Data notizia 17 Luglio 2026 Immagine Image Testo notizia Il Graduation Day dell’Università di Trieste è tornato nel cuore della città per celebrare la ricerca, la conoscenza e le nuove generazioni.Giovedì 16 luglio, Piazza Verdi ha ospitato la cerimonia di proclamazione dei Dottori di Ricerca del 38° ciclo, che si è conclusa con il caratteristico e tradizionale lancio del tocco. Inserito nel calendario di Trieste Estate, l’evento ha trasformato uno dei riti più significativi della vita accademica in un momento pubblico di incontro tra Università e cittadinanza.Dopo l’esordio dello scorso anno, il Graduation Day in città si conferma un appuntamento attraverso cui UniTS condivide con il territorio il valore della formazione dottorale e il contributo della ricerca allo sviluppo culturale, scientifico, sociale ed economico della comunità.Il primo Graduation Day della rettrice Donata VianelliPer la rettrice Donata Vianelli è stato il primo Graduation Day alla guida dell’Ateneo.«La cerimonia di quest’anno è stata la prima che ho vissuto da rettrice dell’Università di Trieste e ha rappresentato il consolidarsi di una nuova tradizione per l’Ateneo e per la città. Le dottoresse e i dottori di ricerca sono il punto più alto della formazione universitaria e l’ingresso di nuove generazioni nella comunità della ricerca. Celebrare questo passaggio in Piazza Verdi significa portare la conoscenza fuori dai luoghi in cui nasce e condividerla con la società, perché la scienza non è solo avanzamento del sapere: è responsabilità, fiducia nel futuro e capacità di contribuire al bene comune».I numeri del Graduation Day 2026L’edizione 2026 ha confermato la crescita dei percorsi di dottorato dell’Università di Trieste. I 187 nuovi dottori di ricerca proclamati in Piazza Verdi rappresentano un nuovo numero record per l’Ateneo.Come evidenzia Francesco Longo, docente UniTS e Delegato della Rettrice ai Dottorati di Ricerca, «il dato è legato anche all’impatto delle borse finanziate dal PNRR: il 38° ciclo è infatti il primo a giungere alla proclamazione dopo aver incluso per intero le borse avviate nell’anno accademico 2022/2023, a cui si è affiancata la scelta dell’Università di Trieste di continuare a investire anche con risorse proprie nella formazione dottorale».La classe 2026 dei nuovi dottori di ricerca è composta da 89 donne, pari al 47,6%, e 98 uomini, pari al 52,4%. La componente internazionale rappresenta il 14,4% del totale, con dottorandi provenienti da 14 Paesi: Austria, Brasile, Cina, Costa Rica, Croazia, Etiopia, Filippine, Francia, India, Iran, Nicaragua, Pakistan, Ruanda e Tunisia. Complessivamente, considerando anche l’Italia, le cittadinanze rappresentate sono 15 e confermano una comunità dottorale aperta a Europa, Asia, Africa e America.I 13 corsi: una ricerca trasversaleI 187 nuovi dottori di ricerca provengono da 13 corsi di dottorato, che restituiscono la trasversalità della ricerca sviluppata all’Università di Trieste: dalle scienze della vita alla fisica, dalla chimica all’ingegneria, dall’intelligenza artificiale alle nanotecnologie, dalla sostenibilità alle scienze cognitive, fino alla storia, all’architettura e agli studi sul territorio.I corsi coinvolti sono: Ambiente e Vita; Applied Data Science and Artificial Intelligence; Biomedicina Molecolare; Chimica; Circular Economy; Fisica; Ingegneria Civile-Ambientale e Architettura; Ingegneria Industriale e dell’Informazione; Nanotecnologie; Neuroscienze e Scienze Cognitive; Scienze della Riproduzione e dello Sviluppo; Scienze della Terra e Meccanica dei Fluidi; Storia delle Società, delle Istituzioni e del Pensiero. Dal Medioevo all’Età Contemporanea.Ospiti, istituzioni e partnerLa serata ha avuto come ospite d’eccezione Alberto Di Minin, professore ordinario di Innovation Management alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ricercatore e divulgatore, che ha tenuto la lectio magistralis “Il futuro ha bisogno di maestre e maestri. Una riflessione su Ricerca, Innovazione aperta e Responsabilità umana”.Al centro dell’intervento il ruolo della ricerca nelle grandi trasformazioni tecnologiche e sociali. Ogni epoca ha immaginato il futuro attraverso la scienza e la tecnologia del proprio tempo, ma le rivoluzioni non sono mai prodotte dalle tecnologie da sole. Hanno bisogno di persone capaci di trasformare la conoscenza in possibilità, di costruire ponti tra ricerca, impresa e società, di dare senso umano all’innovazione.Accanto alla scienza, anche la musica ha avuto un ruolo centrale nella serata, grazie alla performance di Pierpaolo Foti, violinista e compositore.La cerimonia, condotta dalla giornalista Marinella Chirico, ha visto la partecipazione della rettrice dell’Università di Trieste Donata Vianelli, del Delegato della Rettrice ai Dottorati di Ricerca Francesco Longo, del Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e del Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. Sono intervenuti inoltre l’Amministratore Delegato di Bluenergy Group S.P.A. Alberta Gervasio e il Direttore Generale di CiviBank Luca Cristoforetti, in rappresentanza dei partner che sostengono l’iniziativa e condividono con l’Ateneo l’impegno verso innovazione, crescita e sviluppo della comunità.Il lancio del toccoLa serata è culminata con la proclamazione dei nuovi dottori di ricerca attraverso il rito del lancio del tocco. Il gesto, una delle immagini più riconoscibili delle cerimonie di laurea, viene fatto risalire alla U.S. Naval Academy: nel 1912 i nuovi ufficiali lanciarono in aria i vecchi copricapi da allievi. Da allora il lancio del tocco è diventato un simbolo immediato di passaggio e festa collettiva.L’evento è stato reso possibile anche grazie al sostegno di CiviBank e Bluenergy Group S.P.A., partner del territorio.La rassegna Trieste Estate è organizzata e promossa dal Comune di Trieste - Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia e dell’Assessorato alle Politiche del Territorio, il supporto di PromoTurismoFVG e la collaborazione del Trieste Convention & Visitors Bureau.