Data notizia 9 Giugno 2026 Immagine Image Testo notizia L’Università di Trieste presente all’IEEE International Conference on Communications (ICC) 2026 a Glasgow, il più importante congresso internazionale nel settore delle telecomunicazioni. A rappresentare l’Ateneo è stato Fulvio Babich, docente del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, che ha ricoperto il ruolo di leading co-chair del Communication Theory Symposium, una delle sessioni scientifiche più rilevanti dell’evento.Il congresso ha riunito ricercatori, esperti industriali e rappresentanti delle principali aziende tecnologiche mondiali per discutere le prospettive future delle comunicazioni digitali, con particolare attenzione allo sviluppo delle reti 6G, all’intelligenza artificiale e alla sostenibilità delle infrastrutture di telecomunicazione.Come riporta da Glasgow il prof. Babich, il dibattito internazionale è oggi concentrato sulla necessità di una nuova generazione di reti mobili capace di rispondere alle profonde trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale.«Il consenso prevalente nella comunità scientifica e industriale è che l’evoluzione verso il 6G sia ormai opportuna, se non urgente, alla luce del rapidissimo sviluppo dell’intelligenza artificiale», ha spiegato. «Le attuali previsioni indicano la disponibilità di una prima versione dello standard tra il 2029 e il 2030».Uno dei temi più discussi durante il congresso è stato l’aumento del traffico dati generato dalle nuove applicazioni basate sull’AI. Sistemi autonomi, agenti intelligenti, realtà aumentata e dispositivi indossabili stanno infatti modificando profondamente le esigenze delle reti, richiedendo nuove architetture capaci di garantire maggiore capacità ed efficienza.Tra le innovazioni più promettenti emerse a Glasgow figura il paradigma della Token Communication, destinato ad affiancare i tradizionali modelli di trasmissione basati sui bit.«La Token Communication rappresenta un cambio di paradigma molto significativo», ha osservato il docente. «L’obiettivo non è più trasmettere grandi quantità di dati, ma trasferire in modo efficiente il contenuto semantico dell’informazione. Questo approccio può ridurre il traffico di rete, migliorare l’efficienza energetica e contribuire alla sostenibilità ambientale delle future infrastrutture digitali».Ampio spazio è stato dedicato anche alle reti integrate terra-aria-spazio, considerate uno degli elementi chiave del futuro ecosistema 6G. Accanto alla crescente diffusione delle costellazioni satellitari in orbita bassa, la comunità scientifica guarda con interesse alle piattaforme stratosferiche ad alta quota (HAPS), sistemi in grado di fornire connettività su vaste aree con minori consumi energetici e latenze ridotte.«Le piattaforme stratosferiche potrebbero svolgere un ruolo sempre più importante nelle future architetture di comunicazione», ha sottolineato Babich. «Rispetto ai sistemi satellitari tradizionali offrono vantaggi significativi in termini di copertura regionale, efficienza energetica e possibilità di manutenzione e aggiornamento delle infrastrutture».La partecipazione del prof. Babich ai lavori dell’IEEE ICC 2026 conferma il contributo dell’Università di Trieste alla ricerca internazionale nel campo delle telecomunicazioni e il ruolo dell’Ateneo nello sviluppo delle tecnologie che definiranno le reti del futuro.Nella foto: Chedlia Ben Naila (Optical Networks and Systems co-chair, Polytechnic University of Catalonia), Fulvio Babich, Nam Tran (Wireless Communications co-chair, University of Dublin), Muhammad Ali Imran (Executive co-chair, University of Glasgow)