Studenti e matricole meritevoli: assegnati i Premi FUST e Fondazione CRTrieste Read more about Studenti e matricole meritevoli: assegnati i Premi FUST e Fondazione CRTrieste Immagine inaugurazione.jpg Data notizia Fri, 05/12/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Territorio e società Testo notizia In occasione della Cerimonia di inaugurazione del 102° Anno Accademico UniTS sono stati conferiti premi a studenti meritevoli.Premio della Fondazione Università degli Studi di Trieste (FUST)La Fondazione gestisce i lasciti dei benefattori, in particolare quelli derivanti dalle Fondazioni Aldo Duca (Area Medica), Guido Morpurgo Tagliabue (Area Filosofia) e Marcello Urban e Maria Ehrl (Area Ingegneria).La FUST eroga premi dell’importo medio di 2.500 € a studenti dei Corsi di laurea Triennale e Magistrale UniTS particolarmente meritevoli. Quest’anno sono stati assegnati in totale 3 contributi all’area di ingegneria (con una speciale menzione per l’eccellenza del percorso di studio), 3 premi all’area medica, 2 premi all’area di filosofia e un premio ciascuna alle aree economica, giuridica e di scienze della vita.Questi gli studenti e le studentesse che hanno ricevuto il premio consegnato dalla Rettrice prof.ssa Donata Vianelli e dal prof. Paolo Rosato, rispettivamente Presidente e Vicepresidente FUST: Giorgio Cutrera, Jacopo Mosetti Dipartimento di Ingegneria e Architettura, corsi di Laurea Magistrale in IngegneriaAlessandro GiampaoliDipartimento di Ingegneria e Architettura, corso di Laurea Magistrale in Ingegneria navaleGiovanna Maria Galuppo, Carmelo OcchipintiDipartimento di Ingegneria e Architettura, menzione di merito – senza assegno - per l’encomiabile percorso di studio e l’eccellenza degli esami di profittoRossella Albani Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche "Bruno De Finetti", corsi di Laurea Magistrale In Economia, Ambiente e Sviluppo e Scienze Statistiche e AttuarialiDiana Di Pietro Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione, corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza Giada Martin, Michelle DomenighiniDipartimento di Studi Umanistici, corso di Laurea Magistrale in Filosofia Alice MastrangeloDipartimento di Scienze della Vita, Corso di laurea in NeuroscienceJerome Jerusalem DaysaDipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e della salute, corso di Laurea in Infermieristica Francesca Cherubini Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e della salute, corso di Laurea Triennale nelle Professioni Sanitarie Francesca Paro Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e della salute, corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia Premio alle matricole meritevoli 2024 – ’25 – Fondazione CRTriesteIl contributo di 1.550 Euro, sostenuto da Fondazione CRTrieste per valorizzare il merito, incentivare l’eccellenza e promuovere un ambiente accademico che stimoli l’impegno e la crescita personale, è stato consegnato dalla Rettrice e dal prof. Francesco Peroni, vicepresidente del Consiglio di amministrazione di Fondazione CRTrieste a:Francesco Bertolini, Dipartimento di Scienze della VitaAlessandro Deganutti, Dipartimento di FisicaSabrina De Pra, Dipartimento di Scienze Chimiche e FarmaceuticheAnnachiara Franchi, Dipartimento di Studi UmanisticiLeonardo Mattiuzzo, Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e della saluteGaia Millo, Dipartimento di Scienze Politiche e SocialiElisa Rossi, Dipartimento di Ingegneria e ArchitetturaGabriele Tancik, Dipartimento di Matematica, Informatica e GeoscienzeChiara Zorn, Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione Abstract La consegna dei premi si è svolta nel corso della Cerimonia di inaugurazione del 102° anno accademico Mostra nel diario Off Fotogallery Foto premiazioni
La prima Rettrice dell’Università di Trieste, Donata Vianelli, inaugura il 102° Anno Accademico dell’Ateneo Read more about La prima Rettrice dell’Università di Trieste, Donata Vianelli, inaugura il 102° Anno Accademico dell’Ateneo Immagine palco.jpg Data notizia Fri, 05/12/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Territorio e società Testo notizia “Fare Università” in un contesto politico, sociale ed economico incerto. È la sfida che la Rettrice Donata Vianelli lancia in occasione della sua prima Cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2025/26, il 102° dell’Università di Trieste.“Visione, strategia e pragmatismo saranno i principi guida dei prossimi sei anni di rettorato, un approccio capace di affrontare con lucidità l’incertezza del futuro – ha esordito la Rettrice - la nostra energia più grande è l’orgoglio di appartenere a questo ateneo, orgoglio ricambiato da un territorio che ci riconosce presenza essenziale per il suo sviluppo culturale, sociale ed economico”.Il valore del rapporto con il territorio e il contesto internazionale è stato testimoniato con forza dalla presenza alla cerimonia dell’Ambasciatrice d’Italia in Francia Emanuela D’Alessandro, a cui è stata affidata la Lectio magistralis “Italia, Francia, Europa: diplomazia in azione”.“È un grandissimo onore essere qui a Trieste, una città che, come ho potuto apprezzare negli anni che ho trascorso da Ambasciatrice d’Italia a Zagabria, porta impressa nella propria identità la vocazione al dialogo e all’apertura internazionale, “città-frontiera” per eccellenza, crocevia di popoli, culture e commerci, punto d’incontro tra diverse anime dell’Europa e del Mediterraneo, tra Nord e Sud, tra Est e Ovest – ha sottolineato l’Ambasciatrice - una città che si candida a fungere da snodo fondamentale dell’India-Middle East-Europe Economic Corridor, il Corridoio IMEC, concepito per collegare logisticamente India, Paesi del Golfo, Egitto, Israele e Mediterraneo, sul quale proprio qui a Trieste il nostro Ministero prevede di organizzare un grande evento l’anno prossimo”.I temi – chiave del percorso rettorale di Vianelli saranno non solo internazionalizzazione, ma anche digitalizzazione, sostenibilità ed edilizia universitaria, tenendo ricerca e rapporto con gli studenti al centro.Internazionalizzazione e rapporto con il territorioLa decisa ripresa della mobilità studentesca e l’ampliamento delle collaborazioni scientifiche internazionali lanciano segnali positivi: la strategia futura sarà orientata a investire in cooperazione intesa non solo come sostegno, ma anche come leva per la ricerca e la didattica, promuovendo reti internazionali e contribuendo alla diffusione di una cultura di pace e giustizia sociale.Tra le azioni già in atto, da ricordare l’ospitalità offerta a studiosi di Paesi a rischio, i progetti di supporto ai migranti sul territorio locale, gli interventi in Africa dedicati all’educazione STEM, il supporto alla diffusione in quelle zone della chirurgia mininvasiva sostenibile e ai temi dei cambiamenti climatici, dei conflitti e delle migrazioni. Sono stati inaugurati inoltre nuovi progetti di cooperazione in Tanzania, Etiopia e Rwanda. L’Ateneo si sta infine attivando per accogliere nuovi studenti palestinesi. Per quanto riguarda il rapporto con il territorio, UniTS inaugurerà una nuova fase puntando a un dialogo più attivo e sistematico con imprese, enti e istituzioni. Pur rimanendo una Research University, l’Ateneo riconosce che la ricerca più avanzata nasce dall’incontro tra competenze accademiche e bisogni reali, e che la conoscenza prodotta deve tradursi in valore per la comunità. Investirà sul trasferimento tecnologico, rafforzando la sua presenza nei luoghi in cui si costruisce lo sviluppo, attraverso accordi quadro, convenzioni strategiche, progetti congiunti e promuovendo iniziative con impatto concreto sul territorio. DigitalizzazioneIntelligenza artificiale e Data Science sono state consolidate sia nell’offerta formativa che in un’attività scientifica di alto profilo riconosciuta a livello internazionale. Guardando al futuro, l’Ateneo intende rafforzare ulteriormente il proprio impegno nella diffusione della cultura digitale, del dato, dell’intelligenza artificiale e della cybersicurezza, promuovendo percorsi formativi e iniziative di educazione rivolti non solo alla comunità universitaria, ma anche al contesto sociale ed economico. “Da subito abbiamo dato forte sostegno alla costituzione di Agorai Innovation Hub, un ecosistema formato da realtà d’eccellenza per promuovere lo sviluppo di start-up, l’attrazione di talenti e una progettualità innovativa nel campo dell’Intelligenza Artificiale”, ha ricordato Vianelli.SostenibilitàNell’anno accademico appena avviato, l’Ateneo vanterà i primi laureati del Corso di Laurea Magistrale in “Engineering for the Energy Transition”, che valorizza anni di ricerca avanzata nel settore energetico in un percorso multidisciplinare pensato per rispondere alle priorità europee e nazionali della transizione verde. Un altro esempio significativo di investimento in sostenibilità è il nuovo Laboratorio ELISA, coordinato dal Centro Ciamician e dedicato alle tecnologie per lo stoccaggio dell’energia: un’infrastruttura che integra sei Dipartimenti e rafforza la capacità UniTS di contribuire a un futuro energetico sostenibile.Edilizia universitariaLa struttura policentrica dei campus dell’Ateneo a Trieste (da Piazzale Europa a Città Vecchia passando per San Giovanni, Porto Vecchio e i futuri ampliamenti a Cattinara), a Gorizia, Pordenone e Portogruaro, pone delle sfide a cui si è già iniziato a rispondere con azioni di razionalizzazione, riorganizzazione, accorpamento e decongestionamento. Parallelamente avanzano progetti strategici, grandi cantieri e interventi di restauro, riqualificazione e refitting, condotti anche con l’importante contributo di Fondazione CRTrieste.RicercaUniTS sta proseguendo in modo importante negli investimenti e nel rinnovo delle infrastrutture di ricerca, condizione essenziale per mantenere la sua capacità competitiva e di attrarre ricercatori di alto livello. Da segnalare i due nuovi spettrometri per la Risonanza Magnetica Nucleare, acquistati con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, e il ruolo di sostegno economico su questo tema di Fondazione CRTrieste, Fondazione Beneficentia Stiftung e le Fondazioni Benefiche Alberto e Kathleen Casali. Nel prossimo futuro l’Ateneo valorizzerà le chiamate dirette di docenti di chiara fama, tra cui alcuni vincitori di prestigiosi bandi ERC e FIS, e la partecipazione a bandi competitivi internazionali. Didattica innovativaIl costante aumento delle immatricolazioni trova ragione anche nell’offerta formativa in costante aggiornamento. Nel 2026 UniTS offrirà un nuovo corso dedicato alla Didattica della Matematica e della Fisica, per la formazione dei futuri insegnanti. Saranno inoltre lanciati i primi corsi online aperti e massivi, inseriti in un catalogo digitale, ampliando così le forme di apprendimento e le opportunità di aggiornamento per laureati e professionisti. Tra le sfide future spicca l’impegno nell’innovazione della didattica. Si tratta di una sfida culturale che risponderà al cambiamento generazionale degli studenti, ai loro stili cognitivi e alle loro aspettative, coniugando le potenzialità offerte dalla digitalizzazione con le nuove tecnologie e l’AI: una sfida che richiederà ai docenti di rivedere schemi, modelli e pratiche tradizionali.Anche l’Ambasciatrice D’Alessandro ha voluto rivolgere alla comunità studentesca un augurio per il nuovo anno accademico, ricordando al contempo il suo ruolo istituzionale in un luogo simbolo di collaborazione: “Il nostro compito di diplomatici in Francia è in definitiva questo: non solo promuovere l’interesse dell’Italia nelle sue molteplici declinazioni, ma anche mantenere viva l’armonia tra due dei Paesi più importanti al mondo, renderla un motore dell’Europa e dell’Occidente e, così facendo, contribuire a offrire ai giovani – a partire da quelli che studiano in questo Ateneo, ai quali auguro dal profondo del cuore, così come a tutti voi docenti, un eccellente anno accademico – un orizzonte di pace, di libertà e di opportunità condivise”.Hanno partecipato alla cerimonia il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, e il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, il Presidente del Consiglio degli Studenti, Morgan Baliviera e il Rappresentante del Personale Tecnico-Amministrativo, Salvatore Dore. La prolusione è stata affidata a Renata Longo, Ordinaria di Fisica per le Scienze della Vita, l’Ambiente e i Beni Culturali del Dipartimento di Fisica, “Oltre il grigio: i colori dei raggi X”. Nel corso della cerimonia sono stati anche assegnati i premi a studenti e matricole meritevoli, grazie ai contributi della Fondazione Università degli Studi di Trieste (FUST) e della Fondazione CRTrieste.Esecuzioni vocali e strumentali a cura di Coro e Orchestra dell’Università degli Studi di Trieste, direttore M. Riccardo Cossi.Discorso RettriceDiscorso Rappresentante degli studentiDiscorso Rappresentante del Personale tecnico amministrativo Discorso dell’Ambasciatrice D’Alessandro Abstract Ospite d’eccezione della cerimonia l’Ambasciatrice d’Italia in Francia, Emanuela D’Alessandro Mostra nel diario Off Periodo di permanenza in Magazine Fri, 19/12/2025 - 12:00 - Sat, 31/01/2026 - 12:00
UniTS lancia la sfida per un turismo senza barriere Read more about UniTS lancia la sfida per un turismo senza barriere Immagine WhatsApp Image 2025-12-04 at 14.21.17.jpeg Data notizia Thu, 04/12/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Nella settimana in cui si celebra la Giornata Internazionale delle persone con Disabilità (3 dicembre) UniTS diffonde i risultati dell’Hackathon “Inclusive Tourism for Everyone”, promosso nell’ambito del progetto europeo SITE – Shaping Inclusive Tourist Experiences finanziato dal Programma Interreg Italia–Croazia 2021–2027.Il progetto SITE è coordinato da Lorenzo Castelli, associato in Ricerca Operativa al Dipartimento di Ingegneria e Architettura (DIA) dell’Università di Trieste, in collaborazione con il gruppo di ricerca Trieste Inclusion and Accessibility Lab (TrIAL), referente Ilaria Garofolo, ordinaria di Architettura Tecnica allo stesso Dipartimento.Scopo di SITE è aumentare l'attrattività delle destinazioni dell'area del programma durante tutto l'anno, diffondendo una cultura transfrontaliera dell’Universal Design nell’ecosistema turistico, così da ridurre le barriere architettoniche, sensoriali e comunicative che limitano l’accesso alle persone con disabilità e ad altri gruppi con esigenze specifiche, come famiglie e anziani.L’Hackathon, moderato da Caterina Vidulli, fondatrice di Central Marketing Intelligence e Communication Manager del progetto SITE, è stato organizzato da UniTS Trieste insieme ai partner italiani e croati del progetto, con la compartecipazione del Comune di Trieste, Promoturismo FVG, CRIBA FVG, INU – Istituto Nazionale Urbanistica e dell’associazione Start-Up Turismo. Sono stati coinvolti 34 studenti universitari provenienti da Italia, Croazia e Slovenia, attivi in percorsi formativi eterogenei: architettura, urbanistica, lingue, management del turismo, scienze sociali e informatica. Tra i mentor che hanno supportato e guidato i lavori ci sono stati esperti in accessibilità ambientale, linguaggio facile, marketing del turismo, sociologi, referenti della associazione Oltre Quella Sedia.Nel corso delle due giornate, ai partecipanti è stato chiesto di sviluppare idee e soluzioni innovative capaci di integrare i principi dell’Universal Design, con l’obiettivo di progettare esperienze turistiche realmente accoglienti, fruibili e piacevoli per tutti: persone con disabilità, famiglie, anziani e visitatori con competenze linguistiche limitate. I gruppi multidisciplinari hanno collaborato in un clima di forte creatività e problem-solving, mettendo in dialogo competenze tecniche, progettuali e sociali.Un momento particolarmente significativo è stata la visita guidata lungo un itinerario cittadino, condotta da PromoTurismo FVG con la partecipazione di CRIBA FVG e della associazione Oltre Quella Sedia. L’esperienza ha permesso ai team di osservare direttamente il contesto urbano triestino e di individuare alcune delle principali criticità sperimentate dai turisti negli spostamenti in città. «La visita ha offerto ai partecipanti uno sguardo concreto sulle difficoltà che molti visitatori incontrano quotidianamente. È da qui che può nascere un turismo davvero attento e inclusivo», afferma Paola Pascoli, referente di CRIBA FVG.I progetti vincitori1° posto – “PathMate”Il progetto PathMate — dall’unione di “path” (percorso, viaggio) e “mate” (amico, compagno) — propone un’app che accompagna l’utente adattandosi alle sue esigenze e rafforzando la sua autonomia. PathMate semplifica la pianificazione degli spostamenti, offre una navigazione chiara e multicanale e fornisce informazioni utili su caratteristiche dei percorsi e accessi, come pendenza e tipologia di superficie. Team: Iftekhar Anwar (Computer Science, Politecnico di Torino), Arsenii Prostakov (Lingue, Univ. Federico II Napoli), Anastasija Ristova (Urbanistica, Univ. di Lubiana), Lucija Oštarić (Management del Turismo, Fiume), Alessia Gaia Russo (Design della Comunicazione, Politecnico di Milano).2° posto – “APO – All Paths Open”. Un sistema di partecipazione che collega turisti con disabilità o esigenze specifiche ai residenti che condividono la stessa condizione, con l’obiettivo di costruire una comunità sicura, informata, sensibile e coinvolta. Team: Patricia Ivančić (Scienze sociali, Univ. di Fiume), Eleonora Lazarova (Urbanistica, Univ. di Lubiana), Jana Krivošić (Management del Turismo, Fiume), Alessandra Airaudo (Digital Marketing, Unicusano).3° posto – “TourAble”Un’app pensata per rendere il turismo realmente accessibile grazie a un design inclusivo, intuitivo e adattivo. TourAble incoraggia la consapevolezza dei cittadini sui temi dell’accessibilità e offre percorsi senza barriere, attività per famiglie e informazioni dedicate a persone con disabilità visive e cognitive. Team: Daniyar Yegeubay (Computer Science, Federico II Napoli), Ester Calenda Casarin (Lingue, Ca’ Foscari), Pia Ržen (Architettura, Univ. di Lubiana), Korina Zorić (Management del Turismo, Fiume), Marianna Capriotti (Management del Turismo, Univ. di Perugia).«Partecipare all’Hackathon Inclusive Tourism for Everyone del progetto SITE – Interreg ITA CRO 2021-27 è stato un momento prezioso, sia dal punto di vista professionale che umano. Vedere così tanti giovani del mondo del turismo lavorare con competenza, curiosità e senso di responsabilità verso un futuro più accessibile è stato profondamente motivante», dichiara Annalisa Noacco di Willeasy, tra i membri della giuria. «Come Willeasy abbiamo accolto con entusiasmo l’invito dell’Associazione Startup Turismo, che ringrazio sinceramente per aver valorizzato il ruolo dell’accessibilità all’interno del percorso. In questa occasione ho avuto l’onore di rappresentare l’Associazione, in qualità di associata e delegata alle tematiche del turismo accessibile, contribuendo a portare la voce di chi ogni giorno lavora per un settore più inclusivo. Consegnare i premi ai team vincitori è stato un gesto simbolico ma significativo: il dialogo tra chi oggi opera per rendere il mondo più inclusivo e chi domani potrà trasformare questa visione in nuovi standard è la vera forza di un settore che sta evolvendo. L’impegno e la sensibilità dimostrati dai partecipanti confermano che innovazione e attenzione alle persone non sono binari paralleli, ma la stessa direzione. È questa l’energia che serve per costruire un turismo capace di accogliere, comprendere e includere davvero tutti».La giuria era composta inoltre dalle docenti Ilaria Garofolo (DIA, Università di Trieste) e Jelena Durkin Badurina (FTHM, Università di Fiume); Roberta Gigli, referente del Forum Of Adriatic And Ionian Cities; Erika Kosic, referente della Regione Friuli Venezia Giulia in qualità di Segreteriato Congiunto del programma Italia-Slovenia.Gli altri progettiGli altri progetti presentati hanno proposto soluzioni diversificate ma unite da un’unica visione inclusiva: dalla creazione di moduli temporanei universalmente accessibili, confortevoli, gratuiti e dotati di schermi informativi (progetto “Your Pod Stop”), allo sviluppo di un protocollo di certificazione per servizi attenti alle diversità (progetto “Inclusive Tourism”). Sono stati inoltre presentati un’app pensata per mettere in contatto turisti e residenti con esigenze simili (progetto “Help”) e una piattaforma di viaggio inclusiva che, grazie a contenuti verificati tramite intelligenza artificiale e dati reali dai social media, genera mappe personalizzate (progetto “AllWays”).Oltre ai premi in denaro destinati ai tre migliori progetti (4.000 € al primo, 2.000 € al secondo e 1.000 € al terzo classificato), finanziati dall’associazione Start-Up Turismo, i vincitori avranno accesso a sessioni di mentorship con l’associazione e con i partner del progetto SITE, e saranno invitati alla conferenza internazionale conclusiva del progetto, che si terrà a Opatija (Croazia).L’Hackathon si è concluso con la consapevolezza condivisa che progettare un turismo più inclusivo significa contribuire allo sviluppo di comunità più aperte, accoglienti e sostenibili. Abstract Nell’ambito del progetto europeo SITE – Shaping Inclusive Tourist Experiences, premiate le migliori idee per un turismo più accessibile Mostra nel diario Off
Applicazioni elettriche navali: conclusi a Trieste i test dei superconduttori e supercondensatori del progetto V-access Read more about Applicazioni elettriche navali: conclusi a Trieste i test dei superconduttori e supercondensatori del progetto V-access Immagine Progetto senza titolo (72).png Data notizia Wed, 03/12/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Società e territorio Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Si è chiusa a Trieste la due giorni dell’evento “ELECTRIC SHIP SUPER STORAGE EVENT” del progetto V-ACCESS, focalizzato sull’elettrificazione bordo nave tramite utilizzo di tecnologie innovative, come superconduttori e supercondensatori per l’accumulo di energia. All’evento hanno partecipato tutte le aziende e gli enti di ricerca universitari partner del progetto.Il progetto V-ACCESS, coordinato dall’Università di Trieste, è dedicato allo sviluppo di un sistema ibrido di accumulo energetico (HESS) di nuova generazione, che combina la tecnologia SMES – Superconducting Magnetic Energy Storage – a base di MgB2 – Diboruro di Magnesio – con i Supercondensatori.La combinazione di queste due tecnologie, a supporto delle batterie, consente una forte innovazione in termini sia prestazionali che di affidabilità per l'accumulo di energia e il rilascio di forti impulsi energetici.Le caratteristiche di unicità della soluzione proposta rappresentano il punto di forza di una tecnologia che troverà applicazione non solo nello shipping e nell’elettrificazione delle navi ma anche in settori industriali energivori. Inoltre, l’innovazione dei sistemi di storage svolgerà un ruolo fondamentale nei sistemi di alimentazione e sarà essenziale anche per bilanciare la produzione e il consumo di energia nelle reti elettriche, in risposta alla crescente integrazione di fonti rinnovabili e alle esigenze del green deal.Il vantaggio della soluzione studiata dal progetto V-Access, che è finanziato con fondi europei per un valore di 5.000.000 € ed è ottimizzato per integrarsi con i sistemi a batteria a bordo delle imbarcazioni, risiede nella gestione ibrida di un accumulatore SMES superconduttivo in MgB2 progettato e costruito da ASG Superconductors e dei Supercondensatori progettati e realizzati da Skeleton nell’ambito di un progetto che vede coinvolti anche Fincantieri, VARD, RINA, RSE, SINTEF, Università di Trieste, Genova e Birmingham e Politecnico di Milano. La tecnologia SMES dei superconduttori è ideale per l'accumulo di energia a breve termine e ad alta potenza, perfetta quindi per la modulazione di potenza e la stabilizzazione istantanea della tensione. I supercondensatori, invece, sono dispositivi di accumulo elettrostatico che offrono una rapidissima erogazione e assorbimento di potenza (alta densità di potenza) e una vita utile estremamente lunga (milioni di cicli). L’interazione “ibrida” in sinergia di queste tecnologie con le batterie tradizionali, oltre ad allungarne il ciclo di utilizzo, consente una innovativa gestione dei carichi e quindi la riduzione delle emissioni di CO2.I test del sistema superconduttivo SMES di ASG Superconductors e dei supercondensatori di Skeleton si sono svolti presso l'ETEF (Electric TEst Facility), il dimostratore tecnologico per applicazioni di sistemi elettrici per l’energia in ambito marino, realizzato dal partenariato di Università degli Studi di Trieste, Wärtsilä e Fincantieri nell’ambito dei programmi di ricerca scientifica e tecnologica nazionali del Segretariato Generale della Difesa.Giorgio Sulligoi di UniTS ha dichiarato “ETEF è il fiore all'occhiello delle facility sperimentali triestine, un hub dove ricercatori accademici e industriali lavorano insieme per definire il futuro delle navi elettriche” e poi ha concluso “la sinergia tra aziende e mondo universitario del progetto V - Access ha già reso tangibili i passi avanti verso una tecnologia di elettrificazione ibrida che sarà utile e necessaria non solo in ambito shipping ma in tutte le applicazioni che richiedono grandi e rapidi impulsi di energia”.Pietro Tricoli dell’Università di Birmingham e coordinatore tecnologico del progetto, ha aggiunto “il dimostratore di prova di supercondensatore e SMES superconduttivo è stato testato in un ambiente operativo altamente realistico, si punta ad un Livello di Maturità Tecnologica (TRL) pari a 5, passo prodromico alle future evoluzioni legate a progetti di sviluppo e installazione di questa tecnologia a bordo nave. “Gianluca Bertossi, Managing Director di Wärtsilä Italia ha dichiarato: “il dimostratore tecnologico ETEF rappresenta un’importante infrastruttura di ricerca e di de-risking tecnologico per i sistemi elettrici di bordo delle future unità navali, e consente di perseguire obiettivi analoghi anche per applicazioni terrestri che condividano requisiti simili di Power Quality, Quality of Service e affidabilità. In Europa non esiste un sistema con prestazioni comparabili in termini di potenza installata, caratteristiche tecnologiche, performance e capacità di prova.”Marco Nassi, Amministratore Delegato di ASG ha concluso: “è stato sfidante lavorare al progetto V-ACCESS insieme ai rilevanti partner che ringraziamo per aver operato in modo unitario al fine di portare il nostro SMES al successo in fase di test presso una facility di grande valore come ETEF. Riteniamo che lo storage superconduttivo sia una proposta ad alto contenuto tecnologico ideale per dare risposta alle esigenze di innovazione e resilienza delle reti”. Abstract Il progetto internazionale è coordinato da UniTS Mostra nel diario Off
PhD Welcome & Innovation Awards: al via il 41° ciclo di Dottorato Read more about PhD Welcome & Innovation Awards: al via il 41° ciclo di Dottorato Immagine Progetto senza titolo (71).png Data notizia Wed, 03/12/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Società e territorio Destinatari canale Ateneo Studiare Ricerca Destinatari target Studenti iscritti Post lauream Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Sono 161 i dottorandi iscritti al 41° ciclo della Scuola di Dottorato UniTS, un trend in crescita anche grazie agli studenti dall’estero che raggiungono il 20% del totale. Quasi in parità la proporzione donne/uomini, con all’aumento costante del numero delle studentesse che scelgono questo percorso.Sono i numeri diffusi durante l’evento di benvenuto dei nuovi dottorandi UniTS.Dopo il benvenuto della rettrice Donata Vianelli, dell’assessore al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia della Regione FVG Alessia Rosolen e di Ketty Segatti, direttore centrale per l’alta formazione regionale, si è tenuta anche la seconda edizione di PHD Innovation Award che, grazie al finanziamento della Fondazione CRTrieste, premia i cinque Dottori di Ricerca che hanno prodotto la migliore tesi nel 2025.Pensato per celebrare il merito, l’innovazione e la creatività dei giovani scienziati, il riconoscimento di 3000 Euro ciascuno è andato quest’anno a 5 giovani valutati tra 70 candidati da una commissione di esperti provenienti dai tre grandi settori ERC (European Research Council): Physical Sciences and Engineering, Life Sciences e Social Sciences and Humanities.I vincitori raccontano così la loro tesi:Alice Biasin (Corso di Dottorato in Chimica): “Integrando farmacologia sperimentale e ingegneria chimica e dei materiali, ho studiato l’efficacia di farmaci innovativi contro la fibrosi epatica, patologia ancora priva di terapie. Un ulteriore elemento distintivo della ricerca risiede nello sviluppo di modelli in vitro avanzati a base di idrogel con proprietà viscoelastiche che riproducono quelle del fegato sano e fibrotico. I risultati ottenuti dimostrano che gli inibitori delle ubiquitinasi riducono significativamente la fibrosi in vitro”.Giorgia Nadizar (Corso di Dottorato in Applied Data Science and Artificial Intelligence): “Ho studiato come processi tipici degli organismi naturali, come la plasticità neurale e lo sviluppo morfologico, possano tradursi in nuovi meccanismi per aumentare la flessibilità e le prestazioni dei robot. Parallelamente, ho progettato controllori trasparenti e facilmente comprensibili, in grado di eguagliare le prestazioni dei modelli più complessi. Infine, ho integrato per la prima volta queste due direzioni, mostrando che è possibile ottenere robot al tempo stesso biologicamente plausibili, adattabili e interpretabili”.Francesco Piazza (Corso di Dottorato in nanotecnologie): La mia tesi introduce biomateriali in agarosio con proprietà meccaniche controllabili per studiare come le cellule rispondono ai segnali meccanici. Il risultato più innovativo è l’identificazione della viscoplasticità come nuovo parametro chiave che regola l’adesione cellulare. Questo approccio propone un nuovo paradigma nel campo della meccanobiologia e apre nuove direzioni per la progettazione di biomateriali e modelli in vitro.Mattia Pozzebon (Corso di Dottorato in Storia delle Società, delle Istituzioni e del Pensiero. Dal Medioevo all’Età contemporanea): “Attraverso lo studio di scenari che spaziano dal presente fino al futuro più lontano, e grazie alla combinazione di analisi etica, immaginazione filosofica e confronto con altre discipline, l’obiettivo della tesi è stato quello di valutare eticamente se l’impiego di tecniche di editing genetico sugli animali possa contribuire a ridurre la loro sofferenza e a migliorare la qualità della loro vita.Loris Luciano Viteritti (Corso di Dottorato in Fisica): “La mia tesi esplora nuovi metodi per comprendere materiali quantistici particolarmente complessi, nei quali le interazioni tra le particelle danno origine a stati di materia “esotici”, come i liquidi di spin quantistici. Per superare i limiti dei metodi tradizionali è stato sviluppato un innovativo approccio che utilizza reti neurali artificiali per rappresentare e studiare questi sistemi. Grazie a una nuova tecnica di ottimizzazione, la ricerca permette di analizzare modelli estremamente difficili, ottenendo risultati più accurati rispetto alle metodologie convenzionali.Moderati da Francesco Longo, Delegato ai Dottorati di ricerca, hanno partecipato alla cerimonia Francesco Peroni, Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione Fondazione CRTrieste, Maria Pia Abbracchio, Università degli Studi di Milano, Gianfranco Pacchioni, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Bernardo Balboni, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Abstract Premiate grazie a Fondazione CRTrieste le 5 migliori tesi di Dottorato 2025 Mostra nel diario Off
UniTS, la ricerca corre in laboratorio e in pista Read more about UniTS, la ricerca corre in laboratorio e in pista Immagine Titolo (28).jpg Data notizia Mon, 01/12/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Società e territorio Destinatari canale Ateneo Ricerca Impegno pubblico e sociale Testo notizia All’Università di Trieste la ricerca “corre” ogni giorno, nei laboratori e lungo i percorsi delle iniziative solidali: grazie al lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori, al sostegno delle grandi fondazioni e alla partecipazione della comunità accademica a manifestazioni come la staffetta 24x1 ora di Telethon.In questo quadro si inserisce il finanziamento ottenuto da Elisa Lazzari, ricercatrice del Dipartimento di Scienze della Vita (DSV), nell’ambito del bando congiunto Fondazione Telethon–Fondazione Cariplo, giunto alla quarta edizione e dedicato a chiarire gli aspetti ancora oscuri del genoma umano potenzialmente responsabili di malattie rare.A livello nazionale il bando ha selezionato 26 nuovi progetti di ricerca, per un totale di circa 3,6 milioni di euro e con il coinvolgimento di 35 gruppi di ricerca in 12 regioni italiane. Quest’anno in Friuli Venezia Giulia l’unico progetto finanziato, per un investimento complessivo di circa 50.000 euro, è quello della ricercatrice UniTS intitolato “Studio del ruolo di RSPRY1 nella formazione dell’osso per capire i meccanismi patogenici della displasia spondilo-epimetafisaria di tipo Faden-Alkuraya”.Il progetto di ricerca di Elisa LazzariIl progetto si focalizza sulla displasia spondiloepimetafisaria di tipo Faden-Alkuraya, una malattia caratterizzata da difetti nello sviluppo delle ossa, disabilità intellettiva e ritardo nello sviluppo, causata da mutazioni nel gene RSPRY1, la cui funzione è al momento sconosciuta.Osservando la struttura predetta della proteina RSPRY1 e la posizione di alcune delle mutazioni identificate nei pazienti, il gruppo di ricerca di Elisa Lazzari ha ipotizzato che questa proteina possa funzionare, nelle cellule, come una E3 ubiquitina ligasi, una classe di enzimi che regolano i livelli di altre proteine e che alterazioni di questa attività possano essere alla base della malattia.Grazie al finanziamento ricevuto sarà possibile mettere alla prova questa ipotesi, iniziando a caratterizzare la funzione biochimica della proteina RSPRY1. Verranno inoltre sviluppati modelli cellulari che esprimono le forme mutate della proteina e, misurando diversi parametri, sarà verificato l’impatto delle mutazioni sul differenziamento del tessuto osseo.“Al termine del progetto – spiega Elisa Lazzari - ci si attende di aver ottenuto una sostanziale conoscenza della funzione di RSPRY1 all’interno delle cellule. Questi risultati costituiranno la base per futuri studi che approfondiranno tali processi, con l’obiettivo di definire in modo definitivo il meccanismo di azione di RSPRY1 e capire come la sua alterazione interferisca con lo sviluppo del tessuto osseo. Le informazioni raccolte rappresenteranno il punto di partenza per lo sviluppo di nuove terapie”.La 24x1 ora di Udine: un’onda arancione per TelethonL’ impegno a favore della ricerca ha attraversato nel weekend il tracciato urbano della tradizionale staffetta 24x1 ora di Telethon a Udine, dove UniTS ha espresso la sua testimonianza con una partecipazione da record.L’Ateneo triestino ha mobilitato quasi 400 persone e messo in pista 15 squadre, guidate dalla rettrice Donata Vianelli, che ha corso la prima frazione. L’onda arancione che ha animato la manifestazione ha visto una straordinaria partecipazione di tutta la comunità dell’Università di Trieste, con la presenza di sette direttori di dipartimento, insieme a numerosi docenti, ricercatori, tecnici-amministrativi e studenti.Protagonista speciale è stato Andrea Fontanive, studente di Fisica e ultramaratoneta, che ha percorso frazione dopo frazione tutte le 24 ore della staffetta. Un ruolo centrale nella partecipazione di UniTS lo ha avuto la Run Society, gruppo studentesco ormai punto fermo dell’adesione dell’Università di Trieste alla staffetta Telethon.Dai laboratori universitari al percorso cittadino di Telethon, la ricerca UniTS non si ferma mai, con l’obiettivo di creare nuove prospettive di cura per le malattie genetiche rare. Abstract Adesione record di tutta la comunità universitaria alla manifestazione Telethon che ha finanziato – unico in FVG - il progetto di Elisa Lazzari (DSV) Mostra nel diario Off Fotogallery UniTS alla Staffetta Telethon 2025
Delegazione dei sei Chinese Academy of Sciences (CAS) – TWAS Centres of Excellence in visita a UniTS Read more about Delegazione dei sei Chinese Academy of Sciences (CAS) – TWAS Centres of Excellence in visita a UniTS Immagine Progetto senza titolo (48).png Data notizia Tue, 25/11/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Società e territorio Destinatari canale Ateneo Ricerca Internazionale Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Una delegazione di rappresentanti dei sei Chinese Academy of Sciences (CAS) – TWAS Centres of Excellence ha fatto visita a UniTS, accolta dalla rettrice Donata Vianelli, dalla delegata per le Relazioni internazionali Elisabetta De Giorgi, dal prorettore alla Ricerca Paolo Fornasiero, dal direttore del Dipartimento MIGE Stefano Parolai e da Stefano Di Bella del Dipartimento di Scienze Mediche. La delegazione era accompagnata dal Prof. Knobel, Direttore Esecutivo TWAS.I CAS-TWAS CoEs rappresentano un’importante opportunità per i ricercatori per sviluppare le loro linee di studio nei laboratori di eccellenza situati a Pechino.Oltre a discutere di futuri obiettivi e possibili ampliamenti dei loro progetti in corso, la delegazione ha potuto conoscere la realtà e le opportunità offerte dall’Università di Trieste e dalla rete SiS FVG.Questi i 16 membri della delegazione in visita a Trieste:Dongyao Wang, Deputy Director Division of International Organization Programs, Bureau of International Cooperation, Chinese Academy of Sciences; Zhaohui Lin, Professor&Director CAS-TWAS Centre of Excellence for Climate and Environmental Sciences (ICCES), Institute of Atmospheric Physics, Chinese Academy of Sciences; Xiaodong Zeng, Professor&Deputy Director, TWAS Young Affiliate Alumni, CAS-TWAS Centre of Excellence for Climate and Environmental Sciences (ICCES), Institute of Atmospheric Physics, Chinese Academy of Sciences; Chenglai Wu, Professor TWAS Young Affiliate, CAS-TWAS Centre of Excellence for Climate and Environmental Sciences (ICCES), Institute of Atmospheric Physics, Chinese Academy of Sciences; Bo Hao, Program Officer for International Cooperation, CAS-TWAS Centre of Excellence for Climate and Environmental Sciences (ICCES), Institute of Atmospheric Physics, Chinese Academy of Sciences; Chunshan Li, Professor&Director, TWAS Young Affiliate Alumni, The CAS-TWAS Centre of Excellence for Green Technology (CEGT), Institute of Process Engineering, Chinese Academy of Sciences; Yang Zhou, Program Officer for International Cooperation, The CAS-TWAS Centre of Excellence for Green Technology (CEGT), Institute of Process Engineering, Chinese Academy of Sciences; Yanping Zhang, Professor&Director CAS-TWAS Centre of Excellence for Biotechnology (CoEBio), Institute of Microbiology, Chinese Academy of Sciences; Liu He, Program Officer for International Cooperation, CAS-TWAS Centre of Excellence for Biotechnology (CoEBio), Institute of Microbiology, Chinese Academy of Sciences; Likui Wang, Associate Professor CAS-TWAS Centre of Excellence for Emerging Infectious Disease (CEEID), Institute of Microbiology, Chinese Academy of Science; Wang Liang, Associate Professor CAS-TWAS Centre of Excellence for Emerging Infectious Disease (CEEID), Institute of Microbiology, Chinese Academy of Sciences; Qihui Wang, Professor CAS-TWAS Centre of Excellence for Emerging Infectious Disease (CEEID), Deputy Directo Institute of Microbiology, Chinese Academy of Sciences; Fang Chen, Professor&Director Co-Chair of TWAS Young Affiliates Network, CAS-TWAS Centre of Excellence for Space Technology for Disaster Mitigation (SDIM), Aerospace Information Research Institute, Chinese Academy of Sciences; Lei Wang, Professor CAS-TWAS Centre of Excellence for Space Technology for Disaster Mitigation (SDIM), Aerospace Information Research Institute, Chinese Academy of Sciences; Baiwen Ma, Professor&Director CAS-TWAS Center of Excellence for Water and Environment (CEWE), Research Center for Eco-Environmental Sciences, Chinese Academy of Sciences; Jiaoqi Huyan, Program Officer CAS-TWAS Center of Excellence for Water and Environment (CEWE), Research Center for Eco-Environmental Sciences, Chinese Academy of Sciences. Abstract Discusse possibilità di future collaborazioni Mostra nel diario On Periodo di permanenza in Magazine Thu, 27/11/2025 - 12:00 - Sun, 14/12/2025 - 12:00
La rettrice Vianelli riceve le "clementine antiviolenza" da Confagricoltura Donna FVG Read more about La rettrice Vianelli riceve le "clementine antiviolenza" da Confagricoltura Donna FVG Immagine Titolo (56).jpg Data notizia Tue, 18/11/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Impegno pubblico e sociale Destinatari target Territorio e società Testo notizia In previsione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), Confagricoltura Donna Friuli Venezia Giulia ha voluto omaggiare la rettrice Donata Vianelli con una retina di clementine della campagna nazionale #OrangeConfagri, di cui l'organizzazione di categoria è promotrice.Le "clementine antiviolenza", che rappresentano la forza, la dolcezza e la rinascita, verranno distribuite in questi giorni nelle piazze italiane in cambio di un’offerta libera, destinata a sostenere economicamente le strutture presenti sul territorio che ogni giorno offrono ascolto, protezione e supporto alle donne vittime di violenza.La consegna simbolica è avvenuta nella sala Cammarata del Rettorato, dove Paola Giovannini Pasti e Roberta Valera, rispettivamente presidente e socia di Confagricoltura Donna FVG hanno incontrato la Rettrice e presentato l'iniziativa di solidarietà, giunta alla 15esima edizione.La rettrice Vianelli ha sottolineato il grande impegno dell'Università di Trieste per contrastare efficacemente ogni forma di violenza di genere, anticipando alcune delle attività in programma nella Focus Week promossa anche quest'anno dal Comitato Unico di Garanzia (CUG) dell'Ateneo triestino e ha offerto la disponibilità a future collaborazioni con l'associazione di categoria. Abstract La campagna #OrangeConfagri raccoglie fondi in favore dei Centri Antiviolenza del territorio Mostra nel diario Off
La rettrice Vianelli a "TOP500 aziende": «Cresciamo assieme al territorio» Read more about La rettrice Vianelli a "TOP500 aziende": «Cresciamo assieme al territorio» Immagine Titolo (55).jpg Data notizia Mon, 17/11/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Territorio e società Testo notizia Intervenuta all’evento TOP500 aziende, organizzato da NEM – Nord Est Multimedia nella sala Oceania della Stazione Marittima, la rettrice Donata Vianelli ha richiamato il ruolo strategico dell’Ateneo per la crescita del territorio, sottolineando come la traiettoria di UniTS sia sempre più legata allo sviluppo del contesto in cui opera, e ha commentato i lusinghieri risultati conseguiti dall’Ateneo sul fronte delle immatricolazioni.«Quest'anno registriamo una crescita addirittura a doppia cifra, del 13%, nelle lauree triennali e magistrali a ciclo unico», un dato destinato ad aumentare «probabilmente al 15%» con il completamento delle iscrizioni nell’area medica dopo il semestre filtro. Di fronte le sfide future dell’inverno demografico, per un’università come la nostra diventa cruciale il ruolo del territorio e il dialogo che riusciamo ad attivare con le aziende e le istituzioni. Crescere, ha osservato Vianelli, sarà possibile perché «il territorio sta diventando più attrattivo: l’Università di Trieste sta crescendo assieme a Trieste, una città profondamente cambiata rispetto al passato», più aperta, internazionale ed eleggibile come luogo ideale di studio, di lavoro e di vita.Crescere, però, non è solo una questione di numeri: «Non è un percorso che possiamo gestire senza una visione, senza una strategia, senza azioni che ci portino alla crescita». Da oltre dieci anni l’Ateneo lavora sull’attrattività, puntando a portare a Trieste giovani da tutta Italia e, sempre di più, dall’estero.Uno dei pilastri di questa crescita condivisa è il rapporto con il tessuto produttivo: in proposito la Rettrice ha citato il lavoro avviato nel 2013 sul job placement, costruendo un dialogo strutturato con le aziende. Ci sono imprese che «aspettano il nostro laureato quando serve» e spesso non lo trovano, mentre altre che «attivano un dialogo continuo con l’università» e fanno un vero lavoro di talent acquisition, coinvolgendo studentesse e studenti già durante la laurea triennale o magistrale. Questo approccio contribuisce a creare valore per le imprese, per l’Ateneo e per Trieste in termini di reputazione e capacità di attrarre talenti.In questo quadro, Vianelli ha richiamato i risultati recentemente diffusi sui tassi di occupazione dei laureati UniTS, con l’Università di Trieste prima in Italia in diverse aree disciplinari, tra cui ingegneria, architettura, economia e l'area farmaceutico-sanitaria, e ai vertici anche nell’area giuridica.La collaborazione con il mondo delle imprese si realizza a partire dalla progettazione dell’offerta formativa attraverso il coinvolgimento dei rappresentanti aziendali nelle fasi di istituzione e di revisione dei corsi di laurea. Ciò consente di leggere i trend del mercato del lavoro, identificare le competenze emergenti e aggiornare in modo continuo le attività didattiche, garantendo un adattamento costante alle necessità del mondo del lavoro.Accanto al placement, un capitolo importante è quello della formazione imprenditoriale: Vianelli ha citato l’esperienza dell’Innovators Community Lab, il laboratorio di Ateneo in cui gruppi interdisciplinari di studenti e studentesse sviluppano idee di impresa e vengono accompagnati nella definizione del progetto e del business plan, con il supporto di imprenditori e professionisti esterni.Nel suo intervento la rettrice ha affrontato anche il tema degli stipendi dei giovani e della mobilità verso l’estero, dove sono offerte posizioni meglio remunerate. Si tratta di una questione che riguarda le politiche economiche e il quadro fiscale nazionale, ma sulla quale il territorio può incidere rendendo l’ambiente di vita e di lavoro più attrattivo per favorire un rientro di profili ad alta qualificazione.Vianelli ha collegato questo ragionamento al tema dell’emergenza demografica: università e imprese sono chiamate a pensare strategie di lungo periodo sull’investimento nel capitale umano e sull’attrazione di studentesse e studenti dall’Italia e dall’estero.Un passaggio significativo è stato dedicato al fenomeno del dropout universitario. In Italia, ha ricordato la rettrice, circa un quarto degli studenti abbandona il percorso, con picchi superiori al 30% in alcuni corsi di laurea. Un abbandono rappresenta un «fallimento» per le persone coinvolte e per l’università, perché può tradursi in perdita di motivazione e in maggior rischio di disoccupazione. Per questo, ha spiegato, non è sufficiente “promuovere” l’Ateneo per ottenere iscrizioni, ma fornire supporto costante agli studenti e sconsigliare scelte lontane dalle attitudini e dalle passioni di ciascuno.In questa prospettiva, la rettrice ha valorizzato il ruolo degli ITS in Friuli Venezia Giulia come partner nel costruire un sistema formativo integrato. La collaborazione si concentra su due assi principali: l’orientamento congiunto, per indirizzare ragazze e ragazzi verso il percorso più adatto, e lo scambio di competenze, con il coinvolgimento dei docenti UniTS nella didattica degli ITS e l’utilizzo dei laboratori ITS per attività formative condivise.«Possiamo ottenere grandi risultati facendo collaborare tutto il sistema dell’educazione e quello produttivo», ha concluso. Abstract Ospite dell’evento NEM la Rettrice si è rivolta al mondo produttivo richiamando strategie e obiettivi comuni Mostra nel diario On Periodo di permanenza in Magazine Thu, 27/11/2025 - 12:00 - Thu, 18/12/2025 - 12:00
UniTS all'evento annuale dedicato al Public Engagement Read more about UniTS all'evento annuale dedicato al Public Engagement Immagine Titolo (24).jpg Data notizia Fri, 14/11/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Impegno pubblico e sociale Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Possono le università e gli enti di ricerca esistere senza collaborare con la società che li circonda? E se la capacità di dialogare, co-progettare e restituire valore al territorio fosse la missione per eccellenza del loro futuro? Queste sono le domande cruciali emerse durante l’incontro annuale di APEnet, questioni che ribaltano le gerarchie tradizionali e pongono il Public Engagement non più come un’attività accessoria, ma come la condizione stessa per una nuova fase di rilevanza degli atenei. Nella splendida cornice dell’Università Federico II di Napoli, il 6 e 7 novembre 2025 si è svolta la settima edizione dell’evento della Rete italiana che conta circa 60 tra Atenei ed Enti di Ricerca intitolato: “Destinazione Public Engagement" ha riunito i vertici istituzionali del sistema accademico e della ricerca in Italia. L'Università di Trieste, socia di APEnet fin dalla fondazione e che lo scorso anno aveva ospitato l'evento annuale, è stata rappresentata dalla prorettrice all'Impegno pubblico e sociale Caterina Falbo.La giornata inaugurale ha ospitato un confronto di alto profilo tra CRUI, ANVUR e rappresentanti del mondo universitario e della ricerca, che ha sancito il passaggio da una fase di riflessione teorica alla costruzione condivisa di politiche e strumenti concreti.Il Public Engagement non è più, quindi, la “terza” missione in ordine di importanza, ma un pilastro fondante, un elemento osmotico che deve permeare didattica e ricerca. Come ha sottolineato Pier Andrea Serra, Presidente di APEnet, le università e gli enti di ricerca sono chiamati a esercitare una profonda accountability sociale, in cui la missione ultima è la restituzione di valore alla collettività.«Significa - secondo il Presidente Serra - superare la divulgazione per abbracciare un approccio di co-creazione e un dialogo bidirezionale, comune a tutte le discipline, in cui l’ascolto delle comunità diventa la chiave per generare un impatto reale sulla qualità della vita delle persone. Il nostro obiettivo è dare voce ai pubblici costruendo un legame duraturo e significativo».Nella seconda giornata dell’evento i progetti finanziati dal PNRR sono stati presentati come laboratori reali dove le pratiche di Public Engagement sono state messe alla prova su larga scala. Queste esperienze hanno dimostrato in modo inequivocabile il ruolo cruciale del PE nel connettere ricerca, innovazione e bisogni concreti della comunità, agendo come un potente catalizzatore per la costruzione di fiducia.La due giorni organizzata da APEnet si è conclusa con la convinzione di poter aprire la stagione del consolidamento, una fase resa concreta dall'impegno della CRUI a istituire un tavolo di dialogo permanente con APEnet per tradurre i principi condivisi in regolamenti e pratiche operative, garantendo sostenibilità e riconoscimento a un impegno non più delegabile. Leggi di più Abstract La Rete italiana APEnet conta quasi 60 università ed enti ricerca. Il dialogo con la società non è più una “terza missione”, ma parte integrante dell’identità accademica e scientifica Mostra nel diario Off