Nasce ASTREO, il nuovo team studentesco di UniTS dedicato all’aerospazio Read more about Nasce ASTREO, il nuovo team studentesco di UniTS dedicato all’aerospazio Immagine Progetto senza titolo (31).png Data notizia Fri, 07/03/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Testo notizia Una realtà giovane, dinamica e intraprendente, ma già capace di dimostrare un'ottima organizzazione: è ASTREO, il nuovo team UniTS che unisce studenti accomunati dalla passione per l’aerospazio. La loro missione? Lavorare insieme e mettersi in gioco con colleghi di altre università italiane e internazionali per studiare soluzioni all'avanguardia per il settore. Si tratta del terzo team studentesco attivo all’interno dell’Ateneo, che si affianca ad Audace Sailing Team e a UniTS Racing Team. Costituito al Dipartimento di Ingegneria e Architettura, ASTREO conta quasi 30 membri provenienti da cinque diversi Dipartimenti UniTS. Responsabile scientifico del progetto è Stefano Seriani, docente di Robotica ed esperto nello sviluppo di satelliti, con esperienza in collaborazioni con ESA (European Space Agency) e NASA. Il team conta su una struttura organizzativa chiara ed efficiente a cui si affianca una suddivisione operativa in specifici ambiti chiave: Design, Elettronica, Prestazioni Scientifiche, Divulgazione, Finanza & Legale e Software. Tra i primi progetti in agenda, la realizzazione di un detector di detriti spaziali in orbita bassa terrestre, una risposta alle preoccupazioni evidenziate dai report annuali ESA che segnalano l’aumento del traffico spaziale e il crescente rischio di collisioni tra satelliti e detriti. Per garantire sostenibilità nelle loro ricerche e per rendere la sperimentazione più accessibile, il team si propone di utilizzare tecnologie innovative e modulari, puntando sull'adozione dello standard CubeSat, piccoli satelliti utilizzati per scopi scientifici e sperimentali, e sull'impiego della stampa 3D per la prototipazione. Dal 3 al 7 marzo 2025, inoltre, il team ha avuto l’opportunità di confrontarsi per la prima volta in un contesto internazionale partecipando a un workshop organizzato da ESA dopo essersi aggiudicato un bando di selezione. Durante il workshop, i partecipanti hanno lavorato alla progettazione di un CubeSat sulla base dei requisiti definiti dagli esperti ESA. Abstract Si tratta del terzo team attivo all’Università di Trieste Mostra nel diario Off Fotogallery
Sindrome di Rett: l’Università di Trieste coordinerà la prima sperimentazione al mondo della Mirtazapina Read more about Sindrome di Rett: l’Università di Trieste coordinerà la prima sperimentazione al mondo della Mirtazapina Immagine Progetto senza titolo.png Data notizia Fri, 28/02/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Testo notizia L’Agenzia italiana del farmaco - AIFA, ricevuto il parere positivo del comitato etico nazionale per gli studi pediatrici, ha dato il disco verde alla prima sperimentazione clinica a livello mondiale del farmaco Mirtazapina nella Sindrome di Rett, denominata MirtaRett.La sperimentazione, coordinata dall’Università degli Studi di Trieste, si svolgerà nei principali ospedali italiani di riferimento per le pazienti affette dalla Sindrome di Rett ed è interamente sostenuta da sovvenzioni senza scopo di lucro, in particolare dal progetto no profit “Angelini for future” di Angelini Pharma SpA, assieme alle Fondazione Canali Onlus, Ico Falck Onlus e Amadei e Setti Onlus. Il management della sperimentazione è gestito dal Consorzio per Valutazioni Biologiche e Farmacologiche (CVBF), un’organizzazione non profit che fornisce servizi per la ricerca clinica in Italia. Per l’inizio effettivo della sperimentazione ci vorranno circa 2 mesi duranti i quali UniTS, centro coordinatore, assieme ai 4 centri clinici di Milano, Genova, Siena e Messina, metteranno a punto la macchina organizzativa per il reclutamento e poi il trattamento delle pazienti.Si tratta esclusivamente di pazienti donne, in quanto la sindrome di Rett è una malattia genetica che colpisce 1:10.000 bambine e costituisce la seconda causa al mondo di disabilità intellettiva negli individui di sesso femminile (Petriti et al. Systematic Reviews, 2023)La sperimentazione coinvolgerà in totale 54 pazienti di età compresa tra 5 e 40 anni, suddivisi in tre gruppi di 18 di diverse fasce d’età (5-10, 11-17 e 18-40 anni).La sindrome di Rett è una malattia di origine genetica subdola che prende origine da mutazioni causali e non prevedibili del gene MECP2 nelle cellule riproduttive (spermatozoi o ovociti) di genitori del tutto sani. Si manifesta nel secondo anno di vita quando le bambine iniziano a parlare e a camminare, portando a una rapida regressione della parola e all’incapacità di compiere movimenti volontari con le mani. Negli anni successivi, le bambine sviluppano crisi epilettiche e difficoltà respiratorie che rappresentano la principale causa di decesso anche se molte pazienti possono raggiungere l’età adulta, seppur con gravi debilitazioni fisiche e mentali. Esperimenti di ripristino del gene mutato condotti in modelli animali hanno dimostrato che la malattia può essere completamente reversibile ma ad oggi non esiste ancora una cura definitiva. Il progetto è iniziato nel 2009, grazie a finanziamenti di Telethon, Fondazione San Paolo, Fondazione Casali, Beneficentia Stiftung e delle associazioni dei genitori AIRETT Onlus e ProRett Ricerca Onlus. In 15 anni di studi svolti nel laboratorio diretto dal prof. Enrico Tongiorgi al Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste sono state raccolte numerose evidenze sperimentali dell’efficacia di Mirtazapina nel recupero di alcuni sintomi. Ulteriori prove in favore del farmaco sono state poi raccolte grazie a un’indagine retrospettiva in collaborazione con il Centro di riferimento Rett dell’Ospedale Le Scotte di Siena dove il farmaco era stato somministrato come cura standard per ansia, comportamenti ripetitivi e disturbi del sonno per un periodo da 1 a 5 anni in 40 pazienti Rett adulte. Oltre agli effetti benefici su ansia e sonno, propri del farmaco, lo studio ha riscontrato anche un effetto protettivo sulla progressione della sindrome di Rett con miglioramenti in alcuni sintomi tipici tra cui autolesionismo, irritabilità, difficoltà motorie e perdita di capacità di comunicazione. “Al momento ancora nessuno ha potuto sperimentare gli effetti di questo farmaco nelle bambine affette da sindrome di Rett - ha dichiarato il prof. Tongiorgi - Riteniamo dunque necessario procedere con una sperimentazione clinica rigorosa come quella proposta nel progetto MirtaRett. Ci siamo prefissi di mantenere questo progetto interamente in Italia, coinvolgendo i principali centri clinici di riferimento. La sperimentazione verificherà l’efficacia del farmaco sui sintomi generali e in particolare sulle abilità motorie, come l’uso della mano, sulle capacità di comunicare e sui disturbi psichici. Monitoreremo inoltre la qualità del sonno e i parametri vitali della respirazione e del cuore, grazie ad una nuova T-shirt intelligente di fabbricazione italiana che è stata da noi testata permettendoci di fare delle scoperte importanti sui difetti di respirazione in queste bambine.” Lo studio prevede anche il monitoraggio del grado di stress dei caregivers e la rilevazione di biomarcatori presenti nel sangue, come i fattori neurotrofici, utili per valutare gli effetti del farmaco sulla ripresa dello sviluppo e la plasticità del sistema nervoso.Ogni sperimentazione clinica ha dei costi elevati, ma grazie alla natura no profit del progetto, è stato possibile ridurli notevolmente e, grazie alla generosità dei donatori, si potrà anche dotare gli ospedali di Messina, Milano e Siena della strumentazione per condurre l’actigrafia e si potranno acquistare 54 smart T-shirt.Centri e ricercatori coinvolti nella sperimentazioneCoordinatore- Prof. Enrico TONGIORGI, Dipartimento Scienze della Vita, Università di Trieste.Partner 1 – Prof.ssa Maria Paola CANEVINI, dott.ssa Ilaria VIGANÓ, ASST Ospedale Santi Paolo Carlo - Via di Rudinì 8; Milano; e Prof.ssa Aglaia VIGNOLI (MD) Università Statale di Milano, Milano.Partner 2 – Prof. Lino NOBILI, dott.ssa Giulia PRATO – Dipartimento di Neuroscienze, Riabilitazione, Oftalmologia, Genetica e scienze materno-infantili (DINOGMI), Università di Genova, Genova. - Unità di Neuropsichiatria Infantile, IRCCS, Istituto Giannina Gaslini, Genova.Partner 3 – Dott. Salvatore GROSSO, Dott. Claudio DE FELICE – Centro di Ricerca e Sperimentazione Sindrome di Rett – Unità Pediatrica/Neuropediatrica, DAI Materno Infantile – Policlinico “S. M. alle Scotte”, Siena.Partner 4 – Prof.ssa Gabriella DI ROSA, dott. Antonio NICOTERA - Dipartimento di Patologia Umana dell'Adulto e dell'Età Evolutiva "Gaetano Barresi", Policlinico Universitario "G. Martino, Università di Messina, Messina. Abstract Il 28 febbraio si celebra la Giornata mondiale delle Malattie Rare Mostra nel diario Off
“Premio Fermeglia”: la prima edizione va a due studentesse di Architettura Read more about “Premio Fermeglia”: la prima edizione va a due studentesse di Architettura Immagine Progetto senza titolo (4).png Data notizia Tue, 25/02/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Testo notizia Sono Giulia Piacente e Giulia Toscano, laureate in Architettura a UniTS, le vincitrici della prima edizione del “Premio Fermeglia” per la migliore tesi di Laurea Magistrale sui temi di energia, trasporti e ambiente.Il premio di 1000 euro è stato consegnato dalla prof.ssa Sabrina Pricl in rappresentanza della famiglia di Maurizio Fermeglia, già Rettore dell’Università degli Studi di Trieste, prematuramente scomparso nel 2024. La tesi “Da Waterscape e Nautopia: scenari di riscaldamento globale e storie di architettura, spazi e habitat radicali”, relatore il prof. Thomas Bisiani, offre uno scenario immaginifico e futuribile di città sull’acqua.Partendo da una riflessione sul riscaldamento globale e sul conseguente innalzamento delle acque, le due studentesse hanno concepito Nautopia, un villaggio galleggiante per 2000 persone, semisommerso, capace di immergersi in caso di maltempo e circondato da un atollo artificiale per attenuare l'impatto delle onde. Nel piano subacqueo, un’apposita griglia di distribuzione permette gli spostamenti orizzontali, è modulabile per limitare o ampliare gli spazi ed è dotata di un sistema di collegamento tra mercato, edificio del commercio e centro culturale. Il piano in superficie è lasciato libero per consentire la navigazione.Il passaggio tra un piano e l’altro è possibile grazie a pedane elevatrici che consentono gli spostamenti verticali e la fornitura di energia, acqua e il funzionamento dei sistemi di scarico.Nautopia è autosufficiente dal punto di vista alimentare, idrico, energetico e di smaltimento dei rifiuti in ottica “zero waste” per rispondere ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030.Hanno partecipato alla cerimonia il Rettore Roberto Di Lenarda e Alessandro Massi Pavan, Coordinatore del Centro Interdipartimentale “Giacomo Ciamician”, Centro che è stato impegnato nella selezione del progetto di tesi vincitore. Nella Foto il momento del conferimento del premio Abstract A un anno dalla scomparsa del prof. Maurizio Fermeglia conferito il premio in sua memoria Mostra nel diario Off Periodo di permanenza in Magazine Fri, 28/02/2025 - 12:00 - Mon, 24/03/2025 - 12:00
Fibre che mimano i tessuti del corpo per ripararlo: pubblicato studio UniTS su Andvanced Science Read more about Fibre che mimano i tessuti del corpo per ripararlo: pubblicato studio UniTS su Andvanced Science Immagine GOBBO.jpeg Data notizia Wed, 19/02/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Testo notizia Creare materiali che si comportano come tessuti viventi è un obiettivo più vicino grazie ad uno studio Università di Trieste – Keio University (Giappone) appena pubblicato su Advanced Science.Il team di ricerca internazionale che ha concepito il paper è composto da Pierangelo Gobbo, docente di Chimica Organica al Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche di UniTS, dal prof. Taisuke Banno e dal dottorando Tomoya Kojima della Keio University. Gli scienziati hanno sviluppato un metodo innovativo per assemblare fibre di “prototessuto” a partire da vescicole microscopiche, dimostrando come sia possibile sintetizzare, partendo da zero, materiali che mimano il comportamento dei tessuti del corpo umano. Il processo sfrutta l’adesione tra due tipi di vescicole caricate elettricamente in modo opposto, che vengono unite grazie a “ponti salini”, una sorta di colla naturale. Le applicazioni possibili sono molteplici e promettono di rivoluzionare diversi ambiti: dalla biostampa 3D alla progettazione di tessuti ingegnerizzati, fino allo sviluppo della soft robotics per la realizzazione di dispositivi flessibili e adattabili ispirati a organismi viventi. In ambito clinico, ad esempio, sarà possibile innestare in vivo questo tipo di tessuti sintetici per supportare quelli viventi malati. In particolare, alcuni dei prototipi sviluppati sono in grado di rilevare la presenza di glucosio e produrre una molecola fluorescente di “segnalazione”. In futuro, queste fibre potrebbero essere progettate per produrre insulina in risposta all’aumento del glucosio, con interessanti applicazioni nella cura del diabete. Le fibre, inoltre, potrebbero essere ingegnerizzate per rispondere non solo a stimoli chimici ma anche fisici, come temperatura o luce e, combinandole in fasci, ottenere nuovi materiali biomimetici “smart” per la riparazione dei tessuti muscolari.Lo studio è stato finanziato dalla Japan Society for the Promotion of Science, dal Consiglio Europeo della Ricerca (Starting Grant PROTOMAT) e dal programma Next Generation EU (progetto PRIN PNRR 3D-L-INKED). Nella foto: prof. Pierangelo Gobbo, UniTS Abstract La ricerca è stata concepita e realizzata da Pierangelo Gobbo nei laboratori dell’Università di Trieste e finalizzata alla Keio University Mostra nel diario Off Periodo di permanenza in Magazine Fri, 28/02/2025 - 12:00 - Mon, 24/03/2025 - 12:00
Inaugurato il collegamento quantistico su fibra ottica tra UniTS e UniUD Read more about Inaugurato il collegamento quantistico su fibra ottica tra UniTS e UniUD Immagine Progetto senza titolo (29).png Data notizia Fri, 14/02/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Testo notizia Le Università di Trieste e quella di Udine sono da oggi unite da un collegamento quantistico che corre su fibra ottica.Embrione di un’infrastruttura che crescerà rapidamente e che ambisce a diventare un modello per l’Italia e l’Europa, il collegamento è frutto di uno studio durato cinque anni ed è uno degli obiettivi del progetto Quantum FVG finanziato da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di cui UniTS è coordinatrice.Il primo obiettivo è stato l’inaugurazione nel 2024 del Laboratorio QCI, finalizzato allo studio di soluzioni quantistiche per lo scambio di informazioni in massima sicurezza, ospitato dal CNR del Campus Basovizza di Area Science Park. “Chi guida lo sviluppo tecnologico, di cui l’ambito quantistico rappresenta una componente essenziale, ha il potere di influenzare profondamente i processi economici e di favorire la costruzione di una società più sicura ed equa – ha affermato il Rettore dell’Università di Trieste, Roberto Di Lenarda – il nostro ateneo, attraverso il progetto Quantum FVG e le sue evoluzioni future, ambisce a essere protagonista di questa trasformazione eccellendo nella didattica, ricerca e sviluppo tecnologico in questo filone strategico”. «La fisica quantistica – ha detto il Rettore dell’Università di Udine, Roberto Pinton – rappresenta oggi un’importante frontiera della conoscenza e le università della regione, con l’attivazione del collegamento quantistico tra Udine e Trieste, contribuiscono significativamente al progresso della ricerca in questo settore. L'esperienza sul campo maturata dai nostri tecnici e ricercatori fin dagli albori della rete Internet ha consentito di realizzare oggi un sistema basato su sofisticate tecnologie innovative che ci pone all’avanguardia a livello nazionale».“La Regione, con la legge di stabilità 2025, ha finanziato un progetto denominato EQUIP-FVG (Extended Quantum Infrastructure Project per il Friuli Venezia Giulia) per la realizzazione di una infrastruttura permanente in fibra ottica per la comunicazione sicura tramite tecnologia quantistica con utilizzi nell’ambito della logistica marittima, portuale e retroportuale. Questa sperimentazione, che rappresenta uno dei tasselli di una strategia più ampia in termini di cybersicurezza e competitività tecnologica, verrà estesa in futuro anche ad altre infrastrutture critiche e a livello transfrontaliero, portando importanti vantaggi in termini di sicurezza dell’intera piattaforma logistica regionale e confermando il Friuli Venezia Giulia all’avanguardia rispetto a temi che oggi assumono rilevanza strategica per il sistema Paese” – ha aggiunto Alessia Rosolen, Assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia.“Questo importante risultato è stato possibile soprattutto grazie agli investimenti della Regione che ha realizzato sul proprio territorio la Rete pubblica regionale (Rpr) – ha sottolineato l’Assessore regionale ai Sistemi informativi Sebastiano Callari - si tratta di una rete in fibra ottica che, con 1.600 km di dorsale e oltre 500 km di rete di accesso nelle città e nelle zone industriali, connette più di 1.300 sedi pubbliche. La nostra Amministrazione da anni sta lavorando al miglioramento e al potenziamento delle autostrade digitali che grazie alla comunicazione quantistica saranno in grado di supportare applicazioni critiche e intrinsecamente sicure tra i diversi nodi della rete regionale, a cominciare proprio dalle università”.Il collegamento quantistico tra i due atenei assicura sicurezza (consente di generare chiavi crittografiche in maniera ultra sicura per lo scambio criptato di documenti) e stabilità (il collegamento non è una semplice dimostrazione della tecnologia, ma una connessione stabile e persistente nel tempo orientata alla futura implementazione di un servizio operativo).UniTS e UniUD lavoreranno insieme per migliorarne le prestazioni e integrarlo nel contesto di un’infrastruttura classica come Internet. Per realizzare il collegamento è stato necessario sia acquisire gli apparati di comunicazione quantistica, sia ottenere la fibra ottica che collega i due atenei. L'acquisto degli apparati è stato reso possibile grazie al progetto Quantum FVG, sostenuto dall’Assessorato al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia di Regione FVG, mentre la fibra ottica è stata fornita grazie al supporto dell’Assessorato al Patrimonio, Demanio, Servizi Generali e Sistemi Informativi.Un ruolo fondamentale è stato svolto da LightNet, che si occuperà anche della gestione tecnica dell’infrastruttura. La realizzazione del collegamento quantistico si inserisce in un contesto più ampio.Regione FVG, tramite il progetto QuFree, ha stanziato ulteriori fondi per studiare la comunicazione quantistica in aria (l’equivalente dei ponti radio) anziché tramite fibra ottica, con l’obiettivo di mettere in sicurezza le comunicazioni tra destinatari non collegabili via fibra, come ad esempio le navi.E’ in fase di preparazione, infine, un progetto europeo per estendere il collegamento verso est, includendo la Slovenia.Nella foto: Un momento della presentazione del collegamento a UniTS Abstract Realizzato nell’ambito del progetto “Quantum FVG” finanziato dalla Regione, è il primo step di un’infrastruttura che vuole diventare modello per l’Italia e l’Europa Mostra nel diario Off Periodo di permanenza in Magazine Fri, 28/02/2025 - 12:00 - Mon, 24/03/2025 - 12:00 Fotogallery
Rischio mercurio nella Laguna di Marano e Grado: studio UniTS – ASUGI Read more about Rischio mercurio nella Laguna di Marano e Grado: studio UniTS – ASUGI Immagine WhatsApp Image 2025-02-13 at 09.08.21.jpeg Data notizia Thu, 13/02/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Testo notizia È stato appena pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Science of the Total Environment uno studio per rilevare i livelli di mercurio nei capelli di pescatori e lavoratori dell’indotto della pesca della laguna di Marano e Grado, una delle più grandi d’Europa. L’indagine è stata condotta da Luca Cegolon, della Struttura Complessa di Igiene e Medicina Preventiva - UniTS, in collaborazione con Giuseppe Mastrangelo, Università di Padova, dal gruppo di ricerca MercuRILab di UniTS, diretto da Stefano Covelli, e dall'Unità Clinica Operativa di Medicina del Lavoro - UniTS, diretta da Francesca Larese Filon.La laguna di Marano e Grado era stata individuata come Sito di Interesse Nazionale (SIN) a causa di una contaminazione plurisecolare da mercurio sotto forma di cinabro riversato dal fiume Isonzo, drenante il distretto minerario di Idria in Slovenia (secondo deposito naturale più grande al mondo dopo Almaden in Spagna), e in forma inorganica da scarichi industriali incontrollati. Nel settore orientale della laguna, in corrispondenza della foce dell’Isonzo, studi precedenti avevano rilevato concentrazioni di mercurio nei sedimenti fino a 11 mg/kg, che si riducevano progressivamente a 5 mg/kg nel settore centrale e 0.7 mg/kg nel settore occidentale. Mentre la contaminazione del settore orientale della laguna era prevalentemente attribuibile a mercurio di origine minerale proveniente dall’Isonzo, nei pressi della foce del fiume Aussa-Corno il mercurio rilevato presentava una componente significativa in forma inorganica, di origine industriale. L’indagine dell’Università di Trieste, condotta nei primi mesi del 2024 a Marano Lagunare, ha confrontato la concentrazione di mercurio nei capelli di 73 pescatori (32 di mare aperto, 30 di laguna e 11 misti) e 83 residenti locali lavoratori dell’indotto della pesca, con 93 residenti nel Bellunese (prevalentemente agricoltori o malgari). L’indagine si è concentrata su pescatori e lavoratori della pesca perché hanno inevitabilmente maggiore accesso e disponibilità al consumo di pesce rispetto alla popolazione generale. Residenti di un’area montuosa sono stati scelti come categoria di confronto per il motivo opposto. Il livello mediano di mercurio rilevato nei pescatori (2.56 mg/kg) e nei lavoratori dell’indotto della pesca (2.31 mg/kg) era significativamente superiore a quello degli agricoltori delle Dolomiti (0.58 mg/kg) e aumentava con il consumo di pesce locale, in particolare quello fresco, e in categorie come pescatori, venditori ittici o ristoratori.Sebbene questi valori siano leggermente superiori al limite (2 mg/kg) raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tali concentrazioni sono ancora ben inferiori a 11.5 mg/kg, il limite sotto cui non sono stati osservati finora effetti avversi sulla salute umana. La situazione attuale, quindi, si può considerare di relativo equilibrio e non pone controindicazioni al consumo di pesce della laguna che, comunque, veicola anche il selenio, elemento chimico con azione antagonista al mercurio.È raccomandabile tuttavia che donne in gravidanza e bambini in fase di crescita limitino il consumo di pesce fresco a non più di un pasto a settimana. Abstract L’indagine ha coinvolto pescatori e lavoratori del settore Mostra nel diario Off
Attivo il nuovo Ambulatorio Multidisciplinare per la gestione del dolore cronico oro-facciale Read more about Attivo il nuovo Ambulatorio Multidisciplinare per la gestione del dolore cronico oro-facciale Immagine Progetto senza titolo (2).png Data notizia Thu, 06/02/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Testo notizia E’ attivo il nuovo ambulatorio multidisciplinare per la gestione del dolore cronico oro-facciale di diversa natura. L’innovativo servizio, frutto della collaborazione tra la ricerca di eccellenza svolta al Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche Chirurgiche e della Salute di UniTS e ASUGI, ha l’obiettivo di offrire un approccio integrato e altamente specializzato ai pazienti che soffrono di questa condizione debilitante.Il nuovo ambulatorio coinvolge la Struttura Complessa (SC) Clinica di Chirurgia Maxillo-Facciale e Odontostomatologia, diretta dal Prof. Roberto Di Lenarda, e la Struttura Complessa SC (UCO) Clinica Psichiatrica, diretta dal Prof. Umberto Albert. Il dolore cronico oro-facciale rappresenta una sfida diagnostica e terapeutica di rilievo, in particolare per la crescente richiesta da parte dell’utenza di una presa in carico efficace e coordinata. Questa forma di dolore, infatti, impatta fortemente sulla qualità di vita e sulla quotidianità di chi ne soffre. Per rispondere efficacemente a questa complessità, il nuovo ambulatorio si avvale di un team multidisciplinare di specialisti, tra cui odontoiatri con esperienza nell’ambito della medicina orale, e psichiatri, che lavorano in sinergia per garantire ai pazienti un percorso di cura personalizzato e completo.Il servizio è attivo nella Clinica di Chirurgia Maxillo-Facciale e Odontostomatologia (Ospedale Maggiore, Ambulatorio di Medicina e Patologia Orale, I piano, scala G, stanza n. 6) e accessibile su prenotazione tramite i canali istituzionali dell’Azienda Sanitaria. Per maggiori informazioni, i cittadini possono contattare il numero 040 3992102. Abstract Nato dalla collaborazione tra il Dipartimento Universitario clinico di Scienze Mediche Chirurgiche e della Salute UniTS e ASUGI Mostra nel diario Off
Inaugurato il laboratorio di “Farmacia Simulata” Read more about Inaugurato il laboratorio di “Farmacia Simulata” Immagine farmacia_simulata.jpg Data notizia Wed, 22/01/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Studiare Servizi Destinatari target Futuri studenti Studenti iscritti Studenti Internazionali - Degree Seeker Testo notizia L'Università di Trieste si dota di un nuovo Laboratorio Didattico di “Farmacia Simulata” che sarà a disposizione degli studenti dei Corsi di Laurea in Farmacia e in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche.Il laboratorio, presente soltanto in altri tre Atenei in Italia, consentirà agli studenti di svolgere esercitazioni utilissime per l’ingresso nel mondo del lavoro, in linea con l’evoluzione della professione di Farmacista avvenuta negli ultimi anni e le nuove funzioni assistenziali erogate dalle Farmacie territoriali. L’obiettivo è di affiancare e integrare le lezioni teoriche degli insegnamenti del IV a V anno del Corso di Studi in Farmacia e CTF con esperienze pratiche sul campo.Questo Laboratorio è un luogo fisico reale, attrezzato come una vera farmacia aperta al pubblico, dove svolgere attività didattica con un focus specifico sull’esperienza dell’ambiente “farmacia”, su aspetti di tecnologia farmaceutica, socio-economia, legislazione farmaceutica e gestione dell’automedicazione. Nello “Spazio Prescrizioni” è presente un bancone con due terminali dotati di software gestionali, in quello “Salute e Benessere” un altro bancone ed espositori con prodotti per la salute, in “Cabina servizi” gli studenti troveranno invece strumentazioni per analisi ECG, Spirometro, Pulsossimetro, Sfigmomanometro, Simulatore per iniezioni vaccinali e altro ancora. Lo spazio è dotato anche di frigorifero e di una zona per le preparazioni galeniche. È inoltre presente uno spazio aula attrezzato con sistema di proiezione.La realizzazione della Farmacia Simulata è stata possibile grazie alla collaborazione di Telaro, Aboca e del Consorzio Farmacisti Riuniti. Abstract UniTS nell’élite italiana della didattica in ambito farmaceutico Mostra nel diario On Periodo di permanenza in Magazine Fri, 31/01/2025 - 12:00 - Thu, 27/02/2025 - 12:00 Fotogallery
Prevenzione dei rischi naturali lungo il Nilo: parte il progetto KNIGHT Read more about Prevenzione dei rischi naturali lungo il Nilo: parte il progetto KNIGHT Immagine delta-nilo-map.jpg Data notizia Tue, 21/01/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Internazionale Destinatari target Studenti iscritti Post lauream Studenti Internazionali - Degree Seeker Territorio e società Testo notizia Rafforzare la resilienza ai geo-rischi e alle sfide climatiche lungo il corridoio del Nilo, aumentando la capacità di gestire le emergenze: è l’obiettivo di KNIGHT (Knowledge base for Nile Geo-Hazards Tackling), il progetto promosso dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS che vede la partecipazione del Dipartimento di Ingegneria e Architettura (DIA) dell’Università di Trieste.Il progetto, co-finanziato dalle Regione Friuli Venezia Giulia, è stato lanciato ufficialmente il 20 gennaio: durerà due anni e conta tra i partner anche il Comune di Lignano Sabbiadoro, Shoreline Soc. Coop, l’Università di Damietta (Egitto) - Facoltà di Scienze e l’Istituto Nazionale di Astronomia e Geofisica (NRIAG, Egitto).KNIGHT è finalizzato alla mitigazione dei disastri naturali e della gestione delle emergenze: in particolare ha come scopo quello di rafforzare la resilienza del patrimonio naturale, economico, culturale lungo il fiume Nilo e il suo delta, supportando con dati, modelli e tecnologie innovative la revisione del piano nazionale per la mitigazione dei rischi naturali.All’interno di questo progetto altamente multidisciplinare, un team di ricerca dell’Università di Trieste – composto da Chiara Bedon (DIA), Marco Fasan (DIA) e Fabio Romanelli (MIGe) – si occuperà in particolare dell’analisi avanzata strutturale e sismologica, anche tramite metodi e tecnologie innovative, per la caratterizzazione e valutazione del rischio sismico e della vulnerabilità di alcuni edifici caso-studio che verranno individuati lungo il corso del Nilo. Il tutto contribuirà alla definizione di mappe di esposizione ai rischi naturali, all’individuazione di strategie ottimali per la prevenzione dei disastri naturali, alla definizione di procedure per la gestione delle emergenze.La collaborazione tra i partner permetterà di condividere dati che saranno analizzati, standardizzati e integrati in un database utilizzando una piattaforma GIS, permettendo di individuare le aree maggiormente sottoposte a stress antropico e/o naturale - e dunque più vulnerabili - e di valutare i rischi naturali e dei possibili rischi a cascata al fine di mitigarli.“Le attività principali che si porteranno avanti sono tre. Prima di tutto si lavorerà per lo sviluppo di una base di dati e di conoscenze per la valutazione integrata dei rischi geologici e ambientali nei siti selezionati lungo il Nilo, il delta e le aree costiere circostanti. Parallelamente saranno sperimentate nuove metodologie per la definizione di scenari integrati multirischio e il monitoraggio ambientale, in siti chiave lungo il corso del Nilo che vanno dalla diga di Aswan alle aree costiere del delta, con particolare attenzione all’area di Damietta, una città di rilevante interesse economico e sociale. Infine, si realizzeranno attività di formazione specialistica, trasferimento tecnologico, citizen-science e sensibilizzazione” afferma Antonella Peresan, sismologa dell’OGS e coordinatrice del progetto.“Queste attività - conclude Peresan - porteranno nell’arco dei 24 mesi del progetto a dei prodotti concreti e utili per il futuro: la creazione di un archivio di dati e conoscenze e lo sviluppo di linee guida condivise per migliorare la resilienza del patrimonio naturale e ambientale nell’area di intervento, un territorio dove gli eventi naturali e i cambiamenti climatici possono condizionare in modo significativo la crescita socio-economica”. Abstract L’obiettivo del progetto, di cui UniTS è partner, è quello di rafforzare la resilienza del patrimonio naturale, economico e culturale attraverso dati, tecnologie innovative e trasferimento delle conoscenze Mostra nel diario Off Fotogallery
Innovazione tecnologica: finanziati cinque progetti in dialogo tra ricerca e impresa Read more about Innovazione tecnologica: finanziati cinque progetti in dialogo tra ricerca e impresa Immagine Immagine WhatsApp 2025-01-17 ore 11.40.16_367ea37a.jpg Data notizia Fri, 17/01/2025 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Studenti iscritti Post lauream Enti e aziende Territorio e società Testo notizia L’Università di Trieste ha presentato nella cornice dell’Urban Center i cinque progetti vincitori del bando “Call4Ideas”, che oltre a stanziare finanziamenti per 75 mila euro punta a consolidare un ponte tra ricerca universitaria e mondo produttivo per incrementare la maturità tecnologica delle imprese del territorio. "Call4Ideas", promosso dall’Ateneo giuliano in collaborazione col Polo Tecnologico dell’Alto Adriatico, è un’iniziativa finanziata dal PNRR attraverso NextGenerationEU che si realizza nell'ambito dell’Ecosistema dell’Innovazione del Nord Est iNEST – Spoke 8 (coordinato da UniTS), nello specifico dell’attività trasversale CC2 “Lab Villages”.Il bando ha visto, in una prima fase, le aziende del territorio proporre traiettorie di ricerca, identificate come prioritarie per lo sviluppo delle loro attività coerenti con le aree strategiche di iNEST: blue economy, scienze della vita, digitale, sostenibilità e scienze dei materiali.Successivamente i gruppi di ricerca dell'Università di Trieste hanno proposto progetti destinati a verificare il potenziale di applicazione delle traiettorie di ricerca identificate dalle aziende, al fine di favorire l'incremento del livello di maturità tecnologica (TRL) e di accelerarne il trasferimento al mercato.I progetti vincitoriDopo un processo di selezione rigoroso, cinque progetti sono stati scelti per il finanziamento, confermando la loro rilevanza strategica e l’alto potenziale di innovazione:Sviluppo di sistemi biomedicali innovativi per il ripristino delle funzioni dell’apparato masticatorio. Gianluca Turco ha collaborato con Advan srl per sviluppare un progetto di caratterizzazione della resistenza meccanica a fatica e del mantenimento della connessione tra le componenti degli impianti odontoiatrici.Sviluppo di un Modello Predittivo Sostenibile per la Pesca Attraverso l'Integrazione di Dati di Intelligenza Artificiale. Luca Bortolussi, insieme a Doz Guido - Cooperativa Fra Pescatori di Monfalcone, ha proposto FishAI, un sistema di intelligenza artificiale predittiva per una pesca sostenibile nel golfo di Trieste.Digital Twin e BI per la Digitalizzazione Avanzata dei Processi Portuali nel Porto di Trieste. Giuseppe Borruso, in partnership con Prodigys Technology srl, ha realizzato un progetto di Digital Twin e business intelligence per la digitalizzazione avanzata dei processi portuali nel Porto di Trieste.Analisi e studio di fattibilità per il Terminal Intermodale dell'Interporto di Gorizia. Giuseppe Borruso, in collaborazione con Adriafer Rail Services srl, ha condotto uno studio di fattibilità per il terminal intermodale dell'Interporto di Gorizia.Applicazione dell'Intelligenza Artificiale Generativa per l'Analisi dei Protocolli di Cura delle Malattie Cardiovascolari. Luca Bortolussi, con Beantech srl, ha sviluppato ChatMED, un chatbot innovativo basato su intelligenza artificiale generativa per il supporto alla cura delle malattie cardiovascolari.Nell’occasione, il Polo Tecnologico dell’Alto Adriatico ha presentato le azioni di sviluppo di Lab Village, che troverà sede proprio negli spazi di Urban Center, per realizzare l'incontro e la collaborazione tra impresa e ricerca. Nel futuro dell’innovazione e dei lab villages – che contano alcune sperimentazioni attive in Friuli Venezia Giulia e in Veneto - sono previsti sempre maggiori servizi di market entry, brokeraggio e life long learning per ricercatori, imprenditori e risorse umane coinvolte nei processi condivisi di trasferimento tecnologico, dove operano in sinergia espressioni del settore pubblico e dell'impresa. Abstract L’Università di Trieste ha presentato i vincitori del bando “Call4Ideas”, realizzato in collaborazione con il Polo Tecnologico Alto Adriatico. Ricadute importanti per l’innovazione tecnologica delle imprese del territorio Mostra nel diario Off