Salta al contenuto principale

Quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina: UniTS solidale con la Dichiarazione di Transform4Europe

Immagine
Progetto senza titolo (89).png
Data notizia
Destinatari canale
Destinatari target
Testo notizia

In occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, l’alleanza Transform4Europe, di cui UniTS fa parte, ha diffuso questa nota:

Quattro anni fa, la Russia ha lanciato una guerra su vasta scala contro l'Ucraina, violando in modo grave e deliberato il diritto internazionale. Tra gli innumerevoli atti di aggressione e sofferenze causate, spicca lo sfollamento forzato dell'Università statale di Mariupol (MSU), uno dei partner integranti dell'alleanza Transform4Europe. I nostri amici e colleghi della MSU continuano a dimostrare, a costo di enormi sacrifici personali e sotto costante minaccia, una notevole resilienza, forza e coraggio nel sostenere i valori europei e la nostra visione condivisa della trasformazione europea. 

“Stare dalla parte della MSU significa stare dalla parte dei principi che definiscono l'Europa stessa”, sottolinea Dominik Brodowski, segretario generale facente funzione dell'alleanza Transform4Europe e ambasciatore dell'Università statale di Mariupol. Transform4Europe rimane fermamente impegnata a sostenere i nostri partner dell'Università statale di Mariupol”.

Mostra nel diario
Off

Lauree Magistrali UniTS: +26% di immatricolati!

Immagine
ateneo.jpeg
Data notizia
Destinatari canale
Testo notizia

In un panorama nazionale e internazionale segnato da una forte competizione, UniTS registra un +26% nelle immatricolazioni alle Lauree Magistrali: sono 1286 i ragazzi che hanno scelto l’Università di Trieste per completare il ciclo di formazione di secondo livello.

Un risultato eccezionale che segna una crescita nell’attrattività dell’ateneo di oltre il 22% nell’ultimo triennio.

Grazie all’impennata di iscrizioni alle Magistrali, superata anche la soglia dei 6.000 immatricolati a tutti i livelli: un record storico, destinato a crescere non appena si concluderanno le iscrizioni del semestre filtro di medicina e le immatricolazioni ancora aperte per molti corsi di laurea.

“Questi numeri sono frutto dell’arricchimento continuo della nostra offerta didattica che riesce a intercettare le esigenze del mondo del lavoro e della ricerca di frontiera – spiega la rettrice Donata Vianelli – oltre a un capillare lavoro di orientamento non solo verso i ragazzi delle superiori, ma anche verso gli studenti universitari in Italia e all’estero”. 

I corsi di Laurea Magistrale che crescono di più arrivano dai Dipartimenti di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche, Scienze Chimiche e Farmaceutiche, Scienze Politiche e sociali, Fisica e Matematica, ma tutte le aree sperimentano un trend positivo.

L’efficacia dell’offerta formativa UniTS trova conferma nei dati occupazionali dei laureati, in particolare magistrali, come riportato dall’ultima indagine AlmaLaurea che evidenzia per l’ateneo risultati ben superiori alla media nazionale.

A un anno dal titolo magistrale, UniTS registra un tasso di occupazione dell’87%, a fronte del 78,6% a livello nazionale. Le retribuzioni si attestano su una media mensile netta di 1.607 euro, contro i 1.488 euro della media italiana. A cinque anni dalla laurea, l’occupazione raggiunge il 93%, superando sia il dato regionale (92,7%) sia quello nazionale (89,7%). La retribuzione media mensile è pari a 1.988 euro, rispetto ai 1.923 euro del Friuli Venezia Giulia e ai 1.847 euro della media nazionale, con valori che raggiungono i 2.014 euro per i laureati magistrali biennali e i 1.949 euro per i corsi a ciclo unico.

C’è ancora tempo per iscriversi!

Le iscrizioni sono ancora aperte, sia per tutti i Corsi di Laurea Magistrale che per alcuni Corsi di Laurea Triennali dell’anno accademico 2025/26.

Per le informazioni sull’offerta formativa del prossimo anno accademico appuntamento al 10 aprile 2026 con l’evento di Orientamento “Porte Aperte Magistrali”. Tutte le info a breve su https://portale.units.it/it/studiare/orientarsi/porte-aperte

Abstract
Superato anche il record dei 6.000 immatricolati totali 2025/26
Mostra nel diario
On
Periodo di permanenza in Magazine
-

UniTS e Istituzioni scientifiche panamensi: gettate le basi per un piano di collaborazione internazionale

Immagine
Progetto senza titolo (62).png
Data notizia
Destinatari canale
Testo notizia

Una delegazione proveniente da Panama, nell’ambito di una visita agli enti del Sistema Trieste, è stata accolta a UniTS dal prof. Erik Vesselli, Delegato per il Trasferimento tecnologico e rapporti con gli Enti di ricerca. La delegazione, rappresentativa del sistema scientifico panamense, era costituita dal prof. José Fábrega, Presidente di APANAC (Asociacion panamena para el avance de la ciencia), Università Tecnologica di Panama e docente di Ingegneria idraulica e idrotecnica, ambiente e tecnologia ambientale, dalla prof.ssa Mairim Solís, Instituto Commemorativo Gorgas, docente di Biologia cellulare, biotecnologia, cellule madri applicate alla medicina rigenerativa e la salute, dal prof. Miguel Ángel Esbrí, Università di Panama, docente di Diritto civile e internazionale, e dalla prof.ssa Luisa Morales, Università di Panama, docente di Matematica.

Obiettivo dell’incontro è stato definire un piano operativo per rafforzare la cooperazione accademica e scientifica tra l’ateneo giuliano e l’Universidad de Panamá, con cui nel 2024 era stato firmato un accordo della durata di sei anni per l’organizzazione di attività accademiche e didattiche, percorsi di formazione specializzata e programmi di ricerca di reciproco interesse.

Uno dei punti centrali discussi nel corso della visita riguarda i corsi di dottorato. L’Università di Trieste si rende disponibile ad offrire agli studenti panamensi l’accesso ai propri programmi di dottorato dietro finanziamento di borse di studio su specifiche tematiche condivise, in relazione allo spettro delle competenze scientifiche presenti in ateneo.

La visita conferma la vocazione internazionale di UniTS e rafforza il suo posizionamento come hub scientifico e formativo capace di attrarre e sviluppare collaborazioni strategiche a livello globale.

Abstract
Discusso un accordo per posizioni di dottorato su temi di interesse congiunto
Mostra nel diario
Off

Concluso il progetto europeo “Green-GEAR”: UniTS contribuisce alla riduzione delle emissioni del traffico aereo in Europa

Immagine
Progetto senza titolo (88).png
Data notizia
Destinatari canale
Testo notizia

Si è concluso dopo due anni e mezzo il progetto Horizon Europe Green-GEAR, che aveva come tema di studio la riduzione dell’impatto ambientale del traffico aereo. Tra i partner del progetto anche l’Università di Trieste con il gruppo di ricerca del prof. Lorenzo Castelli del Dipartimento di Ingegneria e Architettura (DIA).

Attualmente, ogni volo che attraversa lo spazio aereo europeo è soggetto a tariffe proporzionali alla distanza percorsa e al peso dell’aeromobile, con importi variabili a seconda del Paese sorvolato. Attraversare lo spazio aereo della Svizzera o dei Paesi Bassi, ad esempio, comporta costi significativamente superiori rispetto a Irlanda o Croazia.

Queste differenze possono indurre le compagnie aeree a scegliere rotte più lunghe pur di evitare le aree più onerose: una strategia che comporta un maggiore consumo di carburante e, di conseguenza, emissioni aggiuntive e non necessarie di anidride carbonica (CO₂).

Con l’obiettivo di correggere tali distorsioni e ridurre l’impatto ambientale del settore, il contributo dell’ateneo triestino si è concentrato sulla definizione di nuovi modelli di tariffazione coerenti con la normativa europea vigente, capaci di attenuare le disparità tra Stati e incentivare traiettorie più dirette. I modelli teorici sono stati formalizzati attraverso strumenti di programmazione matematica e validati su dati reali di traffico forniti da EUROCONTROL, partner del progetto.

I test su larga scala hanno evidenziato risultati concreti: una diminuzione fino all’1,46% della distanza volata e una riduzione fino all’1,44% delle emissioni di CO₂. Considerando che in Europa si effettuano ogni anno oltre 10 milioni di voli, anche percentuali apparentemente contenute si traducono in milioni di tonnellate di CO₂ evitate. Le stime più recenti indicano infatti che solo i voli in partenza dagli aeroporti europei generano complessivamente tra 130 e 140 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno.

«Lavorare su meccanismi tariffari apparentemente tecnici significa in realtà intervenire in modo strutturale sul sistema» sottolinea il prof. Castelli. «Riducendo le disparità economiche tra gli spazi aerei nazionali si possono incentivare rotte più dirette e ottenere benefici ambientali significativi senza compromettere l’efficienza operativa».

Il docente ha inoltre voluto ricordare il contributo determinante di Andrea Gasparin, post-doc, e Fulvio Vascotto, dottorando, che hanno lavorato al progetto insieme a lui.

Green-GEAR rappresenta il decimo progetto europeo sviluppato dal gruppo di ricerca UniTS negli ultimi vent’anni, sempre in collaborazione con i principali stakeholder continentali del settore, focalizzato sull’ottimizzazione matematica della gestione del traffico aereo.

Il neo direttore del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, Giorgio Sulligoi, evidenzia l’importanza strategica di queste ricerche, strettamente connesse agli obiettivi della Commissione europea per la riduzione dell’impatto climatico delle attività industriali, incluso il trasporto aereo: “«Si tratta di un ambito di ricerca cruciale per la transizione ecologica del settore aeronautico. Siamo particolarmente soddisfatti del forte inserimento del nostro gruppo nel panorama europeo, confermato dal recente finanziamento di un nuovo progetto Horizon Europe che estenderà l’analisi anche agli effetti non legati alla sola CO₂, come le scie di condensazione e le emissioni di ossidi di azoto».

È infatti recentissima la notizia dell’approvazione di FairSky, il progetto che amplierà l’analisi agli impatti climatici complessivi del traffico aereo e consoliderà ulteriormente il ruolo UniTS nella ricerca europea sull’ottimizzazione e la sostenibilità del sistema di gestione del traffico aereo.

 

Abstract
Il Dipartimento DIA proseguirà gli studi sul tema entrando nel nuovo progetto Horizon FairSky
Mostra nel diario
Off

Premio Fermeglia 2025: vince una tesi magistrale sulla prevenzione del rischio di incendi forestali

Immagine
Progetto senza titolo (61).png
Data notizia
Destinatari canale
Testo notizia

E’ Linda Favero la vincitrice della seconda edizione del Premio Fermeglia, il riconoscimento che premia le migliori tesi magistrali UniTS sui temi dell’energia, ambiente e trasporti.

Il premio di 1000 euro è stato consegnato dalla prof.ssa Sabrina Pricl in rappresentanza della famiglia di Maurizio Fermeglia, già Rettore dell’Università degli Studi di Trieste, prematuramente scomparso nel 2024. 

Seconda classificata è Alessia Oliva, terza Erica Zotti.

La tesi vincitrice “Contenuto d'acqua della vegetazione e rischio di incendio nel Carso: valutazione sperimentale e monitoraggio tramite telerilevamento iperspettrale” affronta una delle sfide ambientali più urgenti del nostro tempo alla luce dei cambiamenti climatici. 

Lo studio si concentra sull'area del Carso, regione particolarmente vulnerabile come dimostrato dai devastanti incendi del 2022. 

La tesi di Linda Favero ha contribuito ad approfondire la risposta al fuoco delle 13 specie vegetali più rappresentative del Carso, offrendo nuove prospettive e spunti per un possibile miglioramento dei sistemi di monitoraggio idrico tramite telerilevamento.

L'individuazione di specie più resistenti alla combustione (Quercus pubescens, Prunus mahaleb e Ailanthus altissima) può essere utile per una costruzione mirata di barriere tagliafuoco, specialmente nelle zone ad alto rischio come lungo strade, ferrovie e nelle interfacce urbano-forestali. I sistemi di telerilevamento iperspettrale offrirebbero invece strumenti per il monitoraggio continuo dello stato idrico della vegetazione su vasta scala, consentendo l'identificazione precoce di condizioni di stress idrico che aumentano il rischio di innesco di incendi, favorendo interventi tempestivi. 

Hanno partecipato alla cerimonia la rettrice Donata Vianelli, i proff. Alessandro Massi Pavan, Sabrina Pricl, Andrea Nardini e i rappresentanti dei Dipartimenti presso il Centro Interdipartimentale Giacomo Ciamician.

Abstract
Linda Favero si è laureata nel 2025 ed ha ricevuto il premio da Sabrina Pricl in rappresentanza della famiglia di Maurizio Fermeglia  
Mostra nel diario
On
Periodo di permanenza in Magazine
-

Microplastiche anche nelle grotte mai toccate dall’uomo: studio UniTS sui sistemi sotterranei del Carso

Immagine
Progetto senza titolo (86).png
Data notizia
Categoria notizia
Destinatari canale
Destinatari target
Testo notizia

Uno studio pubblicato su Microplastics ha evidenziato la presenza di microplastiche in grotte carsiche profonde collegate al sistema del fiume Timavo, uno dei principali sistemi idrici sotterranei dell’area alpino-dinarica. La ricerca dimostra che anche ambienti estremi e mai frequentati dall’uomo non sono isolati dall’inquinamento antropico.

Le analisi confermano che la presenza di microplastiche nel sistema del Timavo era coerente con quanto già noto per ambienti fluviali connessi alla superficie: il contributo dello studio è aver chiarito come queste particelle si distribuiscano nei sistemi idrici sotterranei, evidenziando una marcata variabilità spaziale anche su brevi distanze.

Lo studio è stato realizzato dall’Università di Trieste, in collaborazione con la Società Adriatica di Speleologia, il Comune di Trieste e il Bioscience Research Center (BsRC), centro specializzato per le analisi sulle microplastiche. 

I campionamenti sono stati effettuati in contesti raramente accessibili, tra cui la Caverna Maucci, raggiungibile esclusivamente tramite speleosubacquea, e la grotta Luftloch, scoperta solo recentemente dopo decenni di esplorazioni. 

Lo studio è stato condotto da Raffaele Bruschi, ricercatore dell’Università di Trieste e responsabile dei campionamenti e delle analisi, assieme ai docenti del Dipartimento di Scienze della Vita di UniTS Manuela Piccardo, Monia Renzi, Stanislao Bevilacqua e Lucia Gardossi del Dipartimento Scienze chimiche e farmaceutiche. Per il BsRC coinvolti Tecla Bentivoglio e Serena Anselmi.

La ricerca è dedicata a Patrice Cabanel, 32 anni, (Fédération Française d’Études et de Sports Sous-Marins), speleosub esperto che ha effettuato i campionamenti alla Caverna Maucci.  Cabanel è purtroppo scomparso un mese dopo i rilevamenti. 

Un secondo lavoro, di carattere metodologico, pubblicato su Environmental Pollution e sviluppato in collaborazione con Manuela Piccardo, affronta invece le strategie necessarie per studiare correttamente ambienti sotterranei altamente eterogenei. 

 

Abstract
Pubblicato su Microplastics in collaborazione con la Società Adriatica di Speleologia, Comune di Trieste e Bioscience Research Center
Mostra nel diario
Off

Sommergibile Scirè: UniTS analizzerà il DNA dei caduti per indentificarli

Immagine
WhatsApp Image 2026-02-18 at 11.07.18.jpeg
Data notizia
Destinatari canale
Testo notizia

Firmato il Protocollo d’intesa tra l’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa, l’Università di Trieste e l’Università "Aldo Moro" di Bari per l’analisi dei resti mortali dei caduti dell’equipaggio del sommergibile Scirè, sepolti nel Sacrario Militare dei Caduti d'Oltremare di Bari. 

L’accordo segna una nuova fase nelle attività di recupero e valorizzazione del patrimonio storico e umano legato alla Seconda Guerra Mondiale e si inserisce nel più ampio progetto di conservazione e tutela della memoria dei soldati italiani caduti in guerra.

Lo studio multidisciplinare fornirà un contributo scientifico fondamentale per restituire ai caduti del Sommergibile Scirè un nome: l’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Bari si occuperà degli esami antropometrici, mentre l’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Trieste condurrà l'analisi del DNA. 

I due Atenei riceveranno in consegna 14 delle 42 cassette ossario contenenti i resti mortali dei caduti per effettuare lo studio di fattibilità per appurare la possibilità di identificare i caduti. 

Il Sommergibile Scirè, costruito nei cantieri di Muggiano (MI), venne varato il 6 gennaio del 1938. Entrò in servizio il 25 aprile dell’anno successivo e ricevette la bandiera di combattimento il 19 giugno dello stesso anno. Si rese protagonista di azioni culminate il 18 dicembre 1941 con l’incursione nel porto di Alessandria d’Egitto e il danneggiamento delle corazzate inglesi Queen Elizabeth e Valiant.  Il 6 agosto del 1942 lo Scirè andò incontro al suo tragico destino. Salpò da Lero con destinazione porto di Haifa. I britannici però riuscirono a decrittare i messaggi cifrati grazie alla codifica del sistema Enigma e, alle 10.30 del 10 agosto, attaccarono il sommergibile italiano con bombe di profondità della corvetta Islay. Gravemente danneggiato lo Scirè emerse ma venne nuovamente colpito e affondò portando con sé tutti i 60 membri dell’equipaggio. Il 14 agosto, sulla spiaggia di Haifa, vennero trovati i corpi di due incursori: il Capitano Commissario Egil Chersi e del Secondo Capo Eugenio Dal Ben. Furono sepolti dagli inglesi, con l’onore delle armi, nel cimitero di Haifa. Furono rimpatriati nel 1965. Gli altri membri dell’equipaggio rimasero intrappolati a 35 metri di profondità. Il 31 agosto del 1942 lo Scirè fu dichiarato scomparso in mare in una azione di guerra. Il 28 aprile del 1943 gli venne attribuita la Medaglia d’Oro al Valor Militare. Con il contributo di Nave Anteo della Marina Militare si sono svolte le operazioni di recupero di 42 salme. Il 15 ottobre del 1984 il rientro in patria, nel porto di Bari. L’equipaggio riposa ora presso il Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare di Bari in un sacello comune. 

La mancanza di segni distintivi o di elementi di riconoscimento non ha consentito l’identificazione dei Caduti che pertanto furono tutti classificati come “ignoti”. 16 marinai riposano ancora in fondo al mare. Il sommergibile è stato sigillato nel 2002. Nel maggio del 2025 lo Scirè è divenuto Sacrario Militare.  

Presenti alla firma dell’intesa il Capo dell’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa, Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli, la Rettrice UniTS Donata Vianelli con il Prof. Paolo Fattorini, e il Rettore dell’Università di Bari Roberto Bellotti con i docenti Valeria Santoro e Francesco Introna.

Abstract
Firmato protocollo d’intesa per la valorizzazione del patrimonio storico della Seconda Guerra Mondiale
Mostra nel diario
Off

Al via anche a UniTS le International Masterclass di Fisica della particelle e astroparticelle

Immagine
Progetto senza titolo (87).png
Data notizia
Destinatari canale
Testo notizia

Sono oltre 200 le studentesse e gli studenti delle scuole superiori del Friuli Venezia Giulia e del Veneto coinvolti quest'anno nelle International Masterclasses di Fisica delle particelle e astroparticelle, l’iniziativa internazionale che porta ragazze e ragazzi a confrontarsi direttamente con la ricerca scientifica di frontiera. In regione le Masterclass sono organizzate dalla Sezione di Trieste e il Gruppo Collegato di Udine dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) in collaborazione con UniTS, UniUD e con l’International Center for Theoretical Physics. 

In dettaglio, la Sezione INFN di Trieste organizzano le tre Masterclass

Nel corso delle giornate, che si svolgeranno in contemporanea con altre sedi italiane e internazionali, le studentesse e studenti iscritti avranno l’opportunità di vivere una vera esperienza da ricercatori e ricercatrici: affiancati da esperti, analizzeranno dati reali provenienti da grandi esperimenti di fisica delle particelle e astroparticelle scoprendo come funziona il lavoro quotidiano nei grandi laboratori. 

In Friuli Venezia Giulia le attività si terranno nelle aule delle Università di Trieste e di Udine e dell’International Center for Theoretical Physics e saranno articolate in seminari introduttivi e sessioni pratiche al computer. I dati analizzati provengono da esperimenti condotti all’acceleratore Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra, come ATLAS e CMS, e dal telescopio LAT (Large Area Telescope) a bordo del satellite Fermi per lo studio dei raggi gamma ad alta energia. 

Come avviene nelle collaborazioni scientifiche internazionali, al termine di ogni giornata, i giovani e le giovani partecipanti alle Masterclasses in Italia e negli altri Paesi del mondo, si collegheranno in videoconferenza con il CERN di Ginevra e con ricercatori e ricercatrici della collaborazione internazionale Fermi. 

Le International Masterclasses, nate nel 2005, sono organizzate a livello mondiale da IPPOG (International Particle Physics Outreach Group) e, in Italia, dall’INFN. L’iniziativa coinvolge ogni anno circa 60 paesi, con enti di ricerca e università tra i più prestigiosi al mondo e più di 13.000 studenti e studentesse delle scuole secondario di II grado. Per l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare quest’anno parteciperanno le sedi di Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Cosenza, Ferrara, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Milano-Bicocca, Napoli, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Pisa, Roma I, Roma II, Roma III, Salerno, Trento, Trieste, Torino, Udine, i Laboratori Nazionali di Frascati (INFN – LNF), Laboratori Nazionali del Gran Sasso (INFN – LNGS). 

Abstract
Il 19 febbraio, il 4 e 18 marzo
Mostra nel diario
On
Periodo di permanenza in Magazine
-

Torna il Festival della Psicologia in Friuli Venezia Giulia!

Immagine
Progetto senza titolo (59).png
Data notizia
Destinatari canale
Destinatari target
Testo notizia

Dal 20 febbraio al 3 aprile 2026, la rassegna di incontri, tutti a ingresso libero, volta alla diffusione delle conoscenze psicologiche tra la popolazione, attende il pubblico con sei appuntamenti di approfondimento diffusi sul territorio regionale, tra Palmanova, Trieste, Tavagnacco, Gradisca d’Isonzo, Gorizia e Cormons.

La sesta edizione, dedicata alle “Psicologie di confine”, approfondirà, attraverso l’intervento di esperti del mondo accademico, alcuni ambiti di ricerca e di applicazione attuali della psicologia, partendo dagli studi di sei autori che hanno vissuto e operato in un contesto di confine: Alberto Argenton, Gaetano Kanizsa, Giovanni Bruno Vicario, Paolo Bozzi, Anton Trstenjak e Edoardo Weiss.

Nel corso degli appuntamenti si parlerà di creatività, percezione, arte, musica, inconscio e relazioni, per riflettere su come la psicologia possa esplorare e interpretare le frontiere della mente e del comportamento umano.

PROGRAMMA 

Segui il Festival della Psicologia sui canali social:

FB: www.facebook.com/festivaldellapsicologiafvg

IG https://www.instagram.com/festivaldellapsicologia/

 

Abstract
Dal 20 febbraio al 3 aprile 2026, la rassegna di incontri a ingresso libero
Mostra nel diario
Off

M’illumino di Meno 2026: l’Università di Trieste dà voce alla Scienza per la sostenibilità

Immagine
WhatsApp Image 2026-02-16 at 09.08.08.jpeg
Data notizia
Destinatari canale
Destinatari target
Testo notizia

L’Università di Trieste aderisce alla XXII edizione di M’illumino di Meno, la Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili che nel 2026 è dedicata al ruolo della scienza nella transizione ecologica.

In linea con il tema di quest’anno, M’illumino di Scienza”, l’Ateneo conferma lo sviluppo sostenibile come valore fondante della propria identità, integrando didattica, ricerca e buone pratiche per contrastare il cambiamento climatico. Dal 2012, sotto la guida dell’Energy Manager di Ateneo, sono stati realizzati interventi strutturali significativi: nuova centrale termica con passaggio dall’olio combustibile al gas metano, illuminazione interamente a LED e impianti fotovoltaici per quasi 1 MW di potenza complessiva. Azioni che hanno consentito una riduzione di circa il 40% dei consumi energetici complessivi.

Cuore delle attività scientifiche sul tema è il Centro Interdipartimentale “Giacomo Ciamician”, punto di riferimento su energia, ambiente e trasporti, impegnato in ricerca d’avanguardia, trasferimento tecnologico, formazione e supporto ai decisori pubblici e privati. Tra i filoni strategici di ricerca relativi al risparmio energetico spiccano quelli sulle comunità energetiche rinnovabili, l’idrogeno, l’integrazione dei veicoli elettrici con le reti elettriche, il fotovoltaico e i sistemi di accumulo – inclusi riuso e riciclo delle batterie – anche attraverso strumenti di intelligenza artificiale.

UniTS offre all’interno della sua offerta formativa anche il corso di Laurea Magistrale Engineering for the Energy Transition, unico a livello internazionale e che quest’anno laureerà i primi professionisti, attesissimi dal mondo del lavoro. 

In preparazione della Giornata, infine, l’Ateneo ha organizzato il  workshop “Isola di calore urbana e cambiamento climatico: modellazione e politiche di mitigazione“ nell’ambito del progetto PRIN PNRR CriStAll “Climate Resilient Strategies by Archetype-based Urban Energy Modelling” cui hanno partecipato il Politecnico di Torino, La libera università di Bolzano e l'Università di Trieste. Oltre a illustrare le attività e i risultati principali del progetto, il Workshop ha presentato diverse iniziative e risultati relativi alle attività intraprese in Friuli Venezia Giulia da ARPA FVG, Regione e ATER Trieste per affrontare le problematiche legate all’innalzamento delle temperature in ambito urbano.

Abstract
Il 16 febbraio le luci della facciata dell’ateneo saranno abbassate per sottolineare l’importanza del risparmio energetico
Mostra nel diario
Off