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Parco di San Giovanni: procede spedita la riqualificazione dei padiglioni F1 e F2

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All’interno del Parco di San Giovanni sta prendendo forma un intervento strategico di recupero architettonico e funzionale che restituirà nuova vita agli edifici F1 e F2. L’Università di Trieste è impegnata in un’importante opera di rigenerazione urbana, nel pieno rispetto della memoria storica del comprensorio dell’ex Ospedale Psichiatrico, con l’intenzione di valorizzarne la dimensione culturale e una nuova vocazione scientifica.

I lavori, consegnati nel 2021, sono iniziati nel 2022, dopo una prima variante strutturale resa necessaria dalle condizioni di degrado in cui versavano gli immobili. Ulteriori varianti al progetto si sono rese necessarie nel corso del tempo, anche a seguito del ritrovamento e della bonifica di materiali contenenti amianto in punti dell'edificio non visibili al momento del progetto. 

Gli edifici F1 e F2: tra storia e innovazione        
Originariamente costruiti nei primi anni del Novecento come padiglioni dell'ex Ospedale Psichiatrico Provinciale, gli edifici F1 e F2 sono testimoni di un passato legato alla storia sanitaria di Trieste. Il F1, noto come "Padiglione Uomini Tranquilli", ospitava pazienti maschi in condizioni di stabilità, mentre il F2 era destinato alle cucine del complesso ospedaliero. Dopo la dismissione dell'ospedale psichiatrico e un lungo periodo di abbandono, questi spazi sono stati acquisiti dall'Università di Trieste per ospitare attività didattiche, di ricerca e servizi a supporto della comunità accademica, ma che anche intendono restituire alla città un pezzo importante della storia del Novecento triestino.

F1: uno spazio per la ricerca e l'innovazione     
L’edificio F1, con una superficie di circa 2.100 m², sarà destinato a ospitare attività universitarie di alta formazione, ricerca e collaborazione interistituzionale. Attualmente il padiglione è in attesa dell'allacciamento idrico antincendio, nonché del parere della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli-Venezia Giulia per le opere relative alle aree esterne. Dopodiché, in tempi brevi, l’Ateneo procederà all'allestimento degli interni e al trasferimento degli uffici.

I lavori, sostanzialmente terminati, consentono già di ammirare, tra l’altro, la ricostruzione della tettoia sopra l’ingresso principale e il recupero delle decorazioni pittoriche con motivi floreali presenti nella facciata che ne esaltano lo stile eclettico.

Tra i suoi spazi troveranno posto studi per i docenti e laboratori innovativi in ambito psicologico, oltre a un’ampia aula studio su due piani che comprende la suggestiva "veranda" affacciata sul verde del Parco. Questo intervento mira a creare un ambiente stimolante per studenti e ricercatori, favorendo l’interazione e il rapporto con il mondo esterno. 

F2: un centro di servizi e di inclusività    
Con una superficie di circa 1.980 m², l’edificio F2 è in fase di rifunzionalizzazione per ospitare principalmente attività didattiche, spazi di aggregazione e iniziative rivolte alla comunità universitaria, ma non solo. È previsto l’allestimento di una moderna Aula Magna e di altre quattro aule capienti.

In questa fase dei lavori, è in corso, in collaborazione con Acegas la realizzazione della cabina elettrica di trasformazione in Media Tensione, anche in questo caso in attesa del parere della Soprintendenza che definisca la colorazione della facciata, dei serramenti e di alcuni dettagli di carattere artistico, quali ad esempio il fregio sotto la linda del tetto. La chiusura dei lavori è prevista indicativamente entro la primavera del 2026.

Un investimento per il futuro        
L’impegno economico complessivo sostenuto dall’Università di Trieste per la realizzazione degli interventi supera i dieci milioni di euro, di cui sette sono finanziati grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. L’ avanzamento dei lavori, finora fortemente influenzato dalle tempistiche della Soprintendenza, vede l’Ateneo intervenire puntualmente per dare seguito alle indicazioni dell’Ente.

Il Parco di San Giovanni: una risorsa per la città e l'Università          
La riqualificazione degli edifici F1 e F2 rappresenta un passo fondamentale per il rilancio del Parco di San Giovanni, che si sta trasformando in un polo di cultura, ricerca e benessere per tutta la comunità. L'Università di Trieste sta rinnovando un patrimonio storico, conservando la memoria del passato e proiettandosi verso il futuro con interventi che rispondono alle esigenze di accessibilità, innovazione e apertura al territorio.

I prossimi passaggi prevedono il recupero del padiglione F3, di cui è già stata deliberata l’integrale copertura economica dei lavori di recupero, e del Gregoretti 2, di cui a brevissimo sarà pubblicata la gara per la progettazione definitiva.

Questi progetti rientrano nell’ambito della strategia di valorizzazione del Parco come luogo di connessione tra università, cultura e città, in una logica di benessere dei lavoratori, responsabilità sociale e di attrattività del nostro ateneo.

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L'intervento da oltre 10 milioni di euro viaggia verso la conclusione. I prossimi passaggi prevedono il recupero degli edifici F3 e Gregoretti 2
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Riqualificazione edifici F1 e F2

Il futuro della scienza in piazza: il Graduation Day UniTS conquista Trieste

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Una gremita piazza Verdi ha ospitato ieri sera il Graduation Day dell’Università di Trieste, svoltosi per la prima volta nel cuore della città. La cerimonia accademica che ha celebrato i nuovi 170 dottori di ricerca di UniTS si è trasformata in un evento pubblico, aperto alla cittadinanza, tra divulgazione scientifica, musica e momenti istituzionali

Inserita nel calendario ufficiale di Triestestate, la serata ha segnato anche l’ultimo evento pubblico del rettore Roberto Di Lenarda, che ha scelto di concludere il proprio mandato accanto ai giovani ricercatori e ai concittadini.

«Abbiamo voluto portare il Graduation Day nel centro città – ha dichiarato Di Lenarda – per sottolineare ancora una volta il forte legame tra l'Università e Trieste che abbiamo consolidato anche grazie alle celebrazioni del Centenario. Sono felice e onorato di concludere il servizio che ho reso alla comunità accademica insieme ai giovani che rappresentano l'eccellenza del nostro sistema di formazione e assieme ai concittadini che sono i fruitori ultimi del nostro lavoro di ricerca. Termino il mio rettorato con il messaggio che la conoscenza va implementata, condivisa, raccontata e soprattutto sostenuta, perché solo investendo nella formazione dei giovani e nella ricerca assicureremo al nostro Paese un futuro di prosperità».

Protagonista della lectio magistralis è stato Rosario Rizzuto, già rettore dell’Università di Padova e oggi presidente del Centro Nazionale per la Terapia Genica e i Farmaci con Tecnologia a RNA, una delle infrastrutture strategiche del PNRR promossa dal MUR. Il suo intervento, dal titolo “RNA e terapia genica: nuove tecnologie per la medicina personalizzata”, ha offerto uno sguardo sulle sfide e le potenzialità della rivoluzione biotecnologica che sta trasformando la medicina contemporanea. Al centro della sua riflessione, la necessità di accelerare il trasferimento dei risultati della ricerca scientifica verso l’applicazione clinica, attraverso lo sviluppo di nuove piattaforme capaci di generare farmaci innovativi basati su RNA e trattamenti di terapia genica. Una prospettiva che richiederà forti investimenti nella ricerca, nella collaborazione interdisciplinare e nell’innovazione industriale, per rendere la medicina personalizzata sempre più avanzata, sostenibile e accessibile.

La cerimonia ha valorizzato la dimensione internazionale e la vitalità dei corsi di dottorato dell’Ateneo. I 170 nuovi dottori di ricerca proclamati rappresentano il numero più alto nella storia dell’Università di Trieste, con un incremento del +28% rispetto all’anno precedente. Le loro provenienze, che abbracciano Europa, Asia, Africa e America, includono anche ricercatori originari di Paesi segnati da gravi crisi internazionali: un segnale che testimonia il ruolo della scienza come risorsa per la costruzione di spazi di dialogo e di pace.

Nel corso del mandato rettorale di Roberto Di Lenarda, i dottorati di ricerca dell’Ateneo hanno registrato una crescita sensibile che ha riguardato il numero delle borse, il totale degli iscritti e l’attrattività dell’offerta: «Tra il 2019 e il 2024 – comunica il prof. Alessandro Baraldi, collaboratore per l’Area Ricerca Scientifica e Dottorati di Ricerca - i posti a bando sono passati da 138 a 185 (+34%), il totale degli iscritti ai corsi di dottorato è cresciuto da 348 a 549 unità, segnando un incremento del +57,8%, mentre i candidati alle prove di ammissione, da 667 a 1.268, sono aumentati del +90,5%».

Una crescita che è stata accompagnata dall’efficacia delle prospettive occupazionali: a un anno dal titolo, l’85% dei dottori di ricerca UniTS risulta occupato, con il 26% inserito nel settore privato e il 15% impegnato nell’innovazione industriale. E se il 17% ha avviato la propria carriera all’estero, il 68,2% costituisce capitale umano che lavora e contribuisce alla crescita economica e sociale del Nord-est.

Condotta dalla giornalista Marinella Chirico, la serata ha alternato interventi istituzionali – con i saluti della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Trieste e della Fondazione CRTrieste – momenti divulgativi e intermezzi musicali con la band Ben & the Soul Sisters, composta da Joy Jenkins, Michela Grilli e Sara Roversi, accompagnate al piano da Marco Ballaben. A concludere, il tradizionale lancio del tocco, simbolo della fine del percorso accademico e del conseguimento del titolo di dottore di ricerca.

Il Graduation Day è stato organizzato con il contributo della Fondazione CRTrieste e ha fatto parte della rassegna estiva Triestestate, promossa dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia, dell’Assessorato alle Politiche del Territorio, di PromoTurismoFVG e del Trieste Convention & Visitors Bureau.

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Celebrati ieri sera i 170 nuovi dottori di ricerca, numero più alto di sempre, per la prima volta in un evento pubblico aperto ai cittadini. Ultimo evento pubblico del rettore Di Lenarda, lectio magistralis di Rosario Rizzuto
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Immagini del Graduation Day 2025

Federico Rosei nominato Socio dell’Accademia Italiana di Ingegneria e Tecnologia

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Federico Rosei, docente di Chimica Industriale al Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche dell’Università di Trieste, è stato nominato Socio ordinario dell’Accademia Italiana di Ingegneria e Tecnologia (ITATEC), istituzione che riunisce figure di eccellenza nei settori dell’ingegneria, della tecnologia e delle scienze applicate.

Fondata nel 2022 con il sostegno dell’Accademia Nazionale dei Lincei e attualmente in fase di riconoscimento ufficiale, l’Accademia Italiana di Ingegneria e Tecnologia si propone di promuovere la cultura tecnico-scientifica a livello nazionale e internazionale. 

ITATEC conta attualmente 122 soci, tra fondatori, ordinari (nominati in base ad alti meriti scientifici), junior (ricercatori under 40) e consiglieri (provenienti da aziende, enti e istituzioni attive nei settori di riferimento). Tra i suoi obiettivi principali rientrano lo scambio di conoscenze tra università, enti di ricerca e industria, l’elaborazione di posizioni condivise su temi strategici, la consulenza a decisori pubblici e privati e la rappresentanza della comunità tecnico-scientifica italiana a livello europeo.

L’Accademia, infatti, ambisce a rappresentare ufficialmente l’Italia nel Consiglio Europeo delle Accademie delle Scienze Applicate, delle Tecnologie e dell’Ingegneria (Euro-CASE), organizzazione che riunisce le accademie nazionali di 23 Paesi europei e che fornisce consulenza scientifica e tecnologica di alto livello a istituzioni europee, governi, imprese e organizzazioni.

Il prof. Rosei aggiunge l’associazione ad ITATEC alle prestigiose membership in accademie e società scientifiche internazionali, come la Royal Flemish Academy of Belgium for Science e la Materials Research Society e ai riconoscimenti conferiti dalla Canadian Association of Physicists, dalla American Vacuum Society e dall’ International Conference on Nanoenergy and Nanosystems.

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L’accademia riunisce l’eccellenza tecnico-scientifica italiana e favorisce il dialogo tra ricerca, industria e istituzioni, in raccordo con la rete europea Euro-CASE
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A Sabrina Pricl il Premio franco-italiano 2025 della Société Chimique de France

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La Société Chimique de France ha annunciato l’assegnazione a Sabrina Pricl, docente di Ingegneria chimica dell’Università degli Studi di Trieste, del Premio franco-italiano 2025 “Stanislao Cannizzaro – Jacques Arnaudon Chemistry Lectureship Award”, riconoscendone i meriti scientifici nel campo della biochimica molecolare, all’interfaccia tra chimica sperimentale e computazionale, e sottolineandone i forti legami stabiliti con la comunità chimica francese.

Il premio è assegnato congiuntamente dalla Société Chimique de France, prestigiosa istituzione scientifica fondata nel 1857, e dalla Società Chimica Italiana, nell’ambito di un accordo bilaterale rinnovato lo scorso maggio a Parigi. L’obiettivo è quello di valorizzare ogni anno uno scienziato di spicco, italiano o francese, distintosi nella ricerca in ambito chimico. Al riconoscimento fa tradizionalmente seguito un ciclo di conferenze in Francia e in Italia, con il premiato in veste di relatore principale.

Sabrina Pricl è responsabile scientifica del Laboratorio di Biologia Molecolare e Nanotecnologie (MolBNL@UniTS) dell’Università di Trieste, dove coordina progetti di ricerca interdisciplinari in nanomedicina, finanziati da enti pubblici e privati a livello nazionale e internazionale. Le sue attività si concentrano sull’integrazione di tecniche sperimentali e di supercalcolo per lo studio delle interazioni proteina/proteina nelle terapie oncologiche, e sullo sviluppo di nanosistemi avanzati per il rilascio mirato di farmaci, proteine e acidi nucleici.

Autrice di oltre 200 pubblicazioni scientifiche su riviste peer-reviewed e promotrice di numerose attività di trasferimento tecnologico e divulgazione, la prof.ssa Pricl ha ricevuto nel 2020 il titolo di Eminente Scienziato dall’Università di Łódź (Polonia).

La cerimonia ufficiale di consegna del premio è prevista nel giugno 2026, durante il Congresso nazionale della Société Chimique de France a Bordeaux.

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La docente UniTS premiata per i suoi contributi nella biochimica molecolare e per la cooperazione scientifica con la comunità chimica francese
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L'Audace Sailing Team protagonista della SuMoth Challenge 2025 con il nuovo prototipo BAI – Flax Bandit

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Si è da poco conclusa, nelle acque del Lago di Garda, la settima edizione della SuMoth Challenge, competizione internazionale ospitata dalla Fraglia Vela Malcesine, che ha riunito i migliori team universitari al mondo nei settori dell’ingegneria navale, del design e della progettazione sostenibile di imbarcazioni a foil di nuova generazione.

Protagonista assoluto di questa edizione l’Audace Sailing Team dell’Università di Trieste, in gara con due imbarcazioni: il nuovo prototipo BAI – Flax Bandit, timonato da Leonardo Centuori, e la rinnovata BAI – Flying Lina, affidata a Zeno Tarlao. Entrambe sono il risultato di un intenso lavoro portato avanti nell’ultimo anno: la fase di progettazione è iniziata a ottobre 2024, seguita dalla costruzione vera e propria, avviata a febbraio.

In acqua, la squadra di UniTS si è distinta per prestazioni di altissimo livello, vincendo tutte le regate disputate e ottenendo il riconoscimento per la barca più performante della manifestazione. Nella classifica generale, l’Audace Sailing Team ha conquistato il secondo posto assoluto, superato soltanto dal team del Politecnico di Milano, che ha presentato un prototipo con finiture più raffinate, ma meno avanzato sul piano fluidodinamico.

Questo risultato rappresenta una forte spinta motivazionale per tutto il team, che guarda con fiducia allo sviluppo della prossima imbarcazione. Il progetto di BAI – Flax Bandit sarà mantenuto come base di lavoro, con l’obiettivo di migliorarne l’aspetto costruttivo e ottimizzare alcuni elementi progettuali, in particolare la struttura dello scafo e il profilo dei foil.

A conferma del valore tecnico raggiunto, il progetto ha ricevuto feedback estremamente positivi da aziende di riferimento nel settore nautico, che hanno riconosciuto la qualità ingegneristica e l’originalità delle soluzioni adottate. Un apprezzamento che rafforza ulteriormente la determinazione del gruppo a proseguire con entusiasmo nella prossima fase di sviluppo.

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Il team ha conquistato tutte le regate in programma ottenendo il riconoscimento per la barca più performante della competizione
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Turismo, lingue e sostenibilità: a Trieste una settimana europea con Transform4Europe

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Dal 7 all'11 luglio l'Università di Trieste si trasforma in un laboratorio internazionale di idee, lingue e culture. Per la prima volta l’Ateneo ospita due iniziative promosse nell’ambito dell’Alleanza universitaria Transform4Europe (T4EU): il First Festival of European Culture and Languages – Tourism and Heritage from the Border e la First T4EU Sustainable Heritage Student Competition.

Due appuntamenti diversi ma complementari, che mettono al centro i temi del turismo sostenibile, del patrimonio culturale e della memoria ambientale, coinvolgendo studenti e studentesse provenienti da tutte le università aderenti a T4EU in una settimana di laboratori, escursioni urbane, seminari e progetti condivisi.

Il Festival – pensato come Blended Intensive Programme – esplora il turismo culturale nei territori di confine con uno sguardo critico e partecipato, tra lezioni dinamiche, performance, workshop e percorsi non convenzionali per riscoprire la città e le sue molteplici stratificazioni linguistiche e storiche.

La Competition, realizzata in collaborazione con lo stakeholder GLAM “Museo della Bora” e l’Innovators Community Lab, è dedicata alla relazione tra patrimonio culturale, ambiente e consapevolezza generazionale. I partecipanti lavoreranno in gruppo per progettare nuove visioni dell’heritage ambientale, promuovendo un dialogo tra esperienze locali e sfide globali.

Una settimana europea, dunque, che prevede anche cinque eventi aperti alla cittadinanza, in lingua inglese e a ingresso libero, in cui la città diventa aula, spazio di confronto e ponte tra discipline, esperienze e generazioni. Un invito a guardare con occhi nuovi ciò che ci circonda, dentro e oltre i confini.

📎 Programma completo del Festival
📎 Programma completo della Competition

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Al via lunedì 7 luglio un Festival e una Competition con la partecipazione di studenti da tutte le università europee dell'Alleanza T4EU. Cinque eventi saranno aperti anche alla cittadinanza
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Al via la prima sessione dei Moduli Formativi Estivi con 700 studenti delle superiori

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È stata inaugurata oggi l'undicesima edizione dei Moduli Formativi Estivi, l'iniziativa di orientamento che l'Università di Trieste rivolge agli studenti delle classi terze e quarte delle scuole superiori.

Dalla salute mentale alla progettazione di spazi a misura d’uomo, dalla lettura del mondo in chiave di genere passando alla scoperta delle trasformazioni ingegneristiche, dai misteri del calcolo matriciale alle analisi biomediche, fino alle proiezioni dell’economia globale e a come si tratteggiano i racconti biografici e autobiografici: sono alcuni dei temi proposti nei 17 moduli che costituiscono la ricca offerta formativa di questa prima sessione.

I Moduli Formati Estivi consentono agli studenti delle scuole superiori di vivere un’esperienza intensiva di vita accademica, per esplorare i propri interessi e compiere in futuro una scelta universitaria più consapevole. La frequenza ai moduli può inoltre essere riconosciuta come attività PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) dalle scuole di provenienza.

L’iniziativa conferma l’alta partecipazione registrata lo scorso anno, con 700 studenti iscritti, e un’attrattività che supera i confini regionali. I partecipanti, infatti, oltre che dal Friuli Venezia Giulia, arrivano da Veneto (Treviso, Venezia, Belluno), Lombardia (Milano, Bergamo), Emilia-Romagna (Bologna), Toscana (Firenze, Grosseto) e anche da regioni più lontane, come Puglia (Bari) e Calabria (Cosenza, Crotone, Reggio Calabria), oltre che dall’estero, con alcune presenze internazionali.

I Moduli Formativi Estivi proseguiranno per tutta la settimana. La seconda sessione è prevista a settembre, prima dell’inizio dell’anno scolastico.

Tra le iniziative estive di Orientamento, è nuovamente possibile effettuare visite al Campus di p.le Europa con la guida degli studenti tutor. Si tratta di un'iniziativa che consente a chi sta maturando la scelta di iscriversi all'Università di Trieste di acquisire informazioni utili e di vedere il contesto, gli spazi e le strutture di cui l'Ateneo dispone. Per partecipare a una visita guidata è necessaria la prenotazione.  

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L'undicesima edizione dell'iniziativa di orientamento è caratterizzata da un'offerta di 17 diversi moduli formativi
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L'ICLab in visita al quartier generale del Gruppo Marcegaglia

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Una full‑immersion nella cultura d’impresa e nell'innovazione industriale: gli studenti e le studentesse dell'Innovators Community Lab dell’Università di Trieste sono stati protagonisti della visita al quartier generale del Gruppo Marcegaglia a Gazoldo degli Ippoliti (Mantova).

Ad accogliere il gruppo sono stati Emma Marcegaglia, Chair & CEO di Marcegaglia Holding e presidente di Confindustria dal 2008 al 2012, e Antonio Marcegaglia, Presidente e CEO di Marcegaglia Steel, che hanno raccontato la storia dell’azienda nata come impresa famigliare e cresciuta fino a diventare uno dei principali gruppi industriali europei nel settore dell’acciaio.

Durante l’incontro, gli ICLabbers hanno avuto l’occasione di confrontarsi direttamente con i due vertici aziendali su temi chiave come la trasformazione del modello di business, le relazioni con fornitori e investitori, la gestione delle criticità, la sostenibilità ambientale ed economica dei progetti green.

Uno dei momenti più significativi è stata la visita a Casa Marcegaglia, il museo aziendale inaugurato nel 2023 e dedicato alla storia, ai valori e alla visione della famiglia di imprenditori. Qui, una suggestiva installazione digitale dà voce allo stesso Steno Marcegaglia, fondatore dell'azienda, che racconta le sue umili origini e l’ascesa nel mondo industriale.

Il museo ha offerto agli studenti UniTS un’esperienza immersiva, dove l’arte e la tradizione industriale si intrecciano con l’idea del fare impresa come bene comune, in un racconto che, attraverso la tecnologia, unisce identità, memoria e responsabilità sociale.

La visita si è conclusa con il tour dello stabilimento storico di Gazoldo degli Ippoliti, dove lavorano oltre 1.700 persone e che rappresenta ancora oggi un simbolo forte del radicamento territoriale del Gruppo.

L’iniziativa si inserisce all’interno del percorso formativo dell’Innovators Community Lab, che in questa edizione ha intensificato le occasioni di role modeling, per offrire agli studenti esempi, esperienze e contatti utili a comprendere le dinamiche dell’innovazione, dell’impresa e del lavoro, attraverso il confronto diretto con i protagonisti del sistema produttivo.

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Gli studenti UniTS hanno incontrato i vertici aziendali per conoscere la storia dell'azienda e il suo modello di innovazione
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Online “Italy in Antarctica”, la mostra sul contributo italiano alla ricerca nel continente bianco

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È online la mostra virtuale “Italy in Antarctica”, realizzata in occasione della 46ª Riunione consultiva del Trattato Antartico (ATCM XLVI) e del 26° Meeting del Comitato per la protezione dell’ambiente (CEP XXVI), ospitati a Milano per l’edizione 2025.

La mostra racconta la presenza scientifica italiana in Antartide, evidenziando le infrastrutture operative, il modello di governance del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA) e il ruolo strategico dell’Italia nella cooperazione internazionale sul continente.

Tra i protagonisti del progetto anche il Museo Nazionale dell’Antartide, di cui l’Università di Trieste è una delle sedi espositive assieme agli Atenei di Genova e Siena. Il Museo rappresenta un punto di riferimento nazionale per la valorizzazione e la diffusione della conoscenza scientifica sull’Antartide.

L’iniziativa offre un’importante occasione di divulgazione dei risultati delle ricerche condotte nel continente bianco, con particolare attenzione a:

  • protezione ambientale e gestione delle ASPAs (Antarctic Specially Protected Areas);
  • studi sull’Area Marina Protetta nel Mare di Ross;
  • ricerche sull’ecosistema e sul cambiamento climatico;
  • monitoraggio degli inquinanti;
  • risultati delle perforazioni nei ghiacci antartici.

La mostra è accessibile tramite link diretto oppure inquadrando il QR code in allegato.

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UniTS coinvolta nell’esposizione virtuale attraverso il Museo Nazionale dell’Antartide, di cui è sede insieme agli Atenei di Genova e Siena
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Tumore del fegato: UniTS tra i promotori di un protocollo operativo con FIF, LILT e ASUGI

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L’Università di Trieste rafforza il proprio impegno nella ricerca e nella formazione nell’ambito della lotta al tumore primitivo del fegato, una delle principali cause di mortalità oncologica a livello mondiale. Insieme alla Fondazione Italiana Fegato ONLUS (FIF), alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – Associazione Provinciale di Trieste (LILT) e all’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI), l’Ateneo triestino si avvia a definire un protocollo operativo per la costituzione di gruppi di lavoro tematici condivisi.

L’intesa è stata annunciata nel corso di un seminario multidisciplinare svoltosi nella sede della FIF a Trieste, parte del progetto dedicato al carcinoma epatocellulare (HCC). L’evento ha visto la partecipazione di ricercatori, clinici e studenti, con l’obiettivo di favorire un approccio integrato alla prevenzione, diagnosi e cura dell’HCC.

La prof.ssa Saveria Lory Crocè, docente di Gastroenterologia all'Università di Trieste e direttrice della SC (UCO) Clinica Patologie del Fegato, è intervenuta per sottolineare l’importanza dell’innovazione tecnologica nella lotta al tumore epatico: “Nell’attuale panorama diagnostico-clinico si ha una lacuna di marker bioumorali e clinici standardizzati per la diagnosi precoce di epatocarcinoma, ove sicuramente un ruolo fondamentale sarà ricoperto da nuovi strumenti basati sull’intelligenza artificiale che rappresenta un importante filone di ricerca della nostra Università”.

“Nel corso della giornata” – aggiunge il Direttore scientifico della Fondazione Italiana Fegato, Claudio Tiribelli – “è stata ribadita l’importanza della prevenzione primaria e secondaria, della diagnosi precoce e di una presa in carico multidisciplinare del paziente, nonché la necessità di investire nella formazione e nella divulgazione scientifica per aumentare la consapevolezza pubblica sulle malattie epatiche croniche. L’incontro si è concluso con un messaggio chiaro: solo unendo competenze, risorse e visioni sarà possibile migliorare la prevenzione e la cura del cancro al fegato, a beneficio dei pazienti e della comunità”.

Il protocollo operativo tra UniTS, FIF, LILT e ASUGI costituirà un importante passo avanti verso una collaborazione strutturata, fondata su progetti congiunti di ricerca scientifica, formazione accademica e iniziative di salute pubblica, a servizio del territorio e della comunità scientifica.

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Formazione, ricerca e intelligenza artificiale al centro di un’azione congiunta per contrastare il carcinoma epatocellulare
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