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“Premio Fermeglia”: la prima edizione va a due studentesse di Architettura

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Sono Giulia Piacente e Giulia Toscano, laureate in Architettura a UniTS, le vincitrici della prima edizione del “Premio Fermeglia” per la migliore tesi di Laurea Magistrale sui temi di energia, trasporti e ambiente.

Il premio di 1000 euro è stato consegnato dalla prof.ssa Sabrina Pricl in rappresentanza della famiglia di Maurizio Fermeglia, già Rettore dell’Università degli Studi di Trieste, prematuramente scomparso nel 2024. 

La tesi “Da Waterscape e Nautopia: scenari di riscaldamento globale e storie di architettura, spazi e habitat radicali”, relatore il prof. Thomas Bisiani, offre uno scenario immaginifico e futuribile di città sull’acqua.

Partendo da una riflessione sul riscaldamento globale e sul conseguente innalzamento delle acque, le due studentesse hanno concepito Nautopia, un villaggio galleggiante per 2000 persone, semisommerso, capace di immergersi in caso di maltempo e circondato da un atollo artificiale per attenuare l'impatto delle onde. 

Nel piano subacqueo, un’apposita griglia di distribuzione permette gli spostamenti orizzontali, è modulabile per limitare o ampliare gli spazi ed è dotata di un sistema di collegamento tra mercato, edificio del commercio e centro culturale. Il piano in superficie è lasciato libero per consentire la navigazione.

Il passaggio tra un piano e l’altro è possibile grazie a pedane elevatrici che consentono gli spostamenti verticali e la fornitura di energia, acqua e il funzionamento dei sistemi di scarico.

Nautopia è autosufficiente dal punto di vista alimentare, idrico, energetico e di smaltimento dei rifiuti in ottica “zero waste” per rispondere ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030.

Hanno partecipato alla cerimonia il Rettore Roberto Di Lenarda e Alessandro Massi Pavan, Coordinatore del Centro Interdipartimentale “Giacomo Ciamician”, Centro che è stato impegnato nella selezione del progetto di tesi vincitore.

 

Nella Foto il momento del conferimento del premio

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A un anno dalla scomparsa del prof. Maurizio Fermeglia conferito il premio in sua memoria
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“La vita dentro. Dialoghi tra scienze e tecnologie”. Annunciato il titolo di Trieste Next 2025

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Sono già iniziati i preparativi per Trieste Next - Festival della Ricerca Scientifica, la cui quattordicesima edizione si svolgerà da venerdì 26 a domenica 28 settembre 2025. 

L’edizione 2025 del Festival – promossa anche quest’anno da Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste, Gruppo NEM Nord Est Multimedia, ilNordest, Il Piccolo – sarà intitolata “La Vita Dentro. Dialoghi tra scienze e tecnologie”.

“Sin dalla prima edizione, Trieste Next ha scelto di affrontare temi chiave del dibattito scientifico e culturale, dall'alimentazione all'acqua, dall'energia al rapporto tra uomo e tecnologia fino al tema della sostenibilità – affermano i promotori - La quattordicesima edizione sarà un momento per esplorare l’agenda scientifica dei prossimi anni e per proporre riflessioni di ampio respiro sulle nuove frontiere della ricerca e dell’innovazione, nonché sui limiti etici – ma non solo – che guidano il dibattito nella comunità scientifica. Come sempre, è atteso a Trieste un parterre di grandi ospiti ed esponenti delle discipline STEM, ma anche di scienze umane e sociali”. 

Dopo il grandissimo successo dell’edizione 2024, i promotori confermano l’obiettivo di tornare a parlare di scienza e innovazione a Trieste e di crescere ulteriormente con incontri, talk e dibattiti che animeranno la città durante la tre giorni e che si potranno seguire, come sempre, anche in live streaming.

E come nelle ultime due edizioni, anche quest’anno Trieste Next manterrà la sua veste internazionale affiancando al ricco programma in lingua italiana un palinsesto di incontri in lingua inglese e con partner scientifici di rilievo internazionale. “Anche quest’anno siamo pronti ad accogliere in città i ricercatori provenienti da tutta Europa, che si uniranno alle centinaia di dottorandi e studenti che puntualmente arrivano, da tutta Italia, a Trieste per partecipare al Festival”, concludono i promotori. 

Verrà assegnato, inoltre, per il terzo anno, il premio letterario “Premio Trieste Next. Science Book of the Year” dedicato ai maestri della divulgazione scientifica e vinto l’anno scorso da Piero Martin con “Storie di errori memorabili” (Laterza).

In programma a Trieste Next, quindi, tre giorni di conferenze, seminari e laboratori, con oltre 100 eventi in cartellone e 300 relatori. Dal 26 al 28 settembre, non mancheranno anche gli spazi espositivi in piazza Unità d’Italia e le attività dedicate alle scuole. 

Per aggiornamenti e dettagli, il punto di riferimento è il sito https://www.triestenext.it/ 

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La XIV edizione del Festival della ricerca scientifica si svolgerà dal 26 al 28 settembre. In definizione oltre 100 eventi e 300 relatori
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Dichiarazione di Transform4Europe per il terzo anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina

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Tre anni fa, la Russia ha iniziato la sua guerra su larga scala contro l'Ucraina, in palese violazione del diritto internazionale. 

Tra gli innumerevoli atti di aggressione e le loro conseguenze c'è lo spostamento dell'Università Statale di Mariupol (MSU), una delle università che formano l'alleanza Transform4Europe. 

I nostri amici e partner della MSU dimostrano, a costi e rischi personali, un'eccezionale resilienza, forza e coraggio nel sostenere e difendere i valori europei e il nostro comune spirito di trasformazione europea.

 Transform4Europe è al fianco dei nostri amici e colleghi dell'Università Statale di Mariupol.

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Gli atenei dell'alleanza si stringono al fianco dell'Università di Mariupol, in difesa dei valori e del comune spirito di trasformazione europea
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Fibre che mimano i tessuti del corpo per ripararlo: pubblicato studio UniTS su Andvanced Science

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Creare materiali che si comportano come tessuti viventi è un obiettivo più vicino grazie ad uno studio Università di TriesteKeio University (Giappone) appena pubblicato su Advanced Science.

Il team di ricerca internazionale che ha concepito il paper è composto da Pierangelo Gobbo, docente di Chimica Organica al Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche di UniTS, dal prof. Taisuke Banno e dal dottorando Tomoya Kojima della Keio University.  

Gli scienziati hanno sviluppato un metodo innovativo per assemblare fibre di “prototessuto” a partire da vescicole microscopiche, dimostrando come sia possibile sintetizzare, partendo da zero, materiali che mimano il comportamento dei tessuti del corpo umano. Il processo sfrutta l’adesione tra due tipi di vescicole caricate elettricamente in modo opposto, che vengono unite grazie a “ponti salini”, una sorta di colla naturale. 

Le applicazioni possibili sono molteplici e promettono di rivoluzionare diversi ambiti: dalla biostampa 3D alla progettazione di tessuti ingegnerizzati, fino allo sviluppo della soft robotics per la realizzazione di dispositivi flessibili e adattabili ispirati a organismi viventi. 

In ambito clinico, ad esempio, sarà possibile innestare in vivo questo tipo di tessuti sintetici per supportare quelli viventi malati. In particolare, alcuni dei prototipi sviluppati sono in grado di rilevare la presenza di glucosio e produrre una molecola fluorescente di “segnalazione”. 

In futuro, queste fibre potrebbero essere progettate per produrre insulina in risposta all’aumento del glucosio, con interessanti applicazioni nella cura del diabete. Le fibre, inoltre, potrebbero essere ingegnerizzate per rispondere non solo a stimoli chimici ma anche fisici, come temperatura o luce e, combinandole in fasci, ottenere nuovi materiali biomimetici “smart” per la riparazione dei tessuti muscolari.

Lo studio è stato finanziato dalla Japan Society for the Promotion of Science, dal Consiglio Europeo della Ricerca (Starting Grant PROTOMAT) e dal programma Next Generation EU (progetto PRIN PNRR 3D-L-INKED)

 

Nella foto: prof. Pierangelo Gobbo, UniTS

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La ricerca è stata concepita e realizzata da Pierangelo Gobbo nei laboratori dell’Università di Trieste e finalizzata alla Keio University
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Inaugurato il collegamento quantistico su fibra ottica tra UniTS e UniUD

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Le Università di Trieste e quella di Udine sono da oggi unite da un collegamento quantistico che corre su fibra ottica.

Embrione di un’infrastruttura che crescerà rapidamente e che ambisce a diventare un modello per l’Italia e l’Europa, il collegamento è frutto di uno studio durato cinque anni ed è uno degli obiettivi del progetto Quantum FVG finanziato da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di cui UniTS è coordinatrice.

Il primo obiettivo è stato l’inaugurazione nel 2024 del Laboratorio QCI, finalizzato allo studio di soluzioni quantistiche per lo scambio di informazioni in massima sicurezza, ospitato dal CNR del Campus Basovizza di Area Science Park

“Chi guida lo sviluppo tecnologico, di cui l’ambito quantistico rappresenta una componente essenziale, ha il potere di influenzare profondamente i processi economici e di favorire la costruzione di una società più sicura ed equa – ha affermato il Rettore dell’Università di Trieste, Roberto Di Lenarda – il nostro ateneo, attraverso il progetto Quantum FVG e le sue evoluzioni future, ambisce a essere protagonista di questa trasformazione eccellendo nella didattica, ricerca e sviluppo tecnologico in questo filone strategico”. 

«La fisica quantistica – ha detto il Rettore dell’Università di Udine, Roberto Pinton – rappresenta oggi un’importante frontiera della conoscenza e le università della regione, con l’attivazione del collegamento quantistico tra Udine e Trieste, contribuiscono significativamente al progresso della ricerca in questo settore. L'esperienza sul campo maturata dai nostri tecnici e ricercatori fin dagli albori della rete Internet ha consentito di realizzare oggi un sistema basato su sofisticate tecnologie innovative che ci pone all’avanguardia a livello nazionale».

“La Regione, con la legge di stabilità 2025, ha finanziato un progetto denominato EQUIP-FVG (Extended Quantum Infrastructure Project per il Friuli Venezia Giulia) per la realizzazione di una infrastruttura permanente in fibra ottica per la comunicazione sicura tramite tecnologia quantistica con utilizzi nell’ambito della logistica marittima, portuale e retroportuale. Questa sperimentazione, che rappresenta uno dei tasselli di una strategia più ampia in termini di cybersicurezza e competitività tecnologica, verrà estesa in futuro anche ad altre infrastrutture critiche e a livello transfrontaliero, portando importanti vantaggi in termini di sicurezza dell’intera piattaforma logistica regionale e confermando il Friuli Venezia Giulia all’avanguardia rispetto a temi che oggi assumono rilevanza strategica per il sistema Paese” – ha aggiunto Alessia Rosolen, Assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia.

“Questo importante risultato è stato possibile soprattutto grazie agli investimenti della Regione che ha realizzato sul proprio territorio la Rete pubblica regionale (Rpr) – ha sottolineato l’Assessore regionale ai Sistemi informativi Sebastiano Callari - si tratta di una rete in fibra ottica che, con 1.600 km di dorsale e oltre 500 km di rete di accesso nelle città e nelle zone industriali, connette più di 1.300 sedi pubbliche. La nostra Amministrazione da anni sta lavorando al miglioramento e al potenziamento delle autostrade digitali che grazie alla comunicazione quantistica saranno in grado di supportare applicazioni critiche e intrinsecamente sicure tra i diversi nodi della rete regionale, a cominciare proprio dalle università”.

Il collegamento quantistico tra i due atenei assicura sicurezza (consente di generare chiavi crittografiche in maniera ultra sicura per lo scambio criptato di documenti) e stabilità (il collegamento non è una semplice dimostrazione della tecnologia, ma una connessione stabile e persistente nel tempo orientata alla futura implementazione di un servizio operativo).

UniTS e UniUD lavoreranno insieme per migliorarne le prestazioni e integrarlo nel contesto di un’infrastruttura classica come Internet. 

Per realizzare il collegamento è stato necessario sia acquisire gli apparati di comunicazione quantistica, sia ottenere la fibra ottica che collega i due atenei. L'acquisto degli apparati è stato reso possibile grazie al progetto Quantum FVG, sostenuto dall’Assessorato al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia di Regione FVG, mentre la fibra ottica è stata fornita grazie al supporto dell’Assessorato al Patrimonio, Demanio, Servizi Generali e Sistemi Informativi.

Un ruolo fondamentale è stato svolto da LightNet, che si occuperà anche della gestione tecnica dell’infrastruttura. 

La realizzazione del collegamento quantistico si inserisce in un contesto più ampio.

Regione FVG, tramite il progetto QuFree, ha stanziato ulteriori fondi per studiare la comunicazione quantistica in aria (l’equivalente dei ponti radio) anziché tramite fibra ottica, con l’obiettivo di mettere in sicurezza le comunicazioni tra destinatari non collegabili via fibra, come ad esempio le navi.

E’ in fase di preparazione, infine, un progetto europeo per estendere il collegamento verso est, includendo la Slovenia.

Nella foto: Un momento della presentazione del collegamento a UniTS

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Realizzato nell’ambito del progetto “Quantum FVG” finanziato dalla Regione, è il primo step di un’infrastruttura che vuole diventare modello per l’Italia e l’Europa
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UniTS aderisce a “M'illumino di Meno 2025”

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L'Università di Trieste partecipa anche quest'anno a M'illumino di Meno, la Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, che si celebra il 16 febbraio. Per ribadire il proprio impegno, l’illuminazione della facciata esterna dell’Edificio A (Piazzale Europa 1) sarà ridotta di intensità a partire dal tramonto di venerdì 14 fino all’alba di lunedì 17.

L'iniziativa, promossa da Caterpillar e Rai Radio2 dal 2005, ha ottenuto il riconoscimento ufficiale da parte del Parlamento italiano nel 2022 ed è diventata un'occasione per diffondere la cultura della sostenibilità ambientale e dell'uso responsabile delle risorse su tutto il territorio nazionale.

La XXI edizione pone l’attenzione sull'impatto ambientale del fast fashion, un settore che negli ultimi anni è stato al centro di un crescente dibattito per il suo elevato consumo di risorse e per la produzione massiccia di rifiuti tessili. In risposta a queste problematiche, stanno emergendo numerose alternative sostenibili, come lo scambio di abiti (swap parties), l’upcycling e il mercato dell'usato.

“Il ruolo del consumatore è cruciale in questo cambiamento – commenta Chiara Marinelli, dottoranda di ricerca in Economia Circolare al DEAMS – Giornate come 'M'illumino di Meno' sono fondamentali per sensibilizzare il pubblico riguardo l'impatto del fast fashion e le alternative sostenibili. Non basta solo parlarne, bisogna agire. Il consumatore deve essere consapevole che le sue scelte quotidiane hanno un impatto diretto sul nostro ambiente e che, per cambiare le cose, occorre un impegno da parte di tutti”

Importanti passi in avanti si stanno registrando nell’affrontare le problematiche legate a sostenibilità, impatto ambientale e trasparenza delle informazioni. Da un lato, le istituzioni stanno promuovendo iniziative legislative per regolare e incentivare pratiche più sostenibili. Dall'altro, il panorama tecnologico continua a sviluppare nuove soluzioni che potrebbero rivoluzionare il modo in cui produciamo, consumiamo e ricicliamo i prodotti tessili.

A livello normativo, l'Unione Europea sta portando avanti la sua strategia sul tessile, introducendo un ‘passaporto europeo’ per ogni articolo di abbigliamento, con l’obiettivo di garantire maggior trasparenza riguardo alla provenienza e alla sostenibilità dei capi e favorendo scelte di consumo più consapevoli. Nel contesto delle innovazioni tecnologiche, sempre più aziende stanno sviluppando soluzioni molto promettenti. Un esempio è Bio Fashion Tech, una startup con cui ho avuto il piacere di collaborare, che ha creato una tecnologia biomeccanica in grado di dissolvere i polimeri degli indumenti, trasformandoli in zuccheri utilizzabili in altri settori industriali, come quello farmaceutico”, conclude Marinelli. 

Nell’ambito di questa giornata, UniTS ricorda l’importanza di progetti locali come Sartoria Lister, cooperativa sociale che, dal 2009, si dedica al recupero e alla trasformazione di capi di abbigliamento e materiali dismessi, trasformandoli in accessori unici, come borse e zaini. Sartoria Lister ha collaborato con UniTS partendo da un’idea semplice: cosa fare degli striscioni in pvc che l’ateneo ha stampato in occasione delle varie edizioni della  Notte dei Ricercatori e Trieste Next, depositati nei magazzini in attesa di smaltimento? Nasce così la linea di borse Mis-Mas, tutti pezzi unici e sostenibili. Le borse si possono acquistare nel Museo Nazionale dell’Antartide, nel Parco di San Giovanni, al n. 21 di via Weiss, vicino alla chiesa.

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L’edizione di quest’anno pone l’attenzione sull’impatto ambientale del fast fashion
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Rischio mercurio nella Laguna di Marano e Grado: studio UniTS – ASUGI

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È stato appena pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Science of the Total Environment uno studio per rilevare i livelli di mercurio nei capelli di pescatori e lavoratori dell’indotto della pesca della laguna di Marano e Grado, una delle più grandi d’Europa.

L’indagine è stata condotta da Luca Cegolon, della Struttura Complessa di Igiene e Medicina Preventiva - UniTS, in collaborazione con Giuseppe Mastrangelo, Università di Padova, dal gruppo di ricerca MercuRILab di UniTS, diretto da Stefano Covelli, e dall'Unità Clinica Operativa di Medicina del Lavoro - UniTS, diretta da Francesca Larese Filon.

La laguna di Marano e Grado era stata individuata come Sito di Interesse Nazionale (SIN) a causa di una contaminazione plurisecolare da mercurio sotto forma di cinabro riversato dal fiume Isonzo, drenante il distretto minerario di Idria in Slovenia (secondo deposito naturale più grande al mondo dopo Almaden in Spagna), e in forma inorganica da scarichi industriali incontrollati.

Nel settore orientale della laguna, in corrispondenza della foce dell’Isonzo, studi precedenti avevano rilevato concentrazioni di mercurio nei sedimenti fino a 11 mg/kg, che si riducevano progressivamente a 5 mg/kg nel settore centrale e 0.7 mg/kg nel settore occidentale.

Mentre la contaminazione del settore orientale della laguna era prevalentemente attribuibile a mercurio di origine minerale proveniente dall’Isonzo, nei pressi della foce del fiume Aussa-Corno il mercurio rilevato presentava una componente significativa in forma inorganica, di origine industriale.

L’indagine dell’Università di Trieste, condotta nei primi mesi del 2024 a Marano Lagunare, ha confrontato la concentrazione di mercurio nei capelli di 73 pescatori (32 di mare aperto, 30 di laguna e 11 misti) e 83 residenti locali lavoratori dell’indotto della pesca, con 93 residenti nel Bellunese (prevalentemente agricoltori o malgari). L’indagine si è concentrata su pescatori e lavoratori della pesca perché hanno inevitabilmente maggiore accesso e disponibilità al consumo di pesce rispetto alla popolazione generale. Residenti di un’area montuosa sono stati scelti come categoria di confronto per il motivo opposto.

Il livello mediano di mercurio rilevato nei pescatori (2.56 mg/kg) e nei lavoratori dell’indotto della pesca (2.31 mg/kg) era significativamente superiore a quello degli agricoltori delle Dolomiti (0.58 mg/kg) e aumentava con il consumo di pesce locale, in particolare quello fresco, e in categorie come pescatori, venditori ittici o ristoratori.

Sebbene questi valori siano leggermente superiori al limite (2 mg/kg) raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tali concentrazioni sono ancora ben inferiori a 11.5 mg/kg, il limite sotto cui non sono stati osservati finora effetti avversi sulla salute umana. La situazione attuale, quindi, si può considerare di relativo equilibrio e non pone controindicazioni al consumo di pesce della laguna che, comunque, veicola anche il selenio, elemento chimico con azione antagonista al mercurio.

È raccomandabile tuttavia che donne in gravidanza e bambini in fase di crescita limitino il consumo di pesce fresco a non più di un pasto a settimana.

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L’indagine ha coinvolto pescatori e lavoratori del settore
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Torna a Trieste FameLab 2025

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Trieste torna ad essere il palcoscenico della comunicazione scientifica con le selezioni locali di FameLab 2025. La competizione, che sfida studenti, ricercatori e assegnisti a illustrare in soli tre minuti un argomento scientifico nel proprio ambito di studio, si svolgerà venerdì 4 aprile 2025, dalle 9 alle 13, nella Sala Luttazzi del Magazzino 26, Porto Vecchio.

I partecipanti dovranno catturare l’attenzione di un pubblico non esperto senza l’ausilio di proiezioni o video, facendo affidamento solo sul proprio talento e, eventualmente, su oggetti di supporto che non richiedano allestimenti complessi. Ogni concorrente presenterà due interventi di tre minuti: uno in fase di preselezione e, in caso di passaggio, uno durante la selezione finale. Al termine della giornata, la giuria eleggerà i due vincitori che accederanno alle fasi successive del concorso.

L’iniziativa prevede anche un incontro formativo gratuito, che si terrà il 24 marzo nel Polo Giovani Toti (Via del Castello 1, Trieste), dove il comunicatore scientifico Donato Ramani e l’attrice Daniela Gattorno offriranno consigli su struttura narrativa e performance scenica. 

Fasi successive

I vincitori della selezione locale saranno invitati a Perugia dal 13 al 15 giugno 2025 per partecipare alla FameLab Masterclass, un workshop intensivo in cui esperti internazionali li guideranno nell'affinamento delle loro abilità comunicative. Successivamente, i due concorrenti prenderanno parte alla finale nazionale, in programma il 27 settembre 2025, sempre a Perugia. Infine, il vincitore di FameLab Italia 2025 rappresenterà il Paese nella finalissima internazionale di fine novembre, dove si confronterà con talenti da tutto il mondo.

Requisiti

Alla competizione possono partecipare ricercatori o assegnisti di ricerca, professionisti nel settore ricerca e sviluppo (in possesso di laurea magistrale o a ciclo unico) e studenti di dottorato, specializzazione o master post-laurea, purché nati dopo il 1° gennaio 1990

I candidati possono provenire da ambiti STEM, medicina o materie umanistiche (ad es. antropologia, archeologia, economia, filosofia, geografia, giurisprudenza, linguistica, letteratura, psicologia, scienze politiche, sociologia, storia e storia dell’arte). 

Inoltre, è necessario non aver mai partecipato alla finale nazionale o alla masterclass in precedenti edizioni e non svolgere attività professionale nell’ambito della comunicazione scientifica, se non marginalmente.

Premi

Il primo classificato alla selezione locale si aggiudicherà un premio in denaro di 400 euro e avrà l’opportunità di partecipare alla finale nazionale e alla masterclass. In più, potrà assistere a un corso del Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico”  alla SISSA di Trieste. 

Anche il secondo classificato verrà premiato: riceverà 200 euro e accederà sia alla finale nazionale sia alla masterclass.

Iscrizioni

Le iscrizioni, attraverso form online, sono aperte fino a giovedì 27 marzo 2025

Info su www.immaginarioscientifico.it; info@immaginarioscientifico.it

La selezione locale è organizzata da Immaginario Scientifico, Università di Trieste, Università di Udine, SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati e Comune di Trieste, nell’ambito del Protocollo d’intesa Trieste Città della Conoscenza.

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Le selezioni locali del talent show della comunicazione scientifica si svolgeranno venerdì 4 aprile 2025
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L’11 febbraio è la Giornata Internazionale delle Donne e Ragazze nella Scienza

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La Giornata Mondiale delle Donne e Ragazze nella Scienza, proclamata dalle Nazioni Unite nel 2015 per l’11 febbraio, riconosce il loro ruolo cruciale nella comunità scientifica globale. 
La giornata mira a promuovere la piena ed equa partecipazione femminile nella scienza, superando barriere storiche e culturali che hanno spesso ostacolato l’accesso delle donne alle carriere STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). 

Secondo recenti dati UNESCO, solo il 33% di chi svolge ricerca a livello mondiale è costituito da donne, con percentuali ancora più basse in settori chiave come l’intelligenza artificiale e la robotica. Inoltre, le donne hanno meno probabilità di ricevere finanziamenti per la ricerca o di occupare ruoli di leadership nelle istituzioni scientifiche. 
Secondo il report “SHE Figures” della Commissione Europea, le donne rappresentano solo il 24% delle posizioni apicali nelle università e nei centri di ricerca in Europa

Questo divario è ancora più marcato nel settore privato e nell’industria, dove le donne nei ruoli dirigenziali legati alla scienza e all’innovazione sono una minoranza. 
Promuovere la gender equality nella scienza non è solo una questione di giustizia sociale: significa valorizzare talenti e prospettive diverse, creando una scienza più inclusiva, innovativa e in grado di rispondere alle sfide globali in modo più efficace.

Qualche dato UniTS (Fonte MUR)
Gli iscritti al nostro ateneo sono in maggioranza donne, il 60%.
Nell’area Engineering, manufacturing and constructions sono il 28%, nel settore Natural Sciences, mathematics and statistics raggiungono quasi il 50%.
In entrambe le aree si registra una sensibile crescita della presenza femminile rispetto a dieci anni fa.

 

Nella foto: Erica Salvato, ricercatrice in Automatica
 

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UniTS è rosa: il 60% degli iscritti è donna
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Vittime delle foibe ed esodo giuliano-dalmata: UniTS celebra la Giornata del Ricordo

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“Ricordare i massacri delle foibe e il dramma dell'esodo istriano, fiumano e dalmata stimola una riflessione critica sui nazionalismi e sulle ideologie escludenti e violente che hanno lacerato l'Europa nel secolo scorso – sottolinea in occasione del Giorno del Ricordo Patrick Karlsen, Professore Associato di Storia Contemporanea a UniTS - la storia della frontiera adriatica è una storia tipicamente sovranazionale e rappresenta una specie di laboratorio della contemporaneità: conoscerla aiuta perciò a rafforzare la cittadinanza democratica e il senso di appartenenza alla comune casa europea, legami indispensabili per mantenere coese e solidali le nostre società".

La ricorrenza fu istituita con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 con questa motivazione:

“La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale Giorno del ricordo al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Con la stessa legge fu istituito a Trieste il Museo della civiltà istriano-fiumano-dalmata e, a Roma, l'Archivio museo storico di Fiume.

Ogni anno, durante le celebrazioni ufficiali, ai discendenti delle vittime che ne fanno richiesta vengono consegnati un'insegna metallica che reca la scritta “La Repubblica italiana ricorda” e un diploma a firma del Presidente della Repubblica. 

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Il 10 febbraio la facciata dell’ateneo diventa tricolore
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