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settimana per la pace
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In un tempo segnato dal riaccendersi di conflitti e tensioni internazionali, l’Università di Trieste promuove la Settimana per la Pace, un ciclo di lezioni multidisciplinari, che vuole rappresentare il contributo dei saperi accademici per superare l’attuale clima di guerra. 

L’iniziativa dell’Ateneo, che si colloca nell’ambito della Rete delle Università per la Pace (RUNIPACE), si svolgerà dal 13 al 17 aprile prossimi, con l’obiettivo di sostenere e diffondere il concetto di pace, attraverso il contributo scientifico di docenti e ricercatori di diverse discipline. Le lezioni saranno aperte alla comunità studentesca e alla cittadinanza, anche da remoto.

Nel corso della settimana si parlerà, tra l’altro, dell’ambivalenza della ricerca scientifica tra impieghi civili e militari, dei grandi negoziati di pace del Novecento, del valore della diversità genetica come testimonianza di una storia umana condivisa, dell’attualità dell’articolo 11 della Costituzione, dei modelli matematici che aiutano a comprendere la cooperazione e il conflitto, del ruolo della pace come condizione essenziale per la ricerca e l’educazione, dell’incidenza dei valori nelle decisioni aziendali, del nesso tra uso delle risorse, sostenibilità e guerra, dei meccanismi psicologici e neurobiologici che possono alimentare o contrastare la violenza, fino al contributo della pedagogia nella costruzione di una cultura della convivenza.

“La Settimana per la Pace – spiega il prof. Giuseppe Pascale del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali di UniTS che coordina l’iniziativa – nasce con l’obiettivo di offrire uno spazio di confronto e dialogo, mettendo a tema la pace non in astratto, ma attraverso le prospettive e gli strumenti propri delle diverse aree scientifiche che caratterizzano i dieci Dipartimenti dell’Università di Trieste. Ne emerge un percorso corale e interdisciplinare, in cui la pace viene letta di volta in volta come questione storica e politica, principio costituzionale, responsabilità educativa, equilibrio tra cooperazione e conflitto, ma anche come sfida che interroga la scienza, le tecnologie, la salute mentale, l’etica delle decisioni economiche e il rapporto tra sostenibilità e futuro dell’umanità”.


 

PROGRAMMA

Lunedì 13 aprile, ore 9-11 
Fisica tra guerra e pace: dal progetto Manhattan alle tecnologie quantistiche   
Prof Daniele Coslovich, prof. Fabio Benatti, prof. Fulvio Parmigiani   
La lezione ripercorre il rapporto, spesso problematico, tra fisica e guerra a partire dalle ricerche legate al progetto Manhattan, soffermandosi sullo sviluppo delle simulazioni Monte Carlo e sulla successiva riflessione della comunità scientifica sugli usi militari della ricerca. Lo sguardo si estende poi all’attualità delle tecnologie quantistiche, il cui potenziale resta segnato da una duplice possibilità: applicazioni pacifiche e impieghi militari.

Lunedì 13 aprile, ore 16-17         
La pace fragile. Analisi breve dei grandi negoziati di pace del XX secolo         
Prof.ssa Giulia Caccamo 
Attraverso una rilettura dei grandi accordi seguiti ai due conflitti mondiali, la lezione mette in evidenza i limiti, le promesse e le contraddizioni dei negoziati che hanno segnato il Novecento. Dalla Società delle Nazioni al sistema bipolare fino al dopo 1989, il percorso proposto invita a riflettere su quanto le architetture della pace possano rivelarsi instabili se non affrontano davvero le cause profonde dei conflitti.

Martedì 14 aprile, ore 9-10         
Diversità genetica e popolazione                   
Prof. Pio D’Adamo 
La genetica delle popolazioni viene qui proposta come una chiave per leggere la storia dell’umanità in termini di connessioni, migrazioni e mescolamenti continui. I moderni studi sul DNA mostrano infatti con chiarezza che ciò che accomuna gli esseri umani è molto più rilevante di ciò che li distingue, offrendo un messaggio scientifico di forte valore culturale: la diversità è parte di una storia comune.

Martedì 14 aprile, ore 11.15-12.45         
L’articolo 11 della Costituzione: profili nazionali e sovranazionali       
Prof. Gian Paolo Dolso, prof. Paolo Giangaspero, prof. Stefano Amadeo    
La lezione approfondisce la portata dell’articolo 11 della Costituzione italiana, sia come fondamento dell’apertura dell’ordinamento italiano al diritto internazionale e dell’Unione europea, sia come ripudio della guerra quale strumento di risoluzione delle controversie. In una fase storica segnata dalla crisi del multilateralismo e dal riemergere di rivendicazioni aggressive, il richiamo alla sua forza precettiva assume un significato particolarmente attuale.

Martedì 14 aprile, ore 14-15        
Teoria dei giochi non cooperativa: pace e conflitti  
Prof. Michele Cirafici       
A partire dai concetti fondamentali della teoria matematica dei giochi, la lezione esplora il modo in cui molte dinamiche sociali e politiche possano essere interpretate come interazioni strategiche tra soggetti razionali. Dall’equilibrio di Nash ai giochi ripetuti e ai modelli evolutivi, l’incontro mostra come la cooperazione possa emergere, consolidarsi o fallire, aiutando a comprendere meglio le logiche del conflitto e della convivenza.

Mercoledì 15 aprile, ore 9-11      
La Pace come requisito essenziale per le attività di Ricerca, Sviluppo ed Educazione: applicazioni pacifiche di Cartografia, GNSS e Droni         
Prof.ssa Raffaela Cefalo, dr. Fikrey Tesfay Tewelde 
La lezione mette in luce il valore della pace come condizione necessaria per lo sviluppo della ricerca, dell’innovazione e dei processi educativi, soffermandosi sulle applicazioni pacifiche di cartografia, sistemi di navigazione satellitare e droni. A questa prospettiva si affianca la testimonianza del visiting researcher Fikrey Tesfay Tewelde, che porterà il caso del Tigray, nel nord dell’Etiopia, per riflettere sul legame tra pace e diritto all’educazione.

Mercoledì 15 aprile, ore 14-16    
Valori, etica e decisioni aziendali        
Prof. Fabrizio Rossi         
L’incontro analizza il ruolo dei valori e dell’etica nelle decisioni d’impresa, con particolare attenzione all’influenza che convinzioni religiose, fattori culturali e dimensioni immateriali possono esercitare su propensione al rischio, investimenti, governance e sostenibilità. Una riflessione che invita a considerare i processi economici anche alla luce delle responsabilità sociali e del valore di lungo periodo.

Giovedì 16 aprile, ore 14-15                  
Dal fertilizzante alle armi chimiche: il famoso e famigerato Fritz Haber   
Prof. Federico Rosei        
Prendendo spunto dalla figura di Fritz Haber, scienziato capace di incarnare insieme progresso e distruzione, la lezione affronta l’ambivalenza della scienza e il rapporto tra sostenibilità, sfruttamento delle risorse e conflitti. Il tema della pace viene così collegato alla crisi ambientale, alle migrazioni, alla competizione per le risorse e alla responsabilità della ricerca nel cercare soluzioni che non alimentino nuove forme di violenza.

Giovedì 16 aprile, ore 16-18       
Psicologia e neuroscienze per la pace          
Prof. Fabio Del Missier, prof. Enrico Tongiorgi        
La lezione affronta il contributo di psicologia e neuroscienze alla comprensione dei meccanismi che possono sostenere la guerra o favorire la pace. Da un lato verranno illustrati il ruolo della paura, della propaganda e delle reazioni neurobiologiche, nonché gli effetti traumatici della guerra sulla salute mentale; dall’altro si rifletterà sui processi attraverso cui le persone possono attenuare il proprio senso morale fino a diventare complici di violenze e crimini, individuando possibili strategie di contrasto.

Venerdì 17 aprile, ore 13-15       
Educazione e pace. Letture pedagogiche      
Prof. Giancarlo Gola        
L’ultima lezione propone una lettura pedagogica della pace come costruzione culturale e pratica educativa. Attraverso figure come Maria Montessori, Aldo Capitini, Mario Lodi e Johan Galtung, il percorso mostra come autonomia, nonviolenza, partecipazione, cooperazione e dialogo possano diventare strumenti concreti per formare una cultura della convivenza. Il richiamo al recente rapporto UNESCO invita infine a ripensare l’educazione stessa come leva per un futuro più giusto, pacifico e sostenibile.

Per partecipare in remoto: https://portale.units.it/sites/default/files/2026-03/Program%20Pace%2013-17apr26.pdf          orld.it; hebrew@iol.it