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È stato raggiunto e superato, con un mese di anticipo, l’obiettivo nazionale previsto dal PNRR per l’orientamento attivo nella transizione scuola-università: oltre un milione di studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado coinvolti nei percorsi promossi dagli Atenei italiani e in possesso dell’attestato finale.

L’annuncio è arrivato a Trieste, nella giornata di apertura del convegno nazionale “Orientati ad orientare. Dagli eventi ai processi partecipativi e attivi”, promosso dall’Università degli Studi di Trieste in collaborazione con Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, Politecnico di Bari, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi di Ferrara e Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

L’appuntamento, in programma giovedì 25 e venerdì 26 giugno nel Salone di Rappresentanza della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, riunisce oltre 100 delegati, professionisti e professioniste dell’orientamento universitario, con 47 atenei rappresentati, per fare il punto sull’esperienza maturata nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Missione 4 “Istruzione e Ricerca”, Componente 1, Investimento 1.6 “Orientamento attivo nella transizione scuola-università”, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU.

Il convegno arriva alla vigilia della conclusione formale della misura PNRR e assume quindi il valore di un bilancio nazionale: non solo per misurare i risultati raggiunti, ma anche per discutere l’eredità di una sperimentazione che ha coinvolto università, scuole, territori e strutture professionali dell’orientamento su una scala senza precedenti.

A sottolineare il significato del risultato è stata Luisa De Paola, direttrice generale dell'ufficio per il Diritto allo studio del Ministero dell’Università e della Ricerca, che ha evidenziato come il raggiungimento dell’obiettivo sia stato possibile grazie alla capacità degli Atenei di lavorare in rete. Il PNRR, ha osservato, ha mostrato che le università non sono chiamate soltanto a insegnare, ma anche a offrire servizi, accompagnamento e assistenza agli studenti nella costruzione del proprio percorso formativo, professionale e di vita.

“Il PNRR ci ha insegnato che siamo capaci di fare”, ha ricordato De Paola, richiamando l’importanza di mantenere, anche oltre la stagione delle risorse straordinarie, le buone pratiche costruite in questi anni. La rete nata tra Atenei e scuole rappresenta infatti uno dei principali lasciti dell’esperienza, insieme alla consapevolezza che l’orientamento è ormai una funzione strategica del sistema universitario nazionale.

Il tema della continuità è al centro anche della nascita della Rete degli Orientatori delle Università Italiane, che raccoglie e valorizza l’esperienza maturata dagli operatori e dalle operatrici dell’orientamento universitario nel corso della sperimentazione PNRR. La nuova realtà nazionale nasce con l’obiettivo di promuovere il riconoscimento della figura dell’orientatore universitario, favorire la condivisione di strumenti e buone pratiche e contribuire allo sviluppo delle future politiche dell’orientamento nella formazione superiore.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali della rettrice dell’Università di Trieste Donata Vianelli, di Pierpaolo Olla, direttore generale dell’Agenzia regionale per il diritto allo studio, e di Patrizia Pavatti, direttrice generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia.

Nel suo intervento, la rettrice Vianelli ha richiamato il valore strategico dell’orientamento per il sistema universitario e per il benessere degli studenti, invitando a superare l’idea dell’orientamento come semplice attività informativa o promozionale. Orientare, ha sottolineato, significa accompagnare le persone nella comprensione delle proprie inclinazioni, delle proprie competenze e delle scelte più coerenti con il loro progetto di vita.

La rettrice ha inoltre evidenziato come l’esperienza PNRR abbia permesso di mettere realmente in rete le università italiane, rafforzando il ruolo degli uffici, del personale tecnico-amministrativo e dei professionisti impegnati quotidianamente nei servizi di orientamento. Un patrimonio che, secondo la rettrice, non deve andare disperso, ma diventare una componente stabile e riconosciuta del sistema universitario.

A introdurre il senso delle due giornate è stata Elisabetta Madriz, delegata alle progettualità per l’Orientamento dell’Università di Trieste, che ha richiamato la necessità di trasformare le azioni avviate negli ultimi anni in veri percorsi di accompagnamento alla crescita personale, formativa e professionale degli studenti.

L’orientamento, ha ricordato Madriz, non si esaurisce nella scelta di un corso di laurea, ma ha una dimensione educativa più ampia: aiuta le persone a riconoscere le proprie risorse, dare significato alle esperienze, costruire visioni di futuro e affrontare le transizioni che caratterizzano l’intero percorso di vita.

La prima giornata del convegno è dedicata al bilancio dell’esperienza PNRR, alle prospettive future dell’orientamento universitario e al confronto tra istituzioni, Atenei ed esperti provenienti da ambiti differenti. Tra gli interventi in programma anche quello di Stefano Muroni, attore e imprenditore della creatività, fondatore della filiera creativa Ferrara La Città del Cinema, dedicato al tema “Quale orientamento per il futuro?”.

La seconda giornata, venerdì 26 giugno, sarà invece dedicata in particolare al ruolo degli orientatori universitari e alle competenze necessarie per operare in un contesto in continua evoluzione, con l’obiettivo di consolidare il patrimonio di esperienze, relazioni e buone pratiche costruito grazie al PNRR e di accompagnarne l’evoluzione nei prossimi anni.