Salta al contenuto principale
Data notizia
Immagine
Image
Ilaria Micheli Tanzania
Testo notizia

Una delegazione ufficiale dell’Università di Trieste ha partecipato a Mbeya, in Tanzania, all’evento di lancio del progetto di cooperazione internazionale allo sviluppo Towards the next generation of sustainable quality coffee producers in South Tanzania (TNG), finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e coordinato dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

La missione nelle Southern Highlands ha rappresentato un passaggio importante per l’avvio operativo del progetto, che avrà la durata di 36 mesi, e per il consolidamento delle relazioni istituzionali, scientifiche e formative tra l’Ateneo triestino e i partner locali. Il coinvolgimento di UniTS nel progetto interessa tre Dipartimenti dell’Ateneo – IUSLIT, DEAMS e DSV – e conferma il carattere interdisciplinare del contributo triestino. La delegazione ufficiale presente in Tanzania era composta dalla prof.ssa Ilaria Micheli, del Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione, coordinatrice delle attività progettuali previste per l’Università, e dal dott. Matteo Carzedda, del Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche

Il progetto TNG nasce da un ampio partenariato che riunisce, oltre all’Università di Trieste, Illycaffè, la Fondazione Ernesto Illy, la sede di Bari del CIHEAM – Istituto Agronomico Mediterraneo, le Regioni di Mbeya, Songwe e Ruvuma e l’organizzazione della società civile Café Africa – Tanzanian Branch.

L’obiettivo è raggiungere almeno 12.000 produttori locali di caffè nel Sud della Tanzania, contribuendo al miglioramento della filiera produttiva e alla crescita di un modello di sviluppo più sostenibile, consapevole e resiliente. In questo quadro, il ruolo di UniTS è duplice e unisce in maniera indissolubile ricerca scientifica applicata e trasferimento della conoscenza. Obiettivi delle ricerche sono: la comprensione degli effetti del cambiamento climatico sul territorio e l’individuazione di possibili strategie di mitigazione (a cura dei colleghi Giovanni Bacaro e Alberto Pallavicini del DSV), la valorizzare delle pratiche locali e la facilitazione della comunicazione tra contadini e formatori attraverso la realizzazione di vocabolari e manuali tecnico-culturali multilingue (a cura di Ilaria Micheli) e l’individuazione di strategie economiche e gestionali funzionali al rafforzamento degli agricoltori e a una migliore valorizzazione della materia prima nelle fasi iniziali della catena del valore (a cura di Matteo Carzedda, Gianluigi Gallenti, Giuseppe Borruso e Barbara Campisi). Sulla base delle evidenze che emergeranno nel quadro delle ricerche, saranno definiti i contenuti e le modalità più adatte per la formazione degli stakeholder e dei beneificiari locali.

Il lancio ufficiale del progetto si è svolto nella sala conferenze dell’Eden Highlands Hotel di Mbeya, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Tanzania Giuseppe Sean Coppola, alumnus UniTS, del responsabile AICS in Tanzania Paolo Razzini, dell’Assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna Stefano Zannier, delle massime autorità dei governi delle tre Regioni del Sud della Tanzania coinvolte nel progetto e dei rappresentanti della Mbeya University of Science and Technology (MUST) e della Catholic University of Mbeya (CUoM), che supporteranno l’Ateneo triestino nelle attività in loco.

Nel corso dell’incontro, l’Ambasciatore Giuseppe Sean Coppola e Paolo Razzini hanno sottolineato il valore di un partenariato particolarmente esteso e diversificato, in cui enti pubblici, università, enti di ricerca, imprese e organizzazioni della società civile collaborano per raggiungere obiettivi comuni. Ricerca, trasferimento tecnologico e formazione rappresentano i tre assi su cui costruire un percorso di sviluppo condiviso, capace di generare ricadute concrete per le comunità locali e per l’intera filiera del caffè.

La presenza della delegazione UniTS in Tanzania ha permesso anche di rafforzare la collaborazione con le istituzioni accademiche locali. I docenti dell’Ateneo hanno incontrato i colleghi della MUST e della CUoM per definire le modalità di supporto al progetto e per porre le basi di future iniziative congiunte nell’ambito della cooperazione allo sviluppo, della ricerca e dello scambio internazionale di docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti.

Queste collaborazioni saranno sviluppate all’interno di Memorandum of Understanding riferiti all’intero Ateneo. Il primo accordo, quello con la Catholic University of Mbeya, è stato firmato proprio in occasione del lancio del progetto, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia, dell’Assessore regionale e del Vescovo di Mbeya, Wolfgang Pisa. È inoltre in fase conclusiva il percorso per la stipula dell’accordo con la Mbeya University of Science and Technology.

La missione ha consentito alla delegazione triestina di entrare in contatto anche con altre esperienze di cooperazione internazionale finanziate da AICS nella regione di Mbeya, promosse da organizzazioni della società civile e da volontarie e volontari italiani, con particolare attenzione ai progetti dedicati alla disabilità infantile. In questo quadro si inserisce anche la visita alla Utengule Coffee Plantation, una delle realtà locali più avanzate nella coltivazione e nella selezione del caffè, con la quale sono state individuate possibili sinergie per le successive fasi del progetto.

Una parte significativa della missione è stata inoltre dedicata all’osservazione delle attività di formazione sul campo rivolte agli operatori delle unità centrali di depolpazione del caffè e ai responsabili delle cooperative locali AMCOS delle regioni di Mbeya e Songwe. La formazione, curata da Francesca Pellis e Gianluca Malvicini di Illycaffè, ha offerto un primo momento di confronto operativo sulle esigenze della filiera e sulle modalità più efficaci per accompagnare i produttori locali nel miglioramento della qualità e della sostenibilità del processo produttivo.

Il prossimo passaggio per l’Università di Trieste sarà la selezione di tre borsisti di ricerca che affiancheranno i docenti nelle attività sul terreno. I borsisti potranno acquisire competenze specifiche e lavorare a stretto contatto con le reti locali, contribuendo alla continuità delle azioni previste dal progetto e al loro radicamento nel territorio.