Data notizia 24 Aprile 2026 Immagine Image Testo notizia Dai raggi cosmici alle proteine del futuro: sono questi i temi che hanno conquistato il palco di FameLab Trieste 2026, il talent internazionale della comunicazione scientifica. A vincere la selezione locale, andata in scena il 23 aprile in un affollato Teatro Miela, sono Pietro Monti-Guarnieri e Roberta Pratolini, che accederanno alla finale nazionale di FameLab Italia.L’evento è stato organizzato dall’Immaginario Scientifico, con Università di Trieste, Università di Udine, SISSA e Comune di Trieste, nell’ambito del protocollo Trieste Città della Conoscenza.In soli tre minuti, i 18 concorrenti in gara hanno trasformato temi complessi in racconti accessibili e coinvolgenti, dimostrando come la scienza possa essere chiara, sorprendente e persino divertente. A guidare la serata è stato Simone Kodermaz, fisico, violinista e vincitore della prima edizione triestina del 2013.Il primo classificato di quest'anno, Pietro Monti-Guarnieri, è studente di dottorato in fisica delle astroparticelle all'Università di Trieste e INFN Trieste. Entusiasmo, umorismo e tanta energia sono le caratteristiche di Pietro, che ha saputo raccontare in modo insolito e coinvolgente gli effetti e le applicazioni della fisica dei raggi cosmici, dai processi climatici e la “creazione” di nuvole, alla tomografia muonica.Al secondo posto Roberta Pratolino, dottoranda all’Università di Udine, che ha raccontato con chiarezza e leggerezza le frontiere della food science, tra proteine ibride e... una torta ai lamponi.I due vincitori rappresenteranno Trieste alla finale nazionale in programma in autunno. Il campione italiano accederà poi alla finale internazionale di FameLab, prevista a novembre, sfidando concorrenti da tutto il mondo.Terzo posto e premio del pubblico a Smritirekha Talukdar (Area Science Park), che ha unito neuroscienze ed energia sostenibile in un racconto brillante sulla neuroplasticità e sulle possibili alternative ai combustibili fossili.A valutare i concorrenti una giuria composta da Nicola Bressi (Museo Civico di Storia Naturale di Trieste), Vieri Candelise (Università di Trieste), Giulia Casasole (SISSA) e Valeria Filì (Università di Udine).