Contenuto Genio e geni, l’arte letta con l’occhio della genetica: quando la bellezza non è perfezione Image Uno studio originale e inatteso gettato tra l’anatomia più rigorosa e la bellezza dell’espressione artistica è racchiuso in una pubblicazione di cui è prima curatrice Giorgia Girotto, docente di Genetica Medica presso l'Università di Trieste e l’IRCSS Burlo Garofolo, che con il suo gruppo di ricerca ha realizzato un’opera che offre una rilettura dell’estetica nella storia dell'arte.Per secoli, il concetto di bellezza nell'arte visiva è stato identificato con ciò che appaga il gusto, contrapponendosi al brutto, spesso inteso come emblema di disarmonia, frutto di "mancanza" e di "imperfezione", a lungo associata al "male" o al "vizio". Ma l’imperfezione è propria della dimensione umana.“Genio e geni. Lettura Clinica delle opere d'arte” nasce dalla profonda convinzione che sia possibile guardare all’arte, in particolare a quella pittorica dei secoli passati, con metodo scientifico e occhio clinico. Il team di genetisti ha ricercato nelle opere dei maestri quelle alterazioni morfologiche - i dismorfismi o difetti fisici- che gli artisti hanno ritratto nei secoli, ipotizzando per essi una spiegazione molecolare.Il risultato di questa indagine meticolosa è un catalogo informatizzato che supera le 800 opere. La chiave di lettura utilizzata non è quella del critico d'arte tradizionale, ma appunto quella del genetista. Il gruppo di Girotto ha analizzato queste raffigurazioni alla ricerca di anomalie e malformazioni, catalogandole attraverso l’Human Phenotype Ontology (HPO), il vocabolario internazionale utilizzato per classificare tutte le caratteristiche e i difetti fisici della patologia umana. Gli scienziati hanno osservato le tele con uno sguardo particolarmente rivolto all’identificazione delle "imperfezioni" che quotidianamente riconoscono e diagnosticano nella loro pratica clinica.Il volume svela che l’imperfezione è un tema persistente, spesso chiara espressione di una malattia genetica, presente nelle opere d’arte di ogni epoca. I lettori saranno guidati in un percorso di scoperta inaspettato, imparando a riconoscere segni d’imperfezione anche in capolavori universalmente noti, come la Gioconda di Leonardo Da Vinci o la Venere del Botticelli.L'opera non si limita a un esercizio di diagnostica retrospettiva. Essa sfida il concetto stesso di perfezione, termine che la medicina, e in particolare la genetica medica, ci insegna non può esistere come tale. La diversità, e talvolta l’imperfezione, risiede in quello 0.1% residuo del nostro genoma, pari a circa 3.2 milioni di basi, che rende ciascuno un "essere unico e speciale".In un’epoca in cui la società ha grande difficoltà ad accettare il diverso e l’imperfetto, e in cui i canoni estetici sono omologati da ritocchi chirurgici e digitali, questo studio offre una raffigurazione al contrario, spesso forte e drammatica, comunque “reale”.Il progetto di Girotto e del suo team raggiunge diversi obiettivi: rappresenta un contributo fondamentale alla valorizzazione dell’iconodiagnostica come strumento didattico, che, abbinato alle recenti conoscenze nel campo della genetica, permette di formulare ipotesi diagnostiche sulle condizioni ritratte. Questo passaggio è essenziale non solo per interpretare meglio le opere del passato, ma anche come un primo passo verso la medicina personalizzata. Inoltre, lo studio si propone come uno strumento clinico-assistenziale per dare un senso agli eventi e allontanare la sofferenza, raccontando la storia di alcune malattie genetiche e dimostrando che erano accettate fin dall'antichità.In conclusione, la visione unitaria tra arte e scienza medica, come quella promossa in questo volume, ha l’obiettivo di insegnare ad andare oltre la fisiognomica, con la consapevolezza che la diversità può costituire una ricchezza. Come suggeriva Van Gogh, sta a noi "trasformare le nostre imperfezioni in perfezioni". L'opera invita il lettore, sia esso grande pubblico o collega, a "giocare" e a partecipare, cercando di riconoscere l'imperfezione e ricostruire la storia che ogni personaggio conserva. Contatti Titolo Ultimo aggiornamento Ultimo aggiornamento: 17 dicembre 2025