Data notizia 25 Maggio 2026 Immagine Image Testo notizia Il cambiamento climatico può incidere in modo significativo sulla qualità del vino, ma i suoi effetti non sono uguali per tutte le varietà. È questo il tema al centro dello studio Climate and the quality of wine: Whites vs. reds, pubblicato in Open Access su Journal of Cleaner Production e condotto da un gruppo di ricerca UniTS.La ricerca è firmata da Giovanni Millo, Paolo Bogoni, Barbara Campisi, Matteo Carzedda, Gianluigi Gallenti, Valentino Riva e Gaetano Carmeci. Il lavoro si inserisce nel progetto “Cambiamento climatico e sostenibilità della viticoltura nel Collio Goriziano”, avviato nell’ambito del Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche “Bruno de Finetti” (DEAMS) e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.Lo studio prende in esame il Collio, area vitivinicola del Friuli Venezia Giulia in cui convivono produzioni bianche e rosse, offrendo un contesto adatto ad analizzare in modo comparato gli effetti delle condizioni meteorologiche sulla qualità del vino. L’obiettivo della ricerca è comprendere come variabili climatiche, quali temperature e andamento stagionale, possano influenzare la qualità finale del prodotto.La qualità del vino dipende da molti fattori. Alcuni sono relativamente stabili o controllabili, come il suolo, le tecniche di vinificazione e le caratteristiche del territorio. Altri, invece, sono esterni al controllo dei produttori, come il clima, la variabilità meteorologica e gli eventi estremi.I risultati mostrano che i vini bianchi reagiscono alle condizioni meteorologiche in modo diverso rispetto ai rossi. In particolare, emerge un equilibrio delicato tra temperature primaverili ed estive, con effetti che possono variare sensibilmente anche tra singole varietà. Il cambiamento climatico, quindi, non produce conseguenze uniformi, ma richiede analisi specifiche per territorio, vitigno e tipologia di vino.Lo studio offre elementi utili non solo dal punto di vista scientifico, ma anche per i produttori e per chi si occupa di politiche territoriali. Comprendere quali varietà risultino più o meno sensibili alle condizioni climatiche può contribuire a definire strategie di adattamento, anche attraverso scelte mirate nella gestione dei vigneti e nella selezione delle varietà più adatte ai nuovi scenari climatici.Il percorso di ricerca ha avuto inoltre una ricaduta formativa: il finanziamento ha consentito di sostenere un assegno di ricerca biennale, poi confluito in un percorso dottorale nell’ambito del Dottorato in Circular Economy dell’Ateneo.