Data notizia 10 Aprile 2026 Immagine Image Testo notizia In occasione dell’edizione 2026 della Giornata internazionale dei Viaggi dell’Uomo nello Spazio, l’Università di Trieste si unisce alla comunità scientifica internazionale per celebrare il valore dell’esplorazione spaziale come impresa collettiva dell’umanità, sottolineando l’importanza della cooperazione tra Paesi e il ruolo cruciale del progresso scientifico per il futuro globale.In un periodo segnato da forti conflitti internazionali, lo sguardo verso lo spazio rappresenta un’occasione per riscoprire una prospettiva più ampia: la ricerca in ambito spaziale ci richiama alla consapevolezza del nostro posto in un cosmo vasto, complesso e ancora in gran parte misterioso. È proprio questa dimensione condivisa della conoscenza che continua a unire ricercatori e istituzioni di tutto il mondo, al di là delle divisioni.Il prof. Stefano Borgani, docente di Astrofisica e Cosmologia, spiega l’impegno UniTS in questo affascinante settore di Ricerca.“Osservare l’Universo con satelliti dallo spazio consente di rimuovere il “velo opaco” dell’atmosfera, raggiungendo una nitidezza nella nostra conoscenza delle strutture cosmiche difficilmente ottenibile con i telescopi a terra. Uno di questi telescopi spaziali, Euclid dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), è stato lanciato il 1° luglio 2023 e sta ora fornendo una panoramica della struttura dell’Universo su scale di svariati miliardi di anni luce, con un livello di dettaglio mai raggiunto finora. Misurando con grande precisione la distanza di decine di milioni di galassie e gli effetti di lente gravitazionale per oltre un miliardo di galassie, Euclid permetterà di affrontare domande fondamentali riguardanti la comprensione dell’Universo. Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Fisica del nostro Ateneo, in collaborazione con colleghi di INAF – Osservatorio Astronomico di Trieste e di SISSA, sono parte attiva dello Euclid Consortium, una collaborazione di oltre duemila ricercatori in gran parte europei, con una componente significativa di colleghi statunitensi e canadesi. I ricercatori del nostro Ateneo hanno un ruolo chiave, che si traduce anche in responsabilità di coordinamento di gruppi di lavoro, nello studio della distribuzione di galassie e di ammassi di galassie utilizzando anche metodi statistici avanzati di “Machine Learning”, sfruttando infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni per realizzare “digital twins” dell’Universo osservato da Euclid. Lo scopo ultimo di queste analisi è contribuire a gettar luce sulla natura della Materia Oscura e dell’Energia Oscura, sulle leggi fondamentali che regolano l’evoluzione dell’Universo, oltre che sulle condizioni che ne hanno determinato l’origine stessa”.Attraverso il contributo attivo dei suoi ricercatori in grandi collaborazioni internazionali, l’Università di Trieste conferma il suo impegno nella costruzione di una conoscenza condivisa, capace di superare confini e tensioni, e di restituirci una visione più consapevole e unitaria del nostro posto nell’Universo. Nella foto: rendering del satellite Euclid. Credit: Thales Alenia Space