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Programma Autoimpiego Centro-Nord: all’Innovators Community Lab un incontro per trasformare idee innovative in nuove imprese

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L’Università di Trieste conferma il suo impegno nel promuovere l’innovazione e l’imprenditorialità giovanile attraverso iniziative che favoriscono il dialogo tra ricerca, formazione e sviluppo d’impresa. In questa prospettiva, l’Innovators Community Lab (ICL) ha ospitato negli spazi dell’ex Ospedale Militare l’incontro “Autoimpiego Centro-Nord: Trasforma la tua idea in progetto finanziabile”.

L’appuntamento, realizzato in collaborazione con BIC Incubatori FVG, Invitalia e il programma Autoimpiego Centro-Nord, era rivolto a studenti, laureati, dottorandi, ricercatori, giovani professionisti, startup e team progettuali interessati a sviluppare iniziative imprenditoriali innovative e ad approfondire le opportunità di sostegno disponibili per trasformarle in realtà.

Durante l’incontro sono stati presentati gli strumenti di agevolazione previsti dal programma Autoimpiego Centro-Nord. Particolarmente apprezzata la possibilità di confrontarsi direttamente con gli esperti di Invitalia attraverso incontri individuali dedicati, utili per approfondire le proprie idee progettuali e ricevere indicazioni operative per renderle finanziabili.

«La configurazione progettuale nell’ottica della costituzione d’impresa rappresenta un momento critico di scelta, soprattutto per i giovani potenziali imprenditori», ha sottolineato il prof. Erik Vesselli, delegato per il Trasferimento Tecnologico e i Rapporti con gli Enti di Ricerca. «I programmi e le iniziative di supporto di Invitalia Autoimpiego Centro-Nord si sposano particolarmente bene con un percorso di formazione specifica come quello di ICL, prospettando costruttivi scenari di collaborazione».

L’incontro si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione di competenze e idee innovative promosso dall’Università di Trieste attraverso l’Innovators Community Lab, favorendo connessioni strategiche con partner istituzionali e operatori dell’ecosistema dell’innovazione.

Per maggiori informazioni sul bando e sulle opportunità offerte dal programma: Autoimpiego Centro-Nord | Invitalia 

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Coinvolti anche BIC Incubatori FVG e Invitalia
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“Salute in Mare sin da Piccoli”: il DSMCS porta l’educazione sanitaria nelle scuole vela

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Promuovere la cultura della prevenzione e dell’educazione sanitaria fin dall’infanzia, portando le competenze accademiche anche nei luoghi dello sport e della vita all’aria aperta. Nasce con questo obiettivo “Salute in Mare sin da Piccoli”, il nuovo progetto nell’ambito delle attività di Impegno Pubblico e Sociale – Terza Missione, promosso dal Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute (DSMCS) dell’Università di Trieste.

L’iniziativa si svolgerà a Trieste nel contesto della 13ª Zona della Federazione Italiana Vela, tra lunedì 15 giugno e venerdì 4 settembre, con appuntamenti settimanali rivolti alle scuole vela che aderiranno hanno aderito al progetto. Gli incontri, della durata di circa un’ora, saranno sono stati proposti alle società e ai circoli velici del territorio per raggiungere in modo capillare bambine, bambini, ragazze e ragazzi tra i 6 e i 13 anni che si avvicinano al mondo della vela.

Al centro del percorso ci saranno alcune delle principali condizioni che possono presentarsi durante le attività in mare, dalle ustioni solari alla disidratazione, dai piccoli traumi ad altre situazioni comuni nei contesti sportivi e ricreativi all’aperto. L’obiettivo è fornire conoscenze semplici, corrette e adatte all’età dei partecipanti, favorendo comportamenti consapevoli e competenze di base utili alla prevenzione e alla prima gestione di piccoli problemi di salute.

A garantire il rigore scientifico del progetto è un board multidisciplinare che riunisce competenze cliniche e accademiche diverse, con il coordinamento del DSMCS diretto dal prof. Luigi Murena. Il gruppo di lavoro coinvolge specialisti in ambito pediatrico, anestesiologico, dermatologico, odontoiatrico, ortopedico e medico-sportivo, tra cui Egidio Barbi, Erik Roman-Pognuz, Laura TrapaniGianluca TorneseUmberto Lucangelo, Adamo Pio D’Adamo, Nicola Di Meo, Milena Cadenaro, Alex Buoite Stella, Alessandro Amaddeo, Iris ZalaudekLeandro Ferreira e Daniele Tognetto. Il board ha lavorato alla definizione dei contenuti formativi, adattandoli all’età dei giovani velisti e alle situazioni che possono verificarsi durante le attività in ambiente marino.

A rendere il progetto ancora più efficace sul piano divulgativo contribuirà anche la collaborazione con l’Immaginario Scientifico, che ha partecipato parteciperà alla realizzazione di contenuti pensati per un pubblico giovane, con un approccio vivace, istruttivo e pedagogicamente coinvolgente.

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Il progetto di impegno pubblico e sociale coinvolge giovani velisti tra i 6 e i 13 anni, con incontri dedicati alla prevenzione e alla gestione dei principali rischi per la salute in ambiente marino
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Intelligenza artificiale, 6G e sostenibilità: UniTS presente all’IEEE ICC 2026 di Glasgow

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L’Università di Trieste presente all’IEEE International Conference on Communications (ICC) 2026 a Glasgow, il più importante congresso internazionale nel settore delle telecomunicazioni. A rappresentare l’Ateneo è stato Fulvio Babich, docente del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, che ha ricoperto il ruolo di leading co-chair del Communication Theory Symposium, una delle sessioni scientifiche più rilevanti dell’evento.

Il congresso ha riunito ricercatori, esperti industriali e rappresentanti delle principali aziende tecnologiche mondiali per discutere le prospettive future delle comunicazioni digitali, con particolare attenzione allo sviluppo delle reti 6G, all’intelligenza artificiale e alla sostenibilità delle infrastrutture di telecomunicazione.

Come riporta da Glasgow il prof. Babich, il dibattito internazionale è oggi concentrato sulla necessità di una nuova generazione di reti mobili capace di rispondere alle profonde trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale.

«Il consenso prevalente nella comunità scientifica e industriale è che l’evoluzione verso il 6G sia ormai opportuna, se non urgente, alla luce del rapidissimo sviluppo dell’intelligenza artificiale», ha spiegato. «Le attuali previsioni indicano la disponibilità di una prima versione dello standard tra il 2029 e il 2030».

Uno dei temi più discussi durante il congresso è stato l’aumento del traffico dati generato dalle nuove applicazioni basate sull’AI. Sistemi autonomi, agenti intelligenti, realtà aumentata e dispositivi indossabili stanno infatti modificando profondamente le esigenze delle reti, richiedendo nuove architetture capaci di garantire maggiore capacità ed efficienza.

Tra le innovazioni più promettenti emerse a Glasgow figura il paradigma della Token Communication, destinato ad affiancare i tradizionali modelli di trasmissione basati sui bit.

«La Token Communication rappresenta un cambio di paradigma molto significativo», ha osservato il docente. «L’obiettivo non è più trasmettere grandi quantità di dati, ma trasferire in modo efficiente il contenuto semantico dell’informazione. Questo approccio può ridurre il traffico di rete, migliorare l’efficienza energetica e contribuire alla sostenibilità ambientale delle future infrastrutture digitali».

Ampio spazio è stato dedicato anche alle reti integrate terra-aria-spazio, considerate uno degli elementi chiave del futuro ecosistema 6G. Accanto alla crescente diffusione delle costellazioni satellitari in orbita bassa, la comunità scientifica guarda con interesse alle piattaforme stratosferiche ad alta quota (HAPS), sistemi in grado di fornire connettività su vaste aree con minori consumi energetici e latenze ridotte.

«Le piattaforme stratosferiche potrebbero svolgere un ruolo sempre più importante nelle future architetture di comunicazione», ha sottolineato Babich. «Rispetto ai sistemi satellitari tradizionali offrono vantaggi significativi in termini di copertura regionale, efficienza energetica e possibilità di manutenzione e aggiornamento delle infrastrutture».

La partecipazione del prof. Babich ai lavori dell’IEEE ICC 2026 conferma il contributo dell’Università di Trieste alla ricerca internazionale nel campo delle telecomunicazioni e il ruolo dell’Ateneo nello sviluppo delle tecnologie che definiranno le reti del futuro.

Nella foto: Chedlia Ben Naila (Optical Networks and Systems co-chair, Polytechnic University of Catalonia), Fulvio Babich, Nam Tran (Wireless Communications co-chair, University of Dublin), Muhammad Ali Imran (Executive co-chair, University of Glasgow)

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Il prof. Fulvio Babich, leading co-chair del più importante congresso internazionale delle telecomunicazioni, traccia lo stato dell’arte del settore
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T4EU Student Garden: nel Campus di Piazzale Europa nasce un laboratorio verde a cielo aperto

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Un piccolo spazio verde del campus trasformato in un laboratorio a cielo aperto, dove osservare da vicino come la natura possa adattarsi alle sfide del cambiamento climatico.

Nasce così il T4EU Student Garden dell’Università di Trieste, realizzato nell’ambito del Work Package 6 “Green Campus Life, Inclusion and Wellbeing” dell’Alleanza europea Transform4Europe – T4EU. L’iniziativa prevede che ogni Ateneo partner realizzi uno Student Garden attraverso un’azione collaborativa, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità universitaria sui temi della sostenibilità ecologica e della trasformazione ambientale.

A UniTS il progetto ha preso forma in un’area verde da tempo dismessa, situata a ridosso dell’Edificio H3, sul lato verso l’Orto Botanico dell’Ateneo. Lo spazio è stato ripensato e riqualificato come un’isola di biodiversità, con l’introduzione di specie vegetali prevalentemente native dell’area mediterranea e selezionate per la loro capacità di resistere a ondate di calore e periodi di siccità sempre più frequenti.

Il cuore dell’iniziativa è il tema della cosiddetta “migrazione assistita” di specie vegetali: un approccio già adottato in diverse città europee, che mira a favorire la sopravvivenza e la sostenibilità del verde urbano in uno scenario climatico in rapido cambiamento. Gli studenti e le studentesse coinvolti hanno partecipato alla progettazione dello spazio, alla scelta delle specie vegetali e alle attività di piantumazione. Nei primi mesi di attecchimento, saranno inoltre impegnati nell’irrigazione periodica e calendarizzata delle piante, contribuendo così alla cura diretta del nuovo giardino.

Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione tra T4EU, il Dipartimento di Scienze della Vita e diversi uffici dell’amministrazione centrale, con il coinvolgimento diretto di studenti e studentesse del DSV. La progettazione e l’esecuzione dell’intervento sono state coordinate e supervisionate dal dott. Andrea Moro, Curatore dell’Orto Botanico dell’Ateneo, dal prof. Andrea Nardini, ordinario di Fisiologia Vegetale, e dalla dott.ssa Martina Tomasella, ricercatrice a tempo determinato in Fisiologia Vegetale.

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Un’area verde nei pressi dell’Edificio H3 è stata riqualificata grazie alla collaborazione tra T4EU, DSV, studenti e uffici dell’Ateneo
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MareSkill: a UniTS il meeting finale di progetto e una study visit tra ricerca, imprese e innovazione

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L’Università degli Studi di Trieste ha ospitato il project meeting del progetto Interreg Italia-Croazia MareSkill, appuntamento che ha riunito i partner dell’iniziativa per programmare le attività conclusive in vista della chiusura del progetto, prevista a settembre 2026.

Le attività hanno incluso una study visit organizzata nell’ambito dei progetti MareSkill e DIH Innovamare, che ha coinvolto rappresentanti dei partenariati, studenti, giovani ricercatori e professionisti della blue economy provenienti da Italia e Croazia.

La visita di studio è stata dedicata ai temi dell’innovazione, della sostenibilità e dello sviluppo delle competenze per l’economia del mare nell’area adriatica. I due progetti costituiscono infatti un importante esempio di cooperazione transfrontaliera: DIH Innovamare sostiene la trasformazione digitale e tecnologica del settore marittimo attraverso il coinvolgimento di imprese, centri di ricerca e istituzioni, mentre MareSkill promuove la formazione di nuove professionalità nei comparti della nautica, della logistica e dell’economia del mare, con particolare attenzione alle sfide della transizione verde e digitale.

L’iniziativa ha rappresentato anche un’importante occasione per rafforzare il dialogo tra l’Ateneo e il sistema economico del territorio. Organizzata con il contributo dell’Università di Trieste e di Unioncamere del Veneto, in collaborazione con Mare Tech FVG, la study visit ha consentito ai partecipanti di conoscere da vicino alcune delle realtà più significative del comparto marittimo regionale.

Il programma ha previsto la visita al Porto di Monfalcone, infrastruttura strategica per i traffici e la logistica del Nord Adriatico, e allo stabilimento di Groupe Beneteau Italia, azienda leader a livello internazionale nella nautica da diporto. Un’occasione concreta per approfondire le dinamiche di innovazione che stanno trasformando il settore e per favorire l’incontro tra il mondo della formazione, della ricerca e quello delle imprese.

Nel corso della giornata è intervenuto anche il Comune di Monfalcone, che ha illustrato le strategie di sviluppo locale e le opportunità di crescita connesse all’economia del mare, evidenziando il ruolo del territorio come hub di innovazione e competitività per il sistema marittimo adriatico.

Le iniziative hanno confermato il ruolo dell’Università di Trieste quale punto di riferimento per la ricerca, la formazione e l’innovazione nel settore marittimo. Attraverso la partecipazione a progetti europei e la collaborazione con imprese, istituzioni e stakeholder del territorio, l’Ateneo contribuisce allo sviluppo di competenze avanzate e alla costruzione di reti capaci di sostenere la crescita sostenibile e la competitività dell’area adriatica.

Foto: partecipanti al project meeting e alla study visit dei progetti Interreg Italia-Croazia MareSkill e DIH Innovamare organizzati dall’Università degli Studi di Trieste in collaborazione con partner istituzionali e industriali del territorio.

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L’Ateneo ha ospitato i partner del progetto Interreg Italia-Croazia e promosso un confronto diretto con le principali realtà della blue economy del territorio
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GeoAdriatico 2026: IMEC e allargamento UE ai Balcani al centro dei dibattiti

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Dall’allargamento dell’Unione europea ai Balcani Occidentali, il corridoio economico India-Medioriente-Europa, la moderna centralità dell’Artico, nonché lo scacchiere Euro-Adriatico Ionico della diplomazia consolare sono alcuni dei temi dell’edizione 2026 di GeoAdriatico (www.geoadriatico.it), il simposio internazionale di geopolitica in programma dall’11 al 14 giugno a Trieste.

GeoAdriatico, promosso dalla Cinzia Vitale Initiative for Culture (www.vitaleinitiative.it) in partnership con l’Università degli Studi di Trieste, approfondisce, altresì, argomenti riguardanti la cybersecurity, l’intelligenza artificiale, il G20 quale piattaforma per cooperare su trasporti, infrastrutture portuali e mare, e ancora tematiche inerenti la salvaguardia del Pianeta.

«GeoAdriatico interpreta la vocazione internazionale e multidisciplinare dell'Università di Trieste. Le grandi questioni che caratterizzano il nostro tempo non possono essere affrontate all'interno dei confini di una singola disciplina. Richiedono il contributo integrato delle scienze sociali, economiche, giuridiche, tecnologiche e ambientali. In questo contesto, il nostro Ateneo mette a disposizione una rete di competenze riconosciute a livello internazionale, contribuendo a fare di Trieste un laboratorio privilegiato di dialogo tra diplomazia, ricerca scientifica e sviluppo economico. È proprio dalla collaborazione tra saperi, istituzioni e comunità scientifiche che possono nascere le risposte più efficaci alle sfide globali del presente e del futuro», afferma Mauro Tretiach, Prorettore Vicario dell'Università degli Studi di Trieste

«In uno scenario globale segnato da conflitti che, attualmente, coinvolgono oltre novanta Paesi nel mondo – dichiara Roberto Vitale, presidente di GeoAdriatico e della Vitale Initiative ideatrice del simposio internazionale - la diplomazia internazionale è più che mai fondamentale per costruire la pace. Questo attivo impegno nel dialogo e nella cooperazione rappresenta il cuore pulsante e la priorità del simposio che conferisce a Trieste la baricentricità del nuovo scacchiere geopolitico mondiale».

GeoAdriatico è un evento che gode, tra gli altri, dei patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, del ministero dell’Economia e della Finanza, del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, del ministero dell’Università e della Ricerca, del ministero della Difesa, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della collaborazione della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

All’edizione 2026 di GeoAdriatico sono annunciati, tra gli altri, gli interventi dell’ambasciatore Francesco Maria Talò, inviato speciale IMEC del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, dell’ammiraglio di squadra Pierpaolo Ribuffo, capo dipartimento  Politiche del mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’ambasciatore Giorgio Marrapodi, rappresentante permanente d’Italia alle Nazioni Unite, Marco Alberti, ambasciatore d’Italia in Albania, Marcelo Knobel, direttore esecutivo del TWAS (Academy of Sciences for the Developing World), Paolo Trichilo, ambasciatore d’Italia in Croazia, Andrea Romanino, direttore della SISSA (Scuola Internazionale Studi Superiori Avanzati) e Luca Gori, ambasciatore d’Italia in Serbia. 

All’opening ceremony di GeoAdriatico, che si svolgerà giovedì 11 giugno, alle 9.30, nel salone di rappresentanza della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con ingresso riservato, sono previsti, altresì, gli interventi di Marco Consalvo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Vincenzo Garofolo, commissario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, Carmelo Barbarello, coordinatore IMEC del ministero degli Affari esteri e Cooperazione Internazionale, Francesco Benevolo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale, Massimo Campailla, docente di Diritto Navigazione e dei Trasporti all’Università di Trieste, Paola Del Negro, direttrice generale dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS e Dario Giacomin, vice presidente Sviluppo prodotti subacquei di Fincantieri.

Tra gli oltre 70 partecipanti a GeoAdriatico, in rappresentanza di oltre 10 Nazioni, ci sono anche Stefano Pilotto, docente di Relazioni internazionali al MIB Trieste School of Management, Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, Roberto Musneci, presidente della Camera Commercio Italiana per la Romania, Alessandro Lombardi, responsabile Progetti InCE (Iniziativa Centro Europea), Giuseppe Mancini, vice presidente Intelligence and International Security di Leonardo, Antonio Gurrieri, amministratore delegato di Alpe Adria, Nicola Polato, responsabile NordEst di SIMEST, Pasquale Silvestro, vice presidente della Camera di Commercio Italiana per la Romania e Gabriele Bellon, direttore generale di BCC Venezia Giulia, Daniel Burcea, direttore filiale Italia della Banca Transilvania, Paul Vatamanu, CEO Vatamanu Coperture, Francesco Caputo, direttore HR Prysmian Romania, Gianluca Meomartini, vice presidente vendite Bitdefender, Giuseppe Mancini, vice presidente intelligence&internazionale Leonardo Spa, Claudio Taboga, general manager Vard Shipyards Romania (Fincantieri), Maria Teresa Tombini, senior advisor Group International Pubblic Affairs Assicurazioni Generali che interverranno al panel su economia, diplomazia scientifica e cybersecurity che si svolgerà giovedì 11 giugno, a partire dalle 14.30, nella sala maggiore della Camera di Commercio Venezia Giulia.                  

GeoAdriatico, che gode della media partnership dell’agenzia di stampa ANSA, vede partecipare anche il generale di brigata Carlo Di Somma, presidente del Comitato di Indirizzo Interforze Ambiente Artico, Sub Artico e Antartide del ministero della Difesa, Fausto Ferraccioli, direttore della sezione Geofisica dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale OGS, Luigi Matarazzo, direttore generale della Divisione navi mercantili di Fincantieri, Fabrizio Orengo, direttore dell’Istituto Idrografico della Marina Militare, Giuliana Panieri, direttrice dell’Istituto di Scienze Polari del CNR, Giuliana Panieri, direttrice dell’Istituto di Scienze Polari del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e Stefano Polli, editorialista dell’agenzia di stampa ANSA.

Nella sala di rappresentanza del MIB Trieste School of Management, venerdì 12 giugno, alle 9.30, dove si parlerà dell’allargamento dell’Unione europea ai Balcani Occidentali, dopo i saluti di Maria Tripodi, sottosegretario di Stato agli Affari esteri e alla Cooperazione internazionale, sono previsti gli interventi di Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, Franco Dal Mas, segretario generale dell’Iniziativa Centro Europea, Anila Bitri Lani, ambasciatore d’Albania in Italia, Mauro D’Ubaldi, vice segretario generale della Difesa, Andreina Marsella, ambasciatrice d’Italia in Montenegro, Elisabetta Dovier, programme manager dell’InCE (Iniziativa Centro Europea), oltre alla senatrice Tatjana Rojc, membro della Commissione Politiche UE del Senato, Francesco Deana, docente di Diritto dell’Unione europea all’Università di Udine e Andrea Tracogna, dean del MIB Trieste School of management, nonché docente di Economia e Gestione delle Imprese all’Università di Trieste.

Venerdì 12 giugno, alle 16, nella sala rossa Desiata della Camera di Commercio Venezia Giulia che è partner di GeoAdriatico, si parlerà, invece, di Spazio nell’era dei conflitti invisibili con Anna Gregorio Michelazzi, astrofisica dell’Università di Trieste, Beatrice Manassero, dell’ufficio Spazio e Cooperazione scientifica del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Fabrizio Rovatti, project manager di Area Science Park, nonché Carlo Baccigalupi, docente di Cosmologia alla SISSA (Scuola Internazionale Superiore Studi Avanzati), Federico Battera, docente di Storia e istituzioni dell’Africa dell’Università di Trieste, Massimo Comparini, direttore della Divisione Spazio di Leonardo, Valter Bonvicini, direttore Sezione Trieste INFN (Istituto Nazionale Fisica Nucleare), Guido Bortoluzzi, docente Strategia e organizzazione MIB Trieste School of Managemnent e Andrea Vacchi, docente Fisica Università di Udine

GeoAdriatico 2026 ospita anche un panel dedicato agli allievi del master Sustainable Blue Growth diretto da Mounir Ghribi che, a loro volta, saranno relatori, sabato 13 giugno, alle 9.30, nella sala rossa dell’Autorità di Sistema Portuale del Marea Adriatico Orientale, su argomenti che riguardano il mare come elemento imprescindibile per il futuro delle società. Ad affiancarli ci saranno Steve Taylor, coordinatore progetto North Adriatic Hydrogen Valley e Rodolfo Taccani, docente Sistemi energetici dell’Università di Trieste.

Infine, sabato 13 giugno, alle 10, nel salone di rappresentanza del Segretariato Generale dell’InCe (Iniziativa Centro Europea), si discute del nuovo scacchiere Euro-Adriatico Ionico con la partecipazione, tra gli altri, di Marco Ferruzzi Balbi, console della Repubblica di Polonia, Massimiliano Fabian, console della Repubblica del Camerun, Agnese Ghersi, console della Repubblica di Francia, Adina Lovin, console generale della Repubblica di Romania, Sabrina Strolego, console della Repubblica d’Austria e Lucia Montesanti, docente di Sociologia dei fenomeni politici all’Università Magna Graecia.

 

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Al via la 6. edizione del simposio dedicato a diplomazia, economia e scienza promosso da Vitale Initiative e UniTS
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UniTS in Tanzania per il lancio del progetto TNG sulla filiera sostenibile del caffè

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Una delegazione ufficiale dell’Università di Trieste ha partecipato a Mbeya, in Tanzania, all’evento di lancio del progetto di cooperazione internazionale allo sviluppo Towards the next generation of sustainable quality coffee producers in South Tanzania (TNG), finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e coordinato dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

La missione nelle Southern Highlands ha rappresentato un passaggio importante per l’avvio operativo del progetto, che avrà la durata di 36 mesi, e per il consolidamento delle relazioni istituzionali, scientifiche e formative tra l’Ateneo triestino e i partner locali. Il coinvolgimento di UniTS nel progetto interessa tre Dipartimenti dell’Ateneo – IUSLIT, DEAMS e DSV – e conferma il carattere interdisciplinare del contributo triestino. La delegazione ufficiale presente in Tanzania era composta dalla prof.ssa Ilaria Micheli, del Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione, coordinatrice delle attività progettuali previste per l’Università, e dal dott. Matteo Carzedda, del Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche

Il progetto TNG nasce da un ampio partenariato che riunisce, oltre all’Università di Trieste, Illycaffè, la Fondazione Ernesto Illy, la sede di Bari del CIHEAM – Istituto Agronomico Mediterraneo, le Regioni di Mbeya, Songwe e Ruvuma e l’organizzazione della società civile Café Africa – Tanzanian Branch.

L’obiettivo è raggiungere almeno 12.000 produttori locali di caffè nel Sud della Tanzania, contribuendo al miglioramento della filiera produttiva e alla crescita di un modello di sviluppo più sostenibile, consapevole e resiliente. In questo quadro, il ruolo di UniTS è duplice e unisce in maniera indissolubile ricerca scientifica applicata e trasferimento della conoscenza. Obiettivi delle ricerche sono: la comprensione degli effetti del cambiamento climatico sul territorio e l’individuazione di possibili strategie di mitigazione (a cura dei colleghi Giovanni Bacaro e Alberto Pallavicini del DSV), la valorizzare delle pratiche locali e la facilitazione della comunicazione tra contadini e formatori attraverso la realizzazione di vocabolari e manuali tecnico-culturali multilingue (a cura di Ilaria Micheli) e l’individuazione di strategie economiche e gestionali funzionali al rafforzamento degli agricoltori e a una migliore valorizzazione della materia prima nelle fasi iniziali della catena del valore (a cura di Matteo Carzedda, Gianluigi Gallenti, Giuseppe Borruso e Barbara Campisi). Sulla base delle evidenze che emergeranno nel quadro delle ricerche, saranno definiti i contenuti e le modalità più adatte per la formazione degli stakeholder e dei beneificiari locali.

Il lancio ufficiale del progetto si è svolto nella sala conferenze dell’Eden Highlands Hotel di Mbeya, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Tanzania Giuseppe Sean Coppola, alumnus UniTS, del responsabile AICS in Tanzania Paolo Razzini, dell’Assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna Stefano Zannier, delle massime autorità dei governi delle tre Regioni del Sud della Tanzania coinvolte nel progetto e dei rappresentanti della Mbeya University of Science and Technology (MUST) e della Catholic University of Mbeya (CUoM), che supporteranno l’Ateneo triestino nelle attività in loco.

Nel corso dell’incontro, l’Ambasciatore Giuseppe Sean Coppola e Paolo Razzini hanno sottolineato il valore di un partenariato particolarmente esteso e diversificato, in cui enti pubblici, università, enti di ricerca, imprese e organizzazioni della società civile collaborano per raggiungere obiettivi comuni. Ricerca, trasferimento tecnologico e formazione rappresentano i tre assi su cui costruire un percorso di sviluppo condiviso, capace di generare ricadute concrete per le comunità locali e per l’intera filiera del caffè.

La presenza della delegazione UniTS in Tanzania ha permesso anche di rafforzare la collaborazione con le istituzioni accademiche locali. I docenti dell’Ateneo hanno incontrato i colleghi della MUST e della CUoM per definire le modalità di supporto al progetto e per porre le basi di future iniziative congiunte nell’ambito della cooperazione allo sviluppo, della ricerca e dello scambio internazionale di docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti.

Queste collaborazioni saranno sviluppate all’interno di Memorandum of Understanding riferiti all’intero Ateneo. Il primo accordo, quello con la Catholic University of Mbeya, è stato firmato proprio in occasione del lancio del progetto, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia, dell’Assessore regionale e del Vescovo di Mbeya, Wolfgang Pisa. È inoltre in fase conclusiva il percorso per la stipula dell’accordo con la Mbeya University of Science and Technology.

La missione ha consentito alla delegazione triestina di entrare in contatto anche con altre esperienze di cooperazione internazionale finanziate da AICS nella regione di Mbeya, promosse da organizzazioni della società civile e da volontarie e volontari italiani, con particolare attenzione ai progetti dedicati alla disabilità infantile. In questo quadro si inserisce anche la visita alla Utengule Coffee Plantation, una delle realtà locali più avanzate nella coltivazione e nella selezione del caffè, con la quale sono state individuate possibili sinergie per le successive fasi del progetto.

Una parte significativa della missione è stata inoltre dedicata all’osservazione delle attività di formazione sul campo rivolte agli operatori delle unità centrali di depolpazione del caffè e ai responsabili delle cooperative locali AMCOS delle regioni di Mbeya e Songwe. La formazione, curata da Francesca Pellis e Gianluca Malvicini di Illycaffè, ha offerto un primo momento di confronto operativo sulle esigenze della filiera e sulle modalità più efficaci per accompagnare i produttori locali nel miglioramento della qualità e della sostenibilità del processo produttivo.

Il prossimo passaggio per l’Università di Trieste sarà la selezione di tre borsisti di ricerca che affiancheranno i docenti nelle attività sul terreno. I borsisti potranno acquisire competenze specifiche e lavorare a stretto contatto con le reti locali, contribuendo alla continuità delle azioni previste dal progetto e al loro radicamento nel territorio.

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IUSLIT, DEAMS e DSV nel progetto finaziato da AICS e coordinato da Regione FVG. Tra i partner anche Illycaffè e Fondazione Ernesto Illy
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UniTS e Africa: didattica digitale e science diplomacy nella conferenza internazionale STACK in Trieste 2026

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Al MiGE si è tenuta la conferenza internazionale “STACK in Trieste 2026”, dedicata all’uso di strumenti digitali open source per migliorare la didattica nei corsi STEM e sostenere la cooperazione scientifica con le università africane.

L’iniziativa si inserisce in un percorso avviato nel 2022, quando l’Ateneo è stato il primo in Italia a installare STACK, software per l’insegnamento e la valutazione automatica nelle discipline scientifiche. Da allora UniTS ha sviluppato una propria banca di domande per i corsi di base, oggi utilizzata da circa 1000 studenti ogni anno.

STACK (System for Teaching and Assessment using a Computer algebra Kernel) consente agli studenti di esercitarsi in autonomia attraverso esercizi interattivi, generati in modo parametrico e corretti automaticamente. Il sistema fornisce feedback mirati e soluzioni guidate, permettendo ai docenti di introdurre forme di valutazione continua anche in classi numerose.

Questo aspetto è particolarmente rilevante nei corsi STEM di base e nei contesti universitari in forte crescita: in alcune università africane, per esempio, l’aumento della popolazione studentesca ha portato a classi molto ampie, con un rapporto tra studenti e docenti difficile da sostenere con strumenti tradizionali.

“La crescita demografica in Africa ha portato, insieme ad altri fattori, a classi universitarie STEM estremamente numerose, in alcuni casi di oltre 1000 studenti per singolo docente. Le risorse delle università non sono cresciute in modo proporzionale, nonostante lo studio delle materie STEM sia sempre più centrale per il mondo del lavoro e per lo sviluppo. D’altro canto, nel contesto italiano la valutazione continua STEM è pressoché assente, in quanto comporta ingenti risorse per i docenti. Il software open source STACK aiuta ad affrontare entrambe queste sfide, simultaneamente e con uno sforzo congiunto”, sottolinea il professor Lewanski (MiGE).

La conferenza ha riunito 46 partecipanti provenienti da 12 Paesi. Hanno preso parte ai lavori delegazioni da Kenya, Rwanda e Somalia, con 12 docenti africani in rappresentanza di Masinde Muliro University for Science and Technology, Maseno University, INES Ruhengeri e Somali National University.

All’apertura sono intervenute Roberta Altin, Delegata della Rettrice alla Cooperazione e Sviluppo, Silvia Pallaver per il Teaching and Learning Center UniTS e per il progetto DEH Alma, e Federica Gori per l’Ufficio Progettazione Internazionale e Recruitment. Tra gli ospiti anche Marcelo Knobel, Direttore di UNESCO - The World Academy of Science, Christopher Sangwin, professore dell’Università di Edimburgo e creatore di STACK, e David Stern, Direttore di IDEMS International.

Lo sviluppo di STACK a UniTS, la ricerca sul suo impatto nella didattica e il supporto alla African STACK Community sono stati sostenuti da Swiss National Science Foundation, progetti Erasmus+ KA171, borse di dottorato PNRR per la pubblica amministrazione, progetti UniTS di cooperazione allo sviluppo e progetto DEH Alma.

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Il MiGE ha ospitato l’evento dedicato alla cooperazione scientifica con l’Africa e all’innovazione nella didattica digitale per i corsi STEM
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Elettra Sincrotrone Trieste, Giovanni Comelli nuovo Presidente: guiderà Elettra 2.0

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Giovanni Comelli, Professore ordinario di Fisica Sperimentale della Materia e Applicazioni a UniTS, è il nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione di Elettra Sincrotrone Trieste S.C.p.A., la società d'interesse nazionale senza fini di lucro che gestisce una delle più avanzate infrastrutture di ricerca al mondo basate sull'uso della luce di sincrotrone e dei laser a elettroni liberi per la caratterizzazione e lo sviluppo dei nuovi materiali, biomateriali, farmaci e processi chimici e biochimici.

Profondo conoscitore di Elettra Sincrotrone Trieste, il prof. Comelli è autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche e attivo in numerosi programmi di ricerca e infrastrutture scientifiche nazionali ed europee. Ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione di Elettra dal 2005 al 2014, ricoprendo anche il ruolo di Vicepresidente dal 2006 al 2014, ed è stato nuovamente consigliere di amministrazione dal 2023 al 2026. Nel corso della sua carriera ha inoltre assunto numerosi incarichi di responsabilità scientifica e organizzativa a livello nazionale e internazionale, tra cui la direzione del Dipartimento di Fisica dell'Università di Trieste e la partecipazione a organismi di valutazione e indirizzo scientifico promossi da istituzioni italiane ed europee.

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Eletta nel nuovo consiglio di Amministrazione anche la prof.ssa UniTS Anna Gregorio
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Salone Nautico di Venezia 2026: UniTS presente per valorizzare formazione, ricerca e progettazione navale

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Dalla progettazione in aula alle imbarcazioni in acqua: UniTS ha preso parte all’inaugurazione del Salone Nautico di Venezia 2026 con una delegazione del Dipartimento di Ingegneria e Architettura composta dal direttore Giorgio Sulligoi, da Vittorio Bucci, recentemente nominato coordinatore del corso di studi in Ingegneria Navale, e da Serena Bertagna, insieme a dottorandi e studenti della laurea magistrale in Ingegneria Navale.

La presenza dell’Ateneo ha messo in evidenza il legame tra formazione ingegneristica, progettazione nautica e dialogo con il settore industriale del mare. Un ambito in cui UniTS ha radici storiche profonde e che oggi continua a svilupparsi attraverso didattica, ricerca applicata e progetti con il coinvolgimento diretto degli studenti. 

Tra i momenti centrali della giornata, l’esibizione della nuova imbarcazione dell’Audace Sailing Team, recentemente presentata e pronta a gareggiare alla SuMoth Challenge 2026. Il progetto testimonia il valore dell’esperienza sviluppata all’interno del team, che per gli studenti rappresenta un vero laboratorio formativo sul campo: un percorso in cui competenze teoriche, progettazione e sperimentazione si intrecciano in tutte le fasi di lavoro, dallo studio dello scafo alla verifica delle strutture, fino alla costruzione e alla partecipazione a competizioni universitarie.

Nel corso della giornata si è svolta anche la cerimonia di premiazione del MUVE Yacht Projects 2026 – Academy Lab, iniziativa promossa nell’ambito del Salone Nautico di Venezia e dedicata al rapporto tra università, giovani progettisti, imprese e cultura del mare. Al progetto hanno partecipato anche studenti del corso di Ingegneria Navale di UniTS, impegnati nello sviluppo di proposte progettuali per la nautica contemporanea.

Durante la premiazione, il professor Vittorio Bucci è intervenuto sulle trasformazioni del settore nautico e sulle competenze richieste ai futuri ingegneri navali. Navi e yacht sono sistemi complessi, che integrano fisica, materiali, esigenze armatoriali, comfort e tecnologie avanzate. Per questo, la formazione universitaria parte da solide basi ingegneristiche e accompagna gli studenti verso una progettazione sempre più integrata, anche grazie al confronto con il mondo produttivo.

Sottolinea il prof. Sulligoi: “Forse non tutti sanno che la nostra Facoltà di Ingegneria nacque proprio con il corso di laurea in Ingegneria Navale. Oggi come allora, e sempre più, è un’ingegneria che si apre e abbraccia i territori, gli stakeholder, ed è onorata di potersi presentare, e di ritrovarvi premiati i propri studenti, anche a Venezia, oggi definita da autorevoli relatori “la più antica città del futuro”.

La partecipazione al Salone è stata anche un’occasione di formazione diretta per studenti e dottorandi, che hanno potuto approfondire temi legati all’innovazione tecnologica, alla progettazione nautica e allo sviluppo del settore marittimo attraverso il contatto con realtà industriali, progettuali e istituzionali del comparto.

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Studenti, dottorandi e docenti del DIA per esporre il nuovo foiling moth dell’Audace Sailing Team e partecipare al MUVE Yacht Projects Academy Lab
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