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premio Mattador 2026
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Storie capaci di interrogare il presente, immaginare il futuro e offrire nuovi sguardi sulla realtà. Sono quelle delle giovani autrici e dei giovani autori premiati venerdì 17 luglio nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia, in occasione della cerimonia conclusiva della 17ª edizione del Premio Internazionale per la Sceneggiatura Mattador, dedicato a Matteo Caenazzo.

Rivolto ad autori italiani e stranieri tra i 16 e i 30 anni, il Premio nasce per fare emergere e accompagnare giovani talenti interessati alla scrittura cinematografica e audiovisiva. La premiazione rappresenta il traguardo di un percorso di ricerca e creatività, ma anche l’inizio di nuove opportunità per una generazione di sceneggiatori chiamata a trasformare la propria passione in un percorso artistico e professionale.

A decretare i vincitori è stata la giuria presieduta dal regista Andrea De Sica e composta da Habib Mestiri, Giuditta Tarantelli, Gianfilippo Pedote e Claudia De Angelis. Il Premio Mattador per la migliore sceneggiatura per lungometraggio è stato assegnato a Costantinopoli di Sim Levi Tezel, 27 anni, di Istanbul. La menzione speciale è andata a Santissimi di Giacomo Collesei, 25 anni, di Este.

Per la sezione dedicata al miglior soggetto sono stati selezionati Le portatrici di Giovanna De Luca, 29 anni, di Mercato San Severino, ed Erica Benvenuti, 29 anni, di Foggia; La colonia di Andrea Cantafio, 29 anni, di Soveria Mannelli; e Madda di Andrea Maddalena Bernardi, 27 anni, di Como.

Nella sezione Series, riservata ai progetti di serie televisive, sono stati premiati Superpensionati di Elisa Gattuso, 27 anni, di Roma, Matteo Fasan, 22 anni, di San Vito al Tagliamento, e Mariam Ugolini, 23 anni, di Senigallia; e Altitudine 1079 di Chiara Marta Federica Sofia Cappiello, 29 anni, di Como.

Il Premio Dolly per la migliore storia raccontata per immagini è andato a I Sobros di Sara Elizabeth Dui, 26 anni, di Bologna. A In questo freddo di Jacopo Milani, 30 anni, di Roma, è stato infine assegnato il Premio Corto86 per la migliore sceneggiatura per cortometraggio.

Alla cerimonia ha partecipato, in rappresentanza dell’Università degli Studi di Trieste, il Prorettore vicario Mauro Tretiach. «Dietro la convenzione che lega l’Università di Trieste all’Associazione Mattador c’è un’idea semplice ma ambiziosa: costruire ponti concreti tra le aule in cui si studia il cinema e la realtà in cui il cinema si fa davvero. Siamo fieri di appartenere a questo ecosistema del talento, capace di dare gambe alle idee e alle storie dei giovani autori», ha sottolineato Tretiach. «Il valore di questo Premio va ben oltre i verdetti: vincere può offrire la conferma e la fiducia necessarie per proseguire, ma anche chi non sarà premiato non deve pensare di avere fallito. Aver scritto, concluso e affidato agli altri la propria sceneggiatura significa avere già superato la sfida più difficile, quella del foglio bianco».

Il legame tra il Premio e l’Università di Trieste si è rafforzato nel 2025 con la sottoscrizione di una convenzione tra l’Ateneo e l’Associazione Culturale Mattador. L’accordo prevede la costituzione, presso il Sistema Museale di Ateneo – smaTs, del Fondo multimediale “Matteo Caenazzo e Premio Mattador”, destinato a raccogliere, conservare, rendere accessibile e valorizzare il patrimonio culturale prodotto dall’Associazione nel corso degli anni.

Il Fondo comprende sceneggiature, cortometraggi, video di backstage, pubblicazioni e altri materiali legati alle attività del Premio. Un patrimonio che potrà alimentare nuove iniziative culturali, di ricerca, formazione e impegno pubblico rivolte ai giovani, alla comunità universitaria e al mondo delle industrie creative.

Il Premio mantiene così viva la memoria di Matteo Caenazzo, giovane artista triestino capace di esprimersi attraverso la pittura, la fotografia, il video e la scrittura, prima di scegliere la sceneggiatura come proprio orizzonte artistico e professionale. Un sogno interrotto dalla sua prematura scomparsa, che continua oggi a generare occasioni concrete perché nuovi talenti possano trovare una voce e dare forma alle proprie storie.