Salta al contenuto principale
Data notizia
Immagine
Image
settembre d'oro
Testo notizia

Il Burlo e l’Università di Trieste scendono in campo in occasione della campagna “Accendi d’Oro, Accendi la Speranza”, promossa da FIAGOP – Federazione Italiana Associazioni Genitori e Guariti Oncoematologia Pediatrica – dal 21 al 28 settembre 2026, per richiamare l’attenzione sulle problematiche dei tumori nei bambini e sull’importanza della ricerca nel campo dell’Oncoematologia pediatrica.

L’iniziativa si inserisce nel Settembre d’Oro, il mese internazionale di sensibilizzazione sui tumori pediatrici promosso dalla rete Childhood Cancer International.

Dal 1984, la struttura dell’IRCCS triestino ha curato più di mille bimbi e ragazzi e ha eseguito 480 trapianti di cellule staminali ematopoietiche. Grazie ai progressi nelle terapie, le speranze di guarigione oggi si attestano attorno all’80%.

Il crescente miglioramento dei risultati in termini di guarigione è determinato da molteplici fattori, tra i quali protocolli chemioterapici sempre più efficaci, anche con farmaci innovativi (come gli anticorpi monoclonali e le terapie target), e i progressi in ambito di diagnostica molecolare e genetica.

“Curare un bambino con tumore oggi è possibile – spiega il dottor Marco Rabusin, direttore dell’Oncoematologia pediatrica del Burlo - e questo importante risultato è il frutto di notevoli progressi in ambito tecnologico, associati alla sinergia tra operatori sanitari, associazioni di pazienti e famiglie per creare un’alleanza terapeutica”.

Con la propria adesione alla campagna, l’Università di Trieste ribadisce l’importanza di sostenere la ricerca scientifica per sviluppare terapie sempre più efficaci e ampliare le possibilità di guarigione dei bambini e degli adolescenti colpiti da tumore. L’Ateneo illuminerà d’oro la facciata dell’edificio A, unendosi ai monumenti, agli edifici e ai luoghi simbolici che in tutta Italia si accenderanno del colore della campagna: un segno di vicinanza ai giovani pazienti e alle loro famiglie e un richiamo all’impegno comune per il futuro delle cure.