Data notizia 24 Settembre 2026 Immagine Image Testo notizia “Il diritto allo studio negli Istituti di pena si consolida e diventa parte di una strategia regionale sempre più integrata. Insieme ai percorsi finalizzati all’acquisizione di competenze professionali per i detenuti, finanziati dalla Regione attraverso il Fondo sociale europeo, oggi offriamo un’ulteriore opportunità: la possibilità di conseguire una laurea. È un passo significativo, che amplia concretamente le possibilità di crescita, formazione e reinserimento delle persone recluse”. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Istruzione, formazione e università, Alessia Rosolen, intervenuta alla conferenza stampa di presentazione del progetto “I Poli del Friuli Venezia Giulia per il diritto allo studio universitario nella fase esecutiva della pena”, che entra ora nella fase operativa dopo la sottoscrizione, lo scorso 25 giugno, della Convenzione quadro tra Regione Friuli Venezia Giulia, Università degli Studi di Trieste, Università degli Studi di Udine, Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria (Prap Triveneto) e Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna (Uiepe).“La Convezione– precisa Stefano Ciampi, Delegato della Rettrice per la Semplificazione amministrativa e il Polo universitario penitenziario – presenta elementi distintivi e qualificanti rispetto alle omologhe iniziative nazionali . Queste ultime adottano di solito modelli fondati sul rapporto fra un ateneo e uno specifico istituto di pena, funzionale ad assicurare il diritto allo studio universitario ai detenuti. Il nostro disegno, invece, si distingue per alcune significative peculiarità. Anzitutto, fa leva su entrambi gli Atenei regionali, l’Università di Trieste e di Udine, che concorrono all’attività dei Poli in modo coordinato e paritetico. In secondo luogo, grazie all’intesa raggiunta con il Provveditorato regionale Amministrazione penitenziaria, le persone detenute in tutte le case circondariali regionali (Trieste, Udine, Pordenone, Gorizia e Tolmezzo) potranno beneficiare dei vantaggi legati all’operatività dei Poli. Ancora, l’attiva partecipazione dell’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione penale esterna per il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Trento e Bolzano consente di estendere la cerchia dei beneficiari a chi sconti la pena all’esterno del carcere, in misura alternativa alla detenzione (affidamento in prova, semilibertà, detenzione domiciliare), con un raggio di azione che, in questo caso, copre non solo il territorio regionale, ma anche quello del Veneto e delle Province autonome di Trento e Bolzano. Vi è, poi, la rilevantissima presenza della Regione Autonoma FVG tra le Parti firmatarie: solo eccezionalmente, su scala nazionale, si registrano analoghi livelli di coinvolgimento diretto, che vanno ben oltre le generiche forme di “supporto esterno”, per assumere, invece, un ruolo di responsabilità strategico ai fini dell’avvio e dello sviluppo dell’iniziativa, della sua promozione, del suo coordinamento e del relativo supporto finanziario”.“La Convezione firmata lo scorso giugno – conclude il prof. Ciampi – rivela un impianto complesso ed evoluto, tale da farne, probabilmente, un unicum a livello nazionale: essa costituisce il frutto di una forte convergenza istituzionale unica nel proprio genere, che consente di esprimere piena soddisfazione per un approdo che le Parti firmatarie hanno perseguito con grande determinazione, coronando uno sforzo ideativo e programmatico cominciato due anni fa".