti umani cessava di essere quindi una competenza esclusiva dei singoli Stati e si trasformava in un valore collettivo della Comunità internazionale.

Oggi è ancora così? Quale eredità ci ha lasciato la Dichiarazione universale? I diritti umani continuano a essere un valore collettivo da salvaguardare, nonostante le continue crisi che il mondo sta vivendo sotto i nostri occhi?

La tutela dei diritti umani continua a essere un valore collettivo della Comunità internazionale. Però, è necessario riflettere su cosa gli Stati effettivamente fanno per attuare i diritti umani. E su cosa facciamo noi, dato che gli Stati si compongono di comunità umane.

Giuseppe Pascale, docente di Diritto internazionale, spiega: “La Dichiarazione universale del 1948 ci ha lasciato un'eredità importantissima: l'universalità dei diritti umani, che dovrebbero essere goduti sempre e ovunque, senza discriminazioni e distinzioni di alcun tipo. Non dovremmo disperdere questa eredità, ritornando alla politica militarista e di potere che condusse, nel secolo scorso, a due guerre mondiali. Va salvaguardato il senso di umanità. Che mondo sarebbe altrimenti?”

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UniTS si colora di blu
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