UniTS si rinnova: inaugurata la prima aula "Study&Share” Read more about UniTS si rinnova: inaugurata la prima aula "Study&Share” Immagine Progetto senza titolo (82).png Data notizia Thu, 30/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Studiare Destinatari target Studenti iscritti Post lauream Studenti Internazionali - Degree Seeker Testo notizia L'Università di Trieste inaugura la prima aula Study&Share, un ambiente progettato per rispondere alle nuove esigenze della comunità studentesca, dove lo studio si affianca alla collaborazione, alla socialità e alla condivisione. Situata nell’edificio C9 del Campus di Piazzale Europa, la nuova aula nasce per essere uno spazio flessibile, informale e personalizzabile, capace di adattarsi alle diverse modalità di utilizzo durante la giornata. Qui sarà possibile studiare individualmente o in gruppo, organizzare attività collaborative, incontrarsi, pranzare e trascorrere momenti di pausa, in un ambiente accogliente e facilmente riconfigurabile grazie ad arredi modulari e tecnologie aggiornate.“Questa nuova tipologia di aula è stata realizzata ascoltando le esigenze degli studenti ed è con grande soddisfazione che abbiamo consegnato loro questo spazio flessibile – spiega la Rettrice Donata Vianelli – al termine del progetto di riqualificazione “UniTS si rinnova” gli studenti avranno a disposizione molti ambienti che favoriscono la socialità e la contaminazione dei saperi, in linea con le esigenze della didattica contemporanea”.L'inaugurazione dell’aula segna infatti il primo risultato del progetto "UniTS si rinnova", il programma con cui l'Ateneo sta investendo nel rinnovamento degli ambienti dedicati alla didattica e alla vita universitaria.Entro la primavera del 2027 saranno realizzate altre aule Study&Share, con caratteristiche e dimensioni diverse ma accomunate dalla stessa filosofia: offrire luoghi che favoriscano non solo l'apprendimento, ma anche la relazione, il confronto e il senso di appartenenza alla comunità universitaria.Il piano prevede il rinnovo di 25 aule, per un totale di 2.256 posti banco, distribuite in quattro poli universitari, e di 30 sale studio, lettura e ristoro, con 894 posti complessivamente riqualificati. Abstract Parte il programma di riqualificazione degli spazi universitari dedicati alla didattica, allo studio e alla condivisione Link UniTS SI RINNOVA Mostra nel diario Off
iNEST, si conclude con successo uno dei principali Ecosistemi dell'Innovazione finanziati dal PNRR Read more about iNEST, si conclude con successo uno dei principali Ecosistemi dell'Innovazione finanziati dal PNRR Immagine Progetto senza titolo (81).png Data notizia Tue, 28/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia L'Università di Trieste è tra i protagonisti del successo di iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem, uno dei principali Ecosistemi dell'Innovazione finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che si conclude con il pieno raggiungimento degli obiettivi progettuali. Il rapporto finale dei revisori scientifici indipendenti certifica infatti il completamento di tutte le attività previste, riconoscendo all'iniziativa un impatto significativo sul piano scientifico, economico e sociale.UniTS ha svolto un ruolo di primo piano nello Spoke 8, dedicato alle tecnologie marittime, marine e delle acque interne, sviluppato in collaborazione con il Polo Tecnologico Alto Adriatico, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, OGS - Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale e le Università di Padova, Trento, Ca’ Foscari Venezia e Iuav.Il progetto ha affrontato alcune delle principali sfide legate alla sostenibilità ambientale e alla resilienza climatica dell'Alto Adriatico, valorizzando il patrimonio di competenze scientifiche presente sul territorio e promuovendo il trasferimento delle conoscenze verso il sistema produttivo.Le attività dello Spoke 8 si sono concentrate su cinque linee di ricerca strategiche: la biologia degli ecosistemi marini, la gestione dei rischi fisici e chimici e del loro impatto sull'idrosfera, il trasporto costiero sostenibile, la pianificazione integrata terra-mare e lo sviluppo del Digital Twin dell'Alto Adriatico. Attraverso l'integrazione di dati ambientali, modelli previsionali, algoritmi di intelligenza artificiale e sistemi avanzati di visualizzazione sono stati sviluppati strumenti innovativi a supporto dei processi decisionali, con importanti ricadute per la gestione sostenibile delle aree costiere.Accanto alle attività di ricerca, particolare attenzione è stata dedicata al trasferimento tecnologico. In questo ambito sono stati realizzati una piattaforma digitale per favorire l'incontro tra ricerca, imprese e investitori e un servizio di informazione scientifica e tecnologica dedicato alla diffusione di opportunità, risultati della ricerca e buone pratiche dell'ecosistema.Punto di riferimento è stato il Lab Village ospitato all'Urban Center di Trieste, luogo di incontro tra ricercatori, imprese, startup e istituzioni, nato per accelerare i processi di innovazione e favorire la nascita di nuove collaborazioni.In generale, i risultati conseguiti da iNEST testimoniano la dimensione e l'efficacia dell'iniziativa. Nei quasi quattro anni di attività l'ecosistema ha prodotto 977 pubblicazioni scientifiche, coinvolto 517 ricercatrici e ricercatori, sostenuto 99 progetti dedicati ai giovani ricercatori e finanziato, attraverso 35 bandi a cascata, oltre 200 progetti realizzati da imprese, PMI, enti pubblici e amministrazioni regionali. Abstract UniTS protagonista per le tecnologie marittime con lo Spoke 8 Mostra nel diario Off
Roberto Di Lenarda nominato Socio Benemerito dell'Associazione Nazionale Carabinieri Read more about Roberto Di Lenarda nominato Socio Benemerito dell'Associazione Nazionale Carabinieri Immagine Progetto senza titolo (80).png Data notizia Mon, 27/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Roberto Di Lenarda, già Rettore dell'Università di Trieste e attuale Presidente della Conferenza permanente dei collegi di area medica, ha ricevuto la qualifica di Socio Benemerito dell'Associazione Nazionale Carabinieri.L'attestato gli è stato consegnato dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Trieste, Colonnello Gianluca Migliozzi, nel corso di una cerimonia al Comando Provinciale. Il riconoscimento premia il contributo e la collaborazione che il prof. Di Lenarda ha offerto negli anni all'Arma dei Carabinieri e alle iniziative promosse dall'Associazione Nazionale Carabinieri, consolidando una proficua sinergia istituzionale. Abstract Il riconoscimento consolida la sinergia tra UniTS e l'Arma Mostra nel diario Off
Alla ricerca di acqua dolce in fondo al mare: missione RESCUE in Adriatico Read more about Alla ricerca di acqua dolce in fondo al mare: missione RESCUE in Adriatico Immagine team_Missione_RESCUE.jpeg Data notizia Fri, 24/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Società e territorio Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Mappare gli acquiferi a oltre 400 metri sotto il fondale marino nell’area costiera tra Jesolo e Lignano. È quanto realizzato nella missione appena conclusa grazie al progetto RESCUE e svoltasi a bordo della nave da ricerca Laura Bassi dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS.RESCUE, progetto coordinato dall’Università degli Studi di Trieste e di cui l’OGS è partner, mira infatti a rafforzare la sicurezza idrica attraverso la ricerca e l'innovazione per localizzare l'acqua dolce in acquiferi costieri e offshore inesplorati. Sulla base di recenti scoperte scientifiche, il progetto sta mappando acquiferi profondi (oltre 400 metri) a bassa salinità, sia a terra che in mare, che in un contesto come quello attuale in cui le risorse idriche dolci nelle regioni costiere sono sottoposte a una crescente pressione dovuta alla crescita demografica, all'inquinamento e al cambiamento climatico, potrebbero integrare le forniture di acqua potabile, per l'agricoltura e per l'industria, contribuendo al contempo a ridurre i costi della desalinizzazione.A bordo della Laura Bassi erano presenti ricercatori e studenti dell’OGS, dell’Università di Trieste, dell’Università di Pisa, del CNR-ISMAR di Bologna, dell’Università di Malta e del Monterey Bay Aquarium Research Institute (MBARI), in California. Durante la campagna sono state condotte indagini geofisiche di sismica a riflessione per ottenere immagini ecografiche del sottosuolo marino e di mappatura del fondale. Inoltre, per la prima volta sono state eseguite indagini di tipo elettromagnetico con lo scopo di identificare la presenza di acquiferi di acqua dolce nel sottosuolo marino. Le indagini, che non hanno coinvolto attività di campionamento del fondale, hanno interessato un’area a circa 10 km dalla costa dalla città di Jesolo in provincia di Venezia, fino al delta del Tagliamento, al largo di Lignano.“Le indagini sono state eseguite in ottime condizioni ambientali e tutto si è svolto secondo i piani. I dati sono di ottima qualità ma richiederanno molti mesi di elaborazione in laboratorio a terra prima di poter confermare la presenza degli acquiferi nel sottosuolo marino dell’Alto Adriatico” ha detto Cristina Corradin, ricercatrice dell’OGS e coordinatrice scientifica della spedizione.“Le operazioni hanno richiesto l’integrazione di diverse strumentazioni geofisiche e una stretta collaborazione tra i diversi gruppi di ricerca, personale tecnico-scientifico ed equipaggio della nave”, ha spiegato Daniela Accettella dell’OGS e capomissione a bordo della Laura Bassi.“Dopo due anni di attività scientifica, il team RESCUE ha applicato i metodi geofisici integrati innovativi per lo studio delle falde acquifere profonde offshore ad una delle aree di studio più promettenti: i fondali dell’Alto Adriatico e del Friuli-Venezia Giulia in particolare. La raccolta di nuovi dati migliorerà la comprensione delle risorse idriche nella regione e contribuirà ad affrontare le carenze d'acqua associate al cambiamento climatico e agli eventi estremi, come l'ondata di caldo e la siccità che attualmente colpiscono l'Europa" ha detto il Prof. Michele Pipan dell’Università di Trieste, Coordinatore del progetto RESCUE.Questa spedizione oceanografica ha posto le basi per un secondo progetto finanziato dall’associazione intergovernativa europea JPI Oceans che su iniziativa di Malta e Italia ha finanziato un progetto di ricerca che porterà alla conferma della presenza di acqua dolce nel sottosuolo dell’Alto Adriatico tramite un sondaggio del sottosuolo in mare, il primo in Europa. Il progetto, coordinato dall’Università di Malta, con la partecipazione di OGS, Università di Trieste, Polo Tecnologico dell’Alto Adriatico e di altri istituti tedeschi e greci, beneficia di un finanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.Il progetto RESCUERESCUE - Resources in Coastal Groundwater Under Hydroclimatic Extremes è un progetto cofinanziato dalla Partnership Water4All e dall’Unione Europea. Affronta il tema della scarsità d’acqua nelle regioni costiere attraverso lo studio delle falde acquifere presenti a grande profondità e sotto i fondali marini. L’iniziativa prevede la mappatura di queste risorse, la valutazione della loro sostenibilità e la definizione di politiche mirate al loro utilizzo. L’Università degli Studi di Trieste coordina il progetto mentre l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS è partner. Gli altri partner sono: University of Derby (Regno Unito), Ruden AS (Norvegia) e l’Università di Malta. Abstract A bordo della nave da ricerca Laura Bassi, in collaborazione con OGS Mostra nel diario Off
Roberto Scarciglia nominato Professore Onorario Read more about Roberto Scarciglia nominato Professore Onorario Immagine Progetto senza titolo - 2026-07-20T092919.386.png Data notizia Mon, 20/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Testo notizia Il professor Roberto Scarciglia, già ordinario di Diritto pubblico comparato, è stato nominato Professore Onorario dell'Università di Trieste.Il prestigioso riconoscimento, conferito a docenti che si sono distinti per l'eccellenza dell'attività scientifica e accademica, assume un significato particolare per l'Ateneo: Scarciglia è infatti il primo docente del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali (DiSPeS) a esserne insignito.La sua carriera all'Università di Trieste è iniziata nel 1996 come ricercatore ed è proseguita fino al ruolo di professore ordinario, ricoperto dal 2001 al 2021. Nel corso di oltre venticinque anni di attività ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo del diritto pubblico comparato e alla crescita del Dipartimento, assumendo importanti responsabilità accademiche, tra cui quelle di Preside della Facoltà di Scienze Politiche, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e, successivamente, del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali.Studioso di riconosciuta autorevolezza nel panorama del diritto comparato, è Associate Member dell'International Academy of Comparative Law di Parigi e membro di numerose associazioni scientifiche nazionali e internazionali. Ha coordinato progetti di ricerca italiani ed europei, promosso collaborazioni accademiche con numerosi atenei stranieri e svolto attività di insegnamento e ricerca come visiting professor in prestigiose università europee, tra cui Cambridge, Paris 1 Panthéon-Sorbonne, Barcellona e Francoforte.La sua attività scientifica, testimoniata da un'ampia produzione di monografie, volumi e saggi pubblicati anche da editori internazionali, ha contribuito allo sviluppo degli studi sul diritto pubblico comparato, sulla metodologia della comparazione giuridica, sul pluralismo giuridico e, negli ultimi anni, sulle implicazioni dell'intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie per gli ordinamenti pubblici. Abstract E’ il primo docente del DiSPeS a ricevere il riconoscimento Mostra nel diario Off
“Ascoltare” la materia quantistica: il suono rivela la struttura microscopica nascosta nei gas di Fermi superfluidi Read more about “Ascoltare” la materia quantistica: il suono rivela la struttura microscopica nascosta nei gas di Fermi superfluidi Immagine ChatGPT Image 17 lug 2026, 10_19_35.png Data notizia Fri, 17/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Studenti iscritti Post lauream Testo notizia Un team di ricerca che coinvolge il Laboratorio europeo di spettroscopia non lineare LENS, l’Istituto nazionale di ottica del CNR di Sesto Fiorentino e le Università di Firenze, Trieste e Trento ha sviluppato una tecnica innovativa basata sulla propagazione di onde sonore per studiare la materia in condizioni estreme. Il risultato è pubblicato sulla rivista Nature Physics.Il gruppo di ricerca ha sviluppato una tecnica innovativa per studiare il comportamento della materia quantistica che sfrutta un fenomeno comune, l’effetto Doppler, per cui quando la sirena di un'ambulanza ci supera la percepiamo più acuta mentre si avvicina e più grave quando si allontana. “Allo stesso modo, il suono che si propaga in un superfluido in rotazione cambia a seconda che si muova nella stessa direzione od opposta rispetto al superfluido: grazie a queste minuscole variazioni che il team è riuscito a svelare la struttura interna nei gas di Fermi superfluidi, sistemi costituiti da atomi raffreddati a temperature prossime allo zero assoluto. In tali condizioni, le particelle di Fermi si accoppiano dando origine alla superfluidità, uno stato della materia in cui scompare l’attrito”, spiegano Marcia Fròmeta Fernandez e Diego Hernandez-Rajkov, ricercatori Cnr-Ino e principali autori del lavoro. “Abbiamo creato un superfluido di Fermi a forma di anello, in cui onde sonore si propagano simultaneamente in direzioni opposte. Quando viene messo in rotazione, le onde sonore risentono in modo diverso del flusso, accumulando una piccolissima differenza di frequenza: l’effetto Doppler”.Misurando questo effetto con estrema precisione, “si è dimostrato che la circolazione del superfluido nell'anello non può assumere valori arbitrari, ma solo valori quantizzati, cioè discreti, determinati dal rapporto tra la costante di Planck e la massa delle particelle. In questo caso, tali valori risultano dimezzati rispetto a quelli previsti per particelle singole”, chiarisce Francesco Scazza, docente di Fisica della materia dell’Università di Trieste. “La nostra osservazione dimostra che il superfluido è costituito da fermioni che si accoppiano due a due, formando unità quantistiche composite di massa doppia, le cosiddette coppie di Cooper, analogamente a quanto avviene nei superconduttori. Il risultato conferma che, anche in questi sistemi gassosi ultrafreddi, la superfluidità nasce dalla formazione di coppie di fermioni”, conclude Giacomo Roati, dirigente di ricerca Cnr-Ino e responsabile del gruppo sperimentale.Lo studio conferma le potenzialità dell'interferometria atomica, una tecnica che sfrutta le proprietà ondulatorie degli atomi per effettuare misure di elevatissima precisione. In questo lavoro, la tecnica è stata implementata utilizzando onde sonore nel superfluido, dimostrandosi un efficace strumento per indagare sistemi quantistici fortemente correlati. Tra i primi risultati ottenuti vi è l'osservazione della progressiva riduzione della superfluidità con l'aumento della temperatura. Si apre una nuova strada per studiare il comportamento collettivo delle particelle e approfondire la comprensione dei meccanismi alla base della superfluidità e della superconduttività, di dinamiche della materia quantistica ancora misteriose e di fondamentale importanza per le moderne tecnologie quantistiche”, concludono Massimo Inguscio (LENS) e Sandro Stringari (Pitaevskii BEC Center Università di Trento), protagonisti di sviluppi della fisica atomica dalla cui sinergia nasce il lavoro svolto presso il laboratorio del LENS. Che arriva nell'anno del centenario della formulazione della statistica ideata da Enrico Fermi nel 1926 sulle colline di Arcetri, presso l’Università di Firenze, per descrivere il comportamento di particelle come elettroni, protoni e neutroni. Abstract Sfruttando l’effetto Doppler delle onde sonore, un team internazionale ha messo a punto un nuovo metodo per indagare i sistemi quantistici ultrafreddi. Lo studio è pubblicato su Nature Physics. Mostra nel diario Off
Classifica Censis 2026/2027: UniTS sale al quarto posto tra gli atenei statali di medie dimensioni Read more about Classifica Censis 2026/2027: UniTS sale al quarto posto tra gli atenei statali di medie dimensioni Immagine e37c5c5f-16b1-44e3-8b59-7b115dcc3e1a.png Data notizia Thu, 16/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Studiare Destinatari target Futuri studenti Studenti iscritti Testo notizia L’Università di Trieste si conferma tra gli atenei più competitivi d’Italia. Secondo il nuovo Rapporto Censis sulle università italiane, UniTS occupa il quarto posto tra gli atenei statali di medie dimensioni, con un numero di iscritti compreso tra 10 e 20 mila studenti. Un risultato che premia la qualità complessiva dell’offerta formativa e dei servizi.L’ottimo posizionamento deriva dalla valutazione di sei indicatori: borse di studio, comunicazione, internazionalizzazione, servizi, strutture e occupabilità.In dettaglio, UniTS si colloca al 2° posto per comunicazione e servizi digitali, a pari merito con Sassari e con un incremento di 13 punti rispetto alla scorsa edizione; al 5° posto per i servizi agli studenti insieme a Sassari e Udine, e per l’occupabilità dei laureati, insieme a Bergamo; al 6° posto per le strutture; al 7° per le borse di studio, in crescita di 7 punti, e per l’internazionalizzazione, che guadagna 2 punti.“Quasi tutti gli indicatori sono in crescita rispetto alla scorsa edizione – sottolinea la Rettrice Donata Vianelli – cresciamo in particolare nel settore delle Borse di studio e della Comunicazione e otteniamo un ottimo 5° posto a livello nazionale per i Servizi e l’Occupabilità. Secondo l’ultimo Rapporto AlmaLaurea, a un anno dal titolo è occupato l’86,5% dei nostri laureati magistrali biennali e a ciclo unico, quasi sei punti percentuali sopra la media nazionale. È un dato che riconosce la qualità della formazione e il lavoro svolto per costruire un raccordo sempre più efficace con il territorio e il sistema produttivo».Anche le graduatorie della didattica, elaborate sulla base della progressione di carriera degli studenti e dei rapporti internazionali, restituiscono un quadro di qualità diffusa in ambiti disciplinari diversi.Nelle lauree triennali, l’Università di Trieste conquista il primo posto nazionale tra gli atenei statali nel gruppo linguistico, che riunisce le classi di laurea in Lingue e culture moderne e Mediazione linguistica, e il secondo posto in Informatica e tecnologie ICT. Risultati di rilievo anche nel gruppo scientifico, dove UniTS è quarta, e nel politico-sociale e comunicazione, al quinto posto. Rientrano nelle prime dieci posizioni nazionali anche i gruppi economico, settimo, psicologico, ottavo, e letterario-umanistico, decimo.Tra le lauree magistrali biennali, il gruppo Educazione e formazione entra nella top ten nazionale con un punteggio di 92,5. Nelle graduatorie delle lauree magistrali a ciclo unico, UniTS si posiziona al terzo posto in Farmacia e farmacia industriale, mentre Giurisprudenza e Medicina e chirurgia rientrano entrambe nelle prime dieci posizioni.Giunta alla ventiseiesima edizione, la Classifica Censis delle Università italiane si basa su oltre 960 variabili e comprende 70 graduatorie. La valutazione generale suddivide gli atenei in categorie omogenee per dimensioni, mentre le classifiche della didattica confrontano a livello nazionale i diversi raggruppamenti delle classi di laurea. Abstract Primo posto nazionale per le lauree linguistiche, secondo per Informatica e tecnologie ICT Link Classifica Censis 2026/2027 Mostra nel diario Off
Maria Carolina Foi eletta membro della Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung Read more about Maria Carolina Foi eletta membro della Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung Immagine FOI.png Data notizia Tue, 14/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Maria Carolina Foi, Ordinaria di Letteratura tedesca al Dipartimento di Studi Umanistici, è stata eletta membro dell’Accademia tedesca per la lingua e la letteratura (Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung). Fondata nel 1949 con sede a Darmstadt, l'Accademia riunisce scrittori, studiosi e intellettuali che hanno dato e danno un contributo di spicco alla cultura di lingua tedesca. Ne fanno parte anche giuristi e scienziati che si contraddistinguono per una particolare sensibilità letteraria. Tra i suoi membri, personalità come Hannah Arendt a Jürgen Habermas, Ingeborg Bachmann ed Elias Canetti. L'Accademia assegna inoltre il Georg-Büchner-Preis, il più prestigioso premio letterario alla carriera destinato agli autori di lingua tedesca.Dopo i primi anni di formazione in Giurisprudenza all'Università di Padova, Maria Carolina Foi si è laureata in Letteratura tedesca all'Università di Trieste sotto la guida di Claudio Magris. In seguito, ha ottenuto importanti borse di ricerca del DAAD, del Ministero della cultura austriaco, della Fondazione Alexander von Humboldt. E’ stata External Senior Fellow del Freiburg Institute for Advanced Studies. Dal 2008 è professoressa ordinaria di Letteratura tedesca all’Università di Trieste. I suoi principali interessi di ricerca riguardano i rapporti tra letteratura e diritto, il modernismo viennese, il transfer culturale italo-tedesco. Ha tradotto e curato edizioni italiane di classici come Heine e Schiller. Dal 2020 al 2024 è stata Direttrice di chiara fama dell'Istituto Italiano di Cultura di Berlino su nomina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale. Nel 2025 è entrata nella giuria del Deutscher Buchpreis, il più importante premio assegnato ogni anno al miglior romanzo di lingua tedesca.L’elezione a membro all'Accademia tedesca per la lingua e la letteratura conferma il profilo internazionale della professoressa Foi e rappresenta un motivo di particolare orgoglio e per l'Università di Trieste, che vede riconosciuto il valore della propria ricerca in una delle più prestigiose istituzioni culturali europee. Abstract L’Accademia tedesca per la lingua e la letteratura è l'istituzione che accoglie le più significative voci della cultura germanofona Mostra nel diario Off
Stefano Parolai al Senato della Repubblica per un confronto sulla prevenzione del rischio sismico Read more about Stefano Parolai al Senato della Repubblica per un confronto sulla prevenzione del rischio sismico Immagine WhatsApp Image 2026-07-13 at 10.59.35.jpeg Data notizia Mon, 13/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia UniTS è stata rappresentata da Stefano Parolai, direttore del Dipartimento di Matematica e Geoscienze, all'incontro "Prevenzione del rischio sismico in Italia", ospitato al Senato della Repubblica.Nel corso dell'evento, che ha riunito istituzioni, esperti e rappresentanti del sistema nazionale di protezione civile, il prof. Parolai ha illustrato il contributo che la comunità scientifica offre al Servizio Nazionale della Protezione Civile, evidenziando il ruolo fondamentale della ricerca nella conoscenza dei fenomeni sismici, nella valutazione del rischio e nel supporto alle decisioni per la tutela della popolazione.La partecipazione del docente si inserisce nel suo incarico di Sostituto del Referente del Settore rischio sismico della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei Grandi Rischi, organismo di consulenza tecnico-scientifica del Dipartimento della Protezione Civile. La Commissione riunisce esperti di riconosciuta competenza provenienti dal mondo accademico e dagli enti di ricerca e fornisce valutazioni scientifiche sui principali rischi naturali e antropici, contribuendo alle attività di previsione, prevenzione e gestione delle emergenze.La presenza di Parolai in questo organismo rappresenta un importante riconoscimento delle competenze espresse dall'Università di Trieste nel campo delle geoscienze e della sismologia. Il coinvolgimento di un docente dell'Ateneo in un organismo strategico per il Paese conferma il contributo che la ricerca universitaria può offrire alle istituzioni nella definizione di politiche efficaci per la riduzione del rischio e la sicurezza delle comunità. Abstract Il Direttore del Dipartimento di Matematica e Geoscienze fa parte della Commissione nazionale per la previsione e prevenzione dei Grandi Rischi Mostra nel diario Off
Fauna selvatica a Trieste: i risultati del primo studio con metodi all’avanguardia Read more about Fauna selvatica a Trieste: i risultati del primo studio con metodi all’avanguardia Immagine NEWS UNITS.png Data notizia Thu, 09/07/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Ricerca Società e territorio Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Territorio e società Testo notizia Quali mammiferi vivono nel territorio comunale di Trieste? Dove si concentrano? Quanto sono numerosi? Per la prima volta è possibile rispondere a queste domande grazie a una ricerca coordinata da Alessio Mortelliti, docente di Ecologia al Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste.Lo studio rappresenta la prima indagine sistematica mai condotta nel Comune di Trieste sulla presenza, la distribuzione e l'abbondanza dei mammiferi di media e grande taglia. Un lavoro che colma una significativa lacuna nelle conoscenze del patrimonio naturale cittadino e mette a disposizione dati fondamentali per la tutela della biodiversità e la pianificazione del territorio.La ricerca è stata realizzata tra novembre 2025 e febbraio 2026 utilizzando una metodologia completamente non invasiva basata sul fototrappolaggio. Sono state installate 156 fototrappole, organizzate in 78 siti di monitoraggio distribuiti negli habitat naturali e periurbani del Comune, per un totale di oltre 2.300 notti di osservazione. Le telecamere, attivate automaticamente dal passaggio degli animali, hanno consentito di documentare la presenza della fauna senza interferire con il suo comportamento.Complessivamente sono state rilevate 18 specie di mammiferi, confermando l'elevato valore naturalistico del territorio triestino. Tra le specie più diffuse il capriolo, il cinghiale e lo sciacallo dorato. Di particolare interesse i rilevamenti di gatto selvatico e puzzola, specie di rilevanza conservazionistica la cui presenza in un contesto così vicino alla città rappresenta un dato di grande valore scientifico.Oltre ad effettuare una checklist delle specie presenti, i ricercatori hanno elaborato, attraverso modelli statistici avanzati, le prime mappe della probabilità di presenza e dell'abbondanza delle diverse specie nei vari ambienti del territorio comunale, dalle aree forestali agli ambienti carsici, fino alle zone agricole e periurbane. Queste informazioni permetteranno di comprendere meglio il rapporto tra fauna e habitat e di individuare le aree dove alcune specie risultano maggiormente concentrate."I risultati mostrano che Trieste ospita una comunità di mammiferi particolarmente ricca e diversificata", spiega Alessio Mortelliti "Non si tratta di un fenomeno legato ai cambiamenti climatici, ma della particolare posizione del territorio triestino, strettamente connesso dal punto di vista ecologico con il Carso e con le aree naturali della Slovenia. Questa continuità ambientale, insieme all'espansione dei boschi sul Carso negli ultimi decenni, ha favorito la presenza di numerose specie selvatiche anche vicino alla città."I dati raccolti costituiscono uno strumento prezioso per aggiornare le conoscenze sulla fauna del territorio comunale e potranno supportare le future attività di conservazione della biodiversità, la gestione faunistica e la pianificazione urbanistica e ambientale del Comune di Trieste. Abstract UniTS rileva 18 specie, tra cui gatto selvatico e la rarissima puzzola Mostra nel diario Off