T4EU Student Garden: nel Campus di Piazzale Europa nasce un laboratorio verde a cielo aperto Read more about T4EU Student Garden: nel Campus di Piazzale Europa nasce un laboratorio verde a cielo aperto Immagine T4EU Student Garden.png Data notizia Mon, 08/06/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Studiare Destinatari target Futuri studenti Studenti iscritti Territorio e società Testo notizia Un piccolo spazio verde del campus trasformato in un laboratorio a cielo aperto, dove osservare da vicino come la natura possa adattarsi alle sfide del cambiamento climatico.Nasce così il T4EU Student Garden dell’Università di Trieste, realizzato nell’ambito del Work Package 6 “Green Campus Life, Inclusion and Wellbeing” dell’Alleanza europea Transform4Europe – T4EU. L’iniziativa prevede che ogni Ateneo partner realizzi uno Student Garden attraverso un’azione collaborativa, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità universitaria sui temi della sostenibilità ecologica e della trasformazione ambientale.A UniTS il progetto ha preso forma in un’area verde da tempo dismessa, situata a ridosso dell’Edificio H3, sul lato verso l’Orto Botanico dell’Ateneo. Lo spazio è stato ripensato e riqualificato come un’isola di biodiversità, con l’introduzione di specie vegetali prevalentemente native dell’area mediterranea e selezionate per la loro capacità di resistere a ondate di calore e periodi di siccità sempre più frequenti.Il cuore dell’iniziativa è il tema della cosiddetta “migrazione assistita” di specie vegetali: un approccio già adottato in diverse città europee, che mira a favorire la sopravvivenza e la sostenibilità del verde urbano in uno scenario climatico in rapido cambiamento. Gli studenti e le studentesse coinvolti hanno partecipato alla progettazione dello spazio, alla scelta delle specie vegetali e alle attività di piantumazione. Nei primi mesi di attecchimento, saranno inoltre impegnati nell’irrigazione periodica e calendarizzata delle piante, contribuendo così alla cura diretta del nuovo giardino.Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione tra T4EU, il Dipartimento di Scienze della Vita e diversi uffici dell’amministrazione centrale, con il coinvolgimento diretto di studenti e studentesse del DSV. La progettazione e l’esecuzione dell’intervento sono state coordinate e supervisionate dal dott. Andrea Moro, Curatore dell’Orto Botanico dell’Ateneo, dal prof. Andrea Nardini, ordinario di Fisiologia Vegetale, e dalla dott.ssa Martina Tomasella, ricercatrice a tempo determinato in Fisiologia Vegetale. Abstract Un’area verde nei pressi dell’Edificio H3 è stata riqualificata grazie alla collaborazione tra T4EU, DSV, studenti e uffici dell’Ateneo Mostra nel diario Off Fotogallery
MareSkill: a UniTS il meeting finale di progetto e una study visit tra ricerca, imprese e innovazione Read more about MareSkill: a UniTS il meeting finale di progetto e una study visit tra ricerca, imprese e innovazione Immagine Progetto senza titolo - 2026-06-08T093044.181.png Data notizia Mon, 08/06/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia L’Università degli Studi di Trieste ha ospitato il project meeting del progetto Interreg Italia-Croazia MareSkill, appuntamento che ha riunito i partner dell’iniziativa per programmare le attività conclusive in vista della chiusura del progetto, prevista a settembre 2026.Le attività hanno incluso una study visit organizzata nell’ambito dei progetti MareSkill e DIH Innovamare, che ha coinvolto rappresentanti dei partenariati, studenti, giovani ricercatori e professionisti della blue economy provenienti da Italia e Croazia.La visita di studio è stata dedicata ai temi dell’innovazione, della sostenibilità e dello sviluppo delle competenze per l’economia del mare nell’area adriatica. I due progetti costituiscono infatti un importante esempio di cooperazione transfrontaliera: DIH Innovamare sostiene la trasformazione digitale e tecnologica del settore marittimo attraverso il coinvolgimento di imprese, centri di ricerca e istituzioni, mentre MareSkill promuove la formazione di nuove professionalità nei comparti della nautica, della logistica e dell’economia del mare, con particolare attenzione alle sfide della transizione verde e digitale.L’iniziativa ha rappresentato anche un’importante occasione per rafforzare il dialogo tra l’Ateneo e il sistema economico del territorio. Organizzata con il contributo dell’Università di Trieste e di Unioncamere del Veneto, in collaborazione con Mare Tech FVG, la study visit ha consentito ai partecipanti di conoscere da vicino alcune delle realtà più significative del comparto marittimo regionale.Il programma ha previsto la visita al Porto di Monfalcone, infrastruttura strategica per i traffici e la logistica del Nord Adriatico, e allo stabilimento di Groupe Beneteau Italia, azienda leader a livello internazionale nella nautica da diporto. Un’occasione concreta per approfondire le dinamiche di innovazione che stanno trasformando il settore e per favorire l’incontro tra il mondo della formazione, della ricerca e quello delle imprese.Nel corso della giornata è intervenuto anche il Comune di Monfalcone, che ha illustrato le strategie di sviluppo locale e le opportunità di crescita connesse all’economia del mare, evidenziando il ruolo del territorio come hub di innovazione e competitività per il sistema marittimo adriatico.Le iniziative hanno confermato il ruolo dell’Università di Trieste quale punto di riferimento per la ricerca, la formazione e l’innovazione nel settore marittimo. Attraverso la partecipazione a progetti europei e la collaborazione con imprese, istituzioni e stakeholder del territorio, l’Ateneo contribuisce allo sviluppo di competenze avanzate e alla costruzione di reti capaci di sostenere la crescita sostenibile e la competitività dell’area adriatica.Foto: partecipanti al project meeting e alla study visit dei progetti Interreg Italia-Croazia MareSkill e DIH Innovamare organizzati dall’Università degli Studi di Trieste in collaborazione con partner istituzionali e industriali del territorio. Abstract L’Ateneo ha ospitato i partner del progetto Interreg Italia-Croazia e promosso un confronto diretto con le principali realtà della blue economy del territorio Mostra nel diario Off
GeoAdriatico 2026: IMEC e allargamento UE ai Balcani al centro dei dibattiti Read more about GeoAdriatico 2026: IMEC e allargamento UE ai Balcani al centro dei dibattiti Immagine 1.png Data notizia Fri, 05/06/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Dall’allargamento dell’Unione europea ai Balcani Occidentali, il corridoio economico India-Medioriente-Europa, la moderna centralità dell’Artico, nonché lo scacchiere Euro-Adriatico Ionico della diplomazia consolare sono alcuni dei temi dell’edizione 2026 di GeoAdriatico (www.geoadriatico.it), il simposio internazionale di geopolitica in programma dall’11 al 14 giugno a Trieste.GeoAdriatico, promosso dalla Cinzia Vitale Initiative for Culture (www.vitaleinitiative.it) in partnership con l’Università degli Studi di Trieste, approfondisce, altresì, argomenti riguardanti la cybersecurity, l’intelligenza artificiale, il G20 quale piattaforma per cooperare su trasporti, infrastrutture portuali e mare, e ancora tematiche inerenti la salvaguardia del Pianeta.«GeoAdriatico interpreta la vocazione internazionale e multidisciplinare dell'Università di Trieste. Le grandi questioni che caratterizzano il nostro tempo non possono essere affrontate all'interno dei confini di una singola disciplina. Richiedono il contributo integrato delle scienze sociali, economiche, giuridiche, tecnologiche e ambientali. In questo contesto, il nostro Ateneo mette a disposizione una rete di competenze riconosciute a livello internazionale, contribuendo a fare di Trieste un laboratorio privilegiato di dialogo tra diplomazia, ricerca scientifica e sviluppo economico. È proprio dalla collaborazione tra saperi, istituzioni e comunità scientifiche che possono nascere le risposte più efficaci alle sfide globali del presente e del futuro», afferma Mauro Tretiach, Prorettore Vicario dell'Università degli Studi di Trieste«In uno scenario globale segnato da conflitti che, attualmente, coinvolgono oltre novanta Paesi nel mondo – dichiara Roberto Vitale, presidente di GeoAdriatico e della Vitale Initiative ideatrice del simposio internazionale - la diplomazia internazionale è più che mai fondamentale per costruire la pace. Questo attivo impegno nel dialogo e nella cooperazione rappresenta il cuore pulsante e la priorità del simposio che conferisce a Trieste la baricentricità del nuovo scacchiere geopolitico mondiale».GeoAdriatico è un evento che gode, tra gli altri, dei patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, del ministero dell’Economia e della Finanza, del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, del ministero dell’Università e della Ricerca, del ministero della Difesa, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della collaborazione della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.All’edizione 2026 di GeoAdriatico sono annunciati, tra gli altri, gli interventi dell’ambasciatore Francesco Maria Talò, inviato speciale IMEC del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, dell’ammiraglio di squadra Pierpaolo Ribuffo, capo dipartimento Politiche del mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’ambasciatore Giorgio Marrapodi, rappresentante permanente d’Italia alle Nazioni Unite, Marco Alberti, ambasciatore d’Italia in Albania, Marcelo Knobel, direttore esecutivo del TWAS (Academy of Sciences for the Developing World), Paolo Trichilo, ambasciatore d’Italia in Croazia, Andrea Romanino, direttore della SISSA (Scuola Internazionale Studi Superiori Avanzati) e Luca Gori, ambasciatore d’Italia in Serbia. All’opening ceremony di GeoAdriatico, che si svolgerà giovedì 11 giugno, alle 9.30, nel salone di rappresentanza della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con ingresso riservato, sono previsti, altresì, gli interventi di Marco Consalvo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Vincenzo Garofolo, commissario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, Carmelo Barbarello, coordinatore IMEC del ministero degli Affari esteri e Cooperazione Internazionale, Francesco Benevolo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale, Massimo Campailla, docente di Diritto Navigazione e dei Trasporti all’Università di Trieste, Paola Del Negro, direttrice generale dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS e Dario Giacomin, vice presidente Sviluppo prodotti subacquei di Fincantieri.Tra gli oltre 70 partecipanti a GeoAdriatico, in rappresentanza di oltre 10 Nazioni, ci sono anche Stefano Pilotto, docente di Relazioni internazionali al MIB Trieste School of Management, Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, Roberto Musneci, presidente della Camera Commercio Italiana per la Romania, Alessandro Lombardi, responsabile Progetti InCE (Iniziativa Centro Europea), Giuseppe Mancini, vice presidente Intelligence and International Security di Leonardo, Antonio Gurrieri, amministratore delegato di Alpe Adria, Nicola Polato, responsabile NordEst di SIMEST, Pasquale Silvestro, vice presidente della Camera di Commercio Italiana per la Romania e Gabriele Bellon, direttore generale di BCC Venezia Giulia, Daniel Burcea, direttore filiale Italia della Banca Transilvania, Paul Vatamanu, CEO Vatamanu Coperture, Francesco Caputo, direttore HR Prysmian Romania, Gianluca Meomartini, vice presidente vendite Bitdefender, Giuseppe Mancini, vice presidente intelligence&internazionale Leonardo Spa, Claudio Taboga, general manager Vard Shipyards Romania (Fincantieri), Maria Teresa Tombini, senior advisor Group International Pubblic Affairs Assicurazioni Generali che interverranno al panel su economia, diplomazia scientifica e cybersecurity che si svolgerà giovedì 11 giugno, a partire dalle 14.30, nella sala maggiore della Camera di Commercio Venezia Giulia. GeoAdriatico, che gode della media partnership dell’agenzia di stampa ANSA, vede partecipare anche il generale di brigata Carlo Di Somma, presidente del Comitato di Indirizzo Interforze Ambiente Artico, Sub Artico e Antartide del ministero della Difesa, Fausto Ferraccioli, direttore della sezione Geofisica dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale OGS, Luigi Matarazzo, direttore generale della Divisione navi mercantili di Fincantieri, Fabrizio Orengo, direttore dell’Istituto Idrografico della Marina Militare, Giuliana Panieri, direttrice dell’Istituto di Scienze Polari del CNR, Giuliana Panieri, direttrice dell’Istituto di Scienze Polari del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e Stefano Polli, editorialista dell’agenzia di stampa ANSA.Nella sala di rappresentanza del MIB Trieste School of Management, venerdì 12 giugno, alle 9.30, dove si parlerà dell’allargamento dell’Unione europea ai Balcani Occidentali, dopo i saluti di Maria Tripodi, sottosegretario di Stato agli Affari esteri e alla Cooperazione internazionale, sono previsti gli interventi di Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, Franco Dal Mas, segretario generale dell’Iniziativa Centro Europea, Anila Bitri Lani, ambasciatore d’Albania in Italia, Mauro D’Ubaldi, vice segretario generale della Difesa, Andreina Marsella, ambasciatrice d’Italia in Montenegro, Elisabetta Dovier, programme manager dell’InCE (Iniziativa Centro Europea), oltre alla senatrice Tatjana Rojc, membro della Commissione Politiche UE del Senato, Francesco Deana, docente di Diritto dell’Unione europea all’Università di Udine e Andrea Tracogna, dean del MIB Trieste School of management, nonché docente di Economia e Gestione delle Imprese all’Università di Trieste.Venerdì 12 giugno, alle 16, nella sala rossa Desiata della Camera di Commercio Venezia Giulia che è partner di GeoAdriatico, si parlerà, invece, di Spazio nell’era dei conflitti invisibili con Anna Gregorio Michelazzi, astrofisica dell’Università di Trieste, Beatrice Manassero, dell’ufficio Spazio e Cooperazione scientifica del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Fabrizio Rovatti, project manager di Area Science Park, nonché Carlo Baccigalupi, docente di Cosmologia alla SISSA (Scuola Internazionale Superiore Studi Avanzati), Federico Battera, docente di Storia e istituzioni dell’Africa dell’Università di Trieste, Massimo Comparini, direttore della Divisione Spazio di Leonardo, Valter Bonvicini, direttore Sezione Trieste INFN (Istituto Nazionale Fisica Nucleare), Guido Bortoluzzi, docente Strategia e organizzazione MIB Trieste School of Managemnent e Andrea Vacchi, docente Fisica Università di UdineGeoAdriatico 2026 ospita anche un panel dedicato agli allievi del master Sustainable Blue Growth diretto da Mounir Ghribi che, a loro volta, saranno relatori, sabato 13 giugno, alle 9.30, nella sala rossa dell’Autorità di Sistema Portuale del Marea Adriatico Orientale, su argomenti che riguardano il mare come elemento imprescindibile per il futuro delle società. Ad affiancarli ci saranno Steve Taylor, coordinatore progetto North Adriatic Hydrogen Valley e Rodolfo Taccani, docente Sistemi energetici dell’Università di Trieste.Infine, sabato 13 giugno, alle 10, nel salone di rappresentanza del Segretariato Generale dell’InCe (Iniziativa Centro Europea), si discute del nuovo scacchiere Euro-Adriatico Ionico con la partecipazione, tra gli altri, di Marco Ferruzzi Balbi, console della Repubblica di Polonia, Massimiliano Fabian, console della Repubblica del Camerun, Agnese Ghersi, console della Repubblica di Francia, Adina Lovin, console generale della Repubblica di Romania, Sabrina Strolego, console della Repubblica d’Austria e Lucia Montesanti, docente di Sociologia dei fenomeni politici all’Università Magna Graecia. Abstract Al via la 6. edizione del simposio dedicato a diplomazia, economia e scienza promosso da Vitale Initiative e UniTS Mostra nel diario Off
UniTS e Africa: didattica digitale e science diplomacy nella conferenza internazionale STACK in Trieste 2026 Read more about UniTS e Africa: didattica digitale e science diplomacy nella conferenza internazionale STACK in Trieste 2026 Immagine STACK (migliorata).png Data notizia Wed, 03/06/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Studiare Internazionale Destinatari target Studenti iscritti Studenti Internazionali - Degree Seeker Territorio e società Testo notizia Al MiGE si è tenuta la conferenza internazionale “STACK in Trieste 2026”, dedicata all’uso di strumenti digitali open source per migliorare la didattica nei corsi STEM e sostenere la cooperazione scientifica con le università africane.L’iniziativa si inserisce in un percorso avviato nel 2022, quando l’Ateneo è stato il primo in Italia a installare STACK, software per l’insegnamento e la valutazione automatica nelle discipline scientifiche. Da allora UniTS ha sviluppato una propria banca di domande per i corsi di base, oggi utilizzata da circa 1000 studenti ogni anno.STACK (System for Teaching and Assessment using a Computer algebra Kernel) consente agli studenti di esercitarsi in autonomia attraverso esercizi interattivi, generati in modo parametrico e corretti automaticamente. Il sistema fornisce feedback mirati e soluzioni guidate, permettendo ai docenti di introdurre forme di valutazione continua anche in classi numerose.Questo aspetto è particolarmente rilevante nei corsi STEM di base e nei contesti universitari in forte crescita: in alcune università africane, per esempio, l’aumento della popolazione studentesca ha portato a classi molto ampie, con un rapporto tra studenti e docenti difficile da sostenere con strumenti tradizionali.“La crescita demografica in Africa ha portato, insieme ad altri fattori, a classi universitarie STEM estremamente numerose, in alcuni casi di oltre 1000 studenti per singolo docente. Le risorse delle università non sono cresciute in modo proporzionale, nonostante lo studio delle materie STEM sia sempre più centrale per il mondo del lavoro e per lo sviluppo. D’altro canto, nel contesto italiano la valutazione continua STEM è pressoché assente, in quanto comporta ingenti risorse per i docenti. Il software open source STACK aiuta ad affrontare entrambe queste sfide, simultaneamente e con uno sforzo congiunto”, sottolinea il professor Lewanski (MiGE).La conferenza ha riunito 46 partecipanti provenienti da 12 Paesi. Hanno preso parte ai lavori delegazioni da Kenya, Rwanda e Somalia, con 12 docenti africani in rappresentanza di Masinde Muliro University for Science and Technology, Maseno University, INES Ruhengeri e Somali National University.All’apertura sono intervenute Roberta Altin, Delegata della Rettrice alla Cooperazione e Sviluppo, Silvia Pallaver per il Teaching and Learning Center UniTS e per il progetto DEH Alma, e Federica Gori per l’Ufficio Progettazione Internazionale e Recruitment. Tra gli ospiti anche Marcelo Knobel, Direttore di UNESCO - The World Academy of Science, Christopher Sangwin, professore dell’Università di Edimburgo e creatore di STACK, e David Stern, Direttore di IDEMS International.Lo sviluppo di STACK a UniTS, la ricerca sul suo impatto nella didattica e il supporto alla African STACK Community sono stati sostenuti da Swiss National Science Foundation, progetti Erasmus+ KA171, borse di dottorato PNRR per la pubblica amministrazione, progetti UniTS di cooperazione allo sviluppo e progetto DEH Alma. Abstract Il MiGE ha ospitato l’evento dedicato alla cooperazione scientifica con l’Africa e all’innovazione nella didattica digitale per i corsi STEM Mostra nel diario Off
Elettra Sincrotrone Trieste, Giovanni Comelli nuovo Presidente: guiderà Elettra 2.0 Read more about Elettra Sincrotrone Trieste, Giovanni Comelli nuovo Presidente: guiderà Elettra 2.0 Immagine Progetto senza titolo - 2026-05-29T092903.924.png Data notizia Fri, 29/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Giovanni Comelli, Professore ordinario di Fisica Sperimentale della Materia e Applicazioni a UniTS, è il nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione di Elettra Sincrotrone Trieste S.C.p.A., la società d'interesse nazionale senza fini di lucro che gestisce una delle più avanzate infrastrutture di ricerca al mondo basate sull'uso della luce di sincrotrone e dei laser a elettroni liberi per la caratterizzazione e lo sviluppo dei nuovi materiali, biomateriali, farmaci e processi chimici e biochimici.Profondo conoscitore di Elettra Sincrotrone Trieste, il prof. Comelli è autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche e attivo in numerosi programmi di ricerca e infrastrutture scientifiche nazionali ed europee. Ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione di Elettra dal 2005 al 2014, ricoprendo anche il ruolo di Vicepresidente dal 2006 al 2014, ed è stato nuovamente consigliere di amministrazione dal 2023 al 2026. Nel corso della sua carriera ha inoltre assunto numerosi incarichi di responsabilità scientifica e organizzativa a livello nazionale e internazionale, tra cui la direzione del Dipartimento di Fisica dell'Università di Trieste e la partecipazione a organismi di valutazione e indirizzo scientifico promossi da istituzioni italiane ed europee. Abstract Eletta nel nuovo consiglio di Amministrazione anche la prof.ssa UniTS Anna Gregorio Mostra nel diario Off
Salone Nautico di Venezia 2026: UniTS presente per valorizzare formazione, ricerca e progettazione navale Read more about Salone Nautico di Venezia 2026: UniTS presente per valorizzare formazione, ricerca e progettazione navale Immagine Salone Nautico 2026.jpeg Data notizia Thu, 28/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Studiare Destinatari target Studenti iscritti Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Dalla progettazione in aula alle imbarcazioni in acqua: UniTS ha preso parte all’inaugurazione del Salone Nautico di Venezia 2026 con una delegazione del Dipartimento di Ingegneria e Architettura composta dal direttore Giorgio Sulligoi, da Vittorio Bucci, recentemente nominato coordinatore del corso di studi in Ingegneria Navale, e da Serena Bertagna, insieme a dottorandi e studenti della laurea magistrale in Ingegneria Navale.La presenza dell’Ateneo ha messo in evidenza il legame tra formazione ingegneristica, progettazione nautica e dialogo con il settore industriale del mare. Un ambito in cui UniTS ha radici storiche profonde e che oggi continua a svilupparsi attraverso didattica, ricerca applicata e progetti con il coinvolgimento diretto degli studenti. Tra i momenti centrali della giornata, l’esibizione della nuova imbarcazione dell’Audace Sailing Team, recentemente presentata e pronta a gareggiare alla SuMoth Challenge 2026. Il progetto testimonia il valore dell’esperienza sviluppata all’interno del team, che per gli studenti rappresenta un vero laboratorio formativo sul campo: un percorso in cui competenze teoriche, progettazione e sperimentazione si intrecciano in tutte le fasi di lavoro, dallo studio dello scafo alla verifica delle strutture, fino alla costruzione e alla partecipazione a competizioni universitarie.Nel corso della giornata si è svolta anche la cerimonia di premiazione del MUVE Yacht Projects 2026 – Academy Lab, iniziativa promossa nell’ambito del Salone Nautico di Venezia e dedicata al rapporto tra università, giovani progettisti, imprese e cultura del mare. Al progetto hanno partecipato anche studenti del corso di Ingegneria Navale di UniTS, impegnati nello sviluppo di proposte progettuali per la nautica contemporanea.Durante la premiazione, il professor Vittorio Bucci è intervenuto sulle trasformazioni del settore nautico e sulle competenze richieste ai futuri ingegneri navali. Navi e yacht sono sistemi complessi, che integrano fisica, materiali, esigenze armatoriali, comfort e tecnologie avanzate. Per questo, la formazione universitaria parte da solide basi ingegneristiche e accompagna gli studenti verso una progettazione sempre più integrata, anche grazie al confronto con il mondo produttivo.Sottolinea il prof. Sulligoi: “Forse non tutti sanno che la nostra Facoltà di Ingegneria nacque proprio con il corso di laurea in Ingegneria Navale. Oggi come allora, e sempre più, è un’ingegneria che si apre e abbraccia i territori, gli stakeholder, ed è onorata di potersi presentare, e di ritrovarvi premiati i propri studenti, anche a Venezia, oggi definita da autorevoli relatori “la più antica città del futuro”.La partecipazione al Salone è stata anche un’occasione di formazione diretta per studenti e dottorandi, che hanno potuto approfondire temi legati all’innovazione tecnologica, alla progettazione nautica e allo sviluppo del settore marittimo attraverso il contatto con realtà industriali, progettuali e istituzionali del comparto. Abstract Studenti, dottorandi e docenti del DIA per esporre il nuovo foiling moth dell’Audace Sailing Team e partecipare al MUVE Yacht Projects Academy Lab Mostra nel diario Off
Concluso l’Administrative Moot Court: una palestra di giustizia Read more about Concluso l’Administrative Moot Court: una palestra di giustizia Immagine WhatsApp Image 2026-05-28 at 09.27.36.jpeg Data notizia Thu, 28/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Si è conclusa la seconda edizione dell'"Administrative Moot Court: una palestra di giustizia" che offre agli studenti UniTS di Giurisprudenza un'immersione totale nel diritto amministrativo applicato. Obiettivo dell'iniziativa, che dal prossimo anno accademico assumerà veste autonoma distaccandosi dalla cattedra di Diritto amministrativo, è trasmettere le competenze chiave per la redazione degli atti processuali, preparando i futuri professionisti alle sfide dei tribunali reali.“Il progetto si è consolidato anche grazie alla collaborazione interistituzionale tra UniTS e i vertici della magistratura amministrativa. Ringrazio in particolare il Presidente del Tar Friuli-Venezia Giulia, il Consigliere Avv. Carlo Modica de Mohac di Grisì, la Consigliera dott.ssa Manuela Sinigoi e la Segretaria generale del Tar, dott.ssa Paola Barzanti”, ha sottolineato Edoardo N. Fragale, docente di Diritto amministrativo e ideatore del laboratorio.Anche quest'anno l'attività ha registrato numeri importanti: 60 studenti hanno partecipato al seminario tenuto da Manuela Sinigoi, incentrato sulle modalità di funzionamento della Corte e sull’analisi di specifici casi. Gli iscritti hanno poi assistito dal vivo alla discussione di veri ricorsi durante l'udienza pubblica dello scorso 6 maggio nella sede del Tar. Il laboratorio si è infine concluso nell'aula Bachelet dell'Ateneo, dove 27 partecipanti si sono sfidati in una vera e propria moot competition (una simulazione di processo), vestendo i panni dei giudici e dei difensori delle diverse parti.Un'esperienza formativa di alto profilo che ha l'obiettivo di colmare il divario tra i manuali universitari e la macchina giudiziaria. Abstract Il progetto, in collaborazione con il Tribunale Amministrativo Regionale, unisce teoria e pratica forense Mostra nel diario Off
Campionati Nazionali Universitari 2027 assegnati al FVG! Read more about Campionati Nazionali Universitari 2027 assegnati al FVG! Immagine WhatsApp Image 2026-05-26 at 09.22.30.jpeg Data notizia Tue, 26/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Enti e aziende Territorio e società Testo notizia I Campionati Nazionali Universitari (CNU) del 2027 si svolgeranno in Friuli Venezia Giulia grazie al progetto congiunto presentato dai Centri Universitari Sportivi (CUS) di Trieste e di Udine. L’assegnazione è stata deliberata dal Consiglio Federale della FederCUSI – Federazione Italiana dello Sport Universitario – al termine di un iter di valutazione che vedeva la candidatura dei CUS della nostra regione in competizione con quella del CUS Torino. Il progetto dei CUS di Trieste e di Udine nasce dalla collaborazione del CONI regionale e delle Università di Trieste e di Udine ed ha avuto il forte sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia. I primi passi verso il 2027I Campionati si svolgeranno tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate del prossimo anno. Il centro della manifestazione sarà il Bella Italia Efa Village di Lignano Sabbiadoro (Udine). Si tratta di una delle strutture ricettive sportive più importanti del Nord-Est. È stata scelta dai due CUS per la comprovata esperienza nell'ospitare eventi con migliaia di partecipanti, in questo caso studenti-atleti, staff tecnici ed accompagnatori. Le diverse discipline in programma si svolgeranno negli impianti di Lignano Sabbiadoro, Trieste, Udine e in altre località della regione, individuate in base alle esigenze di ciascuno sport. Al riguardo fondamentale sarà il contributo che gli enti locali, le associazioni e i referenti del movimento sportivo regionale potranno fornire a supporto della manifestazione.I campionati proporranno un ventaglio particolarmente ricco di sport integrativi in aggiunta alle discipline obbligatorie. L’obiettivo è valorizzare le specificità del territorio e la vocazione sportiva della regione proponendo, per la prima volta nell’ambito dei CNU, anche alcune competizioni dedicate alle discipline paralimpiche. La volontà degli organizzatori è, infatti, quella di proporre dei Campionati Nazionali Universitari inclusivi e aperti a tutte le studentesse e a tutti gli studenti universitari italiani.I commenti«L’assegnazione dei Campionati Nazionali Universitari 2027 al Friuli Venezia Giulia – dichiara il governatore della Regione, Massimiliano Fedriga – è un risultato di grande valore e motivo di orgoglio per l’intera regione. Ospitare una manifestazione di questa portata, che avrà nel Bella Italia Efa Village di Lignano Sabbiadoro il proprio centro organizzativo, conferma la qualità delle nostre strutture e la capacità del territorio di saper fare sistema. Un ringraziamento va ai Centri universitari sportivi delle Università di Trieste e Udine e al Coni Friuli Venezia Giulia per il lavoro svolto insieme con impegno, passione, competenza e visione. I Campionati rappresenteranno una grande occasione di promozione dell’intero territorio del Friuli Venezia Giulia e dei valori dello sport, dell’inclusione e della partecipazione giovanile».«Si tratta di un risultato storico per il nostro territorio e per il movimento sportivo universitario regionale – spiega Michele Pipan, presidente del CUS Trieste –. I Campionati Nazionali Universitari 2027 saranno una grande festa dello sport, ma anche un’occasione per mostrare la qualità dei nostri atenei, della nostra Regione e di un sistema sportivo capace di fare squadra». «Trieste e Udine si presentano insieme a un appuntamento di portata nazionale – sottolinea il presidente del CUS Udine, Gian Luca Bianchi – grazie a una rete istituzionale e tecnica ampia, che ha permesso di costruire una proposta solida sotto il profilo organizzativo, sportivo e logistico. La collaborazione tra CUS, Università e istituzioni è la chiave di un progetto che vuole lasciare un’eredità duratura allo sport universitario e a tutto il territorio regionale». «I Campionati Nazionali Universitari rappresentano molto più di una competizione sportiva: sono delle occasioni uniche ed irripetibili per mettere in relazione studenti, Atenei, territori e istituzioni nel segno della condivisione, dell’inclusione e della crescita comune – dichiara la rettrice dell’Università di Trieste, Donata Vianelli – L’Università di Trieste ha creduto fin dall’inizio nel valore di una candidatura costruita insieme a Udine, perché il dialogo e la collaborazione tra realtà diverse sono parte integrante della nostra identità. Questo appuntamento sarà un’occasione straordinaria per valorizzare il Friuli Venezia Giulia dentro e fuori il mondo universitario».«Uniti si vince. Ne è dimostrazione l’assegnazione dei campionati nazionali universitari del prossimo anno ai centri universitari sportivi di Trieste e Udine, ossia al territorio del Friuli Venezia Giulia – sottolinea il rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari – Sport e studio universitario devono diventare un binomio sempre più stretto per i nostri studenti perché la loro combinazione consente di migliorare le performance di entrambi e promuove una vita più sana e consapevole. Con le elevate qualità dimostrate nello studio e nello sport dagli studenti degli atenei regionali, il Friuli Venezia Giulia può ambire a diventare un punto di riferimento nazionale, proprio a partire dai campionati del 2027».«Il Friuli Venezia Giulia si dimostra, ancora una volta, una vera e propria casa dello sport – afferma il presidente del CONI FVG, Andrea Marcon – Poter ospitare una manifestazione di questa portata, unendo le capacità organizzative dei due nostri atenei più importanti, è un palese riconoscimento delle qualità del nostro territorio e la chiara dimostrazione dell’attenzione e della cura che lo sport regionale riserva ai grandi eventi sportivi. Complimenti ai CUS di Trieste e di Udine per essersi aggiudicati questo appuntamento. Anche in questa occasione, il Friuli Venezia Giulia, caratterizzato da splendide diversità locali che sanno fondersi insieme facendo squadra, sprigiona una forza straordinaria, vincente ed esplosiva». Abstract Vince la candidatura congiunta dei CUS di Trieste e Udine Mostra nel diario Off
Delegazione del Québec in visita a UniTS: focus sulle tecnologie quantistiche Read more about Delegazione del Québec in visita a UniTS: focus sulle tecnologie quantistiche Immagine Delegazione Quebec @ Sicuro.png Data notizia Tue, 26/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Società e territorio Destinatari canale Ateneo Internazionale Destinatari target Studenti iscritti Post lauream Enti e aziende Territorio e società Testo notizia L’Università di Trieste ha ospitato la visita istituzionale di una delegazione del Québec nell’ambito delle iniziative di collaborazione tra Italia e Canada nei settori dell’intelligenza artificiale, della cybersicurezza e delle tecnologie quantistiche composta da Laurence Fouquette-L’Anglais, Delegata del Québec a Roma, Vanessa Antoniali, Attachée principale agli Affari pubblici ed istituzionali e Alexane Thibodeau, Ph.D. - Scientifique en residence.La visita, iniziata nella sede di Regione Friuli Venezia Giulia a cui ha partecipato anche il Prorettore Mauro Tretiach, si inserisce nel percorso di rafforzamento delle relazioni bilaterali Italia – Canada avviato con l’accordo del 2024 tra i due Paesi per promuovere collaborazioni strategiche nei comparti ad alta intensità tecnologica. Impegno confermato dal Joint Statement firmato a margine del G7 a guida canadese del 2025.Dopo la visita ai laboratori UniTS ospitati nella sede di a Basovizza di Area Science Park, ArQuS e QCI, la delegazione ha visitato il nuovo laboratorio SIQURO nel Campus di Piazzale Europa. SIQURO è un laboratorio congiunto tra le Università di Trieste e di Udine nato dal progetto Quantum FVG finanziato dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Il laboratorio sviluppa tecnologie per le comunicazioni quantistiche sicure attraverso un’infrastruttura in fibra ottica che collega i due atenei e consente lo scambio di chiavi crittografiche mediante tecnologia QKD (Quantum Key Distribution).Le attività di ricerca si articolano su due ambiti complementari: a Trieste lo studio si concentra sugli aspetti fisici e sperimentali della trasmissione quantistica e sulla stabilizzazione della connessione in fibra. A Udine l’attenzione è rivolta all’integrazione delle chiavi quantistiche nei sistemi di comunicazione sicura e nelle applicazioni di cybersecurity.La visita della delegazione canadese rappresenta un’importante occasione di confronto internazionale su cybersecurity e tecnologie quantistiche, confermando il ruolo strategico di UniTS nei settori emergenti dell’innovazione. Abstract Grazie al Laboratorio SIQURO del Campus di Piazzale Europa si rafforza la ricerca sulla cibersecurity Mostra nel diario Off
Cambiamento climatico e qualità del vino: studio UniTS pubblicato su Journal of Cleaner Production Read more about Cambiamento climatico e qualità del vino: studio UniTS pubblicato su Journal of Cleaner Production Immagine DSC09661.jpg Data notizia Mon, 25/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Società e territorio Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Studenti iscritti Territorio e società Testo notizia Il cambiamento climatico può incidere in modo significativo sulla qualità del vino, ma i suoi effetti non sono uguali per tutte le varietà. È questo il tema al centro dello studio Climate and the quality of wine: Whites vs. reds, pubblicato in Open Access su Journal of Cleaner Production e condotto da un gruppo di ricerca UniTS.La ricerca è firmata da Giovanni Millo, Paolo Bogoni, Barbara Campisi, Matteo Carzedda, Gianluigi Gallenti, Valentino Riva e Gaetano Carmeci. Il lavoro si inserisce nel progetto “Cambiamento climatico e sostenibilità della viticoltura nel Collio Goriziano”, avviato nell’ambito del Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche “Bruno de Finetti” (DEAMS) e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.Lo studio prende in esame il Collio, area vitivinicola del Friuli Venezia Giulia in cui convivono produzioni bianche e rosse, offrendo un contesto adatto ad analizzare in modo comparato gli effetti delle condizioni meteorologiche sulla qualità del vino. L’obiettivo della ricerca è comprendere come variabili climatiche, quali temperature e andamento stagionale, possano influenzare la qualità finale del prodotto.La qualità del vino dipende da molti fattori. Alcuni sono relativamente stabili o controllabili, come il suolo, le tecniche di vinificazione e le caratteristiche del territorio. Altri, invece, sono esterni al controllo dei produttori, come il clima, la variabilità meteorologica e gli eventi estremi.I risultati mostrano che i vini bianchi reagiscono alle condizioni meteorologiche in modo diverso rispetto ai rossi. In particolare, emerge un equilibrio delicato tra temperature primaverili ed estive, con effetti che possono variare sensibilmente anche tra singole varietà. Il cambiamento climatico, quindi, non produce conseguenze uniformi, ma richiede analisi specifiche per territorio, vitigno e tipologia di vino.Lo studio offre elementi utili non solo dal punto di vista scientifico, ma anche per i produttori e per chi si occupa di politiche territoriali. Comprendere quali varietà risultino più o meno sensibili alle condizioni climatiche può contribuire a definire strategie di adattamento, anche attraverso scelte mirate nella gestione dei vigneti e nella selezione delle varietà più adatte ai nuovi scenari climatici.Il percorso di ricerca ha avuto inoltre una ricaduta formativa: il finanziamento ha consentito di sostenere un assegno di ricerca biennale, poi confluito in un percorso dottorale nell’ambito del Dottorato in Circular Economy dell’Ateneo. Abstract La ricerca prende in esame il Collio, eccellenza italiana nella produzione vitivinicola Mostra nel diario Off