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T4EU: organizzato il primo Pupil’s Lab al Collegio del Mondo Unito di Duino

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Il laboratorio “Energy Transition Lab: Think and Design the Future”, condotto dalla dott.ssa Valentina Bologna, docente di Fisica, ha declinato il tema centrale della knowledge entrepreneurship in chiave scientifica, coinvolgendo attivamente gli studenti in un percorso esperienziale e interdisciplinare.

L’obiettivo dell’attività è stato quello di trasformare i partecipanti in veri e propri “Knowledge Entrepreneurs”, figure capaci di mettere le proprie competenze al servizio della società e dell’ambiente, contribuendo in modo concreto ad affrontare le sfide della transizione energetica.

Attraverso il metodo del Design Thinking, il laboratorio ha guidato gli studenti in un processo che, partendo dall’analisi teorica, li ha condotti alla progettazione di soluzioni creative e innovative, valorizzando il ruolo attivo e centrale dei partecipanti.

Il percorso si è articolato in diverse fasi operative. Dopo il “warming up”, in cui gli studenti hanno riflettuto sulle proprie conoscenze pregresse e sul ruolo che aspirano a ricoprire nel cambiamento, si è passati a una fase di analisi tecnica basata su casi studio internazionali, tra cui il potenziale dell’idrogeno verde in Cile e le raccomandazioni dell’International Energy Agency al G7 sulla decarbonizzazione del settore siderurgico.

La fase centrale del laboratorio ha visto i partecipanti impegnati in un processo strutturato di Design Thinking, articolato nelle fasi di comprensione del problema, definizione, ideazione e condivisione delle soluzioni.

I gruppi hanno sviluppato proposte progettuali innovative, poi presentate e discusse in un’ottica collaborativa.

Con questa iniziativa, l’Università di Trieste conferma il suo impegno nella promozione di una didattica innovativa e orientata all’impatto, in linea con gli obiettivi dell’Alleanza Transform4Europe.

 

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Il Laboratorio ha declinato il tema centrale della knowledge entrepreneurship
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Scomparso Luciano Campanacci, uno dei maestri italiani della Medicina Interna

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E’ mancato il Prof. Luciano Campanacci, uno dei Maestri della Medicina Interna italiani. Fra qualche giorno, avrebbe compiuto 96 anni.

Nato a Parma e laureatosi a pieni voti a Bologna, è stato prima allievo a Roma del Prof. Cataldo Cassano, presso l’Istituto di Patologia Medica, poi del Prof. Ernico Fiaschi, presso la Patologia Medica dell’Università di Padova. In questo periodo soggiornò più volte all’estero, contribuì alla fondazione della Scuola di Nefrologia e alla costituzione, tra i primi in Italia, del servizio di emodialisi di cui fu Direttore fin dall’inizio. 

Nel 1974, in qualità di Professore Ordinario di Medicina Interna, si trasferì a Trieste come Direttore dell’Istituto di Patologia Medica, diventato poi Medicina Clinica, portando da Padova alcuni collaboratori, fra i quali il Prof. Guarnieri. 

A Trieste, il Prof. Campanacci fondò un’apprezzata Scuola di Nefrologia, oltre ad aver diretto e fatto crescere quella di Medicina Interna. Si circondò di collaboratori di cui favorì la crescita professionale indirizzandoli, oltre che alla Nefrologia, anche verso altre branche della Medicina Interna, quali la Gastroenterologia, l’Ematologia, l’Endocrinologia, l’Epatologia e stimolandoli a numerosi soggiorni all’estero. Alcuni di loro si sono poi dedicati allo studio dell’Ipertensione Arteriosa costituendo un Gruppo  noto in Italia e partecipando, come soci fondatori, alla nascita della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa.         

Molti dei suoi allievi hanno raggiunto posizioni apicali sia nel mondo accademico che in quello clinico a Trieste e in Regione.

E’ stato Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, partecipando in qualità di relatore a numerosi congressi scientifici.

Per i suoi allievi, è stato un Maestro validissimo, rigoroso, incalzante, sempre disponibile e aperto.

L’Università di Trieste lo ricorda con grande stima e affetto per l’encomiabile attività svolta con studenti e colleghi.

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Il ricordo di UniTS
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“La riserva invisibile: acqua dolce sotto il mare”: UniTS e OGS per la Giornata Mondiale dell’Acqua

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In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, l’Università di Trieste organizza insieme all’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale l’evento “La riserva invisibile: acqua dolce sotto il mare”, in programma lunedì 23 marzo, dalle 10.00 alle 12.15 in Sala Tessitori (Palazzo del Consiglio di Regione Autonoma FVG, Piazza Oberdan 5).

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, è aperta al pubblico e intende sensibilizzare sul tema della gestione sostenibile delle risorse idriche, presentando i risultati del progetto RESCUE (RESources in Coastal groundwater Under hydroclimatic Extremes) dedicato allo studio delle riserve di acqua dolce nei fondali marini dell’Alto Adriatico.

Coordinato dall’Università di Trieste e avviato nel 2024, il progetto coinvolge un consorzio internazionale composto da OGS, Ruden AS, Università di Derby e Università di Malta. 

La partecipazione è gratuita, previa registrazione.

Programma

10.00 – 10.15 Introduzione ai lavori
Ketty Segatti, Direttore Unità operativa specialistica ricerca, innovazione, fondo sociale europeo plus e altri fondi comunitari, Regione Autonoma FVG
Paola Del Negro, Direttrice Generale OGS

10.15 – 11.15 Pillole di informazione
Modera: Maria Cristina Pedicchio, Presidente APRE Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea

Le acque dolci sotto i mari – Angelo Camerlenghi, OGS
L’Alto Adriatico – Cristina Corradin, OGS
Cosa fare di quest’acqua – Luca Zini, Università di Trieste
Di chi è quest’acqua – Emma Mazzotta, OGS
Le acque sotterranee marine: storia e società – Corinna Guerra, Università Ca’ Foscari

11.15 – 12.00 Tavola rotonda
Modera: Franco Scolari, Direttore Generale Polo Tecnologico Alto Adriatico

Paolo De Alti, Direttore Servizio Gestione Risorse Idriche, Regione Autonoma FVG
Maurizio Spoto, Responsabile Area Marina Protetta di Miramare
Michele Pipan, Coordinatore Progetto RESCUE, Università di Trieste
Franco Clementin, Presidente CIA Agricoltori Italiani del Friuli Venezia Giulia
Rodolfo Tlustos, Plastidite, Confindustria Alto Adriatico

12.00 – 12.15 Conclusioni e lancio della community
Maria Cristina Pedicchio, Presidente APRE - Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea

 

 

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Evento aperto a tutti lunedì 23 marzo in Sala Tessitori, Palazzo del Consiglio di Regione Autonoma FVG, Piazza Oberdan 5
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Consorzio iNEST: a Trieste incontro internazionale su innovazione, resilienza e Blue Economy

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Grazie alle attività sviluppate dal consorzio iNEST, finanziato dal PNRR, Trieste si conferma come nodo strategico per lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative nel settore marittimo, favorendo sinergie tra ricerca, industria e governance pubblica.

Collaborazioni che sono state al centro del workshop internazionale “Marine Digital Twins: coasts, ports and infrastructures for sustainable management, system integration and blue economy development”, un’iniziativa che ha mostrato risultati ed attività in corso legate a soluzioni digitali avanzate per la gestione sostenibile dei sistemi marini e costieri.

L’evento ha infatti riunito a Trieste rappresentanti del mondo accademico, enti di ricerca – in particolare l’OGS-Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale –, autorità pubbliche, autorità portuali e stakeholder industriali, promuovendo un dialogo strutturato sull’utilizzo dei Marine Digital Twins (MDT) come strumenti chiave per la transizione verde e digitale del settore marittimo: un’importante occasione di networking e co-design, finalizzata allo sviluppo di future proposte progettuali e al consolidamento di partenariati internazionali nel settore dei digital twins marini.

 Marine Digital Twins per la transizione verde e digitale

I Marine Digital Twins rappresentano una tecnologia abilitante per l’integrazione di dati ambientali e infrastrutturali, il monitoraggio in tempo reale e la simulazione di scenari complessi, supportando politiche basate su evidenze scientifiche e processi decisionali più efficienti.

Nel corso del workshop sono stati presentati i risultati delle attività sviluppate dalle Università di Trieste Padova, Venezia e Trento e dall’OGS nell’ambito di iNEST Spoke 8 per l’area dell’Alto Adriatico, insieme a casi applicativi quali DIGITPORTS in cui è attrice primaria l’Autorità dei Porti di Trieste e Monfalcone, e il progetto GEMINI sviluppato da un consorzio di aziende finanziato da INEST: sono state evidenziate le potenzialità dei Digital Twins a sostegno della resilienza delle infrastrutture, delle conformità ambientali  e per l’ottimizzazione delle operazioni portuali.

 

Cooperazione internazionale e dimensione macro-regionale

Il workshop - coordinato da Pierluigi Barbieri del DSCF dell’Università di Trieste - ha inoltre rafforzato la dimensione internazionale e macro-regionale dell’iniziativa, grazie alla partecipazione di esperti del Middle East Technical University (METU) di Ankara e Mersin, tra cui Mustafa Yücel ed Elif Sürer, che hanno presentato risultati e tecnologie, sviluppate per la realizzazione di Digital Twins nel bacino del Mar Nero.

Il confronto ha evidenziato l’importanza di un approccio coordinato tra diversi bacini marini europei e limitrofi, in linea con le strategie dell’Unione Europea per la cooperazione territoriale e la gestione sostenibile delle risorse marine. Sono state presentate collaborazioni che vedono

l’insediamento di un desk del centro tecnologico Tekmer NETZERO di Ankara presso il lab village all’Urban Center di Trieste, gestito dal Polo Tecnologico Alto Adriatico.


Verso ecosistemi digitali integrati per il mare

Le sessioni di discussione hanno sottolineato il potenziale dei Marine Digital Twins nel supportare la pianificazione integrata delle aree costiere, la gestione intelligente delle infrastrutture portuali, lo sviluppo della Blue Economy, la resilienza ai cambiamenti climatici. È emersa la necessità di rafforzare l’interoperabilità dei dati, l’integrazione tra piattaforme digitali e il coinvolgimento attivo degli stakeholder pubblici e privati.

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Concluso il workshop "“Marine Digital Twins: coasts, ports and infrastructures for sustainable management, system integration and blue economy development”
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Università e futuro del Nordest: a confronto le rettrici di UniTS e Ca’ Foscari

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Demografia, trasformazione digitale e fuga dei talenti al centro dell’incontro promosso dalla Fondazione Portogruaro Campus, che ha visto dialogare le rettrici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Tiziana Lippiello, e di UniTS, Donata Vianelli.

Il confronto ha evidenziato il ruolo strategico delle università come motori di sviluppo culturale, sociale ed economico, capaci di sostenere innovazione, ricerca e competitività territoriale. In particolare, è emersa la necessità di rafforzare il legame tra atenei, sistema produttivo e territori per affrontare le sfide dell’economia della conoscenza.

Focus sul Nordest, area chiamata a trattenere talenti e a valorizzare il dialogo con le imprese, anche alla luce dei dati sulla mobilità giovanile: oltre 450mila italiani hanno trasferito la residenza all’estero tra il 2011 e il 2021.

Tra i temi chiave anche l’impatto della demografia sul sistema universitario, il calo delle immatricolazioni e la necessità di rendere gli atenei più attrattivi a livello internazionale.

«Il tema della fuga dei talenti va affrontato con uno sguardo ampio: l’internazionalizzazione è un valore e studiare all’estero rappresenta un’opportunità importante per i nostri studenti, ma è altrettanto necessario costruire le condizioni perché le competenze acquisite possano tornare a generare valore nei territori di partenza», ha sottolineato la rettrice Lippiello «Oggi pesano molto la competitività salariale di altri Paesi, la chiarezza delle prospettive professionali e, in alcuni ambiti come le discipline STEM, anche la tendenza di alcune aziende ad assorbire i giovani prima del completamento del percorso universitario».

«L’impatto della dinamica demografica sulle università è già oggi molto evidente e, per certi aspetti, arriva prima che in altri settori. Il calo delle immatricolazioni si intreccia con altre criticità strutturali, come la difficoltà di offrire prospettive competitive rispetto ad altri Paesi europei e il permanere di ostacoli nei percorsi di carriera, a partire da quelli femminili», ha evidenziato la rettrice Vianelli «Le università non possono intervenire direttamente sulle tendenze demografiche, ma possono e devono rafforzare la propria capacità di accompagnare gli studenti, rendersi più attrattive anche sul piano internazionale e costruire contesti sempre più favorevoli alla formazione e alla crescita delle persone».

Presente all’incontro anche Massimo Forliti, consigliere della Fondazione Portogruaro Campus.

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L’incontro è stato organizzato dalla Fondazione Portogruaro Campus
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Cinquant'anni fa il processo per i crimini della Risiera

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È aperta al Palazzo di Giustizia di Trieste la mostra in forma rinnovata “Il processo per i crimini della Risiera di San Sabba”, primo appuntamento del programma di iniziative per il cinquantesimo anniversario del processo svoltosi nel 1976 davanti alla Corte d’Assise. 

Le celebrazioni sono promosse dal Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione (IUSLIT) dell’Università di Trieste e co-organizzate con il Comune di Trieste, con il patrocinio dell’Università di Trieste e dell’Università di Udine, dell’ANM – Trieste e dell’Ordine degli Avvocati, con il contributo di Fondazione CRTrieste e ANM Trieste.

La mostra, realizzata da ANED in collaborazione con IRSREC FVG, NŠK – Biblioteca Nazionale slovena e degli studi e Associazione Bubnič Magajna, ricostruisce la vicenda processuale e il contesto storico in cui maturò, offrendo materiali e chiavi di lettura utili a comprendere il significato di quel dibattimento per Trieste e per il Paese.

A coordinare il programma è un apposito Comitato organizzatore che riunisce competenze accademiche, istituzionali e associative: Mauro Barberis (UniTS), Štefan Čok (NŠK), Franco Cecotti (ANED), Gian Paolo Dolso (UniTS), Paolo Ferrari (UniUd), Laura Famulari (Direzione amministrativa Corte d’Appello di Trieste), Carla Marina Lendaro (già magistrato), Tristano Matta (IRSREC FVG), Paolo Alessio Vernì (magistrato).

Il calendario proseguirà il 29 aprile 2026 con l’affissione, nello stesso Palazzo di Giustizia, di una targa commemorativa del processo, nel cinquantesimo anniversario della sentenza della Corte d’Assise del Tribunale di Trieste.

Nel mese di maggio è inoltre previsto un Convegno di Studi storico-giuridico in due giornate: la prima dedicata alla ricostruzione e contestualizzazione della vicenda storica, la seconda alla riflessione sugli aspetti giuridici. Parteciperanno magistrati, docenti delle Università di Trieste e Udine e studiosi appartenenti alle associazioni coinvolte. Il convegno sarà ospitato nei locali dell’Università di Trieste.

La mostra è accessibile al pubblico fino al 29 maggio da lunedì a sabato, dalle 8 alle 14, con ingresso dalla portineria principale del Palazzo di Giustizia (Foro Ulpiano 1).

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IUSLIT promotore con il Comune di Trieste di una serie di iniziative per ricordare la vicenda processuale. Fino al 29 maggio il Palazzo di Giustizia ospita una mostra dedicata all'evento
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Formazione, talenti e leadership femminile: la rettrice Vianelli all’incontro promosso da Wärtsilä

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Formazione, crescita professionale e valorizzazione dei talenti femminili sono stati al centro dell’incontro che ha visto la rettrice Donata Vianelli ospite di Wärtsilä nell’ambito dell’iniziativa La formazione come leva per un costante sviluppo professionale: Storie di Donne in crescita.

L’appuntamento ha offerto l’occasione per riflettere sul ruolo che università e impresa possono svolgere insieme nel promuovere ambienti di lavoro più inclusivi, capaci di riconoscere e accompagnare il talento, a partire da quello femminile. In questo quadro, particolare attenzione è stata dedicata al valore della formazione come leva per sostenere percorsi professionali più solidi, consapevoli e aperti alla crescita.

Nel suo intervento, la rettrice ha richiamato il significato di una collaborazione strutturata tra Ateneo e mondo produttivo, intesa come scambio reciproco di competenze, prospettive e bisogni. Da un lato l’università contribuisce a formare profili preparati ad affrontare le trasformazioni del lavoro; dall’altro il dialogo con le imprese consente di cogliere più da vicino l’evoluzione delle professionalità richieste e le sfide culturali e organizzative che attraversano i contesti contemporanei.

In questa prospettiva, il tema dell’empowerment femminile si lega non solo all’accesso alle opportunità, ma anche alla possibilità di consolidare nel tempo competenze, responsabilità e leadership, superando ostacoli e divari che ancora oggi limitano la piena valorizzazione del potenziale femminile.

Accanto alla rettrice Donata Vianelli, il panel moderato dalla giornalista Rai Francesca Terranova, ha visto gli interventi di Emanuela Rusconi, General Manager, Maintenance Management, e di Paola Russo docente dell’Istituto Volta di Trieste con una rappresentanza di allieve. Un confronto che ha messo al centro i temi della crescita professionale femminile, dell’inclusione e del valore della formazione come leva concreta per accompagnare lo sviluppo delle persone e ridurre il divario di genere nei percorsi di studio e di lavoro.

Nell’occasione la rettrice ha incontrato Gianluca Bertossi, Managing Director Wärtsilä Italia, insieme ad altri vertici, referenti e rappresentanze aziendali, ponendo le basi per ulteriori spazi di collaborazione futura. La visita è poi proseguita in alcune aree del sito produttivo, tra officina WL&SA, Technical Labs e Product Validation, offrendo anche l’opportunità di conoscere più da vicino attività, processi e contesti operativi dell’azienda.

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Durante la giornata, panel con professioniste e studentesse sui percorsi di crescita nel mondo del lavoro e confronto con i vertici aziendali
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Al Via le Olimpiadi delle Neuroscienze

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Trieste ancora una volta ospiterà la selezione regionale delle Olimpiadi delle Neuroscienze, in programma domani, venerdì 13 marzo, alle ore 9.30 in Sala Luttazzi (Magazzino 26). L’iniziativa è organizzata fin dal 2010 dal nostro Ateneo grazie a una convenzione con l’Immaginario Scientifico e con il supporto del Comune di Trieste. Referente del progetto è la professoressa Paola Lorenzon del Dipartimento di Scienze della Vita.

Alla competizione parteciperanno studenti e studentesse provenienti da 13 scuole secondarie di II grado: IIS Linussio di Codroipo, ISIS Magrini-Marchetti di Gemona del Friuli, ISIS D'Annunzio-Fabiani di Gorizia, Liceo Buonarroti di Monfalcone, Liceo Leopardi-Majorana di Pordenone, ISIS Manzini di San Daniele del Friuli, ISIS Paschini-Linussio di Tolmezzo, ITS Deledda-Fabiani e Liceo Galilei di Trieste e ISIS Malignani, Liceo Copernico, Liceo Marinelli e Liceo Stellini di Udine.

I partecipanti in gara, alcuni tra i migliori studenti della regione appassionati di neuroscienze, si sfideranno su temi come intelligenza, memoria, emozioni, stress, invecchiamento, plasticità neurale, sonno e malattie del sistema nervoso. Sarà un’occasione per approfondire argomenti che spesso trovano poco spazio nei programmi scolastici, ma che suscitano sempre più curiosità tra i giovani e possono aprire nuove prospettive di studio e ricerca.

La mattinata sarà arricchita da un intervento di Enrico Tongiorgi, professore ordinario di Biologia cellulare e dello sviluppo comparate presso il Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste, dedicato al cervello durante l’adolescenza. La giornata si concluderà con una visita speciale all'Immaginario Scientifico.

Il vincitore o la vincitrice accederà alla finale nazionale delle Olimpiadi delle Neuroscienze, in programma il 22-23 maggio a Camerino (MC). Qui verrà selezionato il/la rappresentante italiano/a che parteciperà alla competizione internazionale.

Le Olimpiadi delle Neuroscienze rappresentano infatti la selezione italiana della International Brain Bee (IBB). L’iniziativa, nata negli Stati Uniti nel 1998, coinvolge oggi oltre 50 Paesi nel mondo. In Italia è promossa dalla Società Italiana di Neuroscienze (SINS), la principale società scientifica nazionale dedicata allo studio interdisciplinare del sistema nervoso e delle sue malattie.

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L’iniziativa è organizzata dal 2010 da UniTS con Immaginario Scientifico 
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Transform4Europe Alliance diventa soggetto giuridico europeo

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L’Alleanza Transform4Europe (T4EU) ha compiuto un passo decisivo nel proprio percorso di consolidamento istituzionale: è stata ufficialmente registrata a Saarland, in Germania, come ente giuridico riconosciuto ai sensi del diritto tedesco (eingetragener Verein – e.V.) con la denominazione “Transform4Europe: The European University for Knowledge Entrepreneurs e.V.”.

Questo cambiamento segna il superamento della dimensione esclusivamente progettuale della cooperazione tra gli undici Atenei partner e l’avvio di una struttura permanente e integrata.

La nuova configurazione consente all’Alleanza di partecipare a bandi di finanziamento in maniera autonoma, garantendo la continuità delle attività oltre l’attuale periodo di finanziamento della Commissione europea.

 Per studenti, dottorandi, docenti e personale tecnico-amministrativo significa poter contare su un quadro più stabile per la mobilità internazionale, lo sviluppo di programmi congiunti, le iniziative di ricerca collaborativa e la condivisione di risorse formative tra le università partner.

La nuova personalità giuridica, inoltre, amplia la possibilità di accedere a progetti internazionali di vasta dimensione e complessità.

Per l’Università di Trieste, membro fondatore dell’Alleanza, la registrazione rappresenta un passaggio strategico nella costruzione di un campus europeo interuniversitario integrato. L’inserimento in un soggetto giuridico europeo rafforza la capacità dell’Ateneo di attrarre finanziamenti competitivi, aumenta l’attrattività verso ricercatori e studenti internazionali e crea le condizioni per una progressiva semplificazione dei processi amministrativi nella gestione delle attività comuni.

La costituzione di T4EU come entità giuridica è il risultato di un intenso lavoro congiunto di un team multilinguistico di esperti legali guidato dall’University of Silesia in Katowice, che ha analizzato le diverse opzioni giuridiche nazionali ed europee individuando nel diritto tedesco una soluzione transitoria efficace.

 La Rettrice dell’Università di Trieste, Donata Vianelli, sottolinea:
«La nascita del soggetto giuridico di Transform4Europe rappresenta un’evoluzione naturale e necessaria del percorso intrapreso insieme agli altri Atenei partner. Significa consolidare una cooperazione che non si limita ai progetti finanziati, ma che si fonda su una visione condivisa di Università europea, capace di formare cittadini e knowledge entrepreneurs in uno spazio accademico sempre più integrato».

 Il Delegato di Ateneo per l’Alleanza T4EU, Alberto Pallavicini, aggiunge:
«Questo passaggio consolida la sostenibilità dell’Alleanza e amplia concretamente le opportunità per la nostra comunità accademica. La stabilità giuridica ci permette di progettare mobilità, percorsi formativi congiunti e iniziative di ricerca con una prospettiva strutturale, rafforzando il ruolo dell’Università di Trieste nello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore e della Ricerca».

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Si tratta di un passaggio strategico nella costruzione di un campus europeo interuniversitario integrato
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Online la carta strutturale dei mari italiani

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Fornire una rappresentazione organica delle principali unità tettoniche e delle strutture geologiche presenti nei mari italiani, dalle profondità abissali alle dorsali sommerse, offrendo un quadro aggiornato e integrato dell’assetto geologico delle aree sommerse: è questo l’obiettivo della nuova Carta Strutturale dei Mari Italiani, da oggi disponibile online, strumento fondamentale per la conoscenza delle strutture geologiche che caratterizzano i fondali marini del nostro Paese. 

L’Università di Trieste ha contribuito alla realizzazione della Carta raccogliendo e sistematizzando i dati disponibili in letteratura sul Bacino Sardo-Provenzale e integrandoli con informazioni geofisiche. Ha inoltre partecipato allo studio del Mare Adriatico meridionale e del Mar Ionio.

Realizzata dal Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), in collaborazione con l’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS e le Università di Genova, Palermo, Roma Tre e Trieste, la Carta è il risultato di anni di ricerca congiunta tra enti pubblici di ricerca e atenei italiani. 

La penisola italiana è quasi interamente circondata da bacini marini di diversa età, profondità e caratteristiche geologiche; sotto la superficie del Mar Mediterraneo si estende infatti un sistema complesso di montagne e vulcani sommersi, scarpate e faglie che, nel corso di milioni di anni, hanno formato e modellato il fondale marino, generando una grande ricchezza di ambienti molto diversificati, fondamentali per lo sviluppo della biodiversità, oltre a grandi eruzioni, terremoti e maremoti. In questo contesto, la mappatura del territorio sommerso rappresenta un passaggio fondamentale per accrescere la conoscenza dell’evoluzione geologica del Mediterraneo e dei processi che ne governano la dinamica.

Per la realizzazione della Carta sono stati integrati i dati presenti in letteratura, per offrire una descrizione complessiva delle aree sommerse e migliorare la comprensione delle relazioni geologiche tra le diverse aree in cui è suddivisa la crosta terrestre (domini), in relazione alle tipologie di placche che la compongono e ai loro reciproci contatti. Si individuano aree di avampaese (aree continentali non ancora raggiunte da movimenti tettonici), aree di subduzione (dove una placca si immerge sotto un’altra), sistemi vulcanici, bacini di retroarco (che si aprono dietro allineamenti di vulcani indotti da subduzione) e bacini oceanici mesozoici. L’armonizzazione e la sistematizzazione delle informazioni disponibili consentono oggi di disporre di uno strumento scientifico di riferimento, utile non solo per la ricerca ma anche per le attività di pianificazione e gestione dell’ambiente marino.

I dati raccolti assumono infatti un valore strategico per la tutela dell’ambiente, per la pianificazione e la sostenibilità delle infrastrutture offshore – come cavi, condotte e impianti energetici – e per la sicurezza rispetto ai rischi connessi all’attività vulcanica e sismica, inclusi terremoti, maremoti e frane sottomarine. La Carta potrà inoltre contribuire all’esplorazione delle georisorse presenti nei bacini che circondano la penisola italiana, strettamente legate alla storia geologica di ciascun bacino e ai contributi provenienti dalle aree emerse adiacenti e dalle regioni profonde della crosta terrestre.

La nuova Carta Strutturale dei Mari Italiani si configura come documento di riferimento per la comunità scientifica e come base solida per lo sviluppo di ulteriori studi e ricerche future. Il progetto si inserisce nel quadro della strategia marina europea, favorendo la condivisione di dati aperti e interoperabili a supporto della ricerca scientifica e della blue economy, inclusa la ricerca di fonti alternative di energia – ad esempio per l’individuazione di siti destinati a centrali eoliche e impianti geotermici – e per la ricerca di acqua potabile e altre applicazioni. 

Il progetto è stato sviluppato nell’ambito del programma europeo EMODnet Geology (European Marine Observation and Data Network), che raccoglie e rende accessibili, attraverso un portale web, un’ampia quantità di dati geologici marini acquisiti nei decenni nei mari europei.

 

https://www.isprambiente.gov.it/en/projects/soil-and-territory/emodnet-geology?set_language=en

https://emodnet.ec.europa.eu/en/use-case/emodnet-geology-helps-characterise-structural-settings-seas-surrounding-italy

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UniTS ha raccolto i dati disponibili sul Bacino Sardo-Provenzale, integrandoli con informazioni geofisiche e partecipato allo studio del Mare Adriatico meridionale e Ionio
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