Professioni sanitarie: pubblicato il bando con la novità di Igiene dentale a Pordenone Read more about Professioni sanitarie: pubblicato il bando con la novità di Igiene dentale a Pordenone Immagine Titolo (39).jpg Data notizia Thu, 14/08/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Destinatari target Futuri studenti Testo notizia L’Università di Trieste attiva, a partire dall’anno accademico 2025/26, un secondo corso di laurea in Igiene dentale nella sede di Pordenone, affiancando quello già presente a Trieste: la pubblicazione del bando di ammissione alle lauree delle professioni sanitarie conferma quanto anticipato nelle scorse settimane sulle novità dell’offerta formativa.I posti complessivi per Igiene dentale (CLID) passano così da 30 dello scorso anno a 50, suddivisi equamente tra Trieste e Pordenone. Si amplia in questo modo la presenza dell’Ateneo a Pordenone, dopo l’avvio del corso di laurea in Dietistica lo scorso anno.Le graduatorie per Igiene dentale nelle sedi di Trieste e Pordenone saranno distinte: i candidati potranno anche indicare entrambe le sedi ed eventualmente accedere alla seconda scelta tramite scorrimento.Per l’a.a. 2025/26 UniTS ha programmato complessivamente la formazione di 460 futuri professionisti sanitari, attraverso l'attivazione di dieci corsi di laurea di primo livello: Assistenza sanitaria (40 posti, sede di Gorizia), Dietistica (30 posti, sede di Pordenone), Fisioterapia (40 posti, Trieste), Igiene dentale con 25 posti a Trieste e 25 a Pordenone, Infermieristica (200 posti, Trieste), Logopedia (30 posti, Trieste), Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (20 posti, sede di Gorizia) e Tecniche della riabilitazione psichiatrica (30 posti, Trieste).Tra i corsi di laurea interateneo con l’Università di Udine, attivati ad anni alterni nei due atenei, quest’anno ritorna a Trieste la laurea in Ostetricia, con 20 posti disponibili, in crescita di quattro unità rispetto al precedente bando UniTS del 2023. Saranno invece attivati a UniUD i corsi di Tecniche di laboratorio biomedico e di Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia, entrambi con 40 posti disponibili.Inoltre, le nuove norme che regolano l’accesso ai corsi di laurea magistrale in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria prevedono riserve fino al 20% dei posti programmati nei corsi affini delle professioni sanitarie, destinate a chi non risulterà in posizione utile nella graduatoria di merito al termine del semestre filtro. All'Università di Trieste saranno, quindi, disponibili fino a 40 ulteriori immatricolazioni in Infermieristica, 8 in Assistenza sanitaria e 4 in Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro.Le domande di ammissione devono essere presentate esclusivamente online entro le ore 13 del 28 agosto, secondo le modalità indicate nel bando ufficiale. Ogni candidato può indicare fino a tre diversi corsi di laurea, per i quali concorrerà all’inserimento in graduatoria.La prova di ammissione, unica per tutti i corsi di laurea, si svolgerà lunedì 8 settembre 2025 a Trieste, nel campus di piazzale Europa (edifici H3 e C1), con inizio alle ore 11 e operazioni di identificazione a partire dalle 8.30. La prova, della durata di cento minuti, consisterà in sessanta quesiti a risposta multipla, articolati tra competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi, ragionamento logico e problemi, biologia, chimica, fisica e matematica. Abstract 460 i posti disponibili, più eventuali 52 per idonei che non passeranno il semestre filtro di Medicina. Igiene dentale si sdoppia, passando da 30 a 50 posti. Domande entro il 28 agosto Mostra nel diario Off
Maurizio Prato nominato Professore Emerito dal Ministero dell'Università e della Ricerca Read more about Maurizio Prato nominato Professore Emerito dal Ministero dell'Università e della Ricerca Immagine Titolo (40).jpg Data notizia Mon, 18/08/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Testo notizia Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha conferito a Maurizio Prato il prestigioso titolo di Professore Emerito.Il decreto, firmato dalla Ministra Anna Maria Bernini il 5 agosto 2025, riconosce la straordinaria carriera accademica e scientifica del docente, già professore ordinario di Chimica Organica presso il Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche dell’Università di Trieste.Per il prof. Prato è il coronamento di un percorso ricco di successi e riconoscimenti, iniziato nel 1983 all’Università di Padova e proseguito dal 1992 nell’Ateneo triestino, prima come docente di seconda fascia e, dal 2000, come professore ordinario, fino alla sopraggiunta quiescenza nel 2023.Accademico dei Lincei e Ikerbasque Research Professor presso il CIC biomaGUNE di San Sebastián (Spagna), Maurizio Prato ha dato contributi fondamentali e interdisciplinari nel campo delle nanoscienze, in particolare nella progettazione e sintesi di nanostrutture di carbonio per applicazioni in bio-nanotecnologia e nella conversione e immagazzinamento dell’energia solare. La sua attività di ricerca ha stabilito nuovi punti di riferimento per la comunità scientifica, introducendo protocolli sintetici e metodi analitici innovativi, controllati e riproducibili per la funzionalizzazione e il design delle nanostrutture di carbonio, estesi negli ultimi anni anche al grafene e ai carbon dots. I suoi contributi hanno significativamente avanzato la comprensione e il controllo della chimica delle nanostrutture di carbonio, rendendole elementi chiave per applicazioni tecnologicamente rilevanti.Il prof. Prato ha ricevuto numerosissimi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui la prestigiosa Medaglia Raffaele Piria conferita nel 2024 dalla Società Chimica Italiana, riservata a studiosi che abbiano onorato la Chimica Organica italiana e ne rappresentino la continuità nelle più insigni tradizioni. Ha inoltre ottenuto importanti finanziamenti per la ricerca, tra cui due ERC Advanced Grants, nel 2008 e nel 2020, è stato nominato Socio dell'Accademia dei Lincei nel 2010, Membro dell'Accademia Europea delle Scienze nel 2013, dell'Academia Europaea nel 2015, dell'Accademia Veneta di Scienze, Lettere e Arti nel 2018, della National Academy of Inventors (USA) nel 2021 e della Accademia Reale delle Scienze di Spagna nel 2022. È professore onorario presso la Xi'an Jiaotong University, Xi'an, Cina.Nel corso degli anni, il prof. Prato ha formato una vera e propria scuola: nel suo gruppo di ricerca presso l’Università di Trieste si sono formati oltre 230 tra studenti, dottorandi, post-doc e visiting professors, molti dei quali provenienti dall’estero. Numerosi ex membri del suo gruppo hanno intrapreso carriere scientifiche di successo, ricoprendo oggi ruoli di prestigio in università e centri di ricerca di altissimo profilo, a testimonianza della sua capacità di ispirare e guidare giovani scienziati verso percorsi innovativi e inesplorati.L’intensa attività di ricerca lo ha portato a pubblicare oltre 800 articoli su riviste internazionali ad alto impatto, per un totale di oltre 82.000 citazioni e un h-index di 132 (Scopus). Ha svolto attività di ricerca presso la Texas Tech University, Lubbock, USA (1980), University College, Dublino, Irlanda (1983), Yale University, New Haven, USA (1986-87), University of California, Santa Barbara, USA (1991-92). È stato professeur invité presso i Dipartimenti di Chimica dell'Ecole Normale Supérieure di Parigi nel 2001, presso l'Università di Namur, Belgio, nel 2010, presso l'Università di Strasburgo nel 2014 e presso l'Università di Mons (Belgio) nel 2018. Maurizio Prato ha offerto il suo contributo alla comunità dell’Università di Trieste anche ricoprendo ruoli istituzionali di rilievo: è stato Direttore del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, guidandone la fusione con il Dipartimento di Chimica nel 2010, vice Preside della Facoltà di Farmacia dal 2002 al 2013, Coordinatore del Dottorato in Scienze Farmaceutiche per due trienni e vice Coordinatore del Dottorato in Scienze Chimiche per altri due trienni.Chimico e scienziato di altissimo livello, Maurizio Prato è riconosciuto internazionalmente per i suoi contributi scientifici, ma anche per la sua umanità e simpatia. Il conferimento ministeriale del titolo di Professore Emerito è il meritato riconoscimento a una carriera straordinaria, che ha contribuito in modo significativo a rafforzare il prestigio del Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche e della nostra Università, sia in ambito nazionale che internazionale.La Rettrice Donata Vianelli si congratula con il prof. Prato per l’importante riconoscimento, esprimendo a nome dell’intera comunità accademica gratitudine per il contributo dato al prestigio scientifico, all’internazionalizzazione e, più in generale, alla crescita dell’Università di Trieste. Abstract Già docente UniTS di Chimica Organica e Accademico dei Lincei, Prato corona una carriera straordinaria tra ricerca di frontiera e prestigiosi riconoscimenti internazionali Mostra nel diario Off
UniTS ricorda Pio Nodari Read more about UniTS ricorda Pio Nodari Immagine Titolo (37).jpg Data notizia Tue, 12/08/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Testo notizia Il 10 agosto è mancato Pio Nodari, già professore ordinario di Geografia Economico-Politica e Preside della Facoltà di Economia dell’Università di Trieste dal 2000 al 2003.Il Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche "Bruno de Finetti" (DEAMS) lo ricorda per la sua attività accademica svolta con grande passione e dedizione e per il suo impegno politico che ne fece un protagonista della vita civica e politica di Trieste.L’attività didattica del prof. Nodari è stata rivolta soprattutto a corsi di laurea e di dottorato di ricerca della Facoltà di Economia.La produzione scientifica ha riguardato prevalentemente lo studio dei fenomeni migratori, ma si è anche indirizzata su un ampio spettro di temi e ambiti disciplinari come la pianificazione territoriale, lo sviluppo economico e turistico in una prospettiva sostenibile, le dinamiche economiche e politiche nell’area del confine nord-orientale d’Italia e nei Balcani, i processi di organizzazione territoriale politico-economica dell’Unione Europea, lo studio e lo sviluppo della cartografia e dei Sistemi Informativi Geografici applicati alle decisioni economiche e alla pianificazione territoriale. Su questi temi, da ricordare anche la promozione del centro di eccellenza interdipartimentale in telegeomatica “GeoNetLab”.È stato per anni a capo del Gruppo di lavoro AGeI – Associazione dei Geografi Accademici Italiani – sull’immigrazione straniera in Italia, coordinando di fatto la ricerca nazionale interuniversitaria sul tema, potendo tra l’altro fruire in più anni dei finanziamenti PRIN, riservati a i progetti di rilevante interesse nazionale, e CNR.Fu un instancabile promotore di iniziative volte al potenziamento dell’attività di ricerca con un’attenzione speciale al coinvolgimento e alla valorizzazione dei giovani studiosi emergenti. In quest’ottica, oltre ad aver creato il Laboratorio di Geografia economico-politica, ancora attivo presso il DEAMS, fu tra i fondatori del Centro Studi Economico-Politici “Ezio Vanoni” di Trieste e del Centro Studi Turistici “Giorgio Valussi” di Gorizia.È stato Maestro di più di una generazione di “allievi”, molti dei quali hanno via via raggiunto una posizione accademica come docenti dell’Università di Trieste e di altri atenei.Pio Nodari è stato inoltre organizzatore di molti seminari, incontri e convegni nazionali e internazionali, tra i quali vanno ricordati i Colloqui italo-romeni, e i numerosi eventi realizzati in occasione dei progetti Interreg Italia-Slovenia.Il suo impegno e la considerazione di cui godeva nella Comunità dei geografi accademici italiani è testimoniata anche dal fatto che per molti anni ricoprì il ruolo di Componente eletto del Consiglio Direttivo dell’A.Ge.I.Coloro che hanno collaborato con lui lo ricordano con stima, affetto e gratitudine. Abstract Il preside della Facoltà di Economia (2000-2003) e insigne geografo è mancato il 10 agosto. Fu tra i protagonisti della vita politica triestina e regionale degli anni '80 Mostra nel diario Off
Collezioni storiche e cambiamenti climatici: UniTS coinvolta in una ricerca innovativa nella laguna di Venezia Read more about Collezioni storiche e cambiamenti climatici: UniTS coinvolta in una ricerca innovativa nella laguna di Venezia Immagine Titolo (36).jpg Data notizia Mon, 11/08/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Testo notizia Il Dipartimento di Scienze della Vita (DSV) dell’Università di Trieste è partner di un progetto che utilizza tecnologie all’avanguardia per ricostruire l’evoluzione ambientale della laguna di Venezia attraverso l’analisi di macroalghe storiche e contemporanee. Coordinata dal professor Stefano Loppi dell’Università di Siena, l’iniziativa applica per la prima volta in Italia una nuova strumentazione a raggi X ad alta precisione, recentemente acquisita con fondi PNRR dall’Ateneo senese, che consente di rilevare il contenuto di metalli nei campioni senza danneggiarli.Il gruppo di lavoro dell’Università di Trieste è formato dai professori Annalisa Falace (Botanica ambientale e applicata) e Stefano Martellos (Botanica sistematica), con la collaborazione delle dottorande Alessandra Metalli e Linda Seggi (corso di dottorato in Ambiente e Vita). L’attività del team UniTS si concentra su tre fronti: la raccolta in campo delle macroalghe attualmente presenti nella laguna, svolta nel mese di giugno, la messa a disposizione di competenze specialistiche nella tassonomia e biologia delle alghe e la valorizzazione scientifica delle collezioni museali, in particolare quelle storiche.Oggetto di studio saranno infatti oltre 200 campioni d’alga risalenti agli anni ’30, custoditi nell’algario Vatova-Schiffner del Museo di Storia Naturale di Venezia sotto la cura della dottoressa Raffaella Trabucco, che verranno confrontati con esemplari attuali raccolti dal gruppo di ricerca triestino.“È la prima volta in Italia che questa tecnologia viene applicata a campioni d’erbario di macroalghe”, sottolinea il professor Stefano Martellos. “Le analisi sono completamente non invasive e consentono di preservare collezioni museali uniche e irripetibili, ampliandone le potenzialità di ricerca”.“Le macroalghe sono ottimi bioindicatori – aggiunge Martellos – e analizzarne la composizione chimica su un arco temporale di quasi un secolo ci permette di ricostruire con precisione l’impatto dell’attività umana sull’ecosistema lagunare, fornendo dati preziosi per una gestione ambientale più consapevole”.“Le potenzialità sono enormi – commenta il professor Loppi, coordinatore del progetto –. Possiamo riscrivere la storia ambientale dei nostri territori, rendendo accessibile un patrimonio scientifico finora poco esplorato”.Il progetto si concluderà entro l’anno e i risultati saranno presentati in due importanti appuntamenti scientifici internazionali: la XI International Plant Science Conference e la 3rd Conference of the International Association for Biomonitoring of Environmental Pollution. Abstract Falace e Martellos (DSV) partecipano a uno studio interdisciplinare che, grazie a una tecnologia innovativa, analizza le macroalghe per ricostruire un secolo di cambiamenti ambientali Mostra nel diario Off
Giornata Nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo Read more about Giornata Nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo Immagine marcinelle.jpg Data notizia Fri, 08/08/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Testo notizia L’8 agosto l’Università di Trieste, nel celebrare la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo istituita in memoria dei 136 lavoratori italiani periti nel 1956 in Belgio nella miniera di carbone di Marcinelle, ricorda queste vittime assieme ai tanti altri emigrati italiani deceduti sul lavoro.Questa ricorrenza richiama ad una riflessione sulla centralità che al lavoro ha voluto assegnare la nostra Costituzione, sin dall’articolo 1, riconoscendone il ruolo di fondamento della nostra Repubblica e richiedendo che a tutti i lavoratori e le lavoratrici debbano sempre essere assicurati, in ogni contesto, il rispetto della dignità e la tutela della sicurezza.“Proprio il sacrificio dei nostri emigranti di ieri ci invita, se non vogliamo che la memoria sia solo un esercizio retorico, a non chiudere gli occhi davanti alle tante situazioni di sfruttamento e violazioni dei diritti di cui sono vittime i migranti di oggi – commenta Roberta Nunin, Prorettrice UniTS al Personale, Relazioni sindacali e Pari opportunità - sempre valido appare, infatti, il monito dello scrittore elvetico Max Frisch che, a metà degli anni Sessanta del Novecento, guardando alla condizione degli immigrati italiani in Svizzera, scriveva “Cercavamo braccia, sono arrivati uomini”, evidenziando così il paradosso di sistemi socioeconomici che, se da un lato non possono rinunciare alla manodopera immigrata, dall’altro cercano di sottrarsi al dovere di progettare i necessari processi di accoglienza e integrazione. Una prospettiva purtroppo ancora attuale e che chiede, proprio per onorare la memoria di tanti nostri connazionali periti cercando una vita migliore lontano dal proprio Paese, di continuare, come comunità scientifica, a dedicare attenzione ai fenomeni migratori, agli obiettivi di coesione sociale e agli strumenti per perseguirli”. Abstract UniTS celebra l’8 agosto Mostra nel diario Off
RESOLVE: un nuovo approccio per svelare le origini delle mutazioni nel cancro grazie alla sinergia Informatica - Medicina Read more about RESOLVE: un nuovo approccio per svelare le origini delle mutazioni nel cancro grazie alla sinergia Informatica - Medicina Immagine Progetto senza titolo (23).png Data notizia Thu, 07/08/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Testo notizia Affinare la nostra comprensione sui meccanismi evolutivi dei diversi tipi di cancro per raggiungere diagnosi e terapie sempre più mirate. E’ l’obiettivo del nuovo metodo RESOLVE, basato sullo studio delle “firme mutazionali”, cioè schemi ricorrenti di mutazioni nel DNA che raccontano la storia dei danni subiti dalle cellule tumorali e aiutano a identificarne origine e meccanismi di sviluppo.Lo studio presenta un nuovo strumento computazionale per analizzare i meccanismi mutazionali alla base del cancro. Applicando questo metodo a circa 20.000 genomi tumorali adulti e pediatrici, i ricercatori sono riusciti a identificare in modo accurato un numero ristretto di firme mutazionali dominanti, associate sia a meccanismi biologici noti (come invecchiamento, esposizione al fumo o difetti nella riparazione del DNA) sia a prognosi cliniche differenti.“Il problema di identificare i processi che generano mutazioni nel DNA è fondamentale per capire cosa danneggia il genoma e può accelerare la trasformazione tumorale. Gli strumenti che creiamo nei nostri laboratori sono in grado di estrarre questi segnali grazie alle tecniche di machine learning. Questa area di ricerca ci vede coinvolti direttamente con diversi progetti, come questo in collaborazione con Milano-Bicocca ed altri che coordiniamo nel nostro gruppo”, afferma Giulio Caravagna, docente di Informatica di UniTS coinvolto nello studio.L'analisi delle firme mutazionali è una pratica consolidata nella genomica del cancro ma presenta diverse sfide. Rispetto ai metodi esistenti, RESOLVE (Robust EStimation Of mutationaL signatures Via rEgularization) permette una rilevazione più precisa delle firme mutazionali, una stima più affidabile della loro rilevanza nei singoli pazienti e la possibilità di distinguere i tumori in sottotipi molecolari, con ricadute promettenti per la medicina personalizzata.Questo metodo innovativo, illustrato nell’articolo “Comprehensive analysis of mutational processes across 20 000 adult and pediatric tumors ” pubblicato sulla rivista Nucleic Acids Research, è stato sviluppato da un gruppo multidisciplinare dell’Università di Milano-Bicocca, coordinato da Daniele Ramazzotti (Dipartimento di Medicina e Chirurgia e Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori). Al progetto hanno partecipato anche i ricercatori del Dipartimento di Informatica Marco Antoniotti e Alex Graudenzi, del Dipartimento di Medicina Rocco Piazza e Luca Mologni, e Giulio Caravagna dell’Università di Trieste. Il team comprende inoltre Matteo Villa, Federica Malighetti, Luca De Sano, Alberto Maria Villa, Nicoletta Cordani e Andrea Aroldi. Abstract Giulio Caravagna di UniTS coinvolto nello studio pubblicato su Nucleic Acids Research Mostra nel diario Off
Tommaso Vianello è d'oro! Il quattro di coppia misto trionfa alle Universiadi Read more about Tommaso Vianello è d'oro! Il quattro di coppia misto trionfa alle Universiadi Immagine WhatsApp Image 2025-07-28 at 10.45.43.jpeg Data notizia Mon, 28/07/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Testo notizia In Piazzale Europa brilla l’oro di Tommaso Vianello!Nell’ultima giornata di gare dei FISU World University Games, disputati nella regione tedesca del Reno-Ruhr, Tommaso Vianello, studente dell’Università di Trieste, è salito sul gradino più alto del podio nel canottaggio.Iscritto al corso di laurea magistrale in Strategia, consulenza e logistica aziendale (DEAMS), Vianello ha conquistato la medaglia d’oro nella specialità del quattro di coppia misto, gareggiando insieme a Martina Fanfani e Alice Ramella (Università di Genova) e a Lorenzo Baldo (Università di Padova).L’imbarcazione azzurra ha guidato la gara fin dalla partenza, imponendo un ritmo che nessun avversario è riuscito a contenere. Con il tempo di 6:38.39, il quartetto ha tagliato il traguardo con quasi due secondi di vantaggio sulla Germania (6:40.12) e oltre otto sulla Lituania (6:46.41): un distacco netto, segno di una superiorità tecnica e atletica indiscutibile.Il successo ottenuto da Tommaso Vianello e dai suoi compagni si inserisce nello straordinario bilancio della delegazione italiana, che ha concluso questa edizione dei Giochi con 43 medaglie complessive (14 ori, 10 argenti, 19 bronzi), quinta nella classifica generale mondiale dietro a Giappone, Cina, Stati Uniti e Corea del Sud, e prima tra le nazioni europee.Tutta la comunità accademica si unisce nel celebrare con orgoglio lo straordinario risultato di Tommaso Vianello, sottolineando l’impegno e la dedizione necessari per conciliare studio universitario e attività sportiva di alto livello. Abstract Lo studente del DEAMS ha trascinato l'imbarcazione azzurra in testa fin dai primi metri di gara Mostra nel diario Off Fotogallery Il quattro di coppia misto vincitore della medaglia d'oro
Bronzo per il Setterosa universitario: tre studentesse UniTS sul podio alle Universiadi Read more about Bronzo per il Setterosa universitario: tre studentesse UniTS sul podio alle Universiadi Immagine bronzo pallanuoto.jpg Data notizia Sun, 27/07/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Testo notizia Prime meravigliose medaglie per gli studenti-atleti dell'Università di Trieste ai FISU World University Games di Rhine-Ruhr 2025!La Nazionale di pallanuoto femminile, al termine di un torneo giocato ad altissimo livello, ha conquistato la medaglia di bronzo e sul podio sono salite anche tre studentesse UniTS.Giorgia Klatowski (Giurisprudenza), Emma De March (Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e la Natura) e Guya Zizza (Scienze e Tecniche Psicologiche), colonne del Setterosa universitario e della Pallanuoto Trieste, hanno coronato il sogno di vincere una medaglia che ripaga un percorso di grande impegno e dedizione.A Duisburg, nella finale per il terzo posto vinta nettamente 10‑5 contro la Nuova Zelanda, le Azzurre allenate da Maurizio Mirarchi hanno mostrato determinazione e qualità, riscattando sconfitta in semifinale contro gli Stati Uniti, giunta soltanto ai rigori, al termine di una partita estremamente equilibrata. Nella finale per il bronzo Giorgia Klatowski è stata autrice di una tripletta e anche Emma De March ha siglato una rete.Per il Setterosa universitario è il terzo podio consecutivo alle Universiadi, mentre in Piazzale Europa si festeggia uno straordinario risultato nel segno della dual career: un modello che l’Ateneo promuove con convinzione, sostenendo studentesse e studenti capaci di eccellere nella carriera sportiva come in quella universitaria.Nella foto in home, da sinistra, Giorgia Klatowski, Emma De March e Guya Zizza. Abstract Giorgia Klatowski, Emma De March e Guya Zizza si sono imposte nella finale per il 3° posto a Duisburg Mostra nel diario Off
Benessere lavorativo nelle aziende sanitarie: UniTS partecipa al progetto CompAct Read more about Benessere lavorativo nelle aziende sanitarie: UniTS partecipa al progetto CompAct Immagine Titolo (31).jpg Data notizia Fri, 25/07/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Società e territorio Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia È stato ufficialmente avviato Compassionate Leadership – CompAct, il progetto promosso e finanziato dalla Regione Veneto come strategia di intervento nei confronti del sempre più allarmante aumento delle dimissioni non programmate. Il progetto mira ad adattare il modello della compassionate leadership al contesto sanitario italiano, proponendo una leadership capace di riconoscere il disagio delle persone nei luoghi di lavoro, comprenderne le cause e intervenire per promuovere un’organizzazione del lavoro più sostenibile, basata sul “prendersi cura di chi cura”.L’Università di Trieste è partner scientifico di riferimento per la fase di adattamento e validazione del modello internazionale al contesto italiano, insieme alle Università di Milano, Padova e Verona. Per UniTS partecipano la prof.ssa Sara Cervai (Psicologia del lavoro e delle organizzazioni) e il prof. Gabriele Blasutig (Sociologia dell’organizzazione), entrambi afferenti al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali.Il progetto risponde alle sfide poste dal fenomeno delle grandi dimissioni (great resignation) e dal crescente disagio che interessa il personale sanitario, proponendo un approccio fondato sulla cura reciproca, sulla responsabilità relazionale e sul benessere organizzativo.Elaborata attraverso i contributi scientifici di Michael West (King Fund UK), la compassionate leadership è un modello già sperimentato con successo in altri Paesi Europei e, in particolare, nel Regno Unito, in grado di migliorare il clima interno, ridurre il burnout e accrescere la soddisfazione di operatori e pazienti, specialmente nei contesti ad alta esposizione emotiva come la sanità. «A livello internazionale i risultati sono promettenti, - sostiene la prof.ssa Sara Cervai - dobbiamo comprendere come questo modello possa funzionare nella realtà italiana, in un sistema sanitario pubblico in cui le persone esprimono allarmanti livelli di sofferenza. Siamo consapevoli di quanto i ruoli dirigenziali possano incidere sul benessere dei collaboratori, e intendiamo supportare leader e collaboratori a ritrovare motivazione e benessere nell’esercizio della loro professione, con un approccio scientifico». CompAct si sviluppa come progetto di ricerca-azione della durata di due anni, con sperimentazione sul campo in due ULSS venete (ULSS 3 Serenissima e ULSS 4 Veneto Orientale), e il coinvolgimento diretto del top e middle management in tre unità operative (area medica, emergenza-urgenza, cure primarie).In questo quadro, l’Università di Trieste è responsabile dell’adattamento culturale del modello, attraverso la traduzione, la rielaborazione e il confronto con buone pratiche già esistenti, in dialogo con i professionisti coinvolti. Le successive fasi prevedono l’implementazione nelle aziende, la validazione scientifica e la disseminazione dei risultati. «Ci attendono molte sfide, linguistiche e culturali - spiega Cervai - già a partire dal diverso significato che il termine compassionate ha rispetto all’italiano; compassione va inteso come comprensione e sostengo, non come pietà e buonismo».Gli altri partner accademici cureranno la validazione quantitativa (prof. Paolo Gubitta, Università di Padova) e qualitativa (prof.ssa Elisa Ambrosi, Università di Verona) e la disseminazione (prof. Federico Lega, Università di Milano). Alla Regione Veneto spetterà, oltre al coordinamento del progetto, anche l’implementazione nelle aziende sanitarie coinvolte.L’incontro di avvio si è svolto a Venezia, nella Scuola Grande di San Marco Evangelista, alla presenza dell’Assessore alla Sanità e del Direttore generale della Sanità della Regione Veneto, dei Direttori generali delle due ULSS aderenti e dei rappresentanti delle università coinvolte.Il progetto rientra tra le azioni strategiche definite dalla DGR n. 960/2024 della Regione Veneto per contrastare la crisi di retention del personale sanitario pubblico e rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni, mondo accademico e sistema sanitario. Abstract Iniziativa della Regione Veneto per "prendersi cura di chi cura". Cervai e Blasutig (DiSPeS) cureranno l'adattamento del modello di "compassionate leadership" al contesto italiano Mostra nel diario Off
Economia blu e innovazione: UniTS nel progetto Interreg Leap to Blue Read more about Economia blu e innovazione: UniTS nel progetto Interreg Leap to Blue Immagine Titolo (34).jpg Data notizia Tue, 29/07/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Enti e aziende Testo notizia Favorire l’innovazione, la transizione digitale e green e la cooperazione tra piccole e medie imprese italiane e croate attive nei settori dell’economia blu: è questo l’obiettivo del progetto LEAP TO BLUE – Unleash the potential for joint transition in the blue economy, finanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia 2021–2027 e avviato ufficialmente con il kick-off meeting che si è svolto presso l’Università di Zara.L’Università di Trieste è partner scientifico del progetto attraverso il Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche (DEAMS), con un team coordinato dalla prof.ssa Rubina Romanello e composto da docenti, assegnisti di ricerca e personale tecnico-amministrativo: Guido Bortoluzzi, Alberto Dreassi, Chiara Marinelli, Antonio Eusebio Fiori e Piero Gabrielli. Il progetto, che ha come capofila l’Università di Zara e una durata prevista di tre anni, dispone di un budget complessivo di oltre sei milioni di euro e prevede per UniTS un finanziamento di quasi un milione.LEAP TO BLUE affronta sfide condivise dalle regioni costiere di Italia e Croazia, connesse all’adozione di tecnologie avanzate, allo sviluppo di competenze digitali e ambientali, all’accesso ai mercati internazionali e alla riduzione dei divari territoriali. Le difficoltà che molte PMI incontrano nel percorso verso la transizione verde e digitale, insieme agli effetti del cambiamento climatico e del degrado ambientale, impongono risposte integrate e una visione transfrontaliera.Il progetto intende coinvolgere oltre 150 piccole e medie imprese, sostenendole nell’adozione di pratiche sostenibili e innovative, nella creazione di nuova occupazione e nell’espansione verso nuovi mercati. Per raggiungere questi obiettivi, LEAP TO BLUE promuoverà attività di formazione e accompagnamento, faciliterà la nascita di collaborazioni tra imprese attraverso eventi di networking e attiverà uno schema di voucher articolato in due bandi, per consentire alle PMI di accedere a servizi specialistici dedicati all’innovazione, alla crescita e all’internazionalizzazione.L’Università di Trieste partecipa attivamente a tutte le fasi del progetto e avrà un ruolo specifico in due Work Package chiave. Nell’ambito del WP2 – Cross-Border Partnerships and Service Launch for Blue Economy Transformation, UniTS prenderà parte ai workshop destinati a promuovere le opportunità offerte dal progetto a fornitori di servizi e PMI italiane e croate, ospitando uno degli incontri previsti direttamente a Trieste. Nel WP3 – Sustainability model for upskilling and reskilling to enable competitive and sustainable cross-border blue economy, contribuirà invece alla definizione del sistema di monitoraggio sullo sviluppo delle competenze e del capitale umano, elemento strategico per garantire una crescita sostenibile e durevole dell’economia blu nel contesto adriatico.Durante la conferenza stampa inaugurale a Zara, la prof.ssa Romanello ha dichiarato che l’Università di Trieste è particolarmente soddisfatta di essere parte attiva di un’iniziativa che punta a rafforzare l’ecosistema dell’economia blu nel bacino adriatico, attraverso la collaborazione tra realtà accademiche, imprese e istituzioni. Il progetto – ha sottolineato – rappresenta un’occasione concreta per accompagnare le PMI verso modelli più sostenibili e digitali, creando nuove sinergie su entrambe le sponde dell’Adriatico.LEAP TO BLUE coinvolge sei partner principali: oltre all’Università di Trieste e all’Università di Zara, partecipano la Croatian Chamber of Economy, la Faculty of Electrical Engineering and Computing dell’Università di Zagabria, ARTI Puglia e Unioncamere Veneto. L’iniziativa è sostenuta anche da numerose istituzioni italiane e croate, tra cui HAMAG-BICRO, il Ministero croato della Scienza, Educazione e Gioventù, Unioncamere Italia e ART-ER Emilia-Romagna. Abstract Un team di ricerca del DEAMS coordinato da Rubina Romanello nella cooperazione transfrontaliera Italia-Croazia. 150 PMI sostenute nei percorsi di transizione digitale, green e sostenibile Mostra nel diario Off