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L'Astrofisica conquista FameLab Trieste 2026

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Dai raggi cosmici alle proteine del futuro: sono questi i temi che hanno conquistato il palco di FameLab Trieste 2026, il talent internazionale della comunicazione scientifica. A vincere la selezione locale, andata in scena il 23 aprile in un affollato Teatro Miela, sono Pietro Monti-Guarnieri e Roberta Pratolini, che accederanno alla finale nazionale di FameLab Italia.

L’evento è stato organizzato dall’Immaginario Scientifico, con Università di Trieste, Università di Udine, SISSA e Comune di Trieste, nell’ambito del protocollo Trieste Città della Conoscenza.

In soli tre minuti, i 18 concorrenti in gara hanno trasformato temi complessi in racconti accessibili e coinvolgenti, dimostrando come la scienza possa essere chiara, sorprendente e persino divertente. A guidare la serata è stato Simone Kodermaz, fisico, violinista e vincitore della prima edizione triestina del 2013.

Il primo classificato di quest'anno, Pietro Monti-Guarnieri, è studente di dottorato in fisica delle astroparticelle all'Università di Trieste e INFN Trieste. Entusiasmo, umorismo e tanta energia sono le caratteristiche di Pietro, che ha saputo raccontare in modo insolito e coinvolgente gli effetti e le applicazioni della fisica dei raggi cosmici, dai processi climatici e la “creazione” di nuvole, alla tomografia muonica.

Al secondo posto Roberta Pratolino, dottoranda all’Università di Udine, che ha raccontato con chiarezza e leggerezza le frontiere della food science, tra proteine ibride e... una torta ai lamponi.

I due vincitori rappresenteranno Trieste alla finale nazionale in programma in autunno. Il campione italiano accederà poi alla finale internazionale di FameLab, prevista a novembre, sfidando concorrenti da tutto il mondo.

Terzo posto e premio del pubblico a Smritirekha Talukdar (Area Science Park), che ha unito neuroscienze ed energia sostenibile in un racconto brillante sulla neuroplasticità e sulle possibili alternative ai combustibili fossili.

A valutare i concorrenti una giuria composta da Nicola Bressi (Museo Civico di Storia Naturale di Trieste), Vieri Candelise (Università di Trieste), Giulia Casasole (SISSA) e Valeria Filì (Università di Udine).

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Il dottorando UniTS Pietro Monti-Guarnieri accede alla finale nazionale
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Il CUS a Livorno in gara alla Naval Academies Regatta

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Tre studenti UniTS saranno in gara alla regata che porterà a Livorno oltre quaranta squadre provenienti da quattro continenti. Da venerdì 24 a domenica 26 aprile il CUS Trieste parteciperà alla Naval Academies Regatta, inserita nel programma della Settimana Velica Internazionale, uno degli appuntamenti più noti del calendario velico italiano.

A rappresentare l’Università di Trieste saranno Nicolò Coslovich del primo anno di Fisica, Luca Centazzo del primo anno di Economia in lingua inglese e Anna Tesser del primo anno di Ingegneria Gestionale. Tutti e tre fanno parte del progetto universitario Audace Sailing Team e regateranno a bordo di un Tridente 16, confrontandosi in tre giorni di regate di flotta con equipaggi provenienti da accademie navali e realtà universitarie internazionali.

La partecipazione triestina si inserisce in un contesto di particolare prestigio, in cui sport, cultura del mare e formazione dei giovani si intrecciano in una manifestazione che ogni anno richiama a Livorno atleti, istituzioni e appassionati. Per il CUS Trieste si tratta di una presenza significativa anche perché porta in gara tre studenti al primo anno di studi, già protagonisti di percorsi sportivi costruiti nel tempo tra classi giovanili, derive e imbarcazioni d’altura.

Luca Centazzo pratica la vela da quindici anni e ha maturato un percorso che dall’Optimist lo ha portato al Laser, al 470 e alle imbarcazioni d’altura. Nicolò Coslovich vanta a sua volta quindici anni di esperienza velica tra Optimist, 420 e altura. Anna Tesser, infine, porta in equipaggio nove anni di attività agonistica tra 420 e barche d’altura.

«Queste iniziative valorizzano in modo concreto il percorso di giovani che sanno conciliare studio universitario e pratica sportiva ad alto livello», sottolinea la rettrice Donata Vianelli. «Sono esempi molto belli di determinazione, disciplina e capacità di organizzazione, qualità che arricchiscono il percorso accademico e umano delle nostre studentesse e dei nostri studenti. Auguro buon vento ai nostri equipaggi universitari, che portano con loro non solo qualità sportive, ma anche l’energia e la determinazione di una generazione che si impegna con serietà nello sport e nello studio».

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L'equipaggio UniTS sfiderà altri quaranta team provenienti da quattro continenti all'interno della prestigiosa regata
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Quando il battito protegge: così il cuore frena i tumori

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Il battito del cuore contribuisce a frenare la crescita dei tumori nel tessuto cardiaco. A dirlo è uno studio internazionale pubblicato su Science, coordinato dall’Università di Trieste in collaborazione con l’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB) e il Centro Cardiologico Monzino IRCCS. 

Il lavoro, intitolato Mechanical load inhibits tumor growth in mouse and human hearts, richiama l’attenzione su un aspetto finora poco studiato: le forze fisiche che agiscono nel miocardio non si limitano a regolare la funzione cardiaca, ma possono anche influenzare il comportamento delle cellule tumorali, fino a rallentarne la proliferazione.

Lo studio vede la partecipazione di partner in Italia, Austria, Germania, Norvegia e Regno Unito, tra cui l’Istituto Europeo di Oncologia, Medical University of Innsbruck, King’s College London, University Medical Center Hamburg-Eppendorf, Simula Research Laboratory di Oslo. Un network ampio e integrato che ha consentito di combinare competenze sperimentali, cliniche, bioingegneristiche e computazionali.

Il lavoro parte da un’osservazione nota in medicina, ma ancora poco compresa nei suoi meccanismi: il cuore sviluppa tumori molto raramente e, anche quando viene raggiunto da metastasi, queste tendono a essere più piccole rispetto a quelle negli altri organi. I ricercatori hanno quindi indagato se una delle spiegazioni potesse risiedere proprio nella natura meccanica del tessuto cardiaco, costantemente sottoposto a contrazione, pressione e deformazione.

Per farlo hanno utilizzato modelli sperimentali differenti e innovativi. Da un lato hanno studiato cosa accade quando il cuore viene “scaricato” dal punto di vista meccanico: in queste condizioni le cellule tumorali proliferano molto di più. Dall’altro hanno impiegato tessuti cardiaci ingegnerizzati in laboratorio, in cui è stato possibile modulare il carico meccanico e osservare direttamente la risposta delle cellule tumorali. Il risultato è stato coerente: quando il tessuto cardiaco batte e genera carico meccanico, la crescita del tumore rallenta; quando questo stimolo viene ridotto, le cellule tumorali riprendono a proliferare.

“I nostri risultati dimostrano che la pulsazione cardiaca non è solo una funzione fisiologica, ma può agire come un soppressore naturale della crescita tumorale”, ha affermato la prof.ssa Serena Zacchigna, docente di Biologia Molecolare dell’Università di Trieste e responsabile del laboratorio di Biologia Cardiovascolare dell’ICGEB. “Questo suggerisce che l'ambiente cardiaco è sfavorevole alle cellule tumorali non solo per ragioni immunologiche o metaboliche, ma anche perché la sua continua attività meccanica ne limita fisicamente l'espansione”.

Il prof. Giulio Pompilio, Direttore Scientifico del Centro Cardiologico Monzino IRCCS e docente di Chirurgia cardiaca presso il Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche ed Odontoiatriche della Statale di Milano, ha aggiunto: “Uno degli aspetti più affascinanti di questa ricerca consiste nell’aver fatto emergere che le forze meccaniche che regolano l’attività del cuore, note per determinare un ambiente ostile alla sua abilità rigenerativa, esercitano di converso un’azione biologica benefica nel contrastare la crescita tumorale. Forse si tratta di due facce della stessa medaglia.  Mi sembra inoltre importante sottolineare che questo lavoro è stato possibile grazie alla collaborazione di esperti in settori diversi, dalla cardiologia, all’oncologia, alla bioingegneria e alla bioinformatica”.

Il dato più interessante riguarda il livello a cui questo effetto si manifesta. Il lavoro mostra infatti che le forze meccaniche esercitate dal cuore non si fermano alla superficie delle cellule tumorali, ma incidono anche su alcuni meccanismi interni che ne regolano la capacità di moltiplicarsi.

Si tratta di un passaggio importante perché collega in modo concreto la dimensione meccanica dell’ambiente cellulare con la regolazione epigenetica del tumore. In altre parole, il cuore non sarebbe ostile alle cellule tumorali solo per ragioni immunologiche o metaboliche, ma anche perché il suo stesso movimento ne limita fisicamente l’espansione.

Un altro elemento di grande valore è la capacità dello studio di mettere in relazione ricerca di base e osservazione clinica. I risultati ottenuti nei modelli sperimentali sono stati infatti confrontati con metastasi cardiache umane, analizzate in parallelo a lesioni localizzate in altri organi degli stessi pazienti. Questo ha permesso di verificare che le firme molecolari osservate in laboratorio trovano riscontro anche nei campioni umani, rafforzando la solidità del lavoro e il suo potenziale impatto.

La ricerca apre una direzione trasformativa: capire se e come gli stimoli meccanici possano essere sfruttati in futuro come leva terapeutica contro il cancro. L’idea che una “terapia meccanica” possa affiancare o ispirare nuove strategie oncologiche è ancora da sviluppare, ma il principio che emerge dallo studio è chiaro: le forze fisiche non sono un semplice contesto della malattia, ma potrebbero rappresentarne un importante freno.

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Pubblicato su Science uno studio internazionale coordinato da Serena Zacchigna (DSM) in collaborazione con ICGEB e Centro Cardiologico Monzino IRCCS
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Vela: l'equipaggio universitario del CUS Trieste alla regata di Dubrovnik

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Un equipaggio misto, una sfida internazionale e la volontà di misurarsi in mare con entusiasmo, caparbietà e spirito universitario. Venerdì 24 e sabato 25 aprile il CUS Trieste sarà in gara nel bacino di Dubrovnik/Ragusa per l’Elafiti Slalom Regata, appuntamento inserito nel programma della manifestazione organizzata dal JK Orsan.

La partecipazione triestina nasce all’interno della collaborazione con il CUS Bari e porterà in Croazia una squadra composta da nove velisti a bordo di una X-41, barca a vela da regata di circa 12 metri. L’equipaggio del CUS dell’Università di Trieste sarà formato dal prof. Piergiorgio Trevisan, docente di Lingua e traduzione inglese al Dipartimento di Studi Umanistici, insieme a tre studentesse e cinque studenti: Carolina Bontempo, Sara Calici, Leonardo Centuori, Lorenzo Centuori, Kim Francesco Magnani, Giovanni Marchese, Julia Rubesa Perini e Samuele Trovò.

Per il gruppo universitario si tratterà di una due giorni di regate costiere, con percorsi definiti in base alle condizioni meteo, al termine della quale verrà stilata anche una classifica riservata alle sole barche universitarie. Un contesto competitivo di rilievo, dunque, ma anche un’occasione significativa per dare visibilità a un equipaggio che mette insieme esperienza velica, qualità sportive e percorsi di studio diversi.

La squadra triestina riunisce infatti atlete e atleti con esperienze maturate in classi giovanili e d’altura, in alcuni casi anche a livello europeo e mondiale, e conferma la capacità del CUS Trieste di valorizzare giovani che sanno conciliare attività agonistica e formazione universitaria. In questo senso, la trasferta di Dubrovnik rappresenta anche un passaggio coerente con l’identità marinara della città e con la volontà di rafforzare la presenza dell’Ateneo negli sport acquatici.

«Queste opportunità per le nostre studentesse e i nostri studenti nascono da consolidati rapporti di collaborazione e amicizia, come quello tra il CUS Trieste e il CUS Bari», osserva Michele Pipan, presidente del CUS Trieste. «Come CUS Trieste crediamo che questi possano essere i primi passi per ampliare la nostra sezione dedicata agli sport acquatici, avvicinando un numero sempre maggiore di studenti e rispettando l’identità marinara della nostra città. Crediamo che attraverso queste collaborazioni si possano creare opportunità fattibili e non onerose per i nostri tesserati».

La presenza a Dubrovnik aggiunge così un nuovo tassello al percorso con cui il CUS Trieste sta consolidando la propria proposta sportiva anche sul fronte della vela, puntando su collaborazioni, occasioni internazionali e coinvolgimento diretto di studenti e studentesse.

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Nove velisti UniTS (un docente e otto tra studenti e studentesse) in una competizione internazionale che prevede anche una classifica riservata alle barche universitarie
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21 aprile, Giornata Mondiale della Creatività e dell’Innovazione

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In occasione dell’edizione 2026 della Giornata Mondiale della Creatività e dell’Innovazione, l’Università di Trieste si unisce alla comunità internazionale per celebrare il valore delle idee e della loro capacità di trasformarsi in azioni concrete.

Creatività significa immaginare nuove soluzioni. Innovazione significa realizzarle. In questo dialogo continuo si inserisce il ruolo dell’università, che ogni giorno lavora per condividere conoscenza e metterla a disposizione della società. Un processo complesso, fatto di responsabilità, sostenibilità e collaborazione, che prende forma nel cosiddetto Trasferimento Tecnologico.

A raccontare questo impegno è il prof. Erik Vesselli, Delegato della Rettrice per il Trasferimento Tecnologico e i Rapporti con gli Enti di Ricerca:

“Mettere a disposizione della società i risultati della ricerca svolta dall’Ateneo, a livello di eccellenze internazionali, è fondamentale. Ma non è tutto. L’Università ha un ruolo chiave nella formazione, nello sviluppo di quelle capacità creative e generative che oggi rischiano di essere schiacciate da burocrazia e standardizzazione. UniTS lavora in questa direzione con attività di formazione e co-working, come l’Innovators Community Lab (ICL), supportando l’imprenditorialità con decine di start up e spin off attivi e sviluppando oltre cento collaborazioni con enti e aziende del territorio”.

Un ecosistema dinamico, quindi, in cui idee, persone e competenze si incontrano. Lo conferma anche Salvatore Dore, responsabile dell’Innovators Community Lab di UniTS:

“Gli studenti che partecipano alle attività dell’ICL hanno una caratteristica comune: sanno trasformare l’intuizione in azione. Sono profili diversi, ma accomunati da coraggio, autonomia e capacità di assumersi rischi in modo consapevole. Negli ultimi anni abbiamo visto un cambiamento netto: dai servizi digitali più semplici si è passati a progetti ad alto contenuto tecnologico, dove intelligenza artificiale, blockchain, robotica e realtà aumentata sono strumenti quotidiani. Cresce anche l’attenzione all’impatto reale: non si tratta più solo di fare impresa, ma di risolvere problemi concreti, con modelli sostenibili e scalabili. Colpisce, infine, la dimensione sempre più internazionale. ICL è diventato un vero crocevia di talenti globali, dove il confronto tra culture diverse genera soluzioni più innovative e robuste”.

Attraverso il contributo di docenti, ricercatori e studenti, l’Università di Trieste continua a costruire un sapere aperto e condiviso, capace di generare valore per il territorio e per la società.

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Il Trasferimento tecnologico è una delle missioni di UniTS
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Premio SIDeMaST: vince lo specializzando in Dermatologia UniTS Antonio Luca Cucchiara

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Antonio Luca Cucchiara, Specializzando della Scuola di specializzazione in Dermatologia dell’Università degli Studi di Trieste, è il vincitore della sezione “Attualità nelle acariasi” del 4° Premio Logofarma conferito da SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse).

“L’idea di presentare il caso clinico vincitore del premio è nata dall'osservazione di una manifestazione atipica di scabbia con coinvolgimento dell'apparato ungueale, che ha reso la diagnosi e il trattamento particolarmente complessi – spiega Cucchiara - la scabbia è una parassitosi sempre più frequente nella popolazione generale e rappresenta un problema di grande attualità. Questo lavoro sottolinea il ruolo della dermoscopia e della corretta valutazione anche delle unghie, allo scopo di facilitare la diagnosi e il trattamento della patologia”.

SIDeMaST è la principale associazione scientifica italiana nel campo della dermatologia. Riunisce dermatologi, ricercatori e professionisti sanitari impegnati nello studio, nella prevenzione e nella cura delle malattie della pelle e delle infezioni sessualmente trasmesse. L’obiettivo dell’associazione è promuovere la ricerca scientifica, diffondere conoscenze aggiornate e migliorare la qualità dell’assistenza dermatologica in Italia.

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Premiato il suo studio clinico sulla scabbia
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UniTS anticipa le immatricolazioni dal 20 aprile: online l’offerta formativa 2026/27

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Immatricolazioni aperte in anticipo quest’anno a UniTS che apre le sue porte già dal 20 aprile e non più da giugno, come da tradizione.

“Abbiamo accolto le richieste degli studenti, che già prima di sostenere l’esame di maturità vogliono assicurarsi un posto nel nostro ateneo – spiega la rettrice Donata Vianelli – stiamo registrando una crescente attrattività anche per le nostre Lauree Magistrali. Sono sempre più gli studenti anche da altri atenei che scelgono UniTS per proseguire gli studi”.

La principale novità di quest’anno è l’eliminazione del numero programmato per l’accesso ai corsi di Laurea in Farmacia, Chimica e Tecnologia Farmaceutiche ed Earth Sciences for Sustainable Development: l’iscrizione sarà libera e aperta a tutti gli studenti in possesso dei requisiti, con eventuali verifiche iniziali delle competenze. 

Da segnalare anche il rafforzamento della vocazione internazionale di UniTS che offre numerosi corsi interamente in lingua inglese e percorsi di Double Degree con le Università di Rennes, Paris Cité, Regensuburg, Katholieke Leuven, Ljubljana, Alicante, Sevilla, Otto Friedrich Bamberg e Rouen.

Con i suoi 36 corsi triennali, 7 magistrali a ciclo unico e 35 magistrali, l’Ateneo offre formazione in linea con le esigenze del mondo del lavoro nelle aree tecnologico -scientifica, delle scienze della vita e della salute e delle scienze sociali e umanistiche. 

E lo fa al massimo livello possibile, come conferma il recente accreditamento nella fascia di eccellenza degli atenei italiani, assieme a solo altre 4 università tra le 33 finora esaminate dall’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR).

 

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Novità: accesso libero a Farmacia, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche ed Earth Sciences for Sustainable Development
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La Matematica dei Ragazzi: due giornate dedicate all’apprendimento tra pari

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Si sta svolgendo all’I.C. Roli di Trieste l’edizione 2026 de “La Matematica dei Ragazzi”, storica iniziativa didattica promossa da UniTS attraverso il CIRD – Centro Interdipartimentale di Ricerca Didattica.

Nato nel 1996, il progetto coinvolge studenti dai 5 ai 18 anni in un’esperienza di apprendimento attivo e cooperativo basata sull’interazione tra pari. Protagonisti sono i ragazzi stessi, che spiegano ai coetanei concetti matematici attraverso laboratori, attività pratiche e percorsi interdisciplinari, contribuendo a rendere la materia più accessibile, concreta e coinvolgente.

Nel corso delle due giornate, classi provenienti da scuole dell’infanzia, primarie e secondarie animano 12 laboratori di ambito matematico, alcuni dei quali con contenuti interdisciplinari. Le attività, replicate ogni 30 minuti e fruibili a diversi livelli scolastici, offrono ai partecipanti l’opportunità di sperimentare direttamente concetti e strumenti, dalla geometria in movimento fino a collegamenti tra matematica e discipline umanistiche.

La preparazione dell’evento ha impegnato per mesi studenti e docenti, coinvolgendo complessivamente circa 250 tra ragazzi e insegnanti delle province di Trieste e Pordenone. Il lavoro è stato supportato da insegnanti e docenti universitari, con una particolare attenzione agli aspetti didattici e comunicativi. Le prenotazioni per le visite dei laboratori sono arrivate da scuole di ogni ordine di Trieste, Udine e Pirano (Slovenia), per un totale di circa 750 visitatori nelle due giornate.

La manifestazione, che non ha finalità competitive, si propone di promuovere lo scambio di conoscenze e di valorizzare la matematica come linguaggio universale e strumento di collaborazione. Un modello educativo che favorisce lo sviluppo di competenze trasversali e stimola l’interesse per le discipline STEM.

Il progetto è coordinato dalla prof.ssa Valentina Beorchia nell’ambito delle attività del CIRD e del Piano Nazionale Lauree Scientifiche – Progetto Matematica, con il supporto della Fondazione CRTrieste.

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Coinvolti circa 1000 studenti tra i 5 e i 18 anni, anche dalla Slovenia
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JOBUniTS 2026: 700 studenti e 70 aziende al Career Day di ateneo

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Quasi settanta tra enti e aziende del territorio e multinazionali presenti, settecento studenti e neolaureati che hanno inviato oltre 5mila curricula vitae, oltre 3mila colloqui di lavoro: sono i numeri che hanno caratterizzano l’edizione 2026 di JOBUniTS, il Career Day dell’Università di Trieste. 

Giunto alla 15ª edizione, JOBUniTS si conferma il principale appuntamento dell’Ateneo dedicato all’incontro tra studenti, laureati e mondo del lavoro, con una partecipazione aziendale in crescita rispetto alla scorsa edizione.

Tra le novità di quest’anno lo speed mentoring: un momento informale pensato per offrire ai partecipanti un veloce confronto con gli Alumni dell’Università di Trieste, ex studenti oggi inseriti nel mondo delle professioni  da cui i partecipanti hanno ricevuto suggerimenti dell’ultimo minuto prima di affrontare i colloqui con le aziende.

Nel corso dell’evento sono stati premiati tre studenti meritevoli con borse di studio finanziate da aziende: il premio Danieli è andato a Luz Marina Traetta e Samuele Battistella, mentre il premio per l’innovazione al femminile di Innova è andato a Diana Sofia Pacchione. I tre ragazzi potranno usufruire anche di un periodo di tirocinio.

Aziende ed enti partecipanti a JobUniTS 2026:

AcegasApsAmga – Gruppo HERA • Adecco • Alfa Sistemi S.p.A. • ALLIANZ • Apleona Italy S.p.A. • Area Science Park  • autamarocchi • Autostrade Alto Adriatico S.p.A. • Banca Mediolanum • BAT Trieste • BCC VENEZIA GIULIA • Biko Meccanica • BLUENERGY • Carpe Diem • CHIOMENTI • Cimolai • Cooperativa Il Portico • Cooperativa Itaca • Coral Audit S.r.l. • COSTA CROCIERE S.p.A. • Crif S.p.A. • Cybertec  • EUROPE DIRECT Trieste – Eurodesk – Informagiovani del Comune di Trieste • EY • FINCANTIERI • FRIULIA • Generali • Gruppo CDP • Gruppo Danieli • Gruppo ICM S.p.A. • GRUPPO PITTINI • HHLA PLT Italy • Honeywell • IN SITU S.r.l. • Innova S.p.A. • ITALIA MARITTIMA S.p.A. • La Quercia Società Cooperativa sociale  • Lafarmacia. • Lafert S.p.A. – Member of Sumitomo Heavy Industries • Lidl Italia • Manpower • MARCHESINI GROUP – Divisione SCHMUCKER • MAW • Modine • Mondi Duino  • MSC Cruises • Nidec ACIM • PMP INDUSTRIES GROUP •  PwC • QUIN S.r.l. • Randstad • Regione Autonoma FVG – Servizi per il lavoro e EURES: European Employment Services – Servizi europei per l’impiego • Rhoss S.p.A. • RINA • Roncadin S.p.A. SB • Segula Technologies • Servizi Cgn S.r.l. Società Benefit • Sisecam • SMS group S.p.A. • StarTech Trieste S.r.l. • Taghleef Industries S.p.A. • TRIESTE AIRPORT FRIULI VENEZIA GIULIA  • Turin Tech • UMANA • UniCredit • Valmet • Volkswagen Group Italia • WALTER GROUP • Wärtsilä Italia.

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3mila colloqui di lavoro e la novità speed mentoring
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Dalle idee all’impresa: al via la nuova edizione dell’Innovators Community Lab

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Relazioni, confronto e contaminazione tra competenze diverse: all’insegna di questi concetti si è svolto l’evento di apertura della nuova edizione dell’Innovators Community Lab, il percorso dell’Università di Trieste dedicato alla formazione all’innovazione e alla cultura imprenditoriale.

Nel corso dell’inaugurazione è stato presentato il percorso 2026 del laboratorio, che accompagnerà per un anno 29 studenti e studentesse dell’Ateneo nello sviluppo di competenze trasversali utili alla creazione d’impresa, anche attraverso il confronto diretto con il mondo produttivo e con figure provenienti da contesti aziendali e professionali diversi.

La selezione è avvenuta attraverso una valutazione comparativa dei curricula e un colloquio motivazionale, nel quale sono stati presi in considerazione la propensione all’innovazione e al lavoro in team, la creatività, la flessibilità mentale, la curiosità e lo spirito critico. La commissione dell’Ateneo ha inoltre valutato il profilo formativo, le eventuali esperienze internazionali, le competenze tecniche o creative, la conoscenza della lingua inglese, richiesta almeno a livello B2, e gli eventuali video-pitch facoltativi presentati dai candidati.

L’evento è stato aperto dall’introduzione del prof. Erik Vesselli, Delegato al Trasferimento Tecnologico e Rapporti con gli Enti di Ricerca, a cui è seguita la tavola rotonda “L’importanza del network nel fare impresa”, moderata da Cristiano Degano, con gli interventi di Antonio Iannamorelli, Head of Institutional Networking di TIM, Angelo Manca, Direttore Generale del Polo del Gusto, Francesco De Michelis, Amministratore delegato di MITO Technology, e Stefano Cocchieri, Past Senior Vice President Unicredit e co-founder di KLARO.

A seguire, i nuovi ICLabbers 2026 si sono presentati raccontando i progetti e le idee imprenditoriali su cui lavoreranno nei prossimi mesi. Ne emerge un gruppo composito con provenienze, oltre che dall’Italia, da Iran, Turchia, Ucraina e Camerun. I partecipanti selezionati rappresentano tutti i livelli della formazione universitaria: 18 frequentano corsi di laurea triennale, 9 corsi di laurea magistrale, di cui 4 a ciclo unico, e 2 sono dottorandi.

Anche le proposte presentate durante l’inaugurazione restituiscono bene l’ampiezza degli interessi coinvolti. C’è chi vuole trasformare l’esperienza maturata nella gestione di un brand di abbigliamento in Iran in una linea di moda sostenibile da sviluppare in Europa, chi immagina una app per aiutare gli studenti internazionali a trovare contatti utili e soluzioni condivise ai problemi più comuni, a partire dall’alloggio, e chi lavora su soluzioni ad alta componente tecnologica come una piattaforma blockchain di nuova generazione o sistemi AR/VR e digital twin per visualizzare il funzionamento interno di macchine complesse.

Non mancano idee legate alla sostenibilità e all’innovazione industriale, come i progetti per robot autonomi in grado di pulire le carene delle navi riducendo tempi, costi e impatto ambientale, o strumenti pensati per rendere più rapidi e precisi gli interventi di soccorso in montagna attraverso una rete intelligente di segnalazione dei passaggi lungo i sentieri.

Sono emerse anche proposte che intrecciano innovazione, territorio e impatto sociale: dalla realizzazione di mappe di suscettibilità al rischio idrogeologico basate su dati satellitari e machine learning interpretabile, a un software fondato sull’intelligenza artificiale per supportare il monitoraggio dei vigneti e migliorare l’uso delle risorse in agricoltura, fino a una piattaforma per favorire l’incontro tra startup e investitori privati attraverso forme di micro-investimento.

In ambito medico, ad esempio, è stata presentata una proposta centrata sulla prevenzione, la nutrizione e gli stili di vita sani per ridurre l’incidenza di patologie evitabili, mentre dall’area giuridica arrivano sia una piattaforma digitale per mettere in contatto cittadini e artigiani impegnati nelle ristrutturazioni, sia un’app dedicata al mondo del caffè, pensata per informare, confrontare prodotti e costruire una community di utenti.

Le idee di sviluppo imprenditoriale hanno toccato anche la progettazione di un braccio robotico per la chirurgia orale integrato con sistemi di intelligenza artificiale e il riciclo avanzato dei materiali compositi, in particolare delle fibre di vetro rinforzate, in un’ottica di economia circolare.

Al termine del percorso gli studenti matureranno crediti formativi universitari; inoltre, i cinque migliori progetti riceveranno un assegno da 5 mila euro ciascuno e, per i primi due classificati, è previsto anche un viaggio di formazione internazionale con visite in centri di alta innovazione.

«L'ICL – spiega il prof. Erik Vesselli – offre ai nostri studenti l'opportunità di un percorso di capacitazione in un contesto di co-working, creando un ambiente fertile per l'innovazione ed il maturare di proposte generative. Nel percorso formativo di uno studente questa esperienza consente di mettere al centro le motivazioni ed ultimamente il senso, il cui spazio è sempre più spesso ormai sostituito da quello di scopo. Burocrazia, procedure, indicatori, valutazioni, anche e soprattutto a livello istituzionale, tendono a ridurre tutto a prestazione misurabile, mentre è invece il senso ad essere legato al meccanismo generativo, portando all'innovazione. Sta in questo, appunto, il senso della nostra proposta».

«Gli studenti selezionati – sottolinea Salvatore Dore, coordinatore del percorso ICLab - sono eterogenei per formazione e provenienza: lo consideriamo un significativo valore aggiunto. La molteplicità di esperienze e di visioni favorirà la crescita delle competenze personali dei partecipanti attraverso le dinamiche di collaborazione e di lavoro in team. Questi elementi accelerano sia la creatività sia la solidità necessarie per lo sviluppo di progetti imprenditoriali».

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Dalla moda sostenibile alla robotica, dall’intelligenza artificiale alla blue economy: selezionati 29 studenti, con una forte presenza internazionale, provenienti da corsi di laurea triennale, magistrale e di dottorato
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