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Chiara Pacella, Lead del team di Language Management a Dublino per Facebook/Meta

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Chiara Pacella

Chiara Pacella, Lead del team di Language Management a Dublino per Facebook/Meta, è laureata a UniTS in Interpretazione e traduzione. 

Si occupa da circa 20 anni di localizzazione, un’attività essenziale per supportare l’internazionalizzazione di prodotti tecnologici, con un percorso che è iniziato lato vendor presso SDL, una multinazionale attualmente assorbita dal gruppo RWS, leader nel campo dello sviluppo di software per la traduzione assistita e fornitore di servizi di traduzione ai maggiori attori del settore tecnologico. È poi passata a Facebook/Meta, dove oggi si occupa di coordinare l'adattamento di contenuti alle varie lingue, regioni, riferimenti e preferenze culturali dei mercati di riferimento. 

In attesa di incontrarla all’edizione 2025 di Homecoming - Storie di successo UniTS il 10 dicembre https://amm.units.it/placement/evento-54169 all’ex Ospedale Militare, l’abbiamo intervistata. 

 

Chiara, ci spieghi in cosa consiste esattamente il tuo lavoro? 

Attualmente mi occupo di qualità della traduzione gestendo l'infrastruttura che sta dietro ai controlli Meta. Assicuro che tutti i contenuti che noi e i fornitori di servizi di localizzazione adattiamo per gli oltre 150 mercati in cui siamo presenti siano di ottimo livello. Per farlo, svolgo diverse attività: innanzitutto sono un people manager che gestisce i responsabili della qualità per diversi mercati chiave. Per le zone in cui non abbiamo questo tipo di linguisti, gestisco un team che rileva la qualità attraverso l’analisi di dati.  

 

Qual è il ruolo dell’IA nella tua attività? 

Da mia esperienza devo purtroppo constatare che la traduzione, intesa come l’arte che ho studiato vent’anni fa a UniTS, non esiste più nella sua forma originale nell'ambito della localizzazione a causa non solo della machine translation (MT), ma anche dell'avvento dell'IA, tecnologie che hanno portato l'output a raggiungere qualità molto elevata in diverse combinazioni linguistiche e tipologie di contenuti. 

Detto ciò, questi sistemi non si mantengono da soli. Credo che il ruolo del traduttore debba evolvere in quello di linguista a 360°. È necessario iniziare ad accettare la realtà che, al momento, i servizi più richiesti siano quelli di editing, annotation e fondamentalmente di training dei modelli che vengono usati per la traduzione automatica. 

In generale, l'IA ha un ruolo predominante non solo per la traduzione vera e propria, ma anche per altre attività che svolgiamo nell'ambito della localizzazione, come i controlli culturali (cultural checks). Vorrei condividere a questo proposito un aneddoto abbastanza noto nel mondo della traduzione. Si tratta dell’infelice lancio negli anni ’80 di un'auto Fiat nel Regno Unito, La Rustica che, in inglese, ricordava pericolosamente The rusty car…una macchina arrugginita!  

Tutte le aziende tech che lanciano prodotti ovviamente cercano di prevenire questo tipo di epic fail ai danni del proprio brand. Ci siamo resi conto che questo è un task che l'intelligenza artificiale può fare in modo efficiente. Voglio però rimanere ottimista: sono sicura che ci saranno opportunità di lavoro in futuro sicuramente diverse ma forse ancora più stimolanti. 

 

Qual è stato il valore aggiunto della tua laurea UniTS per ottenere un lavoro così prestigioso? 

Ho studiato alla Scuola interpreti in un momento di cambiamento. Ho fatto parte del primo anno in cui era entrata in vigore la tanto temuta riforma dell'università: un nuovo curriculum accorciato, un percorso che univa traduzione e interpretariato nello stesso percorso di laurea, con meno tempo da dedicare alla terza lingua. Eravamo tutti un po' disorientati ma è stata comunque un'esperienza estremamente positiva. 

Dopo la laurea a Trieste mi sono trasferita all'estero, una scelta che mi ha permesso di riconoscere il valore degli anni a UniTS. Quanto ho imparato a Trieste sia a livello di lingua, sia di traduzione mi ha permesso di acquisire competenze uniche: non credo che nessun’altra università offra questo livello. 

Penso sia stata una combinazione perfetta avere una base molto tradizionale di linguistica hardcore negli anni di Trieste, completata da conoscenze tecniche avanzate nel successivo percorso di specializzazione.  

In generale, per ottenere il posto dei sogni sono necessari molto fattori: bagaglio culturale, percorso formativo, personalità e…l'essere al posto giusto al momento giusto (o essere pronti ad andare nel posto giusto!).  

Ultimo aggiornamento
Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2026