Data notizia 27 Maggio 2026 Immagine Image Testo notizia Il turismo accessibile non comincia quando si arriva a destinazione, ma molto prima: nel momento in cui una persona cerca informazioni, verifica se una struttura è davvero adatta alle proprie esigenze e prova a capire se potrà vivere un’esperienza in autonomia e sicurezza.È questo uno dei messaggi principali emersi dall’evento finale del progetto DATIS – Pionieri digitali del turismo accessibile, finanziato dal programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, che si è svolto martedì 19 maggio 2026 al Grand Hotel Entourage di Gorizia. L’incontro, intitolato Il turismo accessibile inizia da un’informazione accessibile, ha rappresentato un momento di restituzione dei risultati a operatori del settore turistico e sociale, istituzioni, organizzazioni delle persone con disabilità, ricercatori ed esperti di accessibilità provenienti dall’Italia e dalla Slovenia.In questo percorso, l’Università degli Studi di Trieste ha avuto un ruolo centrale attraverso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, contribuendo alla costruzione della base scientifica del progetto e alla lettura dei bisogni reali delle persone coinvolte. La ricerca coordinata da UniTS ha raccolto oltre 400 questionari con persone con disabilità, intervistate online e in presenza, e ha approfondito l’indagine attraverso interviste e focus group con una cinquantina di persone con disabilità visiva, cognitiva e mentale, oltre a operatori, caregiver e familiari.Il lavoro è stato seguito per UniTS da Moreno Zago, professore di Pratiche di turismo responsabile, con il supporto dello staff di Quolity, composto da Luca Bianchi, Marta Candussi e Francesca Samogizio. Il contributo dell’Ateneo ha permesso di tradurre dati, esperienze e testimonianze in indicazioni utili per operatori turistici, istituzioni e comunità locali, con l’obiettivo di progettare servizi più accessibili, informazioni più affidabili e percorsi realmente inclusivi.Attraverso una ricerca campionaria transfrontaliera, interviste in profondità con persone con disabilità, analisi delle strutture ricettive e dei siti web turistici, DATIS ha messo in relazione accessibilità fisica, digitale e comunicativa, evidenziando quanto la qualità dell’informazione sia decisiva per rendere il viaggio un’esperienza realmente possibile e inclusiva.Un dato restituisce con particolare chiarezza la rilevanza del tema: per oltre il 90 per cento delle persone con disabilità motoria, sensoriale, cognitiva o legata all’età avanzata, viaggiare è considerato abbastanza o molto importante. Il viaggio non è soltanto tempo libero, ma un’esperienza che contribuisce al benessere fisico e mentale, rafforza autonomia e fiducia in sé stessi e contrasta l’isolamento sociale.Allo stesso tempo, le barriere continuano a limitare il diritto di viaggiare per tutti. Non si tratta solo di ostacoli fisici, ma anche di informazioni incomplete, poco leggibili o non affidabili, che possono generare una “falsa accessibilità”: strutture o servizi presentati come accessibili, ma non realmente adeguati alle esigenze delle persone. Pur in presenza di un trattamento generalmente rispettoso, solo il 17 per cento delle persone coinvolte considera il personale preparato a rispondere in modo adeguato alle esigenze e alle aspettative delle persone con disabilità.Il digitale rappresenta oggi uno dei principali canali di accesso al viaggio: quasi il 60 per cento delle persone coinvolte utilizza strumenti online per organizzare le proprie esperienze turistiche. Tuttavia, un terzo del campione ha evitato di scegliere una destinazione proprio a causa della mancanza di informazioni accessibili online. Navigazione complessa, testi poco leggibili, assenza di supporti inclusivi e contenuti non accessibili possono diventare barriere concrete quanto un ostacolo architettonico.L’analisi condotta nell’ambito di DATIS su 100 siti web turistici dell’area transfrontaliera ha confermato questa criticità: molti portali risultano visivamente moderni e tecnicamente strutturati, ma non ancora pienamente utilizzabili da tutte le persone. Il livello medio di accessibilità digitale rilevato è pari al 37 per cento per gli operatori turistici sloveni e al 40 per cento per quelli italiani.Tra i risultati del progetto rientrano anche il database web DATIS, pensato per rendere più visibili e verificabili le informazioni sull’accessibilità digitale degli operatori turistici dell’area transfrontaliera, le linee guida e una strategia per una comunicazione turistica più accessibile. Si tratta di strumenti utili sia per le persone nella fase di pianificazione del viaggio, sia per gli operatori nel miglioramento della qualità e della chiarezza delle informazioni offerte.Un’attenzione specifica è stata dedicata anche alle attività pilota realizzate presso i Musei del Monte San Michele a Sagrado e del patrimonio industriale di Ajdovščina, con il coinvolgimento di persone con disabilità visiva, cognitiva e mentale. Le sperimentazioni hanno mostrato come tecnologie immersive, accessibilità digitale e contenuti multisensoriali possano trasformare il patrimonio culturale in un’esperienza più inclusiva, a condizione che le soluzioni siano semplici, accessibili e accompagnate da un adeguato supporto umano.Proprio il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità è uno degli elementi centrali emersi dal progetto. Le soluzioni accessibili non possono essere progettate soltanto sulla base di standard formali o verifiche tecniche, ma devono nascere dall’ascolto degli utenti, dalla co-progettazione e dalla valutazione concreta delle esperienze.