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Matteo Parenzan fa viaggiare UniTS con la Fiaccola Olimpica

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Matteo Parenzan, campione paralimpico di tennistavolo e studente dell’Università di Trieste, sarà oggi tra i tedofori che attraverseranno il capoluogo giuliano con la Fiamma Olimpica Milano Cortina 2026, correndo una delle ultime frazioni che porteranno all’arrivo in piazza Unità d’Italia.

Nel tratto triestino della staffetta che unisce la società e i valori del mondo dello sport, Parenzan sarà in compagnia di altri grandi atleti triestini come il cestista Alberto Tonut, la fiorettista Margherita Granbassi, la judoka Veronica Toniolo e la velista Giovanna Micol, in un passaggio di testimone che unisce storie e discipline diverse sotto il simbolo dei cinque cerchi.

Per la comunità UniTS è un motivo di orgoglio: Parenzan incarna con determinazione e successo la dual career di studente universitario - frequenta con ottimi risultati il corso di laurea in Scienze Politiche e dell’Amministrazione - e di atleta di alto livello. Ci ha reso, intatti, parte di uno straordinario percorso sportivo che lo ha visto conquistare i titoli di campione del mondo 2022, campione europeo 2023 e soprattutto oro paralimpico a Parigi 2024 nella classe 6 del tennis tavolo.

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Lo studente del DiSPeS e campione paralimpico di ping-pong è uno dei tedofori scelti da Milano-Cortina 2026
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Solidarietà dell'Università di Trieste al popolo iraniano

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L’Università di Trieste esprime la propria profonda vicinanza e sostegno alla comunità iraniana di studenti, dottorandi, assegnisti e post-doc che vive e studia nella nostra Università in questo momento drammatico.

In segno di solidarietà e per ribadire la forte condanna dell’ateneo verso ogni forma di violenza, oltraggio alla vita umana e violazione dei diritti fondamentali degli individui, la facciata UniTS sarà oscurata durante la commemorazione organizzata dalle studentesse e studenti iraniani dell’Ateneo che si terrà in Piazzale Europa alle 17.30.

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Le luci della facciata saranno spente oggi durante la manifestazione delle studentesse e studenti iraniani UniTS
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Firmata con ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e Regione FVG una nuova convenzione per la Carta Geologica d’Italia

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Firmata una convenzione tra UniTS, ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – e Regione Friuli Venezia Giulia per la realizzazione del Foglio CARG “Cividale”, nell’ambito del programma nazionale per la Carta Geologica d’Italia. 

Per Foglio CARG si intende una porzione del territorio nazionale, corrispondente a un’area cartografica definita, per la quale viene prodotta una carta geologica ufficiale dello Stato alla scala 1:50.000, corredata da una banca dati e da una relazione illustrativa.

Il Progetto CARG (CARtografia Geologica e Geotematica) è un programma nazionale coordinato da ISPRA, finalizzato alla realizzazione e all’aggiornamento della Carta Geologica ufficiale d’Italia. Le attività comprendono rilievi geologici di dettaglio, analisi stratigrafiche e strutturali e l’organizzazione dei dati in una banca dati geologica nazionale.

I prodotti del Progetto CARG costituiscono una base conoscitiva fondamentale per la pianificazione territoriale, per il supporto alle politiche di sviluppo sostenibile e per la prevenzione e mitigazione dei rischi naturali, in particolare quelli idrogeologici e sismici. Le carte sono utilizzate da enti pubblici, amministrazioni locali e professionisti come riferimento tecnico per la gestione del territorio, la progettazione di infrastrutture e la tutela dell’ambiente.

La convenzione rientra in un più ampio quadro di attività svolte da UniTS negli ultimi quattro anni nell’ambito del Progetto CARG. Durante questo periodo sono stati realizzati, o sono attualmente in lavorazione, altri due Fogli CARG: “Trieste–Caresana” e “Gorizia”. Il finanziamento complessivo dei tre Fogli coordinati dall’Ateneo si aggira attorno a 1.700.000 euro, provenienti in larga parte da ISPRA e in parte da Regione FVG.

Il responsabile scientifico dei progetti coordinati dall’Università di Trieste è Lorenzo Bonini, professore associato di Geologia al Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze (MIGe).

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UniTS protagonista nel Progetto CARG (CARtografia Geologica e Geotematica)
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UniTS e Alpen-Adria Universität di Klagenfurt: visita della rettrice Ada Pellert

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L’Università di Trieste ha accolto in visita la rettrice dell’Alpen-Adria Universität di Klagenfurt, Ada Pellert, per consolidare lo stretto rapporto tra i due atenei in ambito didattico, di ricerca e per aprire nuove opportunità di cooperazione sui temi della sostenibilità e terza missione. Attenzione particolare è stata riservata ai rapporti con il mondo economico-produttivo.

La rettrice Vianelli ha ricordato nel corso dell’incontro i punti chiave della collaborazione con l’ateneo austriaco: gli accordi di scambio attivi in varie aree di studio e Dipartimenti nell’ambito della mobilità Erasmus+, l’impegno congiunto nella Summer School di Bovec e la partecipazione comune alle attività della Conferenza dei Rettori delle Università della Regione Alpe Adria.

Di grande interesse reciproco lavorare sull’apertura in futuro di percorsi comuni nella formazione all'imprenditorialità e nell’area dell'Intelligenza Artificiale, oltre che sullo sviluppo di maggiori connessioni tra Ricerca e industrie del territorio. Confermato inoltre l'impegno a rafforzare le collaborazioni già esistenti nelle aree di Scienze Politiche e Scienze Internazionali, Ingegneria e Studi Umanistici.

 

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Poste le basi per un ampliamento della collaborazione
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Arte e genetica: quando la Gioconda rivela i suoi segreti clinici

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Cosa si nasconde dietro lo sguardo enigmatico della Gioconda? E se quegli occhi, quel volto, quella postura celassero indizi clinici che per secoli sono sfuggiti agli storici dell'arte? Quegli occhi leggermente distanti, quel collo particolare, quella postura insolita che sono sempre stati interpretati come scelte estetiche, oggi trovano una possibile spiegazione grazie alle tecnologie genomiche. "Arte e genetica: la diversità come unicità", progetto dell'Università di Trieste finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, porta dal 3 al 10 febbraio in sei città della regione una rassegna a ingresso libero che sfida le categorie tradizionali della divulgazione scientifica.

Al centro c'è l'iconodiagnostica, disciplina che applica le conoscenze mediche allo studio delle opere d'arte per riconoscere sintomi e segni clinici nei personaggi raffigurati. Un approccio che permette di rileggere i capolavori con occhi nuovi: quei dettagli che un tempo venivano considerati stranezze o particolarità estetiche ora trovano una possibile spiegazione scientifica a livello molecolare.

A Trieste il Politeama Rossetti diventa il cuore pulsante della rassegna con due giornate dense di appuntamenti. Mercoledì 4 febbraio la Sala Bartoli propone un doppio percorso tra scienza e teatro. Alle 16.30 va in scena "Interpretare l'arte con la genetica: dai dipinti al codice della vita", laboratorio scientifico curato dalla prof.ssa Giorgia Girotto, docente del Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell'Università di Trieste, dove genetisti, ricercatori e una testimonial speciale accompagnano il pubblico in un'esperienza interattiva. Quiz, sfide di squadra e giochi di osservazione trasformano i partecipanti nei veri protagonisti, chiamati a riconoscere nelle opere d'arte quegli indizi che raccontano storie di malattie rare e diversità genetica. Alle 19 il palco accoglie "Icone imperfette", spettacolo teatrale scritto e interpretato da Diana Höbel che esplora un parallelismo affascinante: come l'attore osserva gli altri per coglierne l'essenza, così il genetista sa "guardare" il paziente per individuare anomalie e arrivare a una diagnosi. Con ironia e leggerezza, i soggetti dipinti prendono voce e riflettono sulla propria immagine, rivelando come anche le icone più celebri nascondano una profonda e sorprendente umanità.

Venerdì 6 febbraio, nella Sala 1954, alle 16.30 va in scena "L'imperfezione perfetta: quando la malattia si fa arte", laboratorio artistico con Giacomo Andrea Faroldi e Francesca Boldrin, drammaturgia e regia di Paolo Quazzolo, consulenza storico-artistica di Massimo Degrassi. Utilizzando gli stilemi del teatro di narrazione, due attori coadiuvati da immagini descrivono celebri quadri rivelando le relazioni tra i personaggi raffigurati e le patologie ipotizzate, inquadrando storicamente i dipinti in un excursus tra storia dell'arte e medicina. L'interazione continua con il pubblico trasforma lo spettacolo in un'esperienza partecipativa che offre la possibilità di riscoprire opere conosciutissime da una prospettiva inedita.

La rassegna attraversa l'intera regione con appuntamenti che alternano i due format, laboratorio artistico e laboratorio scientifico, in diverse sedi: il 3 febbraio alle 16.30 al Museo Ugo Carà di Muggia (laboratorio artistico), il 7 febbraio alle 16.30 alla Sala dell'Hotel Ai Dogi di Palmanova (laboratorio artistico), l'8 febbraio al Teatro San Giorgio di Udine con doppio appuntamento (laboratorio scientifico alle 16.30 e spettacolo teatrale "Icone imperfette" alle 19), il 9 febbraio a Palazzo Coronini Cronberg di Gorizia con entrambe le proposte (laboratorio artistico alle 15 e laboratorio scientifico alle 17), il 10 febbraio alle 16.30 al Convento San Francesco di Pordenone (laboratorio artistico).

Il progetto, ideato dal Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell'Università di Trieste sotto la responsabilità scientifica di Giorgia Girotto, anche Direttrice del Laboratorio di Genomica e Bioinformatica dell'IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, nasce dalla convinzione che arte e genetica condividano uno stesso cuore concettuale: lo studio della variazione e di come da essa nascano forme uniche. Un'attenzione particolare è dedicata alle malattie genetiche rare, che attraverso teatro e arte escono dall'astrazione per diventare storie riconoscibili e profondamente umane. L'empatia è il cuore pulsante del progetto: andare oltre la diagnosi per incontrare la persona nella sua interezza.

L’iniziativa è realizzata in partenariato con IRCCS materno infantile Burlo Garofolo, Stazione Rogers, Immaginario scientifico e Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con il Comune di Muggia e il Comune di Udine.


Programma  

Le iscrizioni agli appuntamenti (tutti a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria) vanno effettuate sulla piattaforma Eventbrite  

All’interno del programma sono disponibili i QR code per l’iscrizione agli incontri (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria).

         Podcast "Arte e genetica"      

Informazioni: arte.genetica@units.it 

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Un viaggio inedito tra capolavori dell'arte e diagnosi molecolari in sette appuntamenti che toccano tutte le province del Friuli Venezia Giulia
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Economia del mare, UniTS presenta “Leap to blue”: quasi 3 mln in voucher per le PMI

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Rafforzare la competitività delle PMI attraverso lo sviluppo di competenze strategiche, l’accesso a servizi qualificati e la costruzione di collaborazioni transfrontaliere lungo la filiera dell’economia del mare. Sono questi gli obiettivi di LEAP TO BLUE – Unleash the potential for joint transition in the blue economy, progetto del Programma Interreg Italia–Croazia 2021–2027 presentato oggi all’Università di Trieste, che è partner dell’iniziativa attraverso il Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche (DEAMS).

L’Ateneo triestino partecipa al progetto all’interno di un partenariato guidato dall’Università di Zara (Lead partner) e composto anche da Unioncamere del Veneto, ARTI Puglia – Agenzia Regionale per la Tecnologia, il Trasferimento tecnologico e l'Innovazione, Università di Zagabria – FER e Croatian Chamber of Economy.

LEAP TO BLUE è un progetto OSI – Operation of Strategic Importance, cioè un’operazione di cooperazione transfrontaliera a valenza strategica individuata dal Programma Interreg Italia–Croazia 2021–2027 per rispondere a bisogni comuni dei territori che si affacciano sull’Adriatico con soluzioni condivise e ad alto impatto. Con una durata di 36 mesi fino a giugno 2028 e un budget complessivo di circa 6,1 milioni di euro, il progetto sostiene la doppia transizione digitale e verde delle imprese della blue economy attraverso un modello integrato che combina capacity building, cioè formazione e rafforzamento delle competenze e delle capacità organizzative, e matchmaking e networking, ovvero l’incontro tra domanda e offerta e la costruzione di reti di collaborazione tra imprese e attori dell’ecosistema dell’innovazione. 

«L’Università di Trieste – spiega Rubina Romanello, docente di Economia e Gestione delle Imprese e responsabile scientifica del progetto per l’Ateneo – si focalizza in particolare su attività di upskilling, cioè il potenziamento delle competenze già presenti, e di reskilling, la riqualificazione verso nuove competenze, per sostenere lo sviluppo del capitale umano e favorire innovazione, sostenibilità e crescita».

«In qualità di capofila l’Università di Zara sarà il cuore scientifico del progetto – sostiene Andrea Vitlov dell’Università di Zara, communication manager di LEAP TO BLUE -. Il nostro obiettivo è tradurre i risultati della ricerca in soluzioni pratiche che aiutino a far crescere la blue economy, tutelando al contempo la salute del nostro ambiente. Ci auguriamo che il progetto possa diventare un modello per il futuro, dimostrando che successo economico e sostenibilità ambientale possano procedere di pari passo».

In quanto OSI, LEAP TO BLUE rientra tra i progetti più strutturati e finanziariamente rilevanti del Programma, realizzati da partenariati altamente qualificati e orientati a risultati concreti, come la sperimentazione di nuovi servizi e soluzioni e lo sviluppo di percorsi congiunti in settori strategici per l’area adriatica.

I sei partner del progetto definiranno un catalogo di servizi rivolto alle aziende: l’accesso sarà regolato da un sistema di voucher che saranno disponibili attraverso due call in programma rispettivamente nell’autunno 2026 e nell’estate 2027. I servizi che il progetto intende offrire alle PMI riguardano l’internazionalizzazione, l’offerta di alta formazione (su digitale e ESG) e aggiornamento delle competenze (upskilling) e la capacità di innovazione e trasferimento tecnologico, con l’obiettivo di accompagnare le imprese nelle transizioni in corso e rafforzarne la capacità di competere.

«LEAP TO BLUE – afferma Jelena Grancarić Milin, responsabile del Dipartimento di Trasferimento Tecnologico dell’Università di Zara - intende offrire alle PMI della blue economy, attraverso una combinazione di voucher e iniziative dedicate, un accesso rapido a competenze specialistiche, capacità e partnership transfrontaliere in grado di promuovere innovazione e crescita dei mercati».

«Il progetto – riprende Romanello – dispone infatti di quasi tre milioni di euro destinati al finanziamento di 162 voucher, per servizi di valore medio pari a 18 mila euro per impresa. L’Università di Trieste potrà stanziare oltre 400 mila euro per sostenere percorsi di formazione e sviluppo di competenze in chiave digitale e ambientale».        
I voucher saranno assegnati a coppie di imprese composte da un’azienda italiana e da una croata, con l’obiettivo di attivare 81 partnership transfrontaliere e favorire collaborazioni stabili lungo la filiera adriatica della blue economy. I servizi finanziati saranno erogati gratuitamente alle imprese, nel rispetto del quadro regolatorio applicabile, compreso quello relativo agli aiuti di Stato, secondo le modalità previste dal Programma.

Dopo la presentazione ufficiale alla stampa, l’Università di Trieste ospita nel pomeriggio il workshop regionale “LEAP TO BLUE: Opportunità e Servizi per le PMI nella Blue Economy” per approfondire strumenti, servizi e opportunità del progetto e contribuire alla definizione di un’offerta realmente coerente con i bisogni delle imprese.        

L’appuntamento è rivolto al target del progetto: le piccole e medie imprese attive nei settori dell’economia del mare e gli attori della formazione, della ricerca e del supporto all’innovazione. «Il workshop  chiarisce Guido Bortoluzzi, prorettore ai rapporti con le imprese e il territorio, Università di Trieste  è pensato per mettere a confronto PMI e stakeholder del territorio e raccogliere feedback attivi utili a definire un catalogo di servizi adeguato alle necessità delle aziende, sia nei contenuti sia nelle modalità di accesso». 

L’incontro ha in programma anche una sessione di approfondimento dedicata alle principali sfide per le PMI con gli interventi tra gli altri di Francesco Venier, docente UniTS e MiB ed esperto di innovazione organizzativa, Carlo Poloni docente UNITS e Presidente di ESTECO, Luca Braidotti, docente UniTS e CEO di Sipeom Srl, e Bostjan Lozer, advisor strategico su modelli di business. 

 

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Il progetto del programma Interreg ITA-CRO sostiene la doppia transizione verde e digitale. L’Università di Trieste si occuperà di formazione e capacity building delle imprese
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Il monologo “Il Valzer della bugia” apre l’edizione 2026 di "Orientati a cambiare il mondo, per un futuro sostenibile"

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E’ entrata nel vivo l’edizione 2026 di "Orientati a cambiare il mondo, per un futuro sostenibile", il programma PNRR dell’Ufficio Orientamento dell'Università di Trieste che propone corsi gratuiti sul tema della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Fino al 23 gennaio, 2.409 studenti e studentesse delle classi terze delle scuole secondarie di secondo grado, provenienti da 16 istituti della Regione, assisteranno in giornate diverse al primo modulo del progetto che propone la rappresentazione teatrale di Teatro Bandito "Il Valzer della bugia" di e con Francesca Zoccarato, attrice e alumna UniTS, ispirato al libro “La bugia che salvò il mondo” di Nicoletta Bortolotti.

Allestito per i ragazzi nella Sala Luttazzi di Porto Vecchio, il monologo racconta la storia di Giovanni Borromeo, primario dell'Ospedale Fatebenefratelli di Roma, che nel 1938 si inventò una malattia inesistente, il Morbo di K, per salvare molti ebrei dalla deportazione.

Un tema forte che invita a una riflessione profonda sul tema della “scelta”.

Al termine della rappresentazione, i due psicologi Alan Mattiassi e Anna Di Francia guidano i ragazzi alla scoperta di sé, delle proprie emozioni, della valenza dell'errore nel processo di scelta.

"Il primo dei 4 moduli è un apripista ai temi dell’orientamento: non parliamo dei corsi di studio, ma vogliamo accompagnare gli studenti al lessico e alla grammatica della “scelta” immaginando non solo che nel loro futuro ci possa essere un corso universitario, ma pensando anche a tutte quelle scelte, facili o difficili, che ogni giorno ciascuno di noi compie. Nei moduli PNRR parleremo di sostenibilità, ambientale, sociale, economica, ma con questo primo modulo entriamo nel mondo del teatro e del gioco – spiega Elisabetta Madriz, delegata della Rettrice alle Progettualità per l'Orientamento - Nella prima parte si assiste al monologo di Francesca Zoccarato, subito dopo l’attrice dialoga con i ragazzi sui temi trattati iniziando così a costruire il lessico della scelta, fatto di fatica, paura, pausa, compagni di viaggio, sogni, speranza, obiettivi, traguardi, resilienza, solitudine, presenza. Nella seconda parte si dà spazio alla leggerezza: insieme agli psicologi tutti partecipano a un gioco che aiuta a fare esercizi di scelta e diventa emblematico della vita, del decidere da che parte stare e perché, del fare scelte consapevoli e dell’essere responsabili, per noi e per le comunità grandi e piccole di cui facciamo parte."

A febbraio prenderanno il via il secondo e terzo modulo, che si svolgeranno nelle aule UniTS, che consisteranno in corsi tenuti dai docenti universitari dell’ateneo sui temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Il programma PNRR si concluderà con un incontro finale negli Istituti partecipanti in cui verranno introdotti argomenti di orientamento universitario con testimonianze di studenti tutor.  

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Il progetto di orientamento attivo di UniTS, in questi giorni in Sala Luttazzi a Porto Vecchio, coinvolge 2.400 ragazzi delle classi terze delle scuole secondarie di secondo grado della Regione
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UniTS riapre le immatricolazioni per tutti gli studenti e studentesse

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UniTS, che è oggi uno dei pochissimi atenei in Italia ad aver ottenuto la fascia A nell’accreditamento ministeriale, apre una finestra straordinaria di immatricolazioni da oggi 14 gennaio al 6 marzo 2026 per quasi tutti i Corsi di studio ad accesso libero. 

“Abbiamo voluto offrire una soluzione efficace per gli studenti che hanno frequentato il Semestre Aperto per l’accesso ai Corsi di Laurea in Medicina e chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria”, spiega la rettrice Donata Vianelli. “Chi non è riuscito a conseguire i crediti necessari, ha da oggi un ampio ventaglio di possibilità per proseguire il suo percorso universitario. Ma abbiamo colto l’occasione per offrire questa opportunità anche a tutti gli studenti e le studentesse che avevano scelto di posticipare l’iscrizione all’università e non si erano iscritti al semestre autunnale”.

Per tutti, quindi anche per i diplomati che non si sono iscritti all’università entro i termini classici, sono a disposizione fino al 6 marzo ben 15 percorsi nelle macro - aree delle Scienze sociali e umanistiche e Tecnologiche-Scientifiche.  

Questi i corsi aperti

Giurisprudenza (laurea magistrale a ciclo unico), Scienze politiche e dell’amministrazione, Discipline storiche e filosofiche, Lettere, Lingue e letterature straniere, Chimica, Fisica, Ingegneria civile e ambientale, Ingegneria elettronica e informatica, Ingegneria industriale, Ingegneria navale, Matematica, Statistica per l’assicurazione e business analytics, Geologia, Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura

Si tratta di corsi dove esistono ancora dei posti disponibili e per i quali l’Ateneo ha attivato anche percorsi di tutorato per supportare gli studenti che si iscrivono solo al secondo semestre. 

Per informazioni è possibile contattare l’Ufficio Orientamento di Ateneo.

Lauree Magistrali

Resta invariata invece la scadenza del 30 marzo 2026 per le immatricolazioni alle Lauree Magistrali ad accesso libero.

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La finestra straordinaria di iscrizioni è rivolta a tutti gli studenti interessati, anche per quanti non sono in posizione utile nella graduatoria del Semestre Aperto di Medicina e Odontoiatria
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Uso razionale dell'Energia: all'Energy Manager UniTS menzione speciale del Premio FIRE

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Luca Bertoni, Energy Management dell’Università di Trieste, ha ricevuto nell’ambito del Premio FIRE - Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia una menzione speciale per l'entità dei risparmi conseguiti dall'Ateneo. 

Il riconoscimento è frutto del lavoro ultradecennale nell’ateneo che 13 anni fa scelse di aderire alla Convenzione CONSIP SIE2 e che, grazie a una gestione attenta, ha portato alla riduzione di circa il 40% nei consumi termici ed elettrici di UniTS.

Un risultato ottenuto grazie al prezioso lavoro della struttura tecnica dell’ateneo.

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Luca Bertoni ottiene il riconoscimento della Federazione Italiana per l'uso Razionale dell'Energia
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FVG Digitale 2025: cresce il settore ICT, ma l’internazionalizzazione resta la sfida

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Il comparto digitale del Friuli Venezia Giulia continua a espandersi e a cambiare pelle. Lo fotografa il Report FVG Digitale 2025 – La dimensione internazionale delle imprese digitali del Friuli Venezia Giulia, presentato da DITEDI – Distretto Industriale delle Tecnologie Digitali con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con i partner scientifici Università di Trieste, Università di Udine e Area Science Park.

Il report – giunto alla quinta edizione – propone l’analisi annuale sullo stato dell’arte e sulle prospettive delle imprese ICT regionali, dedicando l’approfondimento 2025 a un tema strategico: la dimensione internazionale del settore, tra opportunità di crescita e nodi strutturali ancora da sciogliere.

I numeri chiave del digitale in regione

Nel 2025 le imprese ICT attive in Friuli Venezia Giulia sono 2.281 e gli insediamenti complessivi raggiungono quota 3.127, con una crescita +8% rispetto al 2024. Software e servizi restano il cuore dell’ecosistema (oltre il 95% del settore), mentre la componente hardware – pur su valori assoluti più contenuti – è quella che registra la dinamica più marcata in termini di numerosità.

Sul piano territoriale, Udine si conferma il principale polo del digitale regionale, seguita da Pordenone, che mantiene un profilo rilevante anche grazie al legame con manifattura avanzata e automazione. Trieste consolida una posizione strategica, sostenuta dal suo sistema di ricerca e dalla specializzazione in ambiti come data science e tecnologie avanzate. Più contenuto il polo di Gorizia, con potenzialità legate allo sviluppo delle attività transfrontaliere connesse a GO!2025.

L’analisi segnala inoltre un andamento economico positivo ma non privo di pressioni: i ricavi crescono, ma i margini risultano più compressi, con costi operativi e investimenti in aumento. Anche sul fronte dell’innovazione emerge una traiettoria in evoluzione, con segnali di crescita che indicano un potenziale ancora in consolidamento.

Internazionalizzazione: il divario e le traiettorie possibili

Il focus 2025 evidenzia come l’internazionalizzazione rappresenti una traiettoria di sviluppo ancora ampiamente inespressa per il comparto ICT: solo una quota limitata di imprese mostra una presenza continuativa sui mercati esteri.

Durante l’evento di presentazione, Guido Bortoluzzi, docente di Innovation Management and Entrepreneurship all’Università di Trieste e Prorettore ai rapporti con le imprese e il territorio, ha moderato la tavola rotonda con imprenditori e manager del settore, con la partecipazione di Alfa Sistemi, Beantech, EMC Gems, Esteco, MOLO17 e Video Systems.

Riprendendo i contenuti emersi nel confronto – dedicato all’internazionalizzazione – Bortoluzzi ha sottolineato come il settore IT presenti una dinamica “a due velocità”: fortemente globale a monte, sul fronte delle piattaforme e delle tecnologie abilitanti (prevalentemente statunitensi), e molto più locale a valle, nel mercato dei provider e dei system integrator, spesso concentrati sulla customizzazione di soluzioni sviluppate da grandi player. La tavola rotonda, ha osservato, ha però confermato che esistono modelli concreti di apertura internazionale: da imprese con prodotti e business model molto verticali – che nascono già con una proiezione globale – fino all’internazionalizzazione “piggyback”, quando il fornitore segue l’espansione all’estero dei propri clienti (ad esempio aprendo una sede vicino a un nuovo stabilimento). Nel complesso, ha concluso, la propensione internazionale del comparto resta moderata sul mercato, ma più spinta sul versante di fornitori e piattaforme.

Tra gli ospiti della tavola rotonda anche Carlo Poloni, CEO di Esteco. Per il primo spin-off accademico dell'Università di Trieste “l’internazionalizzazione rappresenta una necessità e un modo di essere”. “Il nostro mercato – ha spiegato Poloni - è da sempre stato quello di chi sviluppa prodotti industriali sofisticati indipendentemente da dove questo avvenga. Pur mantenendo il nucleo centrale dello sviluppo a Trieste il supporto ai clienti è da sempre globale”.

Il report completo è disponibile su fvgdigitale.ditedi.it

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Guido Bortoluzzi (DEAMS): «Nel digitale l’internazionalizzazione viaggia su due piani: filiera globale a monte, mercato spesso locale a valle. Ma esistono modelli concreti per aprirsi ai mercati esteri»
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