Oltre l’effetto calmante: nuovo studio rivela come il movimento ritmico può suscitare stati piacevoli nei pulcini Read more about Oltre l’effetto calmante: nuovo studio rivela come il movimento ritmico può suscitare stati piacevoli nei pulcini Immagine chiandetti + chick.png Data notizia Tue, 16/06/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Internazionale Destinatari target Futuri studenti Studenti iscritti Post lauream Testo notizia Uno studio pubblicato su Annals of the New York Academy of Sciences ha rilevato, in modo inatteso, che i movimenti ritmici passivi, come il dondolio o le oscillazioni simili al trasporto, possono modificare lo stato emotivo dei pulcini domestici, inducendo sia risposte di calma sia risposte piacevoli. La ricerca, condotta da Cinzia Chiandetti, Andrea Dissegna e Paolo Gallina dell’Università di Trieste e Lorenzo Scalera dell’Università di Udine, indaga gli effetti del movimento ritmico in animali non appartenenti alla classe dei mammiferi.Nei mammiferi, il movimento passivo ritmico lento è da tempo riconosciuto come una componente rilevante delle cure parentali: può ridurre il pianto, abbassare la frequenza cardiaca e favorire l’addormentamento. Nell’essere umano, inoltre, osservazioni di carattere aneddotico suggeriscono che movimenti ritmici più rapidi nei neonati e nei bambini piccoli, come il lancio giocoso in aria, il dondolio sull’altalena o le giostre come le montagne russe, possano suscitare piacere ed eccitazione.Per verificare se questi effetti siano presenti anche al di fuori dei mammiferi, e per comprendere quando il movimento passi da una funzione prevalentemente calmante a una potenzialmente piacevole, il gruppo di ricerca ha osservato pulcini domestici mentre venivano sottoposti a dondolio. L’impiego dei pulcini per studiare questo fenomeno rappresenta un elemento inedito: questi animali, infatti, sono in grado di camminare subito dopo la schiusa e, a differenza dei piccoli dei mammiferi, non vengono trasportati dalla madre.Nel corso dell’esperimento, i singoli pulcini sono stati collocati all’interno di una scatola opaca collegata a un braccio robotico di precisione, programmato per riprodurre movimenti di dondolio e oscillazioni simili al trasporto, variandone frequenza – lenta o rapida – e direzione – orizzontale o verticale. Lo stato emotivo degli animali è stato monitorato in modo non invasivo attraverso la registrazione delle vocalizzazioni.I risultati mostrano che il dondolio lento e i movimenti lenti simili al trasporto determinano una riduzione dei cosiddetti “richiami di contatto”, vocalizzazioni associate a condizioni di disagio, isolamento o separazione. Questo dato richiama gli effetti calmanti del trasporto materno già documentati nei mammiferi.Un risultato particolarmente significativo riguarda però la possibilità che specifiche forme di movimento ritmico inducano anche una risposta positiva. Quando i pulcini venivano esposti a un dondolio orizzontale rapido o a movimenti rapidi simili al trasporto, emettevano infatti un numero significativamente maggiore di vocalizzazioni affiliative – i cosiddetti brood calls – normalmente prodotte in contesti sicuri e socialmente favorevoli, e considerate indicatori di uno stato piacevole.Nel loro insieme, i risultati suggeriscono che gli effetti calmanti del trasporto e del dondolio osservati nei mammiferi possano derivare da una sensibilità diffusa degli animali al ritmo e al movimento.Come osservano gli autori dello studio: “I nostri risultati ampliano l’ambito funzionale della stimolazione ritmica, configurandola come un regolatore dello stato affettivo, capace di produrre sia effetti calmanti sia esperienze piacevoli lungo diverse linee evolutive dei vertebrati”.Poiché, nella loro storia naturale, i pulcini non sperimentano il trasporto materno, la loro sensibilità al movimento ritmico sembra riflettere un meccanismo profondamente conservato nei vertebrati, più che una risposta a specifiche strategie di cura parentale. Annals of the New York Academy of Sciences è una rivista multidisciplinare con oltre due secoli di storia, che pubblica articoli di ricerca, rassegne e contributi prospettici ad alto impatto, dedicati a progressi significativi in tutti gli ambiti della conoscenza scientifica.La rivista ha un profilo autenticamente multidisciplinare e accoglie contributi di ricercatori di tutto il mondo nelle scienze della vita, nelle scienze fisiche, nelle scienze sociali e comportamentali, nelle scienze ambientali e nelle aree di intersezione tra questi settori.www.nyas.org. Abstract Pubblicata su Annals of the News York Academy of Sciences, la ricerca suggerisce l’esistenza di meccanismi profondamente conservati nei vertebrati Mostra nel diario Off
Scomparsa Antonio Bava: il ricordo di UniTS Read more about Scomparsa Antonio Bava: il ricordo di UniTS Immagine WhatsApp Image 2026-06-12 at 09.04.43.jpeg Data notizia Fri, 12/06/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Territorio e società Testo notizia L'Università di Trieste esprime cordoglio per la scomparsa di Antonio Bava, già Professore Ordinario di Fisiologia.Laureato all'Università di Catania, il professor Bava ha dedicato la propria attività scientifica allo studio dei meccanismi neurofisiologici del linguaggio, delle sue basi funzionali e delle principali sedi di elaborazione cerebrale. I suoi contributi hanno riguardato inoltre le funzioni del cervelletto e le relazioni tra questa struttura e altre aree del sistema nervoso centrale, nonché la neurofisiologia e la neuropatologia clinica.Studioso di riconosciuto valore, fu organizzatore del primo congresso nazionale della Società Italiana di Primatologia, della quale ricoprì anche la presidenza per diversi anni. Ha svolto all'Università di Trieste un'intensa attività didattica nei corsi dell'area sanitaria e di psicologia, trasmettendo a generazioni di studenti la passione per la Fisiologia.I colleghi ne ricordano la vasta cultura, il rigore scientifico e la generosità intellettuale, gli studenti l'entusiasmo contagioso e la straordinaria capacità di insegnare e comunicare il sapere. Abstract E' stato Professore Ordinario di Fisiologia Mostra nel diario Off
AlmaLaurea 2026: exploit UniTS con le Lauree Magistrali in crescita su occupazione, attrattività e mobilità internazionale Read more about AlmaLaurea 2026: exploit UniTS con le Lauree Magistrali in crescita su occupazione, attrattività e mobilità internazionale Immagine AlmaLaurea2026.png Data notizia Thu, 11/06/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Studiare Destinatari target Futuri studenti Studenti iscritti Post lauream Enti e aziende Testo notizia I laureati magistrali dell’Università di Trieste a cinque anni dalla laurea si collocano ai vertici regionali e nazionali in termini di occupazione, livello di stipendio e mobilità internazionale durante il percorso di studi. Risultati costruiti dall’ateneo con politiche di valorizzazione dei percorsi di secondo livello che hanno prodotto un ottimo 47% di studenti provenienti da altre regioni italiane e un quasi 7% dall’estero.È quanto emerge dal XXVII Rapporto AlmaLaurea, che ha analizzato le performance degli studenti laureati nel 2025.In dettaglio, a cinque anni dalla Laurea, l’occupazione dei laureati magistrali raggiunge il 97,3%, superando il dato regionale (96,5%) e quello nazionale (94,4%), mentre la retribuzione mensile arriva in media a 2.023 euro (1.977 in FVG, 1.903 in Italia). Dati in netta crescita rispetto al 2025, quando l’occupazione di questa tipologia di laureati era stabile al 93%.Le Lauree Magistrali UniTS si confermano attrattive: il 47% degli studenti arriva da altre regioni italiane, (la media nazionale non arriva al 30%), mentre il 6,7% da altri Paesi, con una crescita di quasi un punto percentuale rispetto all’anno scorso.Sale anche la quota dei laureati magistrali che hanno partecipato a un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal proprio corso di Laurea: si sale dal 13% del 2025 al 16.1% odierno.Ottime anche le performance dei laureati triennali.A un anno dal conseguimento del titolo, l’87% dei laureati triennali che non proseguono gli studi risulta occupato (lo scorso anno si registrava l’84,8%), contro l’81,2% della media nazionale e l’85,4% del Friuli Venezia Giulia. La retribuzione netta mensile è di 1.543 euro, superiore alla media nazionale (1.491 euro).A confermare l’elevata qualità dell’esperienza accademica a Trieste sono anche i giudizi generali degli studenti: l’89% si dichiara complessivamente soddisfatto del proprio percorso universitario, con valutazioni molto positive anche sul rapporto con i docenti (87%), sul carico di studio (83%) e sulle attività e infrastrutture didattiche (86,5%).Il XXVII Rapporto AlmaLaurea ha analizzato le performance di oltre 335 mila laureati del 2025 in 81 atenei italiani, tra cui i 3.326 dell’Ateneo triestino: 1.917 di primo livello, 1.026 magistrali biennali e 383 a ciclo unico.UniTS, con il suo Career Service, svolge attività di placement e orientamento al lavoro per studenti e studentesse, laureati e laureate e PhD: l’obiettivo è ridurre il più possibile i tempi di ingresso nel mercato del lavoro degli studenti https://amm.units.it/placementTutte le informazioni sull’offerta formativa UniTS su https://units.it/immatricolazioni26 Abstract Dati sopra la media nazionale e regionale anche sulle Lauree Triennali Mostra nel diario Off
Raman Summer School 2026: conclusa la prima edizione della scuola estiva sulla spettroscopia Raman Read more about Raman Summer School 2026: conclusa la prima edizione della scuola estiva sulla spettroscopia Raman Immagine SUMMER SCHOOL RAMAN 2026.png Data notizia Wed, 10/06/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Si è conclusa la prima edizione della Raman Spectroscopy Summer School: Principles and Applications (RAMSS 2026), ospitata nella Sala Cappella dell'ex Ospedale Militare di Trieste, sede del Collegio di Merito Luciano Fonda di UniTS.Tutti i 20 posti disponibili sono stati occupati da dottorandi, ricercatori post-dottorato e professionisti provenienti da tutta Italia, a conferma del vivo interesse della comunità scientifica per questa tecnica analitica.La spettroscopia Raman è una tecnica di analisi che permette di capire di quali sostanze è composto un materiale e come sono organizzate le sue molecole, senza doverlo danneggiare o alterare. Funziona illuminando il campione prescelto con un raggio laser. La maggior parte della luce viene riflessa senza modifiche, ma una piccola parte interagisce con le molecole del materiale e cambia leggermente energia. Analizzando queste variazioni, gli scienziati ottengono una sorta di "impronta digitale" molecolare che consente di identificare la composizione chimica del campione.La Summer School ha alternato lezioni frontali, sessioni pratiche su strumentazione reale e un laboratorio di analisi dei dati spettroscopici. Il corpo docente ha riunito otto specialisti: per l'Università di Trieste, Alois Bonifacio, Stefano Fornasaro, Vanni Lughi e Valter Sergo. A questi si sono aggiunti Ivano Alessandri (Università di Brescia), Stefano Legnaioli (CNR-ICCOM, Pisa), Barbara Rossi (Elettra – Sincrotrone Trieste) e Giorgia Sciutto (Università di Bologna), con competenze che hanno spaziato dalla biomedicina alla scienza dei materiali, dalla catalisi alla conservazione dei beni culturali.La scuola ha ricevuto il patrocinio della Società Chimica Italiana (SCI), attraverso le Divisioni di Chimica Analitica e Chimica per le Tecnologie, che hanno messo a disposizione 4 borse di studio a copertura dei costi di iscrizione per altrettanti partecipanti meritevoli.L'evento è stato organizzato dal comitato locale dell'Ateneo triestino, composto da Alois Bonifacio, Gianpiero Adami (co-direttori della scuola) e Stefano Fornasaro. Abstract L’evento, che punta a diventare punto di riferimento per l’approfondimento di questa tecnica diagnostica, è stato organizzato dai proff. UniTS Alois Bonifacio e Gianpiero Adami Mostra nel diario Off
Programma Autoimpiego Centro-Nord: all’Innovators Community Lab un incontro per trasformare idee innovative in nuove imprese Read more about Programma Autoimpiego Centro-Nord: all’Innovators Community Lab un incontro per trasformare idee innovative in nuove imprese Immagine Progetto senza titolo - 2026-06-10T113653.148.png Data notizia Wed, 10/06/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Enti e aziende Territorio e società Testo notizia L’Università di Trieste conferma il suo impegno nel promuovere l’innovazione e l’imprenditorialità giovanile attraverso iniziative che favoriscono il dialogo tra ricerca, formazione e sviluppo d’impresa. In questa prospettiva, l’Innovators Community Lab (ICL) ha ospitato negli spazi dell’ex Ospedale Militare l’incontro “Autoimpiego Centro-Nord: Trasforma la tua idea in progetto finanziabile”.L’appuntamento, realizzato in collaborazione con BIC Incubatori FVG, Invitalia e il programma Autoimpiego Centro-Nord, era rivolto a studenti, laureati, dottorandi, ricercatori, giovani professionisti, startup e team progettuali interessati a sviluppare iniziative imprenditoriali innovative e ad approfondire le opportunità di sostegno disponibili per trasformarle in realtà.Durante l’incontro sono stati presentati gli strumenti di agevolazione previsti dal programma Autoimpiego Centro-Nord. Particolarmente apprezzata la possibilità di confrontarsi direttamente con gli esperti di Invitalia attraverso incontri individuali dedicati, utili per approfondire le proprie idee progettuali e ricevere indicazioni operative per renderle finanziabili.«La configurazione progettuale nell’ottica della costituzione d’impresa rappresenta un momento critico di scelta, soprattutto per i giovani potenziali imprenditori», ha sottolineato il prof. Erik Vesselli, delegato per il Trasferimento Tecnologico e i Rapporti con gli Enti di Ricerca. «I programmi e le iniziative di supporto di Invitalia Autoimpiego Centro-Nord si sposano particolarmente bene con un percorso di formazione specifica come quello di ICL, prospettando costruttivi scenari di collaborazione».L’incontro si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione di competenze e idee innovative promosso dall’Università di Trieste attraverso l’Innovators Community Lab, favorendo connessioni strategiche con partner istituzionali e operatori dell’ecosistema dell’innovazione.Per maggiori informazioni sul bando e sulle opportunità offerte dal programma: Autoimpiego Centro-Nord | Invitalia Abstract Coinvolti anche BIC Incubatori FVG e Invitalia Mostra nel diario Off
Intelligenza artificiale, 6G e sostenibilità: UniTS presente all’IEEE ICC 2026 di Glasgow Read more about Intelligenza artificiale, 6G e sostenibilità: UniTS presente all’IEEE ICC 2026 di Glasgow Immagine Progetto senza titolo (78).png Data notizia Tue, 09/06/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia L’Università di Trieste presente all’IEEE International Conference on Communications (ICC) 2026 a Glasgow, il più importante congresso internazionale nel settore delle telecomunicazioni. A rappresentare l’Ateneo è stato Fulvio Babich, docente del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, che ha ricoperto il ruolo di leading co-chair del Communication Theory Symposium, una delle sessioni scientifiche più rilevanti dell’evento.Il congresso ha riunito ricercatori, esperti industriali e rappresentanti delle principali aziende tecnologiche mondiali per discutere le prospettive future delle comunicazioni digitali, con particolare attenzione allo sviluppo delle reti 6G, all’intelligenza artificiale e alla sostenibilità delle infrastrutture di telecomunicazione.Come riporta da Glasgow il prof. Babich, il dibattito internazionale è oggi concentrato sulla necessità di una nuova generazione di reti mobili capace di rispondere alle profonde trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale.«Il consenso prevalente nella comunità scientifica e industriale è che l’evoluzione verso il 6G sia ormai opportuna, se non urgente, alla luce del rapidissimo sviluppo dell’intelligenza artificiale», ha spiegato. «Le attuali previsioni indicano la disponibilità di una prima versione dello standard tra il 2029 e il 2030».Uno dei temi più discussi durante il congresso è stato l’aumento del traffico dati generato dalle nuove applicazioni basate sull’AI. Sistemi autonomi, agenti intelligenti, realtà aumentata e dispositivi indossabili stanno infatti modificando profondamente le esigenze delle reti, richiedendo nuove architetture capaci di garantire maggiore capacità ed efficienza.Tra le innovazioni più promettenti emerse a Glasgow figura il paradigma della Token Communication, destinato ad affiancare i tradizionali modelli di trasmissione basati sui bit.«La Token Communication rappresenta un cambio di paradigma molto significativo», ha osservato il docente. «L’obiettivo non è più trasmettere grandi quantità di dati, ma trasferire in modo efficiente il contenuto semantico dell’informazione. Questo approccio può ridurre il traffico di rete, migliorare l’efficienza energetica e contribuire alla sostenibilità ambientale delle future infrastrutture digitali».Ampio spazio è stato dedicato anche alle reti integrate terra-aria-spazio, considerate uno degli elementi chiave del futuro ecosistema 6G. Accanto alla crescente diffusione delle costellazioni satellitari in orbita bassa, la comunità scientifica guarda con interesse alle piattaforme stratosferiche ad alta quota (HAPS), sistemi in grado di fornire connettività su vaste aree con minori consumi energetici e latenze ridotte.«Le piattaforme stratosferiche potrebbero svolgere un ruolo sempre più importante nelle future architetture di comunicazione», ha sottolineato Babich. «Rispetto ai sistemi satellitari tradizionali offrono vantaggi significativi in termini di copertura regionale, efficienza energetica e possibilità di manutenzione e aggiornamento delle infrastrutture».La partecipazione del prof. Babich ai lavori dell’IEEE ICC 2026 conferma il contributo dell’Università di Trieste alla ricerca internazionale nel campo delle telecomunicazioni e il ruolo dell’Ateneo nello sviluppo delle tecnologie che definiranno le reti del futuro.Nella foto: Chedlia Ben Naila (Optical Networks and Systems co-chair, Polytechnic University of Catalonia), Fulvio Babich, Nam Tran (Wireless Communications co-chair, University of Dublin), Muhammad Ali Imran (Executive co-chair, University of Glasgow) Abstract Il prof. Fulvio Babich, leading co-chair del più importante congresso internazionale delle telecomunicazioni, traccia lo stato dell’arte del settore Mostra nel diario Off
MareSkill: a UniTS il meeting finale di progetto e una study visit tra ricerca, imprese e innovazione Read more about MareSkill: a UniTS il meeting finale di progetto e una study visit tra ricerca, imprese e innovazione Immagine Progetto senza titolo - 2026-06-08T093044.181.png Data notizia Mon, 08/06/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia L’Università degli Studi di Trieste ha ospitato il project meeting del progetto Interreg Italia-Croazia MareSkill, appuntamento che ha riunito i partner dell’iniziativa per programmare le attività conclusive in vista della chiusura del progetto, prevista a settembre 2026.Le attività hanno incluso una study visit organizzata nell’ambito dei progetti MareSkill e DIH Innovamare, che ha coinvolto rappresentanti dei partenariati, studenti, giovani ricercatori e professionisti della blue economy provenienti da Italia e Croazia.La visita di studio è stata dedicata ai temi dell’innovazione, della sostenibilità e dello sviluppo delle competenze per l’economia del mare nell’area adriatica. I due progetti costituiscono infatti un importante esempio di cooperazione transfrontaliera: DIH Innovamare sostiene la trasformazione digitale e tecnologica del settore marittimo attraverso il coinvolgimento di imprese, centri di ricerca e istituzioni, mentre MareSkill promuove la formazione di nuove professionalità nei comparti della nautica, della logistica e dell’economia del mare, con particolare attenzione alle sfide della transizione verde e digitale.L’iniziativa ha rappresentato anche un’importante occasione per rafforzare il dialogo tra l’Ateneo e il sistema economico del territorio. Organizzata con il contributo dell’Università di Trieste e di Unioncamere del Veneto, in collaborazione con Mare Tech FVG, la study visit ha consentito ai partecipanti di conoscere da vicino alcune delle realtà più significative del comparto marittimo regionale.Il programma ha previsto la visita al Porto di Monfalcone, infrastruttura strategica per i traffici e la logistica del Nord Adriatico, e allo stabilimento di Groupe Beneteau Italia, azienda leader a livello internazionale nella nautica da diporto. Un’occasione concreta per approfondire le dinamiche di innovazione che stanno trasformando il settore e per favorire l’incontro tra il mondo della formazione, della ricerca e quello delle imprese.Nel corso della giornata è intervenuto anche il Comune di Monfalcone, che ha illustrato le strategie di sviluppo locale e le opportunità di crescita connesse all’economia del mare, evidenziando il ruolo del territorio come hub di innovazione e competitività per il sistema marittimo adriatico.Le iniziative hanno confermato il ruolo dell’Università di Trieste quale punto di riferimento per la ricerca, la formazione e l’innovazione nel settore marittimo. Attraverso la partecipazione a progetti europei e la collaborazione con imprese, istituzioni e stakeholder del territorio, l’Ateneo contribuisce allo sviluppo di competenze avanzate e alla costruzione di reti capaci di sostenere la crescita sostenibile e la competitività dell’area adriatica.Foto: partecipanti al project meeting e alla study visit dei progetti Interreg Italia-Croazia MareSkill e DIH Innovamare organizzati dall’Università degli Studi di Trieste in collaborazione con partner istituzionali e industriali del territorio. Abstract L’Ateneo ha ospitato i partner del progetto Interreg Italia-Croazia e promosso un confronto diretto con le principali realtà della blue economy del territorio Mostra nel diario Off
GeoAdriatico 2026: IMEC e allargamento UE ai Balcani al centro dei dibattiti Read more about GeoAdriatico 2026: IMEC e allargamento UE ai Balcani al centro dei dibattiti Immagine 1.png Data notizia Fri, 05/06/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Dall’allargamento dell’Unione europea ai Balcani Occidentali, il corridoio economico India-Medioriente-Europa, la moderna centralità dell’Artico, nonché lo scacchiere Euro-Adriatico Ionico della diplomazia consolare sono alcuni dei temi dell’edizione 2026 di GeoAdriatico (www.geoadriatico.it), il simposio internazionale di geopolitica in programma dall’11 al 14 giugno a Trieste.GeoAdriatico, promosso dalla Cinzia Vitale Initiative for Culture (www.vitaleinitiative.it) in partnership con l’Università degli Studi di Trieste, approfondisce, altresì, argomenti riguardanti la cybersecurity, l’intelligenza artificiale, il G20 quale piattaforma per cooperare su trasporti, infrastrutture portuali e mare, e ancora tematiche inerenti la salvaguardia del Pianeta.«GeoAdriatico interpreta la vocazione internazionale e multidisciplinare dell'Università di Trieste. Le grandi questioni che caratterizzano il nostro tempo non possono essere affrontate all'interno dei confini di una singola disciplina. Richiedono il contributo integrato delle scienze sociali, economiche, giuridiche, tecnologiche e ambientali. In questo contesto, il nostro Ateneo mette a disposizione una rete di competenze riconosciute a livello internazionale, contribuendo a fare di Trieste un laboratorio privilegiato di dialogo tra diplomazia, ricerca scientifica e sviluppo economico. È proprio dalla collaborazione tra saperi, istituzioni e comunità scientifiche che possono nascere le risposte più efficaci alle sfide globali del presente e del futuro», afferma Mauro Tretiach, Prorettore Vicario dell'Università degli Studi di Trieste«In uno scenario globale segnato da conflitti che, attualmente, coinvolgono oltre novanta Paesi nel mondo – dichiara Roberto Vitale, presidente di GeoAdriatico e della Vitale Initiative ideatrice del simposio internazionale - la diplomazia internazionale è più che mai fondamentale per costruire la pace. Questo attivo impegno nel dialogo e nella cooperazione rappresenta il cuore pulsante e la priorità del simposio che conferisce a Trieste la baricentricità del nuovo scacchiere geopolitico mondiale».GeoAdriatico è un evento che gode, tra gli altri, dei patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, del ministero dell’Economia e della Finanza, del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, del ministero dell’Università e della Ricerca, del ministero della Difesa, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della collaborazione della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.All’edizione 2026 di GeoAdriatico sono annunciati, tra gli altri, gli interventi dell’ambasciatore Francesco Maria Talò, inviato speciale IMEC del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, dell’ammiraglio di squadra Pierpaolo Ribuffo, capo dipartimento Politiche del mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’ambasciatore Giorgio Marrapodi, rappresentante permanente d’Italia alle Nazioni Unite, Marco Alberti, ambasciatore d’Italia in Albania, Marcelo Knobel, direttore esecutivo del TWAS (Academy of Sciences for the Developing World), Paolo Trichilo, ambasciatore d’Italia in Croazia, Andrea Romanino, direttore della SISSA (Scuola Internazionale Studi Superiori Avanzati) e Luca Gori, ambasciatore d’Italia in Serbia. All’opening ceremony di GeoAdriatico, che si svolgerà giovedì 11 giugno, alle 9.30, nel salone di rappresentanza della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con ingresso riservato, sono previsti, altresì, gli interventi di Marco Consalvo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Vincenzo Garofolo, commissario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, Carmelo Barbarello, coordinatore IMEC del ministero degli Affari esteri e Cooperazione Internazionale, Francesco Benevolo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale, Massimo Campailla, docente di Diritto Navigazione e dei Trasporti all’Università di Trieste, Paola Del Negro, direttrice generale dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS e Dario Giacomin, vice presidente Sviluppo prodotti subacquei di Fincantieri.Tra gli oltre 70 partecipanti a GeoAdriatico, in rappresentanza di oltre 10 Nazioni, ci sono anche Stefano Pilotto, docente di Relazioni internazionali al MIB Trieste School of Management, Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, Roberto Musneci, presidente della Camera Commercio Italiana per la Romania, Alessandro Lombardi, responsabile Progetti InCE (Iniziativa Centro Europea), Giuseppe Mancini, vice presidente Intelligence and International Security di Leonardo, Antonio Gurrieri, amministratore delegato di Alpe Adria, Nicola Polato, responsabile NordEst di SIMEST, Pasquale Silvestro, vice presidente della Camera di Commercio Italiana per la Romania e Gabriele Bellon, direttore generale di BCC Venezia Giulia, Daniel Burcea, direttore filiale Italia della Banca Transilvania, Paul Vatamanu, CEO Vatamanu Coperture, Francesco Caputo, direttore HR Prysmian Romania, Gianluca Meomartini, vice presidente vendite Bitdefender, Giuseppe Mancini, vice presidente intelligence&internazionale Leonardo Spa, Claudio Taboga, general manager Vard Shipyards Romania (Fincantieri), Maria Teresa Tombini, senior advisor Group International Pubblic Affairs Assicurazioni Generali che interverranno al panel su economia, diplomazia scientifica e cybersecurity che si svolgerà giovedì 11 giugno, a partire dalle 14.30, nella sala maggiore della Camera di Commercio Venezia Giulia. GeoAdriatico, che gode della media partnership dell’agenzia di stampa ANSA, vede partecipare anche il generale di brigata Carlo Di Somma, presidente del Comitato di Indirizzo Interforze Ambiente Artico, Sub Artico e Antartide del ministero della Difesa, Fausto Ferraccioli, direttore della sezione Geofisica dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale OGS, Luigi Matarazzo, direttore generale della Divisione navi mercantili di Fincantieri, Fabrizio Orengo, direttore dell’Istituto Idrografico della Marina Militare, Giuliana Panieri, direttrice dell’Istituto di Scienze Polari del CNR, Giuliana Panieri, direttrice dell’Istituto di Scienze Polari del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e Stefano Polli, editorialista dell’agenzia di stampa ANSA.Nella sala di rappresentanza del MIB Trieste School of Management, venerdì 12 giugno, alle 9.30, dove si parlerà dell’allargamento dell’Unione europea ai Balcani Occidentali, dopo i saluti di Maria Tripodi, sottosegretario di Stato agli Affari esteri e alla Cooperazione internazionale, sono previsti gli interventi di Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, Franco Dal Mas, segretario generale dell’Iniziativa Centro Europea, Anila Bitri Lani, ambasciatore d’Albania in Italia, Mauro D’Ubaldi, vice segretario generale della Difesa, Andreina Marsella, ambasciatrice d’Italia in Montenegro, Elisabetta Dovier, programme manager dell’InCE (Iniziativa Centro Europea), oltre alla senatrice Tatjana Rojc, membro della Commissione Politiche UE del Senato, Francesco Deana, docente di Diritto dell’Unione europea all’Università di Udine e Andrea Tracogna, dean del MIB Trieste School of management, nonché docente di Economia e Gestione delle Imprese all’Università di Trieste.Venerdì 12 giugno, alle 16, nella sala rossa Desiata della Camera di Commercio Venezia Giulia che è partner di GeoAdriatico, si parlerà, invece, di Spazio nell’era dei conflitti invisibili con Anna Gregorio Michelazzi, astrofisica dell’Università di Trieste, Beatrice Manassero, dell’ufficio Spazio e Cooperazione scientifica del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Fabrizio Rovatti, project manager di Area Science Park, nonché Carlo Baccigalupi, docente di Cosmologia alla SISSA (Scuola Internazionale Superiore Studi Avanzati), Federico Battera, docente di Storia e istituzioni dell’Africa dell’Università di Trieste, Massimo Comparini, direttore della Divisione Spazio di Leonardo, Valter Bonvicini, direttore Sezione Trieste INFN (Istituto Nazionale Fisica Nucleare), Guido Bortoluzzi, docente Strategia e organizzazione MIB Trieste School of Managemnent e Andrea Vacchi, docente Fisica Università di UdineGeoAdriatico 2026 ospita anche un panel dedicato agli allievi del master Sustainable Blue Growth diretto da Mounir Ghribi che, a loro volta, saranno relatori, sabato 13 giugno, alle 9.30, nella sala rossa dell’Autorità di Sistema Portuale del Marea Adriatico Orientale, su argomenti che riguardano il mare come elemento imprescindibile per il futuro delle società. Ad affiancarli ci saranno Steve Taylor, coordinatore progetto North Adriatic Hydrogen Valley e Rodolfo Taccani, docente Sistemi energetici dell’Università di Trieste.Infine, sabato 13 giugno, alle 10, nel salone di rappresentanza del Segretariato Generale dell’InCe (Iniziativa Centro Europea), si discute del nuovo scacchiere Euro-Adriatico Ionico con la partecipazione, tra gli altri, di Marco Ferruzzi Balbi, console della Repubblica di Polonia, Massimiliano Fabian, console della Repubblica del Camerun, Agnese Ghersi, console della Repubblica di Francia, Adina Lovin, console generale della Repubblica di Romania, Sabrina Strolego, console della Repubblica d’Austria e Lucia Montesanti, docente di Sociologia dei fenomeni politici all’Università Magna Graecia. Abstract Al via la 6. edizione del simposio dedicato a diplomazia, economia e scienza promosso da Vitale Initiative e UniTS Mostra nel diario Off
Elettra Sincrotrone Trieste, Giovanni Comelli nuovo Presidente: guiderà Elettra 2.0 Read more about Elettra Sincrotrone Trieste, Giovanni Comelli nuovo Presidente: guiderà Elettra 2.0 Immagine Progetto senza titolo - 2026-05-29T092903.924.png Data notizia Fri, 29/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Giovanni Comelli, Professore ordinario di Fisica Sperimentale della Materia e Applicazioni a UniTS, è il nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione di Elettra Sincrotrone Trieste S.C.p.A., la società d'interesse nazionale senza fini di lucro che gestisce una delle più avanzate infrastrutture di ricerca al mondo basate sull'uso della luce di sincrotrone e dei laser a elettroni liberi per la caratterizzazione e lo sviluppo dei nuovi materiali, biomateriali, farmaci e processi chimici e biochimici.Profondo conoscitore di Elettra Sincrotrone Trieste, il prof. Comelli è autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche e attivo in numerosi programmi di ricerca e infrastrutture scientifiche nazionali ed europee. Ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione di Elettra dal 2005 al 2014, ricoprendo anche il ruolo di Vicepresidente dal 2006 al 2014, ed è stato nuovamente consigliere di amministrazione dal 2023 al 2026. Nel corso della sua carriera ha inoltre assunto numerosi incarichi di responsabilità scientifica e organizzativa a livello nazionale e internazionale, tra cui la direzione del Dipartimento di Fisica dell'Università di Trieste e la partecipazione a organismi di valutazione e indirizzo scientifico promossi da istituzioni italiane ed europee. Abstract Eletta nel nuovo consiglio di Amministrazione anche la prof.ssa UniTS Anna Gregorio Mostra nel diario Off
Concluso l’Administrative Moot Court: una palestra di giustizia Read more about Concluso l’Administrative Moot Court: una palestra di giustizia Immagine WhatsApp Image 2026-05-28 at 09.27.36.jpeg Data notizia Thu, 28/05/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Si è conclusa la seconda edizione dell'"Administrative Moot Court: una palestra di giustizia" che offre agli studenti UniTS di Giurisprudenza un'immersione totale nel diritto amministrativo applicato. Obiettivo dell'iniziativa, che dal prossimo anno accademico assumerà veste autonoma distaccandosi dalla cattedra di Diritto amministrativo, è trasmettere le competenze chiave per la redazione degli atti processuali, preparando i futuri professionisti alle sfide dei tribunali reali.“Il progetto si è consolidato anche grazie alla collaborazione interistituzionale tra UniTS e i vertici della magistratura amministrativa. Ringrazio in particolare il Presidente del Tar Friuli-Venezia Giulia, il Consigliere Avv. Carlo Modica de Mohac di Grisì, la Consigliera dott.ssa Manuela Sinigoi e la Segretaria generale del Tar, dott.ssa Paola Barzanti”, ha sottolineato Edoardo N. Fragale, docente di Diritto amministrativo e ideatore del laboratorio.Anche quest'anno l'attività ha registrato numeri importanti: 60 studenti hanno partecipato al seminario tenuto da Manuela Sinigoi, incentrato sulle modalità di funzionamento della Corte e sull’analisi di specifici casi. Gli iscritti hanno poi assistito dal vivo alla discussione di veri ricorsi durante l'udienza pubblica dello scorso 6 maggio nella sede del Tar. Il laboratorio si è infine concluso nell'aula Bachelet dell'Ateneo, dove 27 partecipanti si sono sfidati in una vera e propria moot competition (una simulazione di processo), vestendo i panni dei giudici e dei difensori delle diverse parti.Un'esperienza formativa di alto profilo che ha l'obiettivo di colmare il divario tra i manuali universitari e la macchina giudiziaria. Abstract Il progetto, in collaborazione con il Tribunale Amministrativo Regionale, unisce teoria e pratica forense Mostra nel diario Off