La Coppa Aurea torna a Trieste: vince il liceo Galilei Read more about La Coppa Aurea torna a Trieste: vince il liceo Galilei Immagine Progetto senza titolo (92).png Data notizia Mon, 09/03/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Futuri studenti Territorio e società Testo notizia Si è conclusa la XIX edizione della Coppa Aurea, la competizione di matematica a squadre per gli Istituti Secondari Superiori organizzata dal MIGe, Dipartimento di Matematica Informatica e Geoscienze di UniTS nell’Aula Magna dell’Ateneo.Realizzata in collaborazione con il responsabile per la Provincia di Trieste delle Olimpiadi di Matematica (prof.ssa Amalia Abbate) e con gli organizzatori della gara a Genova, la competizione è un'occasione per avvicinare gli studenti in modo ludico e divertente a questa materia. Nel 2026, dopo vent’anni, la Coppa Aurea torna a Trieste: il liceo G. Galilei si è aggiudicato la vittoria. A parte le primissime edizioni, del 2005 e 2006, vinte dal liceo G. Oberdan di Trieste, negli anni successivi la coppa era stata conquistata quasi sempre da squadre venete (in particolare delle province di Treviso e Padova), con l'unica eccezione di Gorizia nel 2008. Dopo il secondo posto del 2025 il liceo triestino, forte dei suoi 1266 punti, riesce quest'anno a portare a casa la coppa della XIX edizione. I “I 7 del Leone” del liceo L. da Vinci di Treviso si sono classificati al secondo posto con 1127 punti, mentre “Gente poco seria” del liceo I. Nievo di Padova ha conquistato le medaglie di bronzo con 911 punti. Anche la squadra “Goats of Levi” dell'IIS P. Levi di Montebelluna, grazie al quarto posto in classifica con 902 punti, conquista l'accesso alla finale nazionale di Cesenatico.All’edizione 2026 hanno partecipato 26 scuole secondarie di secondo grado, provenienti dalle quattro province del Friuli Venezia Giulia e dalle province di Padova, Treviso e Venezia: dopo dieci anni di assenza è tornata a partecipare anche una scuola croata di lingua italiana di Pola. Ogni scuola era rappresentata da una squadra composta da 7 studenti, che si sono sfidati a colpi di problemi e quesiti matematici.Da Trieste hanno partecipato anche il liceo G. Oberdan, l'ISIS Carducci-Dante, l'ISIS J. Stefan, l'ITS A. Volta e, per la prima volta, il liceo artistico E. e U. Nordio, l'ISIS Da Vinci-Carli-Sandrinelli e la Scuola Internazionale di Trieste.Contemporaneamente, in 38 città italiane, 713 squadre per un totale di 4991 studenti di scuola secondaria di secondo grado si sono cimentate sugli stessi problemi per guadagnarsi l’accesso alla finale nazionale di Cesenatico, che si svolgerà a maggio. Consistente la presenza femminile, a dimostrazione che le materie STEM sono sempre più attrattive. La Coppa Aurea sarà rimessa in palio nella prossima edizione e diventerà di possesso definitivo dell’istituto che riuscirà a vincerla per tre volte. Attualmente il liceo I. Nievo di Padova ha già conquistato due edizioni. Una vittoria a testa è invece andata al Da Vinci di Treviso, al Levi di Montebelluna e al liceo Galilei di Trieste. Abstract Conclusa nell’Aula Magna UniTS l’edizione 2026 della competizione di matematica per gli studenti delle Superiori Mostra nel diario Off
UniTS a "Just the woman I am" per gli 80 anni del CUS Trieste Read more about UniTS a "Just the woman I am" per gli 80 anni del CUS Trieste Immagine WhatsApp Image 2026-03-09 at 09.15.56.jpeg Data notizia Mon, 09/03/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Lanciare un forte messaggio, accompagnato da azioni concrete, e avere come palcoscenico uno dei luoghi più vissuti e iconici della quotidianità triestina. L’80° anno di attività del CUS Trieste si è aperto domenica 8 marzo con la sua terza partecipazione a distanza alla 5ᵅ edizione di Just The Woman I Am. Anche quest’anno dunque il CUS Trieste ha proposto la camminata/corsa non competitiva collegandosi virtualmente al grande evento organizzato e promosso dal CUS Torino, la FederCUSI, il Politecnico e l’Università della città piemontese e che dal 2014 è un appuntamento imperdibile sotto la Mole con oltre 30.000 presenze annuali. JTWIA promuove la raccolta fondi per la ricerca sulla salute e sul cancro, coltivando inoltre, concretamente, concetti come la prevenzione, l’applicazione di corretti stili di vita, l’inclusione e la parità di genere; il CUS Trieste da cinque edizioni supporta la partecipazione degli iscritti di Trieste acquistando i pettorali a sostegno dell’evento e li dona ai suoi tesserati, studenti e dipendenti dell’Università di Trieste.Un bel gruppo di partecipanti si sono ritrovati alla Fontana di Barcola per percorrere un tracciato lungo la riviera di Barcola di 5 km al proprio ritmo, correndo o camminando senza guardare al cronometro, ma cercando di vivere appieno un momento di socialità altamente simbolico: “La partecipazione dell’Università di Trieste – ha affermato la Rettrice UniTS Donata Vianelli - alla Just The Woman I Am, attraverso l’impegno del CUS Trieste, rappresenta un segnale concreto di come la nostra comunità sappia unire sport, solidarietà e responsabilità sociale: la promozione di salute, prevenzione e corretti stili di vita è parte integrante della nostra missione educativa. Sostenere la raccolta fondi per la ricerca sul cancro e promuovere, allo stesso tempo, inclusione e parità di genere vuol dire tradurre i valori dell’Ateneo in azioni tangibili e rafforza il senso di comunità”.“Anche quest’anno - ha aggiunto il presidente del CUS Trieste Michele Pipan - abbiamo proseguito il nostro impegno nell’organizzare una partecipazione a distanza in team all’evento organizzato dal CUS Torino in collaborazione con l’Università e il Politecnico di Torino, credendo fortemente nella capacità dello sport di mettersi al servizio della società promuovendo buone pratiche, indispensabili per vivere un certo benessere sociale. Mi piace rimarcare come oggi (domenica 8 marzo) siano stati protagonisti entrambi i generi, femminile e maschile, a dimostrazione di come queste azioni di sensibilizzazione debbano coinvolgere una fetta sempre più ampia di comunità per aumentare la propria efficacia”. Abstract Di corsa a Barcola per la Ricerca sul cancro, prevenzione, inclusione e parità di genere Mostra nel diario Off
Giornata Internazionale della Donna: ecco la fotografia delle laureate UniTS secondo AlmaLaurea Read more about Giornata Internazionale della Donna: ecco la fotografia delle laureate UniTS secondo AlmaLaurea Immagine WhatsApp Image 2026-03-05 at 13.14.46.jpeg Data notizia Fri, 06/03/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Territorio e società Testo notizia In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’Università di Trieste rinnova il proprio impegno nella promozione delle pari opportunità, nel sostegno alle carriere femminili, anche nei settori STEM, e nel monitoraggio costante delle dinamiche di genere come strumento fondamentale per orientare politiche universitarie inclusive e consapevoli. Per tutto il weekend la facciata UniTS si colorerà di giallo, colore simbolo della Giornata.Un’occasione di riflessione ulteriore è fornita dai dati del Rapporto di Genere AlmaLaurea 2026 (su dati 2024): l’indagine conferma l’elevata partecipazione e le ottime performance accademiche delle studentesse UniTS, evidenziando però anche differenze strutturali nel passaggio al mondo del lavoro, in particolare sul piano retributivo. Più donne tra i laureati 2024Nel 2024 i laureati dell’Ateneo sono stati 3.226 (1.842 di primo livello, 979 magistrali biennali e 405 a ciclo unico). La componente femminile rappresenta il 58,7% del totale, con una presenza particolarmente significativa nei corsi a ciclo unico (65,7%).Le laureate mostrano, in media, performance accademiche solide: il 62,1% conclude gli studi in corso (contro il 56,2% degli uomini) e il 69% ha svolto un tirocinio curriculare, con un divario positivo di quasi 15 punti percentuali rispetto ai colleghi. Il Rapporto evidenzia anche come l’“ereditarietà” del titolo di studio (ovvero il conseguimento della laurea nello stesso ambito disciplinare di un genitore) sia meno marcata tra le donne, segnalando percorsi di scelta più autonomi rispetto ai modelli familiari. Occupazione a cinque anni dal titolo: alti tassi, ma resta il gap retributivoL’indagine sui laureati di secondo livello del 2019, contattati a cinque anni dalla laurea, mostra tassi di occupazione elevati: 92,5% per le donne e 93,6% per gli uomini.Rimangono tuttavia differenze nelle caratteristiche del lavoro e nelle retribuzioni. Le donne dichiarano una retribuzione media netta mensile di 1.904 euro, rispetto ai 2.097 euro degli uomini. Risulta inoltre maggiore la presenza femminile nel settore pubblico (44,7% contro 38,1%), mentre gli uomini registrano una quota più elevata di contratti a tempo indeterminato e di attività in proprio.STEM: cresce la presenza femminile, ma non si azzera il divarioNei percorsi STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), tradizionalmente caratterizzati da una minore presenza femminile, le donne rappresentano il 38,7% dei laureati 2024.A cinque anni dal titolo, il tasso di occupazione è pari al 90,8% per le donne e al 93% per gli uomini. Anche in questo ambito si registra un differenziale retributivo: 2.118 euro netti mensili per le donne contro 2.207 euro per gli uomini. I contratti a tempo indeterminato risultano più diffusi tra gli uomini, mentre le donne presentano una maggiore incidenza di contratti a termine. Abstract Per tutto il weekend la facciata UniTS sarà illuminata di giallo, colore simbolo della Giornata Mostra nel diario Off
Stefano Parolai nominato Editor-in-Chief del Bulletin of the Seismological Society of America Read more about Stefano Parolai nominato Editor-in-Chief del Bulletin of the Seismological Society of America Immagine Progetto senza titolo (91).png Data notizia Thu, 05/03/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Stefano Parolai, direttore del Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze di UnitTS è stato nominato dalla Seismological Society of America (SSA) nuovo Editor-in-Chief della rivista scientifica Bulletin of the Seismological Society of America (BSSA), uno dei periodici più autorevoli a livello internazionale nel campo della sismologia.Parolai inizierà il suo mandato nell’estate 2026, succedendo al geofisico P. Martin Mai.Fondata nel 1911, BSSA pubblica ogni anno circa 175 articoli scientifici dedicati allo studio dei terremoti, del rischio sismico e delle scienze della Terra.«BSSA è forse la rivista più storicamente importante nel campo della sismologia – ha commentato Parolai – Sono onorato di poter ricoprire questo ruolo e contribuire a mantenerla un punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale».L’attività di ricerca di Parolai si concentra sullo studio della pericolosità e del rischio sismico, sullo sviluppo di metodologie per la valutazione degli effetti di sito e sull’analisi dei segnali sismici, con particolare attenzione anche ai sistemi di allerta precoce. Tra gli obiettivi del suo nuovo mandato, il rafforzamento della qualità del processo di peer review, l’ampliamento della base di autori e il coinvolgimento delle nuove generazioni di ricercatori nella comunità scientifica internazionale della sismologia. Abstract BSSA è uno dei periodici più autorevoli a livello internazionale nel campo della sismologia Mostra nel diario Off
Formula 1: Units e University of Roehampton analizzano la capacità di adattamento agli stress da gara Read more about Formula 1: Units e University of Roehampton analizzano la capacità di adattamento agli stress da gara Immagine pilota.png Data notizia Thu, 05/03/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Destinatari target Enti e aziende Territorio e società Testo notizia I piloti di Formula 1 sviluppano adattamenti fisiologici altamente specifici, strettamente legati alle esigenze della guida ad altissima intensità. Accelerazioni fino a 3–4 g, carichi meccanici sul collo, posture obbligate, stress termico e recuperi ridotti modellano il corpo del driver in modo unico. È quanto emerge da una review internazionale condotta dall’Università di Trieste in collaborazione con la University of Roehampton (Londra) e con il coinvolgimento diretto di tre performance coach di Formula 1 attivi ai massimi livelli, tra cui gli allenatori di Charles Leclerc e Max Verstappen.Lo studio, volto a colmare la mancanza di conoscenze scientifiche specifiche sulla fisiologia dei piloti, è stato pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, la principale rivista scientifica peer-reviewed nel campo della medicina e della scienza dello sport.I piloti di Formula 1, spiegano gli autori, non sono necessariamente “fuori scala” per parametri generali come statura, massa corporea o capacità aerobica rispetto ad altri atleti professionisti. Emergono però adattamenti altamente specifici, primo fra tutti lo sviluppo della forza del collo, essenziale per contrastare le elevate forze multidirezionali che agiscono sulla testa – e sul casco – in curva, in frenata e in accelerazione e per preservare la qualità dello sguardo, la precisione della guida e i tempi di reazione, fattori decisivi per la performance e la sicurezza. Oltre alla forza del collo, i ricercatori hanno individuato altri adattamenti specifici: la capacità di sostenere carichi ripetuti e asimmetrici – anche sugli arti inferiori, soprattutto al momento della frenata –, l’adattamento dei muscoli del tronco, della cintura scapolare, degli stabilizzatori profondi, la capacità del cuore di gestire picchi di frequenza cardiaca.Alex Buoite Stella, coautore dello studio e docente di Fisiologia presso il Dipartimento universitario clinico di Scienze Mediche, chirurgiche e della salute dell’Università di Trieste, spiega: “La Formula 1 è uno degli sport più affascinanti e mediaticamente rilevanti al mondo, ma anche tra quelli che impongono al corpo dell’atleta sollecitazioni tra le più complesse in assoluto. Accelerazioni, frenate, stress termico, posture obbligate e recuperi ridotti si sommano per tutta la stagione. Con questo lavoro abbiamo voluto capire, in modo sistematico, come l’organismo del pilota risponde e si adatta a queste richieste, mettendo insieme ricerca scientifica ed esperienza diretta dei coach che operano in Formula 1.”Lo studio mette, inoltre, in evidenza il peso crescente dei fattori ambientali e logistici della Formula 1 moderna. Con ventiquattro gare in ventuno paesi, trasferte intercontinentali e appuntamenti in condizioni climatiche estreme, lo stress termico e la gestione del recupero diventano elementi centrali. I ricercatori dell’Università di Trieste, insieme ad alcuni studenti del Racing Team UniTS – team dell’ateneo di Formula SAE (Society of Automotive Engineers), competizione universitaria internazionale di design ingegneristico –, hanno analizzato le condizioni ambientali di tutte le gare dell’ultimo campionato, stimandone il potenziale impatto termico sui piloti. Episodi recenti, come il Gran Premio del Qatar 2023, hanno mostrato come il caldo possa rappresentare un rischio concreto non solo per la prestazione, ma anche per la salute. In questo contesto, strategie come acclimatazione al caldo, raffreddamento pre‑gara e gestione mirata dell’idratazione sono sempre più diffuse, ma – sottolineano gli autori – molte pratiche restano guidate dall’esperienza più che da dati raccolti direttamente in gara.Le interviste strutturate ai performance coach hanno permesso di descrivere come le richieste fisiologiche si traducano in programmi di allenamento altamente personalizzati, adattati al tipo di circuito, alle caratteristiche del pilota e alle condizioni ambientali attese.“Unendo competenze cliniche e di ricerca con l’esperienza maturata quotidianamente nel paddock, siamo riusciti a costruire il quadro più aggiornato oggi disponibile del profilo fisiologico del pilota di Formula 1. Il lavoro non solo identifica le aree in cui servono nuovi studi, ma propone anche strategie pratiche per ottimizzare performance e tutela della salute degli atleti”, osserva ancora Buoite Stella.Gli autori e i coach indicano come priorità future studi sempre più specifici per la Formula 1 e più vicini alle condizioni reali di competizione, capaci di misurare parametri come frequenza cardiaca, temperatura corporea, consumo di ossigeno e lattato, e di chiarire anche i possibili effetti a lungo termine sulla salute, in particolare per quanto riguarda la zona lombare e l’esposizione alle vibrazioni delle monoposto.Kim Keedle, preparatore atletico dei piloti di Formula 1 coinvolto nello studio, conclude: “Poiché il regolamento vieta l’uso di dispositivi all’interno dell’auto, ci basiamo sui dati raccolti dall’esterno del veicolo, e questo comporta alcune limitazioni. Per esempio, sarebbe interessante confrontare la risposta della frequenza cardiaca durante la guida su circuiti diversi e in condizioni differenti. Rispetto ad altri sport, la misurazione della frequenza cardiaca può sembrare poca cosa, ma rappresenterebbe un grande passo avanti e ci permetterebbe di quantificare con precisione le sollecitazioni e preparare di conseguenza i piloti.”***************************Studio completo pubblicato su British Journal of Sports MedicineThe physiological and health demands of formula one motor racing: a comprehensive review with driver performance coach insight Christopher James Tyler*1, Luke Felton1, Andrea Ferrari2, Kim Keedle3, Rupert Manwaring4, Alex Buoite Stella5School of Life and Health Sciences, University of Roehampton, London, SW15 4JDMotorsport Performance Coach, ItalyMotorsport Performance Coach, AustraliaMotorsport Performance Coach, United Kingdom.Department of Medicine, Surgery and Health Sciences, University of Trieste, Trieste, Italy Abstract Studio pubblicato sulla rivista British Journal of Sports Medicine Mostra nel diario Off
UniTS inaugura il nuovo laboratorio per la didattica digitale DEH e lancia i suoi primi quattro MOOC Read more about UniTS inaugura il nuovo laboratorio per la didattica digitale DEH e lancia i suoi primi quattro MOOC Immagine LAB_3_DEH.jpg Data notizia Wed, 04/03/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo Comunicati stampa Società e territorio Destinatari canale Ateneo Studiare Destinatari target Futuri studenti Studenti iscritti Post lauream Enti e aziende Territorio e società Testo notizia Nell’ambito del progetto DEH ALMA (Advanced Learning Multimedia Alliance for Inclusive Academic Innovation), finanziato dal PNRR attraverso i Digital Education Hub, l’Università degli Studi di Trieste ha attivato un nuovo laboratorio di videoproduzione dedicato alla didattica digitale "DEH - Digital Education Hub" e realizzato i suoi primi quattro MOOC (Massive Open Online Courses), che entreranno nel catalogo nazionale ALMA. I MOOC sono corsi online gratuiti e flessibili, pensati per ampliare l’accesso alla formazione universitaria e integrare la didattica tradizionale con strumenti digitali innovativi. Si inseriscono perfettamente nel filone formativo delle microcredenziali, certificazioni accademiche di piccole dimensioni che attestano l’acquisizione di competenze specifiche, ottenute attraverso percorsi formativi brevi e mirati.I MOOC UniTS sono accessibili sulla piattaforma Federica Web Learning dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, cui è affidata la gestione e il coordinamento operativo della rete ALMA. “Con il nuovo Laboratorio e l’avvio dei primi quattro MOOC, il nostro Ateneo consolida il suo impegno verso una didattica digitale di qualità, capace di integrare innovazione tecnologica, inclusione e apertura internazionale, contribuendo alla trasformazione del sistema universitario italiano nel quadro degli investimenti strategici del PNRR”, sottolinea la Rettrice Donata Vianelli. I primi quattro MOOC dell’Università di TriesteI corsi sviluppati dall’Ateneo coprono ambiti disciplinari differenti, con un approccio interdisciplinare e aperto anche a un pubblico non specialistico.Data Science e StatisticaCondotto dai docenti Luca Bortolussi, Adriano Peron, Alejandro Rodriguez Garcia, Alessandro Fabris e Teresa Scantamburlo, il corso offre una panoramica introduttiva e interdisciplinare sui dati digitali. Vengono affrontate le principali questioni relative alla loro natura, raccolta, organizzazione, analisi e rappresentazione, con attenzione agli aspetti etici, alla protezione dei dati personali e alla normativa vigente (GDPR). L’obiettivo è fornire strumenti concettuali e operativi per comprendere e utilizzare i dati in modo corretto, consapevole e responsabile.FilosofiaIl corso del prof. Giovanni Grandi introduce alla comprensione dei significati del “fare giustizia”, analizzando giustizia commutativa, distributiva, del contrappasso e il paradigma della giustizia riparativa. Vengono approfondite le pratiche di risoluzione dei conflitti riconducibili alla Restorative Justice, con particolare riferimento all’ambito penale.FisicaIl corso, creato dal prof. Pierre Thibault, offre una panoramica completa sulla tomografia computerizzata a raggi X (CT). Vengono trattati lo sviluppo storico della tecnica e le sue principali applicazioni in medicina, ricerca e industria, introducendo i principi fondamentali dell’interazione dei raggi X con la materia, inclusi attenuazione e indurimento del fascio. Il corso descrive diverse configurazioni dei sistemi CT (medicale, microCT e sistemi basati su sincrotrone) e presenta i fondamenti matematici della formazione dell’immagine attraverso la trasformata di Radon. Sono spiegati sia i metodi di ricostruzione analitica, come la retroproiezione filtrata, sia gli approcci iterativi. Infine, vengono illustrate le tecniche per l’interpretazione e la visualizzazione dei dati volumetrici. Salute e medicina, antropologia, traduzioneIl corso, svolto dai docenti Federico Berton, Roberta Altin, Giuseppe Grimaldi e Caterina Falbo, affronta il tema delle migrazioni contemporanee, con particolare attenzione alla gestione degli aspetti sanitari in contesti caratterizzati da differenze linguistiche, culturali e religiose. Il percorso sottolinea l’importanza di una formazione adeguata del personale sanitario, affinché sia in grado di interagire in modo appropriato con interpreti e pazienti, promuovendo una comunicazione efficace e culturalmente consapevole.Il Laboratorio DEH ALMA: tecnologia e qualità broadcastIl nuovo studio è uno spazio polifunzionale progettato per riconfigurarsi rapidamente in base alle esigenze produttive: set per MOOC, sala per video-podcast, ambiente per shooting fotografici e piattaforma per webinar live. Lo spazio polifunzionale è attrezzato con telecamere PTZ 4K, regia multicamera, illuminazione professionale e sistemi audio di livello broadcast. Grazie a una rete dedicata a 10 Gbps e a un sistema di archiviazione avanzato, il laboratorio consente un workflow accelerato dalla registrazione alla post-produzione. Abstract Il Progetto DEH ALMA ha l’obiettivo di innovare l’offerta formativa dell'ateneo Mostra nel diario Off
UniTS ricorda Romano Isler, docente e storico Presidente del CUS Read more about UniTS ricorda Romano Isler, docente e storico Presidente del CUS Immagine Titolo (76).jpg Data notizia Tue, 03/03/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Testo notizia Si è spento in questi giorni Romano Isler, stimato docente dell’Università di Trieste, autore di numerosi lavori scientifici, per molti anni alla guida del CUS Trieste in qualità di Presidente e figura centrale dello sport universitario nazionale dove ha ricoperto anche il ruolo di vicepresidente del CUSI.Nato a Trieste nel 1941, Isler si è formato presso il Ginnasio Dante Alighieri e ha conseguito la laurea in Matematica nel 1965 con il massimo dei voti. Entrato in ruolo nel 1967 come assistente di Analisi matematica, ha svolto un’intensa attività didattica nei corsi di laurea di Ingegneria, Chimica ed Economia, contribuendo alla crescita di generazioni di studenti.Dopo aver vinto i concorsi a professore associato e straordinario, è divenuto professore ordinario nel 1993, ricoprendo stabilmente la cattedra di Matematica generale. Accanto all’impegno didattico, ha svolto un’attività di ricerca di respiro internazionale: dapprima in topologia generale, poi nell’ambito della teoria delle decisioni e delle funzioni di utilità, in collaborazione con studiosi italiani e stranieri.Isler ha inoltre dedicato energie e competenze alla vita istituzionale dell’Ateneo, ricoprendo ruoli di grande responsabilità: è stato Presidente dell’Opera Universitaria di Trieste (1979–1988) nonché componente del Comitato per lo Sport Universitario dell'ateneo, distinguendosi per l’attenzione costante al diritto allo studio e al benessere degli studenti.La comunità universitaria ricorda in lui un docente rigoroso e appassionato, un ricercatore curioso e generoso, un collega stimato per equilibrio e disponibilità. Alla famiglia e a tutti coloro che gli sono stati vicini giungano le più sentite condoglianze dell’Ateneo. Abstract Già ordinario di Matematica Generale, è stato anche Presidente dell’Opera Universitaria di Trieste Mostra nel diario Off
UniTS e Croce Rossa Italiana FVG: siglato accordo che punta al coinvolgimento degli studenti Read more about UniTS e Croce Rossa Italiana FVG: siglato accordo che punta al coinvolgimento degli studenti Immagine 2026_03_02_Firma CRI_stampa_002.jpg Data notizia Mon, 02/03/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Comunicati stampa Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Territorio e società Testo notizia È stato firmato nella Sala Cammarata del Rettorato il protocollo d’intesa tra l’Università di Trieste e la Croce Rossa Italiana – Comitato Regionale del Friuli Venezia Giulia ODV, alla presenza della Magnifica Rettrice, Donata Vianelli, e della Presidente regionale CRI, Ariella Testa. L’accordo, di durata triennale, avvia una collaborazione strutturata che mette a sistema competenze, esperienze e reti delle due istituzioni per sviluppare iniziative comuni su formazione, disseminazione, ricerca e progettualità innovative, con un’attenzione specifica al coinvolgimento della comunità studentesca e del volontariato. L’intesa definisce un quadro condiviso di lavoro orientato allo scambio di know-how e alla costruzione di attività di interesse comune: le parti intendono collaborare nella realizzazione di momenti formativi e di disseminazione, anche attraverso la partecipazione di docenti ed esperti alle iniziative promosse dall’Ateneo o dalla CRI, e nell’organizzazione di convegni, incontri e dibattiti accompagnati da azioni di comunicazione concordate per la promozione e la diffusione dei contenuti. Il protocollo prevede inoltre la promozione di studi, ricerche e pubblicazioni su temi condivisi e la creazione di partnership per la partecipazione a progetti europei e nazionali. Un elemento qualificante riguarda la possibilità di coinvolgere studenti e studentesse UniTS nelle attività di volontariato della Croce Rossa Italiana, con l’eventuale riconoscimento di crediti formativi extracurriculari fino a un massimo di 3, oltre alla facilitazione di percorsi di tirocinio curriculare o extracurriculare collegati alle iniziative sviluppate nell’ambito della collaborazione. «La collaborazione tra l’Ateneo e la Croce Rossa Italiana - spiega la prof.ssa Vanessa Nicolin, delegata al Benessere studentesco e inclusione di UniTS - rappresenta un elemento di rilevanza strategica nel rafforzamento dei rapporti con il territorio e nella promozione della tutela della salute pubblica. Tale sinergia consente di integrare il patrimonio scientifico, formativo e metodologico dell’Ateneo con l’esperienza operativa e la capillarità territoriale della Croce Rossa, generando un modello di collaborazione che si configura come uno strumento di governance territoriale integrata».«Questa iniziativa nasce anche dall’entusiasmo e dalla capacità propositiva di alcuni nostri giovani volontari, che sono anche studenti universitari – sottolinea Ariella Testa, Presidente regionale della Croce Rossa Italiana FVG –. Sono stati loro a portare all’attenzione della Croce Rossa e dell’Ateneo idee concrete, poi sviluppate insieme fino a tradursi in un accordo operativo. Ora siamo pronti a lavorare fianco a fianco per far conoscere sempre di più, dentro e fuori l’Università, i principi e le attività della Croce Rossa. I giovani, in questo percorso, hanno un ruolo decisivo: sono parte attiva del presente e una risorsa fondamentale per il futuro». Abstract Saranno promosse iniziative comuni su formazione, disseminazione, ricerca e progettualità innovative, con un’attenzione specifica alla comunità studentesca e al volontariato Mostra nel diario Off
Promemoria_Auschwitz: viaggio della Memoria per 48 studenti UniTS Read more about Promemoria_Auschwitz: viaggio della Memoria per 48 studenti UniTS Immagine Titolo (75).jpg Data notizia Mon, 02/03/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Destinatari canale Ateneo Destinatari target Studenti iscritti Testo notizia Si è concluso oggi il viaggio della Memoria per 48 studenti e studentesse dell’Università di Trieste che hanno partecipato al progetto Promemoria_Auschwitz. L’esperienza rappresenta la tappa finale di un percorso di formazione e cittadinanza attiva, pensato per approfondire la storia del Novecento e sviluppare strumenti di lettura critica del presente. La comitiva dell’Università di Trieste, accompagnata dai docenti Angelo Venchiarutti (IUSLIT) e Marco Franceschi (MIGe), era composta da studenti provenienti da tutti i Dipartimenti e di tutti i livelli, inclusi anche dottorandi, selezionati sulla base di una lettera motivazionale. Al gruppo si è aggregata anche la rettrice Vianelli che ha partecipato alla visita ai luoghi simbolo della Shoah, come il Memoriale di Auschwitz-Birkenau e il Museo “Fabbrica di Oskar Schindler”. A rendere Promemoria_Auschwitz un’esperienza formativa completa è stata la fase di formazione che ha preceduto il viaggio. Prima della partenza, gli studenti UniTS hanno frequentato un ciclo di seminari che hanno trattato l’ascesa dei fascismi, la costruzione del consenso e l’eliminazione del dissenso, la creazione del nemico, le persecuzioni e la Shoah, grazie al contributo di docenti e ricercatori dell’Università di Trieste, tra cui Tullia Catalan, Roberta Nunin e Matteo Perissinotto.L’iniziativa, promossa dall’Associazione DEINA APS ha coinvolto nel viaggio della Memoria complessivamente circa 600 studenti, provenienti anche da diversi atenei italiani, tra cui Politecnico di Milano, Università di Milano-Bicocca, Università di Torino, Scuola Normale Superiore e Università di Ferrara, oltre a gruppi di scuole superiori. Abstract Si è concluso con le visite a Cracovia e al Memoriale di Auschwitz-Birkenau il progetto formativo e di cittadinanza attiva promosso da Deina APS. Con il gruppo anche la rettrice Vianelli Mostra nel diario Off
Giornata internazionale delle malattie rare 2026 Read more about Giornata internazionale delle malattie rare 2026 Immagine malattie_rare.png Data notizia Sat, 28/02/2026 - 12:00 Categoria notizia Ateneo ateneo Ricerca Destinatari canale Ateneo Ricerca Testo notizia In occasione della Giornata internazionale delle malattie rare 2026, che si celebra il 28 febbraio, l’Università di Trieste, rinnova l’attenzione verso un ambito di ricerca in cui la dimensione scientifica si intreccia in modo diretto con i bisogni delle persone e delle famiglie. Le patologie rare – spesso complesse da riconoscere e da trattare – richiedono percorsi diagnostici più rapidi, terapie mirate e una presa in carico sempre più personalizzata: obiettivi che richiedono competenze diverse, dal laboratorio alla clinica, dalla genetica ai dati, fino allo sviluppo di nuovi modelli sperimentali.In questo contesto, UniTS contribuisce con gruppi e progetti che lavorano per migliorare la comprensione dei meccanismi di malattia, affinare gli strumenti diagnostici e costruire soluzioni con un impatto concreto sulla qualità della vita. Un esempio arriva dall’area delle malattie epatiche rare, dove la ricerca si concentra in particolare sulle patologie colestatiche. L’Ateneo partecipa allo studio multicentrico nazionale dedicato alla ricerca di mutazioni associate alla Colestasi Intraepatica Familiare Progressiva (PFIC) in pazienti adulti con colangite sclerosante dei piccoli dotti, integrando dati clinici, biochimici, radiologici e istologici con analisi genetiche dell’esoma (con attenzione a geni come ABCB4). L’obiettivo è duplice: riconoscere forme genetiche dell’adulto che possono rimanere a lungo non identificate e contribuire a ridefinire l’inquadramento diagnostico delle colestasi criptogenetiche attraverso correlazioni genotipo–fenotipo.Accanto a questo filone, è attiva la collaborazione con la Struttura Complessa di Genetica Medica dell’IRCCS Burlo Garofolo per identificare nuove varianti patogenetiche nelle colestasi geneticamente determinate in età adulta. La ricerca include anche lo sviluppo di modelli cellulari utili a studiare la funzione delle varianti individuate e, più in generale, l’identificazione di nuovi geni responsabili delle PFIC, un gruppo di malattie rare prevalentemente pediatriche su cui UniTS e Burlo lavorano in stretta sinergia.Contributi scientifici: prof.ssa Lory Crocè (Gastroenterologia, Università di Trieste); dott. Adamo Pio D’Adamo (Genetica medica, Università di Trieste e IRCCS Burlo Garofolo). Abstract Nell'ampio spettro delle patologie rare anche le malattie epatiche, dove la ricerca UniTS si concentra sulla Colestasi Intraepatica Familiare Progressiva Mostra nel diario Off