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Riparte “Let’s change! Il clima sta cambiando. Parliamone”, il progetto di Impegno Pubblico e Sociale – Terza Missione del Dipartimento di Ingegneria e Architettura di UniTS. Anche a Trieste gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più tangibili. Impatti negativi su ecosistemi terrestri e marini ed eventi meteorologici estremi come allagamenti e ondate di calore stanno causando danni sempre più significativi al territorio, a infrastrutture e attrezzature di interesse collettivo, ad attività economiche e alla salute. In questa prospettiva, condividere la conoscenza scientifica sulla transizione in atto, promuovere iniziative di sensibilizzazione e mobilitazione di amministrazioni e società civile è sempre più urgente. 

Nel mese di maggio 2026 sono previsti all’Urban Center tre incontri del ciclo “Adattare Trieste ai cambiamenti climatici. Verso un’agenda partecipata di azioni possibili”, pensati come momenti di discussione collettiva finalizzati a individuare proposte concrete da presentare alle istituzioni cittadine entro ottobre 2026.

Il ciclo di incontri primaverili si concluderà il 22 maggio al cinema Ariston di Trieste con la proiezione gratuita, in anteprima a Trieste, del film presentato nel 2025 al Festival di Locarno Don’t Let the Sun. 

PROGRAMMA

 Verde, suolo, acqua: ripensare gli spazi urbani e le loro trasformazioni

14 maggio 2026, ore 17:30

Urban Center, Corso Cavour 2/2, Trieste

 

 Il mare avanza: come potremo muoverci in città?

18 maggio 2026, ore 17:30

Urban Center, Corso Cavour 2/2, Trieste

 

Energia sostenibile, energie collettive: verso nuove comunità

20 maggio 2026, ore 17:30

Urban Center, Corso Cavour 2/2, Trieste

 

22 maggio 2026, ore 20.00, Cinema Ariston

Viale Romolo Gessi 14, Trieste

 

Don’t let the Sun

Svizzera, Italia, 2025, 100’ di Jacqueline Zünd

con Levan Gelbakhiani, Maria Pia Pepe, Agnese Claisse, Karidja Touré, Cecilia Bertozzi.

Versione originale con sottotitoli in italiano

In un futuro reso invivibile dal caldo si vive di notte e le relazioni umane sono ormai dissolte. Jonah lavora per un’agenzia che fornisce “sostituti affettivi”. La sua maschera emotiva si incrina quando è ingaggiato come padre di Nika, una bimba chiusa e diffidente.